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Cervello & sistema nervoso

(continua da §CEV)

 

§* È l’inibizione più che l’eccitazione a caratterizzare il cervello degli organismi più evoluti (CERV/41/).

 

[un po’di storia]

(CERV/30) - Aristotele pensava che la sede dei pensieri e dei sentimenti dell’uomo fosse il cuore.

Galeno tentò di dimostrare che la sede di pensieri e sentimenti fosse il cervello.

Prevalse la tesi di Aristotele.

I greci pensavano che gli organismi viventi attingessero la loro vitalità da un pneuma derivato dal cosmo. Negli uomini → il cibo digerito dall’intestino, di qui al fegato, dove s’impregnava di spirito naturale. Dal fegato al cuore dal quale riceveva lo spirito vitale. E, così elaborato, entrava nel cervello nelle cui cavità (i ventricoli) veniva convertito in spirito animale.

Nel ‘300 le scuole mediche italiane cominciano a dissezionare il corpo umano (Bologna).

Leonardo realizzò un calco di un cervello di bue nel 1504.

Nel ‘600 disponibili descrizioni dettagliate del cervello dovute alla pratica delle dissezioni ormai diffusasi nonostante difficoltà, divieti e persecuzioni  /31/. All’epoca una buona parte credeva ancora centralità del cuore. /32/.

Thomas Willis (1664) contrariamente alla credenza del tempo capì come la qualità del cervello fosse riposta nella sostanza cerebrale e non nelle cavità ventricolari come si tendeva a credere allora (perché colme di liquido). Da questa intuizione nacquero le moderne neuroscienze /33/.

Notevole il contributo di Galvani (prima metà dell’800) che scopre l’energia elettrica animale. Nella rana.

Come quello di Golgi e Cajal che scoprono e descrivono la cellula nervosa. Il cervello è un reticolo (Golgi).

Gall e la falsa scienza della frenologia /34/.

 

[il cervello] 

Il cervello = a quella parte del sistema nervoso centrale contenuta nel cranio (CERV/17) – Per una qualche ragione ancora oscura siamo provvisti di due cervelli /19/.

Funzione del lobo temporale → [Biologicamente si dice lobo quando un organo animale o vegetale viene diviso da solchi.  Anatomicamente quella porzione di un organo, più o meno definita anatomicamente anche se non autonoma funzionalmente, separata da solchi o setti.  Lobi polmonari (due a sinistra e tre a destra), cerebrali (frontale, parietale, occipitale, temporale), tiroidei (destro e sinistro), epatici (grande e piccolo) . Anche lobo la parte inferiore, molle, del padiglione auricolare]

Nel padiglione auricolare → senso del tempo e senso dell’individualità dell’orecchio /20/. Il lobo temporale del cervello connette la parte più sviluppata e della corteccia  con la parte arcaica e animale. Quest'ultima depositaria della paura, della rabbia, della gelosia.

Connessione fra la corteccia cerebrale e l’ipotalamo "dal momento che le emozioni pervengono al livello della coscienza e che il pensiero influisce sulle emozioni" /26/.

Localizzazione encefalica sottocorticale.  Nel rombencefalo la parte più antica del cervello.

 

[cervello e selezione naturale]

G. M. Edelman in "Il presente ricordato – una teoria biologica della conoscenza" (Rizzoli), sostiene che il cervello lavora se­condo un processo di selezione naturale delle variazioni piuttosto che secondo istruzioni /61/ (da IND.mag.92).

Per G.M.E la coscienza è la relazione fra il «sé» e il «non  sé» elaborati in due parti diverse del sistema nervoso  (IND/57) in comunicazione reciproca. È il linguaggio che ha permesso all’uomo di  produrre una coscienza di tipo superiore. Eccetera.

 

[organizzazione del cervello - 1]

[terminologia di Mac Lean & segg] →

• 1. – Cervello rettiliano (rombencefalo – corpo striato) {con la sola} integrazione e coordinamento dell’attività motoria; + le funzioni di base → terri­torio, offesa, difesa, caccia, nido, difesa dei piccoli, eccetera  (BDP/126) – Sede dei comportamenti (automatici e invariabili) di so­pravvivenza dell’individuo e della specie. Comportamenti di imita­zione.  Attacco e fuga /127/.

