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Dialettica e ma.dial: autori > Goux
Économie et symbolique(1)

[lo scambio]

L'analisi di Goux in ES individua lo scambio come quella legge generalizzata che presiede,  attraverso la logica dialettica del processo di simbolizzazione, ogni processo della realtà sociale umana (vedi scheda @GOUX2).

G. individua le corrispondenze e i passaggi fra processi economici, processi monetari, processi di simbolizzazione, processi religiosi, processi politici, processi psichici, processi linguistici e culturali.  Questi processi hanno in comune una legge dello sviluppo basata sulla analisi marxista dello scambio della merce. Lo scambio semplice (merce contro merce), la forma dello scambio sviluppata (merce contro merci che fungono da equivalenti), forma moneta (merci contro un unico equivalente generale), forma moneta segno (moneta carta).  A ognuna di queste forme corrisponde una forma del processo di organizzazione linguistica, sessuale, politica e sociale. 

G. lo sviluppa attraverso una serie di analis i tanto interessanti quanto fondate.

 

[scambio e sostituzione]

Logica, dialettica, simbolizzazione sono da considerarsi tre momenti essenziali della coscienza umana.

La logica in quanto logica in sé, la dialettica in quanto logica dialettica che include i momenti della contraddizione e della negazione, la simbolizzazione in quanto la capacità della rappresentazione simbolica è una struttura portante dell'intelligenza.

L'impianto di G. si basa sull'analisi del processo di scambio delle attività vitali sorretto dalla teoria dialettica del processo di simbolizzazione così come è descritto nel primo capitolo del CAP con l'analisi della merce.

Punto determinante del processo economico è lo scambio e la circolazione.  Ora cos'è lo scambio se non la sostituzione di qualcosa con qualcos'altro?  Il segno (la scrittura, la moneta) non è qualcosa che sta per un'altra?  Il simbolo non è la sostituzione, la riduzione di una struttura essenziale della forma (l'invariante secondo G.) alla totalità?  E non è in queste sostituzioni che nello scambio e nella circolazione avvengono gli occultamenti e le rimozioni?  Non è l'alienazione conseguenza di questi occultamenti?  Insieme all'inconscio e al preconscio? E via analizzando.

Da verificare.  Ma convincente.  Convincente perché i nessi sono stati individuati.  È la loro esistenza/presenza nella realtà del processo generale che va verificata.

La prima critica va portata alla preminenza dello scambio e della circolazione nel processo analizzato da G..  Goux ne colloca il fondamento nei modi di produzione, ma questo fondamento rimane poi staccato dall'intero processo.

 

[il processo di sostituzione]

C'è da notare che il processo di sostituzione così rilevante nell'analisi di G. non si verifica esclusivamente nel processo di scambio e di circolazione. Prima ancora che nel processo di scambio e circolazione si manifesta nel processo di produzione stesso.

Il processo di produzione è essenzialmente un processo di trasformazione. Processo che produce a sua volta non soltanto uno scambio ma un rapporto.  Rapporto primo quello fra uomo e natura.  L'uomo trasforma la natura e trasformando la natura trasforma se stesso. Trasformando la natura e se stesso produce utensili, cibi commestibili, una nuova natura e un nuovo uomo.  La Storia è processo di produzione della società umana.  Ma siccome questa produzione è nel medesimo tempo trasformazione, il rapporto, e i soggetti del rapporto, versano in una condizione di trasformazione continua. 

È la trasformazione dunque, la produzione stessa dunque, che produce insieme a tutto il resto l'occultamento.  "Producendo i loro mezzi di sussistenza gli uomini producono indirettamente la loro stessa vita materiale" (mm).  L'occultamento è in quell'indirettamente.

A questo punto l'analisi va portata sulla produzione.  La produzione è nello stesso tempo rapporto, trasformazione, scambio.  Rapporto fra l'uomo e la natura, trasformazione dell'uomo e della natura, scambio fra energie fresche dell'uomo e energie conservate della natura.  Il prodotto è insieme, e ha quindi celati in sé, i tre momenti del rapporto, della trasformazione e dello scambio.  Del rapporto in quanto presuppone il distacco dell'uomo dalla natura per cui l'uomo si oppone alla natura e la natura all'uomo.  Ma l'uomo si oppone alla natura e la natura all'uomo attraverso lo scambio delle energie fresche dell'uno contro le energie conservate dell'altra.  Lo scambio avviene attraverso la trasformazione della natura in prodotto naturale e dell'uomo che attraverso il prodotto naturale trasformato in mezzo di sussistenza sta producendo anche, indirettamente, la propria vita materiale, qualcosa cioè di diverso da ciò che era prima.

