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Amore, sessualità, rapporti di produzione

(materiali sul rapporto fra le forme biologiche riproduttive umane e i rapporti di produzione. Loro storia, simbologia, eccetera – vedi anche “Dei rapporti sentimentali”)

 

§* Fine naturale del vivente, la riproduzione.

§* Sessualità –  unica funzione dell’organismo vivente che sorpassa l’individuo per collegarlo alla specie (Freud, SPI/324).

§* Il sesso è l'algoritmo sul quale si organizza la falsa coscienza.

§* L'erotismo è l'equivalente generale della sessualità. Il fallo, la forma valore degli scambi sessuali.

§* L'amore, memoria della specie, della scissione/fusione che si manifesta nei processi della riproduzione biologica. Anche in fisica la liberazione di energia avviene attraverso la scissione o attraverso la fusione.

§* Attraverso l’amore è possibile forzare il personaggio, distruggere il ruolo e raggiungere la persona concreta.  Oggettivamente, un lavoro da cani. 

 

[la riproduzione umana]

Punto di partenza la riproduzione umana.  1° Fine naturale del vivente, la riproduzione (vai a §JAC). Anche l'umanità persegue questo fine che è il suo primo fine. E anche il suo bisogno primario, base di ogni altro suo bisogno. 2° Per soddisfare il suo fine-bisogno riproduttivo l'umanità ha di fronte a sé: (a) le proprie esigenze biologiche (b) la natura che è in grado di soddisfarle (da @LOGMAT). Passaggio che l'umanità ha dovuto affrontare fra modo di produzione biologico e modo di produzione materiale.

 

[riproduzione biologica e produzione materiale]

Nell'uomo la riproduzione biologica è rimasta inestricabilmente legata alla produzione materiale. Ha sempre conservato il suo ruolo all'interno di questa. Mentre l'uomo affrontava – attraverso i suoi rapporti con la natura esterna – le necessità poste dai modi di produzione, parallelamente correvano le necessità poste dalla riproduzione biologica. I riti del mangiare e del bere, l'amore e la sessualità ... sono iscritti nella nostra natura più profonda e originaria, scrive Jean Bottero (ALS/11).

Vista dal lato della produzione materiale, la riproduzione biologica ne è la base. Chi produce i produttori? E siccome i produttori rappresentano la struttura portante della produzione, come i produttori vengono riprodotti rappresenta la struttura portante dei rapporti di produzione (cfr Meillassoux).  I produttori vengono riprodotti attraverso il rapporto donna-uomo. E il rapporto donna-uomo si struttura nel tempo a seconda della forma presa dai rapporti di produzione. Le strutture religiose, giuridiche, sociali, militari, politiche, letterarie, sono inestricabilmente legate a questi rapporti. Non c'è campo della attività e del sapere umano che non li rifletta. Così ogni modo di produzione riflette oltre a tutti gli altri rapporti di produzione, il rapporto uomo-donna.

 

[la sessualità presupposto della riproduzione biologica]

Nel rapporto uomo-donna e donna-uomo il presupposto è rappresentato dalla sessualità. La sessualità rappresenterebbe lo specifico stato emotivo necessario alla riproduzione della specie, come lo è la fame e tutte quelle spinte biologiche che in quanto «spinte» sono emotive e premono su ogni struttura biologica al fine della sua conservazione e della riproduzione della specie in cui questa struttura è ascritta.  Questa la premessa.

 

[“forme simboliche” della riproduzione sessuale]

Ora nel rapporto uomo-donna, la sessualità prende le forme simboliche e culturali proprie della riproduzione sessuale, fuse nel medesimo tempo alla produzione materiale (natura esterna) e alla produzione culturale che vi è connessa.  Quali sono queste forme?  Sono in primo luogo religiose, seguono quelle giuridiche regolatrici dei rapporti sessuali, quelle letterarie che li descrivono e quelle filosofiche, storiche e scientifiche che tentano di venirne a capo.  La ragione religiosa è affrontata da Bataille, quella letteraria da de Rougemont, quella sociale e antropologica da Meillassoux, quella storica da Bachofen, quella scientifica dalla psicanalisi, dalla psicologia e, ultimamente, dalla biologia, dalla etologia e dalla sessuologia.

