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Emotività e affettività

[coppia piacere-dolore = emotività]

Ciò che comunemente chiamiamo emotività è il prodotto della coppia piacere- dolore.  La coppia piacere - dolore è un sistema di allarme e di controllo per la sopravvivenza dell'individuo.  Le forme più immediate che la coppia produce sono la paura, la rabbia, la gelosia, eccetera.  In altre parole quelle emozioni della parte più antica del cervello - sistema nervoso, che innescano le azioni - reazioni degli animali. 

L'emotività è dunque un meccanismo biologico di apprendimento, sopravvivenza e riproduzione del mondo animale.  La sintesi della doppia negazione prodotta dalla coppia piacere - dolore. Produttore di energia.

 

[il lattante e le emozioni]

Il lattante è già in grado di esprimere una serie di emozioni.  Alla nascita, sorriso neonatale senza una ragione di essere, trasalimento, malessere, disgusto.  A 3,4 mesi, collera, sorpresa, tristezza.  A 4,6 mesi, sorriso sociale.  A 5,7 mesi, paura, vergogna/imbarazzo/timidezza.  Al 2° anno, disprezzo, senso di colpa. 

Riassumendo e aggiungendo.  Il lattante è in grado di esprimere gioia, collera, interesse, disgusto, sorpresa, tristezza, vergogna/timidezza, paura, dolore (PSIC /n.87/'88, pagg:30–32).

 

{si è perso il riferimento del libro, da cui sono tratte le riflessioni dei due paragrafi che seguono}

[le emozioni]

Le emozioni sono state studiate prevalentemente sul piano naturalistico.

Darwin individua per primo un legame tra le emozioni dell’uomo e le reazioni affettive o istintive degli animali.  Pensa  che i «sentimenti umani» abbiano «un'origine animale».

La psicologia inglese accolse molto favorevolmente le tesi darviniane.  Darwin dimostrava che le passioni terrene dell’uomo, i suoi impulsi egoistici, le sue emozioni legate alla preoccupazione per il proprio corpo hanno effettivamente un'origine animale.  Questa impostazione della questione produsse lo studio e la pratica che insegnava come si soffocano, si indeboliscono, si eliminano le scariche emotive immediate che sono proprie della prima infanzia.

La paura considerata una fuga bloccata e l’ira una rissa bloccata . 

Secondo Ribot le emozioni sono l’unico campo della psiche che si può comprendere solo retrospettivamente.  Le reazioni affettive dell’uomo sono residui della sua esistenza animale, sono una "stirpe in estinzione".

 

[la struttura dell’emotività] 

Percorso della emotività. Stimolo esterno o interno → percezione →  emozione →   sentimento →  espressione corporale organica.

Avvenimento, la cui percezione suscita una emozione (incontro con un pericolo) →  poi si vive l’emozione (sentimento di paura) e poi si ha la corrispondente espressione organica (batticuore, pallore, tremito...).

 Lange e James fanno notare che subito dopo la percezione insorgono le modificazioni organiche – provocate dai riflessi – trovano perciò la fonte vitale delle emozioni nelle specifiche reazioni organiche che accompagnano i nostri processi emotivi. 

Propongono un altro percorso: percezione →  modificazioni →  emozione. 

Noi non piangiamo perché siamo addolorati, ma siamo addolorati perché piangiamo.  Propongono di ridurre i sentimenti dell’uomo al riflesso nella sua coscienza di processi organici che avvengono nel suo corpo e pensano che basta soffocare la manifestazione esteriore di un'emozione per farla scomparire, e viceversa. 

Teoria attraente e accusata di "materialità". Ma molto poco materialista.  James scinde le emozioni in inferiori e superiori – «sottili» – (il sentimento religioso, il sentimento di amore di un uomo verso una donna, ecc.), emozioni organiche e intellettuali.

 Il fisiologo Cannon con i suoi esperimenti, scopre che le emozioni più diverse come il furore, il terrore, la paura, l’ira, hanno un’espressione organica simile.  Pur negando il nesso univoco esistente tra una data emozione e una data espressione corporea, non mette ancora in dubbio la tesi di James.  Continuando con i suoi esperimenti scopre che la diversità delle espressioni corporali risulta dipendere non tanto dalla qualità delle emozioni, quanto dal grado della loro intensità e manifestazione. 

