materialismo&dialettica
Schede tematiche e riflessioni > Arte e narrativa
A proposito di arte moderna

§* Tendenza dell’arte moderna verso l’assoluto, verso il puro. L’architettura pura, la pura scrittura, la pura pittura. Che si trasforma nel puro piacere, nel puro godimento.

§* Questa tendenza verso l’assoluto e la purezza riflette il dominio del capitale finanziario rispetto al capitale industriale. Nella misura in cui la moneta tende a emanciparsi dall’oro (senza riu­scir­ci), tende cioè a emanciparsi dalla sua base concreta, l’arte a sua volta aspira a emanciparsi dalla sua base concreta che è l’uomo.

 

[dal puro all’orrido]

(Sedlmayr - RAM/71) - Rimbaud tende alla poesia pura “non … escludendo dall’abbozzo tutti gli elementi non poetici che lo spirito critico poteva scoprirvi, ma allontanando da se stesso tutto ciò che è proprio dell’uomo e non del poeta”. “L’esistenza umana viene sacrificata al poetico sonnambulismo” (73). E l’io individuale e soggettivo (quindi l’io che si oppone all'umanità nel suo insieme) diviene la base della nuova poesia. Ma questo io non basta che “viva”, anche perché non può vivere isolato, deve essere coltivato attraverso una disciplina e grandi sofferenze (72). © In altri termini il soggettivismo non riflettendo la reale condizione umana va creato con operazioni intellettuali e volontaristiche. –|

Friedrich Schlegel anticipa e teorizza l’indirizzo oggettivo, il punto di arrivo, al quale giungerà la pura arte, che non potrà fare a meno di ricercare stimoli sempre più violenti e marcati (74). E passerà progressivamente al piccante e al sorprendente. “Il piccante è ciò che stimola convulsamente una sensazione divenuta ottusa; il sorprendente è il pungolo analogo per la fantasia” (74). “Che un’arte rivolta all’esteticità pura debba finire, in ultima analisi, nell’avventuroso, nel disgustoso e nell’orrido, è altrettanto sicuro ed evidente quanto un’erotica la quale sia rivolta all’erotismo «puro» deve terminare alla fine con il marchese dì Sade” (75). Vladimir Solovjov scrive “Quando non si creda più a questa trinità del buono, del vero e del bello, la bellezza eterna viene dichiarata bellezza vecchia e sulle sue rovine si pianta il vessillo della bellezza nuova”. Cioè il vessillo dell’estetismo, commenta Sedlmayr.

Per farla breve da qui prendono forma il demoniaco, il «sinistro» e l’interessante. L’interessante si forma come surrogato estetico (76-77). Una categoria comunque che si riferisce a “valori inferiori”. Fëdor Stepun scrive che “si può dire che l’illuminazione è interessante, ma non che il sole è interessante”. La nuova estetica svaluta dunque l’uomo, la natura (78). “Per troppo tempo abbiamo adorato l’uomo, gli animali, le piante e le stelle", scrive Guillaume Apollinaire, "è ora di mostrare che i padroni siamo noi”. Conseguenza concreta di questo modo di intendere è che l’artista viene degradato a produttore specializzato (77).

 

[Kierkegaard e «l’artista interessante»]

K. fissa i tratti costitutivi dell’uomo e dell’artista interessante. Egli deve  giocare con le possibilità, con l’ironia, con la malinconia. Ancora. “Si può tutto concepire e con tutto giocare, senza dover prendere una decisione”. Possibilità “significa essere sospesi”, essere liberi, avere un potere infinito, una ricchezza sconfinata, significa gioco incessante con innumerevoli forme di esistenza”. “Tutta la sua potenza demoniaca e spaventosa la esplica nella lotta con la sua antagonista: la realtà”.”La possibilità è esteticamente superiore alla realtà” (78). L’intera esistenza diviene un puro gioco (RAM/78). “Qualcosa sì mostra possibile, e poi si presenta una nuova possibilità, e infine le fantasmagorie si susseguono così rapide, che è come se tutto fosse possibile, e questo è appunto l’ultimo istante, nel quale l’individuo stesso è diventato una pura e semplice possibilità per ogni cosa possibile”. “Ciò che manca è la forza di ubbidire, di piegarsi dinanzi alla necessità insita nell’io (i propri limiti)”.