[sessualità e lavoro]

Mi sto chiedendo se la teoria di W. Reich che la cattiva sessualità ostacola il buon lavoro non vada in qualche modo corretta. È il cattivo rapporto con la realtà che sfoga nella sessualità. La base è il rapporto con la realtà. Ora. Il rapporto con la realtà sociale è sempre incompleto. 1° perché alienato per l’alienazione indotta dal modo capitalistico di produzione. 2° per la complessità del sociale e la sua indecifrabilità. 3° per il fascio di imperativi con i quali il sociale ci bombarda. 4° per le false verità che ci provengono dal sociale. Una di queste verità è il mito del rapporto buon lavoro uguale a buona sessualità. O, rovesciato, buona sessualità uguale a buon lavoro.

Per prima cosa dovremmo stabilire cosa si intenda, cosa sia il buon lavoro. L'idea che si ha oggi del buon lavoro è di un lavoro libero, spontaneo. Disossato dalla necessità e dalla responsabilità. Concezione al limite del  semplicismo. Per la buona sessualità idem. Libera e spontanea. Anche nel sottofondo di Reich c’era una idea di naturalezza, naturalezza che è poi sempre spontanea e coincide con la spontaneità.

In realtà la prima analisi da fare è quella di ente naturale riferito all'uomo. Espressione di Marx con la quale egli intendeva di uomo sorto dalla natura. Concetto che se si addice all'uomo primitivo, zoppica e fa fatica a essere trasportato all'uomo moderno. Nell'uomo moderno il naturale coincide con il biologico e in realtà scompare quale concetto di riferimento alla realtà dell'uomo.

A scomparire cioè è l'uomo naturale. Se per naturale si intende un uomo i cui comportamenti e le cui reazioni provengono direttamente dalle leggi naturali. L'uomo è naturale in quanto la sua evoluzione coincide con l'evoluzione stessa della natura. D'altra parte la natura un primo salto di qualità lo ha fatto quando dal fisico è passata al biologico. Un secondo lo ha fatto passando dal biologico al pensante, cioè all'uomo. E con  l'uomo si è sviluppato il sociale che tutto ha pervaso.

Questo il motivo per cui non esiste una naturalità del lavoro né una naturalità del sessuale. Lavoro e sessualità vengono assorbiti dal loro essere prodotti della necessità (lavoro) e del biologico (sessualità) a loro volta assorbiti nel  sociale.

Quindi. Sia il lavoro sia la sessualità vanno analizzati sul terreno del sociale di cui sono ormai un prodotto. Nel senso che il processo sociale oltre a produrre se stesso produce anche il lavoro come produce la sessualità.

Del lavoro se ne sa abbastanza per via delle analisi di Marx anche se lì l'analisi si è interrotta incapace di andare avanti. Della sessualità sappiamo soprattutto cosa ne ha analizzato Freud. Freud tuttavia non ha avuto buon gioco quando ha tentato di porla all'interno dello sviluppo sociale. Tutto ciò che è riuscito a produrre è il disagio della civiltà.

Tutto questo per dire che è possibile che un certo eccesso sessuale nasca per equilibrare l'angoscia generata dal modo di produzione. Per cui è la difficoltà del lavoro sociale che sbocca nella nevrosi, nei mille complessi e nella sessualità (da fpg 25.4. 04).

 

[sessualità e patologia]

Leggo sul Corsera un articolo che tratta della pulsione sessuale a livello patologico. La patologia consiste nel «non poterne fare a meno». Molte donne (o uomini) oppure onanismo. Comunque, un'ossessione.  Appunto una patologia. Leggo una considerazione interessante. La sessualità racchiude il nucleo della nostra personalità più profonda. Vero. Ma potrebbe dirsi anche del cibo. Diventa una disfunzione quando procura una dipendenza. Probabilmente vero. Tuttavia l'analisi non può essere corretta se ignora il clima di repressione sessuale su cui ha scommesso il cristianesimo. Storicamente necessaria – dal momento che le cose sono andate così e la storia non si fa con i se – la repressione sessuale ha avuto le sue controindicazioni e ha dato vita a tutta una serie di comportamenti da essa derivati e a essa strettamente connessi. Comportamenti che sono stati sempre giudicati come errati, antisociali, peccaminosi, o altro e che la scienza moderna, supplendo il carattere repressivo del sentito religioso, tenta di confinare nella malattia.