Altri esperimenti portano alla presenza dello stato emozionale (negli animali) in assenza delle rispettive reazioni vegetative (es. del gatto al quale era stato asportato il sistema nervoso vegetativo) e, viceversa, della assenza di emozioni in presenza di modificazioni organiche. Cannon giunge alla conclusione che le reazioni organiche non sono funzionali all’emozione ma all’azione che segue l’emozione.  Sono importanti perché biologicamente nell’animale la forte reazione è seguita da un'attività muscolare accentuata, sia essa la fuga o la lotta o l’attacco.

 Cannon offre una base alla teoria di Darwin.

I nostri movimenti espressivi ritenuti tipici di una serie di emozioni possono essere considerati rudimentali rispetto all’espressione che queste stesse emozioni prendono negli animali. Con i suoi esperimenti Cannon dimostra che non è l’emozione a estinguersi, ma i componenti istintivi dell’emozione. In altre parole, il ruolo delle emozioni nella psiche umana è un altro. Esse si separano dal regno degli istinti e si trasferiscono su un piano diverso. Il meccanismo delle emozioni nell'uomo non è extracerebrale e periferico, ma centrale e cerebrale. Esiste cioè uno stretto legame e una dipendenza tra lo sviluppo delle emozioni e lo sviluppo degli altri aspetti della vita psichica dell’uomo. Così le emozioni dipendono dalla cultura, dalla mentalità dell'individuo. Possiamo dire che è la cultura e la mentalità ha produrre le emozioni umane. Io sento quello che penso, non penso quello che sento (anche se per via della neg - neg sono convinto di pensare quello che sento). Un passo fondamentale che svincola le emozioni dalla loro base biologica, pur rimanendo la base biologica la fornitrice dell'energia che prende la forma delle emozioni. Il supporto delle emozioni. Così come una la tela è il supporto del dipinto.

 Freud è stato il primo a dubitare della dipendenza delle emozioni dal loro supporto biologico. E come il legame tra l’emozione e le altre attività psichiche con le conseguenti modificazioni organiche, non fosse così determinante come si era pensato fino a quel momento. Insomma.  La teoria della utilità biologica delle emozioni doveva essere posta in forse.

Seguendo questa logica è dimostrata l’ambivalenza dell’emozione nei primi gradi dello sviluppo umano. All’inizio vi è solo la differenziazione di un nucleo nel quale sono contenuti sentimenti contrapposti.

L’importanza della scoperta di Freud sta nella consapevolezza di come le emozioni possano essere comprese solo nel corso dell’intera dinamica della vita umana. È nel corso di questo movimento che i processi emotivi ricevono il loro significato e il loro senso. (Il suo errore è stato di trattare la psiche umana come un processo puramente naturale).

 Adler ha sostenuto che l’emozione non è legata solo all’istinto ma che è uno degli elementi che formano il carattere. Le idee generali dell’uomo sulla vita e la struttura del suo carattere da una parte si riflettono in una determinata cerchia della vita emotiva, e dall’altra sono determinati da queste emozioni.

 Bühler e il principio di piacere. Teoria del piacere che si sposta secondo lo sviluppo.  Tre forme di piacere, che corrispondono a tre stadi di sviluppo del comportamento. Istinto = piacere semplice; apprendimento = piacere funzionale o del processo; intelletto = piacere complesso o finale.

- "I processi emotivi non sono sedentari, ma nomadi nella nostra vita".

L’adulto e il bambino nevrotico presentano un modello di vita psichica disturbata in seguito a una alterazione dell’attività emotiva.

 Claparède. Accanto alle emozioni biologiche utili esistono processi e sensazioni con conseguenze catastrofiche nel comportamento. Sorgono quando una reazione biologicamente adeguata alla situazione è impossibile.  È il tentativo di rispondere alla domanda del perché i movimenti violenti dei processi emotivi (forti affetti, forti emozioni) producono tali modificazioni nel sistema nervoso da spostare in secondo piano il corso di una serie di funzioni necessarie alla normale vita della coscienza.

Claparède separa le emozioni dai sentimenti.

- Le ricerche anatomiche e fisiologiche hanno trasferito il centro della vita emotiva da un meccanismo extracerebrale a uno cerebrale.

