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Ontogenesi del pensiero

§* Le ricerche confermano che il pensiero proviene dall'azione, e il processo mentale si forma attraverso un tipico processo dialettico di superamenti conservativi, neg-neg, eccetera.

§* La nascita della personalità del bambino descritta da Spitz corrisponde alla descrizione di Hegel nella SDL della nascita dell’«essere».

 

[Spitz]

René Spitz (TCG) non è un dialettico.  Medico, austriaco, laureato a Budapest nel 1910.  Sia Vienna, sia Buda sono indicative.  Vienna è la culla del positivismo logico e della psicanalisi.  Ma, per il suo legame con la Germania, Spitz non è rimasto indifferente a Hegel.  A Buda, ha lavorato con Ferenczi, neurologo e psicanalista ungherese, amico di Freud.

Non è un dialettico.  I suoi metodi di analisi sono rigorosamente positivisti.  Il suo materialismo è di tipo biologico e clinico.  Non a caso il suo punto di riferimento è l’embriologia.  Ma il risultato e la pratica delle sue ricerche rappresentano una prova che la dialettica come metodo di ricerca, analisi e organizzazione del sapere è nelle cose, nella realtà, nel processo concreto di ogni sviluppo. 

La nascita della personalità del bambino descritta da Spitz  equivale alla descrizione che Hegel fa nella SDL della nascita dell’«essere». Ora come Hegel fonda il processo logico sull'analisi del processo dell'essere, assimilare il processo della formazione della personalità del bambino al processo della formazione dell'essere e al processo della formazione della logica umana è un riflessione che avvalora la tesi hegeliana e nello stesso temo la fonda e la radica sulle osservazioni empiriche di un analista come Spitz che individua la nascita della personalità, descrivendola , senza volerlo, come Hegel descrive la nascita dell'essere e la nascita della logica.

Per questo seguiamo quello che Spitz individua nel processo della formazione della personalità del bambino per constatare e fondare l'intuizione di Hegel nella formazione della logica umana.

Cominciamo.

Prima il nulla e l’indistinto.  L’essere e il non essere sono assolutamente fusi nel processo al suo «cominciamento».  Poi si separano e nel separarsi danno vita a un terzo. Terzo che è l’essente, il nuovo, il quale a sua volta si fonde con il suo successivo dando vita a un nuovo terzo. 

Così  per Spitz psiche e soma sono fusi nel mondo interno dell’essere analizzato che è il bambino nel suo primo periodo di vita.  Poi il bambino esce da sé.  Prende contatto con il mondo esterno che interiorizza.  Sorride.  Riconosce nella madre l’altro da sé.  La fa sua. Nel farla sua, anche la sua informe coscienza si divide.  L’Id, che è il suo interno e l’Ego, che è già il risultato della mediazione fra il mondo interno e il mondo esterno rappresentato dalla madre, e dai piaceri che il corpo (capezzolo) della madre gli dà. 

Ora ogni nuova formazione innesta un nuovo processo, spinge verso nuove formazioni psichiche, psicologiche, eccetera e nello stesso tempo rimane conservato in quel nuovo.  Così, per esempio, il principio del nirvana non si dissolve del tutto con la formazione del secondo stadio.  Qualcosa permane nello stadio successivo – con altra funzione –, e in tutti gli stadi che seguiranno.  

Certamente un positivista logico constaterebbe il fenomeno – come in fondo fa Spitz – sostenendo – con un volo logico magistrale di grande fantasia – che il principio del nirvana altro non è che il «principio regolatore» dell’equilibrio.  Anzi che è il principio dell’equilibrio stesso, in sé, il quale opera in tutti i processi e quindi anche nel processo di formazione della personalità del bambino.  Tuttavia. 

