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Dal 2004 al 2007

[transizione - 36] - Il processo procede lentamente. Medio Oriente, crisi economica, crescita della Cina, tensioni SU -UE, crisi in Iran. Eccetera.

 

[capitalismo anglosassone] (da fpg 13 feb. 04) - Leggo Sapelli. Interessante. Fotografa un po' l’esistente. Si afferma il capitalismo anglosassone. Sembra con la funzione di razionalizzare il mercato e contrastare le crisi di sovraccapacità produttiva  creando contemporaneamente occasioni crescenti di solvibilità della domanda intermedia e finale /36/. Un capitalismo concorrenziale e meritocratico. Analisi parziale ricavata dal contesto. Resiste il vecchio con i post nazionalismi economici (Europa) rinnovando le forme al fine di creare nuove posizioni di rendita o perpetuando le vecchie camuffandole. Con il risultato di rendere la disoccupazione strutturale, con bassa competitività meritocratica e scarsa flessibilità  dei sistemi di relazioni sociali /40/. E altro. Nell’insieme interessante. Coglie il processo, temo particolarmente italiano. E lo individua in alcune strutture. Le «autorità» indipendenti e libere, strumento indispen­sabile della rego­lazione e perfettibilità del mercato.   

© In altre parole il mercato si organizza con proprie strutture istituzionali che sottrae allo Stato. ® Rimane aperta la questione se a spingere il mercato verso la sua autoregolazione dipenda dalla necessità di contrastare la caduta tendenziale del saggio di profitto, come penso. La spinta sarebbe in questo caso la caduta del saggio di profitto. –|

 

[mondo e contraddizione] (marzo ’04) - Attentato in Spagna rovescia i risultati elettorali, punisce la destra popolare e porta al governo la sinistra socialista – La rivolta terroristica islamica agisce sul processo internazionale con la forza di una negazione pura. Il cui interno è formato da più contraddizioni. Una rivolta assolutamente antidemocratica e oscurantista quale è la guerra di religione islamica spinge il processo democratico nei paesi occidentali. Obbliga le loro classi dirigenti a essere più trasparenti, mette in crisi il non detto della ragione di stato, obbliga a una riflessione sulla guerra di potenza, pone in circolazione l’idea di un terrorismo di stato, e altro. Altro che si manifesterà man mano all’avanzare, al maturare del processo generale.

 

[capitalismo finanziario] (da fpg 21 mar. 04) - Un’intervista (Corsera 16 gen 04) con il capo dei revisori SU McDonough fa capire meglio l’importanza del caso Enron.

Più che corruzione la vicenda svela la filosofia economica egemone del periodo (si forma negli anni ’80 e si afferma negli anni ’90?) basata unicamente sulle previsioni finanziarie. Il concetto «creazione di valore» appartiene all’economia finanziaria e perde di vista la base dell’economia reale che riposa sul concetto di produzione.

“Anziché discutere di risultati e problemi reali”, dice McDonough , si preferiva la previsione sui prossimi risultati trimestrali che poggiava su analisi di prospettiva finanziaria invece che sugli esiti della produzione aziendale. Un modo di intendere l’economia. © Sulla scia di questa scuola di pensiero, si direbbe oggi, la differenza fra lo stipendio di un manager rispetto agli impiegati della propria impresa che era stato fino a quel momento di 1 a 40 passa a 1 a 400.

Secondo McDonough è il modo di pensare a produrre il danno, ed è il modo di pensare a produrre la corruzione.

Tuttavia dietro il modo di pensare c’è la struttura del mdp (modo di produzione). D’altra parte struttura del mdp e struttura del modo di pensare (mentalità) sono il frutto dialettico dello stesso mdp. Come le forze produttive sono composte dalla struttura produttiva e dai rapporti di produzione, così il mdp è formato dalla struttura della produzione economica e dal modo di pensare che gli corrisponde. Modo di pensare uguale mentalità, ideologia, cultura, riflessione teorica. Che investe sia le classi dirigenti in sé, sia i ceti di mezzo in sé, sia il proletariato in sé.

 

[globalizzazione e 4pp] - La globalizzazione produce due effetti. Da un lato la civiltà occidentale investe tutte le parti del mondo conosciuto. D’altro l’espansione crea resistenze e riflussi. Al-Quaeda, il fondamentalismo islamico, l’Iran, l’Iraq sono momenti del processo in corso, compresa la questione del petrolio e il sorgere di nuove economie come quella cinese.

L’entrata di Cina e India sulla scena della globalizzazione innesca culture e civiltà tradizionali sul grande tronco positivista del capitalismo occidentale. Vero anche che in Cina, come in Vietnam, il materialismo dialettico sotto la forma di marxismo ha messo radici. Favorito proprio da quelle culture tradizionali già portatrici di una visione del mondo dialettica presente sotto la forma del sapere religioso e filosofico. Probabilmente più di quanto non sia accaduto nell’Est europeo e in Russia. Pregne come erano di falsa coscienza occidentale.

Con quali conseguenze? Inutile provare a intuirle. Da un lato si ha una conferma che il processo (4PP) è tuttora immerso nel neolitico. Dall’altro indica che la produzione del massimo di coscienza possibile è tuttora agli inizi del processo di produzione della coscienza.

 

[riflusso e 4pp] (2 set 04) - Alla Convenzione repubblicana SU, Schwarzenegger e Bush  eroi di cartapesta hanno la meglio e costringono sulla difensiva il democratico Kerry, decorato tre volte in guerra. Il cinema e la televisione stanno provocando nel tempo e nel processo (4PP) un riflusso che porta lontano dalla riflessione della lingua scritta e necessariamente pensata verso un ritorno alla cultura orale tecnologicamente rappresentata da cinema e televisione. La stessa volontà di facilitare l’apprendimento ai bambini, o la cultura dei quiz proposti come test di analisi della personalità e della cultura stessa hanno dato inizio a una fase di riflusso dove a essere battuta è la riflessività a favore dell’impressionabilità emotiva. Super-Io e inconscio collettiviu stanno avendo la meglio sull’Io collettivo. Tutto questo da quando l’uomo ha scoperto di possedere un inconscio e un Super-Io fortemente favoriti dal cinema che ha fatto dell’emotività il proprio punto di riferimento e dalla televisione che del cinema è insieme ancella e padrona.

