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Processo della produzione

(4PP – materiali utili per cogliere momenti significativi nella produzione del  processo di produzione)

 

[premessa]

Rivedo gli ultimi appunti di analisi e teoria di politica generale. Alcuni sono stati inclusi nel 4PP. La difficoltà di dare un ordine agli appunti teorici generali è che tutto fa parte del processo generale che ho indicato come 4PP. Tutto, ma a livelli diversi. Non organizzabili in una struttura. Proprio per via della natura stessa del processo reale. Probabilmente il processo reale non ha una struttura. È «in processo». Ha solo una storia. Con i suoi «momenti». Gli uni riversati negli altri.

Tuttavia i singoli «momenti» del processo presi in sé, rivelano una loro struttura. Ciò che non esiste è una struttura dei momenti in successione. Quella struttura è la loro storia.

Le leggi della riproduzione allargata e dell'equivalente generale rappresentano il filo di Arianna che può permettere di individuare la storia del processo, la direzione (se ne ha una) della sua complessità. Della complessità del «movimento generale della materia».

Chiamiamo progresso i passi consecutivi e discreti di questa complessità. I suoi momenti. Per noi la storia di questa complessità va dal bing-bang, ammesso che ci sia mai stato, all’uomo. O, se si vuole, dal primo apparire della materia, nella misura in cui siamo riusciti a individuare questo primo, presunto apparire, all’uomo. In un alternarsi di disordine entropico e di organizzazione sempre più complessa della materia (da fpg dic 07).

 

[sul concetto di progresso]

Rileggo alcuni passi di Engels su LFE (Feuerbach). Fra l'altro E. precisa /58/ come il mondo non debba essere concepito come un complesso di cose compiute, ma come un complesso di processi. Penso che nel concetto moderno di progresso sia racchiusa questa idea di un mondo fatto di cose compiute. A volte addirittura come una serie di cose compiute nella testa degli uomini. È questo concetto di progresso a essere superato e a non reggere alla critica che gli viene rivolta da più parti.

La scienza fatica non poco a passare al concetto di processo. Che scopre di continuo ma non riconosce. E non riconosce per via della sua concezione lomat del mondo e del suo idealismo intriso di kantismo (da fpg 10.4.05).

 

[il processo nell'individuazione ma.dial]

Ogni volta che metto mano agli appunti scopro qualcosa di particolare. Messe a punto che con il tempo si sono perse. Oppure qualcosa che ho fissato sinteticamente nella testa ma di cui avevo perso il percorso analitico. Dei mediati divenuti degli immediati. Oggi ho riletto un appunto (vedi @MAD) nel quale si sostiene come l’organizzazione di una materia di studio corrisponda all’accademia. Rifletto oggi che la sistematizzazione è accademia in sé.

Scrivevo, la "sistematizzazione tende a fissare il sapere in schemi. I materialisti dialettici non procedono per schemi. La sistematizzazione è qualcosa di profondamente diverso dalla sistematicità. Sistematizzare è fissare. L’atto intellettuale del fissare interrompe artificiosamente il corso del processo. È vero. Per cogliere il processo ho bisogno di osservarlo e analizzarlo (°). Lo frantumo e lo scompongo. Ma poi devo rimetterlo insieme e restituirgli la sua dinamica. Si tratta del medesimo principio di indeterminazione della fisica dei quanti. O colgo la direzione o colgo la posizione. Nella logica ma.dial possiamo dire, o colgo la posizione del momento che sto esaminando o colgo la direzione verso la quale si muove il processo o dalla quale il processo proviene. Quello che chiamiamo il senso delle cose è proprio questo, provenienza e direzione del processo".

Nel momento in cui ho restituito al processo la sua dinamica, la sistematizzazione e la scomposizione che sono servite a coglierlo nella sua provenienza e nella sua direzione, svaniscono. Non dico che siano divenute inservibili, ma non rappresentano più necessariamente la dinamica del processo. Una caratteristica del processo è di essere permanentemente aperto. E aperto dialetticamente. Procedendo per negazioni e sintesi.

