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Breviario di psicologia freudiana, di Calvin S. Hall

[l’eredità scientifica di Freud] – Quando in un sistema dato si verifica una vuoto di energia, questa riapparirà altrove all’interno dello stesso sistema /BPF12/ → (Questa la base dell’intuizione freudiana delle nevrosi ricavata dalle leggi della fisica) § Nello stesso tempo Darwin concepì l’uomo come un animale e Fechner dimostrò che la mente umana può essere analizzata alla stregua di qualsiasi altro oggetto scientifico.  L’uomo può essere concepito come un sistema di energia sottoposto alle stesse leggi fisiche che governano una bolla di sapone e il moto dei pianeti.

 

[Charcot e l’ipnosi] – Dopo le esperienze di Jean Charcot con l’ipnosi (1885–1886), Freud cominciò a pensare che le forze dinamiche alla base dei sintomi patologici fossero inconsce /14/.  §§ F. collocava la psicanalisi sotto la voce della psicologia /17/.

 

[la teoria delle illusioni] – La maggior parte degli uomini vive meglio con le proprie illusioni e le proprie superstizioni.  Scarsa propensione per la verità.  Gli uomini oppongono una grande resistenza a chi cerca di aprire loro gli occhi.  In special modo su se stessi /19/.  (→  Il problema, mal posto, appare come una perversione della intelligenza.  È ormai abbastanza pacifico che la tendenza è strettamente legata ai meccanismi di difesa – cfr appunti su Spitz in @OP).

 

[dall’eccitazione all’Es] /20/ – Funzione dell’Es è di permettere una scarica immediata alle quantità di energia (→  che nei sistemi nervosi animali si presentano come eccitazione e tensione) che si liberano nell’organismo a causa degli stimoli interni o esterni.  L’eccitazione produce dolore o disagio quando non riesce a essere scaricata, «ridotta» o equilibrata.  Produce «piacere» al momento del suo «allentarsi» o del suo appagamento.  (→  Questa tesi è rigorosamente freudiana.  C’è da chiedersi, esistono tensioni positive?  Ancora.  Ogni azione non mette a sua volta capo a una tensione e a una eccitazione?  Ma per Freud, come Hall conferma, è in realtà l’eccitazione e la tensione e la necessità di scaricarle che mette capo all’azione.  L’uomo – di conseguenza – non si eccita perché agisce, perché vive, ma vive e agisce perche si eccita).

 

[il principio di piacere] – è un caso particolare della tendenza generale della materia vivente  mantenersi in uno stato costante di fronte agli stimoli interni ed esterni /21/.  Secondo Hall, l’Es si sviluppa sotto lo stimolo delle frustrazioni e dei disagi (processo primario).  (Se questo è vero ogni singolo Es acquista una sua struttura a seconda delle frustrazioni e dei disagi ai quali ogni singolo individuo è andato incontro).

 

[si parla dell’apparato psicologico, dell’apparato sensoriale, dell'apparato motorio, dell’apparato percettivo, dell’apparato mnemonico, della percezione e della memoria]

/21–22/ – Vengono individuate una attività sensoriale e una motoria.  Gli organi dei sensi costituiscono le strutture finalizzate alla ricezione degli stimoli.  L’attività motoria è costituita dall’apparato muscolare (→ sensi e muscoli: apparato sensoriale e apparato motorio sono strettamente collegati) § Oltre al sistema sensoriale e motorio sono stati individuati un «sistema percettivo» e un «sistema mnemonico».  Chiamiamo sistema percettivo quella funzione che traduce l’eccitazione degli organi sensoriali :→  in "immagine psichica" o "rappresentazione dell’oggetto".  Queste immagini psichiche sono conservate in "tracce mnestiche" del sistema mnemonico.  Chiamiamo fenomeno della memoria la riattivazione di queste tracce mnestiche.  "La percezione è una rappresentazione psichica di un oggetto, mentre l’immagine mnestica è la rappresentazione psichica di una percezione".

 

[il processo primario] – Chiamiamo processo primario quel processo che "produce" una immagine mnestica di un oggetto in grado di ridurre una tensione.  F. sosteneva che → l’Es considera l’immagine mnestica identica alla percezione stessa.  E chiamava questo fenomeno una "identità di percezione".  L’Es non è in grado di distinguere un’immagine mnestica soggettiva da una percezione oggettiva dell’oggetto reale.  Così → la formazione dell'immagine di un oggetto capace di ridurre la tensione è definita (F.) "esaudimento del desiderio".  I sogni sono esaudimenti o tentati esaudimenti di desideri.

 

[funzione materiale del processo primario] – Il processo primario collegando le immagini che possono soddisfare il desiderio all’oggetto o al bene che realmente lo soddisfa crea la possibilità di procurarsi l’oggetto o il bene.

