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Appunti di filosofia - 2

[atomismo]

Per Leucippo e Democrito (460 ca – 370 a.C) le parti minime conservano le proprietà del tutto.  Dice Havemann (DSD/80) che le loro concezioni nel complesso erano giuste.

 

[Aristotele] (384-322)

Fino ad Aristotele l'analisi filosofica si muove sul terreno della genericità, delle idee assolute attraverso l'intuizione.

Contro il pensiero magico (il pensiero comune dell'epoca), ma ancora nei suoi limiti.

È con A. che la coscienza umana fa il suo primo salto di qualità.  E affronta da un lato il problema della natura interna (la logica), dall'altro il problema della natura esterna (le scienze). 

Ma è Socrate ad affrontare il limite interno dell'uomo, lo «straniero interiore».  Un'inversione di marcia che durò molti secoli.

Nella Politica e nella Etica nicomachea l'uomo animale sociale si distingue dagli altri per via della parola che gli permette di capire ciò che è bene e ciò che è male, dove male vale per nocivo.

Per A. la condizione degli esseri naturali è quella dell'unione di essere e non essere; 2) teoria delle 4 cause; 3) teoria della potenza e dell'atto; 4) materia e forma (sorta di ma.dial).

[Le 4 cause.  1ª c. materiale (materia della cosa esistente); 2ª c. formale (forma della cosa); 3ª c. efficiente (ciò che produce il mutamento di ciò che muta – il seme c. efficiente dell'albero –); 4ª c. finale (il fine per il quale si opera il mutamento – Realizzazione del fine = entelechia)].

Il divenire ha sempre un punto di partenza e un punto di arrivo.  La teoria del punto di arrivo mette capo a quella del motore, causa di tutti i movimenti.

La fisica per A. è per lo più una descrizione del mondo percepito – L'a priori è ciò che non può essere concepito frammentariamente.

Il finalismo aristotelico, applicato alla natura, blocca per secoli la ricerca scientifica che riprende solo quando passa dal «perché» al «come».

Pensiero aristotelico–tomista – Lo sviluppo umano come passaggio dalla potenza (il bambino) all'atto (adulto).

 

[Socrate] (469-399)

scopre il concetto. Approfondisce il conosci te stesso e proclama, contro la concezione relativistica e scettica dei sofisti, l'esistenza di una verità necessaria e universale. Tale verità è il concetto.

 

[Platone] (427-347)

contrasta sia il naturalismo presocratico sia il relativismo dei sofisti.

P. sviluppa i temi socratici della natura interna. Il «sapere» è solo una reminescenza. Scopriamo quello che già sappiamo. Sono le cose ad adeguarsi alle idee. Le idee qualità finale del divenire.

Fonda l'Accademia dove era impossibile entrare senza lo studio della matematica. La principale disciplina della matematica era la geometria..

Scopre le leggi della proporzione.  Pecca chi dà da portare una cosa troppo grande a chi è troppo piccolo.  Vele troppo grandi per una nave troppo piccola.

Per P. gli uomini hanno un senso della bellezza molto vago.  Solo i filosofi potevano/dovevano ricercarne l'archetipo reale.

Virtù uguale sapienza.

Felicità in greco si dice eudaimonia che significa possedere un buon demone.

 

[i filosofi cristiani]

→ avevano la più alta considerazione per Socrate cui attribuivano una «rivelazione» speciale.

– "In principio era la parola, e la parola era con dio, e la parola era dio" – Agostino (354 dec), La città di Dio, libro X cap XXIX.

 – "Timeo hominem unius libri" – Tommaso (1227).

 

[filosofia moderna]

Galileo Galilei (1564-1642)

Bacone (1561 a Londra). Empirismo.

Cartesio (1596). Razionalismo moderno.

Spinoza (1632).

Leibniz (1646). (Monadi).

Vico (1668).

 

[i filosofi inglesi]

D. Hume (1711) – La capacità umana di stabilire un rapporto per mezzo dell'esperienza con i fenomeni è data ó dalla stessa struttura del soggetto conoscente, nel quale agisce la consuetudine.  → Non ha il suo fondamento nei nessi oggettivi del mondo, delle sostanze e delle essenze |SSF II/308|.

