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Schede tematiche e riflessioni > Psicologia e psicanalisi
La nevrosi da Freud a oggi

(autori vari – a cura di C Sirtori)

 

[sul concetto di azione e pensiero]

– Freud. L’uomo vive e agisce perché si eccita.  L’eccitazione è una tensione negativa che deve essere ridotta o equilibrata. La riduzione e l'equilibrio producono piacere.  Quindi,  stimoli interni ed esterni ð tensione ð azione (Es) per ridurli ð piacere.

– Fromm. L’azione determina in larga misura il pensiero.  Fromm sostiene che il pensiero è legato all’azione.  Solo nel sonno il pensiero, libero dalla necessità dell’azione, si muove a suo piacimento. © Nel sonno il pensiero si libera dalla necessità e dal riscontro con la realtà. –|

– Laborit.  L’azione è la vera organizzatrice del pensiero e delle sensazioni. Non sono il pensiero e le sensazioni le principali funzioni del sistema nervoso centrale ma l'azione che è la vera organizzatrice del pensiero e delle sensazioni. Nel corso dell'evoluzione l'organismo si è strutturato in modo da reagire all'ambiente attraverso l'azione.  È l'azione che permette di conservare l'omeostasi (omeostasi = capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni dell'ambiente esterno.  Ma anche = autoregolazione).

– Piaget. Nel pensiero del bambino domina la logica dell’azione prima della logica del pensiero.

 

[conscio e inconscio, veglia e sonno]

[E. Fromm] –  Interpretazione del conscio e dell'inconscio attraverso nuove considerazioni sul sonno e sulla veglia.  "Il nostro modo di pensare è determinato in larga misura da ciò che stiamo facendo o da ciò che ci interessa di compiere" / NFO10/. Nel sonno il pensiero non è legato alle modalità della veglia – libero dalle necessità dell'azione può pensare ciò che gli aggrada.  Condizione che muta la qualità della logica /11/.  A differenza dallo stato di veglia, lo stato di sonno è consacrato all'esperienza di noi stessi /12/.  Considerazioni, queste, che fanno dire a Fromm che coscienza e inconscio sono stati mentali diversi perché in rapporto a diversi stati di esistenza /13/. 

La coscienza è l'attività della nostra mente alle prese con la realtà esterna, l'inconscio è invece l'attività della nostra mente alle prese con se stessi, esperienza resa possibile dalla non attività.

 

[Super-Io - bambino e genitori]

[T. F. Main] – Quando Freud comprese attraverso la scoperta del S-Io che il bambino interiorizzava i comandi dei genitori, mutò posizione riguardo agli istinti.  Ne ridimensionò l'importanza /28/.

[M. Klein] –  scoprì che l'introiezione dei primi «oggetti» avviene molto presto (prima di quanto pensasse Freud) ed è organizzata dal bambino in maniera allo stesso tempo personale e distorta. In altri termini il bambino non vede i genitori come sono /29/.  Una caratteristica infantile - e adolescenziale - è l'incapacità di provare emozioni equilibrate.  A quella età si ama o si odia.  Tendenza che, grossolanamente manifestatasi nell'infanzia, permarrà poi nelle pieghe della esperienza dell'adulto.  Portato, a sua volta, a giudicare avvenimenti e persone in «bianco e nero», dividendo il mondo in buoni e cattivi, ponendo da una parte il bene dall'altra il male. Senza mez­zi termini /30/.  Contrariamente a quanto vuol credere - o far credere - il pensiero comune, la fanciullezza è caratterizzata da difficoltà e disillusioni.  È alle negligenze e alle insensibilità della madre che il bambino attribuirà le sue disavventure. Gioco fra l'interiorizzazione di una madre buona e quella di una madre cattiva /31/.

Concetto di dolore psichico – più forte del dolore fisico /35/.

