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Introduzione all'epistemologia, di C. Glymour

Inseriamo questo documento il quale nella sua pressoché illeggibile essenzialità è ricco di spunti e di riflessioni.

Spunti e riflessioni che non sono stati sviluppati. Appunti di memoria. Tali sono restati. Buoni per ripescare nel libro i concetti che vi erano espressi.

Analisi, opinioni e concetti di ampio interesse poiché Glymour conduce una analisi sistematica e attenta del pensiero logico matematico, della matematica, del linguaggio matematico, dei suoi pregi e dei suoi limiti.  Un'analisi, per quanto ne sappiamo, pressoché unica e certamente una delle più organiche, acute e accurate.

 

[il pensiero matematico]

Pensiero deduttivo (matematico). Presume una connessione con la struttura del mondo / D01/7/.

Pensiero induttivo (scientifico moderno). Gli si obietta di non fornire garanzie di verità.

– Relazione fra parole e pensieri da un lato e il mondo al quale si riferiscono dall'altro.

– Definizioni del sapere geometrico /12/.

– Lo scetticismo, la questione dei paradossi, (Achille e la tartaruga /24–25/).

– Spinoza (1632–77) d'accordo con i maggiori talenti del tempo sostiene che il ragionamento metafisico e epistemologico deve essere rigorosamente scientifico. La geometria euclidea rappresentava allora l'ideale della scienza deduttiva /27/.

– Problemi di finito e infinito (Spinoza e Cantor) /29/.

– Il problema della conoscenza è anche il problema della certezza /39/.

Per Platone l'esperienza non è alla base della conoscenza. Buona solo a formare opinioni.

Aristotele e Platone /39/. Comune concezione della struttura logica.

– Linguaggio. Aristotele pensava che distinzioni fondamentali del mondo fossero riflesse dal linguaggio ossia fossero le medesime distinzioni fondamentali del linguaggio.

 

[il metodo assiomatico /47/]

– Il sillogismo. (Con il metodo del sillogismo non si può dar conto nemmeno della più semplice dimostrazione di Euclide /56/)

– Tra il '4oo e il '6oo la retorica, ovvero la teoria della persuasione sostituisce il discorso dimostrativo basato sulla ricerca della verità. [Ricerca della verità oggi = analisi dei fatti].

Il pensiero si spostò dalla teoria della dimostrazione alla teoria della credenza /69/.

– Leibniz – Le leggi del pensiero hanno una struttura algebrica come le leggi dell’aritmetica e le leggi del moto /71/.

© Da quest'idea nacque la logica moderna che tentò di racchiudere il pensiero in una serie di algoritmi. –|

– Per Platone e Aristotele le cose sono formate da combinazioni di altre cose, generi o proprietà /71/.

© Il che equivale al concetto marxista che la realtà è fatta da più determinazioni. –|

– Nacque da qui la questione delle combinazioni. E prese il via la disciplina matematica della combinatoria (studio del numero e delle possibili combinazioni che soddisfano certe con­dizioni /72/). 

– Il medioevo sviluppò la concezione degli oggetti di conoscenza come combinazioni di attributi semplici.

– Raimondo Lullo (1232–1316) pensò di trasformare il ragionamento in un processo meccanico. E costruì  una macchina che per qualche verso rendeva meccanico il pensiero /75/. (Tutto questo per convertire i mussulmani che non abbracciavano il cristianesimo per via di un difetto cognitivo).

Due conseguenze. La prima fu la scoperta/possibilità della meccanicità del ragionamento. La seconda si ritenne che il pensiero non proceda per sillogismi bensì  per combinazioni.

– Thomas Hobbes “per ragionamento io intendo il calcolo” /77/. “Ogni ragionamento si riduce a due operazioni mentali, l'addizione o la sottrazione”. Aggiungo o sottraggo qualcosa alle cose. H. disse anche qualcos'altro di fondamentale [per lui]. Le idee e i pensieri sono stati mentali.

– Cartesio → l'intuizione è in sé vera. Per C. tre le operazioni fondamentali della mente → l'intuizione, la deduzione, l'induzione. Le prime due vere. La terza non è fonte di certezza. /80/.

– Blaise Pascal fa un passo decisivo verso la teoria delle probabilità e la teoria delle decisione. /86/. (Trattato del triangolo aritmetico – Teoria del binomio).