• 2. – segue filogeneticamente il cervello dei paleomammiferi, limbico (lobo lim­bico, encefalo). L’ipotalamo fa parte del diencefalo ed è situato sul pa­vimento del c. con funzioni di collegamento fra l’encefalo e alcune funzioni neurovegetative da una parte (meccanismi omeostatici legati alla sete, alla sazietà, alla sessualità, al dolore, al piacere, alla rabbia, alla paura) e il sistema endocrino dall’altra (RB1/167).– Sede delle motivazioni e delle emozioni.  Capace di rispondere a una infor­mazione presente facendo appello al ricordo di informazioni passate. Funzioni vegetative, nervose e umorali che concorrono all’omeostasi (BDP/129).  È anche il principale termoregolatore della temperatura del corpo (RB1 →  87 ssgg/ →  93 ssgg)

• 3. – e quello dei neomammiferi (con lo sviluppo della corteccia; neo corteccia).– Cervello dell’anticipazione. Capace di rispondere a uno sti­molo in base all’effetto che avrà e in base alla memoria degli effetti che ha avuto in passato. Grado ulteriore di adattabilità.  La corteccia "tende a sostituirsi alle strutture soggiacenti più antiche e a dominarle". Ogni neurone corrisponde a un dato astratto (una forma, un colore, un contrasto, eccetera). Tuttavia un neurone funziona solo se connesso ad altri neuroni e, attraverso questi, con l’insieme dell’organismo (BDP/130). Aree recettrici e aree associative. Lesioni alla corteccia prefrontale (l’ultima in ordine di tempo) crea disturbi sia cognitivi →  sia affettivi.

 

[un sistema in trasformazione] 

La struttura rombencefalica (rettiliano) ha un’attivazione propria staccata dall’encefalo (limbico) al quale sono attribuite le funzioni emotivo/ affettive (lobo limbico) e da quelle corticali che sovrintendono alla percezione sensitiva e al coordinamento moto­rio/volontario.

In altri termini il sistema psichico dell’uomo è il risultato di una serie di sovrap­posi­zioni che mantengono nello stesso tempo alcune caratteristiche delle anti­che funzioni trasformate tuttavia dal fatto di non essere più sole.  Mantengono le loro funzioni a livello biologico ma hanno assunto funzioni nuove nell’ambito dell’organizzazione com­plessa nella quale ora lavorano. Sono quelle, nel medesimo tempo sono altre, nuove.

® Rimangono da comprendere le funzioni emotivo/affettive.  Presenti negli ani­mali, come si vengono trasformando nell’uomo?  Le funzioni della percezione sensitiva e del coordinamento motorio/volontario sono superiori. Ma la loro ba­se rimane emotivo/affettiva.  Tuttavia sarebbe un errore pensare l’attuale si­stema psichico dell’uomo come un sistema in sé dato.  È un sistema in tra­sformazione (vai a §HALL) .  Qual è il rapporto fra la percezione sensitiva e il coordinamento motorio/volontario con la sottostante base emotivo/affettiva?  Di una cosa penso si possa essere certi. È un rapporto in "produ­zione".  In trasformazione.  La struttura culturale già permea i due sistemi. Tuttavia il coordinamento fra loro è ancora in una qualche misura riflesso.  Riflesso cioè non volontario.  La trasformazione va nel senso della volontà.  Per qualche verso l’uomo sta cer­cando di recuperare la volontarietà delle funzioni riflesse del suo corpo.  In parte attraverso la tecnologia farmacologica, in parte attraverso la tecnologia delle macchine, in parte attraverso il recupero volontario/cosciente dell’intero sistema. –|

[organizzazione del cervello - 2]

1. Midollo spinale. Riceve tutta l’informazione proveniente dalla pelle e dai muscoli. Invia alla periferia i comandi motori per il movimento (CERV/29)

2. Tronco encefalico. Espansione del midollo spinale. Riceve l’informazione dalla pelle e dai muscoli della testa e del collo.

Contiene i centri dell’udito, dell’equilibrio, e di tutti gli altri sensi, eccezione fatta per l’odorato e la vista. Questi ultimi hanno una connessione diretta col sistema limbico e la corteccia.