T. Hobbes  (1558) – 1) scopo del potere politico soddisfare gli interessi egoistici degli individui; 2) gli interessi privati unica fonte dell'autorità pubblica; 3) diritto fondamentale di ogni individuo è di perseguire il proprio interesse e il proprio benessere.

Berkeley (1685 Irlanda) – Le cose non hanno consistenza se non nella nostra mente – il mondo della natura esiste perché esiste la mente.

Locke (1632) – polemizza con i matematici – al principio la mente è un foglio bianco.  Suoi strumenti di conoscenza sono la sensazione e la riflessione che insieme formano l'esperienza.

 

[Kant] (1724)

– realismo empirico di K. e suo idealismo – gli oggetti esterni sono fenomeni, nostre rappresentazioni – quindi gli oggetti sono qualcosa «solo» per via di queste rappresentazioni e fuori di esse sono nulla |SSF/II/315| – tuttavia la loro percezione immediata è anche prova sufficiente della loro realtà → da un lato esiste una realtà per sé che non possiamo conoscere – dall'altro oggetto della nostra conoscenza è solo la realtà fenomenica.

 

[razionalismo]

– il razionalismo del '7oo non supera l'idea di natura – esiste un'armonia fra la natura e la razionalità, come Newton aveva dimostrato.

 

[naturalismo]

– la grande polemica è fra spontaneismo naturalismo e razionalismo volontarista.  Tuttavia il positivismo può essere considerato un prodotto naturalista.  Il mondo è quello che è, ed è innaturale ciò che potrebbe o dovrebbe o si vorrebbe che fosse.  È chiara la chiave conservatrice di questo modo di intendere la vita.

 

[illuminismo positivismo]

– gli illuministi facevano risalire il mondo spirituale dell'uomo all'ambiente (SMC/459). 

– l'illuminismo come teoria che oltrepassa l'ordine sociale esistente e in nome della Ragione chiede e prepara l'avvento di un ordine sociale nuovo.

– l’illuminismo e le filosofie positive del '6oo e del '7oo avevano svolto una funzione rivoluzionaria di attacco alla religione e alla metafisica di origine medievale.  Con Comte (S. Simon) il gioco si rovescia.  Con la teoria del dato di fatto l'esistente diviene lo stesso fondamento del reale.  È reale ciò che c'è, che, come tale, va accettato.  Del reale fa parte il sistema esistente. E con il sistema esistente, le classi dirigenti esistenti. 

Si può dire che il positivismo rimane fedele a se stesso. Aveva portato la borghesia al potere, ora contribuiva a mantenerla al potere.

 

[empirismo]

→ cogliere l'essenza di un fenomeno significa cogliere le relazioni che rendono intelligibile un processo – Per l'e. la storia non è che una collezione di fatti senza vita, staccati dagli uomini che li producono e che li osservano e dal processo storico che è dietro questa produzione e questa osservazione – Un processo non può essere semplicemente constatato, deve essere conosciuto.  E per conoscerlo non c'è altro che cercare di conoscere gli strumenti stessi della conoscenza, gli strumenti cioè che producono i concetti e la quantità di realtà che essi possono contenere e contengono.  Quanto essi stessi formino e trasformino il reale, e quanto il reale li formi e li trasformi. 

Che differenza c'è fra un concetto astratto e un concetto reale, per esempio?  Il fatto empirico dato, non pensato o pensato «naturalmente» è una astrazione.  Ed è due volte astratto quando si congela in forme logico-matematiche applicate alla natura e agli uomini.  Sempre dimenticando che sono gli uomini a produrle e che anche la matematica è legata e prodotta dalla storia degli uomini.

 

Empirismo ← da Sesto Empirico.

Locke, Hume → negano la validità delle idee generali e, implicitamente della Ragione.

Filosofia dei dati di fatto → Ciò che conta è la realtà quale è e quale ci si presenta – la ragione è nulla a fronte della realtà dei dati di fatto – la ragione è psicologica, incerta, infida, mutevole.

 

[neo-empirismo]

– carattere emotivo e non razionale della valutazione morale.

Schlick – quando raccomando un'azione a qualcuno come buona è perché la desidero.

Richards – la poesia, suprema forma del linguaggio emotivo.

