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Brevi annotazioni

§* L'umanità non ha storia. Vive momento per momento senza coscienza del proprio passato, senza domande, senza analisi, senza sintesi. Tutti paralizzati dal dato di fatto, dal qui e ora, dalla notizia purchessia.

 

[4PP - umanità/espansione]

Una riflessione.  L'umanità nasce nel continente africano. Così ci assicura le ricerca antropologica. Tuttavia storicamente si espande a partire dal continente asiatico. È il freddo, la dura necessità e le difficoltà della vita  a fornire la carica. Il clima della mezzaluna fertile, necessario per il parto, è un ostacolo alla crescita favorita al contrario dalle avverse condizioni del Nord. D'altra parte il rapporto uomo - natura, all'inizio, cade soprattutto dalla parte della natura. Con la crescita economica e sociale l'equilibrio si sposta. Oggi sono le condizioni sociali più di quelle ambientali a dare una forma all'individuo (@UOM e @MS). Tuttavia il rapporto uomo - natura non è risolto. La geografia è in un certo senso dominata dall'uomo. Non lo sono le condizioni generali del globo. I processi atmosferici, la grande incognita dell'universo, eccetera (da fpg 25 mag. 02) .

 

[la Cina]

Una civiltà solida. Andata avanti secoli. Almeno due. Già in Estremo oriente avevo capito la forza dei cinesi. Unica civiltà in grado di contrastare la nostra, scrissi allora. Una civiltà molto antica. Troppo antica. Come se l'impero romano fosse continuato fino ai giorni nostri. Con il loro culto dei morti. Molto vicino alla visione egizia. Quella romana era già più avanzata. Non si preoccupava poi troppo di organizzare la vita d'oltre tomba dei defunti. In questo i cinesi hanno superato gli egizi. Il defunto doveva portarsi tutto dietro. Servi e animali oltre agli oggetti,. E se condottiero e generale, anche le armate. Di qui queste armate sterminate di terracotta. Organizzate di tutto punto. Un forte senso magico della vita. E della morte. Magia fra l'altro tesa a giustificare le condizioni privilegiate della classe alta. L'alto tenore di vita, la sua raffinatezza, i suoi capricci (da fpg 17 gen. 07).

 

[impero egiziano]

L'impero egiziano (CNS/59–61) dura 4 mila anni, di cui 2 mila per nascere ed espandersi e 2 mila per decadere e morire – nei primi 2 mila anni, 2 religioni in lotta – quella di RA, il dio solare, sulla quale si sostenevano i faraoni e la classe sacerdotale e quella di Osiride (alleanza di luce e tenebre) di origine popolare – nei 2 mila anni successivi prende vita la religione universale dovuta alla fusione delle due precedenti, ma con prevalenza di Osiride – credo che prima della fusione ci fu una completa vittoria del dio RA/Aton proclamato (dal faraone Ekhanaton) unico non fra gli altri dei, ma unico dio – seguì un periodo di restaurazione che perseguitò i sacerdoti e i seguaci di RA/Aton –

 – Mosè potrebbe essere stato uno di questi sacerdoti, il quale sulla scia del monoteismo di RA, fondò il monoteismo di Jeova (cfr MLE/195–198).

 

[civiltà ellenica]

La civiltà ellenica (CNS) nasce con gli stati greci, prosegue con Alessandro, si arresta con le guerre annibaliche, ha un momento di respiro fino ad Augusto con il quale comincia la decadenza (35), infine la chiesa, sopravvivenza di una civiltà moribonda, divenne la matrice dalla quale a suo tempo sarebbe nata una nuova civiltà (36) – la pressione dei barbari sull'impero, nulla – gli stati barbarici prodotto e sopravvivenza del passato (37) – la loro epoca eroica rappresenta l'epilogo della storia ellenica, non il preludio della nostra (38).

