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Intorno al concetto di sociologia

(sul tema vai a “Psicologia o sociologia?” @PS) 

& – "Tutte le leggi (sociologiche) sono strumenti concettuali foggiati nel tentativo di dominare in sede tecnica le tensioni sociali" (Horkheimer e Adorno LDS/39).

 & – Il concetto di rapporto nella ricerca sociologica. Il rapporto sta al processo sociale come la parola sta al processo linguistico.

& – L’idea che l’analisi sociologica vada per qualche verso ricondotta alla pratica quotidiana della vita è una buona intuizione (H. Lefebvre) solo se riusciamo a fare della vita quotidiana un concetto così astratto e così sintetico da superare la fenomenologia del suo accaduto per penetrare all’interno del suo stesso processo, cogliendolo e analizzandolo.

 

[Marx ed Engels]

(da fpg 3 mag. 07) – Rileggo gli appunti di sociologia. In realtà difficili. Difficile collocarli. Probabilmente la sociologia è una materia di servizio. Scarsamente fondata scientificamente. Campioni, statistiche, sondaggi. E lo studio della società. Lo studio scientifico della società lo hanno fatto Marx ed Engels. Campioni, sondaggi, statistiche possono essere di supporto a quello studio. Oppure, come avviene, assumono la funzione di orientare la pubblicità, la politica. E altro. Appunto, un lavoro operativo di servizio.

Tuttavia. Giddens è un sociologo. Il quale su un impianto approssimativamente marxista fa un'analisi della società moderna. Un'anaolisi fondata, particolarmente utile. Avanzata. Di fatto piuttosto empirica. Nel senso che non stabilisce né suggerisce – se non indirettamente – un metodo generale. Metodo che ponga la sociologia su basi scientifiche che non siano una semplice quanto improbabile trasposizione del lomat nell’analisi sociologica.

Come? Alcuni esempi.

Stabilire, fondandolo, che il concetto di rapporto è il concetto base della ricerca sociologica. Il rapporto sta al processo sociale come la parola sta al processo linguistico.

Analizzare il concetto sociologico di interrelazione. Per saggiarne la fondatezza scientifica o, come più probabile, la sua insufficienza.

Porre l'esigenza all'interno di un'analisi sociologica della differenza tra vita e condizioni della vita.

Indagare la funzione dei simboli nei processi sociali e la loro attinenza con il feticismo.

Porre le analisi sociologiche all'interno della transizione e del modo di produzione che caratterizza l'attuale momento storico. Non tralasciando di esaminare le caratteristiche della transizione. 

 

[Giddens e il 4PP]

A differenza di Lefebvre, Anthony Giddens marxista ma non dialettico pur conoscendo la dialettica, individua una serie di strutture adattabili al 4PP.

La transizione, la produzione dell’individualità, la produzione della coscienza come sapere riflessivo (CMG/110) e costruzione dell’io (125). I concetti di modernità, di premodernità, di modernizzazione. I concetti sulla trasformazione sociale del tempo e dello spazio. I concetti di estraneità, di fiducia, di intimità, di competenza. Sviluppo dei sistemi astratti, dei principi impersonali. Di disaggregazione e riaggregazione (disaggregazione delle strutture esistenti a seguito della trasformazione sociale del tempo e dello spazio che in un secondo tempo si riaggregano sulle nuove strutture spazio temporali verificatesi. &c).

Per Giddens caratteristiche della  modernità sono la separazione dello spazio dal tempo, la disaggregazione delle strutture preesistenti, l'avvento della riflessività all'interno delle strutture sociali /70/.

Distinzione fra

fiducia – Senso di affidamento e di sicurezza che viene da una stima fondata su qualcuno o qualcosa  (di cui ci si fida completamente).

fede –  Adesione tanto incondizionata quanto acritica a un fatto, a un'idea.

consapevolezza anche cognizione – Che si rende conto di un fatto. Esperienza di un processo sperimentato.

© Tre livelli della fiducia moderna. Fiducia nella scienza in generale, nel sistema esperto in particolare, nel competente del sistema esperto.

La fiducia e la consapevolezza moderna possono essere fondate solo statisticamente. Quando la fiducia è assoluta racchiude in sé un residuo di fede.

