materialismo&dialettica
Produzione del processo e processo della produzione >
Condizioni vita e processo

& – Le cause esterne costituiscono la condizione ma sono → le cause interne che costituiscono la base.  Le cause esterne operano attraverso le cause interne (Mao, Scritti 1°/390).

& – È la realtà esterna che produce la realtà interna. Realtà interna che risponde, reagisce alla realtà esterna secondo un complesso bagaglio di conoscenze ed esperienze che le sono proprie.

 

[vita e condizioni della vita]

Differenza fra vita e condizioni della vita – Fra lavoro e condizioni del lavoro (LINN 2°) – Esiste una differenza fra vita e condizioni della vita? Fra l’oggetto e le condizioni che permettono la sua esistenza? Direi di sì. Le condizioni della vita entrano quasi immediatamente in contraddizione e si oppongono alla vita. Come le condizioni del lavoro si oppongono al lavoro. Quindi. Le condizioni della vita sono nel medesimo momento premessa e conseguenza della vita. Cioè. Permettono la produzione della vita e immediatamente dopo possono opporsi alla vita. E la vita si dirige verso la propria produzione allargata spinta proprio dal tentativo e dalla necessità di superare le condizioni che prima l’hanno prodotta e poi le si sono opposte. Così la vita nel corso del suo processo crea condizioni nuove più favorevoli o muta adattandosi a condizioni più favorevoli esistenti.

Qui il concetto di vita è altamente astratto e generico. Il che non significa che sia meno reale. Risultato di più determinazioni, determinazioni fra le quali possiamo includere anche le condizioni. Sia quelle che ne hanno formato il presupposto, sia quelle che in un secondo momento l’hanno ostacolata, sia le nuove create o scelte con l’adattamento.

Qui il concetto di condizione è diverso da quello di condizione naturale. Il secondo è strettamente inerente all’esistenza umana.  Il primo è inerente al lungo processo che caratterizza il passaggio dalla materia inerte alla materia vivente.

 

[differenza fra condizione/i naturale/i del lavoro e lavoro]

(cfr  LINN 2°/143). Solo col capitalismo nasce il lavoro come tale. Prima l’appropriazione dei beni avviene attraverso le condizioni naturali del lavoro e non del  lavoro resosi autonomo, come lavoro in sé, di conseguenza vendibile come tale.

© Questo lascia supporre uno sviluppo in corso delle condizioni del lavoro e la particolare collocazione del lavoro resosi autonomo, all'interno del processo di produzione generale. Così.

1) condizione naturale del lavoro, 2) lavoro, 3) condizione del lavoro naturale.

 

Ecco cosa Marx intende per lavoro naturale.  

Primo presupposto di tutta la storia umana è l’esistenza di individui umani viventi (IT/17) (vedi oltre) – Le condizioni da cui questi individui dipendono sono due. 1. quella della loro organizzazione fisica. 2. quella delle condizioni naturali esistenti.

In un certo senso l’esistenza degli uomini è il reale presupposto alla loro vita e come suo proprio presupposto è tutt’uno con la natura – La natura, dunque, con l’uomo al suo interno, è il presupposto della vita dell’uomo. 

La storia dell’uomo prende il via nel momento in cui l’uomo comincia a produrre i propri mezzi di sussistenza.  Con questa produzione condizionata dalla propria precedente organizzazione fisica, l’uomo si distacca progressivamente dalla natura sia quella propria, sia quella esterna.

Producendo i propri mezzi di sussistenza, l’uomo da un lato produce la sua stessa vita, dall’altro la sua stessa vita dipende da ciò che produce e da come lo produce.  L’uomo diviene a sua volta un prodotto della sua stessa produzione (vedi anche @MS).

 

Con Mc affrontiamo la questione del lavoro come condizione naturale che pone il problema del concetto marxiano di condizione naturale.

La condizione naturale è un fenomeno oggettivo. Quel momento nel quale il fenomeno non si è ancora autonomizzato e è ancora mischiato con le attività del fare quotidiano. È la condizione naturale esistente.

Questa condizione si presenta sotto la forma della naturalezza. Della spontaneità. Naturale come è naturale l’aria, l’energia solare, i frutti spontanei della terra e come è naturale l’uomo nel momento in cui viene a trovarsi sulla terra organizzato come essere vivente e pensante. Consapevole come essente, in quanto c’è, ma inconsapevole del suo presupposto, come mai e perché c’è.

