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Il Vygotskij pensiero

L'oggetto della teoria di Vygotskij non è facilmente individuabile.  Diciamo tuttavia che questo oggetto è in ultima analisi il pensiero umano, la struttura della coscienza dell'uomo.

 

[la coscienza] - Vygotskij  sostiene l'«idea» che la coscienza sia un tutto unico e le sue funzioni legate in un'unità indissolubile. Concezione non nuova per la psicologia contemporanea la quale presuppone questa unità senza analizzarla.  Vygotskij, al contrario, comincia col porre il problema dei rapporti tra le varie funzioni della coscienza.  Al centro, la questione della relazione tra pensiero e linguaggio.  Al centro della relazione fra pensiero e linguaggio, la parola. Al centro della parola, al suo interno, l'unità fra pensiero e linguaggio si compie nel significato.  Il significato, ciò che la parola intende significare.  Il significato della parola è significato del pensiero. È insieme linguaggio e pensiero.

Quando la coscienza raggiunge questo livello e il pensiero si realizza nel linguaggio possiamo dire che è nato qualcosa di nuovo e di inedito nella natura.  È nato il pensiero verbale, il pensiero umano, il linguaggio umano. Nel quale pensiero e linguaggio sono fusi e inscindibili.

La qualità più alta del pensiero verbale è di riflettere la realtà meglio di qualsiasi altra attività.  Come?

Le prime manifestazioni umane di «pensiero riflettente» si realizzano nel sociale.  Sociale è il primo rapporto dell'uomo con le forme della realtà. Sia per l'individuo sia per l'umanità nel suo insieme. Fa fede il principio secondo il quale «l'ontogenesi è una ripetizione della filogenesi».

All'alba della sua storia l'uomo trova la sua esistenza già data.  Lui è. Non sa come né da dove provenga. Ma la percezione di sé – lontana ancora dalla percezione del sé – è fusa con il gruppo di uomini che fisicamente lo attornia. Egli «è» insieme ad altri uomini. È qualcosa che non è più un branco e non è ancora una comunità.  Diciamo che è un gruppo.  La sua identità è l'identità del gruppo. 

Questo, allora. Oggi, il bambino nasce in un sistema codificato di norme e concetti. 

È da questa realtà dell'oggi che parte Vygotskij.

 

[adattamento e bisogno] - Prima difficoltà, tentativo, compito dell'uomo primitivo allora e del bambino oggi è di adattarsi alla realtà. Adattarsi alle condizioni esterne.  La prima manifestazione dell'attività intellettiva è il pensiero attivo, pratico, diretto verso la realtà e a stretto contatto con la realtà fattuale.  Il pensiero attivo rappresenta una delle forme fondamentali del processo di adattamento (39).  Ogni adattamento alla realtà è guidato dai bisogni (e dalle necessità che li determinano).

 Adattamento e bisogno, formano un'unità che è il motore del processo di sviluppo del pensiero.

 

[pensiero e affettività] - Al suo nascere, il pensiero si presenta come un insieme vago e indifferenziato (stadio del sincretismo o mucchio) nel quale la relazione con la realtà è fortemente commista alle pulsioni affettive dell'uomo.  Pensiero e affettività non sono separabili.  Questi due aspetti della vita psichica si influenzano a vicenda.  Sia in un primo tempo, quando l'aspetto affettivo-volitivo domina il rapporto con la realtà.  Sia in un secondo tempo, quando il pensiero, sviluppatosi e divenuto pensiero adulto, impronterà l'affettività di sé.

 

[linguaggio e relazioni sociali] - A sua volta il linguaggio nasce all'interno delle relazioni sociali.  Si forma in particolare nel processo del lavoro, con il bisogno (la necessità) di comunicare e comprendere (15).  La relazione sociale (senza linguaggio non vi è relazione sociale ma «contagio») obbliga alla generalizzazione.  L'esperienza singola risiede nella coscienza individuale.  Come tale è incomunicabile.  Per essere comunicata deve essere riferita a «una classe» di oggetti o di concetti, implicitamente riconosciuti e accettati dalla comunità dei parlanti (Sapir 16).  "La parola si riferisce sempre non ad un solo oggetto singolare, ma a tutto un gruppo o a una classe di oggetti"…,  per questo ogni parola contiene in sé una generalizzazione e insieme la nasconde.  Ora cosa è una generalizzazione?  In primo luogo la generalizzazione si presenta come un atto verbale del pensiero.  Il pensiero, cioè, la esprime attraverso le parole.  In secondo luogo questo atto verbale è in sé un riflesso della realtà.  In terzo luogo la generalizzazione verbale riflette la realtà in maniera assolutamente dissimile dalle sensazioni e percezioni immediate.