Le ricerche psicologiche hanno trasferito le emozioni dall’ultimo posto nella psiche umana al primo, introducendole nella struttura di tutti gli altri processi psichici. In altre parole ogni processo mentale consuma energia emotiva. Ancora. L'energia emotiva quale base necessaria di ogni attività sia mentale sia fisica.

A livello del pensiero si stabilisce un processo dialettico di scambio costante fra emotività e attività cerebrale. L'attività cerebrale impronta di sé le emozioni. L'attività emozionale fornisce la necessaria energia all'attività cerebrale perché questa sia in grado di funzionare.

- Per pensiero autistico si intendeva un sistema di pensiero in cui i pensieri non sono indirizzati dai diversi compiti che hanno dinanzi, ma dalle tendenze emotive, in cui il pensiero è subordinato alla logica del sentimento. Ma anche il pensiero non autistico ha momenti emotivi. Le moderne ricerche hanno mostrato come il pensiero autistico si costituisca in un particolare sistema psicologico, nel quale non si ha una lesione degli elementi intellettivi ed emotivi di per sé, ma una modificazione – patologica – del loro rapporto.

 - Il sorriso come movimento coatto nelle lesioni patologiche sottocorticali. Non porta nessuna sensazione piacevole, al contrario. Lo studio della patologia favorisce lo studio dei meccanismi "normali".

 

[evoluzione e emotività]

È possibile che gli SU forniscano le condizioni per la produzione di un nuovo prototipo umano.

Lasciando libero campo all’emotività si finisce con il liberarla completamente. Premessa essenziale al suo superamento. La razionalità europea è troppo razionalista (cartesiana, spinoziana), filosofica (kantiana e hegelo–idealista), &c. 

Un esempio. Adorno nella sua critica al processo in corso nel mondo moderno affrontava la questione della massificazione come fenomeno «esterno», di corrompimento. Ma corrompimento di cosa? Esterno a cosa?  La massificazione va affrontata e analizzata anche come fenomeno in sé. Assolve una funzione? Quale? &c.

La razionalità di Adorno, rigorosa e corretta, analizza ma non affronta il fenomeno. Alla fine l’analisi si declassa a semplice descrizione. La dialettica hegeliana priva del correttivo marxista sbocca nell’idealismo. Lenin lo aveva capito bene e affrontato in Materialismo e empiriocriticismo. Il marxismo leninista ricerca sempre e fornisce una funzione al fenomeno. Tenta di inquadrarlo all’interno del 4PP. Stalin lo capirà ma lo applicherà meccanicamente senza alcuna genialità teorica.

…. Il difetto dell’analisi di Adorno rispetto a Dardano è di non considerare – non individuare – il processo. E sì che era un dialettico!

Ora la musica di massa libera emotività. Osservare che anche i giochi da circo romani liberavano emotività . E che le classi dominanti hanno sempre avuto necessità di questa liberazione quale valvola di sfogo delle masse. Ma di masse alle quali in una qualche misura era stato riconosciuto un ruolo nella repubblica, masse sulle quali il potere economico e sociale per qualche verso poggiava. La differenza con il fenomeno moderno annotato sopra (l’emotività americana liberata) consiste nella quantità liberata e nella consapevolezza di questa liberazione.  L’emotività non è più una spontaneità che c’è, è diventata qualcosa che bisogna lasciare libera con piena consapevolezza della sua esistenza. Questa emotività è figlia dell’inconscio. Una regione della psiche da poco scoperta e ancora non del tutto conosciuta.

L’emotività moderna non esiste più allo stato di natura puro e semplice. Come l’acqua o l’elettricità sta divenendo un forma di energia da utilizzare. Per questo la sua liberazione può portare al suo superamento. Superamento che sarà raggiunto solo con la formula del superare per conservare (da fpg 21.08.99).

[riflessione sull’empatia e le emozioni cognitive superiori]

® L’empatia è quello stato emotivo per il quale un individuo avverte come un proprio disagio fisico (a volte un brivido) le difficoltà fisiche di un altro. Una vera e propria linea di comunicazione emotiva che lega l’individuo alla specie (vai a §EVL1).

Ora imbarazzo, senso di colpa, orgoglio, sono altrettanti fili nervosi che legano l’individuo alla società e tendono a dirigerne il comportamento per adeguarlo alle regole culturali che una data società si è data.

