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Appunti di psicologia e psicanalisi (1)

(sul concetto di psicologia vedi anche @PS)

 

§* La psicologia come scienza del comportamento e la psicanalisi come scienza della personalità (BPF/46).

§* La psicanalisi rappresenta il tentativo più avanzato di analisi della struttura psichica dell'uomo.

Potrà fallire terapeuticamente. Ma ci fornisce un'ipotesi al momento insuperata dei rapporti fra ragione, razionalità, irrazionalità. Ha studiato questi rapporti al loro interno. Cercando di individuarne il processo.

§* Psicanalisi • analisi – l'analista insegna al soggetto a cogliersi come oggetto (Lacan /159).

§* Gli studi neurofisiologici e biochimici hanno dato basi organiche e sperimentali all'organizzazione dell'apparato psichico elaborato da Freud (NFO/71)

§* La psichiatria può individuare le sedi fisiche del pensiero. Agendo dall’esterno può anche guarire. Nonostante questo non riuscirà mai a dirci cosa sia il pensiero. E quali siano le leggi che lo regolano.

 

[marxismo & psicanalisi] 

Per analizzare il rapporto fra marxismo e psicanalisi è necessario individuarlo.

Questo rapporto c'è.  E per quanto mi riguarda c'è anche un abbozzo di analisi possibile fra i due campi. 

I termini di questa possibile analisi sono → 1° – rapporto fra individuo alienato e individualità.  2° – rapporto fra consapevolezza e pulsione, fra ragione e razionalizzazione delle pulsioni.  3° – fra alienazione del modo di produzione capitalistico e le pulsioni che ne derivano.  4° – fra alienazione e filosofie e ideologie dell'alienazione (esistenzialismo, eccetera). 5° – rapporto fra psicanalisi e esistenzialismo (e tutti quegli autori che pongono l'Io al centro del processo di sviluppo umano).  6° – fra esistenzialismo e marxismo. 7° – fra coscienza e falsa coscienza. 8° – fra massimo di coscienza possibile e la falsa coscienza come ideologia.

Va aggiunta la riflessione di Melandri nella sua analisi dell'analogia come concetto. Scoprendo l'inconscio, la psicanalisi introduce un dubbio su ogni tipo di riflessione possibile e pone un'ipoteca sul concetto di oggettività. Melandri in un certo senso suggerisce la soluzione (cfr).

A prescindere dai suggerimenti di Melandri penso che la risposta ci sia e che il concetto di oggettività non sia distrutto né superato dalla scoperta dell'inconscio. L'oggettività, così come il materialismo dialettico l'ha analizzata, è al di là di qualsiasi inconscio e di qualsiasi struttura men­tale soggettiva. L'inconscio che mina l'oggettività del pensiero è solo l'inconscio individuale. Penso che la capacità umana di riflettere la realtà vada al di là dell'inconscio e semmai se ne serva. Naturalmente questa capacità di riflessione del genere umano si realizza nella singolarità degli individui. Tuttavia la capacità collettiva, sociale (leggi massimo di coscienza possibile) di riflettere la realtà è più vasta dell’inconscio individuale e lo sovrasta. L'Io (infantile o maturo che sia) di un filosofo, di uno scienziato, di un politico o di un pensatore in genere dipende più dalla sua condizione economica e sociale che dai rapporti affettivi con la madre e il padre. Anche qui il rapporto genitorialfamiliare concorre a formare, insieme alle condizioni materiali di vita, un pensiero di classe venato e variegato dai rapporti sentimentali figlio-genitori.

L'inconscio collettivo (Jung) è in realtà poco più di una creazione letteraria, una metafora che prende le mosse dal soggetto (gli individui) per passarlo all'oggetto (la società) quando il movimento reale si muove all'inverso. Dal sociale all'individuale. Movimento che segue le regole del tempo. Non è possibile spostare i termini dell'operazione arbitrariamente (senza che il prodotto cambi) come avviene in matematica. Nel movimento reale l'inversione non è possibile. Possibile è che l'ultimo influenza il primo. Ma non che lo sostituisca.