© Con Leibniz, Pascal e Cartesio si conferma l'idea delle basi algebriche del pensiero /88/. –|

– Per Leibniz la struttura del linguaggio riflette la struttura del mondo. (Calcolo differenziale e integrale). Gli fu difficile tuttavia trovare un modo per analizzare il concetto (come era accaduto anche ad Aristotele e agli scolastici) /91/.

Formulò tuttavia la nozione di «procedura di decisione», procedura meccanica e algoritmica con la quale determinare se un'inferenza è valida o meno /93/.

  La logica e il '6oo.

 

[George Boole]

/94, 99 segg/. B. e l'algebra del pensiero. Il pensiero, un modo di parlare a se stessi in un linguaggio muto. Il pensiero razionale organizzato in un linguaggio /99/.

Leggi dell'algebra booleana /107/. Il pensiero relazionale /109/.© il pensiero consiste nella capacità di fare relazioni. –| Uso della logica booleana /112/.

/116/ La teoria di Boole sembra indicare come dovremmo ragionare mentre le leggi della fisica non sono normative, non dicono come i corpi dovrebbero muoversi ma come i corpi si muovono nella realtà date determinate circostanze.

Boole riuscì  a distinguere la logica dalla psicologia /118/.

 

[da Aristotele a Frege]

– Dall'intuizione (pura) (Aristotele e Cartesio) all'osservazione sperimentale (Newton, Bacone, Galileo) /121/.

– Due tipi di scienze e due tipi di intelligenza. Una fondata sull'osservazione e l'esperienza, l'altra solo sulla ragione.

– John Stuart Mill → matematica e geometria, scienze sperimentali /122/.

– Hume, relazioni fra idee vere in sé – Relazioni con i fatti del mondo diverse /123/. 

– Kant → la scoperta dell'a priori, del mondo in sé, della percezione. E del rapporto fra mondo in sé, esperienza, percezione /125/.

– Gottlob Frege, il logicismo e la logica. Verità logiche sono tutte le leggi della matematica e della geometria /127/.

– Nascono le geometrie non euclidee (Gaus 1700–1800) /127/.

– Einstein (1878–1955) e Hilbert (1862–1943) svilupparono la teoria della nuova gravità e della relatività generale secondo le quali la geometria dello spazio sia una quantità fisica che varia a seconda della densità della materia e della radiazione. /127/.

– Il nuovo mondo logico di Frege. Teoria matematica del significato /121–133 segg/.

Nasce l'idea del dominio © il contesto.

Resta misterioso cosa sia la relazione di denotazione tra le parole da un lato e le cose, le proprietà e le relazioni dall'altro /138/.

 

[teoria della computazione /140/]

© Il problema è quello del linguaggio. Il problema del linguaggio è quello del rapporto fra corteccia e realtà. – Il cervello riflette la realtà → quanto, come e perché. –|

– I pragmatisti negano l'esistenza di relazioni fra linguaggio e mondo. Peirce sostiene che la realtà è ciò che sarà creduto nel lungo periodo /142/.

– Planck e la teoria dei quanti pongono la questione delle contraddizioni all'interno della stessa concezione della fisica del mondo. Nasce allora l'idea che la fisica è un eccellente meccanismo di calcolo per predire i risultati degli esperimenti, ma che essa in realtà non dice nulla sulla costituzione della materia /143/.

® È necessario includere la contraddizione nel processo fisico. In altre parole considerare la fisica come un processo e le leggi fisiche come strutture individuate di quel processo che essendo tale è suscettibile di cambiamenti e contraddizioni. –|

– Utilità della logica di Frege /144/.

– La logica moderna /149/. Cfr pag. 150.

– Linguaggi formali (formalizzati) /155/.

– Dove si parla di lingua, di grammatica e sintassi /156/.

– Il linguaggio diventa oggetto matematico /157/. Questo il grande vantaggio dei linguaggi formali.

– Logica del primo ordine. Primo perché riguarda gli individui ma non le proprietà.

– /163/ Teoria del modello. Una teoria è coerente se e solo se ha un modello. Si chiama teoria una collezione di formule chiuse deduttivamente.

– La logica moderna ha assiomatizzato una serie di materie come la geometria euclidea, idem iperbolica, idem delle superfici sferiche. Come le teorie dell'algebra reale, la meccanica classica delle particelle, idem dei corpi solidi, parte della genetica, la relatività ristretta, parte della cosmologia, eccetera /168/.