Gelosia, innamoramento, passione sono a loro volta emozioni sociali che ruotano all’interno della sfera dei rapporti la cui utilità si va parzialmente perdendo. –|

– Vedi anche Jervis (Corsera 12/1/03) sull’altruismo.  J. individua l’altruismo verso i consanguinei (adattativo e darwiniano, inteso alla conservazione e alla riproduzione del gruppo) e l’altruismo rivolto verso la società nel suo insieme (che può essere individuato come legame fra l’individuo e la specie).

 

[sul concetto di affettività]

Sessualità → Affettività → Emotività

In Hall, riportando Freud, l’affettività è la trasformazione dell’impulso sessuale arcaico in attenzione sessuale complessa, socialmente strutturata in interesse...  Così l’affetto rap­presenta la forma presa dalla pulsione sessuale e la sua negazione manifestata nei comandi repressivi della sessualità.  L’affetto rappresenta quindi il compromesso tra la realizzazione della pulsione sessuale e le resistenze dell'Io ai divieti del S-Io. Si riduce la tensione desessualizzando le espressioni di amore (BPF).
L’impulso sessuale, a cui Freud riserva tanta importanza, viene deviato in affettività, in interesse.

® Qual è il rapporto fra sessualità – affettività – emotività?

Darwin sosteneva che le espressioni facciali delle emozioni, negli esseri umani, sono innate e non apprese, e che sono universali. Darwin supponeva che queste espressioni facciali si fossero evolute negli animali sociali per favorire la comunicazione.

Per altri l’emotività sarebbe intimamente connessa ai fenomeni fisiologici e, in particolare, subirebbe l'influenza della struttura corporea che, nel suo stato ideale, gode di un perfetto allineamento attorno alla colonna vertebrale, grazie all'azione congiunta della gravità e di forze elettromagnetiche.

Esistono comunque reazioni affettive primarie. Quelle in cui è più evidente il carattere originario di risposte utili all’adattamento all’ambiente. Sono paura, rabbia, felicità, tristezza, disgusto e sorpresa. Queste emozioni hanno dei tratti comuni: sono espresse da movimenti tipici e universali; durano per breve tempo e derivano, per quanto riguarda l’espressione, dagli animali; sono innate e funzionali all’adattamento. Il comportamento espressivo relativo si sviluppa già nelle prime fasi dell’infanzia.

A un altro gruppo appartengono le emozioni secondarie o dell’autoconsapevolezza. Imbarazzo, empatia, invidia, vergogna, colpa, soddisfazione, orgoglio. Si sviluppano intorno ai quindici, diciotto mesi di vita e risultano da un’introspezione o da una valutazione che l’individuo realizza sul proprio comportamento in relazione a delle norme sociali interiorizzate. Queste emozioni sono tipicamente umane e non hanno espressioni universali né reazioni somatiche specifiche.

Per Spitz l’affettività (rabbia, gelosia, invidia, ecc.) nasce con il nascere delle relazioni affettive  verso la fine del primo anno di vita del bambino (TCG).

® Nessuno individua palesemente l’emotività come forma presa dall’energia biologica. Solo Freud in ISP/324 riflettendo sugli istinti sostiene che essi “si presentano soltanto quali fonti di energia dell’individuo”. Precisa tuttavia che “poco sappiamo presentemente a questo riguardo”.

Tuttavia in un modo o nell'altro, più o meno surrettiziamente, la maggior parte degli analisti affronta la questione delle emozioni presupponendo che esse siano la fonte o siano la conseguenza di un dispendio energetico. Ora individuare l’emotività come la forma presa dall'energia biologica è la chiave migliore e la più prossima alla realtà per affrontare e chiarire questioni destinate altrimenti a rimanere oscure.  D'altra parte non è difficile rintracciare le fonti che indirettamente suggeriscono la soluzione emotività = energia biologica. A cominciare da Freud , passando per alcuni biologi come Vincent in Biologia delle passioni, Vygotskij, e altri.–|

 

[affettività & percezione]

Non è l'affettività alla base della comprensione, della capacità d'intendere.  È la comprensione alla base dell'affettività.  In altre parole non è vero che non capisco perché non provo, ma non provo perché non capisco.  E provo solo ciò che capisco. Si prova ciò che si capisce.  Questa la direzione del processo.  Non il contrario.

