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Dal 2012 al 2014

(per le cronache politiche italiane, vedi #CDA e succ.,oltre a “Il punto di vista”)

[2012]

 

[transizione  55] - Continua il braccio di ferro fra la strategia anglosassone e la strategia renana sulla gestione della crisi. A distanza di quattro anni dall'inizio della crisi gli angli premono per l'inflazione, i renani resistono e  insistono sul rigore finanziario (depressione). È già accaduto dopo la crisi del '29.

& – Non è vero che Kant, Hegel o Marx siano meno brillanti di un qualsiasi puzzle (leggendo un articolo nel quale si elogiava la brillante funzione dei puzzle nel tenere sveglia e nell'allenare l'intelligenza).

 

& – Il sistema finanziario. Oltre a essere un modo (e una conseguenza) per frenare la caduta del saggio di profitto è stato ed è anche una maniera per continuare a estrarre danaro dai paesi fuori dall'Occidente. Al colonialismo territoriale del XIX secolo è seguito il colonialismo finanziario del XX secolo. Lo sfruttamento si compie attraverso l'esportazione del capitale totale. Il capitale esportato draga una larga porzione del pluslavoro prodotto dai paesi secondi, terzi e quarti (vedi oltre).

 

& – Riflessione sulla base fondante dei diritti. I diritti conseguenza, frutto delle conquiste di una società, quella occidentale, economicamente opulenta. Come mai nella storia. Ma, come sempre nella storia, fondata sullo sfruttamento (colonialismo territoriale e finanziario). Rimangono validi i diritti della persona a essere considerata tale. Quale sia la sua condizione economica e sociale. Si sgretolano i diritti del benessere fondato sullo sfruttamento. In altre parole il benessere cessa di essere un diritto.

Al contrario la lotta della sinistra occidentale è oggi diretta alla difesa del diritto al benessere piuttosto che alla persona. Non vedo una grande mobilitazione contro lo stupro o grandi dibattiti sulla libertà delle donne, dei gay,  degli immigranti, dei popoli in genere. Né analisi sullo sviluppo economico. La sua struttura, le sue fondamenta, le sue leggi. Le piazze si mobilitano per non perdere il posto di lavoro, per ridurre e non aumentare le ore di lavoro, per non prolungare gli anni di lavoro, protestano contro la riduzione del tasso di benessere,  contro la concorrenza dei popoli affamati che premono per una diversa ripartizione della ricchezza terrestre.

 

& –  Privilegio come costante. Scrive Irene Tinagli da Rio de Janeiro, "Non vedono il loro paese con la nostalgia di un mondo più giusto e solidale e senza globalizzazione …". Allora mondo più giusto e solidale. Più giusto. Cosa significa più giusto? L'accezione moderna del concetto di giusto è giusto = senza privilegi. Ma nella realtà sociale più giusto significa tutti uguali nel benessere. E il benessere più comunemente ambito consiste nel guadagnare tempo libero per usarlo a proprio piacimento. Tuttavia. Essendo animali sociali (come Sève aveva capito almeno 50 anni fa) e non biologici (come vogliono farci credere) il proprio piacere, la realizzazione del sé si fonda su una serie di messaggi socioculturali che molto hanno a che fare con lo scontro di classe e poco con la propria natura biologica. Lo scontro di classe produce il benessere sotto la forma del privilegio. Il privilegio ci dà la misura di quanto noi siamo al di sopra degli altri. È un vecchio riflesso feudale. O, peggio, un riflesso delle società antiche basate sullo schiavismo per le quali il privilegio non esisteva ma era una conseguenza naturale dello stato del mondo. Il benessere moderno è un riflesso (vischiosità le chiamava Marx) del modo di essere antico e del modo di  essere feudale. Antico per la crapula che era il segno evidente della propria condizione (naturale) di superiorità sugli altri. La crapula e l'eccesso. E per il privilegio che di nuovo è la base della propria superiorità. Di conseguenza tutta questa faccenda (il benessere, il sogno, la felicità, la realizzazione del sé) ha per base una concezione dell'uomo e della identità umana fondata su un mondo dove il privilegio - inteso nelle epoche più antiche come prodotto naturale - rappresenta la base, il motivo, la costante di fondo.

La solidarietà a sua volta è stata un modo cristiano per attenuare il disagio sociale provocato da una società fondata sul privilegio. Che la società, le società siano o meno consapevoli di essere fondate su privilegi, che i privilegi fossero considerati una conseguenza naturale dell'assetto del mondo, che il concetto di privilegio sia moderno e quindi applicabile o meno alle società del passato, ha scarsa importanza. In realtà ciò che noi oggi individuiamo come privilegio consiste in una differenza di condizioni sociali, differenza che provocava disagi sociali, sommosse e rivoluzioni (come la rivoluzione nell'antico Egitto per estendere il possesso dell'anima anche al «proletariato» di allora). La solidarietà fu una maniera intelligente per affrontare il problema e tenere tranquilli coloro che alla base della società ne sopportavano il peso maggiore. Non lo considererei quindi un concetto moderno. Tanto meno un concetto su cui fondare una società futura. Penso che l'umanità evolverà su linee diverse di sviluppo eliminando proprio i concetti di sviluppo in senso capitalistico, di privilegio, di realizzazione del sé,  di benessere, di felicità e via, via.