 

[Freud & c.]

Freud ha fatto luce sulle strutture psichiche individuali dell’uomo.  La biologia, la genetica, la psicologia, tutte quelle discipline che studiano quell’insieme complesso formato dalla struttura psichica, nervosa e intellettuale dell’uomo, analizzano la relazione fra l’impianto individuato da Freud e la realtà della condizione psichica umana. Tuttavia. 

Tuttavia la teoria freudiana per esaustiva che sia parte da un assunto filosofico.  Parte da una determinata concezione dell’uomo. L’uomo di Freud è già dato.  Non emerge dalla natura.  Se la trova davanti sotto la forma di principio di realtà.  Il principio di realtà freudiano è la necessità che s'impone all’uomo.  Necessità sotto forma di natura sociale.  Il principio di piacere, invece, domina l’inconscio.  Il principio di piacere in realtà – non è altro che l’istinto di preservazione, di produzione e di riproduzione dell’individuo.  Istinto dominato ancora dalla leggi della natura biologica non giunte alla coscienza. 

Nella concezione del soggetto, l’uomo, Freud è kantiano.  L’inconscio è un a priori non del tutto conoscibile.  Nel predicato è dialettico.  Nella concezione generale è rousseauiano.  Al fondo è il Super-Io, la società, la  tradizione sociale che guasta irrimediabilmente un individuo. L’inconscio, sarà un po’ incosciente, ma è fondamentalmente buono.  È il piacere.  Nel paradiso terrestre l’inconscio avrebbe avuto una facile vita. È la maledizione divina che ha creato il Super-Io.  E obbligato l’Io ai salti mortali. 

Ancora sotto un altro aspetto Freud è baconiano.  Il bambino viene alla luce che è una tabula rasa sulla quale la società e l’esperienza incidono i loro segni, la futura struttura caratteriale.  L’Es rappresenta l’influsso del passato avuto in eredità (il passato infantile), il Super–Io l’influsso del passato imposto dalla società (i genitori soprattutto) (DPS/188).  L’Io è determinato da esperienze personali.  Cosa c'è prima?  In altre parole se è vero che il bambino di per sé è un inizio (un immediato) è altrettanto legittimo chiedersi da dove viene il bambino. Quale è il suo presupposto?  In Totem e tabù può dirsi che Freud tenti una risposta.  Ma si tratta di una risposta indiretta.  Troppo indiretta. 

Guardando più da vicino, la grande scoperta di Freud è una. L’inconscio.  Aver compreso che i meccanismi psichici si basano su di una struttura in larga parte divenuta invisibile, rimossa.  Invisibile, ma operante.  Un vero e proprio «tolto per rimanere», ma bloccato. (Per una buona sintesi di Freud cfr NFO/25 segg.) (da crn – 17 febbraio 1983).

[Freud, Intr. alla psicoanalisi - ISP]

– Gli istinti fonti di energia dell’individuo (324). Istinti sessuali e istinti dell’Io (329).  Dopo il 1920 divide gli istinti in istinti di vita e istinti di morte.

– La sessualità funzione unica dell’organismo vivente. Sorpassa l’individuo per collegarlo alla specie (324).

– Distinzione fra libido e interessi (325).

– La megalomania una supervalutazione sessuale dell’oggetto (sennonché l’oggetto è l’Io) (325).

[l'istinto]

– L'istinto. 1) Non vi è causa reale né logicamente rintracciabile nell’esperienza che provi l’esistenza di  un rapporto tra la pulsione e il suo oggetto. 2) La pulsione che ci spinge verso un buon pasto non è niente altro che il buon pasto stesso, nel suo più completo significato. 3) Soddisfacimento dell’istinto significa semplicemente la fusione a livello cosciente fra l’oggetto interno e quello esterno – e di conseguenza un decisivo annullamento del confine sperimentato dall’Io (D. Cooper – MDFL/35).

