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L'erotismo, di G. Bataille

& - L'erotismo "si definisce attraverso l'indipendenza della riproduzione" e del godimento come fine  → il godimento cioè da mezzo diventa fine (ERO/14).

& - L'erotismo nasce dalla sessualità inibita.

& - L'amore è l'erotismo dei cuori.

 

[continuità e discontinuità]

(ERO/15) – Il momento della fusione di due esseri unicellulari (*) si manifesta quando l'uno muore per dare vita all'uno1 e all'uno2. 

® Amore ed erotismo possono esser visti in funzione della dialettica discrezione-continuità.  L'uomo Ente in sé discreto tende continuamente alla continuità-fusione, che ottiene attraverso un'altro essere.  In realtà discrezione e continuità sono il risultato della dialettica fra la discrezione di cui è fatta fondamentalmente la nostra vita e la continuità rappresentata dalla vita stessa.  La vita di ognuno, nonostante le sue contraddizioni e la sostanziale frammentarietà è → pur sempre una.

Bataille parla anche /17/ dell'ossessione di una totalità originaria che ci unisca all'essere complessivo.  Gli sfugge che l'ossessione della totalità originaria è la forma presa dalla contraddizione fra la molteplicità degli individui rappresentati dal sociale e la soggettività del singolo il quale nella sua immediatezza non raggiunge la complessità stessa che è in lui, né la complessità del genere (umano) che è fuori di lui. –|

(*) Analisi della sessualità umana a partire dalla sessualità dell'essere unicellulare, per scissione \98 e 15\.   La scissione non rappresenta l'immortalità come si pensa correntemente, al contrario rappresenta la morte senza spoglie per "pletora" di [a] che si scinde in [a'] e in [a''].  L'orgasmo con il suo senso di annientamento porta in sé quell'esperienza.

 

[tre forme di erotismo]

L'erotismo dei corpi, l'erotismo dei cuori, l'erotismo del sacro /17/.

 

[il divieto sessuale]

Bataille fa risalire il divieto sessuale al divieto della morte e ambedue i divieti al lavoro \30\.  Nel Paleolitico inferiore le prime tracce del lavoro umano (® con il lavoro l'uomo acquista il senso dell'oggettività. Il distacco dal prodotto del lavoro.)

Nel paleolitico superiore le prime sepolture dei morti. Di qui, per B., lavoro e coscienza della morte.  Centinaia di migliaia di anni che formarono un essere che lavorava, cosciente di morire e sessualmente inibito.  L'erotismo nasce dalla sessualità inibita.

Il gioco dei divieti e delle trasgressioni. Da lì nascono erotismo e religione \35\.  Si tratta in ambedue i casi di esperienze interiori che prendono forma a partire dall'angoscia che accompagna il divieto e dal desiderio che spinge alla trasgressione del divieto \37\.

 

[religione e divieto]

® È un fatto. Le religioni poggiano sui divieti. Con il fine di regolare l'attività umana.  Questa regolazione può provenire dal lavoro.  Il lavoro impone delle regole, le regole danno vita alla convivenza, la convivenza genera regole.  Le regole generano divieti.  I divieti spingono alla trasgressione.  Il divieto genera angoscia.  La trasgressione alleggerisce l'angoscia. L'attenuazione dell'angoscia produce un sollievo. Quel sollievo è anche un piacere. 

La vita è il prodotto dell'equilibrio tra l'essere e il non essere.  Solo che questo equilibrio, come tutti gli equilibri, è asintotico.  Nasce dallo squilibrio permanente.  Così l'uomo tende alla stabilità, all'ordine, alla tranquillità, fonda la sua umanità opponendosi alle leggi della natura. Questo dualismo è in lui.  Egli non fa che seguirlo. 

Con l'uomo è la natura stessa a scindersi.  Lo scambio uomo natura che sino all'uomo era un puro scambio, tanto indeterminato quanto inconsapevole, con la coscienza di sé, che ha preso la forma della riflessione umana, ha scisso i due termini che lo formano (di cui ogni scambio è formato).  La coscienza altro non è che la consapevolezza, riflessa, dei termini dello scambio. Il modo di produzione capitalistico ha reso questa coscienza particolarmente acuta. È con il modo di produzione capitalistico che l'uomo si stacca definitivamente dalla natura. All'interno della sfera della sessualità questo distacco dalla natura prende la forma dell'erotismo. L'erotismo è la sessualità separata del proprio fine naturale, staccata dalla riproduzione. Con l'erotismo la riproduzione cessa di essere il fine della sessualità per fare della sessualità medesima il fine.  –|

 

[ancora sul divieto – morte & sesso]

Il divieto per eccellenza è il divieto della violenza \39\.  L'eccesso si forma nella misura in cui la violenza ha il sopravvento. Sulla sessualità, sulla ragione, sul sentimento.  La violenza è violenza dell'impulso, ma anche della morte e della riproduzione intesa come funzione sessuale \41\.

