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Dal 2000 al 2003

[2000]

 

[capitalismo concorrenza democrazia - 18] - Sarà necessaria una riflessione sul rapporto fra capitalismo, concorrenza e democrazia. Marx sapeva che la concorrenza all'interno del mdp era feroce ma trovava il suo limite nella tendenza alla concentrazione. Questo aspetto della contraddizione è ancora attuale. Quali sviluppi ha avuto? Quali sta subendo? La concentrazione a sua volta trova un limite nella globalizzazione. La globalizzazione una volta completata favorisce nuovamente la concentrazione. Per ora con la globalizzazione in corso se non agli inizi, la concorrenza è passata ai livelli alti del mdp. Il mdp a sua volta è composto da un intreccio di strutture economiche in senso stretto e strutture sociali. Chiaro che il rapporto strutture sociali – strutture economiche è analizzabile separatamente ma non scindibile nella realtà. L'uno fa parte dell'altro. L'altro dell'uno. Nel VI capitolo inedito del 1° del Capitale Marx (99–100) descrive con grande chiarezza il continuo rovesciamento fra la produzione delle strutture sociali e la produzione delle strutture produttive e nei rapporti di circolazione. Come queste evolvendosi si rovescino nelle prime modificandole e come le prime sviluppandosi si rovescino nelle seconde dando vita a nuove strutture sociali.

Il mdp, capitalismo, concorrenza, democrazia vanno esaminate all'interno della transizione fra un mdp e l'altro. Alla funzione che assolvono all'interno del mdp e come col mutare del mdp cambino a loro volta di funzione. Andrebbe prima esaminata  la funzione della concorrenza all'interno del mdp. Medesima analisi per la democrazia che è l'ideologia portante e la pratica politica inerente al modo di produzione capitalistico. Infine il rapporto fra mdp, concorrenza, circolazione, distribuzione e democrazia. E il  mutare dei loro rapporti nel corso della transizione (19.01.00).

La forma più vistosa presa al momento dal mdp è il rapporto produzione-consumo. Il consumo, visto sotto il profilo della crescente massa dei consumatori/clienti sembra spingere e condizionare la produzione. La società stessa si presenta come un grande aggregato di consumatori. E sembra imporsi la figura del consumatore massa, del consumatore totale. Desideroso di prodotti e di servizi il consumatore totale spinge la produzione totale. Sembra farla propria. La stessa pratica democratica, la stessa democrazia sembra espandersi sotto la spinta del fenomeno. Così il consumatore totale tende a diventare il cittadino totale. L'elettore totale. In altri termini la forma presa dal mercato in questo momento storico si presenta come dominata dal consumatore totale il quale spinge la produzione e ne decide le sorti. Terreno sul quale la concorrenza della produzione si scontra. Vince o perde. Una meraviglia!

Il mercato per qualche verso si presenta anche nemico delle strutture oligarchiche della società viste come un residuo o una persistenza, una vischiosità dell'organizzazione delle classi dirigenti al tempo del feudalesimo. Le dissolve e sostituisce loro una classe dirigente aperta, duttile, formatasi nella preoccupazione di soddisfare il consumatore/cliente. Le strutture portanti delle classi dirigenti mutano di continuo. Soprattutto nella forma. Selezionate dalla concorrenza e dal mercato diventano il prodotto di una sorta di darwinismo economico e sociale. Selezione dalla quale non possono che emergere i migliori.

È dunque un momento nel quale il mercato viene interpretato come elemento della trasformazione sociale e della progressiva liberalizzazione della società che accede e poggia sul mercato. Così come il capitalismo sgretolò le strutture dell'economia medievale (al di là delle vischiose persistenze che ogni modo di produzione rinvia al successivo e a volte ai successivi) così il mercato sgretola le strutture di una società poggiata fino a questo momento sulla evidenza della lotta di classe e sulla struttura fondamentalmente oligarca dei gruppi dirigenti. Lo sviluppo del modo di produzione capitalistico continuando a corrodere le strutture delle società tradizionali mostra non solo la sua vitalità ma conferma di non aver esaurito quella missione storica che Marx gli attribuiva.

Una favola.

La difficoltà della transizione che stiamo vivendo consiste esattamente nell'individuare quanto di mistificante ci sia nella ideologia appena descritta ma anche quanto nel processo reale dello sviluppo generale (4PP) vada individuato quale elemento di cambiamento. Cambiamento che nella transizione annuncia lo sbocco, parziale o totale, del processo in corso.

Certamente la globalizzazione è un elemento fondante di questo momento della transizione. Dal quale non si torna indietro. Problematiche al contrario si presentano le forme prese dalla concentrazione, dall'egemonia del mercato finanziario, dalla concorrenza, dal consumatore totale e dall'evolversi del processo democratico. Elementi portatori di cambiamento ma nei quali è pressoché impossibile cogliere il contenuto al di là della forma nella quale si presentano.

 

[oscurità della transizione - 19] - L'oscurità della transizione spinge le tendenze idealiste e feticiste della produzione culturale. I filosofi colgono il bersaglio ancora meno degli altri. Ci sono scampoli di analisi. Il fondamento dell'oggettività è dato dal riscontro sociale. Donald Davidson, filosofo SU coglie, con questa asserzione un aspetto della forma reale del processo logico generale. ® Più del riscontro sociale, cioè di cosa pensino coloro che assistono all'evento penso che il fondamento dell'oggettività è dato in primo luogo dal fatto che se sbatto contro un muro mi rompo, sia che sia solo, sia che qualcun altro sia presente all'evento. I soggetti presenti per questa forma di oggettività sono due, colui che sbatte e il muro. Il trio individuato da Davidson può cogliere, può fondare il concetto sociale di oggettività. Ed è anche in questo caso un principio pericoloso. Non è detto che se un terzo vede le cose come le vedo io, io e il terzo le vediamo con maggior verità del primo che le afferma. I processi culturali sono ben diversi da questo tipo di semplificazione. L'oggettività coincide con la realtà del mondo e la realtà del mondo può essere meglio compresa socialmente con il criterio del massimo di coscienza possibile (Goldmann). Concetto nel quale è racchiuso il complesso processo del rapporto fra il mondo degli uomini e il mondo della realtà. A conti fatti Davidson  coglie esclusivamente una forma del processo reale. La più appariscente e superficiale. È il limite in cui il lomat urta tutte le volte che affronta la realtà dei processi disorganizzati complessi mentre ha una sua aderenza quando analizza i sistemi disorganizzati semplici – fisici (19.01.00).