Su tale linea una riflessione va fatta sulla famiglia. Ormai è chiaro. La famiglia rimane tuttora una struttura portante della società ma è al tempo stesso la fonte di tutte le distorsioni, gli squilibri, le nevrosi degli individui. Stupri, omicidi, infanticidi, infelicità di vario tipo. La famiglia è la principale struttura mediatrice fra società e individuo. Nella misura in cui il rapporto fra società e individui si trasforma, la funzione della famiglia più che trasformarsi va lentamente esaurendosi. Non a caso la famiglia è in crisi ancorché al momento insostituibile. Anche se nei paesi economicamente più forti le strutture sociali tendono a sostituire progressivamente le funzioni ancora affidate alla famiglia. Si tratta dunque di una lenta evoluzione che va di pari passo con l'emancipazione femminile e l'immissione delle donne nel mercato del lavoro. L'emancipazione femminile e l'immissione delle donne nel mercato del lavoro sono direttamente proporzionali all'usura della famiglia e della sua funzione nella società. Dunque niente famiglia? È esistita una esperienza nel mondo che ha cercato di anticipare i tempi sostituendo la società alla famiglia. L'esperienza dei kibbutz. Esperienza che aveva dato buoni risultati ma non era in linea con l'espansione del modo di produzione capitalistico. Ora quel modo sta accentuando la sua crisi (aprile 2012).

 

& – Esportazione di capitale. Nel processo D-M-D le merci vengono vendute (esportate) per procurare altro danaro. Questo è il caso nel quale lo scambio di merci è in realtà uno scambio di capitali (D-M-D'). Dove D' è il capitale accresciuto nello scambio (capitale addizionale). Ora una parte della merce comprata si trasforma nuovamente in merce M-D-M . Merce che si dissolve in consumo, cioè in prodotto di uso. Tuttavia  va tenuto presente che il capitalista immette le merci nel consumo solo nel momento in cui queste merci si sono trasformate di nuovo in danaro capitale (per lui). Con questo il totale del capitale investito torna a essere capitale (D-M-D'). Lo stesso capitale addizionale una volta realizzato torna a essere capitale complessivo. Questo spiega anche perché una parte delle merci venga distrutta senza danno per l'economia basata sull'esportazione di capitale. Anzi la sua distruzione è funzionale alla produzione di nuovo capitale.

In MCI/26 Marx scrive direttamente "per trasformare denaro in capitale, bisogna prima convertirlo in merci".

Tuttavia va aggiunto che l'esportazione di capitale non avviene soltanto attraverso lo scambio delle merci/capitale ma direttamente attraverso lo scambio di capitale con capitale, attraverso la vendita e l'acquisto di capitali. Con il danaro  trasformato in capitale compro direttamente altro capitale senza passare per la mediazione delle merci. Questo poiché  una volta che il danaro è stato trasformato in capitale quel capitale ha conservato tutte le caratteristiche che gli sono proprie. Nel nuovo capitale acquistato il pluslavoro contenuto non è andato perso, bensì mantenuto. Con l'acquisto del nuovo capitale compro direttamente il pluslavoro (trasformato in plusvalore) che vi è incorporato.

Questo acquisto diretto di pluslavoro a sua volta accumulato in capitale è ciò che dà vita al mercato finanziario dei capitali. Capitali i quali attraverso il gioco delle borse, delle valute, e via con tutte le invenzioni dei prodotti finanziari, trasformano il capitale direttamente in altro capitale addizionale. Cioè io vendo il mio capitale e ne ricavo un capitale maggiore (D-D'-D"). Ora quale è la composizione organica del capitale finanziario? Una cosa è certa. A sua volta contiene plusvalore. Cioè contiene  pluslavoro. Non è certo un caso che i capitali internazionali vengano investiti in quelle parti del mondo dove il costo del lavoro è il più vicino allo zero oppure in quei paesi avanzati la cui produttività tecnologica è al suo massimo. Produttività tecnologica che permette di appropriarsi di quote supplementari di pluslavoro e nello stesso tempo occulta la maggiore appropriazione. Questa si presenta, prende la forma al contrario di una maggior remunerazione del lavoro. Salari più alti e più alto tenore di vita complessivo.

Le bolle finanziarie possono essere anche spiegate quando nei capitali scambiati si presuppone un contenuto di pluslavoro superiore alla quantità realmente contenuta. Una sopravvalutazione di D". La bolla scoppia quando nel processo di produzione del capitale, D" si ricongiunge a D'.  

Il capitalismo è quel modo di produzione che ha trasformato il consumo in profitto. Cioè. Il cui obiettivo non è il consumo bensì il profitto. Secondo la formula D-C-P danaro consumo profitto (dom. 8 aprile).

 

& – I movimenti in corso nella società occidentale del tipo «occupy» possono indicare una coscienza generale che avanza. Essere le macchie di leopardo di questa coscienza. Ma possono anche essere i sussulti del modo di produzione in crisi.

Di coscienza generale nei movimenti ce ne è poca. Questo tuttavia non significa che non la prefigurino. È nel medesimo tempo giusto e sbagliato prendersela con le banche, bersaglio di «occupy». È un po' come attribuire la crisi dell'impero romano ai germanici o ai cristiani (a dodici anni ero fermamente convito che dipendesse dai cristiani). Le colpe delle banche sono la conseguenza non la causa della crisi cominciata nel 2008. Sarebbe più intelligente chiedersi perché esistono i «derivati» e quale sia la loro funzione. Sicuramente da un lato tengono su il sistema e dall'altro lo affossano. Individuare invece Wall Street come il simbolo dell'economia finanziaria va già meglio. Ma rimane la domanda. Quale è la funzione dell'economia finanziaria? Per Marx rappresentava il naturale sviluppo del modo di produzione capitalistico, come lo è la concentrazione di capitale e l'esportazione di capitale. Così come per Marx è «naturale» che il capitale per sua propria natura si impossessi del plusvalore e di conseguenza del pluslavoro prodotto da sistema nel suo insieme. Mi sembra che non lo dica nemmeno tanto è la conseguenza del modo di produzione capitalistico. 