 © Per F. in primo luogo il processo primario ha la funzione di ridurre la tensione attraverso una immagine mnestica.  In secondo luogo crea la possibilità di procurarsi l’oggetto.  L’uomo - l’animale - dunque si procura l’oggetto perché l’apparato psichico nella sua necessità primaria di scaricare la tensione ha elaborato delle immagini mnestiche legate all’oggetto del desiderio.  In questo modo Freud fa della memoria una funzione dell’apparato psichico, funzione diretta a ristabilire l’equilibrio energetico del sistema alterato dall’eccitazione. 

® L’eccitazione, la tensione, l’apparato della percezione e quello mnemonico sono a loro volta sorti per soddisfare le esigenze di sopravvivenza di quel sistema animale complesso che si chiama uomo. Allora è l’apparato psichico che si forma per rispondere alle necessità biologiche e materiali dell'essere umano. Sembra che in questo caso Freud, idealisticamente, scambi il risultato di un processo - e la forma da questo presa - con il processo stesso e con il suo contenuto che è nella fattispecie quello di fornire strumenti adatti alla sopravvivenza e alla riproduzione dell’individuo. –|

 

[la struttura dell’Es] – La struttura dell’Es è in funzione dei processi interni del corpo piuttosto che dei processi che questi ha con il mondo esterno /23/.  Al suo interno l’energia è in uno stato di grande mobilità.  Si scarica e si sposta con facilità da un oggetto all’altro.  Manca di una organizzazione data. Priva di contatti con il mondo esterno non si modifica con l’esperienza. Tuttavia può essere regolata e controllata dall’Io. Governata dal solo principio di piacere scarica la tensione nell’azione, nell’esaudimento del desiderio o, in alternativa, dal principio regolatore dell’Io.  Questo con il suo intervento modifica la natura stessa dell’energia impiegata.

Per Freud l’Es costituisce la vera realtà psichica – Natura dell’Es /24/ che non evolve dalla sua struttura «infantile» ed è "onnipotente" per la sua capacità di esaudire i propri desideri con l’immaginazione, la fantasia, i sogni, le allucinazioni. 

 

[l’uomo ovvero il passaggio dal biologico al sociale]

® Cos’è dunque l’infanzia?  La condizione psichica delle strutture arcaiche dell’uomo.  Cosa accade in realtà?  Ipotesi.  Nel corso del processo dello sviluppo filogenetico si verificano una serie di passi e momenti evoluti che portano alla produzione progressiva della corteccia e della sua successiva egemonia sull'intero apparato nervoso dell'uomo. Da cosa è prodotta la corteccia? La formazione della corteccia è prodotta dallo sviluppo sociale dell'uomo. Con lo sviluppo sociale si passa da una organizzazione biologica in senso stretto a una organizzazione di livello diverso e più vasto.  Questa organizzazione è formata dall’insieme dei rapporti sociali.  L’individuo, nella sua ontogenesi, rappresenta questo passaggio.  Il sociale interviene immediatamente – con il linguaggio, i comportamenti, i divieti – nello sviluppo ontogenetico dell’individuo.  Da quel momento in poi l’uomo produce direttamente il proprio sviluppo, il proprio pensiero e – attraverso la produzione e i rapporti di produzione – le condizioni economiche e sociali di questo sviluppo. 

L’evoluzione del pensiero, l’evoluzione del sistema nervoso, l’evoluzione degli individui si fonde lentamente e progressivamente con lo sviluppo della società umana nel suo insieme e del suo rapporto con la natura esterna e interna.  L’individualità potrà essere il punto di approdo a noi più prossimo. 

L’infanzia dunque non esiste come «superamento» di una condizione soggettiva, irripetibile e unica collocata nei primi anni di vita dell’individuo.  L’infanzia viene sociofilogenetica­mente superata nella misura in cui l’umanità nel suo insieme la supera.  Nella misura in cui l’umanità nel suo insieme si evolve.  Solo in questa prospettiva si può dire che l’uomo arcaico è infantile.  Come ha in sé qualcosa di infantile l’uomo privo di cultura.

Nello stesso tempo si può dire che l’uomo arcaico era maturo rispetto ai problemi che le condizioni circostanti gli presentavano.  Di questa maturità noi sentiamo ancora oggi tutto il peso.  Le sue osservazioni sulla natura, sui rapporti fra natura umana e natura circostante, fra natura umana «esterna» e natura umana «interna» sono ancora attuali.  Il sapere moderno le sta parzialmente recuperando e le dovrà recuperare del tutto.  In questo senso il processo filogenetico e il processo ontogenetico si dividono. 

Dal punto di vista ontogenitico l’individuo arcaico era maturo prima di noi.  A quale età l’uomo primitivo diviene maturo?  Al momento della sua maturità fisica. Non c’era una particolare differenza fra maturità fisica e maturità psichica.  A quale età l’uomo moderno diviene maturo?  Non possiamo dare la medesima risposta che diamo per l’uomo arcaico.  Il processo fra maturità fisica e maturità psichica si è diviso.  Non coincide più.  È la complessità della società moderna che prolunga l’infanzia e l’adolescenza dell’uomo contemporaneo.  È la complessità dei rapporti di produzione a decidere quando si è uomini (lavoro infantile) e quando si è bambini o adolescenti. Sono i rapporti di produzione che demandano alla famiglia e alle classi sociali sorte dai rapporti di produzione, il compito di formare quel nuovo soggetto/oggetto dei rapporti di produzione che sarà l’individuo atto al lavoro. 