© Senza l’oggetto della pulsione non esiste nemmeno la pulsione. La pulsione come un’eccitazione attivata (provocata) dalla realtà esterna o dal ricordo della realtà esterna (un odore, un colore, un sapore, un’immagine o che). –|

[istinto sessuale]

– La teoria dell’istinto sessuale fondamento della volontà umana e vero principio del mondo è di Schopenhauer. Proposto nel  "Mondo come volontà e come rappresentazione".

[origine del Super-Io]

– L' origine del Super–Io va collocata nell' introiezione di oggetti. Di oggetti e di comandamenti dei genitori, della famiglia, della società.

[l'Es]

– L’Es = inconscio.  Manifestazione psichica dei bisogni biologici (ADC/366).

– Groddeck fonda la medicina psicosomatica. Teoria degli atteggiamenti spontanei sintomi e spie delle intenzioni dell'inconscio. Scopritore dell'Id (Freud prese da lui il concetto). Probabile scopritore dell'inconscio.

[l'inconscio]

– L'inconscio. "L’inconscio edipico è un concetto omogeneo a queste strutturazioni dell’esistenza operate dalla cultura", Levi-Strauss. "Qual è il problema dell’inconscio? Quello per cui una certa specie naturale arriva a manifestarsi attraverso le forme significanti proprie ad una civiltà", Levi-Strauss.

– "L’inconscio sorge come problema del divorzio fra natura e cultura, fra vita e linguaggio". IJL/125.

[la rimozione primaria]

– La rimozione primaria è la conseguenza del rifiuto della pulsione da parte del conscio. – ..."il rappresentante psichico della pulsione si vede rifiutare la presa in carico da parte del conscio. Si pone allora come inconscio, insieme alla pulsione che gli è rimasta unita" (Freud, IJL/133).

[mito e rito]

– "I miti sono delle soddisfazioni simboliche in cui la nostalgia dell’incesto trova una via di sfogo. Ma non rappresentano mai il ricordo di un fatto compiuto" (Freud IJL/125). (Cfr Cassirer “Rito e mito” – Il mito nasce dal rito. Il rito un modo per affrontare l’angoscia provocata dalla esistenza).

[le tre fonti della sofferenza umana per Freud]

 – Queste fonti sono → 1) Forza superiore della natura. 2) Tendenza al deperimento dei nostri corpi. 3) l'inadeguatezza dei metodi umani nella famiglia, nella comunità, nello Stato.

(Contrasto fra principio di piacere e principio di realtà).

[principio dell’elusione del dispiacere]

– L'uomo tende a evitare → 1) quei processi e quei dati di fatto che provocano dispiacere nel pensiero; 2) che sono in contraddizione con il sistema di pensiero di un carattere coatto (ADC/315).

[Freud e l’angoscia]

1) [Angoscia automatica] l’Io subisce una situazione traumatica.

 2) [Angoscia di allarme] l’Io si mobilita per fronteggiare uno stato angoscioso (ma anche quello stato di allarme che ci dispone a fronteggiare un pericolo reale – vai a §HALL).

[l'angoscia]

– L'angoscia è una paura allo stato puro, paura di tutto e anche di nulla.  Penso che l'angoscia sia questo livello di paura generica.  Quando degenera in psicosi, l'angoscia generica, pura, raggiunge livelli talmente alti e insopportabili che l'individuo deve di nuovo darsene una ragione.  E siccome le ragioni reali sono palesemente infondate, allora ne crea di nuove e terribili.

[angoscia – disperazione]

– Concetto dell’angoscia secondo Kierkegaard – L’angoscia come sentimento del possibile. Nel possibile tutto è possibile (vedi anche §NFO).

La disperazione come struttura dell’Io. Disperare di sé (sentimento della propria insufficiente finitezza). → Voler essere ciò che non si può essere (cioè autosufficienti e compiuti).

La disperazione come impossibilità del tentativo.

(La religione, secondo K, unico modo per sottrarsi all’angoscia).

[angoscia-paura e piacere]

– La paura si manifesta con un senso di freddo, quando il sangue si ritira dalla pelle. Eccitazione dei vasi sanguigni all’interno del corpo.  Produce tensione.