Tuttavia la forma presa dal processo (così come avviene per l'economia), è inversa.  La forma fenomenica mi si presenta come se capissi solo ciò che provo.  Lo spavento, la paura. Mi spavento se capisco di trovarmi di fronte a un pericolo.  Ma la forma presa è che capisco il pericolo perché mi sono spaventato.  Infatti: (1) mi spavento, (2) reagisco («istintivamente»), poi (3) mi rendo conto.  In realtà è accaduto il contrario.  È la memorizzazione della percezione del pericolo che mi ha fatto spaventare di fronte al pericolo o alla forma da esso presa. Ma questa forma deve essere simile a qualche altra forma precedentemente sperimentata e memorizzata.  Infatti posso spaventarmi di fronte a un pericolo inesistente, ma che si è presentato simile a un pericolo sperimentato (direttamente o indirettamente). Questa memorizzazione negli animali può avvenire per immagini, odori, suoni, sensibilità atmosferiche, altro. Nell’uomo è percezione.  Mi spavento se ho già percepito. 

Ora anche nello spavento, così come nel rapporto comprensione/affettività, interviene il processo logico di immediato/mediato.  Il processo della percezione del pericolo precedente è avvenuto come processo mediato.  Una volta concluso e memorizzato il fenomeno emotivo si presenta come un immediato.  Ha cioè preso la forma di un processo in sé concluso.  Il mediato è diventato immediato.  L'incontro con il nuovo pericolo, frutto di un processo mediato, si presenta come un pericolo immediato.  Ed è questa immediatezza che prende la forma/rappresentazione di qualcosa di istintivo.  Ed è per questo che l'istinto può fallire. 

Se la forma del pericolo coincide perfettamente con la forma del pericolo precedente, l'istinto prende la forma della coincidenza assoluta con il fenomeno.  Se la forma coincide parzialmente, l'istinto prende la forma di «andarci vicino».  Se la forma del nuovo pericolo è ingannevole, non coincide con il pericolo precedente, allora l'«istinto ha fallito».  Nel secondo e nel terzo caso, l'analisi correggerà l'istinto.  Darà vita a una nuova forma immediata, conseguenza della mediatezza del nuovo processo.  Un'esperienza in più, un'informazione in più.  Tuttavia, come si vede, il presupposto della forma dello spavento, è la percezione precedente del pericolo nei tre casi, che coincida del tutto, che coincida parzialmente, che si distacchi del tutto.  La sostanza è in ogni caso la percezione precedente e l'aderenza o meno della nuova esperienza alla percezione precedente. 

Nell'affettività il processo è analogo.  L'affettività si mobilita sulla percezione culturale del sentimento appreso e magari modificato dall'infanzia in poi.  Si mobilita in altre parole all’interno di un quadro culturale dato.  Questo quadro è derivato dall’educazione/cultura familiare e del gruppo sociale nel quale si è cresciuti.  Il quadro, una volta interiorizzato, si presenta come istintivo/naturale.  Di qui il «capisco perché sento».  In realtà sento solo ciò che mi hanno insegnato di sentire.  Mi hanno fatto capire che la famiglia è sacra e io mi commuovo per la sacra famiglia.  Mi hanno detto, e io ci ho creduto, l'ho appreso, quindi l'ho capito, cioè l'ho fatto mio, che l'amore è monogamico, assoluto e puro, e la mia affettività si mobilita per l'amore monogamico/assoluto/puro.  E via continuando.

 

[istinto, sensibilità, emotività, affettività]

Quale è il legame fra la teoria degli istinti e l’emotività? Se l’emotività è la forma generale presa dall’energia biologica animale anche gli istinti traggono la loro forza dall’emotività. L’istinto ha alla sua base la sensibilità. La sensibilità è emotività legata alle strutture percettive del sistema nervoso. Consiste nella percezione di un qualcosa. Questa percezione può essere di carattere biologico (e in questo caso può essere ereditaria) oppure di carattere culturale (cioè appresa). I due aspetti possono anche presentarsi fusi insieme. E uno andare in soccorso dell’altro.