 

[seattle] - La stampa occidentale ha interpretato i risultati della conferenza ministeriale dell’Omc (Organizzazione mondiale del commercio) come una vittoria SU a spese dell'Ue e dei paesi del Sud. Gli europei volevano ampliare l'ordine del giorno per discutere nuove regole (in favore delle proprie transnazionali). I paesi del Sud per non aver ottenuto nuove aperture sui mercati supplementari del Nord. Al contrario. Secondo Lmd (gennaio ’00) il fallimento della conferenza ha frenato per la prima volta l'ampiezza del potere SU e sempre per la prima volta ha visto la ribellione dei paesi del Sud del mondo che hanno usato a proprio vantaggio la regola del consenso. Né basta. Si tratta della prima vittoria delle organizzazioni internazionali che si oppongono al modello di sviluppo occidentale (la nuova economia, cioè il mcp cosi come è uscito dal crollo dell'Urss). Circostanza di importanza fondamentale, Seattle si è potuta organizzare grazie a Internet. È il risultato di Internet. Seattle entra così a pieno titolo nella transizione. Fenomeno che va analizzato parallelamente al mcp  versione post guerra fredda. Rappresenta a prima vista la sua più smaccata (nel senso di evidente, palese, forma apparente) contraddizione. Pone anche questioni teoriche che potrebbero prendere un interesse rilevante. Come, per esempio,  il rapporto fra lo stadio raggiunto dallo sviluppo delle forze di produzione e lo sviluppo raggiunto dall'organizzazione sociale dell'umanità nel suo insieme (19.01.00).

 

[appunti -1] (mar, 28.03.00) - Articolo sul Corsera. L'informatica crea un nuovo tipo di catena di montaggio, con l'uomo/operatore legato ai ritmi del programma come l'operaio fordista era legato ai ritmi dell'organizzazione del lavoro di allora.. Ritmi che ambedue non controllano dipendendo ambedue da un programma esterno. Ugualmente il nuovo ceto legato alla nve (nuova economia) è libertario e vagamente anarchico (come Internet) e di sinistra. Si chiede Stefano Cingolani sul Corsera del 28.3, la sinistra francese, tedesca e italiana dovrà decidere se stare con i garantiti o con gli emergenti. Blair e gli svedesi hanno scelto. Gli emergenti. I garantiti non permettono alle sinistre francesi, tedesche e italiane di riformare (e adeguare) il sistema alla nve e all'ultima versione presa dal  modo di produzione capitalistico

(mer, 29.03.00) - È possibile che il senso della nuova sinistra sia qui. 1. assecondare lo sviluppo individuando e seguendo la logica dei nuovi strumenti di produzione (che sono quelli che poi determineranno il nuovo mdp). Al contrario la sinistra vuole meccanicamente ridurre il prezzo sociale che si paga regolarmente ad ogni trasformazione di un modo di produzione. Il vecchio ordine sociale viene sconvolto con rivolgimenti e costi sociali ad ogni livello. Una strategia che la colloca dal lato della conservazione e minaccia di trasformarsi in un freno allo sviluppo. Il nuovo sviluppo non sarà liberale come si pensa. Ma più vicino al concetto di democrazia, cioè più vasto e più libertario. In realtà per descriverlo andranno coniati termini concettuali nuovi che rendano ragione del processo in corso. Francamente non vedo chi stia facendo il lavoro.

[la coscienza media generale] - Pinochet, il primo. Lo stesso tribunale spagnolo che promosse quella azione, ha ora accolto la denuncia del Nobel Rigoberta Menchù contro politici e generali guatemaltechi accusati del genocidio degli indios fra il '63 e il '96 (Repubblica 02.04.00). Sotto accusa  sono anche i generali argentini. Sia per Pinochet, sia per gli argentini, sia per i guatemaltechi la novità consiste nell'accusa di genocidio, una categoria giuridicamente nuova.– Nel medesimo tempo metà dei cittadini  SU si rifiutano di compilare il censimento. Viola la privacy, sostengono guidati dal repubblicano Bush (Corsera 02.04.00). La questione della riservatezza della sfera privata dilaga. Non è soltanto americana. La Corte costituzionale tedesca  (15.12.83) parlò di «autodeterminazione informativa». In altre parole riconobbe che esiste una sfera nel campo delle informazioni di cui il soggetto è padrone e unico giudice.– Sono forme di coscienza generale che avanzano. Ora distinguerei il concetto di coscienza generale dal massimo di coscienza possibile, anche se media. Il mdcp (massimo di coscienza possibile generale)  e il mdcpm (mdcp media) sono diverse dalla coscienza generale. Nella coscienza generale è inclusa la falsa coscienza mentre nel mdcpm la fc vi è esclusa.

 

[Appunti - 2] (gio, 13.07.00) - Il sistema economico SU è assolutamente omogeneo e coerente. Dal mercato del lv, all'impianto fiscale, alla struttura politica, alla struttura dei controlli (gli organismi e le istituzioni di controllo), alle borse valori. Si tratta di un capitalismo caratterizzato da una forte espansione e da un forte sfruttamento. Dove l'espansione è pari allo sfruttamento e in buona parte ne dipende. Sfruttamento della mano d'opera, delle risorse appoggiato dalla posizione dominante data dalle circostanze storiche e dalla potenza militare. L'Europa non potrà competere se non assumendo totalmente il modello di sviluppo SU. Anche perché lo sfruttamento è un modo sostanziale per estrarre valore e appropriarsene e la lotta risulterebbe impari mantenendo in piedi una struttura sociale più garantita, meno avida,  e solo per questo perdente. Il crollo dell'esperimento sovietico ha avuto questo significato. Il mondo non era maturo per quel livello di civiltà a sua volta incompatibile con le condizioni economiche generali date. Un livello intermedio fra il modello sovietico e l'attuale modello SU non lo ritengo possibile. Destinato a cedere come ha dovuto cedere il modello Urss.  