 

[positivismo logico]

– analisi del linguaggio scientifico e riduzione di questo (Carnap e Neurath) a linguaggio fondamentale valido per tutti gli altri linguaggi.

[filosofia analitica] – analisi del linguaggio comune.  Ricerca dei significati autentici con l'eliminazione degli equivoci che nascono dall'uso improprio delle forme che lo costringono (linguaggio cosale – Carnap).

 

[positivismo]

 – Leibniz chiama verità positive le verità di fatto.  Queste si distinguono dalle verità di ragione e costituiscono "leggi che Dio si è compiaciuto di dare alla natura" |Discorso § 2| – Il termine fu coniato da Saint Simon e poi adottato da Comte (inizialmente suo discepolo) per designare lo stadio scientifico del sapere umano in contrapposizione allo stato teologico e a quello metafisico.

– |MRR/366| Saint Simon pensava che il rapido sviluppo delle forze produttive avrebbe presto superato gli antagonismi della società industriale e riassorbito i moti rivoluzionari che si formavano al suo interno.

– |LDS/19| Dover essere come si è (→ il dover essere non cessa di essere ma invece di essere posto al servizio della ragione morale (Kant) è posto al servizio del dato di fatto, a volte spacciato per dato di natura mentre, in realtà, altro non è che il dato voluto dalla classe egemone.  |18| Col culto del positivismo la ragione si consegna un'altra volta all'irrazionalità.

 

[inganno del positivismo scientifico]

|SDC/227–228 M.Ponty | L'inganno del positivismo scientifico consiste nell'isolare e quindi nel creare le condizioni dell'esperimento. – Ma questo isolamento non avviene mai del tutto – non è mai del tutto reale ("Un elemento materiale infinitamente lontano da tutti gli altri rimane assolutamente fisso" – Brunschvigg – De la méthode dans la science /388/) – è quindi sempre una finzione – è sempre quindi un'apparenza che si «avvicina» alla struttura reale del mondo senza mai coglierla compiutamente.

® È come in un buio assoluto guardare la realtà con il semplice ausilio di una torcia elettrica. Si illumina un tratto alla volta, un oggetto alla volta, una parte di realtà alla volta. Se non hai conosciuto precedentemente l'ambiente esplorato o il paesaggio, è impossibile ricostruirlo nel suo insieme. Tuttavia te ne fai un'idea. Che confermi o smentisci provando a muoverti seconda l'idea che ti sei fatto. –|

 

[neo positivismo giuridico]

– Hans Kelsen (Praga 1881) – il diritto come tecnica sociale che consiste nell'organizzazione della forza.

 

[positivismo e dialettica]

® il positivismo è fuori dal movimento (o lui si presume fuori) – la dialettica è dentro. –|

 

[pragmatismo nord–americano]

– sorta di naturalismo positivista (→ secondo il pragmatismo americano funzione del pensiero è di giustificare l'azione, mascherarla, darle un fondamento.  È al servizio dell'azione. L'azione non ha nulla di misterioso in sé.  L'azione è chiara, evidente in sé, costituita di «dati di fatto».  L'azione del pragmatismo nord–americano non ha nulla a che vedere con il «processo» di Hegel.  Nel pragmatismo l'azione è il fine e il pensiero è un suo strumento.  Il p. rinuncia all'indagine metafisica e dà per scontata l'impossibilità dell'uomo di comprenderne il senso.  Questa rinuncia dà al p. quella carica scettica che attribuisce solo all'azione e all'esistente un fondamento insostituibile di verità.  È anche all'origine del disprezzo di tutto ciò che sa di cultura e di attività intellettuale.  Non è un caso che negli SU ogni genere di ricerca e di analisi devono trovare una giustificazione in un risultato pratico, immediato.  Anche quando lasciano allo scienziato ogni tempo per pensare è perché sono convinti che sia un metodo per ottenere risultati pratici. Insomma la cultura come attività umana non riguarda la riflessione.  È una concezione del mondo strettamente fattuale).

– G.S.  Peirce – concetto della «credenza» per il quale ogni procedimento razionale è il risultato di ciò in cui già si crede.  La regola per ottenere la chiarezza di una idea prescrive semplicemente la considerazione degli effetti pratici che l'oggetto dell'idea può avere.  Il mondo è il regno del caso.  Ottimismo nel progresso.  L'amore visto come il più alto pro­dotto dell'evoluzione spirituale.