In questa luce lo sviluppo psicologico, compreso il «passato non sorpassato», altro non è che il riflesso della condizione sociale nella quale l’individuo si sviluppa.  Il concetto marxista di alienazione appare ora con maggior chiarezza.  L’alienazione è un fenomeno sociale che si trasferisce dalle strutture sociali alle strutture individuali.  Dall'umanità nel suo insieme, alle formazioni nazionali, etniche organizzate in classi, dai rapporti di produzione internazionali, nazionali, regionali, giù, giù fino ai ceti sociali, agli organismi familiari, ai singoli individui. 

È impossibile parlare di sviluppo psicologico dell’individuo se non in rapporto allo sviluppo culturale del suo gruppo di appartenenza.  La prima analisi dovrà essere diretta verso la struttura culturale nella quale l’individuo è cresciuto.  In un secondo momento il rapporto fra il suo sviluppo psicologico e lo sviluppo della struttura culturale di appartenenza.  (Sul tema adulto - bambino vai a Della personalità @PERS). –|

Infatti.

L’Es si limita a desiderare e ad agire /24/ – Il desiderio e l’azione – dice Hall – "non sono sufficienti per raggiungere le grandi mete dell’evoluzione: la sopravvivenza e la riproduzione".  In realtà l’Es (organizzazione arcaica delle strutture nervose) – non è in grado di assolvere i compiti specificatamente umani. 

® Quando Freud sostiene che l’Es – sede dell’istinto – è incapace di distinguere un’immagine mnestica soggettiva da una percezione oggettiva dell’oggetto reale, dice in sostanza che l’Es è fermo a quelle condizioni ancora animali e arcaiche che furono dei primi uomini, ominidi o che.  Come il cervello si è venuto formando con strati successivi che ripercorrono le strutture filogenetiche del biologismo animale, così il processo di ominizzazione del sistema nervoso si è andato formando producendo a sua volta vari livelli di strutture che sono andate anch'esse sovrapponendosi o integrandosi senza un piano preciso, in risposta alle sollecitazioni dell'ambiente e delle realtà da affrontare.  Freud ha costruito la sua analisi quando il processo era ormai compiuto.  Non ha seguito lo sviluppo del processo di formazione delle strutture nervose e psichiche umane. Lo ha dedotto seguendo schemi culturali che gli erano congeniali e lo ha esaminato nel momento nel quale il processo era compiuto.

Se ciò corrisponde alla realtà, allora  sarebbe utile rivedere il succedersi delle formazioni individuate da Freud.  Chiedersi quando sia nato l’Io e quando il Super-Io.  È probabile che il S-Io sia precedente all’Io.  Espressione del sociale allo stato magmatico, dove gli individui si confondevano con il sociale, si  individuavano nel sociale e dove il sociale era appena un branco, un gruppo, il clan, una comunità, la tribù. 

L’ipotesi.

1°-  l’Es come espressione del cervello precorticale. L'Es (o quella struttura del sistema nervoso che identifichiamo come Es) non distingue la propria identità da quella della natura che lo circonda.  Agisce per impulsi, per istinti, in altri termini per riflessi condizionati complessi come questi riflessi – che di solito identifichiamo come istinti –  sono complessi nei mammiferi e nei primati.  Privo di intenzionalità.  Hall scrive /37/ che l’identità di oggetto e immagine dell’Es potrebbe essere identificata come "una sorta di identificazione primitiva".  Più che una identificazione – avverte nella sostanza – si tratta di una identità. 

2° – con il Super-Io (o quella struttura del sistema nervoso che identifichiamo come S-Io) il sistema nervoso riflette la complessità corticale, si differenzia dalla natura, si identifica con il sociale.  Ma sia il sociale che la natura, gli si presentano come opposti. Ancora confusi, cominciano a differenziarsi nella negazione l’uno dell'altro.  La mitologia arcaica è la forma presa da questa confusione/differenziazione. 

3° – in concomitanza con la differenziazione dalla natura, e con la percezione del mondo esterno come tale, cioè come esterno, si forma l’Io (o quella struttura del sistema nervoso che identifichiamo come Io).  Con l’Io parte il vero processo di ominizzazione, la riflessione, la presa di distanza dalla natura, la lenta identificazione dell’individuo all’interno del sociale, l’opposizione dell’individuo al sociale (fenomeno attuale – cfr FENN).  Eccetera.  Persino Piaget antepone il livello autistico al livello sociale.  Vygotskij lo corregge rovesciando i rapporti fra i due livelli. 