Da dove nascono i reflussi del processo generale (4PP) e della storia? Sono all'interno del movimento stesso del processo. Il processo procedendo attraverso negazioni delle negazioni ha il riflusso in sé. Come dire che il progresso ha in sé il regresso. Procede per progressi e regressi. Ad ogni progresso corrisponde un regresso cui segue un ulteriore progresso che ha in sé il progresso e il regresso precedenti. E avendoli in sé, ma superati prende la forma dello sviluppo. Dell' accrescimento. Della riproduzione allargata.  Misurati con i tempi umani del succedersi delle generazioni il processo generale si svolge con tempi che ai nostri occhi appaiono estremamente lunghi. Fuori dalla portata di una generazione. Fenomeno che troviamo all'origine di non pochi errori di valutazione, di abbagli, di fraintendimenti, di analisi, eccetera.

 

[fondamentalismo islamico, stati uniti, europa e francia, petrolio] (2 set 04) - Come valutare allora che riguardano l'attuale transizione? Avanziamo delle ipotesi. Il fondamentalismo islamico, Bin Laden, i talebani, Sadam Hussein, rappresentano le scorie lasciate dalla guerra fredda. Gli SU per battere l’Urss hanno montato il fondamentalismo islamico di cui si sono largamente serviti in Afganistan. E che ora si ritorce contro il mondo occidentale nel suo insieme. In questo senso la posizione di Bush e degli SU di Bush è politicamente perversa. Provoca uno scontro di civiltà, inasprisce un conflitto che riguarda lo sviluppo intellettuale del mondo, maschera le ragioni economiche che provocano il conflitto.

Portatrice di una politica corretta verso il mondo mussulmano è la posizione europea espressa al momento dalla Francia. La Francia si rivolge all’Islam moderato. Lo appoggia nel tentativo di contrastare l’Islam fondamentalista. Con l'obiettivo di fare dell'Islam, una volta unificato, un prezioso alleato dell'Occidente e dello sviluppo globale.

A questa strategia si oppone Israele e si oppongono gli interessi occidentali, economici e strategici, preoccupati di monopolizzare l'approvvigionamento di petrolio su scala globale. Approvvigionamento che risente ed è messo in difficoltà dalla globalizzazione crescente. L’affacciarsi della Cina in primo luogo, poi dell’India e, sembra, del Brasile.

(6 set 04) - Nello scontro si inserisce la contrapposizione fra diritto umanitario e ragione di stato. Portata rozzamente avanti dai sostenitori dei diritti umanitari, costi quel che costi, e dai sostenitori della ragione di stato, costi quel che costi. Senza che nessuno dei due tenga conto dello scontro mondiale per l’energia. Petrolio, oleodotti, gasdotti. Della concorrenza internazionale che si articola fra imprese e stati nazionali. Dell’aumento della alienazione indotta dal mcp. Dello stato dell’arte del processo (4PP). Analisi, questa, che nessuno fa né sembra in grado di fare.

L’analisi dovrebbe indagare fra l’altro la contraddizione crescente fra le strutture economico-sociali del mdp e l’espandersi della spinta dei bisogni di libertà, diritti dell’uomo, partecipazione democratica alla gestione dei processi. Spinta la cui validità è tale solo se globale. Altrimenti rientra nello scontro fra etnie e nazioni per l'accaparramento delle risorse terrestri.

 

[termidoro culturale] - Reazione strisciante, termidoriana, contro il processo ideologico messo in essere dalla seconda guerra mondiale e dai moti studenteschi del 1968. La destra tenta di rivedere i valori impostisi a partire da quel periodo. Un esempio. Le crociate non vanno interpretate come spinta economica e «colonialista» dell’Occidente. Al contrario vanno prese per buone le ragioni che allora favorirono l'organizzazione degli eserciti cristiani e li diressero a invadere i paesi arabo del medio oriente. La spinta religiosa, il fervore religioso, il buon diritto dei cristiani di tornare padroni in Palestina culla della loro fede. Punto e basta.  autentica. Le ragioni economici e coloniali? Pure sciocchezze. Frutto di una cultura laica, anzi laicisti. Miscredente, fredda. Incapace di cogliere la Verità dell'Uomo.

(da fpg lun, 25 ott 04) – C'è poi la riflessione sul termidoro mondiale. Il '9oo è stato il secolo della spinta a sinistra. Della spallata alla tradizione. Dei diritti dell’uomo. Della rivoluzione sociale e individuale. Della contraddizione fra libertà e uguaglianza. Della contraddizione fra società e individuo. Lo sbocco della riflessione illuminista, della ragione e della scienza cominciate nel '6oo. Ma anche il rinvigorirsi dell’individuo intuito dagli italiani nel '2oo, la scoperta dell’emotività, dell’inconscio, della relatività, del ragionamento statistico.

Il 2ooo comincia con l’esplosione delle contraddizioni ereditate dal secolo precedente. Il fondamentalismo religioso rappresenta il colpo di coda contro l’illuminismo. Il trionfo dell’individuo sbocca nell’individualismo e si scontra con l’espansione parallela e progressiva della socialità. L’emotività trova il suo limite nella necessità che vorrebbe superare di slancio ignorandola. L’espansione della libertà personale dovute all’informatica si scontra con la rigidità meticolosa della logica matematica di cui l’informatica è il risultato. Così come il reticolo sociale informatizzato stringe in un angolo le libertà dell’individuo appena appena intraviste. Le biotecnologie rompono il vecchio rapporto fra l'uomo e la sua natura interna ma esigono una lucidità che si scontra con i fantasmi liberati dalla scoperta dell’inconscio e i residui del fondamentalismo religioso. L’affermarsi del «non detto» mina la ragione di stato e con la ragione di stato la capacità di governo e la guida stessa dell’umanità. E via inseguendo tutta una serie di contraddizioni e scontri che probabilmente caratterizzerà il secolo e decideranno dello sviluppo successivo dell’uo­mo .