Ma non le nozioni di cardinalità e di verità.

– Tutto ciò che è sensato può essere espresso in un linguaggio del primo ordine /170/.

– Il paradosso del mentitore /172/.

– Dal paradosso del mentitore allo scetticismo.

– Nascita del metodo induttivo.

L'induzione può condurre a conclusioni generali a partire da regolarità osservate /177/.

– Bacone.

Induzione → concordanza, differenza, variazione /181/.

 

[Newton - lo spazio assoluto /183/]

– Quattro regole dell'analisi induttiva (a partire dal fenomeno). 1ª non cercare cause più di quelle necessarie a spiegare il fenomeno. 2ª attribuire le medesime cause a effetti naturali dello stesso genere. 3ª le qualità fisse dei corpi esaminati devono essere considerate le qualità di tutti i corpi. 4ª Le proposizioni ricavate rigorosamente per induzioni dai fenomeni devono essere considerate vere fino al sopraggiungere di osservazioni più rigorose o più avanzate /186/.

– Gli antichi, l'induzione e lo scetticismo.

La regola del «logicamente possibile» (obiezione di Menone). ® Differenza fra verità e realtà. /188/.

Il pirronismo.

L'obiezione di Hume /190/ → le proprietà ricavate degli oggetti osservati possono mutare in tempi successivi.

– La conoscenza legata alla certezza. Dove non c'è certezza non c'è conoscenza /192/.

– Il '6oo ignorò l'obiezione.

 

[lo scetticismo metafisico /197/]

– Due risposte allo scetticismo. 1ª esperienza diretta del mondo. 2ª rifiuto del logicamente possibile. È possibile solo ciò che è realmente possibile.

Dio o non è onnipotente oppure è malvagio /207/.

– La teoria della probabilità  /207/. Nasce a partire dal Rinascimento (Pascal e Leibniz). Si sviluppa con il gioco d'azzardo e le osservazioni astronomiche.

Le estrazioni di Jacob Bernoulli ('654–'705) /211/.

Il teorema di Bernoulli /220/. La legge debole dei grandi numeri. © Con il crescere delle estrazioni diminuisce la differenza fra le probabilità delle prime e quella delle ultime. Oppure “col crescere del numero delle estrazioni o esperimenti la fiducia che la nostra stima della quantità sia compresa in un piccolo intervallo dato del vero valore”. In altre parole dopo un certo numero di estrazioni il risultato tende asintoticamente a ripetersi.

Il risultato del teorema venne considerato la base per rifiutare ogni obiezione scettica.

Thomas Bayes (metà del '700) elaborò una formula per stabilire il valore di una promessa (il premio di biglietto di una lotteria) per il numero delle probabilità che quel premio si realizzi /223/.

La probabilità è intesa come una misura di una caratteristica degli eventi. /221/. Cioè la probabilità è una caratteristica degli eventi. (Era intesa come misura dell'opinione, del grado di credenza o di fiducia).

– Il determinismo di Laplace /222/.

– La questione fondamentale dell'induzione (Price) valutazione di successi o fallimenti ottenuti con il metodo Bernoulli /225/.

– Credenza = attesa di una aspettativa /229/.

– © Un problema pratico quello della decisione /232/.

® Si combinano una questione oggettiva e una questione soggettiva. Si pensa in base alla propria visione del mondo. Il grado con cui la propria visione del mondo coincide con la struttura oggettiva del mondo fornisce il valore delle ipotesi fatte in base alla visione soggettiva del mondo.

C'è poi la questione di dove collocare la previsione. A breve, a medio, a lungo termine. Poiché la coincidenza fra la visione del mondo soggettiva e la struttura reale del mondo muta (può mutare) a seconda del periodo calcolato.–|

– Il cervello umano = a un calcolatore biologico /235/.

– Kant contro l'esperienza a favore della ragione /241/. Le leggi geometriche e matematiche sono il prodotto della ragione non dell'esperienza /243/. Riteneva che la logica aristotelica fosse completa /242/.

Le cose vere nel mondo dell'esperienza non è detto siano poi vere nel mondo in sé /247/.

Idealismo e argomento trascendentale /249/ → le condizioni necessarie di ogni possibile esperienza possono essere stabilite attraverso argomenti deduttivi a partire dalle proprietà generali dell'esperienza.

Kant risponde a Hume /241/.