Un’analisi dovrebbe essere condotta a proposito del rapporto Io, S-Io, Es, partendo dai presupposti appena esposti.

Dunque, anche a livello ontologico, abbiamo l'Es (prodotto dalla parte arcaica del cervello), il S-Io (prodotto dal formarsi dei rapporti sociali cioè dal formarsi del sociale), l'Io (legato allo sviluppo del cervello corticale) (vai a §CERV). 

Fra l’altro le considerazioni che in NFO danno per superati – in via di superamento – gli istinti ai quali succede un più complesso rapporto fra S-Io e Io, lasciano pensare a un processo nel quale l’Io e S-Io saranno superati al momento della loro fusione da una nuova formazione psichica.  La formazione dell’individualità (vai a @INDIV1). –|

 

[l’Io governato dal principio di realtà] /25/ – Con il principio di realtà l’individuo  «rinvia» la scarica pulsionale al momento in cui non viene trovato o prodotto l’oggetto adeguato alla soddisfazione del bisogno/ necessità che ha provocato la scarica.

© Qui Hall (riprendendo Freud) scrive "scopo principale del principio di realtà è di rinviare ...  Di nuovo la realtà (oggetto predicativo) in funzione del sistema nervoso (soggetto).  E non il sistema nervoso (oggetto predicativo) prodotto dal rapporto con la realtà (soggetto). –|

 

[nascita del sistema secondario] – Il principio di realtà produce il sistema secondario /26/.  "Ci troviamo insomma di fronte a quel processo che comunemente chiamiamo soluzione di un problema o atto del pensare".  ® Si conferma la tesi della produzione dell’Io con la produzione del pensiero e della corteccia sviluppata. È la confluenza pensiero-linguaggio a produrre l’Io.  L’Io quale sintesi della intersecazione di pensiero e linguaggio che raggiungono la loro fusione per merito di questa sintesi.  L’Io, non dimentichiamolo, è energia nervosa, pulsionale, trasformata. –| 

Hall/F. prosegue sostenendo che con l’Io si sviluppano ed elaborano i "processi psichici della percezione, memoria, pensiero, azione".  Altra funzione dell’Io, "scegliere nella confusione degli stimoli solo quegli elementi dell’ambiente che sono pertinenti al problema da risolvere".

 

[nascita dell’Io e mutamenti nel sistema motorio] – "L’individuo impara a manovrare i propri muscoli più abilmente e a eseguire movimenti più complessi". 

L’Io si impossessa della produzione fantastica dell’Es che «trasforma» in fantasia e sogni a occhi aperti.

 

[nascita del Super-Io] /27/ – Il Super-Io scaturisce dall’Io (così appare a Hall) come codice morale tramandato dai genitori.  Il Super–Io costituito da due sistemi subordinati: l’ideale dell’io e la coscienza /28/.  Poco dopo si corregge /29/. Il S-Io è simile all’Es nel senso che nessuno dei due riesce a distinguere fra oggettivo e soggettivo.  ® Il S-Io non riesce a identificare correttamente la realtà.  È questo, secondo la mia tesi, perché la sua formazione è anteriore allo sviluppo della corteccia che ha prodotto il pensiero sviluppato o pensiero analitico generalizzante (il pensiero scientifico di Vygotskij). –|

Fra l'altro, ci informa ancora Hall,  il S-Io non riesce a controllare i suoi impulsi.  Li razionalizza.  ® La razionalizzazione è una forma di pensiero nel quale al posto della realtà esterna individuata per mezzo delle generalizzazioni operate dal pensiero sviluppato (quello che Hegel chiama la ragione), l’individuazione dell’oggetto esterno è ancora un riflesso della percezione soggettiva.  La realtà è giunta al soggetto ma come un in sé, e vi è rimasta imprigionata.  Il soggetto la riflette dandole la sua forma.  Questo lascia pensare a una commistione fra produzione del pensiero e produzione dell’emotività.  La pulsione è intrappolata nel pensiero che è intrappolato nella pulsione.  Il pensiero nasce ma con la voce dell’emotività.  I nessi non sono chiari, la sostanza del reale è lontana.  Il linguaggio stesso con le sue forme preconcettuali, riflette queste condizioni.  La razionalizzazione, la capacità di razionalizzare nasce all'interno del processo della produzione della corteccia. È pensiero corticale ma non ha ancora raggiunto lo stadio del pensiero analitico generalizzante. Stadio quest'ultimo lontano dall'essere egemone e la cui diffusione è tuttora in atto. Questa diffusione è parte integrante della produzione della coscienza. –|