– W. James – giudica vere le credenze «utili» all'azione – funzione del pensiero è quella di servire l'azione.

 

[idealismo crociano]

– la storia come assoluto – Nulla fuori dalla storia e dalla sua verità, al posto dell'indagine circa le possibilità e i fondamenti del sapere storico – Attività intuitiva (estetica filosofia) – Attività pratica (economia etica) – Teoria della circolarità – a ogni «passo» di circolarità (che è poi la circolarità della storia), il divenire si arricchisce.  Così  fino  all'infinito – Croce non riprende il concetto positivistico di progresso e rifiuta (esplicitamente nel saggio su H.) la dialettica idealista.

 

[esistenzialismo]

M. Ponty, Goldman.  Kierkegaard, Husserl, Heidegger, Sartre

– Heidegger – nella condizione emotiva l'uomo è «abbandonato» a essere ciò che è di fatto – un modo è sottrarre gli altri alle proprie cure e un modo è di aiutarli a essere liberi di assumersi le proprie cure.

 

[spiritualismo]

– ogni realtà oggetto immediato della coscienza – la conoscenza scientifica imperfetta e preparatoria (Bergson Lotze) –  possibilità della coscienza a riprodurre il mondo fisico e il mondo storico  (nel suo carattere finalistico e provvidenziale) – possibilità della  coscienza di risalire a dio – difesa della tradizione che rappresenta  oggettivamente ciò che la coscienza è soggettivamente |Cousin (1853), Maine  de Biran (1700–1800), Bergson (1859–1941), Lotze, Galluppi, Rosmini,  Gioberti, Mazzini|.

 

[psicologismo]

– Jacob Friedrich Fries (1773–1844) – nascita dello psicologismo – la vera scienza filosofica è la psicologia – l'esperienza unica via al sapere per mezzo dell'auto osservazione.

 

[Gestalttheorie]

– psicologia della forma – ogni percezione si presenta alla coscienza come un tutto unico – ogni percezione è un fenomeno non risolvibile in una serie di unità elementari giustapposte – le unità elementari nell'organizzarsi in strutture definitive si modificano reciprocamente – nel modificarsi reciprocamente assumono una forma individualmente determinata – Il metodo della psico–fisica, della psicoanalisi che presuppone la scoperta di fenomeni complessi solo accumulando nozioni sui fenomeni semplici, è contestato alla radice anche come metodo scientifico, dalla psicologia delle forme – "non già l'elemento ma la forma totale è il fatto fondamentale della conoscenza – poiché questa forma non è mai riducibile ad una somma o combinazione di elementi".

La coscienza è la proprietà che hanno certi eventi della natura di rivelarsi a se stessi.  Non è un semplice epifenomeno poiché il lato cosciente dei processi è uno dei fatti più significativi dei processi fisiologici dell'uomo (anche se non interviene nelle spiegazioni causali).  Questo pone la coscienza |SDC/222 M.Ponty| sotto il dominio dei fatti fisici una provincia della natura.

 

[il linguaggio matematico]

|SC/230–231 M.Ponty| – Il linguaggio matematico è una simbolica generale di ogni oggetto misurabile – la legge fisica individua le qualità costanti dei singoli punti (che non esistono come realtà singole nella realtà, indipendentemente dalla forma) – la forma viene presupposta dalla legge come condizione di esistenza.

[la forma] – attraverso il dinamismo interno e un parziale equilibrio fornisce all'insieme la sua unità, che nel momento in cui è raggiunta, è inscindibile – rappresenta cioè la soggettività di quell'oggetto – non esiste dunque né la legge né la forma, momenti dialettici della realtà e non realtà diverse – la forma non è una realtà fisica, ma un oggetto di percezione – È l'unità degli opposti percepiti /235/ → a seconda del punto spazio–temporale in cui si percepiscono, a seconda del punto storico, eccetera – una forma, una struttura non esclude l'altra, nel senso che i confini di una possono essere nei confini dell'altra, senza per questo che una debba tener conto della totalità che è di per sé un concetto fisicamente sconosciuto.