[2001]

 

(per la nota politica 20 del 2001 vedi “globalizzazione, produzione, consumo” in @GLOB, per la nota 24  vedi “etica & transizione” in @TRAN)

 

[deterioramento della classe politica occidentale nel suo insieme - 21] - Altro scandalo americano per una storia di regali accettati da Clinton al momento di lasciare la Casa bianca. È uso SU farli. Ma qui c'è stato qualcosa che non ha funzionato (cfr Repubblica 04.02.01). Comunque tutti, americani, francesi, tedeschi, inglesi, spagnoli sono baciati dalla giustizia, sotto inchiesta o cos'altro. Una conseguenza dell'avvento del ceto medio? Disinvolto nel maneggiare il danaro, maldestro nei comportamenti, insicuro e nello stesso tempo arrogante nell'affermare i propri punti di vista? E arrogante anche nel reprimerli quando veste i panni della magistratura e attraverso le sentenze sentenzia nuovi comportamenti ed elabora una nuova mentalità e una nuova morale. Così la magistratura internazionale prende campo, ampia il suo raggio d'azione,  viola gli antichi santuari di classe e raggiunge gli intoccabili di una volta. Ed è anche l'improvviso manifestarsi della trama sociale ed economica che sorregge le classi dirigenti, non tenute più al riparo dalla ragione di stato, il conflitto reso sempre più evidente del divario fra i principi sostenuti e proclamati, magari nelle costituzioni e nelle dichiarazioni internazionali dei diritti, e le realtà della gestione pubblica. I contrasti all'interno della borghesia imprenditoriale e finanziaria nella lotta per la produzione, alla conquista dei mercati di approvvigionamento e di smercio

 

[dove va la transizione - 22] - Quindi - anche dalle note precedenti - qualcosa si comincia a capire →→ citare il passo di Friedman dove si accenna una descrizione anticipatrice del concetto di individualità →→→ per esempio che fine ha fatto il mdp sovietico? Quell'esperienza ha ancora qualcosa da comunicare? Certo il suo fallimento è ora più comprensibile → nel gioco del torto e della ragione, chi aveva torto e chi ragione? Ha avuto torto la ragione. Lo sviluppo può, deve essere ragionato, ma non può essere creato a tavolino. L'insieme del movimento sociale è molto più intelligente di quanto possa essere una singola intelligenza che al massimo lo interpreta e gli dà voce (07.02.01). Leggo su Lmd l'articolo di Toni Negri sull'impero che avrebbe sostituito l'imperialismo (vai a  @GLOB).

 

[transizione e biotecnologie - 23] - Principio di precauzione. Lo sviluppo deve essere guidato dalla ragione scientifica o dalla percezione che il sociale ha di questa ragione? Il principio di precauzione è quel criterio che si basa sulla percezione del sociale e si rifà al timore che il progresso scientifico possa volgersi contro la sicurezza delle genti, attentare alla salute comune, eccetera. Insomma. Si tratta di quello stato d'animo «piagnone» – come scrive T. Negri – dei ceti medi e pcbg delle società sviluppate che non vogliono mollare la coperta di Linus della propria tranquillità, del proprio benessere e della crescita continua e ininterrotta di un progresso che ha vinto il dolore, la fatica e la necessità. Ideologia falsa ma consolatoria.

 

[transizione -  il vento di seattle - 25] (cfr Corsera 21.03.01) - Scritti di intellettuali SU sui movimenti che hanno preso le mosse da Seattle. Quel movimento potrebbe influire sugli Stati e sulle corporations, le grandi compagnie e le istituzioni contestati. Lontano dall’essere un rigurgito del ’68 si individua nel movimento il formarsi di un nuovo modo di fare politica pari al movimento contro la schiavitù in America nei primi dell’Ottocento, la diffusione della Croce rossa, il movimento studentesco negli anni ’60 e il movimento femminista negli anni ’70. Seattle – Può considerarsi la prima azione a livello mondiale dei movimenti che si oppongo al mcp e all'indirizzo preso dopo la sconfitta e il fallimento del msp (modo socialista di produzione tentato in Urss). Ne fanno parte un gran numero di movimenti e organizzazioni che sono riuscite a preparare le dimostrazioni di Seattle grazie a Internet (cfr Lmd/m gen 2000, n.1).

Porto Alegre – A Seattle si allinea Porto Allegre. Un comune del Brasile del Sud dove la sinistra è riuscita a raggiungere un forte sviluppo, con il consenso e la partecipazione dei gruppi sociali della città.

® Il movimento di Seattle appare come uno strumento di pressione  vecchio e conservatore nella misura in cui è stimolato da spinte ideologiche contrastate ed eliminate dal processo di glo­balizzazione. Nello stesso tempo è portatore di bisogni sociali e necessità che rappresentano la forma presa dall’espandersi della coscienza sociale nel mondo.

La globalizzazione si presenta con due facce. Cela all'interno del suo processo una contraddizione (come accade a tutti i processi). Il punto è distinguere le due facce della contraddizione, contraddizione che si ripete anche internamente ai due momenti della contraddizione principale. Una contraddizione fra globalizza­zione economica e globalizzazione sociale. Una contraddizione all’interno della globalizzazione sociale. Aspetto ideologico contro aspetto evolutivo. E una all’interno della globalizzazione economica. Liberalizzazione dei mercati e tendenziale concentrazione monopolistica.

Porto Alegre è il tentativo di superare la contraddizione sociale con la volontà di risolvere anche quella economica. Porto Alegre accetta la globalizzazione come momento di sviluppo generale. Ma la vuole governare. Ridurne la violenza economica e i suoi effetti sociali. Come sempre devastanti e perversi. Come sempre. Così è stato alla fine dell'Ottocento con l'espandersi del capitalismo industriale. Una legge dello sviluppo. Con il fallimento, o la sconfitta, del modo di produzione socialista imboccare un'altra strada non sarà semplice. I movimenti internazionali di opposizione alla globalizzazione selvaggia faranno la loro parte all'interno del processo evolutivo.