La sensibilità in senso lato può attribuirsi a partire dal mondo minerale. I minerali mutano il loro stato a seconda della temperatura cui sono sottoposti. In questo senso essi sono sensibili agli agenti esterni pur non possedendo una sensibilità (la) - infatti è la facoltà di ricevere impressioni attraverso i sensi). In questo caso questo tipo di sensibilità prende la forma di qualità.  Forma specifica meglio definita dai suoi opposti come la refrattarietà, la durezza, la resistenza, la inalterabilità.

Nel mondo vegetale il concetto di sensibilità trova una collocazione più accettata dalla lingua. Il legno possiede una sua sensibilità (pur non usufruendo di organi di senso) sia quando è vivo, sia quando è morto.

Nel mondo animale la sensibilità già evolve verso la forma dell’affettività e di pulsioni quali la rabbia, la gelosia, il senso del territorio, e altro.

Nel mondo umano l’affettività prende le forme del sentimento (forma culturale dell'affettività), della passione (forma cosciente dell'emotività diretta a un fine), della felicità  (senso di benessere soggettivo). Capacità di godere la vita (PSIC/99/1990), della vita (il piacere di esserci - BDP/171).

 

[passione e sensibilità]

→ "La passione è la condizione perché dall'uomo nasca qualcosa che abbia valore. Quando questo entusiasmo è di natura autentica, è allo stesso tempo freddo" (LFS/93).   La passione senza ragione è pura esaltazione Solo la ragione dà alla passione il suo fondamento passionale (idem). Hegel aveva sostenuto con forza la medesima affermazione. La passione è tale solo se fredda.

 Tenere presente anche il discorso di  Fritz Saxl in La storia delle immagini (SIS) sulla sensibilità umana. Con il 4PP l’uomo produce anche la propria sensibilità. A ogni sensibilità corrisponde un «senso». Un senso particolare che si sviluppa e si raffina come il "senso dei valori visivi", il "senso della storia e della politica", il senso specifico “per l'architettura di un dramma", il senso della lingua, eccetera.

Queste «sensibilità» non sono innate. Vanno prodotte, coltivate e arricchite dallo studio, dalla pratica, dalla cultura, dal sapere. Per questo sono sensibilità, sono sensi nuovi, squisitamente umani. Creati dall’uomo per l’uomo (vai §A).

 

[mentalità sensibilità intelligenza]

La mentalità. Già, la mentalità più che la nevrosi. Domanda. Possibile cambiare la mentalità, sovvertire le sue basi? Grandi eventi possono mutare un comportamento, anche di base. Compresa quella complessa struttura che chiamiamo mentalità? Essa si è andata costruendo con i materiali ideologici forniti dalla famiglia, dall'ambiente, dal gruppo sociale e dalla classe di appartenenza, dalla cultura di quel gruppo sociale e di quella classe, riverberati sugli avvenimenti dell'infanzia e dell'adolescenza che quella interpretazione ha reso esperienza.

È qui che la mentalità diventa sensibilità.

Ed è qui la difficoltà. La sensibilità è una complessa struttura organizzativa. Difficilmente modificabile nel suo insieme. Sensibilità è la mentalità trasferita nell'apparato nervoso e percettivo. L'individuo sente come pensa. Pensato e sentito coincidono in una struttura dialettica che rinvia l'uno all'altro e l'altro a l'uno. L'apprendimento viene selezionato secondo i criteri di questo complesso apparato (vedi @AI). Lo integra. Si legge solo ciò che si sa. Si selezione il noto. Essendo il noto a fornire la chiave del riconoscimento. Se non lo si riconosce non lo si vede. E se lo si vede si scarta immediatamente come diverso, errore, altro da sé, eccetera.

Solo una grande intelligenza e una grande cultura possono modificare questo stato di cose. Ma in realtà la grande intelligenza non è altro che la capacità/possibilità di modificare questo stato di cose.

Poi c'è l'intelligenza tecnica e l'intelligenza del talento. Queste integrano la mentalità, non la cambiano. Un esempio è Einstein. Genio della fisica, imbecille della politica. Un grande fisico non ha bisogno di sensibilità sociale. Un artista sì. Per questo, in genere, i grandi artisti sono politicamente meglio orientati dei grandi scienziati (da fpg 23.05.95) 

 

[intelligenza & affettività]

Piaget (ICP/20) distingue fra intelligenza e affettività. L’affettività è il motore dei comportamenti, ma non li spiega (19). È la base della psicologia e dell’intelligenza, si può dire dialetticamente. Accade allora che quando l’affettività acquista un posto troppo grande nel comportamento, quando invade l’intelligenza, ne altera il funzionamento, confinandola ai livelli più elementari.