 

(nov. 04) - Al limite la vittoria di Bush è una conferma della radicalizzazione delle contraddizioni. E che almeno la prima parte del secolo sarà dominata dall’esplodere delle contraddizioni.

Negli SU i repubblicani sono riusciti a chiamare a raccolta l’America profonda che è poi buona parte dell’America reale. Fondamentalista, tradizionale, religiosa, reazionaria. Gli SU rurali dell’interno, come hanno scritto i giornali. Che non leggono la grande stampa nazionale e sono informati dai media locali. Chiusi, arretrati, provinciali. Gli SU progressisti, delle testate prestigiose, delle grandi città delle due coste sono stati battuti e messi in minoranza. In compenso la vittoria della destra fornisce la «truppa» per affrontare lo scontro con l’altro fondamentalismo, quello islamico.

In questo senso la contraddizione si radicalizza. E prepara allo scontro finale. Scontro il cui epilogo può essere lontano nel tempo. Scontro che ha alla sua base la questione del petrolio, energia necessaria allo sviluppo delle economie occidentali. Sin quando almeno non si trovi altro con cui sostituirlo. Parallelamente alla questione energetica si pone lo sviluppo generale che al momento si fonda sull’allargamento del mercato mondiale. Con crescita di ricchezza e di sfruttamento insieme.

Le posizioni più avanzate hanno poco da dire nel fuoco dello scontro. Né ci sono grandi possibilità che siano loro a dirigere lo scontro.

Una situazione nella quale l’Europa riuscirà difficilmente a intervenire se a sua volta non si appresterà ad armare un esercito proprio. In altre parole darsi una politica estera appoggiata da una strategia militare. Senza una strategia militare è impossibile costruire una politica estera. La politica economica non è sufficiente. Anche perché il braccio armato è stato sinora elemento essenziale dello sviluppo economico

 

[radicalizzazione e spaccatura delle posizioni] - Gli SU si spaccano. I democratici in altre parole non accettano intellettualmente il verdetto. Giudicano «l’altra america» fascista, arretrata, incolta e stupida. Di fatto quello che accade ai ceti medi radicali italiani. L’esplodere delle contraddizioni porta al risultato di uno scontro intestino all’interno dei paesi. Una guerra civile dal carattere ideologico e culturale paragonabile alle guerre di religione del 6oo. Meno cruente ma altrettanto profonde.

E via via si vanno spaccando anche altri paesi. Oltre agli italiani e ai SU, gli spagnoli, ora gli ucraini. (nov 04).

Quale è il senso da dare a questa forma presa dal processo?

 

[cosa accade in europa?] (nov 04) - Barroso vara la sua Commissione. In Romania vincono i post comunisti. In Ucraina lo scontro russo-polacco porta il paese sull’orlo della secessione. La Polonia cavallo di troia SU all’interno della UE. In Francia Sarkozy eletto alla presidenza del xy contro il parere di Chirac. Anche Sarkozy è il ritratto del nuovo che avanza. Ad avanzare è la nuova borghesia (pcbg) mentre la grande borghesia sembra avere il fiato corto. Finito Chirac rimangono i democristiani tedeschi? Tuttavia non dimenticare Zapatero.

Anche in Europa un panorama frastagliato, colmo di posizioni radicalizzate, contraddittorie, propense allo scontro.

 

[riflessione sul rapporto uomo-natura] (da fpg del 29 dic. 04) - Leggo Febvre sulle vie di comunicazioni (strade, fiumi, porti). L’analisi esclusivamente geografica è sviante, scrive F.. A fare aggio è l’analisi economico sociale. Importanza e natura del traffico. Suoi legami con lo sviluppo economico e sociale dell’area interessata e nel contempo con lo sviluppo generale. Analisi di questo intreccio. E via in questa direzione. In questo senso F. conferma Marx sulla prevalenza dello scambio uomo-uomo su quella uomo-natura. Il senso preso dalla natura è quello che l'attività dell'uomo le ha dato.
Tuttavia è forse giunto il momento di riflettere sul senso che Marx ha dato al rapporto uomo-natura. Probabilmente non pensava che il dominio dell'uomo sulla natura raggiungesse e superasse i confini  della natura macrofisica. Terremoti, la terra nello spazio, fenomeni astrofisici dai quali la terra dipende. E con la terra dipende l'uomo. Ora sin quando ci saranno eventi come quello di questi giorni - l’onda anomala detta tsumani prodotta da un terremoto al centro dell’Oceano indiano - l’uomo sarà portato a credere nel soprannaturale. Almeno sin quando il massimo di coscienza possibile - uguale al pensiero scientifico di Vygotskij, uguale al mio pensiero analitico generalizzante - non sarà diventato patrimonio di una larga maggioranza.
Oggi al contrario non è patrimonio nemmeno della minoranza scientifica e intellettuale. Chiusa nel proprio dominio accademico, seguace del lomat, a volte credente, pcbg, e ancora quanto di peggio si possa pensare..

[2005]

 

[lo tsunami] - L’episodio dello tsunami globalizza la catastrofe umana. Due terzi del mondo ne rimangono coinvolti. Rimangono fuori solo le aeree più povere del globo. Le aree ai margini dello sviluppo.

 

[bush in europa] - L’offensiva SU in Europa fissa una svolta nell’azione e nella strategia dell’Occidente verso il resto del mondo. L’Occidente si ricompatta verso l’esterno pur continuando a essere diviso al suo interno. Battuta la  Spagna di Aznar e acquistata la Spagna di Zapatero, il nocciolo duro dell’Europa si rafforza. Si ventila l’idea di tener fuori i paesi che non approveranno la Costituzione europea.

 

(aprile) - Comincia la lenta ma certa decadenza della superiorità assoluta economica americana. L’euro, la Cina, l’India stanno fermando quel meccanismo che da Wilson in poi ha permesso l’avvento dell’egemonia del dollaro e dell’espansione SU a spese del resto del mondo, Europa inclusa.

Anche lo scontro Bush - Putin in occasione della celebrazione russa della vittoria della seconda guer­ra mondiale, indica come gli americani tentino di contrastare le difficoltà economiche riaffermando la loro supremazia fondata principalmente sulla superiorità militare.