Processo che può essere osservato dal lato dell'espansione dell'accumulazione capitalista. Basta leggere Andre J Gromiko L'espansione internazionale del capitale per cogliere tutta la riserva di violenza racchiusa nel corso dell'espansione. Violenza non soltanto sociale.

Oppure si può osservare dal lato dei movimenti di opposizione. L'altra faccia del processo. C'è una certa ingenuità in questa acuita «sensibilità umana» dei movimenti di opposizione. Qualcosa che ricorda l'opposizione pelosa della chiesa di Roma sul medesimo oggetto. Lo sfruttamento è drammatico nel senso che contiene al suo interno una serie di riflessi individualmente drammatici. La questione al momento  è come conciliare lo sviluppo con lo sfruttamento. Miglioriamo il modo di produzione capitalistico è la risposta. Ma allora se c'era qualcosa da migliorare era il modo socialista di produzione carente di libertà ma molto vicino alla giustizia sociale. No. Nello scontro fra capitalismo e socialismo reale non ci fu nessun tentativo di mediazione da parte delle estreme sinistre occidentali. Scopertesi molto, molto occidentali. Anche lì, nella teoria socialista c'era l'internazionalismo e la globalizzazione. Solo che la globalizzazione l'ha realizzata il modo di produzione capitalista. Bene. Dopo averlo favorito nello scontro e aver parteggiato dalla sua parte in nome della libertà e della democrazia che hanno fatto aggio sull'ingiustizia sociale è ora necessario fare i i conti con la sua travolgente vittoria. Alla maniera di Porto Alegre? O portando avanti l'analisi di Marx? E capire quale bestia (l'indecifrabilità del processo appare con una bestia) ci troviamo di fronte?  (24.06.01) –|

[transizione - società - 26] - Negli SU solo il 23 per cento delle famiglie sono tradizionali. Formate da padri e madri sposati con figli propri (Repubblica 23/6/01).

[transizione - globalizzazione - 27] - Riunione del Consiglio europeo a Göteborg (16/6/01). Più Bush. Scontri fra polizia e 25 mila contestatori. Gli agenti sparano, un morto fra i dimostranti. L'opposizione alla globalizzazione sta prendendo consistenza. I governi non riescono ad arginarla.

© Il capitalismo (selvaggio) delle multinazionali sviluppa il benessere. Benessere dell'Occidente. A spese degli altri popoli del pianeta che vengono brutalmente sfruttati. Ora, c'è un'alternativa al capitalismo delle multinazionali? E il capitalismo delle multinazionali sfruttando il pianeta - compresa la sua parte occidentale - produce uno sviluppo reale? Marx. L'accumulazione del capitale e in genere lo sviluppo è sempre avvenuto con il sacrificio - leggi a spese - di una parte dell'umanità. Questa legge non è al momento superata. Un tentativo di superarla è stato fatto da Urss, Cina e paesi del blocco orientale. Fallito. Allora?

Nel medesimo tempo l'opposizione c'è. E si ingrossa. Con quale segno? Con quale significato? Una correzione del capitalismo delle multinazionali nel cuore stesso del mcp? Possibile. Oppure questa opposizione è superata? E il mcp sta generando un diverso rapporto fra gli individui e il lavoro? E la maniera per correggerlo è altra? Oppure la ricchezza universale non ha ancora raggiunto il livello necessario per un ulteriore salto di qualità? Certamente il livello di coscienza globale è ben al di sotto del necessario. E quale è il rapporto fra crescita della coscienza globale e sviluppo del modo di produzione? E ancora, e ancora. –|

 Il G8 a Genova è letteralmente assediato dagli antiglob. – Dollaro sopravvalutato, effetto domino della crisi argentina e turca, produzione e rapporti di produzione delle multinazionali sono i tre casi sulla strada dello sviluppo e del suo equilibrio (21.07.01).– Secondo A. Polito il movimento antiglob è in realtà una reazione al capitalismo americano. Contro gli SU e il nuovo imperialismo (Repubblica 21.07.01).

 

[la coerenza] - Altra conseguenza del processo di transizione la si può individuare nel motivo di fondo (probabile) che caratterizza il movimento antiglobal. Il quale più che contro la globalizzazione si mobilita contro lo sfruttamento internazionale e l'ipocrisia con la quale l'Occidente dichiara di essere alla testa dello sviluppo senza tener conto che lo sviluppo si realizza attraverso lo sfruttamento selvaggio del globo e dei suoi abitanti.

In un certo senso, dunque, un movimento la cui base è esclusivamente morale. Una morale che trova la sua verità nel pretendere la coerenza fra gli ideali proclamati dall'Occidente dalla rivoluzione francese in poi e la sua pratica saccheggiatrice di beni e di uomini (lo schiavismo per fare l'esempio più vistoso o il genocidio dei pellerossa nord americani, e oggi degli amerindi della foresta amazzonica, eccetera). Quindi la coerenza. La vera protagonista dell’antiglobal. (06.09.01).

Quasi un salto logico nel processo della Ragione. Rammentare i tre passaggi logici sartriani che ampliano lo schema hegeliano di tesi, antitesi, sintesi, superamento.  Dice Sartre, superarlo per comprenderlo,  comprenderlo per manifestarlo a tutti,  manifestarlo a tutti per risolverlo. Siamo nel manifestarlo a tutti.

[transizione - 28] (Repubblica 20.07.01) - Vittorio Zucconi, scrivendo di Bush, avanza l'idea che ormai il mondo lo si può governare soltanto seguendone il 4PP. Tutte le volte che si è tentato di forzare il flusso della storia è andata male. Come in Vietnam, a Cuba, con i tentativi della segregazione spaziale. In altri termini la «transizione» ha un suo verso. Inutile porsi di traverso a quel verso. Questo vale a maggior ragione per la globalizzazione, per l'esclusione in senso lato, per i gas di scarico (Kyoto), per i rapporti con il quarto mondo, eccetera.

 

[transizione - politica & giustizia - 29] - Argentina. La Corte suprema blocca l'applicazione dell'austerità decisa dal governo Cavallo.