"Quando si dice che il salto dialettico non è solo nel passaggio dalla materia non pensante alla sensazione, ma anche nel passaggio dalla sensazione al pensiero, si vuol dire che il pensiero riflette la realtà in modo qualitativamente differente da come la riflette la sensazione immediata" (14).

© materia →  sensi →  corteccia →  concetto. –|

 

[parola e pensiero] - Così la parola diventa il mezzo con il quale il pensiero si sviluppa filogeneticamente e matura ontogenitamente in ogni individuo. L'evolversi dei significati delle parole accompagna questo sviluppo.  Per questo il significato della parola è la chiave della teoria di Vygotskij. Unità di pensiero e linguaggio, di generalizzazione e relazione sociale, di comunicazione e pensiero. Il pensiero che si lega indissolubilmente al linguaggio che del pensiero diventa sede e mezzo, perché è lì che il pensiero si realizza e si sviluppa (126).  Il pensiero senza linguaggio non è pensiero, è immagine, sensazione; e la parola senza pensiero è solo suono.

Scoprendo l'uso funzionale della parola il bambino passa dallo stadio dell'affettività e della realtà fattuale allo stadio della realtà concettuale e astratta.

La generalizzazione nascosta delle pri­me parole, diverrà poi generalizzazione cosciente delle forme della realtà, poi generalizzazione dei propri processi psichici e infine presa di coscienza di questi stessi processi.

© Il processo può essere riportato allo sviluppo filogenetico? 1. generalizzazione cosciente delle forme della realtà (greci). 2. generalizzazione dei propri processi psichici  (Kant). 3. presa di coscienza di questi stessi processi (Freud). 4. Nello stesso tempo, individuazione del processo come modo di essere della realtà e sua produzione (Hegel e Marx). –|

 

[unità di pensiero e linguaggio] - Così Vygotskij  fonda l'unità di pensiero e linguaggio.  E individua nel sociale il «bro­do», la struttura, le condizioni dove pensiero e linguaggio si formano e si realizzano.  Tuttavia questa unità, questa fusione avviene solo gradualmente. In partenza pensiero e linguaggio hanno origini e vie di sviluppo separate. Due processi separati che fino al momento della fusione, si toccano, si avvicinano, si intersecano, si allontanano continuamente in un susseguirsi che raggiunge la propria maturazione alla soglia dell'età adolescenziale.  È solo allora che la fusione si fa definitiva.  Dalla separazione nasce l'unità. 

[il pensiero verbale diventa concetto] - Nasce, dice Vygotskij, il pensiero verbale.  Il pensiero verbale è pensiero pienamente sviluppato, attività nuova caratterizzata dall'uso funzionale della parola divenuta con­cetto e come tale utilizzata.

 

[la produzione] -  Il processo di formazione del concetto nel pensiero sviluppato, prende il carattere di una vera e propria produzione.  Ha carattere produttivo, si limita a dire Vygotskij, (e non riproduttivo o associativo) (133). 

La relazione con l'oggetto e l'atto di «apprensione» dell'oggetto nel pensiero. I due elementi fondamentali che caratterizzano il concetto, mostrano la loro differenza nel passaggio da uno stadio all'altro nel corso del processo di formazione del pensiero sviluppato (303).

L'essenza dello sviluppo dei concetti sta anzitutto nel passaggio da una struttura di generalizzazioni all'altra. 

 

[generalizzazione di generalizzazioni] - Ogni stadio nuovo di generalizzazione si basa sulla generalizzazione degli stadi precedenti, generalizzazione che, a sua volta, si presenta come «premessa necessaria»  delle generalizzazioni successive.