 

[mondo antico e medioevo]

L’impero romano era una unità materiale (statale e militare) che teneva insieme differenti mondi culturali – Gli succede il medioevo  dove una diversità materiale (più nazioni) poggia su di una unità culturale (la Chiesa) – Comincia lo scontro fra unità culturali (cristiani - barbari, cristiani - mussulmani). Questo scontro va avanti fino ai nostri gg (pensiero religioso - positivismo, positivismo -  materialismo dialettico).

 

[medioevo e fine della civiltà]

(Colerus, PSM) - © La fine del mondo antico, l’avvento dei popoli barbari, il cristianesimo, segnarono la fine della civiltà. Un ritorno alla barbarie da cui non ci siamo ancora ripresi (vischiosità medievali del mondo moderno come il sangue, l’onore, la fedeltà, la signoria, eccetera). –|

Ad Alessandria distruzione del tempio di Serapide ultimo rifugio della biblioteca alessandrina.

Merito della civiltà araba fu di raccogliere l’eredità dell’antica Grecia "sotto forma di manoscritti".

Secondo Colerus,  Bisanzio cultura mal digerita e società profondamente corrotta percorsa da perfidia, crudeltà, lussuria.

 

[medioevo e rapporti sociali]

La caratteristica del medioevo è la dipendenza.  Scrive Marx (CAP 1°/109) "Qui invece dell'uomo indipendente troviamo che tutti sono dipendenti, servi della gleba e padroni, vassalli e signori feudali, laici e preti.  La dipendenza personale caratterizza tanto i rapporti sociali della produzione materiale, quanto le sfere di vita su di essa edificata". Tuttavia, proprio perché sono rapporti diretti – "i rapporti sociali fra le persone nei loro lavori appaiono in ogni modo come rapporti personali e non sono travestiti da rapporti sociali fra le cose, fra i prodotti del lavoro".

 

[la magna charta]

(BDS di Foucault)  – da pag. 88 sulla GB. La magna charta che rappresentò il fondamento della legislazione inglese e fu alla base delle successive conquiste e rivoluzioni contro il potere assoluto proviene – secondo F. – dal dualismo che la conquista normanna non riuscì mai ad assorbire nel rapporto con i vinti sassoni. La tesi è che la magna charta altro non è che una rivendicazione sassone contro l’usurpazione e la legalità normanna.

© Ipotesi che chiarirebbe il mistero di come già nell’XIII sec. fosse potuta nascere una legislazione di garanzia politica, economica e civile la quale, in un primo momento pur limitata alla sola classe baronale e al suo rapporto con la corona, travalicò il semplice rapporto di potere con la corona e interessò l’intera società inglese. Il diritto sassone era ben più liberale del diritto normanno e del feudalesimo continentale. I sassoni eleggevano i propri capi, avevano propri giudici e riconoscevano il potere regio solo in tempo di guerra. Erano anche convinti che si trattasse di un diritto molto prossimo al diritto naturale. Che riecheggiasse le leggi ateniesi e spartane e le leggi mosaiche dal punto di vista religioso. Una vera perfezione!

Insomma i baroni che si rivoltarono contro Giovanni senza terra e gli imposero la magna charta avevano un modello a cui riferirsi. –|

 

[funzione della peste]

(SAP /152 - Duby e Geremek) – Svolta nel XIV secolo. La peste che infuria in Europa nell’estate del 1348 lascia un segno profondo nella cultura occidentale. Il cristianesimo diventa tragico. La creazione artistica si orienta verso il macabro. L’ossessione della morte provoca un’esplosione della sensualità. Di fronte alla paura della morte si sviluppa un forte desiderio di vivere e di godere.