Da dove viene il principio regolatore dell’equilibrio?  Se lo assumiamo come legge in sé o come principio in sé, rimane sempre da chiedersi dove andare a prendere il principio di questo principio.  E via, via fino a  imbattersi nel principio di tutti i principi – con residua tentazione di dio.  Ossia quel principio dal quale hanno origine i principi. 

Ora se si parte dall’assunto che – come vuole la lingua – un principio altro non sia che il principio di un qualcosa – quale esso sia.  E siccome un qualcosa che ha un principio, deve avere anche una fine – il problema si riduce a individuare il percorso di quel qualcosa, ossia il suo processo, la sua storia dal suo principio al suo fine.  È ciò che fa Spitz.  Il processo indagato è quello della formazione dell’Ego umano.  Questa formazione ha un suo cominciamento, comincia, principia e dal suo principiare si individua il suo principio guida, il suo motivo.  Principio che non è quello dell’equilibrio.  Il concetto dell’equilibrio presuppone qualcosa che lo precede.  L’equilibrio in sé nella realtà non esiste.  Da solo non può dare inizio a nulla.  Per equilibrio si intende quell’organizzazione della produzione che permette a una forma di realizzarsi, di passare dal concreto al reale, di persistere nel reale, eccetera.  E questo accade – può accadere – solo all’interno di un processo che evolvendosi diviene sempre più complesso.  Per cui un inizio spinge verso un fine, il suo fine, che nel momento in cui si realizza mette capo ad altro inizio.  E fra un fine e un inizio e un inizio e un fine il processo generale si trasforma, muta conservando, trasformati, i passaggi precedenti. Si sviluppa, evolve.

Questa è la realtà concreta dei processi biologici e ora – nell’oggetto della ricerca di Spitz – dei processi della psicologia – che meglio sarebbe identificare con i processi di produzione della coscienza. 

Spitz questi processi li individua, li descrive, ma più come intuizioni che come analisi vere e proprie.  Così ogni stadio di crescita del bambino ha un suo principio e un suo fine e solo se il fine è raggiunto nascerà il nuovo stadio in tutta la sua pienezza.  Se il fine non è pienamente raggiunto, se il processo dello «stadio» si interrompe prima di raggiungere il suo fine o lo raggiunge malamente, questo influenzerà lo stadio successivo che porterà in sé i frammenti irrisolti dello stadio precedente interrotto nel suo corso. 

Il «materiale» conservato, in altre parole, passa allo stadio successivo – con una funzione se vi è giunto compiutamente – con altre funzioni se non vi è giunto compiutamente.  In questo caso ciò che permane è l’incompiutezza, mentre nel primo caso a permanere è la compiutezza.  E compiutezza e incompiutezza – all’interno dei processi psicologici – non hanno un valore diciamo così filosofico o speculativo, ma un valore reale, concreto.  Informano di sé la vita dell’individuo, anche – direi soprattutto – quando è adulto.  E questa è una dialettica del processo che Spitz descrive molto bene – descrivendo la realtà dello sviluppo del bambino – senza coglierla dialetticamente.  In questo senso ricerche come quelle di Spitz potrebbero essere completamente riscritte in chiave ma.dial con vantaggio dell’analisi, della descrizione e della comprensione. E alla fine della ricerca.

Così per Spitz

 

[principio del nirvana e SDL]

[l’inizio regolato dal principio del nirvana] I primi tre mesi corrispondono al primo stadio.  Psiche e soma, ego e id, percezione e memoria /9/, stimoli esterni e stimoli interni sono del tutto indifferenziati.  Sono ancora una sola cosa.  L’organismo funziona secondo il «principio del nirvana».  Suo solo compito, ridurre la tensione.  → L’unità di ego e id, di psiche e soma = all’unità di essere e non essere nella SDL.

Subito dopo nasce la reazione piacere - dispiacere.  Nelle settimane successive (dopo i tre mesi e nel corso dei tre mesi) si sviluppano reazioni governate dal «principio piacere - dispiacere».

