materialismo&dialettica
Schede tematiche e riflessioni > Fisica & mat
Evoluzione, di Ervin Laszlo

(appunti sulla teoria dei sistemi universali)

 

[nasce l’evoluzione] /EVL 22/ – L’evoluzione si arrampica lungo la scala della complessità strutturale e dell’organizzazione, una scala che tende alla massimizzazione dell’energia libera e alla minimizzazione dell’entropia.  Il tempo fa parte dell’essenza stessa del processo.  La trasformazione evolutiva è casuale sul piano individuale, ma irreversibile su larga scala ® il caso è casuale nel possibile, ma causale nel necessario. –|

 

[alla scoperta del concetto di possibilità] /23/ "... insiemi di possibilità entro i quali possono dispiegarsi i processi evolutivi".

 

[adesso vi spiego cos’è l’evoluzione] /27/ – "... elementi relativamente piccoli, caratterizzati da elevate forze di legame, operano da mattoni costitutivi per la formazione, su livelli di organizzazione più alti, di sistemi più grandi caratterizzati da forze di legame più deboli.  E questi diventano a loro volta mattoni costitutivi per elementi ancora più grandi, situati a livelli ancora superiori e caratterizzati da legami ancora più deboli".  Il livello superiore non è necessariamente più complesso dei suoi sottosistemi /29/.  Concetto delle gerarchie di controllo.  Un nuovo livello di organizzazione comporta "... una semplificazione della struttura sistemica, ma anche l’inizio di un processo di progressiva complessificazione" /30/.

La teoria generale dei sistemi – la termodinamica di non equilibrio /31/.

 

[tre tipi di stati] /32/ – 1° – stato di equilibrio (i flussi di energia e di materia hanno eliminato le differenze di temperatura e di concentrazione. Il sistema è omogeneo e inerte (→ le cose).  2° – sistemi vicini all’equilibrio.  Tendono all’equilibrio (le concentrazioni tendono all’equilibrio chimico, l’uniformità della temperatura corrisponde all’equilibrio termico). 3° – stato lontano dall’equilibrio.  Sistemi non lineari  «aperti».  I sistemi aperti si definiscono in rapporto alla seconda legge della termodinamica /33/.  In realtà la legge agisce anche all’interno del sistema aperto.  Solo che una volta consumata l’energia libera disponibile ne importa altra da fuori mentre l’entropia prodotta dai processi irreversibili interni viene trasferita nell’ambiente.

 

[autorganizzazione sistemica degli stati lontani dall’equilibrio] – Ogni struttura complessa si organizza come sistema aperto.  Alla complessità del sistema corrisponde una disponibilità di energia libera inversamente proporzionale alla complessità del sistema. In altri termini più complessità uguale più energia libera a disposizione e meno entropia /35/.  Ancora. Date certe condizioni il suo sviluppo si realizza per necessità (→ assoluta).  Se questo è vero ne consegue che l’evoluzione non può considerarsi un accidente.  Tenere presente che date determinate condizioni, il flusso di energia assume una complessa organizzazione spaziale in forma di celle esagonali differenti dai prodotti dei processi lineari /36/. Questa produzione di celle – celle di Bénard – "testimoniano l’autorganizzazione sistemica che ha luogo in natura" e rappresentano un tipo di ordine proprio dei sistemi aperti – viventi o non viventi.

 

[i cicli catalitici – cicli a catalisi incrociata – ipercicli] – I cicli catalitici = meccanismi fondamentali che conservano i sistemi aperti entro un flusso di energia /37/.  Questi sistemi → devono essere  caratterizzati dalla presenza di due o più stati stabili conservati entro il flusso di energia per opera di anelli di retroazione e di cicli catalitici o a catalisi incrociata.  {Concetto della produzione di flussi ciclici di materia ed energia}.  Gli ipercicli sono alla base di quelle strutture complesse che rendono possibile la vita /38/.  I cicli catalitici presenti nelle reazioni chimiche più semplici.  In quelle più complesse – fenomeni del vivente – appaiono intere catene di cicli a catalisi incrociata.  Fra le loro caratteristiche, la stabilità in varie condizioni parametriche.

 

[la legge di convergenza di Csanyi] /40/ – permette la creazione di livelli superiori – La «convergenza» è la legge centrale dell’evoluzione in quanto crea le condizioni per la produzione di sistemi di livelli sempre più alti, dotati all’inizio di una struttura più semplice.  Limite di questi sistemi che una volta raggiunto un determinato optimum nuovi incrementi di complessità non miglioreranno la loro efficienza.  In altri termini si fermano.  O meglio si riorganizzano evolvendo /42/.  I ritmi o cicli di questa evoluzione sono caratterizzati da balzi improvvisi inframmezzati da periodi di stasi.  La freccia dell’evoluzione dipende da una serie di condizioni casuali che rendono impossibile individuarne la direzione e lo sbocco /44/. 

 

[si parla della evoluzione dell’universo] /59/

1 ° – il campo spazio–temporale si espande e si raffredda.  L’evoluzione di sistemi irreversibili di materia ed energia è caratterizzata da una complessità crescente, da una energia libera crescente, da una entropia decrescente e da una crescente lontananza dall’equilibrio termico e chimico /69/.

2° – nella produzione dell’universo, la selezione naturale tra le reazioni di mantenimento ha favorito i cicli catalitici, grazie alla loro velocità e stabilità.  Questi hanno a loro volta prodotto – attraverso il fenomeno della convergenza – strutture sempre più compatte /73/.

