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Dialettica e ma.dial: autori > Sève
Marxismo e teoria della personalità

(appunti)

 

[i bisogni]

/311/ Differenza fra bisogni organici immediati e bisogni umani sviluppati – © I bisogni umani sviluppati producono soddisfazioni mentre i bisogni organici immediati producono soddisfacimenti. ←|

 

[il concetto di motivazione]

/355/ – Sève pone il concetto di «motivazione» al centro del sistema psicologico umano – al contrario di Vincent [BDP] che pone al centro del sistema psicologico il desiderio.

© Sève è un teorico della ragione. Per  motivazione si può intendere sia la formulazione dei motivi che hanno indotto a compiere un atto o ne hanno determinato il contenuto sia l’insieme delle cause intrinseche che concorrono al comportamento o alla condotta di una persona. Nel primo caso l’intervento della ragione è prevalente. Nel secondo caso si pone l’accento sulle cause oggettive interne che concorrono al comportamento. In ambedue i casi è in primo piano il rapporto fra il soggetto e la necessità sia essa individuata sia essa inconscia.

Nel concetto di desiderio la fonte della spinta verso l’azione è esclusivamente interna e in un certo senso autonoma. Ed è così che Vincent l’intende.

Certamente vi sarebbe sempre da capire come il desiderio si formi, come si alimenti e cosa lo alimenta. Puntare sul desiderio è un modo di eludere la necessità nella quale è immersa la vita degli individui. C'è qualcosa nella falsa coscienza moderna che la spinge a privilegiare il soggetto, il biologico pur di scansare le ragioni della ragione.  Vincent non fa eccezione. ←|

/361/ S. considera speculativa l’idea che il lavoro sia il primo bisogno umano poiché assume il lv come essenza psicologizzata dell’uomo astratto. © A parlare di lavoro come primo bisogno umano è Marx. Difficilmente si può attribuire a Marx la consuetudine di ricorrere alla psicologia nelle sue analisi. Infatti.  Un bisogno non è qualcosa di psicologico. Lo può diventare, ma certamente i bisogni non si formano autonomamente nella testa degli uomini. I bisogni nascono nella e dalla necessità. Sono profondamente legati ai modi di produzione, ai rapporti di produzione. All'ideologia e alla falsa coscienza come alla cultura e al sapere. Eccetera. ←|

/364/  Il lv per guadagnarsi da vivere è lv alienato.  Il bisogno immediato è tanto alienato quanto animalesco.

 

[l'atto]

/368/  L’atto presuppone una capacità.  E a sua volta si sdoppia in produzione e manifestazione.

/368/  Necessario identificare la «struttura della attività di base» e l’«infrastruttura della personalità».

L’essenziale della vita umana – dice Sève – si gioca e si intreccia nell’analisi del «sistema degli atti» e nel «contenuto della biografia».

Ma se l’infrastruttura della personalità si riferisce alla struttura di una attività la sua sostanza non può essere che il tempo.  (Le varie discipline psicologiche positiviste si presentano invece tutte come atemporali). Come se →  l’identità strutturale attraverso il tempo e il carattere non temporale della struttura fossero la stessa cosa.

 

[personalità e impiego del tempo]

/370/ Concetto dell’ impiego del tempo quale reale infrastruttura della personalità sviluppata e struttura dialettica dell’individuo concreto.  L’analisi non riguarda la sfera del vissuto /371/ bensì la sfera dell’economia politica così come è colta dal materialismo dialettico.  In altri termini "invece di essere assunta nelle sue forme vissute"/372/ o "considerata come l’effetto diretto di una essenza umana falsamente concreta, cioè psicologizzata" viene ricondotta al mondo sociale in cui si effettua e analizzata "come prodotto di quelle strutture sociali".

/372/ Quattro elementi: tempo di lavoro di produzione, tempo di lavoro domestico, tempo per i bisogni fisiologici, tempo libero.

/374/ Sono attività di base tutte quelle che producono o riproducono la personalità.

/375/ Attività astratta di un individuo, il lavoro retribuito, l'attività concreta, l’attività personale.

©  Non convincenti le pagine a proposito delle attività personali, fra cui quelle sociali e quelle familiari.  La famiglia quale struttura centrale dei rapporti di produzione capitalisti trasforma di nuovo, a sua volta, le attività della personalità concreta in attività astratta diretta alla ricostituzione della forza lavoro attraverso rapporti alienati sociali e familiari. ←|

/376/ il bisogno di tempo.........


[teoria della composizione organica dell’impiego del tempo]

/401/ Equilibrio dell’impiego del tempo fra il settore I e il settore II.  Cioè fra il settore che produce le capacità e il loro potenziamento e il settore che le impiega in atti reali.

 

[concetto della diminuzione tendenziale del tasso di progresso] 

/403/ & Tesi molto dubbia.