Con la nascita del secondo stadio prende corpo lo sviluppo delle relazioni col mondo circostante.   Dalla esclusiva ricezione di stimoli interni alla percezione di quelli circostanti /9/.

Primo stadio, narcisistico.  Secondo stadio, si sviluppano le relazioni col mondo circostante.  Il sorriso indica il passaggio dal primo al secondo stadio /9/.

All’inizio le reazioni sono a livello riflesso /10/.  La percezione è quella sufficiente a stabilire gli elementari riflessi condizionati /9/. Successivamente si organizzano.  Il «principio del nirvana» svolge ancora un ruolo fondamentale.  Nello stadio precedente la "pulsione di scarica non poteva essere ritardata tanto a lungo da permettere il riconoscimento di un oggetto" /11/.  La caratteristica è la labilità.  Biologicamente il sistema nervoso è appena delineato.  Ora va costruito.

Come?

[produzione del sistema nervoso umano] Il mondo esterno è rappresentato dalla madre /10/.  Il sorriso è il segnale del riconoscimento della gratificazione e denuncia il fatto che il bambino ha acquisito la capacità di riscoprire nella realtà l’oggetto (il volto umano) corrispondente a quello della sua immaginazione

(  immaginazione che è stata attivata dalla gratificazione - principio di piacere - del suggere il seno materno) /12/.

 

[il conscio e l’inconscio si separano] Il sorriso è anche il segnale che il conscio e l’inconscio si sono separati.

 © Notare che contrariamente alle interpretazioni più recenti, il sorriso non è un mezzo di comunicazione del bambino, ma un segnale, un riflesso somatico, privo di ogni intenzionalità, una espressione ancora animale.  Questa origine del sorriso potrebbe chiarire i molti «misteri» del sorriso anche negli adulti.  Il sorriso è un riflesso, esprime una condizione emozionale – spesso anche se non necessariamente indifferenziata – dell’individuo.  Infatti non sempre è governabile.  L’errore e il suo arcano consistono nel considerarlo un’espressione.  Cosa esprime?  Nulla di intenzionale.  È un riflesso.  Un segnale.  Non vi è consapevolezza, non vi è comunicazione. Nel medesimo errore s'incorre con i segnali degli animali, attribuendo delle intenzioni a dei riflessi. Il «riflesso» rivela una condizione. Anche il pianto è un riflesso. Anche il lamento è un riflesso. Quando una foglia diventa verde e passa al marrone nel momento nel quale appassisce non comunica alcunché. Eccetera. –|

 

[si formano l’ego e l’id] Con la separazione del conscio dall’inconscio si formano gradualmente l’ego e l’id.  La differenziazione comincia nel secondo mese di vita /12/  ( cfr SDL: essere e nulla si separano).  Si formano ego e id.  – L’ego come un «esecutivo» dell’id – regolerà da questo momento le scariche dell’id, le faciliterà o le inibirà.  Le organizzerà, le incanalerà /13/.

 

[una condizione per la crescita è l’equilibrio fra maturazione e sviluppo] La maturazione /15/ è il prodotto della filogenesi e della selezione naturale. Si stabilizza progressivamente nel corso di migliaia di anni /29/.  Si trasmette ereditariamente e non si modifica direttamente sotto la pressione del mondo esterno.  © → Lo sviluppo è a livello di sistema nervoso.  È la produzione del sistema nervoso.  Si forma ed è in stretta relazione con il mondo esterno dal quale dipende e che tende a governare.  È ciò che S. chiama natura psicologica.  Difficile da individuarsi.  È plastico, duttile e particolarmente vulnerabile. –| Si tratta di una formazione ontogenetica /29/.

 

[le  componenti legate alla maturazione e quelle legate allo sviluppo si integrano] Da ora in poi maturazione e sviluppo opereranno più o meno uniti /15/.  (Nei primi anni – sostiene S. – sulla scia di Piaget? – la maturazione farà aggio sullo sviluppo.  Questo rapporto si rovescerà già a partire dal secondo stadio).  ( Anche Sève sostiene qualcosa di analogo).