Credo che si possa anche sostenere come  nelle condizioni naturali il valore di scambio sia mischiato al valore di uso.  Così il lavoro prima del capitalismo si presenta come strettamente legato all’oggetto che produce, al punto che non si riesce a distinguerlo da questo. Con il capitalismo, il lavoro (vai a @LAV), pur avendo come oggetto la produzione di un valore di uso, è diventato una merce in sé. Staccata dal prodotto finale, prodotto che nella maggior parte dei casi non riguarda la produzione immediatamente diretta riguardando la produzione nella sua complessità. –|

[stabilità & unità]

L’unità, la stabilità di una «forma» totale è data dalla riproduzione del suo ciclo totale  (CAP 2°/104). 

Ma anche: "Tutti i presupposti del processo appaiono come un suo risultato come presupposto da esso stesso prodotto e tutti i suoi risultati appaiono come suoi presupposti" (CAP 2°/103 & 106).

® Il presupposto è condizione del processo ma è il processo a produrlo. Il presupposto prende la sua forma di presupposto solo una volta che il processo si è sviluppato. Più il processo si sviluppa più il presupposto assume la sua forma, la forma di presupposto. Solo alla fine del processo il presupposto apparirà nella sua completezza. Sarà interamente prodotto. Legge dialettica secondo la quale è la fine che produce il principio. Prima dell’evento il presupposto fa parte del reale possibile e come tale non individuabile.

Allora se la fine produce il principio, il principio apparirà come conseguenza della fine. I presupposti appaiono come risultati. Ciò che non è. –|

 

[essenza dell'essente]

Come si legge nell'IT/17/ primo presupposto di tutta la storia umana è l'esistenza di individui viventi. Così l'esistenza degli uomini diventa il reale presupposto alla loro vita. Distinzione più profonda che sottile. L'essere è la condizione dell'essente. L'esistere, l'esistenza non  va qui considerata come un'astrazione. Ma come la concreta realtà nella quale gli uomini si sono venuti a trovare a un certo momento dello loro storia. Il momento nel quale la loro storia comincia a prendere forma.

Nel concetto di esistenza visto come presupposto alla vita, si rintraccia, è racchiusa la storia del vivente sulla terra. Prima la terra, poi il vivente, poi l'uomo. Eppure leggere che l'esistenza degli uomini va vista come il reale presupposto alla loro vita, può presentarsi come una tautologia. Per il pensiero comune, vita ed esistenza sono confusamente mischiati. L'una è sinonimo dell'altra. Se vivo esisto, se esisto vivo. Ma la necessità di ricorrere a un dio per spiegare l'esistenza, dimostra come l'equivalenza fra essere e essente non sia poi così pacifica (vedi “essere e esistere” in @CSCZF). Tanto che l'essere si reifica astrattamente in dio e l'essente in una sua creatura, l'uomo. Ora l'uomo creato da dio è un uomo profondamente diverso dall'uomo frutto dell'evoluzione.

 

[costituente – costituito]

"Le forme primitive della proprietà... mentre costituiscono la base economica delle diverse forme di comunità a loro volta presuppongono determinate forme di comunità" (LINN 1°/128–129).  © Dunque la «base economica» si costituisce nelle forme del modo di produzione (forme primitive della proprietà) e dà vita alle forme generali della società (forme di comunità) che presuppongono a loro volta una base economica costituita.  Qui non si può ragionare con i termini delle categorie di causa ed effetto.  Qui l’effetto è costituente della causa.  Le forme generali della società presuppongono le forme specifiche della società di cui sono contemporaneamente causa ed effetto.  Altrettanto vale naturalmente per le forme specifiche della società. 

Le forme generali si costituiscono nelle forme specifiche ma queste a loro volta si costituiscono in quelle – Tutte insieme si costituiscono nelle condizioni create dal modo di produzione (la proprietà del suolo) che a sua volta dà vita e presuppone le forme generali e le forme specifiche assunte dalla società (vai a @FORR).

Ancora più in profondità c’è il grado di sviluppo delle forze produttive (cioè la capacità di scambio fra uomo e natura che è alla base di tutto) e là prendono vita i rapporti di produzione a loro volta costituenti - costituiti della/dalla forma generale (la comunità) e delle/dalle forme specifiche (determinata forma di comunità). Allo stesso modo è l’operaio salariato che è creato dal modo capitalistico di produzione (vai a @C&C) – ma nello stesso tempo il mcp presuppone e si costituisce sull’operaio salariato – Tutto ciò si spiega solo con le leggi dialettiche che caratterizzano il processo dello sviluppo (4PP).   

 

 

parole chiave di ricerca
[materialismo dialettico [produzione del processo e processo della produzione [condizioni della vita e condizioni naturali  [condizione (concetto di) [processo [presupposto e processo [vita (concetto di) [storia della umanità [lavoro [costituente–costituito [modo capitalistico di produzione [essere-esistere

[Marx [Taine

 

“Condizioni vita e processo” [@COND]

Torna su

Trova
codici
Menu