 

[il processo di occultamento]

L'occultamento, fenomeno fondamentale per comprendere i successivi processi dell'attività della produzione umana, è già a sua volta racchiuso nei primi momenti del processo umano di produzione e non soltanto per via di quell'«indirettamente» quanto perché quell'indirettamente è a sua volta conseguenza dell'occultamento del presupposto del primo atto di produzione umano che è tutto nel precedente processo di produzione della natura nel quale è stato prodotto lo stesso uomo.

Per questo i prodotti del medesimo processo di produzione appaiono ora in un modo ora in un altro, a seconda dello stadio stesso del processo, qualunque esso sia.

→ Ed è anche vero che i processi successivi prodotti dal processo di produzione iniziale seguono le medesime fasi di sviluppo, hanno fasi di sviluppo analoghe che sono poi fra le cause che provocano la corrispondenza. E qui G. coglie il concreto.

 

[il processo di produzione]

Si verifica anche che i tre momenti del processo di produzione (rapporto uomo-natura, trasformazione dell'uomo e della natura nel corso del rapporto, scambio fra uomo e natura), nel corso dell'allargamento del processo se ne distacchino.  E acquistano una loro concretezza e autonomia quando il processo di produzione passa dalla fase naturale (uso di strumenti di produzione naturali – IT/63) alla fase nella quale gli uomini stessi si trovano come strumenti di produzione accanto allo strumento di produzione dato (idem).  Qui alla contraddizione uomo-natura si aggiunge la contraddizione uomo-uomo, che è come dire che al rapporto uomo-natura (con rapporti più indistinti e meno formati fra gli uomini) si aggiunge il rapporto dell'uomo con l'uomo (che dà vita al processo sociale).

Lo scambio acquista una sua concretezza e autonomia quando l'allargamento della produzione provoca gli scambi e la circolazione dei prodotti.

Le trasformazioni acquistano una loro autonomia quando lo sviluppo continuato delle forze produttive mette capo a tutta la serie delle trasformazioni del simbolico, che è già in sé il simbolo della trasformazione.  Importante notare che a ogni distacco, il processo che si autonomizza mantiene nel proprio interno gli altri due momenti ma in posizione diversa.

I rapporti producono rapporti e scambio e trasformazione dei rapporti. Producono cioè società umane organizzate, leggi, arti, economia, eccetera.

Lo scambio, allargandosi, produce nuovi modi di produzione, nuovi rapporti e nuove trasformazioni. Marx ci ha spiegato come.

Le trasformazioni successive producono simboli, scambi, sostituzioni e occultamenti dei simboli del processo di scambio (equivalenti generali, eccetera) e simboli, scambi, sostituzioni e occultamenti dei rapporti.

(La lingua, la produzione, lo scambio e la trasformazione linguistica merita un'analisi a parte in quanto i suoi presupposti sono mischiati con lo stesso presupposto che ha fatto di un animale un uomo).

Dando queste ipotesi per reali, appare anche chiaro, come i tre momenti della produzione, distaccati non producono qualcosa di materiale, cioè non producono direttamente la ricchezza (scambio e circolazione non producono ricchezza lo sappiamo da Marx fra l'altro).

La produzione di ricchezza e la produzione in generale è legata allo sviluppo delle forze produttive, alla crescita quantitativa della società umana. Ma ora sappiamo che all'interno stesso delle forze produttive si formano di nuovo i tre momenti dello scambio, dei rapporti e della trasformazione anche quando ne sono distaccati.

Questa è la concretezza della corrispondenza fra i vari livelli.

 

[all'interno della produzione]

All'interno della produzione, fra rapporti, trasformazioni e scambi si verificano una serie di opposizioni. Al suo primo apparire la produzione appare come rapporto. Rapporto fra l'uomo e la natura. La prima percezione che l'uomo ha di sé, la sua prima coscienza del sé, è nel suo opporsi alla natura. Egli strappa alla natura i mezzi di sussistenza. In questa fase (raccoglitori) il rapporto è ancora non completamente distinto. L'uomo vive il territorio che gli fornisce i mezzi di sussistenza come amico, ma un amico in cui è dentro e che è dentro di lui. Con la caccia e più con l'allevamento e l'agricoltura, la contraddizione fra uomo e natura si pone come lotta. Da amica, la natura diventa  nemica.