© Duby documenta e fonda l’intuizione di Bataille (LDE) secondo  la quale morte, religione ed erotismo sono profondamente legati. ® La coscienza della morte crea la paura della morte. La paura della morte e dei rovesci della vita alimenta la religiosità. Dalle difficoltà si esce con la sessualità. Lo zenit della sessualità la fornisce l’erotismo. L’erotismo ricade nel macabro suscitato dalla morte. Si nutre dell’eccesso. L’eccesso non conosce limiti. Il fatto che il godimento trovi la sua soddisfazione nell’eccesso e che l’eccesso prenda la forma del sadismo e negli eccessi del sadismo apre il problema (Bataille) della natura umana. –|

/141/ Le società cambiano, le civiltà cambiano, ma il soggetto e l’oggetto, l’uomo, cambia poco.

® In realtà questa osservazione di Geremek va nella direzione dell’osservazione di Marx secondo il quale la morte sta a significare la vittoria del genere sull’individuo. Il soggetto è l’umanità, non l’in­dividuo.

 

[la chiesa cristiana d’occidente]

La chiesa di Roma, più rozza di quella bizantina, si adattò alle diverse civiltà barbariche nel tentativo di trasformarle dall’interno. Nasce la pratica, che è una strategia e diverrà una mentalità, di non affrontare l’ostacolo ma aggirarlo. Gli italiani, maestri.

 

[protestantesimo e cattolicesimo]

Leggo in Borgese (GMF/390). Il protestantesimo si diffuse nei paesi che non avevano conosciuto le leggi romane, mentre i territori del vecchio impero romano d'Occidente rimasero fedeli alla chiesa cattolica. © Una conferma della continuità fra il mondo antico e mondo moderno, della forza delle radici culturali (la ferocia nazista discendente dalla ferocia dell'olimpo barbarico germanico), dalla memoria del proprio passato, eccetera.

– Il potere temporale della Chiesa, una concessione di Carlo Magno (all'incirca il territorio dell'ex esarcato di Ravenna /T01/27/) ha retto per 11 secoli, da allora a Porta Pia (da fpg  27 giu. 02).

 

[la legge delle tre esse]

La prima guerra mondiale procurò una generale recessione dalla quale ci si riprese con la seconda guerra mondiale  (ADGP).

® Le risposte delle varie aree socioeconomiche furono diverse. Inflazione negli SU, deflazione in Europa. Al fine di fronteggiare la legge del «massimo del sacrificio sociale sopportabile» (o legge delle tre esse) nelle rispettive aree.

Ogni classe egemone si scontra con la legge delle 3S. Con i limiti che la legge pone e che riguarda le classi sfruttate o comunque governate. Limite che rispecchia la legge della formazione dei bisogni. Oltrepassato quel  limite la coesione sociale ne soffre, si deteriora, entra in crisi.

I bisogni (vai a @BIS) sono direttamente proporzionali allo sviluppo delle forze di produzione e tendono a raggiungere un equilibrio nei rapporti di produzione.  Forze di produzione e rapporti di produzione sono strettamente intrecciati con le risorse naturali e socioculturali delle singole formazioni sociali secondo lo schema della @LOGVIV. Il limite di conseguenza varia da epoca a epoca, da modo di produzione a modo di produzione, da formazione sociale a formazione sociale. –|

 

[fascismo, capitalismo e leggi storiche]

Fascismo come forma di stato capitalista eccezionale da tenere distinto da forme "apparentemente simili" come il bonapartismo, il gollismo, il franchismo" (Nicos Poulantzans.  Cfr PDS.5/6 '71, p.933).