Il fissare, se così si può dire, organizza il processo in schemi (come detto) e trasforma i vari momenti del processo in luoghi comuni. Il processo nel suo sviluppo, nel suo movimento, trasforma i momenti stessi che lo compongono. L’ultimo decifra il primo e nel coglierlo lo modifica. Per questo motivo ogni storia va continuamente reinterpretata. Compresa la grande Storia (vai a @MS).

Il sapere accademico con la sua pretesa di fissare i processi, li altera e li impoverisce. Alla fine non li coglie.

In questa riflessione trova un fondamento anche il concetto di riproduzione allargata. La riproduzione allargata è il momento dialettico nel quale il processo accelera il suo sviluppo. Il momento massimo del suo accrescimento. Ora la direzione generale dei processi va nella direzione del loro incremento. Un incremento che al proprio interno procede per accelerazioni, battute di arresto, e decrementi. Gli incrementi prendono la forma del progresso. I decrementi prendono la forma del degrado, del riflusso. Anche perché ogni nuova produzione allargata di energia si fa a spese di una parallela anche se relativa distruzione di energia.

Nel corso di questa riflessione si può anche dire che l’equivalente generale rappresenta il cuore del processo, di ogni processo. Quell’elemento costante che provoca lo sviluppo del processo e che ogni processo in qualche modo racchiude in sé. Mentre il movimento generale, la direzione, le caratteristiche che descrivono il moto del processo prende la forma del senso del processo. Quando noi cerchiamo il senso delle cose, della vita, degli avvenimenti, della storia, è questo che cerchiamo. Il tentativo di individuare la direzione del processo (da fpg 19 ott 2007).

 

[l’equivalente generale e la riproduzione allargata]

Riflessione sull’equivalente generale "punto di arrivo di ogni processo di sviluppo e chiave di sviluppo di ogni processo" (da La forza del numero”).

La difficoltà della matematica e della logica matematica consiste nella assoluta formalità del metodo (cfr Saiffert/BMM). E nella scrittura matematica la cui logica va accuratamente conosciuta per essere letta. Ora penso che dietro questa struttura e dietro le sue regole ci sia l’intuizione – non esattamente percepita – della legge di equivalenza generale. Legge al momento non individuata dal sapere accademico.

Quella che chiamo legge di equivalenza generale si presenta come legge delle leggi che percorre il 4PP universale in tutto il suo sviluppo. Sviluppo probabilmente privo di una nascita e di una fine. Ma con un fine assolutamente neutro in sé che è quello della riproduzione allargata.

Due leggi fondamentali in sé contraddittorie (riproduzione allargata verso la complessità, legge di equivalenza generale verso la semplificazione).

La riproduzione allargata presiede all'organizzazione della materia (fisica, biologica, sociale). In Cosmo intelligente, Davies, un fisico, sostiene che nell’universo sembra esserci "un qualche tipo di legge di complessità crescente". Ugualmente osservando i grandi periodi di riproduzione delle ere terrestri si nota come il secondario si sviluppa nella metà del tempo del primario, il terziario nella metà del tempo del secondario (vai a §EVL1). In economia Marx analizza la differenza fra riproduzione semplice e riproduzione allargata chiarendo al meglio quali siano le caratteristiche della riproduzione allargata all'interno dello sviluppo economico.

L'equivalenza generale si forma all'interno della produzione della materia. La legge di equivalenza tende a conservare (o conserva) l’energia di base. È il principio base dello sviluppo e della crescita allargata. Fenomeno di partenza che si riproduce all'interno di ogni processo di produzione (4PP), regolandolo. La legge di equivalenza generale regola la legge della riproduzione allargata. Il processo di produzione (4PP) organizzandosi e sviluppandosi contrasta e supera con la legge della riproduzione allargata l’equivalenza generale che rimane tuttavia il suo fondamento.