– Bertrand Russel, Ludwing Wittgenstein, Rudolf Carnap approfondirono il pensiero di Frege /250/ e inaugurarono nuovi modi di intendere la sintesi kantiana.

Gli oggetti fisici = un insieme di dati – Russel e Carnap riducono la matematica alla logica (e non la logica alla matematica).

Carnap il primo a presentare una teoria della mente come un programma computazionale /251/. Costituì  un ponte logico fra il progetto kantiano e la scienza cognitiva contemporanea /252/.

– È la nostra pratica linguistica a fare di certi enunciati delle verità logiche /253/.

– Il convenzionalismo di Poincaré /254/.

– Verità analitiche /256/.

– Wilard van Orman Quine critica le soluzioni convenzionalistiche /257/.

 

[novità delle leggi scientifiche]

Cos'è cambiato negli ultimi anni nelle leggi scientifiche /257/. La geometria, le leggi del moto, la teoria dei quanti, la teoria della relatività generale.

– Hegel e lo storicismo /259/.

– Vecchie concezioni della fisica come lo spazio assoluto o della chimica come il fluido calorico e il flogisto /261/.

– Relativismo concettuale. Secondo Kant il mondo dell'esperienza è una funzione del mondo in sé /262/.

La concezione relativistica mantiene l'idea kantiana che il mondo dell'esperienza sia determinato dallo schema concettuale individuale e dal mondo in sé.

– Principi di verificazione (il significato di una affermazione è esaurito da qualunque cosa la verifichi /263/).

– Il primitivismo rigetta la descrizione scientifica del mondo come un luogo di cose, di eventi e di processi indifferenti agli interessi umani. | Heidegger, Dilthey, Dewey|.

– Esistenzialismo Sartre, Ponty, Camus. /265/.

– Epistemologia naturalizzata /266/ suggerisce di partire da ciò che sappiamo del mondo e di noi stessi, di procedere indietro nel tempo e a latere, chiedendo cosa intendiamo per conoscenza, quali siano i limiti della conoscenza e se vi sono limiti per creature come noi. Come costruire un'immagine coerente del mondo, di noi stessi e del nostro rapporto con in mondo e che si accordi con la nostra comprensione scientifica.

– Bertrand Russel.

– Gradi di credenza razionali. – Al crescere dell'evidenza, la distribuzione di probabilità si concentra sempre più vicino alla realtà dell'ipotesi fatta /273/.

– Discorsi sulla conoscenza e sulla credenza (273-279).

– Conoscenza e affidabilità  /285/.

– Problemi dell'induzione. Conoscenza e probabilità /286/. Uno dei problemi dell'induzione è sapere quali procedure siano affidabili e in quali circostanze.

– Entra in gioco l'evidenza /289/.

– Il modello di Putnam /287/.

– Vari metodi che riguardano «l'inferenza affidabile». E conclusioni su evidenza e affidabilità.

– La questione della mente e dell'appartenenza degli esseri umani al mondo della natura, dal quale provengono. Glymour affronta e discute le due ipotesi. [© Quella materialista e quella idealista e metafisica].

Per i metafisici due tipi distinti di sostanza, quella mentale e quella fisica /306/. Per Cartesio esisteva anche una terza sostanza, dio /306/. Per Spinoza una sola sostanza, dio. Per Berkeley solo la sostanza mentale. Eccetera.

– G. ne fa una questione di identità. Sapere chi siamo.

– La «continuità fisica» e il problema delle tre navi /309/.

– La questione del ricordo /310/. [© ll ricordo e la propria identità. Il ricordo e la continuità].

– Il materialismo chiamato soluzione riduzionistica. Le proprietà mentali combinazioni di proprietà fisiche /311/.

La questione dei linguaggi /312/. Intensionali, estensionali e banalità simili. Gli stati mentali stati funzionali /314/.

[® Non si prende in considerazione che la fisica si evolve in biologia e la biologia in coscienza].

– Ora si parla (e si discute, discetta, analizza) dei significati. [® Ragionamenti e descrizioni da salire e scendere le scale].

Può esservi un linguaggio privato? /325/.

I fenomeni della coscienza restano inspiegati (sic!) /327/.

 

[teoria della computazione]

– /331/ Siamo così  giunti alla teoria della computazione.

– Teoria della computazione e filosofia contemporanea /331/.

Il pensiero è una qualche forma di computazione /332/.