Un rapporto segreto del Pentagono conosciuto come il Wolfowitz report sosteneva "dobbiamo scoraggiare le altre nazioni industrializzate dallo sfidare la leadership americana  … Dobbiamo mantenere una supremazia militare tale che potenziali rivali siano dissuasi dall’aspirare a un ruolo regionale o globale più ampio". Gli SU all’epoca (Bush padre) smentirono il contenuto del rapporto. Si sa quale valore abbiano tali smentite.

Un altro documento, il Progetto per un nuovo secolo americano (PNAC), esprimeva il parere che per fronteggiare le difficoltà di lungo periodo fosse necessario riaffermare e rafforzare la superiorità militare americana. A meno che, sosteneva il rapporto, non intervenga un evento catastrofico tipo Pearl Habour. Guarda caso l’avvenimento catastrofico è giunto ed è stato l’11  settembre. Di lì parte l’aggressiva campagna SU basata sulla supremazia militare. Fondata su una definitivamente accresciuta spesa militare.

 

► [stato dell’arte] - A che punto è il quadro generale? Quattro protagonisti.

Gli SU che spingono per un potere mondiale fondato sulla superiorità militare. E, al momento, puntano al cuore della regione di confine euro-asiatica. Con la strategia di accerchiare la Russia impedendo la sua rinascita quale potenza mondiale.

L’Europa. L’Europa già possente come potenza economica, finanziaria e commerciale sta cercando di svincolarsi dalla tutela SU nata con le sconfitte del 1945. Lo scontro con gli americani è essenziale e più forte di quanto appaia.

Terzo protagonista la Cina. Spinta alla conquista economica di posizioni strategicamente rilevanti in America latina, in Africa e naturalmente in Asia.

Quarto protagonista, la crisi internazionale.

Il primo elemento della crisi internazionale è la contraddizione SU fra la decadenza della situazione interna, sociale e finanziaria, e l’espansione militare nel mondo. Secondo elemento, la tensione fra Europa e SU. Terzo elemento, l’avanzare sulla scena internazionale di potenze economiche finanziarie quali la Cina e l’India. Quarto elemento, la resistenza russa a uscire dalla scena dei protagonisti internazionali. Quinto elemento, la resistenza dei popoli e delle classi del terzo mondo all’espansione SU e a quella potenziale UE.

Questa resistenza si organizza in primo luogo in America latina. E potrebbe rappresentare il ventre molle degli SU. In secondo luogo e in maniera più appariscente si organizza in Medio Oriente. In Palestina, in Iraq, e nel mondo mussulmano in generale.

Naturalmente ognuno di questi scenari si articola in una serie di situazioni particolari. Nelle quali rientrano elementi di crisi universale come la questione energetica, la questione dell’ozono e dell’inquinamento generale. Ed elementi di crisi trasversale. Il deperimento e insieme l’esplosione della questione religiosa con le sue code fondamentaliste. La crisi della scienza e la sua irruente avanzata sia sul fronte delle tecnologia, sia sul fronte delle scoperte di base in grado di mutare la vita degli uomini ma non ancora la loro cultura. Il loro modo di vivere e meno ancora il loro modo di pensare. Il riflesso dello sviluppo delle forze di produzione in occidente e nel resto del mondo sulle strutture sociali particolari e generali. Nelle diverse aree geografiche ormai sottoposte tutte all’azione e alle conseguenze dello sviluppo economico e scientifico. La lotta di genere. Con l’impetuosa avanzata del genere femminile. E l'accanita resistenza che il genere maschile gli oppone. Diretta e palese nei paesi mussulmani e arretrati. Indiretta e sottile nei paesi dell'occidente e voluto. La lotta di classe. Attenuata dal benessere e dallo sfruttamento del resto del mondo in occidente, ma non del tutto sopita. Dove prende la forma di rivendicazioni economiche e sociali. Resistenza allo sfruttamento. Volontà di sfondamento sociale.  La sua esplosione in America Latina dove poggia su una base prevalentemente contadina. Il suo mascheramento all’interno dello scontro di civiltà e religioso. Che nasconde la ribellione allo sfruttamento occidentale da parte di una cospicua fetta del terzo, quarto e quinto mondo.

Amen.

 

[europa]  (tra maggio e agosto) - Dopo la bocciature francese e olandese e il fallimento del vertice dei venticinque. La chiave degli avvenimenti europei va rintracciata nel rapporto-scontro con gli SU. La cui economia è sovvenzionata dalle guerre e dall’apparato militare. E dal massiccio sostegno all’agricoltura. Mentre la sua preoccupazione è di tenere l’Europa per la coda impedendole di armarsi e di svolgere una sua politica estera.

Gli inglesi hanno aiutato molto gli SU nela realizzare questo disegno. Prima con la Thatcher, oggi con Blair. Blair vuol ridurre i contributi francesi all’agricoltura, con l’effetto di mettere l’Europa completamente nelle mani degli SU in fatto di prodotti agricoli. Altro suo scopo, questo principale, è di impedire la costruzione di un’Europa politica consegnandola nel ghetto del solo mercato comune. Terzo obiettivo è mantenere l’Europa disarmata. Impedendole fra l’altro di sovvenzionare la sua economia attraverso gli armamenti. E impedendole anche di finanziare la ricerca che come si sa marcia sulle ruote delle necessità militari. Eccetera. 

Analizzare la debolezza franco-tedesca nei confronti della GB. Perché i franco tedeschi si siano fatti ricattare dagli inglesi, cedendo sempre loro. E non hanno fatto il contrario, minacciando di lasciare fuori la GB dall’Europa? Anche qui il perno centrale è il rapporto con gli SU. La debolezza europea dopo la seconda guerra mondiale da loro persa. E il freddo opportunismo inglese. Gli inglesi dopo la sconfitta di Suez e la perdita della Anglo Iranian a favore della Texaco, si sono posti al completo servizio degli SU, con l’illusione in un primo tempo con Churchill di guidarli e ora di condizionarne e frenarne le scelte.

