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Anni ’70

(per le note degli anni ’70, vedi anche “Marxismo e transizione”)

 

& - Potremo assistere a una frantumazione della vecchia cultura borghese, alla sua riduzione da cultura nazionale in cultura regionale.  In nome del camuffamento marxista del rispetto delle autonomie regionali. 

& - La prospettiva è quella di un socialismo nato dal capitalismo e che prenderà dal capitalismo le strutture funzionanti, ripudiando le altre, già obsolete.  In Cina, in Russia, in Europa, in una delle due Americhe? Ecco, ciò conta relativamente.

& - "Senza una giusta veduta politica si è come senz'anima" (Mao).

& - La politica è l’arte di accordare, nel modo migliore, in ogni momento, ciò che è auspicabile con ciò che è possibile (Andrekedros, Storia della resistenza greca, 537). Ma è anche la capacità di pagare ciò che si vuole e volere solo ciò che si intende pagare (Lippmann).

 

[revisionismo]  (da ndc 29 dicembre 1974) - La vicenda Marina P., Isabella, Luigi, figli di Luigi, può servire come punto di riferimento per un discorso più approfondito.  Non si tratta solo del gruppo del Manifesto, ma della sinistra italiana di cui il gruppo del Manifesto è punta avanzata nel bene e nel male.  Questa sinistra tuttavia va collocata vicino alla sinistra occidentale e ai quadri delle società socialiste dell'Est.  E vicino alla sinistra nordamericana e latinoamericana.  Ricordare il colloquio con Ribeiro e la sua teoria della «sollevazione dei poveri» e della lotta «ricchi-poveri».  Perché la sinistra riforma il marxismo (procedimento revisionista = modificazione dell'essenza del materialismo col pretesto di criticarne la forma /Lenin ME)?

Se si accetta la tesi che all'Est è nato un capitalismo di stato, non c'è da meravigliarsi che la classe che lo rappresenta abbandoni il marxismo come teoria.  Questo abbandono conferma: 1) che il materialismo dialettico è una teoria rivoluzionaria della storia e della società umana; 2) che le società dell'Est non sono delle società rivoluzionarie.  L'autentica filosofia della nuova borghesia di stato nata in quelle società è sempre il positivismo, unica e vera filosofia della borghesia.  Solo che il positivismo deve essere camuffato da marxismo così come la pratica borghese della loro società deve essere camuffata da pratica rivoluzionaria.  Il camuffamento del marxismo è in linea con il camuffamento del nuovo regime borghese.

Le borghesie nazionali si sono costruite una cultura utilizzando le strutture precedenti proprie e legate ai rispettivi paesi nazionali.  Le hanno omogeneizzate e sulla base positivista, sostanzialmente positivista, hanno eretto un edificio culturale nazionale.  La teoria dei marxismi nazionali indica che è in corso il vecchio procedimento restaurato, abbellito e camuffato con idee nuove.  Ma con queste si abbandona l'essenza materialista, dialettica e scientifica insieme all'internazionalismo.  Mentre il positivismo borghese ha alimentato le vecchie strutture culturali omogeneizzandole solo quanto era necessario all'internazionalismo borghese relativista e soggettivista nella forma, il marxismo deve capovolgere il processo.  Non una iniezione di marxismo nelle strutture precedenti, ma le strutture precedenti saranno ristrutturate nel marxismo, che le dissolverà in un'unica scienza, in una unica pratica culturale, in una unica cultura. Riflettendo il nuovo materialismo (X° tesi) "il punto di vista della società umana o della umanità sociale".

Le vicende culturali della sinistra italiana riflettono il processo di nuovi gruppi formatisi nell'attuale assetto politico e sociale di transizione. Assetto che va gradualmente sostituendosi all'attuale.  E in questo pur proclamandosi internazionali, tenderanno e tendono a conservare delle vecchie strutture 1) la base positivista, 2) le diversità regionali.  Potremo assistere a una frantumazione della vecchia cultura borghese, alla sua riduzione da cultura nazionale in cultura regionale.  In nome del camuffamento marxista del rispetto delle autonomie regionali.  Dove il marxismo parlava delle autonomie regionali in vista del loro dissolvimento nella cultura materialista e dialettica generale. Considerata in sé scientifica. 