 

[transizione 56] (maggio '12) – Krugman - economista SU keynesiano di sicura fede antieuropeista e antieuro - sostiene che la crisi che l'Occidente e gli SU stanno attraversando è più o meno simile a quella degli anni Trenta. Dice  Krugman.  " Anche allora ci fu una prima recessione, poi una ripresa inadeguata, poi la ricaduta. I tassi di disoccupazione reali di cui soffriamo non sono tanto inferiori a quelli di allora. E se guardiamo al numero di disoccupati a lungo termine, che qui in America restano oltre i 4 milioni, siamo proprio a livelli da anni Trenta". Gli SU non uscirono mai dalla crisi del '29. Che si protrasse fino alla seconda guerra mondiale. E. L'attuale crisi economica è peggiore, più forte e più profonda anche se meno vistosa della precedente.

La novità è che la recessione sta raggiungendo le economie forti occidentali. Gli SU, la Germania, la GB e la Francia in sofferenza per via della vistosa contrazione della produzione manifatturiera. Alla situazione occidentale (pessima) si aggiunge ora la frenata dei paesi emergenti. Cina (crisi della produttività industriale, freno allo sviluppo e minacce di crisi sociali), India (crisi degli investimenti), Brasile (crisi agricola).

Si suppone dunque (Maurizio Molinari sulla Stampa del 2 giugno 2012) il pericolo e la previsione di una "recessione globale". Non è quindi il caso, avverte l'autore, di parlare di crescita.

Dunque. Si conferma che non è il caso di parlare di crescita perché la crescita non c'è. Né ci sarà come si era ipotizzato nel settembre del 2011.

 

& – I mercati. F. Guerrera descrive su La stampa (lun, 11 giu) lo stato d'animo dei mercati. Paura. Gli investitori non sanno dove investire. Questa paura dei mercati appare molto intelligente nella sua ottusità. I mercati avvertono che la crisi è profonda e priva di soluzioni. Di soluzioni note, di soluzioni capitaliste.

Guerrera che è caporedattore finanziario del WSJ a NY è particolarmente acuto nell'individuare gli spiriti animali che spingono la produzione capitalista. La cupidigia, la voglia di rischio, la brama di denaro. Assolutamente in linea con l'analisi di Marx che aveva individuato nella produzione dei beni di lusso e nel lusso in genere la molla necessaria perché il capitalista faccia il suo lavoro. E non a caso sono la cupidigia, il rischio, l'arricchimento le tre molle che hanno dato vita ai mercati finanziari e nello stesso tempo, ma dopo un bel lasso di tempo, ne stanno producendo la crisi. I derivati sono l'emblema della cupidigia e del rischio. Quando cupidigia e rischio perdono il contatto con la base produttiva. E divengono dei requisiti in sé. L'evoluzione astratta dell'esportazione di capitale. E anche lo strumento necessario quanto nascosto del rastrellamento del pluslavoro globale.

Tutto ciò va combinato con la constatazione che cupidigia e rischio hanno anche prodotto benessere e civiltà - civiltà non cultura - in quei paesi retti dal modo di produzione capitalistico. Con la tendenza a espandersi oltre l'Occidente. In quel resto del mondo economicamente sfruttato ma in via di autonomizzarsi. Sfruttamento che è alla base della civiltà occidentale.

Ora il nuovo modo di produzione, quello a venire che non conosciamo, dovrebbe essere in grado di sostituire alla cupidigia per il lusso, la cupidigia per il sapere. E al rischio qualcosa di indefinito e al momento inimmaginabile come il brivido che pur qualcuno ha provato e prova per una società più giusta (ebbene, l'ho detto anche io senza vergogna). Quando? Due secoli, quattro?

 

[transizione 57] (luglio 2012) I mercati, la finanza, l'attuale struttura del capitalismo in contrasto con le strutture democratiche capitaliste. Il sentito dei popoli non riflette il sentito degli investitori. Eppure gli investitori nel loro complesso fanno parte delle strutture democratiche del modo di produzione. La novità va individuata nel distacco fra le strutture di una stessa matrice. E dal fatto che le strutture democratiche nel loro insieme non riflettano più le ragioni della necessità generale. Ivi compresa la propria stessa ragione di essere (cfr #10-11). Come il fatto che si può abbattere il sistema democratico attraverso il voto democratico.

È questo uno degli aspetti più indicativi dello sviluppo raggiunto dalla transizione, della progressiva distruzione delle strutture del modo di produzione capitalistico e del profondo disorientamento che caratterizza l'attuale momento storico.

C'è anche da chiedersi se il contenuto più profondo del momento attuale della transizione non indichi nelle diffuse quanto ineguali e disparate rivolte sociali che percorrono il globo, un movimento sociale complessivo che nell'apparenza è fine a se stesso ma che nella sua totalità può produrre i presupposti per qualcos'altro. E questo è il punto. Cosa?

Principali movimenti in corso.

In Occidente → rivolta contro le diseguaglianze, contro il cambiamento imposto dalla crisi economica, contro il non detto della politica, della economia, dei comportamenti dei gruppi dirigenti. Eccetera.

Nell'Islam → rivolta strisciante delle donne, rivolta contro le dittature, primavera araba. Reazione del fondamentalismo.

In Cina → non chiare le conseguenze sociali e politiche del capitalismo socialista. Comunque profonde.