Rimane la questione della dipendenza. Questione che potrebbe applicarsi a qualsiasi comportamento del quale non si riesca a fare a meno. Ora, l'esuberanza sessuale può paragonarsi a una droga? In realtà i periodi storici si fanno, forgiano, dei modelli. Tutto ciò che si discosta da quei modelli viene additato come negativo, leggi patologico. E in qualche misura moderato se non represso. Un esempio è la questione dei bambini esuberanti, come ho letto, iperattivi. A loro volta giudicati patologici. Realmente rappresentano un problema (genitori, scuola) per una società che non è organizzata ad accoglierli. Per poi scoprire che i bambini iperattivi sono nella grande maggioranza dei casi bambini con doti superiori alla media. Da individuare, proteggere, incoraggiare (da fpg 16.3.08).

 

[questa sessualità monca]

L'erezione in sé gratifica. Gratifica lui, ma soprattutto lei. Si vede che gratifica lei, nel momento in cui manca. Allora lei si frustra. Non ci mette più nulla di suo. Importante. Di loro non ci mettono quasi mai niente. Lo stesso vale per gli uomini. Il risultato è questa sessualità, monca, alienata, priva di un rapporto reale. Eppure per scopare, scopano. Cosa è che si scambiano i due quando scopano? Tutto fuorché un rapporto sessuale. Scambiano erotismo, feticismo, proiezioni del sé. Forme di masturbazione. Lo scambio sessuale è la proiezione dello scambio economico. L'amore, una diretta proiezione del modo di produzione (da fpg 12.06.96).

 

[verso un «rapporto di crescita»]

(da Rapporti sentimentali) - Se l'amore non è altro che un coacervo di nevrosi che tengono «i due» per la coda (cfr ILD), cosa rimane dei rapporti sentimentali?  Per quanto mi riguarda ho una spiccata tendenza per il «rapporto di crescita», possibilmente comune, di lotta per lo sviluppo reciproco, di messa a punto delle proprie esistenze, eccetera.  Amo della persona il suo progetto, la capacità di portarlo avanti.  Il suo futuro e la sua lotta per il futuro.  Questa lotta, questa capacità sono naturalmente «presenti», si vivono al presente, danno vita al rapporto nel presente.  E nel presente si manifestano anche tutte quelle condizioni che fanno del rapporto un amore.  Impegno, capacità di sacrificio, divertimento, discussioni, alleanze, sperimentazioni sentimentali e sessuali interne ed esterne.  Tutto in regime di libertà.  Libertà resa possibile, misurabile e condizionata dalla forza del rapporto, dal suo grado di evoluzione, dall'affiatamento della coppia, dalla capacità di controllo del mondo esterno e delle emozioni interne.  Coppia che in queste condizioni, e solo in queste, torna a essere possibile, funzionale, utile e anche gradevole.

 

[l'amore 1°- cosa è?]

La verità è che non si sa bene cosa sia l'amore. Né quali siano le sue reali pulsioni. Il reale rapporto fra la loro base sociale legata al ruolo, la loro base istintiva legata alla riproduzione, la loro base psichica legata alla sopravvivenza e alle vicende dell'infanzia, la loro base fantasmatica legata alla letteratura e oggi al cinema e alla televisione. Tutto fuorché quello che si identifica per amore e che viene celebrato come tale.

I sessuologi hanno un concetto molto vasto dell'amore. Da un lato in due persone che si vogliono bene il sesso è forse l'unico modo di comunicare attraverso il corpo, dall'altro che l'amore va da un rapporto di interdipendenza assoluta – nel quale la morte di uno dei due mutila l'altro per anni, a volte per sempre – a una piacevole notte di amore passata insieme. E tutti i livelli intermedi sono amore. Per Freud l'amore non è altro che sessualità il cui oggetto è inibito.