© Ogni generalizzazione si presenta come sintesi delle generalizzazioni precedenti. Si presenta di fatto come un nuovo immediato. Soggetto che ha in sé le generalizzazioni antecedenti. –|

 

[un sistema di operazioni logiche successive] - A ciascuna struttura di generalizzazione corrisponde un sistema specifico di operazioni logiche del pensiero possibili per quella data struttura (303).

Il sincretismo è lo stadio dei legami affettivi e dell'immagine fusa e indifferenziata;

il pensiero per complessi o per equivalenti funzionali  è un pensiero oggettivo che si basa sull'associazione di affinità fattuali; 

il concetto potenziale è lo stadio della prima astrazione, cioè la prima generalizzazione di generalizzazioni.
© La sua base è ancora fattuale. Astrae non astrazioni e concetti bensì la generalizzazione delle cose. Generalizza anche attività e situazioni. È potenziale poiché prelude alla formazione dei concetti. Ne assume la forma. Si presenta cioè come un concetto. Per via che si presenta come un'astrazione. Ma per essere un concetto gli manca la riflessione critica su se medesimo. Il concetto potenziale conserva ancora la caratteristica dell'immediatezza.
Un pensiero immediato che si presenta sotto forma di pensiero mediato. È alla base della falsa coscienza. La sua struttura.

il concetto è lo stadio dell'astrazione di astrazioni, quando una serie di tratti astratti viene sintetizzata in una singola astrazione che li comprende.
© Può anche essere individuato con quello che chiamiamo pensiero critico o pensiero analitico generalizzante. Conseguenza della mediazione critica permanente.

La presa di coscienza è l'astrazione delle astrazioni possibili, atto della coscienza che ha per oggetto la coscienza stessa. Fondamento dell'autocoscienza.

© immagini sincretiche ® pensiero per complessi (o equivalenti funzionali) →  concetti potenziali →  concetti → coscienza. –|

Dice Vygotskij .  "La parola prima di arrivare al livello di un concetto pieno, può assumere la funzione di quest'ultimo e servire da strumento di comprensione reciproca".  Si tratta di forme di pensiero che "bisogna considerare non concetti, ma solamente come equivalenti funzionali". 
L' equivalente funzionale è quel concetto che viene usato «genericamente», approssimativamente, sincreticamente e che in realtà non si possiede. Manufatto della lingua. Elemento di base della falsa coscienza.

 

[dall'astrazione delle cose all'astrazione delle idee] - Solo il linguaggio concettuale, solo il pensiero verbale astratto è pen­siero compiutamente umano.  Quel pensiero nel quale si verifica il passaggio dall'astrazione e generalizzazione delle cose all'astrazione e generalizzazione delle idee. 

 

[astrazione dell'astrazione] - Con l'astrazione dell'astrazione prende il via un processo nuovo,dice sostanzialmente Vygotskij, il passaggio a un piano nuovo e superiore del pensiero (305).

Vygotskij  accetta – senza fondarla – la teorizzazione di Piaget (che la motiva biologicamente), secondo la quale il pensiero concettuale matura verso i 12 anni.

 

[autonomia organizzativa dei livelli di generalizzazione] - Ciascun livello di generalizzazione si organizza con una sua propria organizzazione. 

Questa a sua volta realizza e determina un proprio modo di «apprensione» e riflessione della realtà da parte del pensiero.  Ogni modalità particolare a cui ogni livello di riflessione della realtà mette capo, dà luogo a differenti relazioni di generalità.  Infine relazioni differenti di generalità determinano tipi differenti di operazioni possibili.  In dipendenza da ciò che funziona e da come è organizzato ciò che funziona, sono determinati il modo e il carattere del «funzionamento» medesimo (317).

 

[gli stadi dell'apprendimento infantile] - Fondamentale è – a questo stadio dell'analisi – la relazione tra apprendimento e sviluppo. Il processo di apprendimento del bambino parte subito nella prima infanzia (apprendimento spontaneo), prosegue nel periodo prescolare (apprendimento transitorio, spontaneo, reattivo) (318) – stadio dei concetti spontanei – e continua con l'apprendimento del periodo scolastico, apprendimento quest'ultimo che permette lo sviluppo del pensiero astratto e la formazione dei concetti scientifici.