 

[transizione - attacco aereo agli stati uniti - 30] (l'ipocrisia del logos, del non detto) - Martedì 11 settembre 2001 attacco arabo (?) a NY (distrutte le due torri gemelle) e al Pentagono, con aerei dirottati e suicidi. Quattro, di cui tre raggiungono l'obiettivo e uno forse precipita o forse viene abbattuto dalla caccia americana. L'avvenimento è eccezionale e segnerà una svolta. Quale?

Le conseguenze operative per ora interessano poco. Per una prima risposta sarà necessario attendere, settimane, mesi, un anno? Probabilmente settimane e mesi.

 

[sul non detto] -  Al momento tre osservazioni. Uno. Il processo segue il suo andamento. Qualcosa di inavvertito si accumula e sbocca in qualcos'altro di inatteso. Cosa è che si andava stoccando? L'ipocrisia del logos, del detto che in nulla corrisponde al processo reale in via di svolgimento. Lo svolgimento carico di violenze, prevaricazioni, emotività incontrollata, e altro. Lo scontro permanente per assicurarsi la direzione dello sviluppo. L'appropriazione delle fonti di energia. L'uso non chiaro della tecnologia. Lo sfruttamento del globo. Delle risorse. La conquista delle vie di comunicazione. E altro.

Tutto questo sta venendo lentamente alla luce. Le contraddizioni del sistema vanno maturando. È sufficiente un'analisi del concetto di terrorismo, della sua nascita, della sua vita, per capire come non ci sia nulla da capire. Come il concetto non voglia dire assolutamente nulla. Usato come è stato per tutte le occasioni. Le più contraddittorie. Fino a perdere ogni significato. Significato che d'altra parte non ha mai riflesso nulla del processo reale e sia stato utilizzato costantemente come strumento di propaganda, buono per occultare il reale svolgersi del processo.

Due. [l'islam] Questo momento della transizione prende la forma dello scontro fra islamismo e modo capitalistico di produzione . Il fondamentalismo islamico nasce quando l'islamismo si sente minacciato dal mcp (*). Minacciato nel senso di assorbito, omologato e ridotto a essere una religione come le altre. Se accettano sono finiti. Meno ipocrita del cristianesimo, una delle ragioni di essere dell'islam è stata all'origine l'espansione armata, la guerra santa. E il suo massimo periodo di fulgore coincide con l'espansione armata. Poi comincia la decadenza difensiva. Per questo il concetto di guerra santa è loro familiare. Più da vicino, il fenomeno che guerra santa e sacrificio personale sia portato avanti dalla neo borghesia islamica, lascia pensare a un diverso modo di espandersi di questa borghesia. Il fenomeno kamikaze d'altra parte si era già presentato con la neo borghesia giapponese nella seconda guerra mondiale. Altro sistema nel suo insieme arretrato e tradizionale. Non a caso anche quello un tentativo di commistione fra espansione del mcp e residuo culturale di impronta fortemente medievale.

Tre. [espansione culturale del mcp] Lo scontro rappresenta oggettivamente e prende la forma dell'espansione culturale del mcp obbligato a eliminare anche sul terreno della razionalità uno dei residui più fossili del pensiero medievale. Non riuscendo più ad assimilarlo e servirsene. Non è un caso che lo stesso problema si presenta ai russi e ai cinesi. due paesi che possiamo considerare come l'opposizione virtuale futura del capitalismo occidentale così come attualmente si presenta.

La transizione va anche vista sotto questo aspetto. Da un lato il modo capitalistico di produzione si va omogeneizzando, assorbendo e globalizzando il resto del pianeta. Dall'altro il suo principale nemico rimane l'opposizione interna come i no–global e quella esterna per ora virtuale ma che virtuale non è stata negli anni del tentativo sovietico di organizzare un modo di produzione altro, di tipo socialista.

In Giappone, per esempio, il mcp sta avendo la meglio su quella vecchia cultura messa seriamente in crisi proprio dalla sua capacità di essere entrato nel cuore del mdp. Il capitalismo, sosteneva Marx, sbriciola le vecchie culture. Naturalmente ci mette del tempo. Ed è quello che sta accadendo. Anche il cattolicesimo è obbligato a fare i conti con l'espansione culturale del mcp che ne corrode le fondamenta.

(*) Due articoli di Alain Touraine su Repubblica e su Ryszard Kapuscinski (giornalista e scrittore polacco) sul Corsera. K. illustra quanto dico di quell'aspetto della transizione che è il disvelamento progressivo delle strutture del potere, delle differenze fra il detto e il fatto, eccetera. AT sostiene che il passaggio dei fondamentalismi islamici allo scontro armato è conseguenza della reazione alla loro perdita sul terreno politico. Stop. In altri termini. L'islam teme di essere assimilato al mcp e divenire una religione fra le tante. Quello che sta capitando al cristianesimo cattolico (Mar, 18.09.01).

– La situazione favorisce le sinistre e non le destre. Lo mostra l'episodio Sharon in Israele. L'occidente ha bisogno dei moderati arabi, di conseguenza ha bisogno di Arafat e dei palestinesi. I talebani e l'islam dei fondamentalismi rappresentano il massimo della destra mondiale. Le destre occidentali sono scoperte a destra. L'accusa del NYT alla destra italiana di favorire il terrorismo con la legge sulle rogatorie è qualcosa più di un sintomo. Il terrorismo è oggi a destra, la mafia è a destra, tutto ciò che si pone a destra favorisce terrorismo e mafia (Lun, 24.09.01).

 

segue [transizione - la risposta degli stati uniti - 30]  (07.10.01) - Attacco militare SU all'Afghanistan. Osama Bin Laden parla in televisione.

© Storicamente battuto (lo vedremo) il terrorismo islamico svolge tuttavia la funzione di svelare il processo storico al mondo. Soprattutto alla borghesia occidentale ottusa di fronte ai processi generali. In altri termini contrasta l'ipocrisia del logos (cfr sopra). In realtà è guerra e la guerra è esplosa. –|

segue → La guerra batteriologica è in corso? Mi sembra enorme. Non per le conseguenze che potrà avere in Occidente. Al contrario potrà essere il mondo mussulmano a farne le spese.

