materialismo&dialettica
Pensiero e realtà >
Realtà & ma.dial

(► continua da @LOGMAT)

 

[una riflessione sul ma.dial]

Nell'appunto sulla logica scrivevo che la logica umana riflette la logica dei processi fisici. La materia si organizza per nessi. La forma presa dall'organizzazione di questi nessi rappresenta la logica dell'organizzazione della materia, le sue leggi. Il pensiero logico umano altro non è che questa organizzazione giunta alla coscienza del sé. Riflette, in altre parole, quella organizzazione che essendo una organizzazione di rapporti e di nessi fra questi rapporti ha in sé una sorta di dualismo (sostanza - forma, concreto - reale, fisico - materiale, eccetera). Guardando più da vicino ciò che abbiamo chiamato dualismo, sorta di dualismo, altro non è che il nesso dialettico entro il quale la materia si organizza e che si riflette, per esempio, nel nesso teoria - pratica. Oppure, scendendo ancora, nel nesso fra pensiero logico generalizzante e pensiero logico totalizzante (vedi le due logiche in @P&R).

È altrettanto vero che tutto ciò prende la forma di quel pensiero logico che va sotto il nome di materialismo dialettico, il ma.dial. Ora il ma.dial è quel pensiero che prende la forma stessa che prendono i rapporti - nessi nel processo di produzione della materia. E siccome la sua funzione è di cogliere quel processo, la logica ma.dial quando viene concepita come una proprietà della pura logica umana e non come un riflesso della logica della materia, non corrisponde alla realtà e tradisce la funzione del pensiero umano. Un modo idealistico di concepire il ma.dial. Come tale inservibile. La realtà di un processo prima di essere analizzata va individuata (vedi @MAD). Il rapporto dialettico si stabilisce fra realtà, individuazione di quella realtà, individuazione della logica della realtà individuata, riflesso della logica individuata nella logica del pensiero che la individua.  Possiamo allora dire che la difficoltà della logica ma.dial è di cogliere il processo nel corso del suo farsi, della sua realizzazione. Difficoltà che dipende dalla complessità del processo di produzione della materia. Sia materia organizzata a livello fisico sia materia organizzata a livello biologico e, con l'uomo, a livello sociale.

Detto in altri termini. In un primo tempo è necessario individuare la logica del processo reale. Fisico, biologico o sociale che sia. Da questa passare alla logica del processo concreto. Tenendo presente che  la logica del processo concreto non è cristallizzabile in uno schema. Lo schema può riflettere un momento del processo reale. Mai del processo concreto. (Pensare ai danni dello schema tesi - antitesi - sintesi e al tentativo schematizzante di Stalin) (da nda - ottobre 1982).

 

[due momenti fondamentali nella storia del pensiero]

Nella costruzione del pensiero umano, cioè nella sua produzione, cioè nella sua storia incontriamo due momenti. Il momento aristotelico che fonda la logica del «A non è non A». E  il momento hegeliano che fonda la logica dialettica del «A è non A».

Ora la realtà prende una volta una forma, una volta l'altra. Il concreto (il processo del reale nel suo insieme fatto di reale e possibile, di presente e futuro) ha in sé le due forme e scaturisce dal loro rapporto e nesso. (Il rapporto è la forma presa dal nesso. Il nesso è la sostanza del rapporto).

La forma che la realtà prende nell'immediato, al suo primo apparire, è di «A non è non A». Nel mediato, quando si entra più profondamente nel contenuto nascosto all'interno della forma immediata, ci si rende conto che la sua legge, che è poi la legge del concreto, è «A è non A».

Ma la legge del concreto non è ancora il concreto. Non è il concreto in sé. Il concreto in sé è composto da tutte le determinazioni del concreto. Dalla forma della realtà, più le forme prese dalle varie determinazioni all'interno della realtà fino a giungere al concreto che →  non è mai  qualcosa di fissabile. Rappresentabile sì, fissabile no. →

 

[una questione di metodo]

 Rappresentabile attraverso l'analisi. L'analisi, poi, a sua volta, è descrivibile. Ma già il tentativo di ricavare dalla descrizione dell'analisi uno schema, dissolve il concreto. Se il concreto in sé non è fissabile, le sue leggi, i suoi nessi, le determinazioni di cui è composto, per qualche verso, lo sono. Chiudere una legge in una definizione è qualcosa come fissare un nesso. Naturalmente è necessario stabilirne anche le condizioni, e questo è già sfumare il concreto. Diciamo, uno sfocarlo.

Diciamo ancora, tuttavia, che i momenti del concreto sono fissabili in leggi o in dati di fatto che rispecchiano un aspetto del concreto, l'aspetto di quel momento specifico del concreto nel suo farsi o nel suo manifestarsi. Questo rispecchiare è già un cogliere la forma, o una forma del concreto, cioè un suo momento reale.