Nel mondo → avanzata delle donne, transizione, questione democratica, questione sociale, uguaglianza, livellamento, impiego del tempo, eccetera.

 

& – Capitalismo anglosassone e capitalismo renano (ottobre 2012). Cina e Brasile protestano contro la politica keynesiana e inflazionistica SU. A sua volta la politica economica della zona euro - con il suo perno nella Bce - tende a controllare i movimenti della finanza internazionale (p.e. Tobin tax). Si riaccende così lo scontro fra capitalismo anglosassone e capitalismo renano. La Germania vuol legare l'Europa al capitalismo renano. E nel contempo sottrarre l'Europa all'egemonia del capitalismo anglio che l'ha tenuta alla briglia per oltre 60 anni. Dal 1945. E più pienamente dall'episodio di Suez. Quando, nel 1956, francesi e inglesi furono costretti dagli americani a una precipitosa ritirata dall'Egitto. Con il pretesto di impedire un allargamento del conflitto (l'Urss aveva fatto sentire la sua voce) da quel momento in poi gli europei persero definitivamente la loro autonomia. Obbligati come furono a delegare agli SU la propria politica estera (la resistenza della Francia di De Gaulle fu di bandiera) e spesso anche la propria politica interna. Ricordare il ruolo che la Clare Boothe Luce svolse in Italia.

Ora esiste una cospicua differenza fra capitalismo renano e capitalismo anglosassone. Un esempio. Nel capitalismo renano esiste uno stretto intreccio fra banche e industria. Lo Stato è presente nel mercato con strumenti finanziari (bancari) appropriati. Il tentativo renano di tenere a bada e contrastare la finanza internazionale dominata dagli anglosassoni è palese. In un certo senso il capitalismo renano ha una sua prossimità col capitalismo socialista cinese. Il capitalismo anglio è organizzato in modo da favorire attraverso la struttura finanziaria internazionale l'appropriazione di una fetta considerevole del plus lavoro globale.

La novità consiste nel graduale isolamento dell'economia anglosassone. Isolamento cui corrisponde la crisi SU e la sua inesorabile riduzione di influenza nel mondo.

Si può possibilmente prevedere un crescendo di tensioni economiche fra Europa e Nord America. Come l'unificazione dell'Europa e la sua germanizzazione ha la sua ragione nello scontro economico fra la concezione renana dello sviluppo e la concezione SU. Con lento spostamento di alleanze sul piano internazionale.

 

& –  Alla luce della riflessione precedente si manifesta una contraddizione nell'incremento intellettuale generalizzato fra SU e UE. L'individualismo SU con il conseguente relativismo ha portato a un livello di massimo sviluppo possibile la società SU. Più libera e progredita della società europea. Ma a scapito dell'uguaglianza. Più liberi ma meno uguali. Diritti più esercitati che conclamati. L'Europa con la sua attenzione all'equilibrio sociale appare più conservatrice. Diritti più conclamati che esercitati. Tutti più uguali ma meno liberi.  Vittima di ideologismi, formalismi, automatismi che ne frenano il dinamismo.

Probabilmente la contraddizione è propria allo sviluppo generale dell'umanità. Al momento non rimane che constatarla. 

 

& – Cina comunista (novembre 2012). Hu Jintao (segretario del pcc all’apertura del xy congresso dì quel partito) ci fa sapere che l’obiettivo più importante raggiunto in Cina negli ultimi dieci anni è stata la riflessione teorica e la produzione del “Metodo scientifico per la valutazione dello sviluppo”. L’evento più importante. L’elaborazione di una teoria. E la conseguente applicazione di tale teoria nel campo economico. Teoria, insiste Hu, che fornisce risposte scientifiche ai principali problemi sul tappeto. E indica quale tipo di sviluppo deve perseguire la Cina in un mondo profondamente nuovo.

Interessanti (non conoscendo la teoria) sono i concetti quali teoria, teorica, metodo scientifico, valutazione dello sviluppo, risposte scientifiche. Astrazioni (in senso ma.dial) strettamente marxiste. Marx giudicava il materialismo dialettico come una teoria strettamente scientifica di analisi della realtà. La più avanzata. In grado di conoscere e individuare il processo - in corso e nel suo farsi - che caratterizza lo sviluppo umano.

Quindi.

I cinesi sono rimasti ben fermi e aderenti al materialismo dialettico quale teoria di analisi della realtà. Il loro concetto di sviluppo. Profondamente diverso dal concetto occidentale di sviluppo.

Conseguenza.

Ciò che accade, sta accadendo in Cina, è ben più profondo della loro crescita economica. La risposta del ma.dial più che dall’Est europeo (come mi aspettavo) verrà dalla Cina comunista.

 

riflessioni generali & – La produttività nell'attuale fase storica di transizione è insieme sfruttamento e sviluppo. In  parallelo. Prodotti del modo di produzione. L'attuale. Il modo di produzione capitalista.  Di cui Marx individuò la funzione. La funzione del capitalismo all'interno del processo di sviluppo umano. Il capitalismo quale «momento» del processo di sviluppo umano. Momento obbligato. Ineludibile.

Detto ciò. Rimangono aperte. La questione dello sfruttamento. La contraddizione in atto uguaglianza - libertà. L'espandersi dell'alienazione. La soluzione «individualità». La prospettiva di una società comunista. Cosa intendesse realmente Marx per società comunista.

Altro.

Lo sfruttamento. Lo sfruttamento nasce con l'organizzazione economica che l'uomo si dà per la propria sopravvivenza. È un prodotto sociale. Non esiste in natura. L'uguale dicasi per la libertà. In natura esiste solo la necessità allo stato puro.