 

[raggiunto così un nuovo più alto livello di organizzazione] ( cfr SDL: unione dei momenti e loro passaggio a una successiva unità più complessa delle precedenti).

 

[passaggio al terzo stadio e processo di cristallizzazione della psiche] Tutto ciò coincide con il passaggio al terzo stadio, a una organizzazione di amplissima portata e al processo di cristallizzazione nella psiche /15/ ( cfr SDL: cristallizzazione = nuova unità dovuta alla fusione degli opposti precedenti attraverso il processo del superato/conservato).

 

[si forma un campo di forza della psiche] Ciò significa che si organizza un sistema di equilibri di «entità» /16 - in nota / di per sé instabili, il quale organizza le pulsioni, ritardandole quando necessario, indirizzandole e coordinandole /cfr pag. 17 "operazione integrata dell’unità come un tutto"/.

 

[da questo momento le relazioni e il comportamento si sviluppano secondo un modello diverso e più adatto allo scopo]

 

[questioni di metodo] Non avendo chiara la fonte logica e metodologica delle sue intuizioni Spitz ricorre alla embriologia /18/ e illustra la funzione fondamentale dell’analogia nella ricerca scientifica  /23/.

 

[organizzatori della psiche e campi di forza]   nasce il primo campo di forza Il concetto di organizzatore come fattore relazionale nello sviluppo e centro che "irradia la sua influenza" /21/. Il centro dominante di organizzazione agisce e determina quello che Spitz individua e chiama un campo di forza.  Fondamentali sono le condizioni nelle quali questo primo campo di forza si stabilisce.  Un perturbamento a questo livello avrà serie conseguenze sia per lo sviluppo, sia per la maturazione successivi, vuoi nel campo somatico, vuoi nel campo psicologico.  Conseguenze che si manifesteranno nel corso del successivo sviluppo delle relazioni oggettuali.

 

[proposta la soluzione degli organizzatori, S. approfondisce i meccanismi dei due stadi di sviluppo e affronta l’apparire del terzo – Così in un certo senso si riparte daccapo]

 

[appare l’ego rudimentale – il comportamento della madre] Il sorriso indica lo stabilizzarsi del primo organizzatore della psiche.  A questo punto il comportamento della madre facilita o inibisce i modelli di azione del bambino.  In questa fase si organizza l’ego rudimentale.

   

[appare la reazione dispiacere, ripulsa] Concetto di "ansietà dell’ottavo mese".  Appare la reazione di dispiacere e di ripulsa.  Nello stesso tempo si fissa l’oggetto d’amore che per esistere deve essere stato distinto da tutti gli altri oggetti /27/.

 

[nascono i meccanismi di difesa] gelosia, rabbia, affettività, invidia, possessività, ira nascono con il nascere delle relazioni affettive verso la fine del primo anno.  Nascono anche i meccanismi di difesa, primo fra tutti l’identificazione /28/.  © gelosia, rabbia, affettività, invidia, possessività, ira e identificazione non sono a loro volta segnali, riflessi condizionati, come il sorriso?  Non a caso nascono al secondo stadio, uno stadio ancora legato alle reazioni istintuali.  La verità potrebbe essere che il bambino diventa tale solo con l’uso del linguaggio.  La questione è di capire quando nasce l’intenzionalità.  Non è l’intenzionalità una delle prime strutture del pensiero umano?  È qui che l’emotività entra nella struttura del pensiero?  È qui che il linguaggio si interseca con il pensiero?  Fattore della saldatura, organizzatore della saldatura – seguendo Spitz – è il ruolo della "funzione emozionale" /64-65/ nel lavoro di integrazione e nella formazione della struttura percettiva. –|

 

[con la nascita del secondo organizzatore si rovescia il rapporto maturazione - sviluppo] Nel corso dello stabilizzarsi del secondo organizzatore si invertono i ruoli della maturazione e dello sviluppo psicologico.  Lo sviluppo fa la parte del leone (dal primo anno).  Ruolo che mantiene in seguito.