I due divieti iniziali riguardano la morte e il sesso. La morte come violenza \55–56\.  La morte come lordura.  La decomposizione.  Le feci.  Nausea, disgusto, orrore e scoramento come prodotti culturali.  Affinità fra i concetti di nausea e disgusto e il concetto di osceno.  Le "parti vergognose".  La ragione oggettiva della nausea ci sfugge.

Il divieto crea l'erotismo di colui che lo rifiuta \46\.

Riflessioni su vita e erotismo \57–59\.

 

[sessualità, altro da sé, famiglia]

® Manca in genere a Bataille il senso del superamento.  La neg–neg produce un vuoto.  Nel processo in sé per sé che conosce, manca il passaggio dall'in sé al per sé attraverso l'altro da sé.  Questa smagliatura dell'impianto produce continue lacerazioni dell'analisi.  La dialettica per qualche verso gli proviene dall'esistenzialismo francese dei Merleau-Ponty e dei Sartre che erano dialettici.  Dialettici puri, non materialisti e inclini all'idealismo. ð

ð Nell'analisi della sessualità \97–99\, l'altro da sé compare ma come negazione del sé.  Per Bataille la sessualità rappresenta anche il passaggio dalla discontinuità del sé a una forma di continuità.

Certamente nella sessualità c'è il passaggio all'altro.  E la famiglia, oltre a essere la sede dell'organizzazione sociale, è anche la sede di questo passaggio, passaggio che prosegue per qualche verso nei rapporti con la prole. L'incesto come divieto nasce dalla necessità della famiglia di aprirsi al fuori.  Dall'endogamia all'esogamia. E siccome è nella sessualità che si compie l'atto del passaggio, l'atto qualifica la sede. Il passaggio da una famiglia all'altra.  Questo passaggio di sede non veniva riconosciuto alle famiglie dei servi della gleba la cui sede principale rimaneva la famiglia del signore feudale, abilitato a compiere l'atto nello jus primae noctis.  Bataille sostiene \105–106) che il diritto è di origine sacra poiché il matrimonio «è» la trasgressione del divieto sessuale. –|

 

[religione e sacralità]

Religiosità e sacralità sono strettamente connesse col divieto e la trasgressione.  Nel mondo arcaico e pagano, la sacralità coincide, nasce dalla trasgressione.  Ne testimoniano i rituali, le danze sacre, i sacrifici animali e umani, i riti orgiastici.  Il profano coincide con l'organizzazione del lavoro e la discontinuità dell'individuo quale soggetto singolo. 

Il cristianesimo tenta di superare la trasgressione. Porta il profano nel sacro. Scinde il sacro nel bene e nel male. Respinge il male fuori dal sacro. Idealizza la trasgressione. Penalizza la trasgressione concreta (©  ma poi l'assolve). 

® Tenta in realtà di portare fuori dal mondo del lecito lo scatenamento, ogni scatenamento, che turba l'ordinata organizzazione del lavoro.  Con questo – secondo i parametri analitici di Bataille – da un lato organizza il sacro secondo le esigenze del lavoro, ossia del profano, dall'altro accetta il lavoro, cioè il profano, cioè la discontinuità dell'essere singolo, come una punizione del peccato originale, cioè della originale trasgressione.  La trasgressione – sia sotto la forma della violenza, sia sotto la forma della morte, sia sotto la forma della sessualità o, comunque sotto la forma di qualsiasi eccesso essa prenda – espulsa fuori dal sacro diviene profanazione del sacro senza perdere tuttavia la qualità della divinità.

Satana è il dio della trasgressione non organizzata dal lavoro, non organizzata dalla nuova sacralità.  E Satana conserva i suoi rituali. 

Il demoniaco restando divino, si fregia dei suoi riti e in essi si realizza. –|

La decadenza del sentimento religioso direttamente proporzionale alla decadenza del demoniaco.

 

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[Bataille

 

“L’erotismo”, di G.Bataille [§ERO]

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