Quello che si delinea da una riflessione sull'amore è che l'amore nasce parallelamente alla emancipazione dalle ragioni sociali, politiche ed economiche. Alla base del romanticismo delle donne si trova l'indipendenza personale, la parità dei sessi e la nozione del piacere. La nozione del piacere prende la forma dell'attrazione sessuale quale ragione di libertà. L'attrazione sessuale nel corso della lotta per l' emancipazione della libertà di scelta produce la passione che diviene eccesso giustificante. La passione si ingentilisce nel concetto più tranquillo e più accettabile di amore.

Nell'amore c'è di tutto, dall' attrazione sessuale, alle ragioni sociali della classe, alla stima, al governo della famiglia e dei figli, all'unione per un progetto economico e sociale, all'unione per la lotta patriottica, per la lotta di classe, per la lotta sociale. Il concetto di amore unifica tutto e permette di porre l'accento là dove all'individuo conviene. Ed è probabilmente per questo che il concetto riscuote tanto successo. È verso la metà del XVIII secolo che il piacere viene accusato di uccidere l'amore (SASM/70). E l'amore si indipendentizza. L'idealismo della nascente borghesia si impone. D'altra parte all'amore liberato dalla sessualità rimane il rapporto di produzione. Deve ricostituire la forza lavoro, la capacità produttiva del produttore (*). La donna da questo momento dovrà assicurare al proprio uomo la tranquillità, il riposo, lo dovrà proteggere dalla stessa famiglia e dalle sue noie. Affinché egli riposi, pronto l'indomani – a qualsivoglia classe appartenga – a ricominciare quel ruolo che i rapporti di produzione gli hanno assegnato.

In SASM nel capitolo sul  "matrimonio ritardato", l'attrazione sessuale diventa il motivo che guida verso l'emancipazione dall'intervento delle famiglie e dalle ragioni sociali ed economiche che avevano guidato la scelta fino a quel momento. D'altra parte l'a. lascia comprendere molto bene come le restrizioni riguardassero principalmente le classi alte.

(*) S. Agostino /SASM/72/ aggiunse alla funzione della procreazione del matrimonio cristiano la reciproca assistenza. Cromwell /SASM/80/. Amare la moglie con lo stesso ardore col quale si ama la Chiesa /88/.

Il Cantico dei cantici. In tema di amore non va dimenticato il Cantico dei cantici.

 

[l’amore 2° - la sessualità un pericolo]

Un'altro aspetto dell'amore è rappresentato dalla pericolosità della sessualità. Sia sotto forma dell'eccesso sia sotto la forma delle pulsioni che liberava, tendendo queste ad autonomizzarsi dalle strutture sociali. La spinta sessuale tendeva a rompere gli steccati creati dalle classi e il suo eccesso era temuto non solo perché indicava un comportamento in sé contrario all'ordine genericamente inteso, ma perché spingeva i rappresentanti di questo ordine a forzarne i vincoli. Era insomma la spinta più frequente, forte e pericolosa verso la promiscuità sociale. (SAMS/81).  Paura borghese di fronte alla sovversione della famiglia provocata dalla liberazione della donna sposata /94/. Controriforma → l'amore carnale principale autore dei disordini sociali e dei disastri morali /99/. Questo puritanesimo a uso delle classi popolari era diretto a togliere loro il gusto del piacere e → la tendenza alla ribellione.  

 

[demoniaco & normalità] 

® Accade anche questo. Tutto ciò che non è spiegabile viene considerato fuori dalla normalità. In altre parole viene considerato anormale tutto ciò che non rientra nella visione del mondo che abbiamo creato o nel quale crediamo.  E che la contraddice. Individuata la contraddizione trovato il rimedio. Il rimedio consiste nella creazione del demoniaco come entità in carne e ossa o comunque reale e presente. Il demoniaco /195/ risolve tutti i problemi insoluti della visione cristiana della vita terrestre. Dai fenomeni naturali, ai fenomeni sociali, ai fenomeni psichici. Tutto ciò che non è compreso è demonizzato.