– Il piacere produce un senso di calore della pelle. Il senso di calore è provocato dall'affluenza del sangue alla periferia del corpo. Allenta la tensione.

[dolore]

 – Il dolore è la contraddizione vissuta – l'esperienza biologica della dialettica \çSSMH/16\.??

[noto & ovvio]

® Il pensiero autistico caratteristico del bambino  richiama quel meccanismo per il quale l’individuo – in caso di pericolo o necessità – si rifugia nel noto, cioè a quel mediato che si è trasformato in un immediato di livello superiore rispetto al precedente ma di livello inferiore rispetto al successivo.  Così se il livello superiore non si è ancora trasformato in un immediato, in un noto, la tendenza è di tornare al precedente noto.  Il noto insomma in que­sta accezione è l’esperienza «digerita», entrata in una scatola nera nella quale si formano quegli atteggiamenti fisici e intellettuali e fisico-intellettuali che percepiamo come «spontanei».  In questo senso il concetto di immediato non ha in sé nulla di negativo.  È un «acquisito».  L’acquisito diventa negativo quando si trasforma in «ovvio», quando cioè l’individuo perde la coscienza, il controllo e la consapevolezza dell’acquisito. –|

[ansietà e sviluppo potenziale dell’individuo]

– "L’ansietà subentra nel momento in cui l’individuo si trova di fronte a una potenzialità o possibilità nuova, a una possibilità di cambiare la propria esistenza. Ma proprio questa possibilità comporta la distruzione della presente sicurezza, il che dà luogo alla tendenza a negare la nuova potenzialità".

[pulsioni]

– Caratteristica delle pulsioni sono l'indeterminatezza e la struttura mitica dell'impianto /PDG23/. Dunque la propensione al mito, al magico, alla speranza, eccetera sarebbe propria degli ansiosi, cioè di coloro che non riescono a superare le pulsioni e a ricondurle alla corteccia.

[la base della follia]

– La rabbia, l’angoscia, il senso di colpa (cfr TPF).

[dispositivi psicologici e follia]

– I dispositivi psicologici, come i dispositivi logici, sono molto elementari (logica dell'immediatezza). Riflettono le categorie del pensiero comune ideologico che poi è sempre il pensiero comune ideologico del gruppo sociale di appartenenza. Anche le nevrosi sono riferite a queste categorie. Il pazzo rompe la categoria psicologica, il dispositivo mentale comune, ideologico. Per questo il pensiero alienato può avere contenuti più concreti, più ricchi di concretezza del pensiero comune. Poiché in qualche modo lo rompe. Giunge al fondo del paradosso anche se, non superandolo, vi rimane impigliato (da “Pensiero comune”).

[due tipi di inibizione]

– 1) Repressione filogeneticamente necessaria. Dovuta alla necessità di lavorare e al differimento della soddisfazione in attesa di condizioni in grado di realizzarla. 2) Repressione addizionale causata dalle condizioni specifiche della società necessarie all'egemonia di classe.

[l’avidità]

 – Riproduzione allargata di un bisogno resosi indipendente (patologia) e che una volta messo in moto si autoalimenta in maniera crescente (fpg '73).

[il desiderio]

 Prestare attenzione alla teoria freudiana del desiderio.  E del suo modo di apparire.  Il sogno è l’esaudimento del desiderio.  Ma il desiderio può essere un tabù.  Urtare contro il desiderio di rispettare il tabù. Tutto allora diventa desiderio.  L’incubo è lo scontro fra due desideri contrapposti.  Desiderio di rispettare il tabù e desiderio di infrangerlo. La paura è l’attentato al desiderio di vita.  La rabbia è l’attentato al desiderio tout court (sulla contraddizione fra desiderio e fine vedi §CTT).

– La formazione dell’immagine di un oggetto che riduce la tensione è definita da Freud come "esaudimento del desiderio" (BPF/27).

[tabù]

– Là dove esiste un tabù vi è necessariamente un desiderio (Freud).