Così troviamo il lavoro alla base dello scambio delle merci. Equivalente generale che fornisce un valore alle merci per quante esse siano e fonda il  loro potere di scambio. Nel medesimo tempo è il lavoro a regolare la produzione delle merci. La moneta è la forma materiale – la materializzazione – assunta dal valore. Equivalente generale che permette di fatto alle merci di scambiarsi. Merce astratta che sintetizza e regola lo scambio di tutte le altre merci.

Quindi Marx indirettamente aveva individuato due leggi generali del processo generale di produzione (il 4PP). L’equivalente generale individuato nella moneta e nel lavoro umano e la legge della riproduzione allargata contrapposta alla riproduzione semplice in economia. Ora il lavoro umano è energia e la riproduzione allargata è la forma presa dall’organizzazione dell’energia nella società umana (ancora un modo di organizzarsi dell’energia).

In “La forza del numero” notavo che in fisica l'universo viene trasformato “in punti, i punti in numeri. Da questo momento, dal momento cioè in cui i fisici e i matematici usano i punti e i numeri quali chiavi per decifrare l'universo, ogni operazione, ogni equivalenza sarà permessa. «In tal modo ogni forma, ogni fenomeno naturale può essere descritto e interpretato numericamente, solo che abbia un certo decorso. Dalla dinamica si può passare alla statica, dalla quiete ritornare al movimento, come si vuole» (Colerus)".

Sostenevo e confermo che si trattava della scoperta fondamentale della matematica. Nella quale "si cela il concetto di equivalente generale che si presenta come il punto di arrivo di ogni processo di sviluppo e chiave di sviluppo di ogni processo" (cfr → il lavoro umano per Marx che sottende l'equivalente generale del denaro). Ora, cosa si cela sotto l'equivalente generale degli algoritmi?  L'energia interplanetaria o cosmica e generale. D'altra parte anche il lavoro umano è energia. E il denaro è valutato con una scala numerica. Di conseguenza il valore del lavoro umano viene espresso con una serie numerica, equiparato a numero (come ogni altra misura matematica).

Così. Il numero matematico quale equivalente generale della produzione dell'universo.  

 

Gli equivalenti generali vanno di volta in volta individuati nei vari campi di produzione dell'energia, della materia, delle strutture biologiche e sociali nei quali compaiono. Esempi. Il lavoro eg del valore delle merci. Il danaro eg dello scambio delle merci.

In fisica un eg è quello che prende la forma del linguaggio matematico. Linguaggio che permette di analizzare la produzione della materia sotto la forma degli algoritmi. Algoritmi resi possibili da un equivalenza generale della materia. Materia scomposta e rappresentata in punti e i punti in numeri e i numeri in algoritmi matematici.

Per un'analisi compiuta della struttura o delle strutture dell’universo è necessario aggiungere il concetto logico matematico della probabilità. La materia a un dato momento del suo processo di formazione acquista una sua solidità, è tangibile. Questa solidità, che i nostri sensi avvertono come materia, ha una struttura probabilistica. Struttura che potrebbe chiarire l’instabilità relativa della materia.

 

Anche una certa fisica è giunta alla conclusione che le strutture della materia e del suo processo sono parallele a quelle del cervello umano. Che è così in grado di coglierle. E le coglie con la logica, cioè con un processo quale è quello della ragione. La logica umana riflette il 4PP (°°) che ha in sé e conserva le sue leggi. Fra queste le leggi della riproduzione allargata, dell’equivalente generale e della organizzazione probabilistica della materia e dell’universo. Il mistero della matematica e della logica è qui. In questa equivalenza fra pensiero e materia, equivalenza che prende la forma della «memoria» del processo che man mano ripercorre e contemporaneamente svela. E svelandolo svela se stesso.

Anche le forze che tengono insieme la materia possono essere forme di equivalenti generali.

Riassumendo. Gli equivalenti generali vanno individuati nei vari campi di produzione dell’energia, della materia, delle strutture biologiche nei quali compaiono.