La demonizzazione della donna da parte del cristianesimo, chiamato la «vera fede» nel tardo impero romano, diventa la chiave di volta per affrontare, spiegare e risolvere  le numerose difficoltà sociali che ostacolano la gestione del sistema economico e sociale dell'epoca medievale.   

Non si tratta solo di ignoranza. Alla base c'è lo scontro sociale. Le classi dominanti si servono della religione, della giustizia, della medicina e della scienza, per imporre il proprio punto di vista in tema di comportamenti e gestione della società. Il loro punto di vista coincide  sempre con la difesa dello status quo o della sua riorganizzazione quando questa si renda necessaria per la sopravvivenza del sistema di fronte al variare dei rapporti di produzione.  Variazioni che tendono a mettere in crisi l'assetto economico e di potere delle classi egemoni. –|

Trovo interessante la considerazione di Bataille (LDE 54) secondo la quale il satanismo vada considerato come una persistenza del culto di Dionisio.

[il controllo della sessualità, matriarcato - patriarcato]

[Bachofen] – Con la sua riflessione sul matriarcato Bachofen tenta un'ipotesi sulla prima trasformazione della pratica sessuale. Dalla promiscuità al regolamento della promiscuità. Regolazione che produce nuovi valori della pratica sessuale.

© Neolitico. Inizio del matriarcato. Si affermano nuove forme di sessualità. Dal regolamento della promiscuità nasce la famiglia. Che è la famiglia matriarcale. Con la famiglia si afferma il controllo della  sessualità. Con la famiglia, fine della promiscuità quale pratica spontanea. Nasce l'agricoltura. Nasce la prassi della guerra. Le amazzoni ne sono un'espressione. Alla società matriarcale segue la società patriarcale. Inizio in Grecia, affermazione a Roma. Trionfa con il cristianesimo. Con il cristianesimo l'immagine femminile si scinde. Da un lato la beata vergine, le vergini, le spose, le sorelle. Dall'altro la demonizzazione femminile. La donna strumento del diavolo, simbolo della lussuria, tentatrice, peccaminosa, eccetera (su Bachofen e il ruolo della donna vedi anche §FIL1).

® Questa storia del matriarcato di Bachofen stravolge l'intera visione del mondo. Il matriarcato legato all'avvento dell'agricoltura. Così il neolitico appare diviso in due periodi. Quello della ginecocrazia e quello del patriarcato. Con permanenza del primo nel secondo. Va tenuto conto che non siamo ancora usciti dal neolitico. –|

E ancora.

[de Rougemont] – All'interno del patriarcato cristiano la riflessione di de Rougemont sull'amore cortese, il catarismo, i suoi significati. Il rapporto guerra - sessualità.

[Bataille] – Il rapporto fra rito, mito,sacro, religiosità, morte, sessualità, erotismo, misticismo (misticismo cristiano, misticismo orientale). Le religioni della promiscuità, le religioni del matriarcato, le religioni del patriarcato. Rapporto di queste forme religiose con i modi di produzione materiali. La venerazione della madonna e i suoi connessi. La condizione femminile nel corso del medio evo,del Rinascimento, la reazione borghese/vittoriana, fino ai nostri giorni.

[Duby] – Con un'analisi più fondata di de Rougemont, George Duby dà dell'amore cortese una versione diversa. Alla società cavalleresca dell'epoca si pone in modo rilevante il problema del controllo della pulsione sessuale sullo sfondo di una sessualità negata non solo ai preti, ma anche agli uomini d'arme in nome del diritto di famiglia, dell'ereditarietà dei feudi, dell'ordine costituito, eccetera. Duby spiega il senso della pozione d'amore. Fornisce una visione particolare dell'avventura di Tristano. Lega quell'amore alla pulsione sessuale – così repressa all'epoca– della quale si cerca una ragione. E di cui si vuole – nel medesimo tempo– avere ragione. È necessario superare non solo lo scatenamento della pulsione sessuale, così profondamente pericolosa per l'ordine costituito, ma anche limitare i danni del demoniaco femminile causa dello scatenamento della pulsione. È dalla necessità di questo controllo sociale che si forma l'idea di un «amore diverso» capace di padroneggiare le "forze oscure del desiderio" ed elevarsi "sino ad effusioni ineffabili". Con un processo di ricerca pari a quello che si svolgeva all'interno dei monasteri cistercensi.  Il tutto strettamente legato ai rapporti di produzione di cui la famiglia rappresenta uno dei meccanismi necessari vuoi della riproduzione biologica vuoi della produzione materiale. Eccetera.