Per dare il via a questa unificazione era (ed è) necessario rompere le vecchie forme nazionali e liberare tutte le forze culturali di base.  È possibile che in questo senso il nuovo assetto prepari quello successivo. Con la riserva che la frantumazione in corso e l'obiettivo internazionalista favoriscono nello stesso tempo l'internazionalizzazione del capitale, la sua concentrazione e il suo dominio globale. Che il dominio globale porti al globale impoverimento e questo allo scontro finale è un'ipotesi che solo il tempo dirà quanto giusta o quanto errata.

È  necessario tenere conto di tutto ciò quando si vuol dare mano a una analisi dei gruppi della sinistra italiana.  Analisi necessaria per comprenderne i movimenti, gli obiettivi e la politica.  Dalla analisi della loro forma può anche risalirsi ai legami con le forze economiche che li sostengono e comprendere cosa preparino e dove è che andranno a morire.

È  necessario rifuggire (e lo dico per me) dal primo impeto moralistico di rifiuto che le loro vicende suscitano.  Vicende che alimentano e confermano l'analisi.

 

[dal capitalismo al socialismo] - Allo stato attuale delle cose, esaminata l'ottica dei grandi rivolgimenti storici, è di scarsa importanza sapere se vincerà il capitalismo o il socialismo, nel senso che la prospettiva è quella di un socialismo nato dal capitalismo e che prenderà dal capitalismo le strutture funzionanti, ripudiando le altre, già obsolete.  In Cina, in Russia, in Europa, in una delle due Americhe?  Ecco, ciò conta relativamente. Certamente in uno di questi quattro luoghi, per estendersi agli altri tre e al resto del mondo, ormai unificato dal capitalismo. 

Ciò non toglie che non è buona regola attendere che il processo si risolva da sé. Il processo siamo anche noi e concorriamo a formarlo. Le nostre azioni sono dunque fondamentali. L'avversario di classe va battuto dove si manifesta. Va battuto con analisi scientificamente corrette, senza mitologie o, quanto meno, con l'uso scientifico delle mitologie.

 

[il movimento operaio] si trova davanti alla scelta fondamentale tra una politica di riforme di strutture neocapitaliste, che implica l'integrazione del sindacato al regime capitalista e la sua trasformazione in gendarme del mantenimento della pace sociale durante la fase di ammortamento del capitale fisso, e una politica sostanzialmente anticapitalista con un programma di riforme di strutture a medio termine che abbiano lo scopo essenziale di togliere le leve di comando dell'economia ai gruppi finanziari, ai trust e ai monopoli.  Di creare un settore pubblico di peso decisivo nel credito, nell'industria e nei trasporti e di centrare la lotta sul controllo operaio, cioè sulla comparsa di un dualismo di potere nella fabbrica e nell'insieme dell'economia, che si trasformerà rapidamente in un dualismo di potere (E. Mandel.  Che cosa è la teoria marxista dell'economia, pag 96).

 

[le maggioranze] - Una forte opposizione tiene insieme una maggioranza fortemente divisa. Questo vale anche sul piano internazionale.  Le maggioranze sono "costituite" anche dalle opposizioni.

 

[esiste un livello di un paese] che è quello medio, quel modo in cui si affrontano e si risolvono le questioni concrete.  Livello al di sotto e al di sopra del quale non si può andare.  Concorrono a formarlo cultura, religione, senso politico, grado di libertà, concezione del mondo, costumi, e altro ancora. Montesquieu lo chiamava esprit general.  Hegel, Volksgeist.  È  l'insieme delle condizioni naturali, tecniche, economiche, morali e intellettuali che determinano lo sviluppo storico di un paese.

 

[uomo politico] - definizione e sua descrizione, cfr UT,  Merleau Ponty, pag 5 e 235.

 

[libertà - casualità] (Havemann DSD,127 – vai a @LOGMAT e §DSD) - Acquisiamo libertà nella  misura in cui modifichiamo la necessità, creiamo nuove possibilità e variamo il possibile.  Possiamo aumentare il grado di possibilità di certi fatti e diminuire quello di altri.  L'uomo → fa uso della casualità dei fatti per inserirsi nei fatti e modificarli.  L'uomo è libero proprio perché il futuro può essere determinato, non essendo ancora determinato.

 

[germania. protestantesimo] - In Germania dalla Riforma in poi le masse si erano abituate all'idea che la loro libertà era un "valore interiore" del tutto compatibile con ogni forma di vincolo esterno.  Che l'obbedienza all'autorità costituita era un requisito fondamentale per la salvezza eterna e che la salvezza e la povertà, agli occhi del Signore erano una benedizione (Marcuse RR, 31).