– uno stato fisico, un insieme di forze in stato di equilibrio o di costante mutamento tale per cui nessuna legge possa essere formulata per ciascuna parte separatamente e per cui ogni vettore sia determinato nella sua  grandezza e direzione da tutti gli altri |SDC/223|

– viene introdotto un principio di discontinuità e sono presentate le  condizioni di un processo che si effettua con «salti» o «crisi», le  condizioni di un «evento», di una «storia» – ogni forma costituisce un campo di forze caratterizzato da una legge che ha senso solo entro i limiti della struttura dinamica considerata, che, al contrario, attribuisce a ogni punto interno le sue proprietà, sicché queste non saranno mai proprietà assolute, proprietà di questo punto |SDC/224|

 – cfr anche SDS/237

 

[behaviorismo e psicanalisi]

– cfr J. Lacan LCFAS/92

 

[Marx Kierkegaard e Hegel]

M. e K. criticano H. e mostrano come egli risolva i problemi con le idee e lasci gli uomini dentro i problemi.

Con una differenza.

– K. critica H. perché non si può risolvere la religione nella filosofia della religione – da questa critica ricava la necessità di ritornare alla religione con un cammino inverso, dal pensiero alla religione

– M. spinge avanti la critica hegeliana della religione fino alla critica dei fondamenti sociali della religione e della filosofia stessa – cfr SSME/119.

 

[fisica biologia marxismo]

– esiste un profondo legame fra le concezioni della fisica moderna, della biologia moderna e la metodologia di Marx – Ciò che esiste è la tendenza a trasformare il rapporto di causa ed effetto – la causalità non è più una legge assoluta – i nessi non sono mai intuitivi o evidenti e le leggi sono leggi di tendenza – leggi generali che ci dicono non ciò che accade o accadrà ma come la realtà vada formandosi – la realtà qual è non è mai data dalla legge, ma la legge ci pone in grado di decifrare la realtà nella sua contingenza |LDV/17|. La riproduzione costituisce un fine in sé per ciascun organismo e nello stesso tempo orienta la storia degli organismi che non hanno fine alcuno.

 

[fisica e filosofia]

– Platone → Riconoscimento dell'esistenza della realtà oggettiva, indipendentemente dalla coscienza.  Tuttavia è la coscienza (lo spirito) che riesce a cogliere l'essenza della realtà (il concetto di albero racchiude la realtà di tutti gli altri alberi.  Di qui la realtà inferiore alla coscienza |DSD/46|.  Mentre questo qualcosa, questa essenza, espressa dallo spirito umano è qualcosa che esiste realmente, è una realtà.  Realtà che il nostro pensiero coglie perché partecipa all'essenza spirituale del mondo.

– Kant → Non raggiungeremo mai questa essenza delle cose, questa «cosa in sé».  Ma possiamo capire con tutta chiarezza almeno una cosa, che dietro i molteplici fenomeni materiali esiste un mondo spirituale, una realtà spirituale, con la quale entriamo più o meno in contatto – Le leggi scientifiche → l'interpretazione kantiana si allarga alle leggi scientifiche, più pure, più assolute di ogni singolo fenomeno che a quelle leggi è sottoposto.  Queste leggi noi le conosciamo indirettamente, attraverso i fenomeni che sono determinati da qualcosa che è al di sopra di loro, le leggi (la legge al di sopra del fenomeno) – Laplace → determinismo meccanico: tutto ciò che accadrà in futuro è predeterminato completamente, senza la minima eccezione, da ciò che è accaduto in passato.  Niente può accadere che non debba accadere.  Tutto ciò che deve accadere, accadrà |DSD/49|. Il materialismo meccanico dà vita al determinismo meccanico.

 

[materialismo]

– per i materialisti francesi del periodo illuminista "il mondo spirituale dell'uomo è prodotto dal mondo che lo circonda" – nel medesimo tempo affermavano che l'ambiente umano è determinato dalla legislazione – cioè dalle idee dominanti espresse dalla attività legislativa. "Così  la concezione materialistica dell'uomo veniva ad essere parallela alla concezione idealistica della storia". 

– il pensiero è il riflesso della cosa poiché vi è priorità della materia sul pensiero.  – la fonte delle nostre sensazioni è obiettiva, indipendente dall'uomo (Lenin, ME, in OS/104).

 

 

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“Appunti di  filosofia - 2” [@SF2]

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