[della morbosità]

– Una morale rigidamente cattolica porta a situazioni e sentimenti morbosi. Poiché probabilmente la rigidità è in sé sintomo di uno squilibrio emotivo e lo squilibrio emotivo produce nel tentativo di riequilibrarsi la morbosità.

[il buon umore]

– Per Freud il buon umore è raggiunto tramite uno spostamento dell’accento della personalità dall’Io al Super–Io. Il Super–Io che ha una fortissima carica, assume un aspetto amichevole e protettivo. Si presenta come un ideale positivo dell’Io.

[modalità maniacale]

– opposta alla modalità depressiva – Si fonda essenzialmente su meccanismi di negazione della colpa e di negazione della perdita dell’oggetto d’amore.

[modalità maniacale aggressiva]

– Alternanza di esaltazione e depressione. Temperamenti ciclotonici. Prevalenza degli stati emotivi su quelli della  razionalità. Più importanza agli stati emotivi che alla razionalità.

[epistemofilia]

– Amore della conoscenza  (rompere i giocattoli per vedere cosa c'è dentro). Componenti sadiche. Penetrare nel corpo della madre per carpirne i segreti. L'amore per la scienza viene interpretato come un atteggiamento epistemofilico. Finisca il mondo, pur di sapere come è fatto il mondo.

[schizoide]

Scissione, dissociazione, ecc. – irritabilità, sensibilità, bizzarria,

oppure 

freddezza, chiusura, autismo.

[nevrosi]

*nevrosi – reprime l'istinto [nega il mondo interno] obbedendo alle minacce del mondo esterno.

*psicosi  nega il mondo esterno per ubbidire alle esigenze dell'istinto (TP/50).

ß  – la nevrosi blocca l'attività intellettuale (vai a @NVRS )

[attesa – insofferenza]

– La capacità di attendere è la capacità base della maturità. L’insofferenza è il primo sintomo della patologia.

– "In condizioni di particolare stress, come nelle nevrosi o nelle psicosi, l’attesa può non realizzarsi" (NFO/44).

[insofferenza]

– Raggiungimento della meta senza i mezzi (FENN/23) – sproporzione fra  meta e mezzi (fpg).

– L'insofferenza può essere la forma presa dal prodotto della differenza fra la propria immagine del mondo e l'immagine di sé e di come si colloca l'immagine di sé rispetto alla immagine che ci si è fatta del mondo. Insieme rifiuto dell'immagine del mondo e dell'immagine di sé. L'insofferenza come la manifestazione della propria impossibilità di collocarsi nel mondo e, di conseguenza, di collocare il mondo in sé (fpg).

[paranoia]

Paranoia = megalomania, mania di persecuzione, delirio erotico, erotomania, delirio di gelosia.

Paranoia persecutoria = la forma scelta dall’individuo per proteggersi contro uno stimolo omosessuale divenuto troppo forte (Freud. Intr. Psc/333) [la melanconia] (335).

– Per  F. Fornari il termine paranoide è «esaltativo» (rifiuto del senso di colpa espulso da noi e identificato con il nemico) (DDG/171).

[compiacenza ]

– La compiacenza verso gli altri non è meno dannosa di quella verso se stessi (Gide/Diario 3°).

[narcisismo]

– Mette in relazione se stesso con un oggetto esterno in quanto lo avverte come una parte del suo sé. Trascuratezza verso il proprio corpo. Il corpo come guscio di oggetto interno. Di qui la insensibilità ai dolori fisici. Autosufficienza e inaccessibilità. Fascino sull’altro sesso. Estrema difesa. Ottusità (udito, lentezza di reazioni, ecc.) verso il mondo esterno. Pretesa di avere tutto alla perfezione senza pena né sforzo. Il meglio di ogni cosa. Fuori e dentro di sé. Importanza alla reputazione. Ai figli soprattutto.