 

[rapporto fra nevrosi e realtà]

[C. L. Cazzullo] /39 segg/  – Il nevrotico organizza la sua struttura percettiva in maniera da censurare la realtà dei fatti, delle emozioni e delle idee.  Il suo sistema nervoso accetterà solo quanto di questa realtà gli sembra non pericolosa. E nonostante la giudichi scarsamente desiderabile / 47/. © Due riflessioni. La prima. È la pericolosità della realtà a essere censurata. Pericolosità che fa aggio sulla desiderabilità, sul desiderio. La seconda. Di fatto il nevrotico non percepisce tutta la realtà percepibile (vai a @NVRS). –|

Il processo di realtà = attività mentale che «manipola» emozioni e idee rispetto ai parametri fondamentali di tempo, spazio, oggetti sincreticamente considerati nella loro dinamica /42/.  ... area delle percezioni e rappresentazioni piuttosto che area delle cose stesse.  Il pensiero quale area in cui il processo cognitivo stabilisce le relazioni fra chi pensa e il reale.  ©  Insomma secondo l'autore il pensiero non riflette il reale in tutta la sua concretezza.  Questo perché il rapporto con la realtà viene alterato dalla percezione. Percezione che riflette più lo stato mentale e nervoso del soggetto che non la realtà in sé. ® Verità fondamentalmente parziale che non tiene conto ð 1° – il reale si nasconde al pensiero che lo riflette per la stessa natura del reale. Il reale si presenta con una sua forma, questa forma nasconde il contenuto della realtà. Insomma dialettica del reale (forma - contenuto), riflessa dalla dialettica del pensiero (vedi @LOGMAT e  @P&R).   2° – è lo stesso pensiero a nascondere il reale – lo scansa, lo nasconde, lo altera, eccetera.  Il caso 2° è il prodotto della alienazione generale.  Alienazione oggettiva quando è conseguenza dello scontro nato dai rapporti di produzione, dalla complessità della natura, dalle strutture sociali.  Alienazione soggettiva quando è la conseguenza della storia individuale del nevrotico. –|

– Difficoltà (del nevrotico) a programmare gesti e pensieri /49/.

 

[basi psicanalitiche del pensiero]

Il simbolo come segno della cosa reale mancante.  M. Klein vede nella prima relazione di appropriazione o di rifiuto del seno il prototipo del sì e del no /43/.  La necessità di pensare nasce nel bambino in relazione all'assenza del seno o all'assenza della possibilità di sfamarsi e quindi alla necessità di rimandare a un momento futuro l'atto di alimentarsi.  In condizioni di particolare stress – nevrosi e psicosi – non si arriva a simbolizzare compiutamente l'oggetto mancante. Si crea una confusione fra realtà esterna e realtà interna, oggetti reali e pensieri divengono scambiabili /44/.  ... le funzioni psichiche si sganciano dalla concretezza dei meccanismi più semplici e tutto il processo diventa astratto trasformandosi in una attività concisa, abbreviata, fondata sul linguaggio /45/. 

Dal pensiero organo-genetico (Cazzullo) si passa al pensiero psico-genetico attraverso l'organizzazione di due sistemi fondamentali di segnalazione – 1° e 2°– i quali governano la vita psichica e il comportamento.  La descrizione dei meccanismi dei due sistemi lascia capire che il 1° è di tipo pavloviano e riguarda le strutture sottocorticali che smistano (analizzati e selezionati) gli input al 2°.  Il 2° organizzato nelle aree corticali primarie e di  associazione dà agli input "una rappresentazione significandoli"  "con il linguaggio".  Il 2° sistema viene anche identificato come un sistema di "segni di segni".

Il processo percettivo non raggiungerebbe il suo fine privo della componente affettiva delle rappresentazioni e del linguaggio.  Il passaggio dal 1° al 2° sistema viene inibito o facilitato a seconda dello stato di equilibrio nel quale si trovano la componente affettiva e il linguaggio /45/. 

