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Il marxismo e la storia

§* E se per storia s’intende il succedersi delle forme economiche e sociali – la formazione dei nessi fra forme generali più le forme economiche che a loro volta formano la base economica delle diverse forme generali – allora questo processo può chiamarsi processo storico.  Ma se per storia s'intende il succedersi di cause ed effetti di eventi storici, allora tutto ciò ha poco a che vedere con la storia, ma solo con la cronaca (sia pure storica).

§* La verità del processo si manifesta solo alla sua fine. Nel momento in cui si esaurisce e si trasforma nel «cominciamento» del processo successivo.

§*  La storia è continuamente reinterpretata. La storia nella sua totalità e nella totalità dei singoli processi che la formano. Oggi non a caso la storia è la storia di ogni processo. Storia dei trasporti, della vita quotidiana, della salute, degli odori, dell’igiene, della fisica, e via di seguito. Messe insieme queste storie formano la totalità della storia. Ma per coglierne la sostanza è necessario passare dalla totalità alla generalità. Poiché senza la generalità si rimane nella consapevolezza. Che a suo modo è una maniera di essere che alimenta la falsa coscienza.
§* Per il marxismo l’uomo (singolo) dipende sì da qualcos'altro, ma qualcos’altro che è l’insieme di sé. L’uomo dipende dal processo umano, dall’umanità nel suo insieme. Umanità in lotta per il dominio della natura esterna e interna. La natura fuori di sé e la natura dentro di sé. 
 

[concetto di storia]

Concezione storica della realtà:  1) nel senso di indagine storica – 2) nel senso di considerare il mondo dal punto di vista dello sviluppo storico – cioè del suo processo e del suo divenire.

 

[storia e materialismo storico]

1. Tutta la storia precedente è posta come presupposto.

2. L’inizio dato del periodo storicamente posto è dato come posto.

È cioè determinato in se stesso come precedente mediato (tutto il  precedente) e presente in esso come immediato.

3. Questo immediato si presenta (è posto) come unità, singolo soggetto, soggettività concreta.

4. Quale nuova unità/soggettività concreta si presenta come forma, come esterno che ha un suo interno dato come contenuto.

5. I due lati della soggettività concreta, la forma e il contenuto, entrano ora in contraddizione, contraddizione che sviluppandosi dà corso a un nuovo processo.

6. Primo momento del nuovo processo è la mediazione. Appena posta, la negazione nega l’immediatezza della soggettività concreta

7. Il contenuto che sorge nega la forma che appare. Questa negazione si presenta come una perdita.

8. Negato come soggettività immediata e posto come realtà mediata nelle sue contraddizioni, si pongono ora i termini stessi del processo.

9. I termini del processo si pongono come contraddizione che va risolvendosi.

10. Quale contraddizione che va risolvendosi il processo prende la forma e appare come precedente e si pone come presupposto.

11. Ora le negazioni sono composte. Il presupposto è dato come posto. La negazione, posta con quello stesso che l’aveva negata, si presenta come positivo e nuovo immediato (cfr LINN. 2°/111 – Mondo antico).

(da "Condizioni vita e processo) – La storia dell’uomo prende il via nel momento in cui l’uomo comincia a produrre i propri mezzi di sussistenza.  Con questa produzione condizionata dalla propria precedente organizzazione fisica, l’uomo si distacca progressivamente dalla natura sia quella propria, sia quella esterna.

Producendo i propri mezzi di sussistenza, l’uomo da un lato produce la sua stessa vita, dall’altro la sua stessa vita dipende da ciò che produce e da come lo produce.  L’uomo diviene a sua volta un prodotto della sua stessa produzione.”