© Nella lettura delle opere di N.P. verificare se la distinzione è corretta, nel senso che per giungere a una precisione scientifica non ci si lasci sedurre da una concezione classificatoria logico - matematica.  È chiaro che ogni fascismo è diverso a seconda delle condizioni storiche in cui si manifesta e che la sua descrizione e individuazione è utile a una corretta impostazione e messa a punto della teoria e della praxis, ma è pericoloso, soprattutto perché inutile.  E le cose inutili sono pericolose, hanno cioè una funzione attiva nella storia. È invece necessario individuare le leggi generali (il motivo), nelle quali la lotta si realizza, trasformandole.  Fermare il movimento della storia in una serie di leggi di tipo logico - matematico o positivista è dannoso perché svia la ricerca scientifica dalla comprensione della storia, del momento storico particolare e della lotta che cogliendolo lo trasformerà - dando l'impressione, del tutto errata, che la storia si realizzi attraverso una serie di fenomeni localizzabili e ripetibili così come un chimico o un fisico ripetono i loro esperimenti in laboratorio.  La lotta per l'emancipazione e la libertà dell'uomo non è fissabile in socio - leggi, perché queste si fanno mentre il movimento di trasformazione è in atto.  E nella misura in cui il movimento di trasformazione riesce nel suo intento e muta la realtà, anche la legge ne risulta mutata. 

Diverso è per le grandi leggi che muteranno solo quando la intera realtà storica sarà mutata.  Le grandi leggi sono chiavi di interpretazione e d'analisi che si risolvono nella lotta - attraverso leggi secondarie che risultano differenti a seconda dell'epoca, del luogo, della situazione, ecc..  Analisi sì, per capire, adattare e innovare.  Ma fissare le analisi in leggi di tipo positivistico, logico - matematico è un errore di tipo althusseriano.  (Verificare direttamente sull'autore). –|

 

[scontro di civiltà]

(gio, 21.02.02) – Finisco Lo scontro delle civiltà di Samuel Huntington. Interessante. Da un lato si tratta di un libro datato. Scritto nel 1996, dà per scontata l’espansione economica delle tigri asiatiche che al contrario di lì a un anno cadranno in una crisi grave. Per il resto la tesi è suggestiva, ma scarsamente corroborata dai fatti. Molto attenta ai fenomeni che increspano la superficie, dati per fondamentali (lo scontro fra le etnie) mentre quelli che contraddicono la sua tesi vengono dati per occasionali (la guerra fredda e lo scontro ideologico avevano completamente riassorbito le differenze culturali e religiose).  Certamente con l’avanzare della transizione, con la vittoria del mcp sul msp (modo socialista di produzione), con l’avanzata tecnologica che disgrega le strutture religiose, eccetera, il contraccolpo è quello di rifugiarsi nella tradizione (vissuta tuttavia magicamente) e di forti discese nella consuetudine, nel folclore e nel noto.

Rimango sempre del parere che lo sviluppo dell’umanità si misura con l’espansione economica e la crescita della coscienza. Che per qualche verso il lavoro di SH qui e lì conferma (la cultura segue il potere  - SCH/463). Ammissione significativa. E il potere cosa segue?

 

[scontro di culture]

(sab, 7 set. 02) – L’Europa si accoda agli SU preoccupata solo di non perdere la propria identità che fa coincidere con il proprio benessere sociale. Benessere che per molti versi frena lo sviluppo. Benessere sociale = equilibrio sociale = attenuazione della lotta e dello scontro = attenuazione della coscienza della «necessità». Questi sono sintomi di una decadenza. La decadenza si è sempre accompagnata al benessere, all’equilibrio sociale raggiunto. Ora il benessere americano è il benessere della «differenza» (sociale), il benessere europeo è il benessere dell’uguaglianza e del diritto al benessere. Negli SU il diritto al benessere soggettivo non esiste, ognuno se lo deve guadagnare. In Europa è un diritto. E altro.

Riflessioni intorno al concetto di imperialismo, di civiltà, di cultura. Scontro di civiltà (Occidente - Islam), di cultura (Europa – SU), di potenza militare, la vittoria della seconda guerra mondiale, il crollo dell’alternativa sovietica, eccetera.

 

 

parole chiave di ricerca

[storia [scontro di civiltà e di culture [benessere [cultura [legge delle tre esse [magna charta [bisogni [erotismo [scambio uomo-natura / uomo-uomo

[Colerus [Huntington  [Marx [Toynbee [Bataille [Borgese

 

“Brevi annotazioni di storia” [§SR]

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