© E i limiti delle condizioni oggettive. Si tratta della falsa libertà, della libertà nell'immaginazione che scavalca la necessità, mentre la vera libertà è la libertà non dalla necessità (sogno), ma nella necessità (cfr Engels).–|

Tutto ciò porta nel nulla, come nel nulla portano l’ironia e la malinconia. L’ironia concepita come “il libero librarsi al di sopra della propria vita” (79). È il gioco definito come il nulla. “... il soggetto, nell’ironia, voglia costantemente uscire dall’oggetto e quindi dall’ostacolante e disprezzata realtà” (Kierkegaard). Stretto rapporto fra ironia (umorismo) e nulla. Negativa indipendenza da tutto. Potere dissolvente e demolitore.

La malinconia è l’incapacità di volere con risolutezza quell’unica cosa che è necessaria, per emigrare nell’estetico. “Ogni condotta estetica della vita è in fondo, disperazione” (RAM/80). Simili nature hanno una impressionante capacità d’ingannarsi”. La perfetta incarnazione dell’uomo estetico per Sedlmayr è Picasso. Figura chiave dell’estetismo vissuto fino in fondo.

 

[l’analisi di Sedlmayr]                                                            

© Profondità dell’analisi di Sedlmayr (vedi scheda in §RAM2). Le conclusioni spesso idealistiche, ma le analisi concrete (un po' come la logica di Hegel).

In sintesi → dal puro al piccante e al sorprendente. Dal sorprendente al demoniaco e all’interessante. Nell’interessante c’è del demoniaco (proprio perché nel demoniaco c’è dell’interessante). Dall’interessante all’ironia e alla malinconia.

Queste categorie che partono dal puro si oppongono in qualche modo al reale, al concreto. Al concreto come necessità, in nome della possibilità. Ma il concreto, il reale è unione di necessità e possibilità. Dividere la possibilità dalla necessità, il possibile dal necessario, significa amputare il reale. Il possibile è possibile solo quando è necessario. E il necessario prima di essere tale è solo possibile, è pura possibilità. Il necessario è per definizione possibile. Diviene necessario soltanto quando la possibilità travasa in lui. È la possibilità dunque che diviene necessaria. Privata della propria necessità la possibilità è uguale al nulla. La pura possibilità è puro nulla. Questo nulla, questa vo­lontà di uscire dalla realtà, di librarsi liberi sopra la real­tà è ironia.

Impressionante come l’ideologia dell’artista moderno (secondo Sedlmayr) travasi tutta intera nell’ideologia piccolo-borghese della nuova sinistra e nelle giovani generazioni che vedono la luce in questo tempo di transizione. La libertà dalla necessità, il libero gioco delle possibilità (che non si realizzano mai), l’invocazione dell’ironia, il gusto del demoniaco, la forzatura estetica, il piacere del piccante, e tutto l'armamentario che segue li ritroviamo a livello di massa. Così come, nella pratica artistica ci si rifà e si scade nel macchinismo, nel geometrico e nel matematico, così nella pratica pseudo rivoluzionaria, si scade nell'economicismo, nel consumismo, nell’arte borghese. Nel sogno il massimo della libertà. Nel reale le necessità del conclamato avversario divenute le proprie.

Tutto ciò è contro l’uomo in nome dell’individuo e del sentimento. Contro l’umano dell’uomo, contro il suo essere sociale. –|

 

 

parole chiave di ricerca

[arte moderna [possibilità e realtà [libertà [necessità [ideologia piccolo borghese

[Sedlmayr [Rimbaud [Schlegel [Apollinaire [Kierkegaard

 

“A proposito di arte moderna”  [§RAM1]

Torna su

Trova
codici
Menu