→ Il paragone fra terrorismo moderno e pirateria moresca medievale può tornare utile. I musulmani vennero battuti a Lepanto. La pirateria araba continuò ancora per due, tre secoli per via delle convenienze dei paesi cristiani che se ne servivano uno contro l'altro. Sin quando i francesi decisero di occupare Algeri e Tunisi. Allora scomparve. Allora? Per aver ragione dell’islamismo combattente è necessario occupare manu militari i paesi che lo alimentano? È l’Occidente in condizioni di farlo?

→ Lo scontro va ridisegnando le alleanze internazionali. Avvicina la Russia all'Europa. Unisce Occidente, Russia e Cina contro il fastidio mussulmano.

Pone di nuovo le popolazioni dell'occidente agiato di fronte alla concretezza della necessità.

→ E la globalizzazione?

 

[2002]

 

[il caso enron] - Mentre la compagnia elettrica californiana si avviava al fallimento, i suoi manager ne vendevano le azioni poco prima del crollo, consapevoli del crollo, per migliaia di dollari. Il tutto sotto gli occhi benevoli della Casa Bianca (Bush). Lo scandalo. Continua il disvelamento, la rivelazione del non detto del logos. Le strutture del mdp, l'intreccio di economia e politica, le difficoltà di una gestione trasparente del modo di produzione.

 

[la russia di putin] scardina la politica dell'Opec.

 

[transizione - 31] (22 apr. 02) - Momento di svolta nell'incertezza della direzione del processo.  Uno. La politica della forza si alimenta e alimenta l'uso sistematico della violenza. Sharon in Palestina, Bush negli SU, Berlusconi in Italia, la reazione del fondamentalismo islamico, l'uso dei kamikaze, eccetera.

Due. Il processo del disvelamento del logos sembra subire una battuta di arresto e la transizione prende l'aspetto della forza sorretta dalla menzogna. Come sempre. Tuttavia la novità. La strategia della menzogna è praticata in maniera aperta, con crescente arroganza, rimuovendo il pudore. Tuttavia la menzogna come tale viene ritenuta ancora necessaria e questo rappresenta la debolezza di quelle forze obbligate ad usarla. Sin quando si nega l'evidenza, l'evidenza conserva una sua forza. Anzi, emerge dall'uso spregiudicato della menzogna.

Tre. La menzogna non copre le contraddizioni. a) alla fine del 2001 l'accusa del NYT alla destra italiana di favorire il terrorismo con la legge contro le rogatorie è qualcosa di più di un sintomo. Il «terrorismo» è oggi a destra, la mafia è a destra, tutto ciò che si pone a destra favorisce terrorismo e mafia. b) la strategia di Sharon danneggia l'azione SU contro il terrorismo islamico. Ma la destra SU non può abbandonare Sharon. c) il modo capitalistico di produzione viene preso fra la necessità di una crescente trasparenza e la pratica spregiudicata dei gestori tipo Enron. Una contraddizione che prima o poi esploderà. d) la crescente forza degli azionisti di maggioranza e la conseguente politica finanziaria della creazione di valore mette in crisi la gestione autoritaria delle imprese. e) lo sfruttamento del globo mette a repentaglio le risorse del globo. f) mentre la potenza americana cresce l'Europa si autonomizza. Eccetera.

La menzogna diventa un modo per occultare le contraddizioni e la contraddizione dell'uso della menzogna è che mentre le occulta le accresce. Con la conseguenza di alimentare l'opposizione interna al sistema (no global, no logo, eccetera).

 

[transizione - 32] (22 apr. 02) - Il mondo sviluppato va a destra. Prima gli SU, ora l'Europa. Spagna, Italia, Francia ( I socialisti perdono in Francia. Jospin si dimette). A maggio i socialisti perdono in Olanda (caso Fortuyn). La destra invece non riesce a prevalere nei paesi ex comunisti. La destra battuta in Ungheria.

(15 mag. 02) - L'emotività invade il mondo occidentale. In Olanda dopo il suo assassinio,  le idee di Fortuyn. non sono discutibili, ogni critica è un attentato alla sua memoria. Robert Fisk, giornalista del The Independent, è minacciato di morte e insultato perché tenta un'analisi critica su Israele, i palestinesi e affronta per qualche verso il discorso sul terrorismo. L’ostracismo alla ragione prende piede. Ragionamento, fatti, realtà disturbano. L'attività intellettuale del '6oo che ha aperto la strada al mondo moderno, la lotta al Mito cominciata con la filosofia greca, subisce una battuta d'arresto. L'irrazionale irrompe.

Penso sempre che sia l'emersione del «non detto» ha provocare questa ondata di shock. L'emersione del non detto è una conseguenza della globalizzazione.

(19 mag. 02) - La lotta internazionale al terrorismo è in realtà una lotta contro l'Islam. È questo che unisce il fronte che va dagli SU, alla Ue, alla Russia, alla Cina, al Giappone.

 

[transizione - economia - 33] (21 ott. 02) - Invece di una diminuzione dei carichi fiscali si va verso un aumento delle tasse. Per finanziare lo sviluppo, ampliare i servizi, investire nella ricerca.

(8 nov. 02) – Nel mondo gli abitanti delle città sorpassano gli abitanti della campagna.

[2003]

 

Bush pensa di rivitalizzare l’economia SU e occidentale con il petrolio iracheno. Interessante. Si torna apertamente all’economia di rapina di tipo Romano.

 

[la crisi economica internazionale] - Secondo David Bowers (Merrill Lynch) la paura della guerra “è solo un paravento”. La Borsa americana scende perché esistono problemi di fondo ancora irrisolti come la qualità dei bilanci, la visibilità dei profitti, il passo della ripresa economica e l’instabilità del dollaro (Sole–24 ore 18.1.03).

 

[lavoro e sviluppo] (Sole–24 ore 18.1.03 pag 9) - Secondo il rapporto dell’Economic policy institute (Epi) edito dalla Cornell university press di Ithaca (New York)  a differenza degli europei gli americani lavorano sempre di più. Nel 2000 il lavoratore americano ha lavorato in media 1877 ore, 32 ore in più del 1979. In Italia nello stesso periodo si è registrato un calo di 88 ore (da 1722 a 1634). In GB il calo è stato di 107 ore (da 1815 a 1708), in Francia di 244 ore e in Germania di 244 ore. Da 1969 a 1480.