Non esiste idea che non sia "portata" da un contenuto "affettivo" – emotivo /47  © L'analisi di Vygotskij è meglio organizzata ed efficace.  Qui, tuttavia, c'è un tentativo di comprendere la relazione sotto il profilo psicanalitico e neuro-dinamico, fra processo cognitivo e strutture emotive. Si conferma non solo che l'emotività è l'energia dei sistemi biologici, ma anche che è l'«elemento fondente» – come il calore nei processi della materia – ed insieme l'elemento trasmittente (vai a §EA)

C'è da pensare che l'insieme dei processi elettrochimici del nostro sistema nervoso producano quel particolare stato che identifichiamo come «emotività», veri e propri «campi di forza» nei quali viaggiano sensazioni, impulsi i quali – nella struttura complessa di controlli, selezioni, analisi, eccetera del sistema nervoso – si traducono prima in immagini, strutture arcaiche di pensieri elementari (dei flash), poi – attraverso la produzione e l'esperienza del linguaggio – in pensiero umano, sistema logico di riproduzione e penetrazione della realtà. –|

 

[rapporto dialettico fra soma e psiche]

/50/ – ® Sulla base delle teorie reichiane e sulla scorta degli elementi neurodinamici, il nesso fra strutture psichiche e strutture muscolari va cercato nella organizzazione stessa del nostro apparato nervoso così organizzato → sensazioni → corteccia → reazione muscolare. Il pensiero si riflette più o meno immediatamente nel corpo e il corpo nel pensiero.  La nevrosi quale pensiero distorto provoca alterazioni non solo comportamentali ma anche muscolari. –|

[teoria del "corto circuito"] /51–52/ – Per Cazzullo è la disarmonia fra il 1° e il 2° sistema di segnalazione che provoca sostanzialmente i disturbi. Più marcato lo squilibrio, più forte il sintomo.  Si va dalle nevrosi di ansia alle ossessioni (ossessione = volontà di negare i desideri di disordine - o ritenuti tali) /48/.  I «corti» provocati da un sovraccarico del sistema motivazionale – ingorgo di stimoli interni ed esterni socio -ambientali.  Le funzioni selettive del sistema motivazionale si esauriscono per l'eccessivo sovraccarico del sistema analizzatore.  Il sovraccarico riduce le capacità di elaborazione e di utilizzazione mnestica dei dati.  Di qui lo stato di confusione.

[amnesia nevrotica - coazione a ripetere] /53/ – Le difese contro la consapevolezza del proprio passato e contro l'ambiguità del ricordo diminuiscono la capacità di ricordare.  Nella coazione a ripetere si riduce la distanza temporale del ricordo e si annulla la diversità dei significati. Ritorno alla sincretizzazione infantile di emozioni e percezioni con prevalenza della corporeità del vissuto contro la dimensione temporale della vita.

               

[psicosi e nevrosi sociali]

[H. Laborit] /59/ – Funzioni del sistema nervoso. Il sistema nervoso 1° – attraverso gli organi di senso capta le variazioni energetiche ambientali;  2° – trasferisce queste variazioni ai centri superiori, insieme …3° – ai segnali interni che riassumono lo stato di equilibrio o di squilibrio in cui versa «il sistema» psicobiologico.

[funzione dell'ipotalamo] – Per raggiungere il proprio equilibrio biologico, il proprio benessere e il proprio piacere l'uomo deve intervenire direttamente sull'ambiente per mezzo di scambi energetici che rendano il sistema parzialmente autosufficiente.  Il sistema nervoso si è strutturato per assolvere questo compito. Nei vegetali l'assenza del sistema nervoso li rende interamente dipendenti dalla "nicchia ecologica" nella quale sono rinchiusi.