 

[la riproduzione umana]

Punto di partenza, la riproduzione umana.  1° Fine naturale del vivente, la riproduzione. Anche l’umanità persegue questo fine che aggiunto alla sopravvivenza è il suo secondo fine. Rapporto dialettico fra sopravvivenza e riproduzione. Si sopravvive per riprodursi e ci si riproduce per sopravvivere. 2° Per soddisfare il suo fine –bisogno riproduttivo l’umanità ha di fronte a sé: (a) le proprie esigenze biologiche (b) la natura che è in grado di soddisfarle. Passaggio che l’umanità ha affrontato stretta fra modo di produzione biologico (o momenti dell’evoluzione biologica) e modo di produzione materiale (sopravvivenza e riproduzione).

Nell’uomo la riproduzione biologica è rimasta inestricabilmente legata alla produzione materiale. Ha sempre conservato il suo ruolo all’interno di questa. Mentre l’uomo affrontava – attraverso i suoi rapporti con la natura esterna – le necessità poste dai modi di produzione, parallelamente correvano le necessità poste dalla riproduzione biologica. I riti del mangiare e del bere, l’amore, la sessualità ... sono iscritti nella nostra natura più profonda e originaria (Jean Bottero, ALS/11).

 

[l'uomo come animale]

Marx distingue radicalmente la vita umana da quella animale perché l'uomo crea i mezzi della propria vita, la propria cultura, la propria storia e dimostra così una capacità d'iniziativa che costituisce la sua originalità assoluta (Merleau-Ponty, UT/41).

 

[dice Marx]

(IT/34) – spiegare il processo reale della produzione →  muovendo dalla produzione materiale della vita immediata. Assumere come fondamento di tutta la storia la forma di relazioni connesse con quel modo di produzione che da esso è generata. Poi partire di qui per capire le varie creazioni teoriche e le forme della coscienza.

 

[gli uomini e la storia]

"Gli uomini che fanno la storia sono essi stessi interamente dei prodotti della storia.  E se danno prova di iniziativa rivoluzionando i rapporti sociali ciò non accade in virtù di chissà quale essenza creatrice o libertà trascendente inerente all'uomo, ma perché gli uomini sono costretti a farlo dalle contraddizioni di quegli stessi rapporti sociali" (Sève, MTP/119).

 

[storia dell'uomo e materialismo dialettico]

Impossibile cogliere il significato scientifico del marxismo se non si approfondisce e non ci si impadronisce del suo metodo dialettico.

Prendiamo un concetto centrale, gli uomini sono prodotti dai rapporti sociali – sono il prodotto dei rapporti sociali. A questo punto cosa accade?  L'uomo scompare?  Il materialismo dialettico ignora l'uomo?  Oppure sono nel giusto quanti sostengono il contrario, che il marxismo sia una teoria scientifica generale dell'uomo?

Queste due interpretazioni sono alla base della grande disputa fra i marxisti alla fine del' Ottocento.

In realtà "se gli uomini possono essere prodotti da questi rapporti ciò avviene perché, lungi dall'essere loro estranei, tali rapporti costituiscono il loro reale processo di vita e non possono costituire il loro processo di vita se non nella misura in cui sono rapporti fra di loro, fra uomini" (Sève MPT/133).

© La difficoltà consiste nel comprendere come i rapporti sociali prodotti dagli uomini a loro volta producano gli uomini. Senza uomini niente rapporti sociali.  Ma senza rapporti sociali niente uomini. Come senza oro niente miniere, ma senza miniere niente oro. Così l'uomo è il motore della storia, ma senza storia niente uomini.

Ora. Se prendi un uomo da solo egli forma un’unicità. E la sua essenza è la propria storia. Che è unica essendo lui unico. Se passi da un solo uomo a due uomini, l’essenza passa dall’unicità del soggetto isolato al rapporto fra i due soggetti. Questo rapporto ha un processo. Questo processo produce una storia. La storia di quel processo. La storia del processo del loro rapporto. La storia del loro rapporto. Dal rapporto fra due uomini al rapporto dell’umanità nel suo insieme, il passo è semplice. Anche se si verifica un salto qualitativo. L’essenza dei rapporti complessivi prodotti dagli uomini riuniti in umanità si trasferisce direttamente nella storia di quei rapporti. È storia dell’umanità. Quella che chiamiamo storia.