[l'amore 3°- la necessità del controllo]

All'interno dei rapporti di produzione, non appena la produzione umana si organizza, nasce la necessità di controllare le pulsioni sessuali individuate, sin dal periodo del matriarcato, come disordine, eccesso, violenza che va in qualche modo regolata (cfr LSS). La produzione è ordine, la sessualità che prende la forma di sensualità è disordine. La sessualità scatena le passioni, rompe gli argini faticosamente costruiti dalla regolamentazione dei rapporti di produzione. È per un verso o per un altro elemento rivoluzionario. La sessualità rompe la solidarietà familiare (Montecchi e Capuleti), rompe il legame familiare, del clan, della nazione (non a caso una bella donna è spesso un'ottima spia), della classe e del ceto sociale. È un elemento di rimescolamento. Di evoluzione, anche. E ogni evoluzione pone in crisi l'equilibrio sociale esistente. Anche perché si presenta come rapporto di riproduzione biologica posto al di sopra dei rapporti del modo di produzione materiale. All'interno dei rapporti di produzione materiale, il rapporto di riproduzione biologica mantiene la sua autonomia, tutti percorrendoli. Così ogni elemento dei rapporti di produzione conserva al suo interno il rapporto di riproduzione biologica.  È possibile che con il predominio della tecnologia nella produzione, della scienza, eccetera, il fattore sessuale e sensuale si attenui e il generale sviluppo riassorba lo scontro fra i sessi, faccia rientrare nei suoi argini la sessualità, eccetera. Si tratta dell'uscita dal neolitico? L'entrata nel neolitico pone il problema, l'uscita lo risolve.

[l'amore 4° e le strutture religiose]

De Rougemont (AEO) fa dell'amore la forma presa da strutture religiose (*) e dalle forme della concezione del mondo di una data civiltà. Ora c'è di vero che ogni forma di produzione materiale è obbligata a tener conto della riproduzione fisica dell'uomo. La riproduzione fisica dell'umanità si basa sul rapporto uomo-donna e sul rapporto che questo rapporto ha con la sessualità. Anche perché la sessualità è in sé vita e morte. Dà la vita a un terzo (la prole) in vista della morte dei produttori (i genitori). Il legame fra genitori e figli e fra generazioni va considerato sotto questo punto di vista. Nella riproduzione della specie, ma anche del gruppo sociale la quale spesso prende la forma della riproduzione individuale del genitore o dei due genitori e del conflitto/consenso genitori/figli.

(*) Scrive Bataille. Religione uguale erotismo e erotismo uguale religione /LDE50/.

[l'amore 5°]  

Leggo in Taine (ESH/125) la descrizione del concetto che dell' amore avevano i poeti e i drammaturghi inglesi del '5oo e del '6oo. Mi sembra che al centro ci fosse la passione sessuale, il trasporto, la volontà del possesso, e affini. Nelle donne (Eufrasia e altre) – o meglio nella dedizione femminile – avverto il concetto della fedeltà del vassallo verso il signore. Egli va assecondato in tutto, anche nell'amore per un'altra donna. Sono i suoi sentimenti e la sua volontà a contare. I sentimenti e la volontà dell'altro sono annullate in quella dell'amato/signore.

 

[l'amore 6°- passione & sentimenti]

Quando si sostituisce il sesso con l'amore si dice che i rapporti abbiano trovato una nuova legittimità. In realtà la forza pulsionale è fornita anche in questo caso dall'istinto sessuale. Lo scopo da raggiungere resta sempre l'eliminazione della tensione sessuale desessualizzando le espressioni d'amore (BPF/82).