Tutto si può ridurre all’energia. L’energia, nel farsi dell’universo, prende varie forme. Probabilmente quindi tutti gli equivalenti generali (lavoro, denaro, numero, la matematica nel campo della fisica ecc.) si riducono a un unico equivalente generale, l’energia (l’intuizione di questo paragrafo è tutta da sviluppare).

L'individualità in prospettiva sarebbe  un equivalente generale dell'organizzazione umana (vai a @INDIV1).

Eccetera (da fpg del 25.9.02).

[riflessione sul concetto di necessità]

Costanti della necessità nel 4PP.  → Non esiste produzione senza distruzione. Motore del processo, la coppia dialettica produzione - distruzione. La produzione allargata ha per base la distruzione relativa. La distruzione di un atomo provoca una grande produzione di energia. Eccetera.

Per il livello biologico vale la selezione naturale. Gli organismi biologici animali sono predatori di energia. Distruggono organismi organizzati viventi per impossessarsi dell’energia in essi accumulata. Sia che si nutrano di organismi vegetali sia che si nutrano di organismi animali.

Economicamente vale la coppia sviluppo - sottosviluppo. Di nuovo una forma di saccheg­gio. Lo sviluppo – fino al momento storicamente corrente – è stato fino a ora senza eccezioni – prodotto depredando. La depredazione una volta instaurato il modo di produzione capitalistico ha preso la forma di sfruttamento delle aree adiacenti costrette al sottosviluppo.

Il concetto di necessità è ricavato da Havemann. Havemann individua la necessità, lo stadio della necessità in quel momento nel quale il processo si compie e la possibilità di un mutamento è a quel punto eliminata. Il processo è fissato. In questo senso può dirsi che lo stato di necessità è essenziale per analizzare la struttura dei momenti che formano il processo umano (vai a @LOGMAT e §DSD).

Febvre  invece sostituisce il necessario con il possibile. ® La questione è che il necessario è uguale al possibile raggiunto. Nel corso del processo ogni necessario è possibile e ogni possibile diviene necessario nel momento in cui il possibile si è fissato nel processo.
Necessaria è quindi la realtà che ha esaurito ogni altra possibilità o ne ha una sola così come la realtà che una volta incanalatasi in una possibilità non ha più altra scelta. –|

 

[riflessione sulla quotidianità]

Torna la riflessione sulla lentezza del processo. Il 4PP. Quasi un'indolenza. Quella del processo e la mia. Generata dal processo. Anche Marx è caduto vittima del ritmo del 4PP. Lo aveva accorciato, nelle previsioni, di un paio di secoli. Almeno. Forse più. E su questo non c'è molto da dire. E infatti non si dice molto. Anzi non si dice nulla (29.10.99).

NOTA

La corrispondenza delle leggi del 4PP e le leggi della logica è alla base della difficoltà nell'organizzazione degli appunti mm. Intanto va posto l'accento sul concetto di corrispondenza. Le leggi che governano il processo generale del 4PP corrispondono alle leggi che governano il processo di formazione del pensiero. Ma ne sono distinte. La descrizione di queste leggi va annotata sia nel campo del 4PP sia nel campo della formazione del pensiero logico. Tenendo presente la loro corrispondenza.

Esempi. La legge della riproduzione allargata e la legge dell'equivalenza generale sono alla base della produzione della materia e sono ugualmente alla base della produzione del pensiero.

Va fondata la questione dei concetti marxiani di corrispondenza, equivalenza, rispecchiamento. Più il concetto di astrazione.

Corrispondenza e rispecchiamento descrivono la stessa situazione. L'equivalenza è qualcosa di più operativo. L'astrazione è un concetto concreto e a sua volta operativo. Non è una funzione del pensiero. È una funzione del pensiero che riflette una qualità della produzione della materia. In altre parole i nessi del 4PP prendono la forma fenomenica dell'astrazione (vedi “Ma.dial & realtà”).

Mi chiedo quanto sia chiaro il fatto che i fenomeni della materia si verificano, sono prodotti da rapporti e scambi che marcano la materia nel corso del suo processo di produzione (17 feb. 07).

 

 

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“Processo della produzione” [@4PP2]

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