Da notare. Ieri la commissione europea con una delegazione guidata da Barroso, si è recata negli SU. Da Bush. Bush ha avuto la faccia di sostenere la sua preferenza per un’Europa forte. E tutta la stampa untuosa a sottolineare come non fosse affatto compiaciuto della crisi europea ma anzi rammaricato.

 

(21 giu. 05) - Più che la politica interna mi interessano gli avvenimenti dell'Europa economica e politica. Penso che la chiave degli avvenimenti europei vada cercata nel rapporto/scontro con gli SU.

La cui economia è sovvenzionata dalle guerre e dall'apparato militare. E dal massiccio sostegno all'agricoltura. Mentre la sua preoccupazione è di tenere l'Europa per la coda impedendole di armarsi e svolgere una sua politica estera. Gli inglesi hanno aiutato molto, prima con la Thatcher, oggi con Blair. Blair vuol ridurre i contributi francesi all'agricoltura, con l'effetto di mettere l'Europa completamente nelle mani degli SU in fatto di prodotti agricoli. Altro suo scopo, questo principale, impedire la costruzione di un'Europa politica consegnandola nel ghetto del mercato comune. Eccetera. 

Rimane da analizzare la debolezza franco - tedesca nei confronti della GB. Perché i franco tedeschi si siano fatti ricattare dagli inglesi, cedendo sempre. E non abbiano fatto il contrario, minacciando di lasciare fuori la GB. Anche qui il perno centrale è il rapporto con gli SU. La debolezza europea dopo aver perso la seconda guerra mondiale. E il cinico opportunismo inglese di mettersi, dopo la sconfitta di Suez e la perdita della Anglo Iranian a favore della Texaco, al completo servizio degli SU, con il miraggio di guidarli.

 

[cina] - Pechino svaluta lo yuan, si sgancia dal dollaro e si aggancia a un paniere di monete fra le quali l’euro.

 

(agosto ’05) - Russia e Cina organizzano una esercitazione militare - grandi manovre - in comune.

Con la Russia al tempo della crisi arancione ucraina è stato commesso un errore grave. Da parte degli SU e della UE. Con il risultato di spostare Mosca dall’Europa e dall’Occidente verso l’Asia. Sottovalutando l’affinità ideologica fra i due paesi. La Cina ancora comunista, la Russia farebbe carte false per tornare indietro. Al comunismo. E le sta facendo.

 

L’abbandono israeliano del territorio di Gaza sta prendendo la forma di un giro di boa nella politica medio orientale.

 

(settembre ’05) - L’uragano Katrina dà una svolta politica negli SU. La natura è ancora in grado di intervenire nell’organizzazione sociale ed economica del mondo. Katrina un buon esempio del rapporto fra caso e necessità. Il soggetto è la natura, l’oggetto la società umana. 

 

[transizione - 37] (da fpg ottobre) -  La transizione frantuma le notizie. Le moltiplica, le decuplica. Non solo quelle politiche, ma, soprattutto, quelle di costume. Nazionali e internazionali. Si accentua lo scontro fra premoderno e moderno. Viene a galla il fondo di resistenza all’illuminismo che era rimasto depositato  nel sottobosco della società umana. Qualcosa che tende a riportarla indietro di due, tre secoli. Ma nel medesimo tempo lo neutralizzerà fino a eliminarlo. Ultimi scontri, quindi? Ultimi fuochi? Perché no. Quanto all’urto finale? E quando?

Comunque sia il «vecchio tempo» si contorce. Fa smorfie.  Il processo di crescita della coscienza umana continua verso il fine che gli è proprio.  L’unità di misura di questa crescita sono i decenni. Un decennio equivale a un mese. Le generazioni.  Una generazione equivale a pochi mesi. Il fascismo non è durato più di due mesi.

 

[transizione - riflessione generale -38] (novembre ’05) -  Vedi in  @CLAS l'analisi delle classi. Da Marx a oggi. Come - ferma restando al momento la base delle tre classi fondamentali che fanno capo al profitto, alla rendita e al lavoro -  nel mondo occidentale si vada formando una nuova formazione sociale, un proletariato in atto, che a differenza della classe operaia dell’Ottocento e del Novecento si va proponendo come classe per sé.

 

[transizione - 39] (9 nov. 05) – Due giorni di sciopero dei giornali. Mc passa molto tempo su Internet che cerca di conoscere meglio. Il mio interesse è limitato ai giornali. Che integrano la carta stampata. Internet è notevole. E divertente. Anche. Una maniera particolare di passare il tempo. Questo è ai miei occhi il suo limite. Potrebbe farmi perdere tempo. Altro limite è la comunicazione assolutamente indistinta. C'è di tutto. In realtà Internet aumenta solo la possibilità di farsi delle opinioni.

Per Kant la persuasione era legata al giudizio soggettivo, come tale si fondava su di una opinione personale mentre la convinzione si legava al giudizio oggettivo delle verità razionali (cioè del massimo di coscienza possibile raggiunto). Su Internet c'è molta persuasione e scarsa convinzione.

Per capire meglio è necessario distinguere fra opinione, convinzione, certezza  e credenza.

Avevo più o meno scritto. La certezza corrisponde all'autocoscienza. La convinzione è basata su una analisi della realtà. La credenza è una suggestione fondata sui pregiudizi del pensiero comune sia esso di origine religiosa o tecnologica. E aggiungevo. La rete di comunicazione internazionale accelera la formazione delle opinioni. Così oggi tutti hanno delle opinioni su tutto, poiché i mass media li informano di tutto e ispirano loro delle opinioni – espri­men­dole direttamente o suggerendole indirettamente.

Internet accentua tutto ciò. Esso è in realtà più una rete di comunicazione che una rete di conoscenze. Tuttavia per chi è in grado di individuarle ci sono anche sufficienti elementi di conoscenza. Chi è in grado di individuarle la conoscenza la possiede in partenza. Dal lato della conoscenza solo per chi la possiede Internet può essere utile.