È l'organizzazione economica che produce lo sfruttamento, la libertà, la cultura. Per individuare lo sfruttamento è necessario avere la coscienza dello sfruttamento. Lo stesso vale per la libertà. Ma non è certamente la coscienza a produrre sfruttamento e libertà, come vorrebbero gli idealisti. Sfruttamento e libertà sono prodotti umani, prodotti dal processo di sviluppo umano e come tali sono. Cioè esistono. Ma solo nella realtà del processo di sviluppo umano. Al suo interno. Un cavallo e la sua forza motrice muscolare non vengono sfruttati. Vengono utilizzati. Utilizzati dall'uomo. Questo perché il processo di sviluppo terrestre è caratterizzato e egemonizzato dall'avvento e dalla presenza della specie umana. Rispetto alla libertà un cavallo libero si dice che sia brado. Come se la sua vera condizione di cavallo fosse quella di essere addomesticato.

Sulla condizione di sfruttamento e di libertà degli uomini c'è ancora molto da riflettere. Cioè da capire.

 

& – LMD, l’Europa e il cesarismo. Due intellettuali francesi, Cedric Durand e Razmig Keucheyan, su Le monde diplomatique (LMD) di novembre, avanzano l’ipotesi, ben documentata, che in Europa, diretta da personale tecnico proveniente da finanza e banche internazionali, si vada affermando una forma di cesarismo dei tecnici. Non è una grande scoperta. Il fascismo cova all'interno della borghesia capitalista. Senza eccezioni. Una analisi ben consolidata. Le forme autoritarie emergono nel momento del pericolo. Il secolo scorso il comunismo al potere (l'Urss). Attualmente la crisi economica e l'esaurirsi del colonialismo (territoriale e finanziario). Ma. Con il comunismo la minaccia proveniva dall'esterno, con la crisi economica la minaccia è interna. Conseguenza. La crisi economica è crisi del modo di produzione. La crisi del mdp porta con sé la crisi della democrazia come sistema di governo. Il cesarismo dei tecnici (dando per buona l'analisi del LMD) è il modo con il quale la borghesia internazionale affronta la crisi del sistema.

Ma. Se Il comunismo proponeva un'alternativa al modo di produzione capitalista, la crisi del modo di produzione capitalista non offre alternative che non siano quelle di passare da un modo di produzione a uno nuovo.

Ora.

È il sistema democratico (i popoli) in grado di affrontare la questione? La scelta del cesarismo richiama anche la scelta della dittatura nella Roma repubblicana. Una necessità. Tanto maggiore in quanto nessuno ha alternative da proporre. La sinistra è priva di teorie. Priva di soluzioni possibili. Il suo rifiuto del marxismo è suicida.  La scelta del keynesismo è una scelta all'internò del capitalismo. È una proposta capitalista. Non  a caso sostenuta dagli Stati Uniti (chissà come mai?). Forse un progetto diverso potrebbe provenire dalla Cina comunista. Forse. Al momento, ammesso che sia da prendersi in considerazione, nessuno lo fa.  In altri termini non esistono - nel senso che nessuno è in grado di proporle - alternative al governo dei tecnici. Semmai ci si potrebbe porre la domanda, quale tipo di tecnici? Per fare cosa? E. Come far convivere il loro governo con il sistema democratico in essere? Si potrebbe anche sostenere che l'Italia è in questo senso un laboratorio interessante. Soprattutto a livello internazionale. Non è un caso, forse, che Monti sia tenuto nella considerazione in cui è tenuto nelle capitali occidentali.

Ora.

Sono i popoli in grado di promuovere e condurre una rivoluzione? Pacifica o armata? Che non sia una semplice rivolta o sommossa o ribellione o movimento di piazza?

Torna attuale la riflessione leninista. In grado di portare avanti una rivoluzione sono le masse coscienti della loro funzione (e non è il caso attuale). Guidate da un gruppo dirigente teoricamente capace di analizzare e interpretare correttamente la condizione storica in essere (e non è il caso attuale).

 

& – Economia SU (notizie tratte dal Sole 24 ore del 24 gen ’13). Nel 2012 l'economia statunitense è stata deludente. La crescita del Pil in termini reali è stata appena dell'1,7% circa e il tasso di disoccupazione è rimasto su livelli elevati, a fronte di una netta diminuzione della dinamica dei ricavi e degli utili. Il disavanzo federale è rimasto su livelli insostenibili, accompagnato da un aumento del debito pubblico.
Secondo un'analisi più pessimista, gli SU potrebbero entrare in recessione se il cosiddetto "fiscal cliff" – una contrazione draconiana nella politica fiscale di 7.500 miliardi in dieci anni – colpisse l'economia senza correttivi. Nel caso intermedio di un fiscal cliff annacquato, la situazione sarebbe comunque peggiore del Basic Prospect. L’economia SU sarebbe trascinata verso il basso. Il 2013 sarebbe come il 2012. Probabilmente peggio.

[2013]

 

[transizione  58] (marzo 2013). La transizione morde l’economia. I Brics si stanno dotando di una banca internazionale in grado di supplire al Fmi e contrapporsi alla Banca mondiale. L’obiettivo è di uscire dall’area del dollaro e dall’area dell’euro. La decisione è in parte dovuta alla resistenze che l’Occidente oppone ai paesi del Brics nel concedere loro il peso necessario sia nel Fmi sia nella Banca mondiale. Un modo di affrontare la realtà internazionale.