[Il linguaggio]  1° – in parte è funzione dei rapporti di lavoro, 2° – contemporaneamente producendo con se stesso il pensiero è anche funzione di quei processi psichici e culturali legati alla produzione – storicamente data – dell’umanità in un periodo dato (cfr Hegel LFS).  ® In questo senso quel «contemporaneamente» è pleonastico poiché emotività, rapporti di lv, produzione del sociale, eccetera procedono di pari passo con scambi dialettici.  Al contrario quando Hall scrive che il pensiero ha lo stesso valore di un azione /29/, non distingue il fatto che se questo valore è inconscio allora è il Super-Io che nasce dall’Es e il valore citato è una produzione del Super-Io.  Ma se questo fatto è conscio allora il valore è una produzione dell’Io, e delle più alte (cfr Spitz – la comunicazione e la riflessione sostituiscono l’azione nel calmierare l’eccitazione del sistema nervoso). –|

 

[Super-Io e realtà] /29 segg/ – Le punizioni del Super-Io.  Il Super-Io del bambino è un riflesso del Super–Io dei genitori.  Scopo del S–Io "è di controllare e regolare quegli impulsi il cui libero sfogo metterebbe in pericolo la stabilità della società, e cioè gli impulsi sessuali e aggressivi".  ® Ecco sistemato il S-Io.  In realtà il S-Io quale rappresentante dell’identificazione dell’individuo con la società, introietta i comandi sociali.  Che poi questi comandi gli vengano trasmessi in gran parte dalla famiglia dipende dal fatto che la famiglia è uno degli assi portanti a livello micro della riproduzione sociale.  Riproduzione sociale che si organizza attraverso l’azione combinata del sapere raziocinante (ma non analitico generalizzante) e l'emotività ambedue depositate e regolamentate principalmente nella famiglia. –|

In effetti.

1° – la pulsione spiacevole è data dalla pressione del sociale e della necessità sotto l’aspetto di principio di realtà (realtà oggettiva e realtà sociale questa non meno oggettiva dell’altra), dalla costrizione dei comportamenti, dalla separazione in cui il bambino è tenuto dall’avvento dei rapporti di produzione borghesi, dalla paura delle punizioni, dal carisma dei genitori, e altro. A  pag 40 Hall scrive che "la paura del castigo e il desiderio di approvazione  spingono il bambino a identificarsi con i precetti morali dei genitori".

2° – il principio di piacere nasce dall'alleggerimento della tensione comunque raggiunto.  Anche attraverso la soddisfazione e appagamento degli impulsi quali essi siano.  È più elementare della pulsione spiacevole.  Non a caso a pag 37 Hall scrive che la separazione fra mente e mondo fisico reale – che caratterizza l’avvento dell’Io e della razionalità – si "determina come risultato della frustrazione e dell’apprendimento".

3° – con l’intervento dell'Io il principio di piacere si modifica spostandosi dalla parte della «soddisfazione mentale».  La gratificazione – disastrosa a livello dell’Es – diviene positiva e produttiva – nel senso che produce e accresce il patrimonio mentale – quando l'Io riesce a trasformarla in soddisfazione mentale. 

Con il formarsi dell’appagamento mentale la soddisfazione diviene «interesse», eccetera.

 

[amore e attaccamento] – In questa ottica il legame con i genitori è principalmente un legame sociale.  Più che un puro e semplice legame affettivo. Amore è il nome dato all’attaccamento di una persona verso un’altra.  La forma presa da questo attaccamento è ciò che di solito intendiamo con il concetto di amore.  Questo attaccamento è dipendente. 

C’è dipendenza anche quando l’attaccamento è di origine oblativa. 

© ® L’attaccamento dei figli verso i genitori – e dei genitori verso i figli – è di carattere strettamente sociale.  L’identificazione con il padre o con la madre riflette il rapporto con i loro ruoli di adulti, di genitori, e più genericamente con i ruoli da loro strettamente ricoperti nei rapporti di produzione esistenti.  Non a caso, in seguito, man mano che il processo di sviluppo (sviluppo alla Spitz) avanza, ci si identifica con ruoli ideologicamente ricavati dal sociale generalizzato.  Il calciatore, il pilota, il soldato, lo scrittore, eccetera. 

Il legame, l’attaccamento si forma anche rispetto alla repressione punitiva della famiglia.  Con questo non si pensa lontanamente di relegare l’analisi sessuale in secondo piano. L’organizzazione sessuale – cominciata come gestione dei rapporti sessuali e sviluppatasi con una crescente repressione – e il riflesso della trasgressione che gli è strettamente connessa, sono una delle prime conseguenze dei rapporti di produzione sviluppatisi nel neolitico.  Il suo posto rimane in primo piano ed è corretto pensare con Freud che la sessualità sia uno dei primi organizzatori dei rapporti sociali.

Parallelamente nasce l’analisi dell’affettività quale trasformazione dell’impulso sessuale arcaico, in interesse sessuale complesso, socialmente strutturato in interesse.  Naturalmente tutto il processo e i suoi equilibri sono dinamici.  Le strutture psichiche si sviluppano di pari passo con le strutture mentali.  Nel concetto di mente vanno incluse le strutture culturali e ideologiche. Sostiene Hall /30/ che il Super-Io è il prodotto della socializzazione e il veicolo della tradizione culturale.  Prodotto della socializzazione sì, ma ad un livello inferiore dell’Io, come s’è detto. –|

 

[dall’Es all’Io - la personalità] – /32/ Si passa alla descrizione della dinamica della personalità, del passaggio dall’energia fisica all’energia psichica. Il ruolo dell’istinto] /33/. La coazione a ripetere /34/. Il pensiero predicativo /35/.