 L’informazione su Internet altera il sistema dell’informazione occidentale. Per qualche verso mette in crisi i giornali e dà il via a una trasmissione di notizie nella quale ognuno sceglie ciò che vuole "senza denominatori comuni" (Repubblica A&F  5 dic. 05 da una corrispondenza di A. Zampaglione dagli SU).

 

[transizione - 40] - L’economia mondiale vive sotto la minaccia di una recessione SU. Sicura nel medio periodo, incerta nel breve. Incerta perché tenuta artificialmente lontana dall’iniezione di liquidità seguita all’attacco delle torri gemelle. Tuttavia, sostiene Innocenzo Cipolletta (Repubblica A&F  5 dic. 05), quando verrà avrà una influenza relativa sull’economia mondiale. Ormai troppo larga per risentire di una crisi americana.

L’economia europea legata allo sviluppo del mercato interno, a sua volta legato alla liberalizzazione dei servizi. Insomma gli europei devono produrre meno per il fuori e più per il dentro.

Interessante anche la teoria secondo la quale lo sviluppo del mercato interno dipende dall’offerta.

© Cioè dipende dalla produzione. La teoria del consumo così in voga e ben accreditata dal pensiero unico ha un qualche fondamento solo se la produzione è in grado di soddisfarlo. Il consumo a sua insaputa segue l’offerta. Non la precede. Semmai la sostiene. Chiaro che la forma presa dal mercato è rovesciata. Le industrie producono prodotti e servizi là dove c’è il consumo. Ma il famoso rischio industriale cos’è se non la produzione di un’offerta con il rischio che questa non trovi uno sbocco. L’offerta, cioè la produzione, propone, il consumo sceglie. –|

 

[2006]

 

[transizione - 41] - Guido Rossi (Corsera 31 gen. 06) sostiene che il diritto - fondamento di ogni vivere civile -  viene attaccato e frantumato da tre fenomeni. 1. Il mercato dell’economia che lo avversa per stabilire la propria legge che è in sostanza solo e nulla di meno che la legge del più forte. 2. La rete informatica la cui libertà di accesso confligge con i diritti della proprietà intellettuale. 3. La guerra al terrorismo che ha fatto saltare le leggi stabilite dalla Convenzione di Ginevra.

Risultato. Prevale la legge del più forte.

© La legge del più forte spinge la transizione. La quale si compirà quando il «diritto» sarà ristabilito. Un diritto diverso dall’attuale. Non un nuovo equilibrio ma una nuova sintesi che componga e superi le contraddizioni che la transizione va facendo esplodere nel medesimo tempo creandone di nuove. Anche le nuove traggono alimento dalle contraddizioni nascoste del sistema. Per sistema non si deve intendere solo il modo di produzione capitalistico ma, nel suo insieme, il sistema economico di potere che ruota intorno e proviene dal mcp. Cioè dello scontro di classe che la globalizzazione internazionalizza.  –|

– Una delle contraddizioni che sta esplodendo è quella del non detto della ragione di stato.

– Umberto Galimberti su Repubblica del 13 feb. 06, si dibatte nelle contraddizioni che sorgono fra l’aspirazione alla libertà individuale e i limiti posti dalla biologia, dal sociale, dalla famiglia, dalla cultura, dalla mentalità, eccetera.

Come se ne esce? Non se ne esce. Se ne potrà uscire solo analizzando, comprendendo e accettando le condizioni generali che presiedono all’esistenza dell’umanità esaminata come fenomeno - non si sa quanto unico e improbabile - dell’universo.

 

[transizione - 42] - La rivolta islamica, la questione dei paesi confinanti con la Russia, il nucleare dell’Iran, la sconfitta dei moderati in Palestina, i neocon SU in difensiva, la perdita di prestigio di Blair, lo scontro in Europa per l’apertura dei mercati, eccetera. La transizione è a un giro di boa. Quale? E quanto lungo?

La crisi fra Israele e Hezbollah in Libano, è un momento della più profonda crisi fra Occidente e l’Islam.

Il processo vuole che i paesi più arretrati siano anche i più sfruttati. La rivolta islamica è insieme una rivolta degli sfruttati verso gli sfruttatori dove tuttavia gli sfruttatori sono coloro che portano avanti il processo storico, lo sviluppo economico e la sviluppo della coscienza totale o massimo di coscienza possibile e gli sfruttati sono dei reazionari che tentano di bloccare il corso della crescita generale.

La questione femminile in questo particolare momento della transizione è dirimente. Poi viene la questione delle libertà democratiche.

È  forse cominciata la quarta guerra mondiale? Occidente - Islam?

Partita l’11 settembre 2001. Sull’11settembre si possono fare mille congetture. Imbastire mille analisi. Come attribuire l’accaduto a una astuzia dei repubblicani SU. Serajevo determinò l’inizio della prima guerra mondiale, così l’11 settembre potrebbe fissare l’inizio della quarta guerra planetaria. Non dichiarata, strisciante, distribuita localmente sui vari teatri di battaglia. Mascherata.

La posizione dell’Europa? Miope. Come fu miope la reazione dei governi alleati di fronte ai ripetuti atti di aggressione della Germania nazista. Atti che poi precipitarono nella seconda guerra mondiale. Perché a quel tempo Parigi e Londra non si opposero in tempo utile a Berlino? Perché lasciarono che i fascisti prevalessero in Spagna? L’avversione ai comunisti, al comunismo, ai sovietici. D'accordo. Tuttavia non solo quello. Anche allora si trattava di affrontare un passaggio, un momento della transizione del processo storico. Transizione di cui la seconda guerra mondiale marcò meglio il percorso.

Prima e seconda guerra mondiale riorganizzarono l’assetto del mondo adattandolo meglio alle strutture che il mdp andava assumendo. Il colonialismo morente. Lo scontro fra capitalismo e socialismo. La sconfitta del socialismo. Il trionfo del capitalismo a tutto tondo di fattura SU. L’emersione dei paesi asiatici sulla scena del capitalismo internazionale. Il petrolio fonte indispensabile di energia.

Lo scontro Occidente - Islam rispetto al processo storico generale può rivestire il valore di un passaggio importante della crescita della coscienza totale. E anche un momento di snodo del modo capitalistico di produzione. Quale non sappiamo. Ne mi sembra che qualcuno se ne interessi. Tutti attendono inerti lo svolgersi degli eventi.