A sua volta l’Europa persa nel labirinto del proprio benessere e dei diritti acquisiti dalle sue popolazioni con i generosi welfare che la caratterizzano, ha perso, sta perdendo, l’occasione di fare dell’euro la nuova moneta di riferimento da sostituire gradualmente al dollaro. Ponendo fra l’altro l’euro in serie difficoltà. E con l’euro il proprio benessere.

& – Europa (maggio 2013). Il malessere europeo ha la sua ragione nel conservatorismo europeo. Rampini sostiene che negli SU il prolungamento della vita viene vissuto come una risorsa da non perdere. Le pantere grigie esistono e va loro trovata una funzione. In Europa il prolungamento della vita viene vissuto come una sciagura che altera gli equilibri esistenti. Se l'Italia difende uno statu quo di tipo medievale, l'Europa difende uno statu quo di tipo socialdemocratico. Benessere e diritti sono la zavorra dello statu quo di marca socialdemocratica. Nel senso che il benessere è inteso come un benessere puramente materiale, di consumo, di impiego del tempo libero nelle attività del tempo libero suggerite dalle esigenze del mercato capitalista. Esigenze difese con il diritto al benessere. Il benessere capitalista appunto.
Invece? Invece vanno sostituiti sia il concetto di benessere sia il concetto di diritto al benessere e di altri diritti di derivazione, con una nuova concezione del benessere e una revisione dei diritti. Alcuni inalienabili ma in trasformazione. Tutto un mondo (futuro) da scoprire.

 

& – Siamo nel 2007. Scoppia la crisi economica internazionale. È grave quasi come quella del '29, si dice subito. Dopo qualche anno. È grave proprio come quella del '29. Passa ancora qualche anno. Andiamo verso i sei. No, è più grave di quella del '29. Perché più grave? Così Saccomanni in una intervista a Repubblica. Perché si è creduto di superare la crisi evitando gli errori compiuti nel '29. Invece? Invece no. Nonostante il fiume di liquidità immesso nel sistema, la crisi non accenna a spegnersi.

Effettivamente qualcosa non va. L'errore è di credere che le crisi economiche dipendano da errori. Le crisi economiche dipendono dal progressivo esaurirsi del modo di produzione. Cioè. Quella maniera con la quale  l'umanità, o una parte dell'umanità, ha risposto per il soddisfacimento dei propri bisogni e del proprio benessere, quella data maniera, quel modo di produrre non funziona più. Sta venendo meno diciamo così alla propria funzione. Questo è tutto.

Allora? Quel modo va cambiato?

Non va tanto cambiato quanto va capito quali cambiamenti la crisi in corso stia producendo. Cioè cosa stia cambiando. Da che parte tiri la nuova maniera di produrre e cosa sia necessario per soddisfare le nuove necessità del globo. Nuova maniera, nuovo modo di produzione che sta di fatto sostituendo l'attuale (vecchio) modo di produzione. Il nuovo modo di essere certamente comporta tutta una serie di cambiamenti del modo di vivere. Esempio. Più che benessere fisico si rende necessaria la ricerca di un benessere intellettuale. Maggior consapevolezza, maggiore coscienza, maggiore cultura. E altro. Queste probabilmente sono, saranno, le nuove esigenze della società.

Invece.

La leggenda della crescita. Si cerca di uscire dalla crisi senza uscire dall'attuale modo di produzione. O meglio.

Mantenendolo. Più che una leggenda una imbecillità.

Prima o poi la realtà in corso di sviluppo verrà compresa. E. Sarà il segnale che l'inizio del superamento della crisi è cominciato. E che è cominciato un nuovo modo di vivere.

 

& – Alle primavere arabe seguono le rivolte in Turchia e Brasile (giugno 2013). La protesta aveva toccato anche il Cile. Tutti paesi economicamente in crescita. Con una classe media consistente. Dicono. Trasformazioni rapide alle quali i governi non riescono a stare dietro. Dico. La crescita economica unita alla globalizzazione produce una crescente coscienza politica e civile. Si contestano governi politicamente arretrati, non in linea con il livello raggiunto dal resto del mondo. In particolare dal mondo occidentale. Si reclama una maggiore libertà. Dei costumi, del mondo femminile, della partecipazione al governo della cosa pubblica. Questo è il fondo della protesta e della rivolta. Rivolta che rivela un grado molto profondo che ne impedisce la rapida soppressione con i metodi degli stati di polizia. La repressione poliziesca funziona quando è in sintonia con lo sviluppo della società civile. Altrimenti non è più all'altezza della funzione affidatale.

La ripresa delle agitazioni in Egitto contro Morsi e i fratelli mussulmani lascia intendere che gli spazi di manovra della restaurazione sono limitati.

Nasce la riflessione che mentre da un lato il mondo occidentale è un modello per la crescita al suo esterno, dall'altro è messo in crisi dalla crisi economica internazionale che lo spinge a cambiare il modello di sviluppo economico e civile. In un certo senso le agitazioni dei paesi esterni all'Occidente potrebbero fornire, loro, il nuovo modello di sviluppo. Spingendo alla riforma del modo di produzione e della struttura dei mercati occidentali così come oggi si presentano. Al consumo per il consumo e alla produzione di merce potrebbe sostituirsi un tipo diverso di consumo e una produzione che abbia nei valori d'uso il suo riferimento.

Meno valore di scambio e più valori d'uso. Facile da immaginare. Ma non altrettanto da realizzare. Anche perché va cambiando la natura dei valori di uso. Diretti più allo sviluppo mentale, astratto e del sistema nervoso che alla crescita del benessere indifferenziato legato alla pura fisicità. Che nella fisicità cerca il suo godimento. &c.