Negli SU si fa spesso affidamento su redditi generati da settimane di 50, 55 e 60 ore. Il rapporto documenta anche la forte creazione di posti di lavoro negli SU rispetto ai paesi europei.

È indubbiamente il lavoro la fonte dello sviluppo. La tecnologia non sostituisce il lavoro. Lo potenzia, ne trasforma la qualità, lo valorizza, accresce la produttività, lo sposta del manuale all’intellettuale. Altro. Il motore dello sviluppo rimane il lavoro.

La confusione nasce fra lavoro e lavoro alienato. È il lavoro alienato che deve diminuire, non il lavoro in sé destinato ad aumentare nella misura in cui gli uomini adatteranno il lavoro a sé e sé al lavoro.

 

[transizione - 34] - La guerra all’Iraq ridistribuisce le forze fra sostenitori della linea americana e oppositori. Fra i sostenitori tutti i piccoli, fra gli oppositori i grandi (Francia, Germania, Russia, Cina), a parte gli inglesi.

Nasce un asse franco tedesco russo che contrappone una propria strategia alla strategia americana contro l’Iraq. Ai tre paesi europei il giorno dopo si unisce la Cina. Quanti Iuanti n contano si schierano contro la politica SU.

– Manifestazioni per la pace si svolgono contemporaneamente in 72 paesi del mondo. Un fenomeno di massa originato dalla globalizzazione. La giornata del 15 feb 03 segna un salto di qualità nello sviluppo della coscienza collettiva generale, nella crescita del mdcpm, massimo di coscienza possibile media. L’ampiezza e la profondità del fenomeno è individuata anche dal Nyt (New York Times) del 17 feb 03.

Continua il processo di formazione dell’Europa. Francia e Germania al centro della nuova Europa, con una significativa attenzione alla Russia. GB, Spagna e Italia fedeli agli SU nella cui scia precipitano anche i dieci paesi del gruppo di Vilnius, candidati europei.

I paesi mussulmani della Lega araba si dividono a loro volta fra antiamericani (Siria, Libia, Sudan), filoamericani (Kuwait, Qatar, Oman, Barhein), e moderati (Egitto, Giordania, Marocco, Tunisia, Algeria, Arabia Saudita).

La stampa anglosassone apre una violenta campagna contro Francia e Germania. Francia e Chirac soprattutto. Il Sun chi chiama Chirac verme in un titolo di copertina. Ma anche gli americani non scherzano. Chiamano i francesi paese di formaggi e di rane e chiedono loro se non si vergognano del loro presidente. I francesi reagiscono quasi con indifferenza. Nel frattempo in GB il vescovo anglicano e cattolico si schierano contro l’attacco all’Iran. Chirac a sua volta stigmatizza il pronunciamento filoamericano del gruppo di Vilnius, difeso da Blair

La Turchia resiste alle pressioni americane di utilizzare il suo territorio per l’attacco all’Iraq. Erdogan risponde alle pressioni americane facendo presente che il paese ha una Costituzione e delle procedure che “vanno seguite”. Eccetera.

La transizione del dopo muro è a un giro di boa. Cosa ci aspetta dopo la boa è impossibile prevederlo ora.

Tuttavia la situazione si va mettendo male per gli americani. Se la guerra non andrà più che bene, rapida e incruenta, saranno pasticci.

– In genere l’anticomunismo si trasforma in antieuropeismo. Gli americani rimangono il riferimento delle  borghesie compradore europee. Tali sono i paesi dell’Est, la Spagna e l’Italia. La GB gioca al compartecipante. Ma a sua volta è poco più di un fedele vassallo. Nel progetto della ricostruzione in Iraq gli appalti dati solo a società americane. Gli inglesi protestano. Li si rassicura. Nella seconda ondata ci saranno anche loro.

– Offensiva generale delle destre internazionali.  In testa la destra americana. Preludio a una sconfitta generale della classe?

 

(24 mar 03) Scrivevo il 7 set. 02 – “L'Europa si accoda e dipende dagli SU preoccupata solo di non perdere la propria identità culturale e il proprio benessere sociale. Benessere che per molti versi frena lo sviluppo. Benessere sociale = equilibrio sociale, equilibrio sociale = attenuazione della lotta e dello scontro, attenuazione della coscienza della «necessità». Questi sono sintomi di una decadenza. La decadenza si è sempre accompagnata al benessere, all'equilibrio sociale raggiunto. Ora il benessere americano è il benessere della «differenza» (sociale), il benessere europeo è il benessere dell'uguaglianza e del diritto al benessere. Negli SU il diritto al benessere soggettivo non esiste, ognuno se lo deve guadagnare. In Europa è un diritto. Eccetera. Riflessioni intorno al concetto di imperialismo, di civiltà, di cultura. Scontro di civiltà (Occidente-Islam), di cultura (Europa - SU), di potenza militare, la vittoria della Seconda guerra mondiale, il crollo dell'alternativa sovietica, eccetera.”

Ora la presa di posizione franco tedesco russa rappresenta  il tentativo di rovesciare la situazione e rendere l’Europa autonoma dagli SU. Impostando nel medesimo tempo un rapporto privilegiato con l’Islam e i paesi del Medio oriente.

 

[transizione - 35] - Tornare al 2001 e alla globalizzazione. A prima vista due tendenze. La prima riguarda il 4PP della società nel suo insieme. Lo svelarsi del non detto e l’avanzata dell’individualismo (con i ragionamenti che seguono – in parte fatti). La seconda investe il logoramento delle istituzioni, delle credenze, la perdita dei punti di riferimento generali. Le due tendenze sono stret­tamente intrecciate. Ognuna è l’altra faccia dell’altra. Le istituzioni si logorano perché il non detto emergendo le logora. Ma è anche vero che le istituzioni si logorano perché non rispondono più al processo economico in corso, allo sviluppo tecnologico, alla trasformazione dei rapporti di produzione. E logorandosi fanno emergere il non detto.