Uno degli effetti del protestantesimo in Germania fu quello di convincere i tedeschi ad accettare l'ordine sociale appena sorto e a trasferire le loro esigenze dal mondo esterno a quello interiore.  Lutero predicava che era dentro se stesso che l'uomo doveva trovare la sua libertà e realizzare le proprie possibilità.

 

[germania] - Secondo dopoguerra → giornata lavorativa più lunga che in qualsiasi altro paese europeo - i salari, la metà di quelli inglesi - gli investimenti pari al 25% del reddito (contro il 16% di quelli inglesi) - consumo pro-capite uguale al 60% del consumo pro-capite inglese.

La guerra del 1943 fra russi e tedeschi può anche essere interpretata come la lotta fra la sinistra e la destra hegeliana.

 

[giappone e germania] - Considerazioni dopo la vittoria nel 1967 della destra giapponese nonostante gli scandali che ne hanno caratterizzato il governo.  LM scrive che i giapponesi sono conservatori.  Invece → non si tratta di conservazione, si tratta di regime.  Dove il regime della borghesia è consolidato come in Usa, GB, eccetera.  Due partiti si alternano al potere poiché nulla cambia, cambiando il partito di governo.  Dove il regime della borghesia non è consolidato, resta al potere il solo partito in grado di rappresentarlo, come in Giappone, in Italia e in Germania fino a qualche anno fa (poi il regime borghese si consolida e nasce l'alternanza).  Nella misura in cui il regime si consolida, il partito di regime chiama al governo con sé l'opposizione perché si faccia le ossa (grande coalizione in Germania) mentre i partiti che contestano il sistema (Italia) continuano ad essere tenuti fuori.  È una chiave per comprendere in che tipo di morsa si dibatte la sinistra europea.  Il «sistema» è la sovrastruttura della struttura economica (nel senso che la struttura economica ha bisogno di quella sovrastruttura).

 

[italia. le grandi contraddizioni] - 1. tra interessi della grande metropoli e il paese (SU e Italia); 2. tra il paese e i paesi sottostanti - in condizione neo-colonialista - (Italia e Libia. Petrolio ENI..e Congo, ecc.); 3. fra Nord e Sud; 4. fra borghesia media e piccola. Fra borghesia grande, da un lato e media e piccola dall'altro. Fra gruppi nazionali della grande borghesia da un lato e gruppi filo americani della grande e media borghesia dall'altro; 5. fra zone sviluppate del Nord e zone sottosviluppate del Nord; 6. fra città e campagne nel Sud; 7. fra proletariato e borghesia; 8. fra proletariato e operai integrati..

 

[europa – stati uniti] - Ipotesi di lavoro. Colonizzazione dell'Europa →

a) Conquista economica

- interventi di capitali

- aiuti Marshall

- autofinanziamento delle imprese americane con capitali europei.

b) Conquista ideologica  

- positivismo

- economicismo

- scienze sociali

- strutturalismo

- psicanalisi

- cinema e televisione

c) Conquista politica (e militare)

- interventi economici presso i gruppi politici (socialdemocrazie)

- interventi delle ambasciate a tutti i livelli

- interventi Nato

- colpo di Stato in Grecia.

 

- Esame dei rapporti fra SU e Europa nel primo e nel secondo dopoguerra.

- Esame dei rapporti fra SU e Europa e progressiva sostituzione da parte della borghesia SU della borghesia europea nel mondo.

- Metodi della borghesia europea (colonialismo) e metodi della borghesia SU (neo colonialismo).

- In quale misura le borghesie occidentali sono subalterne a quella americana (esempio del Canada).  Come lo sono diventate e fino a qual punto si apprestano a diventarlo.

- Il proletariato occidentale di fronte all'imperialismo americano, all' imperialismo europeo e alla borghesia europea.

- Strategia della lotta

- Lotta di classe?

- Alleanze. Con una parte della borghesia? Quella nazionale, antiamericana 

- Radicalizzazione della lotta? (C'è da augurarsi un colpo di Stato?)

- Lottare per l'indipendenza nazionale (aiutando la borghesia nazionale contro la borghesia filo-americana, oppure...)

- Esiste una borghesia nazionale in Europa? Esiste una borghesia filo americana? Loro radici economiche.

- La rivoluzione e gli SU. La rivoluzione e l'Urss.