 

[emotività, rappresentazioni e linguaggio]

Per la Klein il processo percettivo non raggiungerebbe il suo fine privo della componente affettiva delle rappresentazioni e del linguaggio. © Infatti immagini e parole racchiudono in sé una carica emotiva considerevole. Le immagini rinviano alla memoria di qualcosa di piacevole o di sgradevole sperimentato dall’individuo. Le parole posseggono un contenuto emotivo in sé. Di carattere astratto e culturale. –|

Alcuni esempi.

– (Cazzullo, vai a §NFO). Pensiero organo-genetico & pensiero psico-genetico.  Il primo sottocorticale, il secondo corticale.  Le strutture del pensiero organo-genetico inviano, analizzati e selezionati, input alle strutture del pensiero psico-genetico. Le strutture del pensiero psico-genetico danno un significato a questi input tramite il linguaggio. 

L’organizzazione del passaggio di informazioni viene chiamata da Cazzullo 1° e 2° sistema di segnalazione.  Quando i due sistemi non sono in armonia tra loro si hanno disturbi come le nevrosi o le ossessioni. 

Teoria del «corto circuito».  Il corto può essere provocato da un sovraccarico di stimoli interni o esterni. Il sovraccarico «affatica» e esaurisce il sistema analizzatore, riducendone le capacità di elaborazione e utilizzazione mnestica dei dati.  Anche le difese messe in atto contro la spiacevolezza del proprio passato diminuiscono la capacità di ricordare.

Il passaggio dal 1° al 2° "sistema di segnalazione" viene inibito o facilitato a seconda dello stato di equilibrio nel quale si trovano la componente affettiva e il linguaggio.

Non esiste idea che non sia portata da un contenuto affettivo-emotivo.

– (Vincent BDP). Il piacere e il dolore sono stati affettivi e sensazioni.

– (Vygotskij PEL /16). La relazione con la realtà ai livelli più semplici (sfera della coscienza istintiva), è dominata dalla percezione e dall’affetto. È il livello degli animali e della prima infanzia dell’uomo

L’aspetto affettivo-volitivo dominerà sempre meno il rapporto con la realtà nella misura in cui il pensiero, sviluppandosi, modificherà e guiderà l’affettività.  Per V., quindi, pensiero e affetto sono inseparabili, avendo il pensiero un'influenza di ritorno sull’aspetto affettivo-volitivo della vita psichica.

V. distingue lo stadio della affettività e del concreto dal (successivo) stadio del concettuale e dell’astratto.

  (Laborit NFO). L’affettività è il ricordo gradevole o sgradevole che si fissa con la memoria a lungo termine.

L’organizzazione nervosa, la più arcaica, è rappresentata dal «sistema limbico» dei mammiferi primitivi che è anche il sistema dominante l’affettività

 

[il caso dell'ironia]

L'ironia maschera la pulsione sorpassandola con un artificio dell'intelligenza e della cultura. Siamo a livello dell'intelletto. L'intelletto affronta la realtà che gli si contrappone con l'immediatezza della azione/reazione e reagisce alla realtà contrapponendolesi. La contrapposizione dell'intelletto prende la forma culturale dell'ironia. Al contrario. Quando la pulsione non riesce a superarsi culturalmente, con gli strumenti della cultura utilizzati a livello dell'intelletto (non della ragione) sbocca nell'ideologia, prende la forma dell'ideologia. L'ideologia è la forma culturale propria di questo tipo di pulsione, stati d'animo, falsa coscienza della vita emotiva, falsa coscienza del reale e del concreto. In questo senso l'ironia è una presa di coscienza parziale, a livello dell'intelletto, della realtà e del concreto. Al contrario. L'ideologia è la forma presa dalla pulsione tesa alla propria realizzazione, o meglio tesa all'azione per raggiungere il proprio obiettivo. E siccome per raggiungere lo scopo non tiene in conto il principio di realtà, prende a sua volta la forma dell'idealismo e diviene fantasmatica, ingenua, enfatica, ottusa, stupida, violenta, ipocrita, sadica, e via (da ndc 1.6.83).