D’altra parte i due aspetti, crescita della coscienza totale e trasformazioni congiunturali  del mdp, procedono di pari passo. Rappresentano due determinazioni del medesimo processo. Il processo economico spinge lo sviluppo della coscienza come lo sviluppo della coscienza spinge lo sviluppo economico. Insieme formano lo Sviluppo senza altri aggettivi.

L’Europa è così. Avanzata ma decadente. Priva della necessaria volontà di battersi. L’Occidente è potente ma in perdita. I barbari sembrano alle porte. Non è un caso che il reazionario movimento islamico sia in qualche maniera coperto da Russia e da Cina. Mentre le popolazioni occidentali, che si gonfiano del proletariato esterno (l'immigrazione), manifestano contro la guerra e reclamano il cedimento. Non sarebbe la prima volta nella storia. In un certo senso a ripetersi è il modello Toynbee. Che non esclude la lotta di classe. La trasporta dall’interno delle formazioni sociali, che lui chiama civiltà, al loro esterno. La faccenda va capita meglio. Il materialismo dialettico funziona. Meno l’interpretazione marxista della storia.

[minimo vitale] – Scorrendo gli appunti ∂04 su Marx metto a punto il concetto di minimo vitale. Una chiave per leggere le vicende locali, nazionali e internazionali. Poiché nella percezione del minimo vitale e dalla sua consistenza dipende la cultura, la mentalità e, soprattutto, i movimenti della formazione sociale (leggi corpo sociale) oggetto dell'analisi. Analisi che può essere sociologica, culturale, economica, politica, eccetera (3.3.06).

 

[transizione - 43] - Un effetto, grave, della progressiva erosione del non detto e della ragione di stato è la crescente diffidenza verso i governi. Si mette in dubbio tutto e a forza di alimentare il dubbio non si crede più a nessuno e a nulla. Così si sospetta che l’11 settembre sia stato più o meno facilitato dal governo Bush. Gli islamici mettono in dubbio lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti. Si sospetta che gli attentati terroristici (quello sventato a Londra nell’agosto del 2006) siano una montatura a favore di questo o di quel partito. Eccetera. Fenomeno serio. Destinato a scollare le coscienze e a precipitare in una irrazionalità tanto diffusa quanto pericolosa. Certamente in aumento.

 

→ Possibile che ciò che viene identificato come scontro di civiltà sia solo la forma presa dall’espansione del processo generale sotto il profilo dello sviluppo  economico e dello sviluppo della coscienza.

 

[transizione - 44] - (liberamente dagli appunti politici italiani) (3 nov. 06) ► Il processo si muove tumultuosamente sospinto dal mdp. Il mdp modella e impronta di sé le classi dirigenti. Come aveva felicemente compreso Marx, queste ne sono i fedeli funzionari. Gli intellettuali a loro volta tendono a essere organici al mdp. Ne sono gli interpreti. Quando va bene - e questa è la loro funzione all’interno del processo - ne descrivono l’andamento, cercano di individuarne le finalità, i possibili sbocchi. Quando va bene. Quando cioè non ne sono semplicemente i propagandisti stipendiati.

Ed è un momento in cui non va troppo bene. A parte i ricercatori chiusi nei laboratori scientifici e nel loro sapere specifico. Che ne fa più che degli uomini di pensiero, dei tecnici. Al meglio, degli specialisti.

Per questo forse i politici incalzati dalla transizione del processo finiscono col possedere una visione d’insieme più generale, più ampia anche se non più approfondita. Nel male e nel bene.

 

[transizione - 45] - La grande ricreazione inaugurata nel secondo dopo guerra è giunta al suo epilogo. Gli occidentali e in particolare gli italiani faticano a capirlo. Faticano parecchio. La vita sta tornando a quella sana precarietà che obbliga alla riflessione, all’inventiva, all’ingegno. L’immediatezza che ha caratterizzato gli ultimi sessanta anni sta cedendo di nuovo il passo alla pratica dell’atteggiamento mediato. La globalizzazione ha raggiunto anche la scarsità. L’acqua, l’energia, l’ossigeno, vengono meno nelle quantità che siamo abituati a consumare. Lo sfruttamento del pianeta va riorganizzato. Il pianeta può essere usato, non sfruttato. Il pensiero debole che ha caratterizzato le spensieratezza del periodo non è sufficiente a garantirne la preservazione.

L’Occidente perde il senso del sé. Vittima di un eccesso. L’eccesso di garantismo. L’eccesso dei sensi di colpa per la propria storia predatrice. Dimenticando le condizioni della necessità generale. Quella necessità generale che è motore del processo.  Motore del 4PP.

Qualche idea sulle leggi generali della necessità nel processo.

1. Non esiste produzione senza distruzione. Motore del processo, la coppia dialettica produzione - distruzione. La produzione allargata ha per base la distruzione relativa. La distruzione di un atomo è in grado di provocare una grande produzione di energia. Eccetera.

2. Per il livello biologico vale la selezione naturale. Gli organismi biologici animali sono predatori di energia. Per vivere e crescere non basta loro l’energia libera in natura. Hanno bisogno di impadronirsi di energia già accumulata da altri organismi biologici. Piante o altri animali.

3. Economicamente vale la coppia sviluppo - sottosviluppo. Di nuovo una forma di saccheggio. Eccetera.

4. L’incapacità di riconoscere le leggi del processo (4PP) potrà, potrebbe avere gravi conseguenze per l’Occidente. Compreso il suo declino (da @4PP2).

[2007]

 

(le note del 2007 affrontano il fenomeno della globalizzazione - vedi in @GLOB globalizzazione, transizione, sovrapproduzione”)

 

[transizione 45 → segue] - Il 2007 pone all’ordine del giorno la questione idrica del pianeta, il surriscaldamento del clima, la questione del bisogno energetico globale.