L’Io prende energia dall’Es. © Tutto coincide con lo sviluppo della razionalità,  delle capacità logiche dell’uomo, del suo sviluppo mentale, eccetera.  L’Io è la razionalità che può evolversi in ragione. –| "Il pensiero logico prende il posto dell’esaudimento del desiderio" /37/.  Problema della ragione è "l’identificazione dei pensieri con la realtà" in modo che "un piano di azione ben meditato possa davvero portare l’individuo al raggiungimento della propria meta" /36/.

La redistribuzione dell’energia dall’Es all’Io descritta come l’evento dinamico fondamentale nello sviluppo della personalità /38/.  Si stabilisce una sorta di concorrenza fra l’Io e l’Es.  Se l’Io riesce a "gratificare" gli istinti, una quantità sempre maggiore di energia passa dal serbatoio dell’Es a quello dell'Io.  In caso contrario, se l’Io delude gli istinti, dovrà restituire la sua energia all’Es. 

Nasce il pensiero autistico, quel pensiero cioè che permette a una persona la quale desidera fortemente che qualcosa sia vero, di credere e di illudersi che effettivamente lo sia.

 

[il moralismo] /40/ – La tesi è che la «coscienza morale» crea delle controcariche tali da bloccare l’azione.  Da un lato il controllo permanente dei propri istinti esaurisce una buona dose di energia, dall’altro – a differenza dell’Io che rinvia l’azione al momento opportuno – il S-Io inibisce l’azione.  ® Con il risultato di pensare che sia meglio non fare piuttosto che fare male.  Quando il principio del «male» – o del peccato – si sostituisce al principio di realtà, l'esito è la passività.  Allora l’individuo – nella pratica corrente – si dedica a un tipo di vita di «secondo o terzo livello».  La riproduzione allargata si blocca e ripiega sulla riproduzione semplice di sé e dello stesso sviluppo sociale nel quale si è immersi.  Tuttavia questo tipo di analisi mostra la corda poiché queste strutture nervose sono poi organiche alla lotta sociale nella quale si distinguono classi e ceti che frenano il processo e classi e ceti che spingono per lo sviluppo del processo.  Di conseguenza non solo l'analisi è parziale, ma anche scarsamente utile alla comprensione stessa della nevrosi. –|

 

[l’orgoglio] /41/ – L'orgoglio nasce dall’Io che si "è comportato bene".  Cioè conformemente ai propri ideali.  ®  L’orgoglio è una struttura del S-Io al servizio del gruppo sociale nel quale e per il quale si «lavora».  Una struttura psichica legata alla falsa coscienza.  Come d’altra parte questo libro di Hall. –|

 

[la rimozione] /43–44/ – La rimozione si manifesta quando le controcariche sopraffanno le cariche.  In altri termini quando il controllo è troppo forte, pensieri e azioni non solo vengono bloccati, ma addirittura rimossi, dimenticati, eliminati dal processo mnestico dell’individuo.

 

[la psicologia come scienza del comportamento e la psicanalisi come scienza della personalità] /46/ –

Idee e ricordi possono diventare consci  solo per mezzo del linguaggio. ©  Dunque la memoria che «noi conosciamo» è la memoria del linguaggio. L’«altra memoria» vaga, confusa, più stato d’animo che ricordo complesso, potrebbe essere alla base di quel pensiero prelinguaggio di cui parla Vygotskij prima dell’intersecazione. –|

 

[la libido] /50/ – La libido si manifesta prima quale energia sessuale, poi quale energia generalizzata. ©  Nel concetto di libido c’è la pulsione, la spinta.  Si tratta di una energia «che preme».  Quindi il desiderio è per qualche verso libido in sé.  La teoria della libido fornisce strumenti per l’analisi di molti comportamenti individuali.  Tuttavia non li esaurisce.  L’istinto di conservazione mobilita – si manifesta attraverso – energie libidiche? L’istinto di riproduzione sì – anche perché legato alla sessualità.  E la riproduzione allargata?  La produzione allargata si manifesta a livello individuale come una pulsione che spinge nel fare qualcosa che va nella direzione dello sviluppo individuale e umano. –|

 

[l’angoscia] /52/ – L’angoscia che non viene provata non esiste.  Spesso è la forma presa dalla paura.

Tre tipi di angoscia.  1. Reale – angoscia di allarme per un pericolo o una minaccia esistente.  ©  Penso che la consapevolezza della minaccia sia necessaria perché l’angoscia di allarme si attivi. –| 2. Nevrotica – l’individuo teme di essere sopraffatto da un desiderio interno incontrollabile, o di avere pensieri per lui dannosi – pericolo proveniente dagli istinti /54/. 3. Morale – angoscia da S-Io (→  o anche senso di colpa).