In JLE-REF, come in Casanova, come nelle storie d'amore della storia di Francia, la commistione fra amore carnale e amore sentimentale è inscindibile. Quella che domina è la passione, la spinta sessuale, il piacere, la sensualità. Gli altri sentimenti come l'affetto sono mutuati da altre condizioni sociali. I sentimenti rappresentano i momenti di un rapporto. Ma quali sono questi sentimenti? I sentimenti riflettono le strutture sociali del modo di produzione dato e dei rapporti di produzione dati. Dai rapporti familiari ai rapporti politici. La sostanza economica è celata a lungo sotto la forma politico-militare.

La sostanza sessuale, come la fame o i piaceri della tavola, appare a lungo per quella che è. Una pulsione, un bisogno, una necessità del corpo. Mangiare, bere, scopare sono i momenti fondamentali dell'essere biologico. È l'Ottocento borghese che tenta di celarli. Il sentimentalismo è un prodotto dei rapporti di produzione borghesi. Eccetera (vai a @RS).

 

[piacere & procreazione]

(SASM 60–61) – Fino al 1900 l'ideologia generale e il pensiero comune non dividono il «piacere» dalla «procreazione». Ma il piacere nasce anche dall'idea del controllo delle nascite (1695 – GB). La pratica parte alla fine del '600 in GB, Francia a opera delle  aristocrazie locali. Tuttavia sarà necessario attendere due secoli prima che la tendenza si generalizzi. © → L'ipotesi è che l'erotismo nasca dal distacco del piacere dalla procreazione e dall'esaltazione ideologica del piacere | Nelle memorie di G. Casanova il fenomeno è avvertibile. –|

 

[Bataille - dalla morte all’erotismo]

B. parte dalla preistoria. Individua quale base portante dell'evoluzione umana il lavoro. Gli uomini giungono alla coscienza del fine attraverso il lavoro (LDE/25).– La conoscenza della morte posteriore alla conoscenza dell'utensile /15/. È a partire dalla conoscenza della morte che apparve l'erotismo /15/.– All'inizio l'umanità ignora la guerra. Come la ignorano gli esquimesi /37/. Con la guerra si sviluppano la schiavitù e la prostituzione /38/. La vita sessuale si altera con l'apparire della guerra e della schiavitù /39/.– Nel suo principio il desiderio esasperato non può essere opposto alla vita, che ne è il risultato. Il momento erotico è il culmine di questa vita /17/. L'erotismo differisce dall'impulso sessuale animale in quanto è in teoria come il lavoro, la ricerca cosciente di quel fine che è la voluttà /26/. La ricerca del piacere considerata come un fine. © L'erotismo ha come suo fine il piacere /28/. Per qualche verso la voluttà (e il suo fine) dà vita a un gioco erotico /29/. Altro concetto di fondo è l'opinione che nella “natura umana compiuta” il lavoro utile procura un'ebbrezza che va al di là della mera soddisfazione. Confronto con il trasferimento della libido in Freud.  © Ora dove va collocata la nascita della libido? Nella sessualità o nel lavoro? –|

 

[Bataille -  dall'erotismo alla fusione]

George Bataille nell'affrontare la questione dell'erotismo (ERO/20) lo colloca – e insieme lo separa – nella sfera della riproduzione. B  sostiene che l'amore "ha come essenza e meta la fusione di due individui, dunque di due essere frammentari." ... "Sembra all'amante che solo l'essere amato – legato a corrispondenze difficilmente definibili, fra le quali la possibilità di unione sessuale che si aggiunge all'unione dei cuori – possa, in questo modo attuare ciò che i nostri limiti proibiscono, la piena fusione di due esseri individuali." ... "La passione ci consacra in tal modo alla sofferenza, giacché, in fondo essa è la ricerca di un impossibile." Questa fusione, la rottura della discontinuità, la semplificazione dell'essere, accennati da B., eccetera, sono illusorie, come lui stesso afferma (vai a §ERO).