®  – C’è in MTP una tendenza eccessiva alla schematizzazione.  In Marx non esistono schemi.  Esiste una analisi dalla quale si può anche ricavare una struttura.  Ma si tratta già di una forzatura.  Ora il concetto di composizione organica lo si può tranquillamente mutuare dal CAP.  Ho dubbi che la stessa operazione possa essere fatta con il concetto di diminuzione tendenziale del tasso di progresso.  Può essere vero che il tasso di progresso di Marx avesse raggiunto un suo limite.  Da cosa dipese quel limite?  Fu limite organico, psicologico, culturale, storico?  Trovo già errato prendere la produzione teorica di un individuo e metterla in corrispondenza con le sua attività mentale.  La sua attività mentale è un prodotto e se è un prodotto va valutata come tale oppure se è una attività va valutata come attività.  Ciò che voglio dire è che non può essere valutata in sé, che non acquista mai quel tipo di autonomia da essere valutata in sé.  Non riesco a considerare Marx un genio, ma piuttosto «una condizione» del processo storico – come lui stesso dice (LINN 1°/138) a proposito di Enrico VII, VIII, eccetera. 

Vero tuttavia che a pag. 413  S. sostiene che la diminuzione del tasso di progresso (dtp) non è spontanea, bensì effetto "della subordinazione della crescita psicologica a un sistema di divisione e frammentazione del lavoro che a sua volta riflette i limiti dello sviluppo delle forze produttive e dei rapporti sociali".  Tuttavia anche così il concetto non corre.  S. fa coincidere la dtp con l’alienazione.  È l’alienazione dunque che va analizzata.  Eccetera.

Ugualmente vale per il concetto di «incoscienza», contrapposto a quello di coscienza /393/.  Se la vera coscienza deve essere una conquista, ragiona Sève, la condizione naturale è l’incoscienza.  Non capisco.  L’uomo arriva al mondo già imparato.  Così che la "teoria dell’incoscienza" è quella teoria che dà conto del fatto che l’uomo invece di sapere, non sa.  Il problema è di analizzare il nesso fra coscienza e falsa coscienza.  Cosa sia l’una e cosa l’altra.  Il loro rapporto.  Il rapporto dell’uomo/umanità con la coscienza.  Poiché la falsa coscienza nasce dal rapporto uomo-coscienza.  E il rapporto uomo-coscienza va compreso in rapporto allo sviluppo delle forze produttive e dei rapporti di produzione.

Ottimo, al contrario, mi sembra il rapporto fra il settore I e il settore II considerati il primo l’insieme degli atti che sviluppano e specificano delle capacità e il secondo l’insieme degli atti che ponendo in opera le capacità esistenti producono quel risultato che tali capacità permettono di raggiungere /346/.  A pag. 387 e dintorni è ben descritta la connessione,  risultati e conseguenze, fra i due.

Interessante anche la distinzione fra capacità psicobiologiche e capacità psicosociali e la legge di corrispondenza (necessaria, dice S.) fra il livello delle capacità e la struttura dell’impiego del tempo.  E come il rapporto capacità-impiego del tempo si scontri con le attività psicosociali delle "forme sociali d’individualità" /399/. 

Tutto ciò, tuttavia, non può essere codificato in leggi.  Marx individua le leggi dopo analisi approfondite come quella del CAP e non in base a ipotesi e intuizioni.  Là dove ha delle intuizioni e formula delle ipotesi – come nei quaderni filosofici o nell’IT – non formula leggi.  Descrive processi, individua rapporti, organizza ipotesi che espone con giudizi di certezza, giudizi che non sboccano mai nella formulazione di una teoria. ←|

 

[settore I e settore II]

/399/ Lo sviluppo del settore I ha un senso nella misura in cui si sviluppa il settore II e /402/ lo sviluppo della personalità dipende dalla permanenza di un elevato tasso di composizione organica dell’impiego del tempo.

Penso che il concetto dell’impiego del tempo sia fondamentale.

Interessante anche il concetto dell’amore per la propria professione che in qualche misura permette di battere la dicotomizzazione – come la chiama S. – dei rapporti capitalistici di lv.

È l’attività produttiva che crea il bisogno.  /34/ Il bisogno momento interno dell’attività produttiva. "L’attività psichica ... che  dovrebbe appunto avere la sua base nei bisogni ... ma sono essi stessi  prodotti dalla storia umana ..." (cfr pagg 110–111; 129 ←).

 

[personalità adulta e psicologia del bambino]

La psicologia della personalità non solo non è generata da quella del bambino (in quanto dipende dal mondo dei rapporti sociali), ma è probabile che la psicologia del bambino vada studiata in rapporto alla psicologia degli adulti con i quali è in continuo rapporto (MTP/232).

 

[individuo e processo storico]

Ogni formazione sociale determina il proprio tipo di – contingenza – nei rapporti fra l’elemento individuale e quello sociale (MTP/259).  L’uomo si individualizza nel processo storico e non indipendentemente da esso o ai suoi margini (MTP/261).  L’individuo è individuo in quanto ente sociale generale – ed è ente sociale in quanto individuo singolo.  Ciò che è valido per le funzioni psichiche che hanno un’essenza relativamente generale, non è per l’appunto valido per la personalità la cui singolarità è essenziale.

 

[materialismo dialettico e coscienza]

Il materialismo dialettico è una filosofia che considera la coscienza funzione della materia al suo livello più elevato di organizzazione (MTP/5).