Ora la possibilità di cogliere questo momento del reale nel modo più concreto, il momento in cui la riflessione totalizzante più si avvicina alla riflessione generalizzante, dipende dalla misura del momento. Se il momento, qual è il momento fisico, è sufficientemente lungo rispetto al soggetto che l'analizza, allora la possibilità di fissarlo in una formula è maggiore. È  il caso della macrofisica. Ma già con la microfisica in cui il momento è particolarmente veloce rispetto al momento complessivo del soggetto analizzatore, la possibilità di fissarlo sfuma, per esempio, nel principio di indeterminazione. O la velocità o il luogo. La stessa difficoltà si presenta quando la posizione del soggetto coincide con la posizione dell'oggetto. È il caso delle cosiddette scienze umane. Allora non c'è quasi modo di fissarlo. Lo si può tuttavia cogliere nella sua complessità.

Così il valore. Il valore è nel medesimo tempo lavoro astratto, tempo di lavoro socialmente necessario, scambio fissato nella pratica, scambio resosi autonomo nella realtà. Ma è, nel medesimo tempo, opposto al valore d'uso, con il quale si è formato e che rimane la sua base. E, con questa opposizione, la forma di valore più la forma di valore d'uso, prendono (prende) la forma di valore di scambio. In questo senso il valore nasconde, contiene in sé, è fatto di rapporti umani socialmente determinati. È denaro. Come tale entra in misura graduale nei modi di produzione, fino a dare vita, o essere la base, del modo di produzione capitalistico. Eccetera.

Ciò significa che l'oggetto, come sosteneva Kant, non è raggiungibile nella sua essenza?  No. L'oggetto è raggiungibile, secondo le leggi e i limiti della sua concretezza. Non è che il concreto non sia raggiungibile. È che il concreto, la concretezza del concreto non è quella che Kant immaginava. Kant mescolava ancora il concreto con il reale. L'unica cosa che aveva visto ma non capito è che se coglieva il reale gli sfuggiva il concreto. Poiché reale e concreto puoi coglierli insieme solo nella loro dinamica, nella complessità dei loro nessi in movimento.

C'era in Kant un eccesso di materialismo, diciamo pure una visione volgare del materialismo, che come in tutti i materialismi volgari, sbocca direttamente in forme di idealismo. Lui voleva cogliere la sostanza nella sua materialità. Ma questa materialità la andava a cercare all'interno stesso del rapporto, del nesso. Questa materialità esiste. Ma come ha capito Marx è fuori dal nesso. È nascosta. È nascosta ma nonostante ciò si materializza, o può materializzarsi.

Un esempio. Il livello finanziario preso dalla circolazione del danaro si materializza in una forma nuova di danaro all'interno della circolazione finanziaria internazionale e all'interno del danaro. E nel contempo assume una  forma nuova di danaro. È sempre oro, ma in una forma nuova di oro. Non è più moneta. È lingotto.

Un processo di materializzazione di un processo assolutamente astratto, non coglibile nel senso del materialismo volgare. Non coglibile immediatamente. Ma mediatamente afferrabile anche dal materialismo volgare. Un lingotto d'oro è qualcosa di ben materializzato, tastabile, misurabile, trasportabile, eccetera. (In questo senso i DSP sono il segno monetario, la carta moneta, o la moneta di conto, del lingotto). Così come nello stesso momento un oggetto materiale assolve da solo a più funzioni a seconda del livello in cui si trova o a seconda di come viene usato.

Il senso profondo del materialismo dialettico è fra l'altro nel superamento dell'idealismo (ridotto a segno, a simbolo ) e del materialismo volgare ridotto a cosa. Una analisi più accurata e uno studio più approfondito della logica ma.dial si risolverebbe in un fall-out incredibilmente ricco di conseguenze.

 

[coppie dialettiche del reale]

uguaglianza - diversità

unità - pluralità

continuità - discrezione

quantità - qualità

produzione - distruzione

possibilità - realtà

finitezza - infinitezza

necessità - casualità

casualità - causalità

necessità - possibilità

temporaneità - durata

essenza - fenomeno

essere - essenza (ciò che è in atto e ciò che è potenziale)

contenuto - forma

libertà - costrizione

necessità - libertà

in sé - per sé

 

stessa forma, contenuto opposto =

relazione - rapporto

testardaggine - costanza, tenacia

durezza - fermezza

sfrontatezza - franchezza

arroganza - lealtà

ruolo - funzione

individuo - individualità

innamoramento - amore

golosità - buongustaio

pieno di sé - sicuro di sé

temerarietà - coraggio

avarizia - parsimonia

 

(continua in Oggettività e realtà)

 

 

parole chiave di ricerca

[materialismo dialettico [dualismo della materia [materialismo dialettico [concreto (il) [nessi  [logica aristotelica e ma.dial [forma e contenuto [momento del processo [valore di uso e valore di scambio [coppie dialettiche

[Aristotele [Hegel [Kant  [Marx

 

“Realtà & ma.dial“ [@R&M]

Torna su

Trova
codici
Menu