La maturazione continua a giocare il suo ruolo subordinato anche nelle fasi successive dello sviluppo psicologico e tende a fornire a queste fasi una loro indipendenza /31/.  Tuttavia il secondo organizzatore dipende dalla buona riuscita del primo, e il terzo dalla buona riuscita del secondo /30–31/.

 

[rapporti dialettici nello sviluppo degli organizzatori] Ogni organizzatore deve assolvere alla sua funzione prima che si instauri la successiva.  © Altrimenti si avranno disturbi nello sviluppo.  Lo sviluppo dei singoli organizzatori è insieme uno sviluppo dipendente e indipendente. Dipende dalle condizioni dello sviluppo del livello precedente ( che funziona come presupposto).  È indipendente per via del processo di maturazione racchiuso in sé che segue uno sviluppo suo proprio.  ( Solo i concetti dialettici di presupposto, destinazione, fine, momento, in sé, per sé, eccetera, possono chiarire il processo descritto da S.) –|

 

[le pulsioni libidiche si fondono con quelle aggressive] Intorno ai tre mesi le pulsioni libidiche si saldano – "si fondono" – con quelle aggressive.  ( L’aggressività è una manifestazione dell’autoconservazione – Freud – del rapporto oggettuale, del dominio e della difesa).  La mancata o la cattiva fusione fra libido e aggressività è già in sé un fenomeno patologico /30/.) ( autoconservazione = istinto di conservazione)

 

[lo stadio orale] Primi due organizzatori = stadio orale.

 

[la fase anale] Fase anale inizio del secondo anno.

 

[con l’uso del linguaggio nasce il terzo organizzatore – più propriamente umano – comparsa del pensiero] Terzo organizzatore = linguaggio.  Separa l’uomo dal primate /34/.

Secondo anno di età.  Il linguaggio = organizza i processi del pensiero e delle operazioni mentali /35/.

 

[linguaggio, comunicazione e riflessione quali sostituti dell’azione] Con il linguaggio nascono tutta una serie di strutture, di possibilità, di relazioni oggettuali, nelle strutture di difesa e nella formazione del carattere.  Fra i meccanismi di difesa emerge l’ostinazione anale e il "negativismo" (no, no, no).  Nasce anche la possibilità di sostituire l’azione con la comunicazione /37/.  © Il rapporto azione - comunicazione va analizzato con attenzione.  A livello infantile capisco come lo sfogo verbale sia già tale, e come tale, come sfogo, scarichi la pressione pulsionale.  Questa operazione di alleggerimento delle tensioni pulsionali del sistema nervoso continuerà poi per il resto della vita (cfr l’imprecazione, la bestemmia, l’urlo, eccetera).  Ma.  La comunicazione in sé è anche indice di riflessione.  Ed è vero che la riflessione in sé è in grado di sostituirsi all’azione nel calmierare le alterazioni del sistema nervoso (ansia, angoscia, eccetera).  Ora la sostituzione cosciente dell’azione con la riflessione è il risultato di un forte grado di sviluppo e di maturità psichica, mentale e caratteriale e/o di alta organizzazione concettuale (ragione). –|

 

[altro – si torna all’embriologia – complessità dello sviluppo rispetto alla maturazione] Ricerche embriologiche /38/.  Concetto del «paesaggio epigenetico» ( richiama la struttura frattale).  Processi embriologici e processi psicologici /43/.  Lo sviluppo psicologico più complesso della maturazione fisica.  Embriologia e legge del passaggio dalla quantità alla qualità /46/.

Differenziazione e integrazione successiva combinate con il principio dell’accumulazione /49/. 