Il rapporto è ormai chiaro anche se le tracce del passato permangono nei miti e nei tabù, nelle paure e negli smarrimenti nei quali l'uomo prova il bisogno di ingraziarsi la natura introiettandola. I riti di sacrificio nei quali il tabù è negato almeno una volta per essere consumato (mangiato) può rappresentare da un lato il distacco dalla natura ormai consumato, dall'altro la coscienza che va lentamente attenuandosi e scomparendo della provenienza di origine e del proprio essere come essere della natura. (Continuando, l'uomo si oppone, nega sempre più la natura fino a proclamare la sua assoluta estraneità a essa, la sua superiorità quale essere divino o discendente dal divino. Naturalmente il tolto permane nel corso del processo. Così con la filosofia moderna, man mano che avanza il suo dominio sulla natura, l'uomo si riconosce di nuovo un essere naturale, recuperando tuttavia la natura a sé più che sé alla natura).

Man mano che il rapporto prende corpo e l'uomo non piglia dalla natura i suoi mezzi di sussistenza (belli e pronti come accadeva per i raccoglitori) ma glieli deve sempre più strappare (come accade dagli agricoltori in poi), anche lo scambio si materializza. I frutti della natura costano fatica, lo scambio delle energie (fresca contro conservata) produce una pena. È lo scambio che opponendosi al rapporto precedente uomo-natura amica, crea il nuovo rapporto uomo-natura nemica. Più lo scambio s'intensifica, più la pena cresce, più l'uomo si oppone alla natura e la sente nemica (a volte nemica più che estranea a volte estranea perché nemica). La presa di coscienza (la propria determinazione) attraverso la negazione dell'altro è ora, attraverso lo scambio, sostanzialmente compiuta.

® 1992 - Qui si ipotizza che la coscienza dell'uomo non nasce con la consapevolezza della morte, ma con il «distacco» dalla natura». Ipotesi probabilmente più valida. In un certo senso l'uomo contrasta la coscienza della morte con tutti i riti dell'oltre tomba. L'ideologia dell'oltre tomba ha proprio la funzione di occultare la morte. L'uomo acquista la consapevolezza della morte, ma non la coscienza della morte. Coscienza (della morte) che si forma molto più in là e che non è del tutto compiuta. –|

 

[il processo di trasformazione]

Cogliere un frutto dall'albero dà inizio a un rapporto con l'albero e con il frutto, a uno scambio minimo fra l'energia consumata per cogliere e magari sbucciare il frutto. Dà anche il via a un minimo di trasformazione.  Il frutto dell'albero è qualcosa di diverso dal frutto racchiuso nella mano.  È sempre il medesimo frutto eppure qualcosa è mutato.  Questa diversità non dipende dalla sostituzione (che non c'è), ma dalla trasformazione da frutto per l'albero a frutto per l'uomo. Con l'ampliarsi della produzione dei mezzi di sussistenza, si ampliano i processi di trasformazione.  È la trasformazione che muta la natura dello scambio, che accresce il lavoro, la pena.  La trasformazione si oppone allo scambio semplice di energie per dar vita a un nuovo tipo di scambio più complesso che a sua volta darà vita a uno scambio allargato che a sua volta provocherà il distacco fisico dello scambio come processo autonomo dalla produzione semplice.  Lo scambio che in un primo tempo appare come semplice appendice del rapporto, con lo svilupparsi dei processi di trasformazione appare sempre più come fattore determinante sotto l'aspetto di lavoro, di pena, di tempi di lavoro (cioè tempi di pena e dispendio di energie vitali). Eccetera.

 

[le leggi di corrispondenza e la coscienza]

Per G. le leggi di corrispondenza dei vari livelli funzionano a ogni livello.

Così c'è corrispondenza fra calcolo matematico infinitesimale, logica, coscienza, lingua, alfabeto.

Partendo dall'analisi di H. sulla matematica per il quale al di là delle quantità ciò che permane sono il rapporto fra le grandezze e le volte nelle quali questo rapporto si riproduce, G. pone in corrispondenza le scoperte e i principi logici matematici del calcolo infinitesimale (calcolo differenziale e calcolo integrale) con il formarsi della coscienza. La coscienza percepisce la differenza. È nella percezione della differenza che nasce la coscienza. © Per esempio differenza fra la vita e la morte. Così sarebbe nata la conclamata coscienza della morte. –|

La lingua (altro arcano umano) è per G. un sistema discontinuo di differenze che si ricompongono. Così la coscienza coglie il loro rapporto nella loro differenza (vai a @GOUX2)

Sulla formazione dell'inconscio G. è più banale. Fonde – secondo me – la concezione lacaniana dell'inconscio con le teorie junghiane.

Per Lacan l'inconscio altro non è che il rimosso. Per Jung l'inconscio è prevalentemente filogenetico e collettivo.  Per G. l'inconscio è formato dalle corrispondenze logiche e culturali dei modi di produzione preesistenti, stratificati, conservati e rimossi.

 

 

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“Économie et symbolique“, di J.J. Goux [@GOUX1]

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