®  Ora da dove proviene questo bisogno di fusione? Perché non pensare che l'amore sia una memoria della specie, della scissione/fusione che si manifesta nei processi della riproduzione biologica? La partenogenesi è una scissione. Scissione che comporta comunque la morte dell'uno che diventa due. La riproduzione sessuale è, al contrario, una fusione da cui nasce un terzo, prodotto dalla fusione ma a sua volta separato dai due esseri che lo hanno prodotto.  Vuoi che l'essere nasca per scissione, vuoi che nasca per fusione, la logica sottesa alla riproduzione, è una logica fusione/separazione. L'amore sarebbe la forma vissuta come memoria della dialettica legata al processo di riproduzione biologica. Fusione / separazione/ fusione / riproduzione. Si parte unici (fusi), l'unico si separa (da uno a due), separati ci si fonde nell'amplesso sessuale, l'amplesso sessuale (fusione) produce la riproduzione che è di nuovo separazione (tre soggetti, i due della riproduzione più il prodotto).  L'aspirazione alla fusione che pervade il sentimento amoroso (anche il possesso è fusione, anche la gelosia nasce della fusione mancata, «tradita») è rintracciabile nella dialettica della riproduzione vissuta come un immediato con la forma di un sentito «naturale». –|

 

[una fantasia erotica]

... E il pensiero ha corso. O meglio, ha corso l'immaginazione, la memorizzazione di sensazioni. La voluttà di quei baci. Era anche un fatto di pelle. Poteva anche essere sudicia, poco pulita, al limite, ma quella sporcizia non destava alcun senso di repulsione. Cosa non le avrebbe fatto. Si colse a immaginare di leccarle il buco del culo. E nell'immaginarlo provò prepotente il desiderio di farlo. Avrebbe voluto averla sottomano per leccarla, farle dei ditalini, succhiarla, strapazzarla. E altro. E lei. Certi ricordi. Come quella volta a casa sua che glielo aveva preso in bocca con un trasporto fuori dal comune. Ma non tanto il trasporto quanto il modo, il comportamento. La maniera di come teneva l'uccello fra le labbra. E fra i denti. Oppure, la palma morbida della mano quando lo impugnava. Come apriva le gambe. Come cedeva riottosamente ma inevitabilmente, alle carezze. Come poi, lentamente, a un certo punto allargasse impercettibilmente le ginocchia, mentre con le cosce anche le gambe si schiudevano. Cedeva al desiderio dell'altro con un senso profondo di ineluttabilità. Che presto si trasformava in proprio desiderio. Era la donna che gli era piaciuta di più in questo senso. Ora, rifletteva, l'innamoramento è desiderio. Desiderio sessuale. Ne più ne meno di come lo aveva descritto Ovidio, d'altra parte. Desiderio di sensazioni fisiche, prima ancora che sensazioni mentali. Odori, sapori, comportamenti, gesti. Il tatto che si attivava con la lingua o correva lungo la pelle. Il tatto al primo posto. Solo poi tutto il resto. Il desiderio di desiderare e di essere desiderati. Il piacere dell'altro che innesca il proprio. Ma tutto doveva convergere in un solo punto. L'eccitazione sessuale. Lei doveva bagnarsi, lui doveva venirgli duro. Vedeva chiaramente come l'eccitazione dei sensi fosse al centro di ogni rapporto d'amore. Era l'eccitazione dei sensi a dare la misura del desiderio, la tensione delle attese, lo slancio necessario a coinvolgere l'altro.  Altrimenti parliamo di tutto ma non di innamoramento.

 

L'amore è già altro. Il novanta per cento dei casi, un episodio sociale come la carriera, il successo, la famiglia, il danaro, la solitudine, lo scontro con il mondo, e via di seguito. Oppure la nevrosi dell'affettività, l'inquietudine dell'ansia, le patologie della paura, lo spasmo delle angosce, la pulsione della gelosia, la tirannia delle appropriazioni. Certo anche nell'innamoramento si mischia la patologia del sociale, del territorio, l'egotismo del possesso. Non possiedi solo quel dato individuo, ma con lui ti impadronisci della sua classe sociale, del suo ruolo. Ti elevi fino a lui o ti abbassi fino a lui. E altro. Altro ancora.

 

 

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“Amore, sessualità e rapporti di produzione” [§AMO]

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