 

[transizione- 45 → segue] - Una brezza suicida soffia in occidente. La resa senza battersi dei marinai inglesi ai pasdaran iraniani nel Golfo persico (aprile) pone la questione del declino dell’Occidente. La GB ne esce umiliata. Peggio. Incapace di difendere i propri marinai. Che manda allo sbaraglio in acque contestate.
La stessa strategia di Bush che sembrava forte e lo era solo nei propositi. Nei fatti ha tentato di vincere in Iraq senza impiegare i mezzi necessari. Lo stesso potrebbe accadere in Afganistan. Ma se l’Occidente dovesse abbandonare ritirandosi dai due paesi islamici si troverebbe a dover affrontare poi situazioni ben più spiacevoli e impegnative.
È il principio della fine del mcp o è il principio della fine dell’Occidente? Saranno le potenze dell’Estremo Oriente a rilevarne la successione? Russia inclusa?

 

[transizione - 45 → segue] (luglio 2007) - La cultura anglosassone si impone e lentamente prevale sulle altre. Come cultura più aderente all'attuale modo di produzione. Per via del suo pragmatismo, della sua duttilità, del suo relativismo, per la sua laicità di fondo, il suo senso della legalità.

Le altre culture troppo legate al passato. Che diventa un passato non sorpassato. Non tanto come filosofia della società nel suo insieme quanto dalle necessità suggerite, legate al modo di produzione. Modo di produzione che comprende la scienza con le sue scoperte e la sua tecnologia avanzata.

Vinta l’Urss e naufragato il tentativo di produzione socialista, il modo capitalista di produzione sta raggiungendo la sua piena maturità e s’impone all’intero pianeta. Sussumendo vecchi modi di produzione e scontrandosi con le vecchie culture a quei modi legate.
La cultura di attacco del modo capitalista di produzione è la tecnologia scientifica filosoficamente fondata su un kantismo e su un illuminismo praticati e non proclamati. Il kantismo per quanto riguarda la concezione del rapporto con la realtà fisica oggettiva e l’illuminismo per lo stato di diritto.

Non è necessario dire che il momento della maturità e dell’egemonia segna anche l’inizio della decadenza. E dello sviluppo di un nuovo modo di produrre, un nuovo modo di pensare e di vivere. L’avvio di un tipo nuovo di lotta di classe. La produzione di nuove classi (cfr classe meticcia e nuovo proletariato in @CLAS). Questo all’interno. Mentre all’esterno divampa lo scontro con il proletariato di vecchio tipo. Che trova nell’islamismo l’ideologia più adatta di lotta e di conservazione.

Continua anche l’offensiva della ragione contro il mito. Cominciata con Socrate e Platone,  è forse ora alle ultime battute.

 

[transizione - 45 → segue] (settembre 2007) - Nel mondo della globalizzazione e dell’egemonia del mcp, la rivoluzione parte capovolta rispetto a quanto accaduto nei quattro secoli precedenti (17°, 18°, 19°, 20°). Le spinte rivoluzionarie partono dal basso. Lo scontro si manifesta sul terreno della liberazione sessuale e su quello dello sviluppo culturale. Al momento, soprattutto sulla liberazione sessuale che investe indirettamente la rivoluzione culturale. Asse portante, la liberazione della donna. Anche lo scontro con il mondo mussulmano prende forma su questo terreno.

E da «fpg 2007» → “Nel rileggere in «Marx1» la teoria delle rivoluzioni ho trovato che fosse una chiave di lettura per decifrare l’attuale transizione storica. Fino al XX secolo le rivoluzioni sono state economiche, politiche e sociali. E tutte promosse da elite illuminate. Mao tentò anche di promuovere la rivoluzione culturale  La quarta. Sempre dall’alto. Non raggiunse la rivoluzione sessuale (che lui personalmente praticava), la quinta. Il leninismo si disse convinto della necessità di far accendere la coscienza operaia da elite di intellettuali aderenti al partito bolscevico. E gli operai non ce l’hanno fatta né in Occidente né nell’Est comunista. La loro coscienza è rimasta opaca.

Il fatto nuovo del XXI  secolo è che stanno partendo dal basso due rivoluzioni. Strettamente intrecciate. Quella sessuale e quella culturale (la quarta e la quinta). Ambedue legate a due aspetti di fondo. Lo sviluppo delle forze di produzione e della tecnologia (sono un tutt’uno). L’emancipazione femminile. L’emancipazione femminile deriva direttamente dallo sviluppo delle forze di produzione. Con evidenza le donne entrano sempre più nell’area dello sviluppo economico globale. La loro emancipazione provoca un terremoto culturale. Non ne è l’unico aspetto ma certamente il principale.

Come questo si leghi alla riflessione della formazione di un nuovo proletariato occidentale (la classe meticcia) è questione da affrontare” (da @MR).

 

[transizione - 46] (novembre - dicembre 2007) - Scoppia la crisi dei mutui. E ora sembra anche quella dei facili crediti delle carte di credito. Tecnicamente la crisi parte dalle banche che si trovano troppo esposte. Nella realtà del mdp la spinta al credito che ha come risvolto l’indebitamento (vendita di lavoro futuro) è un altra maniera - vicino alla globalizzazione - di rispondere alla forte crisi di sovrapproduzione in atto da qualche anno. Per non rimanere con i magazzini pieni, le aziende - cioè la produzione - spinge il «mercato» a indebitarsi per assorbire la produzione eccedente. L’analisi da portare avanti è complessa. Nei consumi sarebbe necessario distinguere i consumi utili dai consumi superflui. Tenendo presente che i consumi superflui, sono inutili ma altrettanto necessari alla produzione come è inutile ma fondamentale il consumo di beni di lusso necessario - come spiega Marx - per spingere la borghesia produttiva a fare il proprio lavoro. Poi, probabilmente, andrebbero individuate le aziende che traggono profitto dalla globalizzazione (sfruttamento intensivo di nuova mano d’opera a basso costo), dalle aziende che vivono esclusivamente sui mercati interni del mdp (occidente sviluppato). E ben altro che certamente mi sfugge.

 

(continua in Note di economia e politica > ’08-‘09)

 

 

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[Cipolletta [Rossi, Guido [Sapelli

 

Note di economia e politica > Dal ’04 al ‘07” [#04-07]

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