materialismo&dialettica
Schede tematiche > Cultura e costume
Evoluzione e bricolage, di F. Jacob

[a proposito di vincoli]

Illuminante il saggio di F. Jacob Evoluzione e bricolage (EBJ) – Riflettere sul concetto di «vincolo». Gli oggetti semplici, più elementari sono soggetti più ai vincoli che alla storia. Con l'aumento della complessità aumenta l'importanza della storia. (® Ma c'è sempre un elemento storico anche in fisica).

® – Significa che in principio, ai livelli più elementari, quello che gioca è l'elemento naturale sia esso fisico, biologico, geografico o meteorologico, mentre con la complessità del 4PP il rapporto si rovescia. A fare aggio è la complessità e nulla oggi per quanto ne sappiamo è complesso come l'elemento sociale. Così il sociale fa aggio sul biologico (mantenen­dolo al suo interno), l'elemento storico fa aggio sul vincolo geografico (mantenen­dolo), il controllo scientifico della meteorologia importante quanto il fenomeno meteorologico stesso.  § Il rapporto uomo-uomo avanza e dove possibile sostituisce il rapporto uomo-natura. –|

I vincoli cui sono soggetti i sistemi naturali variano con il variare del loro livello di complessità.

Il vincolo della stabilità  (® leggi equilibrio) è stato individuato dalla termodinamica e non è superabile.

La riproduzione è il vincolo dei sistemi viventi.

L'economico (le esigenze economiche) è il vincolo dei sistemi sociali.

 

[l’uomo tra vincoli interni e vincoli esterni]

A pag 15 – in termini diversi – FJ sostiene che la selezione naturale è il risultato di due vincoli imposti a ogni organismo vivente. Da un lato le esigenze della riproduzione soddisfatta da meccanismi genetici (mutazioni, ricombinazioni, sessualità), dall'altra l'esigenza di una costante iterazione con l'ambiente e i suoi flussi di materia, energia e informazione.

® Ora siccome i flussi di materia ed energia (che fanno degli esseri viventi dei sistemi termodinamicamente aperti) non rappresentano altro che la base del livello economico delle società animali e di quelle più particolarmente umane, ecco che l'interazione dell'uomo con l'ambiente prende la forma del rapporto che l'uomo  ha con la natura interna e la natura esterna. Essendo l'ambiente sia interno che esterno. È la soluzione di questo rapporto fra esigenze/vincoli interni e esigenze/vincoli esterni che dà vita ai modi di produzione e ai rapporti di produzione . –|

 

[dialettica sessualità-vincoli economici]

® – La sessualità e i meccanismi che le sono legati (corteggiamento, piacere, eccetera) fanno parte dell'ordine biologico. Ma quando la sessualità entra a far parte dei sistemi sociali, le sue caratteristiche mutano e vengono sussunte dal vincolo economico che le plasma. Ora essendo la sessualità un elemento e un vincolo rilevante della riproduzione umana, diviene  un potente mezzo di organizzazione sociale che da un lato se ne serve (matrimonio, scambio esogamico delle donne, eccetera) e dall'altro ne subisce a sua volta il vincolo (l'organizzazione sociale è il risultato dell'integrazione fra i vincoli/neces­sità economici e le strutture suggerite dalla sessualità). Ciò pone la domanda se le esigenze economiche dell'umanità siano fondate al livello dell'organizzazione sociale dalla sessualità (come ipotizzava Freud).

Certamente man mano che l'economia si sviluppa cresce l'incidenza dei rapporti di produzione e diminuisce quella della struttura sessuale. Mentre all'inizio dello sviluppo il rapporto fra i due sessi è all'interno degli stessi rapporti di produzione (cfr la struttura della parentela nei popoli primitivi, il ruolo della donna nei rapporti di scambio sia economici che politici) poi, i rapporti di produzione (e la lotta di classe) prendono il sopravvento. Il rapporto fra i due sessi è sempre strutturale (la famiglia, per esempio) ma negato, dato per scontato, ridotto a un evento naturale. Col capitalismo la donna quando non è forza lavoro lei stessa è essenziale per la ricostituzione della forza lavoro operaia e dei bambini a loro volta già operai. Ora nella misura in cui il ruolo femminile evolve la struttura familiare entra in crisi. Non esclusivamente per il nuovo ruolo preso dal genere femminile ma per una lunga serie di determinazioni nelle quali il nuovo ruolo femminile è una delle componenti strutturali.

Non a caso si tenta di attribuire alla donna accanto ai nuovi ruoli di lavoratrice quello di ricostituzione del lavora maschile e di riproduttrice genetica (partorire figli). Il processo è in corso.  –|

 

[sessualità e rapporti di produzione]

Dal punto di vista dei modi di produzione e dei rapporti di produzione il rapporto di genere uomo-donna è costante e la sessualità è, con il lavoro, la forma presa da questo rapporto. Sessualità che si evolve con l'evolversi dei modi di produzione, dei rapporti di produzione e degli «apparati» sovrastrutturali legati al modo e ai rapporti di produzione.

Quindi con l'affermarsi delle società umane e lo sviluppo economico che le caratterizza, la sessualità fonte iniziale di ogni sviluppo compresa l'ominizzazione dei primati, perde la sua posizione egemone e la cede ai rapporti di produzione. Con tutto ciò che questo comporta. I rapporti di genere, uomo-donna, vengono riqualificati dai rapporti di produzione e dalla lotta di classe all'interno dei quali la liberazione della donna diviene un passaggio fondamentale dello sviluppo umano fuori dai rapporti sessuali. Così lo sviluppo di  rapporti di produzione (parallelo a quello delle forze di produzione) libera la sessualità dai suoi vincoli genetici e la ricaccia nell'area di un «piacere» più elementare così come lo sviluppo economico ha ricacciato il piacere del cibo (il piacere della gola) una volta che la scarsezza di cibo (nelle società dell'occidente sviluppato) si è strutturalmente attenuata.

Fra l'altro FJ sostiene che il cervello umano si è evoluto al servizio delle ghiandole sessuali dell'uomo /30/.

 

[libido, piacere, energia umana]

Anche il concetto di «piacere» (quello di desiderio – l'apparato desiderante così importante per Didier Vincent in BDP) proviene dalla sessualità.

L'intera struttura psicologica – secondo il punto di vista di FJ – conferma l'ipotesi freudiana della libido mutuata dalla energia sessuale diretta – a un certo momento della evoluzione umana – ad altre funzioni.

®  Il piacere e il desiderio sono alla base della energia umana. È la forma presa dall'energia animale. Il concetto freudiano di libido è il più appropriato e il più ampio in quanto fonde pulsione, piacere, desiderio, spinta, e affini in un'unica accezione.  –|

© A pag. 31 vedere il rapporto fra rinencefalo e corteccia (neocorticale) per cercare di comprendere come le emozioni – nelle strutture nervose più attrezzate – possano passare dal dominio esclusivo del rinencefalo a quelle superiori della neocorteccia. E quale sia il rapporto fra la cultura divenuta emozione viscerale una volta appresa nella prima infanzia o nella adolescenza e la cultura neocorticale dell'apprendimento intellettuale (il pensiero scientifico di Vygotskij). E di come l'apprendimento neocorticale possa essere trasformato a sua volta in emozione, piacere, libido. –|

 

 

parole chiave di ricerca

[biologia [evoluzione [storia [sessualità e forze produttive [selezione naturale [piacere e desiderio [libido [vincoli

[Jacob

 

“Evoluzione e bricolage”, di F. Jacob [§EVLBR]

Torna su

Menu