3. Cervelletto e gangli basali. Coordinano e modulano congiuntamente tutto il movimento del corpo.

4. Diencefalo (talamo, ipotalamo, altre strutture). Funzione di stazione ripetitrice per inoltrare l’informazione (sensazione)  e il movimento. Controllo dei processi corporei spontanei (temperatura, pressione arteriosa, ritmo cardiaco, respirazione, eccetera).

5. Emisferi cerebrali. Funzioni concettuali e motorie più complesse.

 

[il cervello e l’ambiente]

(da BDP pagg 50–87) -  Il cervello chiuso in una barriera che gli permette di non subire l’influenza dell’ambiente interno, ma con delle «porte» di entrata/uscita che gli permettono di esserne informato.  Le entrate sono due.  Una nervosa e una umorale.

L’entrata nervosa lascia arrivare dati raccolti e organizzati al livello degli organi di senso e dei recettori specializzati.  Dove si abbozza già la rappresentazione (del mondo esterno - esterocettori, della posizione del soggetto nel mondo - propriocettori, dell’ambiente interno - enterocettori).

L’autonomia del cervello rappresenta un progresso evolutivo.

Nella zona dell’ipotalamo il cervello funziona come una ghiandola /78/

Accanto al cervello neuronico esiste un cervello umorale /87/.

 

[neuroni]

 La cellula nervosa – corpo cellulare contenente un nucleo, una lunga fibra, l’assone, un numero vario ed esteso di fibre ramificate, i dendriti che si protendono verso le altre fibre nervose collegandovisi in qualche modo /(CERV 36).

Galvani e l’elettricità animale. Le cellule nervose comunicano attraverso scariche elettriche (spike). La sensazione tattile si trasforma in energia elettrica /40-41/. Concetto del potenziale d’azione.

Fibre interconnesse l’una con l’altra. Uguale a una rete. Il segnale proveniente da una cellula nervosa si trasforma da segnale elettrico in segnale chimico, per ritornare a essere un impulso elettrico (dic. 2009).

Le sinapsi e i neurotrasmettitori /41/

& – Rapporto cervello muscoli. I tempi del cervello devono tener conto e sono adattati alla velocità di risposta del sistema muscolare. Non possono sopravanzarlo /45/.

[neurobiologia – varie]

(cfr GNS 3/1984)

& – Terminologia neurobiologica. Il traffico di segnali che percorrono il cervello è governato da leggi statistiche.  Schiere di neuroni influenzano altre schiere di neuroni con un rapporto causa-effetto probabilistico (GNS 3/84/ pag 30)(Valentino Braitenberg).

& – Nel crvl conta più lo schema dei circuiti che il supporto fisico (idem pag 31).

& – La corteccia cerebrale funziona elettricamente ed è necessario che la corrente elettrica abbia un flusso regolare.  Infatti se viene sospesa o disorganizzata la memoria non si consolida (SCZQ/19/84 pag 5).

& – Addestramento degli animali.  Non si preoccupano di come funziona il cervello dell’animale, ma fanno assegnamento sull’esistenza di ben stabilite connessioni ingresso/uscita che hanno avuto modo di osservare.  © È il metodo pratico che i manager e i politici usano con gli individui. - Il sistema funziona fino al momento in cui non si verifica un accumulazione (so­ciale) di entrate e l’uscita si altera improvvisamente. –|

[ritmi biologici]

Ritmi circadiani = circa in un giorno.  Gli intervalli possono essere di 24 ore e 18 minuti ±2 minuti.  Con il passare dei giorni questo sfasa il ritmo rispetto alla giornata di 24 ore.  Come se un orologio avesse un ritardo di 8 minuti al giorno (RB1/10).

Non si sa bene come funzioni questo orologio biologico che regola il ciclo sonno/veglia. Due modelli uno eso­geno (luce, umidità, pressione barometrica, eccetera).  L'altro endogeno "in grado di misurare il tempo in assoluto" /11/.  Concetto di → «processo indica­tore», quel processo nel quale si manifesta la ritmicità.

Importanza del concetto di ritmo.  Il ritmo dei processi indicatori si distingue per → ampiezza e → frequenza.  Il concetto di sincronizzazione (con il ciclo am­bientale o qualsiasi altro fattore che trascina o sincronizza un ritmo) /13–14/.

I processi indicatori più importanti → 1) la luce (importanza della intensità della luce); 2) la temperatura (nei mammiferi la temperatura è regolata all'interno – omeo­termia).

