materialismo&dialettica
Schede tematiche e riflessioni > Biologia
La fisica della mente

(autori vari)

 

[prefazione, alcune idee di riferimento]

- Craik. Parallelismo tra gli eventi del mondo esterno e gli eventi del cervello (FDM/14).

- Ugualmente Thorpe ipotizza un parallelismo fra ontogenesi e filogenesi /16/. ® L'ipotesi di Thorpe può costituire la base dell'idea di mettere in parallelo lo sviluppo mentale dell'uomo prospettato da Vygotskij e il processo della filosofia occidentale descritto da Hegel dalla Fenomenologia alla Logica (vai a @PP). Ugualmente l'ipotesi di Craik fornisce un supporto ai miei appunti sulla logica umana e la logica degli eventi fisici (vai a @LOGMAT). Di come l'una rifletta i secondi. E anche la sua identificazione dei processi mentali con i processi nervosi /15/.  –|

- A pag. 17 (e 14) osservazione sullo stretto rapporto fra ipotesi scientifiche della conoscenza e le teorie filosofiche che invariabilmente ne forniscono la base.

- /19/ Approccio cibernetico sui rapporti fra mente e cervello (McCulloch).® Nella difficoltà di indagare i processi cerebrali e mentali il paragone cibernetico rappresenta un modello ricco di risultati. –|

- /21/ Variazione casuale e selezione naturale di tipo darwiniano a opera dell'ambiente sullo sviluppo del cervello e delle sue capacità. L'esistenza di criteri selettivi rende paragonabile l'evoluzione naturale degli organismi viventi con quella delle idee di un cervello umano per mutazione, eredità e selezione /23/.

- /25/ La neurocibernetica e la bionica.

- Il problema della consapevolezza nei "prodotti dell'evoluzione zoologica". Manifestazioni proto-estetiche e proto-etiche dovute ai differenti gradi di complessità. E anche come la coscienza possa essere il risultato necessario per guidare il sistema nervoso divenuto troppo complesso per regolarsi da solo, per autoregolarsi (Thorpe) /26/.

®/17.10.01/ La coscienza prodotto sociale. È il mdcp quello in grado di regolare sia il sociale sia l'individuale. Il mdcp uguale all'accumulo massimo delle esperienze umane sia pratiche sia intellettuali. Intellettuali, cioè culturali, eccetera.–|

- Il corpo umano trionfo dell'ingegneria chimica e non dell'ingegneria meccanica /27/.

- I metodi statistici di Griffith /29/.

 

[i tre processi essenziali del pensiero - Craik]

1. «traduzione» del «processo esterno» in parole, numeri o altri simboli.

® Esiste un processo esterno, la realtà esterna, realtà che viene riprodotta e codificata in simboli. Il simbolo è così lo strumento essenziale del pensiero per la riproduzione della realtà. Trasforma la riproduzione in simulazione. La simulazione è qualcosa che riproduce la realtà solo parzialmente. Il rapporto pensiero-realtà è dato dalla relazione fra la complessità della realtà e la complessità del pensiero. C'è una identità fra organizzazione del pensiero, e organizzazione del cervello e del sistema nervoso. Sistema nervoso che il cervello presiede e dal quale nel contempo dipende. Il cervello/sistema nervoso-pensiero nel corso della sua evoluzione si organizza per cogliere la complessità della realtà. Lo sviluppo biologico del cervello e del sistema nervoso riguarda la biologia. Lo sviluppo della coscienza e della cultura riguarda il pensiero. I due sviluppi sono connessi. Anche se possono apparire separati. –|

2. dai simboli che rappresentano e riproducono «direttamente» la realtà si passa ad altri simboli che colgono la realtà ® nella sua complessità fino a «progettare» l'intervento su questa realtà al fine di trasformarla ai fini umani.–| Questa fase è propria del ragionamento /32 e 35/.

3. nuova traduzione di questi simboli in processi esterni. O riconoscimento della corrispondenza di questi simboli ai processi esterni.

® Allora. Ci si appropria della realtà (processo esterno) attraverso i simboli. Poi con nuovi simboli si torna alla realtà per appropriarsi della sua complessità e, eventualmente, trasformarla (costruzione di un ponte). –|

I processi simbolici del pensiero si manifestano attraverso la costruzione (mentale) di modelli /33/. I processi del pensiero descritti (1, 2, 3) traducono gli eventi esterni in schemi nervosi. Attraverso la stimolazione e l'eccitazione degli organi di senso o fenomeni complessi quali l'associazione.