Il fondamento della fede è sempre magico.

Il simbolismo elimina la sostanza statistica della consapevolezza e finisce col cadere nel lato del fideismo. A  meno che non rappresenti la sintesi di un equivalente generale. –|

(1.9.05) Continuo CMG. I parametri della sociologia sono sostanzialmente parametri psicologici. La coscienza che si nutre dell'efficacia dei risultati del sapere e della pratica umana sono trattati e analizzati con il concetto di fiducia. Una struttura psicologica che sostiene l'uomo nelle sue azioni e nel suo modo di pensare. ok

(7.9.05) Ancora su Giddens. Concetto di vissuto come concetto sociologico di base. Di cosa si occupa la sociologia? Del vissuto umano.

 

[Panzieri e la sociologia]

(Panzieri, Quaderni rossi /76) L'inchiesta sociologica può essere solo organizzata e condotta permanentemente dal partito della classe operaia.  In uno scambio permanente di fiducia dell'operaio nel partito e del partito nell'operaio.  Lo studio "scientifico" al di fuori del partito, lo studio "asettico" è già una adesione all'ideologia borghese della obiettività  (leggi Metodologia e sociologia in @DS).

Dopo le esperienze cinesi si può dire che la sociologia è una pura eresia borghese, un mezzo di lavoro e di pressione borghese. La sociologia socialista nasce nei luoghi di lavoro dove gli operai risolvono i loro problemi umani organizzando il proprio lavoro nel quadro della produttività e degli obiettivi economici del paese.  La sociologia trattando l'uomo come un oggetto è uno strumento ideologico borghese e positivista.

La società degli uomini deve essere osservata dagli uomini (tutti) nel momento in cui la trasformano.  Questo non elimina lo scambio di informazioni fra i gruppi che la trasformano, ma elimina il sociologo, il - tecnico - cioè colui che osserva la società e gli uomini "dal di fuori".  Da dove? Una domanda cui non è facile se non impossibile rispondere.

 

[verso una sociologia marxista]

Il positivismo accetta come un dato di fatto la divisione dell'oggetto dal soggetto.  L'uomo che studia l'altro uomo, ridotto alla condizione di cosa.  Questa è la sociologia con cui abbiamo a che fare.

Il marxismo, con la teoria della lotta di classe, del centralismo democratico, eccetera, rappresenta teoricamente, una posizione più avanzata.  La classe studia se stessa.  Studiando se stessa studia le classi antagoniste e quelle alleate.  Come?  Questo è il punto.  La risposta più ovvia è che le studia di fatto, che questo studio si attua attraverso la lotta.  Lotta che sola permette di studiare se stessa, il mondo esterno (la natura), le altre classi.

Ma questo non è accaduto.  In primo luogo questo è accaduto solo in parte. Quando diciamo – non è accaduto – esprimiamo solo la delusione di fronte a un fine che già davamo per raggiunto prima ancora di raggiungerlo. Riflesso ingenuo (puerile) che vuole la cosa senza lottare per ottenerla.

Dobbiamo allora tener conto da una parte di cosa sia accaduto e di cosa non sia accaduto dall’altra parte.  Cosa sia questa parte non accaduta di cui abbiamo solo un’idea di come sarebbe dovuta essere e non sappiamo come sia realmente dal momento che non è accaduta. Ma dovrebbe, potrebbe accadere.

L’esame di quanto accaduto solo in parte e l’analisi della parte che deve accadere e – come farla accadere – rappresenta il lavoro da fare.  Ora. Questo lavoro deve partire dalla analisi della pratica marxista nei paesi socialisti.  Leninismo, stalinismo, maoismo, economia socialista di mercato, eccetera.  Deve individuarne, soprattutto, il punto dove il soggetto si è di nuovo diviso dall’oggetto.  La classe operaia ha generato un soggetto diviso da se stesso, ricondotta di nuovo a essere oggetto (burocratismo, eccetera).  Per far questo non può accettare il metodo sociologico occidentale e positivista che è un metodo di classe.  Se ciò dovesse avvenire in Urss, significherebbe che in Urss è nata una nuova classe o, più probabile, è emersa una nuova classe.  Eccetera. La sociologia come scienza oggettiva va rifiutata proprio per questo suo essere in sé e non per sé .  Ma per questo va rifiutato lo studio autocosciente e autoriflettente delle classi?  Si è già detto di no.  Ma questo rinvia al marxismo.