 

(luglio 2013) I movimenti nel campo mussulmano influenzati dalla cultura occidentale mostrano una loro vitalità. I regimi musulmani ortodossi e al fondo fondamentalisti reagiscono. Ma appaiono in difficoltà.

Una caratteristica che avanza all'interno del processo storico dei paesi mussulmani è che lo «scontro di civiltà» anziché presentarsi fra mondo occidentale e mondo mussulmano, si va sviluppando all'interno del mondo mussulmano.

 

(ottobre 2013) Il caso delle intercettazioni dello spionaggio SU è un nuovo episodio del lento ma costante esaurimento del non detto. E del rapporto fra classi dirigenti tradizionali, classi dirigenti emergenti, e loro  relazione con la platea delle classi subordinate. Sempre più ribelli.

 

[transizione  59] (novembre). Si preannuncia una svolta. Larry Summers sostiene  la tesi secondo la quale l'economia internazionale è ferma almeno dal 1960. A conferma porta una serie di dati. Costante l'indebitamento delle famiglie, costante l'andamento negativo dell'occupazione, i boom non sono mai stati robusti al punto da determinate una ripresa dell'inflazione, la domanda è stata costantemente al di sotto dell'offerta. E simili.

Insomma una crisi di sovrapproduzione che si trascina da almeno cinquanta anni. Forse settanta. E dalla quale non si esce. Non si sta uscendo. Al contrario Summers prevede l'instaurarsi di un'economia poggiata sulla deflazione. A sua volta P. Krugman documenta e conferma. Sostiene che avere gli occhi rivolti alla crescita è un errore, una illusione e un limite. Siamo in depressione e ci rimarremo.

Contemporaneamente Franco Guerrera sostiene che il fenomeno dei bitcoin riflette un mondo che non si fida più delle strutture  politiche e economiche esistenti. Scrive. Sono "un grido di protesta contro il sistema". Conclude chiedendosi se siamo alla vigilia di una rivoluzione. Naturalmente mondiale.

 

& – Agonia della democrazia parlamentare (dicembre 2013). Buona parte dei fenomeni politici e sociali che affliggono il mondo occidentale derivano dal lento deterioramento della democrazia parlamentare quale forma politica che ha retto finora e formalmente regge tuttora la struttura (sovrastruttura) politica delle società occidentali.

 

[2014]


[transizione  59 → segue]  (febbraio).  Segnali del crescente disorientamento generale. L'India e i marò. Interpretazione impropria e strumentale del concetto di terrorismo. La questione dello spionaggio telefonico internazionale. La questione dell'età della sessualità.

& – L'arroganza dell'Occidente è indescrivibile (marzo). La piazza in Ucraina (con la spinta di cospicui gruppi fascisti) fa un colpo di stato. Destituisce il presidente democraticamente eletto colpevole di aver usato o tentato di usare i medesimi sistemi violenti della piazza. I russi accusano il golpe. Obama risponde che sono dalla parte sbagliata della storia. Poiché dalla parte giusta della storia ci stiamo esclusivamente noi. Chi non è con noi è fuori.

L'occupazione della Crimea equivale alla reazione americana dei missili a Cuba.

Cosa accadde al tempo della crisi di Cuba?

I missili occidentali erano sistemati ai confini della regione di influenza sovietica. Ma quando i sovietici vollero mettere dei missili a Cuba gli SU si sentirono minacciati. Dichiararono che non potevano permettere una simile minaccia. Pronti alla terza guerra mondiale. I sovietici cedettero. Barattarono il cedimento con la garanzia che mai più si sarebbe tentato di rovesciare il governo cubano con la forza. Come gli SU avevano tentato alla baia dei porci.

Questa è la democrazia reale.

Al momento non esistono alternative. A meno che non si ipotizzi che l'esperimento cinese possa fornirne una.

Poco probabile.

Ciò non toglie che anche la democrazia reale sia in crisi. Insieme al modo di produzione capitalista.

È in crisi la democrazia parlamentare. Ma la democrazia diretta, con mandato imperativo agli eletti, o la consultazione permanente del corpo elettorale usufruendo dei mezzi informatici sempre più in evoluzione,  non è a sua volta realizzabile.

Né si troverà qualcosa di convincente fino a quando il livello culturale generale dei popoli rimarrà al livello attuale.

Una soluzione potrà essere fornita da un rovesciamento dei valori. Con la cultura e la ragione al primo posto.

Detto così sa di idealismo e di utopia.

L'umanità è in processo. Sarà necessario armarsi di pazienza (attiva) e attendere che il processo vada verso il proprio fine. Fine che sarà evidente solo quando la fase di transizione in corso sarà conclusa.

& – Torna la guerra fredda. L'Occidente si impadronisce dell'Ucraina e la Russia reagisce annettendo la Crimea.

Interessante la posizione dei russi ucraini che preferiscono la Russia all'Europa. Questione di etnia? O/e una sotterranea nostalgia per l'Unione sovietica emersa con lo sventolio di bandiere falce e martello? Che tipo di nostalgia? Della posizione internazionale dell'Urss? Dell'assetto sociale dell'Urss?

Prevale lo spirito di sopravvivenza dell'Occidente. Teso a difendere l'egemonia mondiale sin qui goduta e ora minacciata. Al momento l'obiettivo sembra quello di isolare la Russia. Circondandola in una cintura di paesi aderenti alla Nato. Strategia  che provoca la reazione russa. Sbocco dello scontro difficilmente prevedibile. Conseguenze e risultati si vedranno solo dopo un certo numero di anni. 