La organizzazione nervosa, la più arcaica, è rappresentata dal "sistema limbico" dei mammiferi primitivi  che è anche quel sistema dominante l'affettività /60/ (vai a @CERV).  Ma cosa è l'affettività se non il ricordo gradevole o sgradevole che si fissa con la memoria a lungo termine?  © È nei meccanismi della memoria che va rintracciato il formarsi e l'apparire dell'affettività.  E cosa è la memoria se non quel meccanismo che permette l'esperienza?  Senza ricordo niente esperienza.  Ora.  La memoria a lungo termine è legata alla sintesi delle proteine.  Quando l'esperienza – cioè l'azione verso o da il mondo esterno – permette il recupero dell' equilibrio biologico – alterato dall'azione o dalla condizione stessa del mondo esterno – allora il «ricordo» (traccia mnestica) sarà gradevole.  Al contrario, se lo avrà danneggiato, il ricordo sarà sgradevole.  –|

Localizzata nelle sinapsi, la memoria a lungo termine può provocare la comparsa di riflessi condizionati (pavloviani o skinneriani).  Questi automatismi possono dare origine a nuovi bisogni di "ordine istintivo o socioculturale" che una volta acquisiti diverranno necessari all'equilibrio biologico. L'automatismo, tuttavia, si fisserà soltanto se faciliterà uno sforzo energetico minore per il mantenimento dell'omeostasi – con minor ampiezza reattiva e un più ridotto margine di variazioni fisico-chimiche nella conservazione delle costanti biologiche necessarie all'organismo.  © Insomma i «nuovi bisogni» hanno la funzione di economizzare il dispendio energetico per il mantenimento dell'equilibrio biologico e una volta raggiunti vengono acquisiti. – |

[il bisogno] – In realtà di cosa si ha bisogno?  Cosa è un bisogno? (vai a @BIS) È il bisogno della quantità di energia o d'informazione necessari a mantenere l'equilibrio nervoso /61/.  Per il raggiungimento di questo obiettivo nelle specie animali compaiono "gerarchie" e "conflitti inconsci" creati da un complesso rapporto fra bisogni, corteccia, organizzazione logica /61/.

La corteccia cerebrale e i meccanismi psichici comportamentali derivati più l'attività ormonale sono alla base delle reazioni emotive e comportamentali. La corteccia cerebrale ha il suo massimo sviluppo nella regione orbito-frontale,  centro dell'associazione degli elementi memorizzati.  Nel corso di questa associazione, nascono le strutture immaginarie, idee originali, creatività.  L'immaginazione è più viva quante più cose sono memorizzate. Attenzione però agli automatismi acquisiti che spengono l'originalità. Se l'azione non è ricompensata o è punita nasce il riflesso della fuga, se questo fallisce, nasce il meccanismo della lotta e dell'aggressività difensiva /62/.  Se fuga o lotta hanno un effetto positivo, la memoria di questa esperienza si rinforza e l'individuo tende a comportarsi nello stesso modo in circostanze analoghe.  Se l'esito sarà negativo si produrrà un'inibizione o l'estinzione del comportamento. © Può accadere che si memorizzi un comportamento errato nella sua generalità e si estingua o si inibisca un comportamento giusto nella sua generalità.–|   Tutti questi processi sono localizzati e producono e sono prodotti da secrezioni ormonali.  La serotonina, p. e., smorza la reattività.  Le reazioni d'allarme sono prodotte dalle attività ormonali.  I centri cerebrali si modificano nel corso di queste attività /63/.

– Gli atti divenuti automatici divengono inconsci /70/ (© direi che diventano subconsci).

 

[l'angoscia ]

La principale funzione del sistema nervoso centrale è l'azione (vedi sopra) – L'angoscia sorge quando l'azione è resa impossibile.

1° – La memoria fissa nelle sue trame nervose un avvenimento dannoso, un punizione diretta o indiretta imposta dall'ambiente socio-culturale, una punizione futura per aver trasgredito a un divieto.  La pulsione può anche provenire da un altro apprendimento.  Quando le proibizioni vanno contro i bisogni ipotalamici fondamentali o bisogni acquisiti ma rinforzati dalla gratificazione, allora il sistema inibitorio dell'azione sarà posto in gioco.  Raffronto fra pulsione ipotalamica e Id e fra apprendimento limbico e S-Io.