 

[verso la noia sociologica]

(da fpg 08.09.00) – Vado avanti a tappe forzate con un libro sulla globalizzazione di un certo Robertson, sociologo americano. A tappe forzate poiché R. affronta una serie di aspetti interessanti senza riuscire mai a dire qualcosa di veramente interessante. Se non sul metodo della sociologia moderna. E sì che tiene in gran conto Marx ed Hegel dei quali usa alcuni concetti di analisi fondamentali come il sé e il per sé, o la sussunzione, e altro ancora. Li afferra, sì. Non nella loro globalità. Non giunge al concetto di processo, per esempio. Non analizza la storia dell'umanità, che è poi il reale tema del libro, come processo e storia di quel processo. Individua tutte le contraddizioni del processo e vi si infila dentro senza riconoscerle come tali, senza assumere il tolto per rimanere né la sintesi del superamento in una realtà nuova proveniente dalla contraddizione che la precede e che è appunto stata superata sia pur contenuta, eccetera, eccetera.

Quindi lo trovo noioso, specialistico in quanto polemizza, completa, approfondisce tutta una serie di concetti dei principali sociologi che lo hanno preceduto, che lui conosce approfonditamente, così sembra, e che cerca di correggere e completare. Nel leggerlo la sonnolenza è costantemente in agguato e per proseguire con profitto devo contrastarla con determinazione.ð (13.09.00) Le ds di questi sociologi, per esempio sulla nostalgia, fanno venire alla mente i dibattiti fra i diversi ordini monacali tra il 11oo e il 12oo, impastati di realtà, teologia (il sesso degli angeli), protrattesi fini al '4oo avanzato, quando si decise che i problemi teologici andavano confinati una volta per tutte nella teologia e si prese la strada più terra terra della doppia verità che fu quella che diede il via al pensiero moderno (cfr De Ruggero).

 

[che razza di sociologi!]

(da fpg 27.08.00) – Pessimo articolo di Ilvo Diamanti sul Sole–24 ore di oggi. Affronta i temi dell'alienazione. Per esempio la difficoltà, e nella maggior parte dei casi l'impossibilità di capire la globalizzazione e tutte quelle cause economiche le quali legate allo sviluppo capitalistico riducono i margini di sicurezza e di comprensione delle folle capitaliste. Anonime, solitarie, violente e chiuse in sé. Tuttavia lui non considera – probabilmente non sa – cosa sia l'alienazione marxista. Una riflessione lontana dalla sua cultura. Di conseguenza non ne parla. Parla invece di alibi della società insicura, che angosciata dall'insieme dello sviluppo capitalistico che Diamanti colloca nelle angosce spicciole della flessibilità, dell'inflazione, della disgregazione della famiglia, ah dunque c'è questa disgregazione!, dell'insicurezza in generale. Angosce che si rivalgono, si «scaricano», si tramutano nel furore contro la pedofilia, la micro criminalità, la follia della gioventù assassina, e altro.

La banalità del nostro giunge a raccogliere il luogo comune dei nostri bambini vestiti da grandi come un crimine commesso contro di loro. Ignorando le analisi che sostengono come sia stata e sia un'invenzione borghese quella di ghettizzare i bambini isolandoli e isolando con loro le donne che avevano il compito di accudirli oltre che partorirli e crescerli. Questo dell'infanzia è un tema borghese (di conseguenza catalogato come moderno). Fino al Settecento i bambini non esistevano. Considerati adulti in via di sviluppo, trattati come tali (anche sessualmente) e partecipanti a pieno titolo ai giochi adulti. Vestiti, fra l'altro, come adulti. Ma che razza di sociologi ci troviamo a leggere oggi! La sensazione di disagio monta parallelamente a quella di impotenza.

 

 

parole chiave di ricerca

[sociologia [modernità [tempo e spazio [fiducia e fede

[Marx [Engels [Giddens  [Panzieri [Diamanti [Robertson

 

“Intorno al concetto di sociologia” [§S]

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