 

 & – Trovo tutti terribilmente fuori  (maggio 2014). Chiusi in loro stessi. Fuori dal mondo. Come scrive Marx. Covano se stessi. Nel covare se stessi perdono il senso del processo reale. Generale. Che è alla base della logica (cfr Hegel). Perdendo la stessa capacità logica.

È il prodotto dell'alienazione capitalista.

L'alienazione capitalista. Sue forme. La supremazia dell'individuo (individualismo). Il dominio dell'emotività. Del sentito. La perdita della ragione. Sei ciò che senti non ciò che pensi. L'eclissi della realtà.

Alienati dalla vita generica dell'umanità nella quale contemporaneamente essi, gli alienati, sono sempre più immersi Esempio. La globalizzazione. Dalla quale dipendono ogni giorno di più.

Nonostante loro.

A loro insaputa.

Protagonisti di una grande avventura di cui sono il concime inconsapevole.

& – A sua volta. La vicenda internazionale. Dominata dall'alienazione.

Il non detto sta logorando del tutto l'antico sistema del potere internazionale. La globalizzazione non permette più verità nazionali. O di parte. Ogni verità proclamata come assoluta mostra immediatamente la corda. Non è più credibile.

La vicenda ucraina sta mettendo allo scoperto questo momento del passaggio storico. Non a caso alla Merkel si contrappone Schröder. Due analisi opposte. Russia infame contro Europa ottusa. E. Non a caso questa contrapposizione (che sono poi i due corni della contraddizione capitalista occidentale) avviene in Germania. Il paese logicamente più avanti. Kant, Hegel, Marx. &c.

 

[transizione  60] (giugno - luglio).  Si lotta per la sopravvivenza (Occidente), per la supremazia (Cina, Russia), per un posto al sole (gli altri). Sopravvivenza e difesa della supremazia minacciata (Occidente) . Conquista della supremazia (Cina, Russia). Nella conquista di un posto al sole si distingue la minaccia islamica. La nascita della Jihad. La sua offensiva in Iraq e in Siria. La nascita del califfato.

Nella lotta per la sopravvivenza SU e UE progettano un trattato commerciale e di investimenti volto a isolare Russia e Cina. Naturalmente in nome del trattato e dei nuovi patti gli SU riaffermano il loro primato sull'Europa. Il loro comando. Nel nome del quale dettano le condizioni per affrontare la questione ucraina. Condizioni da loro stessi create e subite dalla UE.

Tutto ciò è ciò che si vede. In realtà gli SU tentano di riaffermare la loro supremazia non avendo più i mezzi per esercitarla. Lo loro debolezza spinge Cina e Russia a unire le forze anche se con grande cautela. Per quanto riguarda l'Europa c'è da prendere in considerazione l'incognita tedesca. La Germania potrebbe spostarsi. 

La misura di questi movimenti è il decennio. Inoltre il detto è spesso l'esatto opposto del non detto. Di quanto si ha in mente di fare. Si maschera l'obiettivo negandolo. E lo si nega con dichiarazioni e comportamenti volutamente ingannevoli. 

(agosto) – Ucraina e califfato al centro delle attività internazionali.

& – Riflessione sui partiti socialisti europei (ottobre). Il socialista (socialdemocratico) Schröder ha salvato la Germania varando riforme che oggi in Italia vengono giudicate di destra.

La sinistra tradizionale italiana non si rende conto di quanto sia accaduto dalla caduta dell'Urss e del muro. Né si rende conto che i «diritti» sono stati la diretta conseguenza dello sfruttamento del pianeta da parte delle democrazie occidentali. Insomma. I diritti sono il dono che la borghesia internazionale ha fatto – non senza contrasti e lotte – alla classe operaia internazionale per aver partecipato – (e usufruito) allo sfruttamento universale.

Caduta l'Urss il capitalismo quale modo di produzione ha dispiegato tutte le sue potenzialità. Ora.  La base economica del capitalismo è lo sfruttamento del lavoro. Lucra sul plus valore prodotto dal lavoro umano su scala planetaria. Plus valore del quale si appropriano le classi produttrici capitaliste. Appropriazione cui partecipano, in misura proporzionalmente adeguata all'andamento della lotta di classe interna ai paesi capitalisti,  le classi lavoratrici di quei paesi.

Il discorso è lungo. L'Urss aveva una funzione nell'equilibrio internazionale? Quale? La dittatura comunista era il prezzo pagato dai cittadini sovietici per difendere i processi di emancipazione dallo sfruttamento della borghesia internazionale e le lotte di liberazione dei paesi coloniali. Una contraddizione. Dittatura interna contro funzione liberatrice esterna. Così va la storia. Processo d'altra parte che il materialismo dialettico illustra e spiega con ricchezza di argomenti. Confutabili. Ma confutabili solo una volta che siano conosciuti, approfonditi e analizzati.

Dunque. Se non si parte dalla fine dell'Urss. Dalla funzione dell'Urss negli equilibri del pianeta. Dalla funzione delle socialdemocrazie all'interno del mondo capitalista dell'Occidente. Dall'esaurimento di questa funzione una volta caduto il sistema sovietico. Non si capirà mai quale sia la sorte della sinistra occidentale. Se conservi ancora una funzione. E quale funzione sia.

D'altra parte. Il dibattito teorico della sinistra occidentale è del tutto assente. Ora. Senza questo dibattito la sinistra occidentale non respirerà l'ossigeno (teorico) necessario per rimanere in vita.

 

(continua in Note di economia e politica > 2015)

 

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“Note di economia e politica > Dal ’12 al ‘14” [#12-14] 

 

 

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