Ora, per essere efficace, l'apprendimento del periodo scolastico deve precedere lo sviluppo successivo e, diciamo così, trascinarlo con sé, deve cioè realizzarsi "nell'area di sviluppo prossimo", in prossimità di quello stadio non ancora maturato ma che con l'aiuto del mondo esterno, già permette al bambino di apprendere (il bambino rie­sce a fare in collaborazione ciò che non è ancora capace di fare da solo. Tuttavia riesce a imitare solo ciò che sta nell'area delle sue capacità intellettive) (270).

 

[conseguenze del rapporto apprendimento – sviluppo] - Dal rapporto apprendimento – sviluppo dell'età prescolare dipenderà in seguito il pensiero logico dell'individuo.

Il passaggio dal livello del pensiero spontaneo al livello dei concetti scientifici, è caratterizzato dalla complessità dell'organizzazione concettuale.

[la presa di coscienza] - Solo quando i concetti vengono organizzati in un sistema gerarchico di relazioni di generalità si possono avere concetti scientifici e, da questi, passare a quel complesso sistema di pensiero che è la presa di coscienza.

Passaggio possibile solo quando sia stato raggiunto lo stadio della padronanza del pensiero e della volontarietà della sua produzione.

© per il passaggio al livello della presa di coscienza necessaria la "volontarietà". Necessaria l'intenzione, la volontà, la determinazione di promuovere, dare vita alla produzione concettuale e al processo dello sviluppo allargato. Con la presa di coscienza si passa dallo sviluppo semplice allo sviluppo allargato della produzione di concetti. –|

 

Vygotskij  riconosce a Piaget il merito di avere studiato e descritto minuziosamente il linguaggio egocentrico (pur criticando la teoria che ne ha ricavato).  È attraverso l'analisi del linguaggio egocentrico che Piaget ha studiato il pensiero infantile.

Il linguaggio egocentrico si pone tra il linguaggio sociale (esterno) e il linguaggio individuale (interno).  E, attraverso le sue caratteristiche, funzionali e strutturali, permette di individuare il percorso del pensiero quando da sociale e indifferenziato si trasforma in individuale e logico. È stata l'analisi del linguaggio egocentrico ha mostrare come il bambino trasformi le forme sociali di comportamento in forme psicologiche individuali. E come – nel corso dello sviluppo di questo linguaggio di transizione – il bambino cominci a riflettere, a pianificare, a elaborare progetti destinati a risolvere problemi e compiti posti dal comportamento (50).  In un certo momento dello stadio finale il linguaggio egocentrico si trasforma in linguaggio interno, che è già in nuce il linguaggio del pensiero, della riflessione e della logica.

© Manca il passaggio al senso. Il senso è la generalizzazione totale o della totalità. La totalità delle generalizzazioni. In cima alla piramide delle generalizzazioni. Ma a questo stadio il senso della realtà non è ancora sintetizzato in concetti che lo individuino e lo indichino. Dall'acquisizione del senso si passa alla sintesi generale delle sintesi  precedenti, sintesi individuata come equivalente generale. Ipotesi che deve essere oggettivamente fondata. –|

 

Schema Vygotskij  in sintesi.

In generale →

linguaggio esterno →  linguaggio egocentrico →  linguaggio interno →  pensiero sociale →   pensiero individuale.

Più da vicino →

Dalla spinta bisogni-adattamento nasce la forza motrice dello sviluppo del pensiero.  La fusione di pensiero e linguaggio crea il pensiero verbale. (Significato della parola = aspetto semantico e aspetto fasico, significato e suono = generalizzazione).  Il processo di sviluppo del pensiero passa attraverso una serie di stadi necessari alla formazione degli stadi o momenti successivi. 

A ogni momento corrisponde un modo diverso di riflettere la realtà.

Apprendimento →  sviluppo.  Ciò che si impara e come lo si impara determina il mo­do di pensare.  Il pensiero logico dipende dal rapporto apprendimento-sviluppo dell'età prescolare e si rende possibile solo quando si organizza in un sistema.

Dalle associazioni affettive alle associazioni oggettive.  Dalle astrazioni delle cose alle astrazioni delle idee.  Dall'astrazione delle idee alla presa di coscienza.  Dalla presa di coscienza al concetto di massimo di coscienza possibile.