 

[strutture emotive e falsa coscienza]

La riflessione su Fp dà una svolta a molti rapporti e a molte vicende. Ci sono strutture emotive del sistema centrale fluttuante che non sono superabili. Vedi Mf, vedi Gdg. Certamente queste strutture dipendono dal livello raggiunto dal massimo di coscienza possibile individuale, ossia dal livello della falsa coscienza dell'individuo (mdcpi) e sono con questa strettamente collegate e da questa strettamente dipendenti. Nell'esperimento con Fp appare chiaramente l'impossibilità di mutare le strutture della falsa coscienza con un metodo puramente razionale quando il livello emotivo del soggetto non ha raggiunto lo stadio di maturità emotiva necessario. In altre parole maturità emotiva e stato del mdcpi sono interdipendenti. Non si raggiunge l'una senza l'altra e sia l'una che l'altra dipendono dalle condizione generali del massimo di coscienza possibile media o per lo meno dal mdcp del gruppo sociale di appartenenza (2.09.92).

 

[emotività & ragione]

Lo psicopatico vince in borsa. Notizia del Corsera. I ricercatori ne deducono che a pagare è l'emotività. Un po' la teoria del «furore » degli Antichi. In realtà lo psicopatico rischia di più. È meno prudente. Per cui se le circostanze generali (la  borsa sale) sono favorevoli lui vince.  Al contrario, se le circostanze generali sono contrarie, lui può rimetterci l'osso del collo. Vedi Mf, una psicopatica vera, che rischia sempre ed è sempre sull'orlo del collasso economico. Vedi, meglio, i giocatori incalliti. Spinti dal demone del gioco. Quel demone è la loro psicopatia. Che li spinge a dilapidare interi patrimoni quando non risolvono la loro avventura con il suicidio.

Non è la psicopatia a far vincere in borsa. In borsa e nella vita. Al contrario a vincere è la ragione. Una razionalità non segnata dall'«emotività» della prudenza. Dall'angoscia dello scacco. Dal pessimismo cosmico. Attenta alle circostanze, informata sulle condizioni dell'oggetto, pronta al rischio calcolato potendo contare sulle forze e le risorse necessarie ad affrontare il rischio. Nel caso della borsa, audacia quando la borsa guadagna, prudenza quando la borsa perde  (si può anche guadagnare quando la borsa perde. Ma questo è un altro discorso (da fpg 21.9.05).

 

[emotività-razionalità]

 In realtà sul rapporto emotività–razionalità la riflessione (il massimo di coscienza possibile) è appena agli inizi. Va di pari passo con le conoscenze sul sistema nervoso e l'organizzazione cerebrale. E sin quando non saranno chiari questi rapporti poco avremo da dire sull'intelligenza umana, le sue manifestazioni e i suoi derivati (9.11.99).

[rapporto testa–corpo]

Si conferma che la testa controlla il corpo. Il corpo quando la testa vuole, la segue di buon grado. La condizione è che a sua volta la testa deve essere in grado di armonizzarsi con il corpo. Conoscerlo, «comprenderlo», seguirlo, creare una linea diretta di comunicazione testa - corpo. Linea diretta uguale a superamento degli psichismi, dei tabù, dei simbolismi che fanno solitamente da tramite. Si presentano come una scorciatoia per la comunicazione. Al contrario ne rappresentano il diaframma (da fpg 11.12.95)

 

(vedi anche Falsa coscienza e in Le forme del pensiero: [emotività e pensiero] [pensiero affettivo e pensiero logico])

 

 

parole chiave di ricerca

[psicologia [paura [emotività e processi organici [piacere-dolore [pensiero autistico [sorriso [empatia [affettività [affettività & percezione [mediato-immediato [passione fredda [sensibilità [corto circuito [emotività-pensiero [intelligenza [musica [masse [massimo di coscienza possibile [falsa coscienza [ironia [intelletto e ragione [ideologia [mentalità [sentito [apprendimento [psicopatico (lo)

[Darwin [Ribot [Freud [Hall [Spitz [Vincent [Saxl [Cazzullo [Vygotskij [Laborit [Piaget [Klein, Melania [Adorno

 

“Emotività e affettività” [§EA]

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