2° – Anche un deficit informativo può provocare l'angoscia /65/.  Shock del futuro /cfr Kierkegaard/ /66/.  Deficit o sovraccarico d'informazione producono a loro volta pulsioni angosciose.

3° – L'immaginazione amplificando lo shock del futuro può divenire una potente fonte di angoscia.

Quando non si risolve nella fuga o nella lotta, l'angoscia trova uno sbocco nell'immaginazione, nella religione, nelle tossicomanie, nella creatività, nella nevrosi.  Il sistema nervoso si modifica continuamente in rapporto all'ambiente, già nel corso dello sviluppo /67/. 

 

[lo stato di coscienza]

1° – Coscienza della perennità dello schema corporale nel tempo (© della propria continuità nel tempo).

2° – Confronto degli stimoli attuali con l'esperienza e la memoria degli stimoli passati /69/.

Perché si formi una coscienza è necessaria la massima consapevolezza dei propri automatismi, delle proprie pulsioni e della possibilità/capacità di liberarsene attraverso l'immaginazione. 

 

[l’azione tra immaginazione e fantasia]

© Più che d'immaginazione è necessario parlare di fantasia. Di quella capacità di individuare le linee di azione anche future adatte a raggiungere il fine, gli scopi individuati.  La fantasia coincide con l'appagamento delle proprie pulsioni.  Qui interviene il concetto di bisogno e di bisogno acquisito di carattere culturale in rapporto all'ambiente naturale e sociale. –| /70/.  Se la fantasia non provocherà un atto gratificante in grado di risolvere il conflitto e rimarrà allo stadio di immaginazione, interverranno i processi di difesa. Rifiuto, proiezione, identificazione, introspezione, isolamento, annullamento, eccetera.  Questi processi hanno il solo scopo di promuovere l'azione, un'azione purchessia, anche non idonea, ma in grado di alleggerire la pressione pulsionale provocata dall'angoscia /70/.

Il sogno permette l'azione immaginativa. © E attraverso l'azione immaginativa si può ragionevolmente ipotizzare che abbia la funzione di scaricare le tensioni accumulate dal sistema nervoso e ricostituire una forma di equilibrio psichico. –|

® Per Laborit tutto il sistema si impernia sull'azione.  La gratificazione porta all'azione, mentre la frustrazione impedisce, inibisce l'azione.  Piacere e dispiacere acquistano una funzione diversa. Non sono più fine a sé stessi.  Il punto non è più star bene o star male, il punto è agire, avere la certezza del risultato, mentre la paura blocca l'azione.  È la paura la fonte del conflitto neurotico che impedisce l'azione positiva, che frena l'attività, provoca attività negative (non dirette allo scopo) e provoca – una dopo l'altra – quelle conseguenze che fanno di un individuo un individuo malato, e più che malato, un individuo non adatto al fine – che è quello della sopravvivenza, della riproduzione, della produzione di sé attraverso la trasformazione del mondo.

L'immaginazione, la fantasia, la consapevolezza, la coscienza sono livelli della complessità attraverso la quale l'uomo come individuo e l'uomo come specie, come umanità nel suo insieme, sono giunti alla esistenza.  Qui il lavoro, la produzione, i rapporti di produzione diventano fondamentali per chiarire l'intero apparato generale che è sociale.  L'azione in realtà è quel concetto adatto a individuare i comportamenti degli animali inferiori, superiori, degli uomini dai primi livelli dell'infanzia alla maturità della coscienza (questa intesa in senso materialistico e dialettico ). –|

 

[nevrosi, alienazione e dinamiche quotidiane]

[P. Pinelli] /114/ – La tesi. Viste in una prospettiva più ampia, le nevrosi "lungi dall'apparire una particolarità del nevrotico, si identificano con le esperienze comuni a tutti gli individui" /117/.  ® Esiste un nucleo nevrotico in ognuno. Nucleo provocato dall'alienazione del modo di produzione e dalle circostanze individuali. Che non viene «riassorbito» dal fatto che sia più o meno diffuso. Insomma la considerazione che in una comunità di gozzuti, il gozzo non  è una disfunzione non funziona.  Il fatto è che abbiamo in mente un «massimo di salute possibile».  E a quella tendiamo.  Così fare dello «star bene» un obiettivo assoluto si traduce in nevrosi.