Risultati. Beatitudine. Prezzo. Orrore per il mondo esterno nel quale egli ha proiettato tutti i suoi demoni. – Klein – 

[narcisismo simbiotico – narcisistico]

– Tipo di rapporto particolare nel quale l’altro non esiste come oggetto individuato e autonomo, ma solo nell’ambito di una unità duale o di una unità plurale oppure come immagine speculare di sé. – Autismo –

[narcisismo e dongiovannismo]

 – Il narcisismo dunque avrebbe qualche attinenza con l’omosessualità.  L’Io ama nei ragazzi il bambino che è stato.  Ma anche li ama per fuggire le donne e non tradire la madre.  Un certo disamore per le donne quindi è in ogni narciso.  Questo distacco e freddezza, il dongiovannismo (non avere mai una donna fissa, vera), dipendono dalla volontà di rimanere fedeli all’unica donna della propria vita, la madre.

[l’orgoglio]

– è una forma di narcisismo secondario; l’Io, cioè, ama se stesso poiché ha operato virtuosamente (BPF/35).

[intelligenza]

– Nella parte posteriore della testa, l’analisi dell’informazione ha carattere sistematico. Comune a tutti gli animali.  Nella parte anteriore, l’analisi è di carattere statistico (animali superiori).  È stato lo sviluppo del lobo frontale che ha fatto nascere l’intelligenza umana e sconvolto l’evoluzione della specie. (Grey Walter, neurologo, ha lavorato con Pavlov).

[sui derivati del senso di colpa]

– Risentimento, gelosia, aggressività, eccetera sarebbero dei derivati del senso di colpa (15.11.99).

[il meccanismo di identificazione] 

  Consiste nello spostamento messo in atto dall’Io e dal Super–Io con le scelte oggettuali dell’Es, assorbendone l’energia psichica (61).  Si tratta di una identificazione del pensiero con la realtà, la produzione di rappresentazioni mentali del mondo esterno con il risultato di sostituire "l'esaudimento del desiderio"  con il pensiero logico (BPF/36–37).

Il meccanismo va analizzato relativamente alla formazione delle forme mentali animali.

Ma anche relativamente alla struttura del pensiero umano che fonde  emotività e logica (capacità di riflettere la realtà del pensiero umano).  Al rapporto bisogno istintuale - bisogno logico.  Alla trasformazione di una «convinzione» (pensiero logico determinato)  in energia psichica, in emotività, affettività e, in ultima analisi, bisogno.

– Concetto di «identificazione di assaggio» –  È la parziale identificazione con l’altro per capirlo. Impedendo l’identificazione totale che impedirebbe l’esercizio delle proprie facoltà mentali. Identificata con le facoltà mentali (conquistate) dell’altro (cfr Aut–Aut 98, pag 59).

[pensiero infantile e senso di responsabilità]

– "I bambini sono gli unici ad immaginarsi che la loro vita sia separabile da quella degli altri, che la loro responsabilità sia limitata a ciò che essi stessi hanno fatto, che ci sia una frontiera fra il bene e il male". Commento di M. Ponty  (VT/104)– a proposito della precisazione di Rikov su una risposta di Bukharin a Wiscinski: "Nessuno di noi due è un bambino. Se non si approva una cosa bisogna combatterla. In problemi di quel genere non si può giocare alla neutralità".

[pulsione e pensiero comune]