Tutto gira intorno al concetto di algoritmo (mezzo in grado ai aumentare le capacita razionali umane) e nel medesimo tempo concetto non del tutto chiarito /332/.

Cantor, Kronecker e Hilbert e l'origine logica della teoria della commutabilità /332/.

L'idea di Hilbert → associare numeri al linguaggio di una teoria matematica in modo tale che le proprietà della teoria matematica, come la sua coerenza, diventano equivalenti alle proprietà aritmetiche di insiemi di numeri /334/.

In questa maniera la coerenza di una teoria matematica debitamente formalizzata viene dimostrata a priori e non in modo sperimentale.

® La questione della verità logica e della capacità della logica di raggiungere autonomamente la verità è una forma di ossessione che ha investito le più grandi menti speculative. E ha informato di sé linguaggio e filosofia moderne. –|

Il programma metamatematico di Hilbert /336/. [© Una volta aritmetizzato il linguaggio, cioè una volta ridotto il linguaggio alla aritmetica, è possibile calcolare se una qualsiasi definizione è o non coerente con la teoria matematizzata].

Gödel applicò il programma di Hilbert all'aritmetica stessa e dimostrò con un primo teorema come l'aritmetica non possa essere rappresentata come una teoria formalizzata assiomatizzabile (cfr teorema di Gödel /337/).

→ Le conseguenze sono 1° una teoria dei numeri naturali non può essere assiomatizzata, 2° non esiste un algoritmo in grado di decidere per ogni enunciato del linguaggio della teoria  se quell'enunciato sia o no nella teoria /338/.

 

[le macchine di Turing]

La macchina di Turing è stata definita una macchina per computare funzioni /340/ {Anzi secondo Turing una funzione è computabile solo se in grado di essere organizzata in una macchina (cfr l'enciclopedia delle scienza, Garzanti). Ogni macchina di Turing è una sequenza finita di quadruple /349/.

Serie di questioni della computabilità. A pag. 346 si parla della possibilità di computare processi fisici.

Insiemi ricorsivi e ricorsivamente numerabili /346/.

Gli insiemi ricorsivamente enumerabili sono quelli che possono essere generati, o i cui elementi possono essere elencati, algoritmicamente. /349/.

Si conferma /352/ che l'idea di risolvere i problemi matematici attraverso un algoritmo “è senza speranza”.

– Difficoltà nel definire la computazione e l'algoritmo /354/.

Computazione e linguaggi di programmazione come il Pascal o il lisp /355/. Concetto di ricorsività. – Concetto di descrizione istantanea /358/. Macchine probabilistiche.

[Il concetto di computazione (indefinibile) si lega alle macchine capaci di computare. Si misura e si analizza a seconda della capacità e della organizzazione di queste macchine (Turing, eccetera).]

– Ogni funzione computabile in tempo polinomiale è computabile anche in tempo esponenziale, ma l'inverso probabilmente non è vero /362/.

– Nascono le scienze cognitive /372/ che partono dall'idea che in un modo o nell'altro il cervello è una macchina computazionale nella quale pensieri e desideri sono rappresentati da stati e processi fisici /371/.

La concezione computazionale della mente e i trasduttori. Con un'entrata, un'uscita e una funzione di transizione /372/. Generati da processi naturali /373/.

[374 → © In un certo senso Gödel pensa che un sistema (quello numerico) è in sé indimostrabile “anche se perfettamente significante, di cui noi, stando al di fuori del sistema, possiamo vedere la verità” (James Lucas). Di conseguenza solo il sistema superiore può capire la verità del sistema sottostante, poiché un sistema in sé non è in grado di raggiungere la propria verità. –|]

 

[le relazioni semantiche sono in parte una creazione sociale]

Le relazioni semantiche alla base del pensiero matematico sono in parte una creazione sociale, sostiene Glymour 

/378/ e, aggiungiamo, il risultato di una pratica sociale.