È a questo punto che l’umanità diventa un universale. Un universale che altro non è se non la propria storia. La storia universale. E ogni individuo ritrova la propria essenza in quell’insieme di rapporti che formano la storia universale dell’umanità. Staccarlo da quella storia è privarlo della propria essenza. E nessuno è se non la propria essenza.

È così che la storia, la società nel suo insieme, si presenta come una struttura che lo domina. Con la quale ogni individuo sta in un rapporto dialettico. E siccome la vita materiale e concreta è un movimento in cui i rapporti fra le cose mutano e si rovesciano continuamente, così diventa compito della storia in generale e della scienza in particolare analizzare e comprendere il movimento nato dai rapporti che mutano – e questa è la storia intesa come storia umana – e dalla materia che si trasforma – e questa è la scienza. Scienza che non sfugge a sua volta al destino di diventare storia della scienza.

Non solo. I rapporti mutano a seconda del punto di vista dal quale si vedono.  Per comprenderne l'oggettività è necessario esaminare i due punti di vista.  Il risultato sarà contraddittorio e sarà quella contraddizione a dare vita ed essere oggettivamente il motore del movimento di cui il rapporto è fatto.

La difficoltà consiste nell'assimilare questo processo nella logica quotidiana.  Nell'imparare a esprimersi dialetticamente, anche perché, per farlo, è necessario coniare nuovi concetti e categorie.

Una volta appreso è più facile comprendere perché non esiste l'uomo ma esistono i rapporti sociali (vai a @RAP). Perché non c'è un soggetto ma certe strutture della storia. Non un senso umano del progresso ma una successione di formazioni sociali.

 

[materialismo storico e materialismo dialettico] 

Definire l’insieme delle riflessioni di Marx e Engels come «materialismo storico» è accettabile. Solo a patto che non si cada nell'errore di fare del processo storico una forma assoluta posta alla base della produzione del processo umano nel suo insieme.  Se si cade in questo errore si idealizza il processo storico. Il materialismo dialettico viene declassato a semplice materialismo storico. Come tale semplificato e la storia non è più storia della produzione del processo umano, ma Storia in sé. Errore nel quale tendono a cadere molti marxisti, sia quando prendono l'errore per buono sia quando lo respingono. In realtà sono più hegeliani che marxisti. Per Hegel gli individui erano «gli agenti dello spirito del mondo». Marx si appropria di questa intuizione e la utilizza all'interno della sua visione materialista. I «nostri» marxisti scivolano nella dialettica hegelo-idealista proprio perché non riescono ad assimilare la dialettica materialista di Marx.

 

[marxismo-leninismo e storia]

I principi ideologici del marxismo-leninismo sono: 1) lotta di classe, 2) presa del potere, 3) internazionalismo.

Le analisi marxiste-leniniste sono analisi permanenti della storia nel suo farsi, alla luce degli strumenti offerti dal materialismo dialettico. È la teoria che nata dalla storia fa la storia.

 

[storia naturalismo geografia marxismo ]

(Manoscritti MEF) – La storia è la vera storia naturale dell'uomo /269/ – Le condizioni naturali sono quelle da cui è partito lo sviluppo dell'umanità, tutta la storia umana consiste precisamente nella trasformazione di questi fattori naturali in fattori storici (Per la critica della economia politica PLCP /175).

© Ciò non significa che il condizionamento reciproco tra geografia e storia sia venuto meno.  Ma che esso →  è nell'insieme capovolto.  I dati geografici in sé sono sempre meno alla base dello sviluppo storico → essendo divenuti essi stessi sempre più dei risultati storici.  Un fiume ha rilevanza a secondo dell'uso che l'uomo ne fa. O ne ha fatto. La storia sempre più è la base di se stessa e la base reale di questi dati. –|

"In questo capovolgimento dal naturale al sociale, pienamente svelato da Marx, sta il segreto di tutto il processo di umanizzazione (MTP/241).