Va prestata attenzione al concetto di «massimo possibile». Il massimo possibile di qualcosa è un fine. Solo che poi è necessario avere coscienza che ogni «massimo possibile» è raggiungibile solo attraverso un processo complesso.  Che di questo processo complesso va individuata la storia.  Vanno esaminate le condizioni attuali. E in base a queste e a quella controllare se sia possibile fare un progetto.  Progetto realizzabile attraverso un lavoro.  Lavoro che è in pratica anche lotta sociale. E altro. –|

/118/ La disfunzione responsabile delle nevrosi va ricercata a livello cosciente.  Meccanismi di difesa, di proiezione, di sublimazione sono eventi normali, personali e privati, quando vengono compiuti nell'ambito di un'ampia organizzazione teleologica dell'individuo che gli consenta una certa libertà di scelte nelle strategie esecutive /120/.  Ansie esistenziali, protratte e troppo intense, possono trasformarsi in nevrosi. 

Nelle nevrosi l'articolazione delle scelte si svolge su alternative artificiosamente ridotte invece che svolgersi sulla vasta gamma dei fattori probabilistici reali possibili /120/.  © Qui interviene di nuovo il concetto di massimo possibile. –|

Importanza dell'educazione. Un'educazione (cioè una cultura) superata o comunque non adatta alla realtà crea una modalità operativa insufficiente.  © Impedisce l'azione o la vota all'insuccesso. –|  Nonostante un'educazione impropria (permissiva o repressiva) alcuni individui se la cavano ugualmente /121/.

Pinelli cita G. Sommerhoff la cui tesi è che "il mondo e la psiche umana si vadano strutturando nel corso della vita dell'encefalo".  "... il meccanismo del cervello come meccanismo teleologico ai vari livelli filogenetici e ontogenetici".  Il cervello emerge "come una realtà di incontro tra le informazioni esterne e gli interventi motori del soggetto".  La tesi poggia su strutture matematiche /cfr 122–126/. ®  Tesi  in sostegno alla teoria che il «rispecchiamento» (la capacità umana di rispecchiare la realtà)  si è andato formando nel corso della crescita filogenetica.  L'uomo quale animale più complesso sulla terra.  Ultimo termine del processo che dagli elementi fisici ha portato agli elementi biologici complessi – siamo fatti di atomi e di processi biologici – ha impresso in sé il ricordo del processo generale che dagli atomi è giunto fino a noi. La capacità/possibilità di rispecchiare l'intero processo, di individuarlo, ricostruirlo, rintracciarne le tappe, eccetera, è il risultato del suo essere l'ultimo anello del processo universale» (almeno così ci risulta). –|

 

[pensiero comune, logica binaria e logica probabilistica]