 

[il bisogno]

Il bisogno, punto di partenza assoluto nel suo aspetto biologico iniziale, conserva attraverso le interazioni complesse dell’individualità sviluppata il ruolo relativo di elemento propulsore (MTP/349).

Base biologica del bisogno: 1– punto di partenza genetico; 2– condizione di possibilità (MTP/361).

 

[capacità] – Concetto della [] (MTP/346).

 

[gli atti]

La personalità si struttura sull’attività.  La personalità è un’insieme complesso di atti (MTP/ 330) e per definizione l’atto produce qualcosa.  Un atto è la mediazione pratica fra un bisogno e un prodotto (MTP/355)

 

[la storia e l’uomo]

La formazione della totalità sviluppata consiste nel capovolgimento dei rapporti fra l’elemento naturale e l’elemento sociale (MTP/231) – La storia è la vera storia naturale dell’uomo – Marx – Cioè nella trasformazione progressiva dei dati naturali in risultati storici.

 

[lo psichismo]

Il materialismo storico ha permesso di scoprire che esiste senz’altro uno psichismo senza corpo organico e più esattamente che i confini reali dello psichismo superano di molto i confini dell’organismo (MTP/243–244).

 

[i sentimenti - l’amore]

I sentimenti in genere – e l’amore non fa eccezione – sono indubbiamente in larghissima misura sovrastrutturali (MTP/219).  Secondo Pierre Janet sono "atti secondari, regolatori di attività primarie".

 

[la personalità come uno scambio]

... non sarebbe ancora più giusto dire che la personalità è strutturata come uno scambio o, meglio ancora, che essa è sostanzialmente un sistema complesso di scambi?  (e informazioni m/m ?) (MTP/223).

I rapporti sociali sono la base della personalità (MTP/225).

 

[uomo – animale]

Gli animali mancano di personalità. La personalità è una qualità esclusivamente umana che nasce con i rapporti sociali.

 

[l’essenza umana]

1.  Sviluppo illimitato del patrimonio umano totale (dell’essenza umana reale); 2. limitazioni naturali e sociali dell’individuo; 3.  l’individuo non può appropriarsi dell’essenza umana se non attraverso una divisione sociale la cui forma è indipendente dalla sua volontà o dalla sua coscienza ma il cui contenuto determina tutta la sua personalità concreta (MTP 305).

 

[condotte e rapporti sociali]

Sève (MTP/206) distingue fra: 1. scienza delle condotte (cioè dei comportamenti, ecc.); 2. scienza dei rapporti sociali tra le condotte (che sarebbe poi la vera scienza della personalità dell’uomo secondo la sua proposta di una revisione in senso marxista della scienza della personalità).

 

[scienza della personalità – scienze psicobiologiche – condotte]

Ogni condotta può essere considerata come attività materiale concreta del soggetto e su questo piano si trova necessariamente in rapporto con le altre condotte.  Da questo punto di vista le condotte sono biologiche quanto al loro contenuto e sociali quanto alla loro forma.  Questo è l’oggetto delle scienze psicobiologiche.

Non appena le condotte si inseriscono nel mondo dei rapporti sociali e prima di tutto a titolo di lavoro sociale, esse divengono a loro volta produttrici e riproduttrici di questi rapporti sociali. Da questo punto di vista non sono più le condotte di un soggetto ma di una determinata formazione sociale. Esse allora sono sociali nel loro contenuto e biologiche nella loro forma. Qui inizia il campo della scienza della personalità (MTP/230).

 

[psichismo e società]

Lo psichismo e le forme psicologiche non sono di origine sociale (come non lo sono le sovrastrutture e le ideologie).  Ma è la società che produce le forme concrete dello psichismo umano.  Si produce negli individui concreti in cui la forma psicologica è l’espressione della individualità.  È a partire dagli individui che quella forma si proietta sulla società (MTP/ 280–281).

 

[biologia e società]

La personalità concreta si sviluppa a partire da un supporto biologico, il quale, pur assumendo progressivamente un ruolo subordinato, determina certe condizioni nelle quali la personalità si produce come formazione sociale. –Da qui il fatto che spesso ciò che ha maggiore importanza dal punto di vista della formazione sociale è talvolta del tutto secondario dal punto di vista della personalità (psicologica). Così benché l’essenza umana si trovi fuori di lui (nel mondo sociale) – la forma psicologica di questa essenza umana è un effetto dell’individualità concreta e non esiste originariamente se non nell’individualità concreta.  – La personalità concreta viene a prendere forma in certe realtà sociali che non hanno la sua forma  (MTP/ 281–284).

 

[le attività]

Ogni attività è nello stesso tempo (1) apprendimento e esercizio di capacità, (2) saper imparare e imparare a sapere.

 

[rapporti umani]

(m/m) – concetto del rapporto più dipendente anche se meno integrato – che si oppone al concetto del rapporto più integrato anche se meno dipendente.

 

[del godimento]

"La capacità di godere è una condizione per il godere – ossia il suo primo mezzo – e questa capacità è lo sviluppo di un talento individuale e produttività".

 

 

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“Appunti su Marxismo e teoria della personalità” [§MTP]

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