© Non si tratta comunque di un superamento del dato biologico e naturale.  Il condizionamento reciproco continua e continuerà – Ma il dato biologico (già a sua volta risultato di un processo storico – concetto dell’istinto memoria biologica) viene trasformato in risultato mentale – viene utilizzato e determinato dall'insieme della personalità e dal suo sviluppo sociale – Per cui la base reale dello sviluppo della personalità diventa la condizione sociale e intellettuale più di quanto non lo sia il dato biologico.

D’altra parte come avverte Cavalli Sforza, la funzione intellettuale va considerata come parte integrante dello sviluppo biologico.–|

 

[storia e interpretazione della storia]

(CAP 1°/345) – Per risolvere l'apparente contraddizione fra natura e storia occorrono molti termini intermedi, come occorrono molti termini intermedi all'algebra elementare per capire che zero su zero può rappresentare una grandezza reale.  Il fatto, sostiene Marx, è che in realtà si insiste, come dappertutto, sulla apparenza, contro la legge che regola l'apparenza stessa.  Essi (coloro che confondono apparenza con essenza ) ritengono, al contrario di Spinoza, che l'ignoranza sia una ragione sufficiente.

(gio, 10 ott. 02) - Esiste una legge metodologica della continua reinterpretazione degli avvenimenti. Si tratti di avvenimenti storici o quotidiani (vedi anche §SR).

La tesi. Ogni progetto si basa su una previsione. Ogni previsione va verificata dai fatti. Questa verifica può andare dal tempo reale (per un’azione concreta) ai secoli per le azioni e tesi storiche vere e proprie. È non solo corretto ma necessario che la storia venga continuamente rivista, confermata o corretta dagli avvenimenti successivi. Anche perché la verità del processo si manifesta solo alla sua fine. Nel momento in cui si esaurisce e si trasforma nel «cominciamento» del processo successivo.

Il fatto che soltanto dopo si comprendono meglio i significati e il senso di azioni precedenti e di avvenimenti passati non dipende esclusivamente dal fatto che dopo per esempio si produce un maggior distacco emotivo, o che dentro di noi avviene una «maturazione» che ci dispone meglio alla comprensione.  È che concretamente tutte le implicazioni dell’avvenimento passato si rivelano solo dopo, quando hanno potuto dispiegarsi pienamente. Giunte a una piena maturità solo al termine del loro sviluppo. Completate e tramutate in nuove realtà.  È partendo da queste nuove realtà che possiamo comprendere al meglio quella che le ha prodotte e che esse hanno superato. Proprio perché quella si è dispiegata fino al suo limite massimo.

 

[evoluzione delle forme storiche]

(Sève →) Le forme storiche da cui una società è nata non sono in generale quelle che forniscono i concetti di base per la sua comprensione, poiché nel corso dello sviluppo avvengono profonde trasformazioni e ciò che era la base, al livello successivo diviene secondario (cfr UAO).

© Va qui distinto il fatto che il concetto di secondario o di subalterno non significa che se ne possa fare a meno.  Il fegato è un organo meno importante del cervello e una arteria è meno importante del fegato, tuttavia se elimino il fegato, il cervello muore e se taglio una arteria muoiono cervello, fegato e tutto il resto.  Fra natura e cultura vi è continuità - ma di più - vi è rovesciamento dei rapporti (MTP/33). –|

 

(Per il passaggio dal ciclo della storia dell’umanità al ciclo dell’umanità della storia vai a @4PP. Vedi anche @UOM - processo storico e storia del processo e §SG- qualche appunto di storia)

 

 

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“Il marxismo e la storia” [@MS]

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