Orologi multipli? /36 segg/.  I fattori psicologici incidono sui ritmi /37/.  Caso del ritmo della secrezione del sodio e di quella del potassio /38/. Ogni organo ha un suo orologio biologico? /41/.

Il nucleo buon candidato come sede dell'orologio biologico.  Di qui più orologi biologici /55/.

Ritmi circadiani nell'uomo /62/.  Ritmo sonno-veglia /67/.  La produzione di cortisolo. Sintesi pag 70.

Controllo dei sistemi fisiologici /78/.

Il modello neuronale corrisponde alla realtà? /105/.  La teoria Vendrik-Bazet /106/.  Oltre all'ipotalamo vi sono altre strutture interessate alla termoregolazione come i recettori spinali e (per alcuni animali) le vene. La regolazione è tuttavia compito dell'ipotalamo /112/.  Lo sviluppo del «modello neuronale» si basa su di un certo numero di supposizioni non dimostrate /113/. Lontani da una precisa e accurata conoscenza.

Ibernazione e torpore /114/.  Il termine significa solo che l'animale trascorre una parte dell'inverno o tutto l'inverno in uno stato inattivo /115/.  Non è solo una risposta al freddo, ma anche al caldo (torpore degli animali eterotermi ma anche omeotermi), alle difficoltà stagionali come la siccità, alla scarsezza di cibo. La capacità di un residuo primitivo del passato eterotermico /117/.  Di­versi tipi di ibernazione. Ibernanti permissivi, ibernanti stagionali, ibernanti obbligati /121/. Vantaggi dell'ibernazione /122–123/.  Entrata e uscita dall'iber­nazione e dal torpore.  Strutture interessate all'ibernazione. L'ipotalamo?  Il sistema en­docrino? Ibernazione artificiale /147/.

[memoria e apprendimento] 

(SCZQ/19/84) – Due tipi di memorie → biologica e psicologica.

La memoria generica è inscritta nel DNA; la memoria psicologica su stringhe di RNA (pag 3).  L’energia che regola la prima è "energia di legame chimico"; quella che regola la seconda è energia neuroelettrica (flusso ionico).

Per qualsiasi tipo di energia che regoli una memoria (biologica, elettrica, mec­canica, eccetera) la condizione è la costanza del flusso (un grammofono che perde la corda suona distorto eccetera) altrimenti si verifica una distorsione.  La memoria psicologica è di tipo olografico. È una memoria diffusa (pag 4 colonna 3°).

Memoria e apprendimento termini equivalenti (pag 6 cl 1).

L’apprendimento modifica "irreversibilmente" le microstrutture del sistema ner­voso.

L’uomo oggi sopravvive piuttosto in grazia di ciò che ha appreso piuttosto che in grazia del suo equipaggiamento fisiologico (pag 6 cl 3°).

 

[apprendimento – tra emozioni e automatismi]

(SCZ 228/87/34–43) - Possibilità che le esperienze sensoriali acquisiscano il loro peso emotivamente (attraverso l’agmidala) /42/. Nel senso che le emozioni danno luogo a perce­zioni e all’immagazzinamento dei ricordi /ivi/.  E anche → le emozioni influen­zano ciò che viene percepito e appreso /ivi/.

Due sistemi di apprendimento → uno dipendente dai circuiti limbici (emozioni) fondato sulla conoscenza o sul ricordo, e uno basato sulla ripetizione dei col­legamenti automatici fra stimolo e risposta. Questo secondo è ciò che comu­nemente chiamiamo abitudine /43/. Ora la maggior parte dell’apprendimento si basa su entrambi i sistemi (che possono anche entrare in conflitto) /ivi/.