/127/ Rapporto fra informazioni, alternative (binarie o multiple), programmazione teleologica, e altro. © Il pensiero comune è caratterizzato da una scala inadeguata di variabili, scarsa padronanza delle informazioni, riferimento insufficiente, vago e ambiguo a situazioni complesse e mutevoli, dimensione temporale insufficiente.  Il risultato è che la dimensione temporale insufficiente permette solo soluzioni di corto raggio, mentre l'insieme provoca «incapacità di attesa», alternative rigide, nella maggior parte dei casi esclusivamente binarie nelle quali il futuro non riesce a occupare tutta la sua ampiezza e viene immaginato inadeguatamente nella formula insufficiente di questo o quello. Questo metodo – carente a fronte delle necessità e della complessità del processo da affrontare – corrisponde alla logica aristotelica, forse non a caso binaria, del «a non è non a» e alla logica del ragionamento logico-matematico del o vero o falso. –|  Al contrario la modalità più frequente del sistema nervoso – anche se non nota né sufficientemente conosciuta e indagata – è quella delle alternative multiple secondo una integrazione probabilistica multipla a larga disponibilità temporale che corrisponde al procedere empirico stesso di orientamento progressivo tra diverse variabili, correlabili secondo direttive multiple, di ordine ipotetico e quindi accantonabili e utilizzabili nei modi e nei tempi più diversi.  Una volta scoperto e adottato, questo modo di procedere risulta il più adatto alle normali circostanze della vita.  Evita comportamenti immediati di fuga o aggressività e permette la scelta dei modi e dei tempi più adeguati per il successo dell'azione.  Cosa fa invece il nevrotico?  Adotta risposte di fuga o aggressività anche quando non è il caso.  Va da sé che le alternative multiple devono essere mantenute entro limiti concreti con capacità di semplificare.  – Vantaggio di norme guida e messaggi semplificati.  La semplificazione non equivale alla scelta binaria.

® La selezione delle alternative porterà alla fine a una scelta binaria.  Prima cinque alternative, poi quattro, poi tre, infine «questo o quello».  Ora una scelta binaria dopo un'analisi del massimo di possibilità, è profondamente diversa dalla scelta binaria imposta dalla nevrosi e dalla insufficienza logica del sistema binario.  Nel primo caso la possibilità di una nuova immediata scelta sì-no in caso di insuccesso della scelta sperimentata, facilita il successo dell'azione; nel secondo caso non c'è possibilità di nuove scelte dal momento che nemmeno le prime si sono presentate come tali. La scelta binaria nevrotica crea impossibilità di soluzioni, scissioni e dissociazioni psicologiche.  L'altra produce compromessi, rinunce, ma soprattutto soluzioni in più tempi. –|

 

[sul concetto di deficit teleologico]

© Pinelli vuol richiamare l'attenzione sui processi coscienti oggettivi. Dai quali – anche e per via della cultura media e del metodo logico egemone – possono partire le disfunzioni più gravi.  Le difficoltà della vita, dice Pinelli, non sono attribuibili alle disfunzioni psichiche.  La realtà è una struttura complessa nella quale ogni individuo è calato e che deve affrontare con gli strumenti propri forniti dall'esperienza della specie.  E ritroviamo il materialismo dialettico il cui metodo e la cui visione del mondo vengono sotto molti aspetti largamente confermati e integrati dalle stesse ricerche degli scienziati positivisti. –|

/130/. In sostanza per deficit teleologico si intende l'incapacità di individuare chiaramente un fine e portare a termine un progetto.  © Un esempio.  L'eccessiva psicolocizzazione complica l'analisi della realtà e produce errori di valutazione.  Le disfunzioni del livello conscio portano a una riflessione sulla cultura, sulle ideologia di classe e sulle disfunzioni prodotte da una visione del mondo inadeguata al periodo storico. –|

/133–135/.  Teoria delle categorizzazioni insufficienti  © da applicarsi anche alle ideologie derivate dai rapporti di produzione e dallo scontro sociale. –|  Ancora.  Rapporto fra le difficoltà della vita e le nevrosi /137/.  (© Anche i suggerimenti forniti rispetto alla necessità che l'individuo affronti con strumenti adeguati le difficoltà della vita portano ai concetti – dell'autore – della necessità e bontà – o meno – dei "riferimenti guida", dell'assimilazione di modelli culturali e alla aderenza delle "categorizzazioni astratte con le basi pragmatiche".  ® È di scena di nuovo la cultura e il sapere che sono sempre cultura e sapere «anche» di classe. –|  I modelli di riferimento indispensabili alle modalità operative del cervello e al funzionamento cerebrale inteso come elaboratore del comportamento e della stessa attività cosciente /138/.  © Le strutture logiche diventano parte integrante dei disturbi.  Il concetto di teleologia = al concetto hegeliano di fine e a progetto. –|