In sintesi.  Paura del mondo esterno, paura dell’Es, paura del S-Io.  Questi tre tipi di angoscia possono anche combinarsi.  Da sottolineare /53/. La vera funzione della angoscia è quella di agire come un segnale di pericolo.

L’angoscia nevrotica dà vita a tre tipi di fenomeni.  1.  – angoscia generica. Molto mobile.  Generalizzata.  2. – la fobia – un sottoprodotto della fobia è la proiezione fobica, quando l’individuo teme ciò di cui ha desiderio. Accade che l’Es dica "lo voglio", e il S-Io risponda "che orrore", e l’Io preso in mezzo si terrorizzi dello scontro.  3. – il panico – accade che le azioni dettate dal panico o da forme paniche acquistino la forza della coazione a fare quale unico modo a disposizione dell’individuo per alleggerire la pressione che l’Es esercita sull’Io /56/.  Anche l’individuo «normale» può avere esplosioni di angosce nevrotiche.

L’angoscia morale si manifesta come senso di colpa o di vergogna.  Deriva dalla paura delle punizioni familiari.

L’angoscia quando non è di allarme consiste nella paura della stessa paura, paura di avere paura /58/.

 

[la frustrazione] /61/ – La frustrazione dall'accumularsi degli ostacoli esterni (carenze di origine naturale o privazioni di origine sociale) oppure da ostacoli interni (da conflitti interiori o inadeguatezza personale).  Ma anche →  paura della lotta.  "Il modo con cui un individuo affronta o tenta di adattarsi a questi ostacoli, formano la sua personalità".

 

[meccanismi della personalità]

1. – [l’identificazione] /62–65/  Identificarsi con … Base dell’identificazione, il narcisismo. Anche l’omosessualità è un meccanismo narcisistico di identificazione. Identificazione con persone di successo in seguito a frustrazioni dette identificazioni secondo lo scopo /63/.  Identificazione con l’oggetto perduto (o desiderato).  Identificazioni con l’aggressore cioè con i divieti imposti e identificati con la persona autorevole che li impone.  Il bambino entra nel sociale.  Mangiare qualcosa per assumere le caratteristiche della cosa mangiata.

2. – [spostamento, condensazione, sublimazione] /65–66–67/ – Legato, ancora, alla riduzione di tensione.  Sublimazione e condensazione sono due tipi di spostamento.  La sublimazione è sempre parziale.  "L’individuo non rinuncia mai realmente alla sua carica oggettuale originaria".  Lo spostamento è una forma di sublimazione.

 

[meccanismi di difesa dell’Io] /70/  

1. – [la rimozione] – La rimozione primaria impedisce che qualcosa di minaccioso o ritenuto tale diventi conscio e come tale si trasformi in angoscia.  La rimozione propriamente detta respinge lontano dalla coscienza e dai ricordi, idee, percezioni pericolose e innalza una barriera contro qualsiasi forma di scarica motoria.  Questa rimozione ci impedisce di vedere ciò che è chiaramente visibile.  Può distorcere quel che vede, falsificare le informazioni fornitegli dagli organi sensoriali.  Ciò che è pericoloso o possibile fonte di angoscia viene tendenzialmente rimosso.  Per alcuni è l’unico mezzo per fronteggiare le minacce /72/.  Le rimozioni consumano una grande quantità di energia.

2. – [proiezione – razionalizzazione] – Vari tipi di proiezioni e di razionalizzazioni. 

Chi teme i propri istinti sessuali ottiene un certo sollievo attribuendoli ad altri.  In altri termini la pulsione interna viene rimossa e proiettata (attribuita) all’esterno.  Uno che si sente aggredito giustifica la propria aggressività attribuendola alla aggressività degli altri.  Evasione dalla responsabilità delle proprie azioni "gettandone la colpa su qualcun altro" /74/.  Questa giustificazione prende la forma di una «razionalizzazione».  Anche sostituzione di un atto o un pensieri condannati in atti o pensieri accettati /75/.  Questi meccanismi sono inconsci  altrimenti non ridurrebbero l’angoscia.  L’individuo impara anche che falsificando la verità si viene premiati.  Altro tipo di proiezione è di attribuire al mondo i propri stati d’animo.  Il disonesto pensa che tutti siano disonesti, eccetera.

3. – [la formazione reattiva] /76/ – Una difesa dell’Io per mutare sentimenti pericolosi in sentimenti rassicuranti.  Odio mio padre allora sento di amarlo teneramente.  Accade spesso nelle madri con i figli. Qualsiasi forma di altruismo, di amore, o affine troppo conclamati, ripetuti, enfatizzati possono nascondere sentimenti inconsci opposti.  L’indifferenza sostanziale verso i bambini, si trasforma in una compassione e passione per i bambini. 