Sede del sistema abitudinario potrebbe essere il corpo striato (c. rettiliano). © Questo apre riflessioni sugli psichismi e sugli automatismi, nonché sul collegamento fra ap­prendimento mentale e automatismo.  Quando cioè l’apprendimento mentale si traduce in una serie di automatismi e sul fatto che l’apprendimento mentale è proprio della corteccia e come tale complesso e faticoso, mentre l’altro è più efficace, rapido, diciamo di tipo intuitivo immediato.  Così spesso si apprende con il primo e lo si trasforma nel secondo poiché le azioni apprese con il primo a forza di essere ripetute divengono abitudini, si automatizzano e passano nel secondo. –|

 

[cervello e pensiero]

Piattelli, se le «rappresentazioni» sono puramente computazionali o anche di immagini vere e proprie. La questione non è stata ancora risolta. ® Di nuovo non si tiene conto della «storia» dell'oggetto analizzato. Questa volta il pensiero e la sua base il cervello.1° c'è un rapporto dialettico pensiero cervello. Il cervello pensa e il pensare modifica il cervello. 2° Cervello e pensiero si sono evoluti nel tempo. Il confronto va fatto fra cervello umano e cervello animale. Gli animali hanno una qualche forma di pensiero? Più che pensiero è necessario chiedersi se hanno una qualche forma di rappresentazioni. Certamente non computazionale. Probabilmente per immagini, per odori, per suoni. Non a caso sognano. Nell'uomo le immagini possono essere prodotte dalla base più antica del cervello. E oggi essere egemonizzate dalla corteccia. Il pensiero della corteccia è soprattutto linguaggio, simboli, algoritmi (il sillogismo è un algoritmo). Di qui la difficoltà presente di distinguere le due forme di pensiero. Essendo il pensiero già in se una sintesi di più determinazioni. 3° Esiste un processo che permette all'occhio - cervello di organizzare la realtà in forme spazio temporali. Noi vediamo per immagini. Cogliamo le forme spazio - temporali nelle quali la realtà si realizza. A volte le immagini che vediamo sono modificate dalla memoria di altre immagini simili, dalla conoscenza dell'oggetto visto (l'occhio del cacciatore, dello specialista in genere), dall'adattamento della vista alle necessità di chi guarda (la vista degli uccelli rapaci), dai pregiudizi culturali di chi guarda, eccetera. La vista è in sé un processo fra organi umani e realtà. Il pensiero riflette questo processo in tutti i suoi stadi. Aggiungendo alla vista gli altri organi di senso. Ognuno dei quali possiede una propria memoria. La vista è il risultato di una sintesi e il pensiero una sintesi di sintesi. Sintesi di processi di sintesi (da fpg 9.4.08) –|

(11 apr) Si parla di neuroni specchio. Con i neuroni specchio si individua la capacità del cervello di riflettere la realtà. La riflette al livello di una data forma nella quale la realtà si presenta. Vero anche che le immagini si riflettono nel pensiero attraverso un sistema che ha qualche attinenza con la composizione digitale delle immagini. Un insieme di punti come nei nostri schermi televisivi e informatici. Composizione digitale o computazione digitale

 

[il sogno e il «pensiero animale»]

Il sogno sarebbe collocato nel cervello rettiliano.  Cosa significa?  Non viene memorizzato come gli altri pensieri o avvenimenti della vita reale. È un po’ come la memoria di macchina di un computer.  Spenta la macchina cancellata la memoria.  Ma qui ogni altra analogia si ferma.  Può essere paragonato a una qualche sorta di «pensiero animale»?  Gli animali sentono ma non percepi­scono.  Hanno emozioni? Posseggono un'energia emotiva che si traduce in stimoli, in suoni e comportamenti riflessi.  Memorizzano solo questi comportamenti associandoli a quelle emozioni che li hanno provocati (tipo riflessi condizionati – questo su scala diversa e ridotta accade anche nell’uomo).  Il sogno tuttavia ha una funzione di scarico dell’emozione.  È possibile che il pensiero animale sia una sorta di ricordo emotivo rappresentativo che provoca il riflesso condizionato.  L’ani­male rivive come in un sogno lo stimolo precedente che detta il comporta­mento sin quando questo non viene sostituito da uno stimolo più forte o più recente.  Nell’uomo questo «rivissuto emozionale» ha invece la funzione di scaricare la ten­sione. È strettamente legato al controllo emotivo dei comportamenti.  La fun­zione superiore volontario/cosciente dello strato corticale reprime l’emozione, neutralizza il riflesso.  Questa repressione provoca un accumulo di energia ri­mossa,soffocata nello strato cerebrale dove viene prodotta.  E si scarica nella stessa sede dove viene repressa.  Nei lobi sottocorticali produttori dell’emoti­vità, dell’affettività e dei sogni liberatori (® marzo 1984).