Diciamo. Le associazioni affettive corrispondono al pensiero emotivo. Le astrazioni delle cose e le astrazioni delle idee al pensiero razionale. La presa di coscienza del processo al pensiero scientifico (o pensiero analitico generalizzante). La presa di coscienza generale (la coscienza come equivalente generale) al pensiero della coscienza o della ragione.

Allora.  pensiero emotivo → pensiero razionale →  pensiero scientifico →  pensiero della coscienza.

Il pensiero scientifico è un pensiero analitico generalizzante relativo, limitato al solo campo di ricerca dato.

Il pensiero della coscienza è un pensiero analitico generalizzante esteso al massimo di coscienza possibile storicamente raggiunto. Di conseguenza un pensiero permanentemente aperto e in permanente evoluzione.

Il pensiero razionale non va confuso con il pensiero analitico generalizzante. Né il pensiero analitico generalizzante con il pensiero della ragione. Mentre è questo che si tende a fare. Il fatto che si tenda a confondere questi diversi livelli del pensiero indica un deficit del massimo di coscienza possibile.

 

Ancora qualche considerazione.

Dice Vygotskij (PEL/136),  lo scopo (l’obbiettivo, la soluzione di un problema) e le tendenze determinanti mettono in moto il processo (la formazione dei concetti), ma non  lo regolano.

Per Vygotskij l’esistenza di uno scopo e di un compito non garantiscono la nascita di un'attività finalizzata.

Lo scopo non è la spiegazione del processo.  Il problema principale è la questione dei «mezzi» mediante i quali si compie questa o quella operazione, si effettua questa o quella attività finalizzata (PEL 137).

© Per «mezzo» Vygotskij  intende il linguaggio umano, o meglio, l’uso funzionale del segno che corrisponde al linguaggio umano.  La presenza di uno scopo, la presenza di un problema è un elemento necessario, ma non sufficiente perché compaia un’attività conforme allo scopo (136).  (Stadio primitivo, pensiero preverbale delle "prove ed errori").

® Nel progetto mm questo momento del passaggio caratterizza l’evoluzione del pensiero dalla fase prove ed errori. Fase che potrebbe essere paragonata allo stadio della ricerca scientifica della prova e dell’errore. Stadio nel quale la scienza tuttora si trova.

È comunque importante la riflessione sui mezzi (cfr Marx IT quando sostiene che i mdp sono determinati dal come più che dal cosa). I mezzi sono le condizioni stesse nelle quali il progetto si attua e senza le quali non è possibile attuarlo. Queste condizioni sono economiche, sono sociali, sono culturali, sono tecnologiche. Sono in una parola storiche e sono strettamente legate al livello di sviluppo del modo di produzione storicamente dato.

 Allo stato attuale delle conoscenze in questo campo, non è possibile seguire in modo plausibile la via genetica del pensiero e del linguaggio preumani. Per noi è chiaro che il tipo superiore di comportamento dello scimpanzé, in qualunque modo lo si consideri, è la radice di quello umano per ciò che caratterizza l’uso degli strumenti. Per il marxismo non è nuova la tesi che nel mondo animale si situino le radici dell’intelletto umano. "L’uso e la creazione dei mezzi di lavoro, benché già propri, in germe di certe specie animali, contraddistinguono il processo lavorativo specificatamente umano..." (120).

Attenzione. Non vanno comunque confusi lo «scopo» di Vygotskij  con il «fine» di Hegel. Per scopo Vygotskij  intende l'obiettivo che gli uomini si pongono nel corso delle loro azioni e dei loro progetti. Il fine di Hegel invece è lo sbocco oggettivo di un processo. Quando il processo, esaurito il suo sviluppo, sfocia in qualcosa d'altro, in una nuova sintesi. –|

 

 

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[psicologia [pensiero e linguaggio  [coscienza e falsa coscienza [significato [pensiero : riflessione/rispecchiamento del reale [sociale [ontogenesi ripetizione della filogenesi [adattamento e bisogno [generalizzazione delle generalizzazioni [emotività-pensiero [concetto [pensiero : forme [astrazione [parola [equivalente funzionale [apprendimento e sviluppo [linguaggio : forme [pensiero infantile

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“Il Vygotskij pensiero” [@PEL2]

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