 

[i piaceri] I piaceri non sono abbandonati nello stadio successivo dove rimangono ma trasformati /50/.  © Prima in gratificazione e poi sviluppandosi e maturando fino a diventare interessi. –|

 

[ancora processi dialettici] L’organizzatore = modificazione della struttura psichica da uno stato indifferenziato allo stadio successivo. In seguito = una ristrutturazione di strutture già esistenti a un più alto livello di complessità /59/.

 

[con l’individuazione dei tre organizzatori l’obiettivo di Spitz è raggiunto. Da qui in poi si procederà per utili messe a punto.]

 

[teoria dei periodi critici – lo sviluppo deviato] I danni provocati da un turbamento in un periodo critico negativo sono difficilmente recuperabili negli stadi successivi più avanzati.  – La sincronia della maturazione e dello sviluppo è una caratteristica essenziale allo sviluppo normale.  Se lo sviluppo psichico non sostiene la maturazione, questa utilizzerà altre strutture ("item") psichiche necessarie a sostenere il proprio processo. Questi item di sviluppo, così utilizzati, saranno modificati e distorti.  E quando dovranno essere utilizzati negli stadi di sviluppo successivi, in appoggio all'ulteriore sviluppo, non saranno utilizzabili o saranno utilizzabili in maniera distorta /58–59/.  Si avrà così un rapporto deviato.

 

[conflitto, regressione, ruolo dominante della funzione emozionale] Concetto di conflitto.  Rapporto fra mammiferi, primati (differenze di livello) e l’uomo (differenze di livello e di qualità).  A livello animale lo stress inibisce le funzioni delle maturità già acquisite /62/.  Quando il mammifero è privato di una funzione di base come l’udito o la vista, e questa funzione viene compensata in altro modo, la situazione competitiva elimina i comportamenti di compensazione e fa regredire l’animale alle reazioni primitive e immature /62–64/.

  I meccanismi della regressione sono complessi.  Se nel processo sviluppo - maturazione, l’integrazione è avvenuta nelle condizioni corrette, la stabilità dell’organizzazione centrale sarà solida e difficilmente destabilizzabile. Se al contrario l’integrazione è tardiva, la stabilità sarà superficiale e - al momento dello stress, della crisi, eccetera - verrà eliminata mentre il sistema centrale regredirà ai livelli precedenti dell’integrazione.

 

[l’organizzatore come condizione di coordinamento e integrazione] Il risultato di queste integrazioni = nuovo livello di organizzazione che cambia le proprietà degli elementi dai quali trae origine /64/.  Ruolo dell’affettività nel lavoro di integrazione e della funzione emozionale e appercettiva nella formazione della struttura percettiva /64.65/.  © Per organizzatore S. intende descrivere, indicare, individuare una condizione. Condizione che rende possibile il coordinamento e l’integrazione di quelle funzioni somatiche e psicologiche che creano – o che permettono – un nuovo livello di organizzazione.  Organizzazione che cambia le proprietà degli elementi dai quali trae origine, come scrive S..  In termini di logica dialettica, l’organizzatore è quel livello del processo nel quale si verifica il passaggio da un livello all’altro e che è difficile individuare o descrivere poiché manca la conoscenza del processo e la sua possibilità di analizzarlo.  Il concetto di organizzatore in questo senso indica una intuizione e insieme una deficienza cognitiva.  Si può anche dire che l’organizzatore è uno dei nessi del processo concreto di produzione della coscienza dell’uomo. –|

 

[il problema dell’equilibrio] Principio del Nirvana e omeostasi /66/ coincidono.  Si tratta della tendenza alla stabilità dell’equilibrio – "tendenza a formare una struttura coesiva che regoli una simmetria dinamica".
 © L'accento va posto sulla dinamicità e messo in relazione agli equilibri soffittati (vedi
@PERS-EQ). –|

L’assenza o la anormalità delle «relazioni oggettuali» può disturbare l’integrazione fra sviluppo e maturazione /67/.