Metodo, compito e fini degli psicologi cognitivi /379/. Esiste in ogni individuo una parte soggettiva (le proprie strutture mentali) e una parte oggettiva (le strutture sociali). I cognitivisti studiano solo le prime. ® È tuttavia impossibile studiare le prime senza studiare le seconde. Le prime dipendono dalle seconde sin quasi dalle prime ore di vita. Allora va analizzato come le strutture soggettive si siano venute strutturando in relazione alle strutture oggettive. Strutture oggettive che hanno organizzato in una certa maniera le strutture soggettive. Queste per evolversi devono prendere coscienza delle prime. –|

– Searle e i criteri della IA /381 e precedenti/. Il cervello ha poteri causali speciali che producono la comprensione, l'intenzionalità e gli stati mentali. ® Gli stati mentali, fra ricerche sul sistema nervoso, psicologia e psicanalisi,  possiamo individuarli e analizzarli (struttura, provenienza, conseguenze), ma per la comprensione e l'intenzionalità impossibile venirne a capo con la metodologia lomat. Se invece partiamo dall'idea che comprensione e intenzionalità, come gli stati d'animo, sono il prodotto evolutivo dello sviluppo biologico totale e in particolare di quello dell'uomo (filogenesi), le probabilità di decifrarne la realtà complessiva aumenteranno considerevolmente. –|

– Dopo una serie di riflessioni sulle difficoltà degli psicologi per individuare la macchina cerebrale (® ma perché gli psicologi? –|) l'autore giunge alla conclusione /391/ che l'unica soluzione è di aprire la macchina e come gli studi scientifici sulle capacità umane rappresentino, in un modo o nell'altro, il tentativo di aprire la scatola e guardarvi dentro.

Nelle pagine successive l'autore prende coraggiosamente il partito di scostarsi dai metodi computazionali del lomat, per assumere l'ipotesi che l'uomo funzioni come un sistema dinamico (prende l’esempio dei pianeti e del loro equilibrio gravitazionale e dinamico). Sistema, insiste l'a., descritto da funzioni “definite su un altro sistema di numeri, diverso dai naturali” /392/. Di qui l'ipotesi di un sistema legato alla caratterizzazione della computazione analogica, “alle connessioni tra computazione sui numeri reali e sui numeri razionali e le proprietà computazionali dei diversi sistemi dinamici”.

© A pag. 393 riassume il percorso del suo ragionamento complessivo e giunge alla conclusione che possediamo una teoria della razionalità la quale ci indica il percorso da seguire date certe premesse ma nulla ci dice sulla scelta delle premesse. La stessa teoria della decisione ci suggerisce il da farsi una volta individuati gli obiettivi e individuate le condizioni generali connesse alle azioni da intraprendere. Per la verità l'a. non fa un discorso oggettivo come quello appena formulato. Lui rimane nella soggettività composta da disponibilità del soggetto e dal grado di credenza (nell’obiettivo da raggiungere?). Che è un'ulteriore questione. Questione che riguarda le condizioni soggettive per raggiungere l'obiettivo, una volta portata a termine l'analisi delle condizioni oggettive.

® Ora i passi per la decisione oggettiva sono. 1. Individuazione dell'obiettivo da raggiungere. 2. L'obiettivo può essere a sua volta oggettivo o soggettivo o un misto fra i due. Soggettivo se lo perseguo per scopi puramente soggettivi, oggettivo se lo perseguo per scopi oggettivi, esterni al soggetto per quanto un'azione di un soggetto possa essere oggettiva. Di solito lo è in base alla propria cultura, e altro. Cultura e altro nel quale il rapporto fra il soggetto e il genere umano rappresenta la funzione principale. Può anche accadere tuttavia che il soggetto sia spinto all'azione da circostanze che lo sovrastino, di cui non ha piena consapevolezza e tanto meno ha coscienza. Eccetera, eccetera, eccetera.

Dal che si evince come, tutte le volte che si parla di azioni umane, sia impossibile separare il soggetto dall'oggetto. Lo si può fare solo per comodità di analisi o per comodità pratica (un'azione da in­traprendere, una decisione da scegliere). Lo si può fare all'interno di un percorso ristretto dell’a­zione, nel quale il principio di causa ed effetto abbia una sua reale consistenza.

In conclusione, non sarà certo con il lomat che si potrà venire a capo di problemi come questi. Il lomat tuttavia, come la geometria euclidea, può risultare utile e necessario, applicato a segmenti parziali del processo. Segmenti che devono essere a loro volta correttamente individuati e ricavati dal processo generale. –|

 

[concetto della razionalità approssimata /396/]

Conclusione → /399/ “le nostre teorie normative standard della razionalità non costituiscono una guida nella vita”.

 

 

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“Introduzione all'epistemologia”, di C. Glymour  [§EPIS]

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