- Analisi dei gruppi medio e piccolo borghesi. Loro sfruttamento da parte dei gruppi borghesi più forti, a loro volta sfruttatori delle classi sottoposte.

- Analisi dello sfruttamento proletario, dello sfruttamento contadino, dello sfruttamento nelle aree ad alto sviluppo e nelle aree depresse.

- Geografia e spostamento delle aree depresse. In Europa e in Italia.

- Analisi delle ideologie dei vari gruppi sociali (da quella alto borghese a quella proletaria). Positivismo, economicismo, strutturalismo, scienze sociali e scienze logico-matematiche. Strumenti ideologici della borghesia. Diverso modo d'accettarle e diversa elaborazione teorica a seconda dei diversi interessi dei gruppi borghesi.

- Analisi politiche. Crisi politica attuale. Sue origini, sue radici economiche, sociali, internazionali, ecc.

- L'Italia tra Urss e SU?

- La lotta sindacale

- Imperialismo italiano

- Classe operaia e sviluppo economico in Italia.

 

[stati uniti - urss] – (1/3/70) Ipotesi di lavoro. 

1) Crisi economica americana. Inflazione e recessione insieme. (Arretratezza culturale. Galbraith scopre che l'economia è dominata dai produttori e non dai consumatori. Non gli viene in mente che qualcuno l'ha detto prima di lui 150 anni fa).

2) La crisi americana si ripercuoterà sull'Europa. Ma l'Europa è disposta a pagare la recessione americana?

3) Alcuni sintomi lasciano pensare che l'Europa non sia disposta. (Si possono interpretare in questo senso la politica d'apertura all'Est dei francesi e delle socialdemocrazie tedesca e inglese?)

4) Se ciò è vero, l'Europa è destinata a cadere nell'area comunista?  Gli Stati Uniti sarebbero disposti a subire questo evento?  a) Gli Stati Uniti hanno due grossi problemi cui guardare, la situazione interna - il loro paese scoppia, il sistema scoppia.  L'immagine politica degli Stati Uniti è cambiata nel mondo.  Se la loro economia dovesse andare incontro a qualche grave difficoltà anche la loro immagine economica subirebbe un colpo, all'interno e all'estero.  b) In queste condizioni la loro presenza in America Latina si fa precaria.  Gli SU non possono rinunciare all'America Latina.  Potrebbero essere tentati di scambiare l'A.L. con l'Europa. Naturalmente con certi limiti.

5) L'Europa è disposta a essere comunistizzata? Non alla vecchia maniera. Ma il sistema comincia a dare garanzie. L'esempio della Germania Orientale. Da qualche tempo i grandi europei cominciano a parlare con toni più aperti dell'Urss e del modo di vivere dei popoli sovietici. Non credo che si possa pensare alla comunistizzazione dell'Europa. Semmai in termini di socialdemocratizzazione europea. Una socialdemocrazia seria tipo Pci e Pcf, facilmente conciliabile con le socialdemocrazie inglese e tedesca, in una linea intermedia di organizzazione economica e politica. Non solo questa evoluzione è accettabile, ma sarebbe a sua volta propensa a subire questo tipo di processo.

6) L'equilibrio internazionale verrebbe assicurato da una sorta di Santa Alleanza fra SU e Urss.  E la rivoluzione fuori di casa.

7) Invece la rivoluzione entrerà in casa con maggiore forza e lo spirito europeo tipo Francia 1968 dominerà i movimenti d'opposizione interno ai due sistemi, collegati all'opposizione esterna del terzo Mondo, a sua volta modificato dai nuovi assetti ipotizzati.

 

[movimento operaio al bivio]  - Il movimento operaio si trova davanti alla scelta fondamentale tra una politica di riforme di strutture neocapitaliste, che implica l'integrazione del sindacato nel regime capitalista e la sua trasformazione in gendarme del mantenimento della pace sociale durante la fase di ammortamento del capitale fisso, e una politica sostanzialmente anticapitalista con un programma di riforme di strutture a medio termine che abbiano lo scopo essenziale di togliere le leve di comando dell'economia ai gruppi finanziari, ai trust e ai monopoli.  Di creare un settore pubblico di peso decisivo nel credito, nell'industria e nei trasporti e di centrare la lotta sul controllo operaio, cioè sulla comparsa di un dualismo di potere nella fabbrica e nell'insieme dell'economia, che si trasformerà rapidamente in un dualismo di potere (E. Mandel.  Che cosa è la teoria marxista dell'economia, pag 96).

 

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