– Leggo Puig, Fattaccio a Buenos Aires.  Si tratta di una delle descrizioni più riuscite della struttura  del pensiero comune, della sua genesi mentale e della sua realizzazione in fatti.  I personaggi (due principalmente) sono guidati da frammenti di pensiero i quali, quando si fissano nel sistema centrale fluttuante, divengono dispositivi mentali che governano l’individuo.  La pulsione vi è descritta nella sua fattualità.  Nel comando.  La pulsione diviene comando, spinta incontrollabile all’azione.  Vi è descritto l’ingorgo che si presenta sotto l’aspetto della difficoltà di concentrazione.  Vi sono descritte le fantasie, le paure, le ansie.  Di come queste si traducano in frammenti di pensiero.  Di come i frammenti di pensiero nel corso del processo reale quotidiano divengano dispositivi (imperativi tesi all'azione).  E questi idee fisse.  Come le idee fisse siano sganciate dalla realtà e come questa venga ricostruita dal subconscio, produca timori e paure, che producono a loro volta piani di azione e come questi piani di azione possano o meno tradursi in azioni vere e proprie.  Vi sono descritti i mille pensieri opportunistici che guidano le azioni del quotidiano, sempre mischiati a aspettative, ansie, fantasie delle più svariate specie.  Di come, in taluni casi, l’azione prenda il sopravvento, impedisca al soggetto di organizzare un pensiero e guidata dai turbamenti del subconscio o dalle strutture dell’inconscio provochi una serie di comportamenti, nuove azioni, sequenze di attività a loro volta fuse con sequenze di pensiero (verbalizzato mentalmente), di immagini, di emozioni, ricordi, reminiscenze, coazioni a ripetere, eccetera. 

Dietro tutto ciò la visione del mondo, le mille informazioni approssimative ricavate dalla stampa, dai colloqui, dalle esperienze passate (che a loro volta non si sa come inquadrate), da brevi ragionamenti opportunistici, sensi di colpa, sensi di inferiorità, sensi di superiorità, mischiati, alternati oppure diretti verso uno sbocco logico, novantacinque su cento falso, sganciato dalla realtà, rimpiazzato da una nuova sequenza, da un nuovo sbocco logico.  Queste sequenze sono spesso interrotte da pulsioni, «corti», imperativi categorici che prendono la forma di bisogni mentali o fisici o nervosi.  E come questa congerie di espe­rienze influenzi le azioni prossime, le guidi e si trasformano in nuove produzioni del tutto simili alle prime in quanto alla forma e alla dinamica, ma mutate in quanto ai contenuti.

[pulsione di morte e  pulsione di vita]

– Dai dialoghi degli ufficiali e dei soldati tedeschi prigionieri della seconda guerra mondiale registrati a loro insaputa dagli americani emerge un quadro di assoluta insensibilità per la vita umana e anche di soddisfazione e piacere nel portare la distruzione e la morte fra le popolazioni nemiche o occupate. Veri eccidi di donne, uomini e bambini. Allora. Nell'uomo convivono difesa della vita e gusto della morte. Che non sono generalizzabili. La difesa della vita si manifesta all'interno della propria società di appartenenza. Mentre non c'è nessun rispetto per le società estranee. Verso le quali si manifesta un vero gusto della distruzione e della sopraffazione. Fra il gesto dell'individuo che mette a repentaglio la propria vita per salvare un bambino scivolato nel fiume e il piacere con il quale un pilota mitraglia una località spargendo la morte e la distruzione, la distanza è assoluta e logicamente incomprensibile, inconciliabile. Perché la pulsione di morte fa da specchio alla pulsione di vita? Franco Fornari che era un esperto della questione non ha mai fornito una risposta soddisfacente. Anche perché sin quando non comprenderemo la natura delle pulsioni, la parte che va attribuita all'istinto, la parte che va attribuita alla cultura e il rapporto fra le due parti, non saremo mai in grado di dare una risposta al quesito. Quanto l'istinto sia «istintivo» e quanto non sia già in sé cultura.

Gli unici istinti iniziali e probabilmente alla base degli altri sono gli istinti legati alla sopravvivenza e in ultima analisi il solo istinto di sopravvivenza. Ma perché l'istinto di sopravvivenza si trasforma nel piacere di dare la morte? Forse perché si uccide per la sopravvivenza. Poi l'atto di uccidere si autonomizza. E si uccide per gusto. Il che significa tuttavia che un certo gusto nell'uccidere è insito nella sopravvivenza. E forse quel gusto è miele che la sopravvivenza sparge per rendere piacevole l'uccisione come l'orgasmo è il compenso per rendere piacevole la procreazione. Tutto piuttosto complesso. Complessità che la falsa coscienza semplifica in formule pro o contro. Inventando una funzione della natura, della magia, della religione incapace come è di affrontare la questione.

 

 

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