© → Al punto 1° si rovescia la teoria della corsa entropica dell’universo. Al punto 2° si introduce il principio della selezione naturale nel campo della fisica, quale selezione delle strutture più adatte, in grado di riprodursi nelle condizioni date. –|

 

[si passa dalla fisica alla biologia] /74/ – Si critica il principio di casualità della selezione naturale poiché non dà conto della crescente complessità degli organismi biologici /75/.  Anche la «linearità» dell’evoluzione darwiniana non corrisponde alla realtà dei processi.  L’evoluzione biologica non è né graduale né continua bensì – a livello delle specie – assolutamente discreta.  La natura progredisce per balzi e profonde, imprevedibili trasformazioni – non per brevi accomodamenti successivi.

[teoria dell’equilibrio puntato] /76–79/ – la mutazione avviene all’interno della specie e non dei singoli individui.

[gli ecosistemi] /80 → /

[la storia] /88/

 

[note di contorno] – Approfondire il concetto di cicli di oscillazione fra stati stabili all’interno di un sistema aperto /37/.

© → 1° – Si vuole cogliere l’organizzazione dei sistemi complessi nella prospettiva dei processi generali.  Tentativo di individuare le «differenze» all’interno di un unico ciclo che si muova dalla produzione della materia a partire dall’energia.  2° – appare sufficientemente chiaro come i processi dell’universo nel suo insieme siano processi di produzione, indipendentemente dal livello della produzione considerata.  3° – oltre che processi di produzione sono anche processi di autorganizzazione /36/.  Si può dire che la produzione si manifesta all’interno di una determinata organizzazione.  L’organizzazione diventa un modo con il quale la produzione si manifesta.  A ogni produzione un’organizzazione.  A ogni organizzazione una produzione.  Ogni produzione presuppone una organizzazione.  Ogni organizzazione sbocca in una produzione.  4° – a un determinato livello di complessità anche i processi lontani dall’equilibrio raggiungono una stabilità /38/ che chiamerei «resistente».  Nel senso che si mantiene non solo all’interno di condizioni date, ma anche nel mutamento relativo di queste condizioni – l’adattamento?  5° – dato un tempo sufficiente e un flusso di energia persistente, ogni sistema funge da complemento e da completamento /40/ per altri sistemi nei termini delle loro specifiche funzioni.  Allora viene creato un sistema di livello superiore "che ignora selettivamente molte specificità dinamiche dei sottosistemi ai quali → impone un nuovo vincolo interno semplificato (l’a. usa i termini comportamentale collettivo).  6° – la stessa struttura del processo evolutivo impedisce di prevederne la direzione e lo sbocco /44/.–|

 

[dinamica dei processi e dialettica] – © Confronto con la dinamica dei processi individuata dalla dialettica.  A pag 44 – inadeguatezza dei vecchi strumenti teorici data la natura → non lineare e discontinua  dei sistemi aperti.  Insufficienza del calcolo differenziale usato solitamente per modellizzare il cambiamento.  A pag 52 e segg la descrizione non fa che modellizzare il noto.  Con la scoperta che livelli molto alti di complessità producono un salto qualitativo del sistema che si trasforma in un sistema nuovo.  Lo sforzo è di racchiudere – o di individuare – l’evoluzione in formule matematiche poiché siamo ancora nella convinzione che → solo la matematica sia in grado di fondare delle certezze scientifiche.  Manca in realtà ogni conoscenza e ogni fiducia per le strutture logiche umane così come emergono dalla produzione del processo logico in sé nel suo rapporto con la realtà. –|

 

[differenza fra ma.dial e lomat] – ® Altra differenza fra l’impostazione di EVL e la dialettica è che la SDL è riuscita a elaborare una struttura del processo logico che permette di individuare in astratto ogni altro processo da noi conosciuto.  Gli empiristi sono obbligati a rifarsi ai modelli noti come il processo di produzione dell’universo /cfr 59/.  Al contrario i dialettici ricavano il processo generale dal rapporto fra la realtà e lo stesso processo logico prodotto dal pensiero in grado di rifletterla.  Il che conferma che il cervello – con la sua produzione – è l’erede del processo generale e ha in lui le strutture per individuarlo.  Il lomat non ha ancora superato la differenza che oppone l’uomo alla natura.  Cerca una mediazione logica che funga da raccordo fra il pensiero e i processi naturali.  Questo raccordo lo rintraccia nella matematica che trova sulla strada della produzione logica dell’uomo, ma che feticizza.  Come l’uomo arcaico feticizzava la natura proiettando sugli animali e sui fenomeni naturali le strutture logiche e comportamentali che gli erano proprie, così lo scienziato moderno vede la matematica come un strumento di raccordo tra l’uomo e la natura.  La matematica non è uno strumento «trovato» dal pensiero umano sulla sua strada.  La matematica è una delle strutture del pensiero umano in corrispondenza con le strutture della realtà.  Riflette la realtà naturale (fisica, per esempio) poiché il pensiero è in grado di rifletterla.  La matematica è pensiero riflettente.  Il pensiero riflettente non è mai puro pensiero.  È pensiero e realtà insieme.  Non esiste senza la realtà.  La matematica riflette solo un aspetto dei processi di produzione della natura.  L’errore consiste nel trasformare la sua verità relativa in verità assoluta.  Nel pensare che gli aspetti quantitativi della realtà abbiano in sé gli aspetti qualitativi.  Mentre invece è vero il contrario. Sono gli aspetti qualitativi che hanno in sé la quantità. –|

 

 

parole chiave di ricerca

[fisica [ biologia [evoluzione e casualità [equilibrio : tre tipi di stati [sistema aperto e sistema chiuso [energia [cicli catalitici [universo [selezione naturale [produzione della materia e organizzazione [materialismo dialettico [matematica [scienza [pensiero : riflessione/rispecchiamento del reale [pensiero logico matematico [necessità

[Laszlo

 

“Evoluzione, di Ervin Laszlo” [§EVL]

Torna su

Trova
codici
Menu