 

[pensiero cinestesico e pensiero logico verbale]

Secondo la Spielrein (CDS/207) il linguaggio nasce da una serie di im­magini cinestetiche.  Queste immagini sono alla base del pensiero.  Ora "il pensiero cosciente è soprattutto un pensiero verbale".  Il "pensiero subconscio ha conservato il carattere primitivo nel senso che è soprattutto un pensiero ci­nestetico/ visuale".  Ora i due pensieri, secondo la S., sono permanentemente in linea, collegati, "paralleli", come lei dice.  Anche il simbolo ha la medesima origine. 

® La teoria della S. conferma e migliora, in un certo senso la rfl sul sogno e il pensiero animale.  Il pensiero animale è un pensiero che si manife­sta per immagini.  La funzione che il sogno ha e se ha una funzione negli animali, non è ancora dato sapere.  Anche il simbolo è di origine cinestetica.  Il simbolo a conti fatti è una immagine.  Ma più di qualsiasi altra immagine il sim­bolo si carica di significati emozionali e affettivi.  In un certo senso li sintetizza.  Li fissa.  Un oggetto (un suono, un odore, eccetera) può evocare una serie di situazioni, di immagini, di emozioni. 

Quando questa serie di situazioni, di im­magini e di emozioni si fissa nell’oggetto, l’oggetto diviene un simbolo.  Il pro­cesso ha a che fare con la memoria e la funzione evocativa della memoria.  Con il rapporto che il processo mnemonico ha con il pensiero logico verbale e con il pensiero visuale (di origine cinestetica).  Il processo mnemonico è fon­damentalmente un processo cinestetico visuale?  O la memoria logico verbale segue leggi che si vanno trasformando nella misura in cui il rapporto fra il cer­vello limbico e la corteccia muta statisticamente? La S. sostiene, non senza ragione, che è il pensiero subconscio a fornire la materia prima al pensiero logico verbale.

Ora la questione è → può chiamarsi pensiero lo stadio cinestetico/visuale come scrive la  Spielrein ? (vedi @PP2).

Per comodità assumiamo la concezione della Spielrein secondo la quale la creatività nasce dalla collaborazione fra i due pensieri (209).  Tuttavia avverte che il pensiero subconscio manca di direzione e di concentrazione.  Direi che principalmente manca di  volontà di determinazione.  La ricerca dovrebbe concentrasi sulla funzione della volontà all’interno del sistema nervoso.  Non ho ancora letto molto sulla volontà e i suoi processi. 

Ciò che si conferma è che il processo evolutivo umano non è fermo.  E che se da una parte l’uomo risolve una serie di adattamenti e la sua lotta con la natura attraverso gli utensili, dall’altra la sua evoluzione è soprattutto concen­trata nel sistema nervoso compresa quella parte del sistema nervoso che è il cervello. –|

 

[pensiero infantile e rappresentazioni]

(da IND 47– dic '94 →  Mauro Mancia «Dall'Edipo al sogno. Modelli della mente nello sviluppo e nel transfert».)
Il mondo interno del bambino, i suoi valori, le sue visioni del mondo, la sua identità sessuale si strutturano sulla base di rappresentazioni. ® Questo confermerebbe l'idea che il pensiero animale e il pensiero embrionale si manifestano per immagini rappresentative, visioni, eccetera. Non è pensiero logico. Anche il pensiero logico «rappre­senta» (Kant) ma «rappresenta» in quanto descrive. Diciamo che l'immagine è pensiero solo perché si forma nel cervello. È capace di concatenazioni di immagini, di successioni di immagini non organizzate in alcun modo e inutili al fine del pensiero. Queste immagini si organizzano sotto la spinta delle pulsioni di paura, di fuga, di rivolta, di aggressività, [di empatia – da NBW/105] . Si tratta di una organizzazione oggettiva, passiva, priva di un progetto, incapace di astrazione, di concatenamenti logici, eccetera.
Queste immagini incapaci di astrazione, eccetera, possono essere usate dal pensiero logico, a volte sono alla base del pensiero logico,  ma non lo sostituiscono né lo costituiscono.  –|

 

(sul tema “pensiero per immagini” vedi anche @PEL1, sul tema “funzioni del sistema nervoso”  vai a §NFO)

 

 

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“Cervello & sistema nervoso” [§CERV]

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