Forse è necessario distinguere alcuni livelli. Il livello culturale, il livello sociale, il livello istituzionale, il livello economico, il livello dei rapporti di produzione. Nell’ordine il processo economico, i rapporti di produzione, il processo degli organi istituzionali, il sociale, il culturale.

Il più difficile a individuarsi è il livello economico. Manca una capacità di analisi generale di questo livello. Per via della rinuncia all’analisi marxista conseguenza dell’egemonia dell’analisi capitalista strumentale alle esigenze del mdp. L’altra difficoltà è l’analisi dei rapporti di produzione. In parte di nuovo per l’abbandono della teoria marxista dello scontro di classe, in parte perché lo scontro di classe sembra essersi trasferito esclusivamente fra paesi sviluppati e paesi in corsa per lo sviluppo. Scontro che riflette la divisione internazionale della produzione e dello sfruttamento delle risorse terrestri, produzione e sfruttamento che sta di fatto organizzando il mondo in una serie di gabbie di sviluppo. Ognuna delle quali segue un proprio processo ma all’interno del processo generale. A livello istituzionale la globalizzazione dell’economia distrugge i vecchi assetti e i vecchi istituti. Ma non ne ha pronti altri. A livello sociale l’individualismo prepara il  suo superamento. Il livello culturale riflette la frammentazione della transizione e prende la forma di una confusione generale.

L’analisi di ognuno dei livelli approfondendosi porrebbe in luce una serie di particolarità. Particolarità che prenderebbero forme contraddittorie al proprio interno e fra di loro e alla fine andrebbero rifuse nell’analisi finale. Altro aspetto è l’emergere improvviso, e la seguente apparente scomparsa di queste particolarità nel corso del processo di transizione. Per cui di volta in volta affiorano come dominanti per essere, poi, a loro volta offuscate dalle nuove che appaiono, emergono o riemergono. Eccetera (23 apr. 03).

(6 maggio 03) - Senso di una svolta generale. Di scontri decisivi per la svolta. Fra paesi egemoni e paesi sfruttati, fra paesi egemoni fra di loro (Europa - SU), all’interno dei paesi egemoni (fra destra e sinistra). Qualcuno vincerà o perderà lo scontro. In seguito all’andamento di queste partite l’intero processo generale si riorganizzerà e nulla sarà come prima. La svolta del processo ci sarà. Noi vi stiamo già assistendo.

– Le menzogne dei governi di Bush e Blair sulle armi di distruzione di massa portano ancora avanti il processo di logoramento delle istituzioni e dell’emersione del non detto

Il Times di Londra scrive “si ritiene che il governo abbia fabbricato la minaccia derivante dalle armi di Saddam così come fabbrica argomenti per ogni altra questione”. E titola «Un altro giorno di menzogne».

 

(mar, 26 ago. 03) - Trascrivo questo brano da un articolo di Tommaso Padoa Schioppa sul Corsera di oggi. Da un lato la filosofia del mercato per affrontare i problemi dell’economia europea. A Francia e Germania  “non restavano che le ri­forme strutturali, eterno ritornello di quelle che Luigi Einaudi chiamava le sue prediche inutili: lasciar funzionare le leggi del mercato, limitando l’intervento pubblico a quanto strettamente ri­chiesto dal loro funziona­mento e dalla pubblica compassione”. E “nell’Europa continen­tale, un programma com­pleto di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, del­la sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in al­tri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico princi­pio.”

I principi illustrati da P-S sono una fotografia della crisi del capitalismo europeo. Da un lato orgoglioso dei programmi di solidarietà sociale e dall’altro in crisi di sviluppo.

P-S suggerisce di “attenuare quel dia­framma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressiva­mente allontanato l’indivi­duo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortu­na, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.

“Cento, cinquanta anni fa il lavoro era neces­sità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà fami­liare; la promozione in uf­ficio, riconoscimento di un merito; il titolo di stu­dio o l’apprendistato di mestiere, costoso investi­mento. Il confronto dell’uomo con le difficoltà della vita era sentito, co­me da antichissimo tem­po, quale prova di abilità e di fortuna. “ Sostituirei difficoltà con necessità.

Tutto ciò è “sempre più divenuto il campo della so­lidarietà dei concittadini verso l’individuo bisogno­so, e qui sta la grandezza del modello europeo. Ma è anche degenerato a cam­po dei diritti che un accidioso individuo, senza più meriti né doveri, rivendi­ca dallo Stato.” 

E questo è il problema. Il capitalismo occidentale stretto fra la durezza della concorrenza che è alla base dello sviluppo degli SU e il tentativo europeo di umanizzare il modo di produzione, non ne esce per ora.

Battuta l’Urss, abbandonato a sé il modo di produzione, il risultato è lo sviluppo in un crescendo di violenza sociale e internazionale.

 

(29 nov. 03) - Difficile collocare e dare un nome alla guerra scatenata dall’Islam in forme sicuramente terroristiche. Il terrorismo è assurto a modello militare del nuovo scontro planetario e con il terrorismo la pratica kamikaze.

 

(dic. 03) - Come si inserisce la costruzione dell’Europa nel quadro dello sviluppo generale? E la crescita della Cina? E la posizione degli SU?

Ipotesi. I soggetti dello scontro internazionale sono tre. SU, EU, Cina. Intorno agli SU gravitano i paesi delle due americhe. Intorno all’Europa i paesi europei più la Russia. Intorno alla Cina, il Giappone e le economie del Pacifico.

Lo scontro fra queste tre aree geoeconomiche è in corso.

Gli SU difendono la loro egemonia internazionale. L’Europa lotta per l’egemonia Occidentale. La Cina è l’area in crescita. Medio Oriente, Islam e Africa rappresentano il terreno dello scontro fisico. Con un’autonomia che svolge la funzione di freno al processo economico capitalista  e fornisce il terreno dello scontro.

In questo senso la funzione della Polonia nel tentativo di frenare l’UE fa parte dello scontro SU - Europa. Dove i polacchi sono al servizio degli americani. E vanno prendendo il posto della GB nella funzione di punta.

 

(continua in Note di economia e politica > ’04-‘07)


 

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