 

[l'isteria]

[F. Petrella - D. De Martis]  /139/141-149/ –  Disturbi e malattie psicosomatiche, depressioni, tendenze psicotiche o perverse, abuso di farmaci, propensione ad agire i conflitti,  prepotenza, hanno preso il posto dell'isteria ottocentesca.  ©  Esiste dunque una mutazione della patologia del sistema nervoso.  Qual è il suo sviluppo in riferimento alla «produzione di alienazione» del sistema, del modo di produzione? –| Nell'isteria il soggetto è parlato /144/.  "L'impossibilità di accedere al progetto sessuale adulto senza uno svincolo dagli oggetti parentali infantili fa sì che la vita erotica rappresenti il momento di massima specificità in cui l'isteria si manifesta".  "L'investimento amoroso e l'adempimento pulsionale sessuale entra in conflitto col timore dell'abbandono da parte degli oggetti parentali", dai quali il soggetto isterico ancora dipende.  Il conflitto si manifesta fra l'esigenza di conservare il legame con gli oggetti parziali infantili e realizzare i progetti amorosi propri dell'adulto /147/.  Alla seduzione segue immediatamente la ripulsa (fenomeni di anoressia e bulimia). 

La diffusione delle droghe e altri fenomeni comportamentali diffusisi a partire dalla seconda metà del XIX secolo lasciano pensare alla necessità di "nuove difese collettive dall'angoscia".  ® Un'angoscia collettiva montante derivata dell'espansione dell'alienazione prodotta dal modo di produzione. Questa è solo una delle determinazioni principali che caratterizzano la transizione. –|

 

[istinti e carattere]

[E. Fromm] /175/ – Fra la teoria degli istinti – (Lorenz) e la teoria sociale neo-comportamentista, esiste la soluzione Fromm. Intanto rivediamo il concetto di aggressività /180/.  Esiste una aggressività filogeneticamente programmata con la funzione di salvare l'individuo e la specie.  Gli scimpanzé non sono aggressivi /184/.  L'uomo arcaico più pacifico che aggressivo /186/.  L'aggressività nasce nel neolitico /187/ e in particolare con la società patriarcale.  La società matriarcale è realmente esistita sette mila anni fa (Millhart, archeologo inglese e Luis Manfred) /188/. Nell'uomo gli istinti si vanno perdendo mentre nascono funzioni più complesse che li sostituiscono /189/. Il carattere è la funzione che l'uomo ha sviluppato al posto degli istinti.  L'uomo esiste in quanto «fa» non in quanto pensa.  ® Esiste infine un livello evolutivo successivo al fare  che è il livello del pensare. Da questo livello in poi l'uomo esiste in quanto pensa. Il fare sussunto dal pensare. –|

 

[concetto del produrre un effetto]

 /192/ – I bambini amano produrre rumore. Produrre un effetto ci fa sentire vivi.  Il sadico è qualcuno che non riuscendo a produrre alcun effetto reale, produce il terrore nell'altro e questo lo fa sentire qualcosa, qualcuno.  L'amore per le macchine equiparato alla necrofilia in quanto amore per le cose morte.

 

[alcuni concetti generali]

La nevrosi. Meccanismo di difesa dall'angoscia.

La psicosi è una forma presa dall'organizzazione memorizzata dell'angoscia e della fuga nell'immaginazione, nell'impossibilità dell'azione.

Lo stress: –  stress favorevole (® inteso come tensione) = azione efficace e gratificante (si autoregola e scompare); – stress patogeno = privo di azione /68/.

La normalità. Si è normali in rapporto a se stessi, non all'ambiente /68/.

 

 

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