[il concetto di fissazione] Descrizione del concetto di fissazione /67–68/.  Per Fenichel, le fissazioni sono processi che creano rapporti durevoli fra le pulsioni e gli oggetti.  © Cioè certi oggetti, certi comportamenti, certe relazioni, certe situazioni, certe condizioni si legano meccanicamente (tipo riflesso condizionato psichico complesso) alle pulsioni.  Quando questi «oggetti» si presentano nella vita dell’individuo, le pulsioni a loro legate vengono determinate e attivate – nel medesimo tempo sono evocati dalle pulsioni quando queste si presentano autonomamente attivate da situazioni, comportamenti, oggetti, eccetera, affini.  Fare l’ipotesi che la fissazione si verifichi quando un processo di cristallizzazione /15/ si blocchi nel corso per difficoltà dello sviluppo. Chiaro come questi processi hanno una corrispondenza precisa con i processi del pensiero. Processi con i quali sono spesso fusi. –|

 

[rapporto fra ambiente, strutture primitive, maturità e disturbi /69–71/] - Quando la maturazione fisica è avanzata (maggior forza, per esempio) rispetto alle strutture psicologiche rimaste ferme a stadi precedenti si crea una situazione di pericolo.  L’individuo non riesce a valutare né a dosare le possibilità offertegli dalla nuova situazione fisica e si comporta senza tenerne conto.  I disturbi di questi rapporti sfasati sono l’aggressività diffusa e irragionevole, la mancanza di contatto con l’altro da sé, rapporti instabili, incapacità di interrompere il piacere, ridotta capacità di sopportazione, insopportabilità latente, forte difficoltà ad accettare le frustrazioni dipinte come eventi catastrofici, intolleranza generica, reazioni di rabbia e/o panico fronte ai ritardi.  Oppure l’individuo può reagire con un comportamento autistico di rifiuto del mondo, separazione, eccetera.  Lo sbocco può essere l’uno o l’altro indipendentemente.

La mancanza di equilibrio creatasi a un livello modifica il livello dell’organizzatore successivo /72/.  Gli equilibri instabili in circostanze di stress psicologico e di competizione possono disintegrarsi /73/ (© di nuovo gli equilibri soffittati) e/o regredire fissando la regressione che prende la forma di una proprietà del carattere.  A farne le spese è l’adattamento.  © E con l'adattamento lo sviluppo del pensiero. Spesso lo sviluppo dello stesso processo logico. Che ne è influenzato ma che in determinate condizioni può a sua volta influenzare. –|

 

[adattamento e strutture di difesa] Sono le difficoltà dell’adattamento alla realtà che "impongono" processi difensivi di compensazione "ancorati" e organizzati intorno a determinati "punti di fissazione" /77/, veri e propri "perni" o capisaldi della regressione patologica.  L’aggressività è una manifestazione dell’autoconservazione.

 © L’adattamento è una necessità dell’autoconservazione. La paura è uno degli strumenti di allarme dell'autoconservazione.  L’azione è dettata dalle necessità dell’autoconservazione.  Quando un gatto finisce sotto una macchina a spingervelo sono state le reazioni suggerite dall’autoconservazione – figlia dell’istinto di riproduzione della specie. Istinto che nel caso del gatto produce l'autodistruzione. Nell'uomo il caso più evidente nel quale l'istinto non si mostra all'altezza delle situazione dettata dalle nuove condizioni create dal progresso scientifico è quello del rigetto.

È  nell'istinto dell'autoconservazione che si nascondono buona parte delle risposte a quelle che consideriamo deviazioni dal programma-progetto dello sviluppo. Esempi nel quale l'istinto non si mostra al passo con i tempi. Non è al passo con lo sviluppo raggiunto dall'umanità. –|

 

 

(continua in L’apprendimento)

 

 

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