4. – [la fissazione] /77/ – Ogni arresto dà origine a una fissazione.  Le fissazioni più gravi sono gli arresti a stadi infantili mai superati. L’angoscia di separazione è una angoscia da fissazione.  ©  La fissazione sul noto ha anche a che fare con gli equilibri soffittati. –| Anche l’attaccamento verso i genitori può essere spinto da sentimenti di paura verso i genitori stessi /78/.

5. – [la regressione] /79/ – La paura può far regredire un individuo a uno stadio precedente, a un livello inferiore dello sviluppo.

[in sintesi] – l’Io si difende dall’angoscia con la negazione del pericolo (rimozione), con l’allontanamento del pericolo (proiezione), con il camuffamento del pericolo (formazione reattiva), con l’arretramento (regressione).

 

[si affronta la tesi della trasformazione degli istinti] /80/ – Si parte dall'agire umano. Quali sono le leve dell'agire umano?  Cosa li spinge ad agire? Hall risponde con la teoria della «fusione degli istinti» /81/.  È l’Io a realizzare questa fusione.  Inoltre.  L’individuo fra cariche e controcariche deve trovare una soluzione che si collochi fra il soddisfacimento totale e la totale insoddisfazione. L’affetto rappresenta la forma presa dal compromesso fra la pulsione sessuale e i comandi repressivi della sessualità.  Si riduce la tensione desesualizzando le espressioni di amore.

 

 [l’agire] /84/ – L’agire è l’espressione 1.  – direttamente di un istinto, 2 – di una combinazione di istinti, 3 – di un compromesso fra pulsioni e controcariche, 4 – delle difese dell’Io.

 

[l’istinto sessuale] /85/ – Per Freud l’istinto sessuale è alla base della formazione della personalità, ma questo Hall non lo scrive.

 

[le zone erogene] principali sono bocca, ano, genitali (mangiare, defecare, riprodurre).

[la zona orale] – La bocca svolge cinque funzioni.  Accoglie, trattiene, morde, sputa, serra. Ciascuna di queste funzioni dà origine a determinati tratti della personalità.  Come l’attitudine ad acquisire, la tenacia, la determinazione, la distruttività, la ripulsa, il disprezzo, il rifiuto, il diniego.

[la struttura orale dipendente] – Dall’allattamento. L’offerta del cibo si associa con l’approvazione e l’amore, mentre il rifiuto con la ripulsa e la disapprovazione.  Se →  questi caratteri si fissano l’individuo nella vita invece di apprendere e sforzarsi per ottenere la soddisfazione dei propri bisogni aspetterà che gli vengano offerti o sottratti a seconda che la sua condotta sia stata buona o cattiva.  Se la dipendenza suscita disagio e vergogna l’individuo produrrà una «formazione reattiva» di indipendenza.  Se al posto della formazione reattiva la difesa prenderà la forma di una proiezione allora l’individuo si sentirà in obbligo di aiutare invece di essere aiutato.  Il parlar bene degli altri può essere la forma presa dalla propria aggressività.

[la zona anale] /88/ – La defecazione procura sensazioni piacevoli (allentamento di tensione) ma viene connessa al principio di realtà contro il principio di piacere attraverso l’educazione e il controllo degli sfinteri.  Di qui una serie di comportamenti che vanno dal disordine come programma di vita (vendetta contro il controllo), all’ordine minuzioso, alla schifiltosità, alla ricercatezza, alla frugalità. Dalla stitichezza, alla frugalità, al collezionismo, all’avarizia, alla generosità, all’eccessivo senso di sé – a seconda di come la madre ha considerato le sue feci e l’azione della defecazione.

[la zona genitale] /90/ – Si parte dal complesso di Edipo e si arriva alla angoscia di castrazione.  Il S-Io considerato l’erede del complesso di Edipo.  Nella donna nasce l’invidia del pene (il tutto è riassunto da Hall piuttosto sommariamente).

 

[sessualità pregenitale e sessualità genitale] /92/ – Le tre fasi orale, anale e fallica sono raggruppate nel periodo pregenitale.  La sessualità genitale è quella sessualità che sostituisce ai piaceri sessuali narcisistici i piaceri sessuali esterni (la scelta dell’altro come piacere sessuale).  È la fase della socialità, eccetera.  Giunge dopo la latenza e prosegue fino alla vecchiaia dove nasce la tendenza a regredire alla fase pregenitale. Il narcisismo secondario si identifica con i sentimenti di orgoglio quando si identifica con il S-Io.

 

[la personalità stabile] /96/ – Punto di forza della personalità stabile è la capacità di contenere, prevenire, eliminare l’aumento della tensione ricorrendo al processo secondario dell’Io che consiste nell'intervento del pensiero e della logica.

[la moderazione] /99/ – È il risultato del compromesso fra le esigenze dell’Io e le cariche del S-Io.

[importanza dei successi] /100/

[nascita della furbizia] /101/

 

 

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“Breviario di psicologia freudiana”, di Hall [§HALL]

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