® Stimolazione, eccitazione e associazione fanno parte soprattutto della fase 1. Il pensiero associativo è alla base del pensiero logico ma non può considerarsi un pensiero compiuto. Può considerarsi pensiero compiuto solo il pensiero analitico o pensiero della ragione analitica tipico della fase 2. La fase 3 è operativa, di sintesi. È il «per sé» hegeliano. Dà vita contemporaneamente a dei fatti e/o a nuovi processi di individuazione di realtà complesse. Sempre più complesse.  –|

Il processo operativo visto come una analogia /35/.

 

[la matematica e il linguaggio matematico]

Qui una tesi particolarmente intrigante. Sulla matematica. Il successo pratico della matematica non è tanto una prova della reale esistenza dei numeri, quanto dell'estre­ma flessibilità che il simbolo matematico (l'algoritmo) permette al pensiero a sua volta flessibile nell'aderire alla realtà, nel riconoscerla, eccetera.

® La matematica dunque permette al pensiero – secondo questa tesi – di essere rapido, congruente, vasto e flessibile attraverso dei simboli formali che hanno alla loro base ragionamenti espressi per mezzo del simbolismo della lingua (vai a @PM). I segni matematici sono simboli di simboli. Il livello della loro astrazione permette di raggiungere livelli di astrazione superiore a quella del linguaggio. L'astrazione riflette la complessità. I prodotti della complessità non sempre sono tangibili mentre sono tangibili i loro effetti (vedi la gravità quale legge universale).

Questo potrebbe significare che il linguaggio della lingua non riesce a raggiungere il grado di astrazione del pensiero. Astrazione che il pensiero raggiunge sempre attraverso un linguaggio, il linguaggio matematico. Il grado di astrazione raggiunto dal linguaggio matematico meglio riflette e raggiunge la complessità del reale.

È anche vero che la complessità è spesso data dall'alta possibilità di combinazioni che gli elementi base riescono a darsi. Craik cita come esempio gli elettroni. Penso alle lettere dell'alfabeto. –|

/38/ Sistema di combinazioni e di «combinazioni di combinazioni». ® Questa è la complessità. –|

 

[simbolismo, sistema nervoso e realtà]

 /39/ – il s. "consiste nella possibilità dei processi di svolgersi paralleli o di imitarsi l'un l'altro". © Così definito, per simbolico si intende tutto ciò che è analogicamente simile a qualcos'altro. E per C. diventa simbolico lo svuotarsi di un serbatoio e lo scaricarsi del pelo di un gatto elettrizzato oppure la trasmissione del suono, le onde elettromagnetiche e le onde oceaniche.

® Pertanto al fondo delle metafore ci sarebbe un elemento di verità possibile. Non a caso l'analogia è fondamentale per il pensiero associativo. E il pensiero associativo è il più elementare dei pensieri poiché è il più vicino ai processi elementari. E cos'altro è la metafora se non una commistione di associazione e analogia? Dove l'associazione è una funzione del pensiero mentre l'analogia (simbolismo) è una funzione della realtà. –|

/42/ "Nel sistema nervoso centrale avviene effettivamente una simbolizzazione". Perché nel sistema nervoso umano si hanno «stati di eccitazione» e «onde di impulsi» paralleli agli stimoli che li hanno prodotti. Il sistema nervoso procede per linee di minor resistenza con l'impiego di quantità minime di energia. La selezione naturale tende a far sopravvivere quei processi nervosi che favoriscono la conservazione dell'intero organismo. © Si ipotizza che la simbolizzazione del sistema nervoso ha per fine la sopravvivenza dell'individuo. Attraverso i modelli su scala ridotta che il cervello-si­stema nervoso proietta ed elabora nella testa, si produce quel complesso sistema di pensiero che permette l'esperienza, la progettazione – attraverso l'esperienza – di eventi futuri, scartando le situazioni pericolose, selezionando le favorevoli, eccetera.  ® È chiaro che fra sistema nervoso e realtà il processo – che chiamiamo linguaggio – non può essere che simbolico. Il sistema nervoso individua la realtà con un procedimento chimico che non è una riproduzione fisica ma qualcosa che attraverso impulsi, stimoli, eccitazione, la riconosce e la fissa. Voglio dire che il simbolismo è già nella natura stessa del rapporto fra il pensiero umano e la realtà. –|

/44/ Craik affronta i concetti di significato e di implicazione, all'interno della proprietà delle parole (linguaggio), di simbolizzare cose ed eventi attraverso processi ("eventi") nervosi che si svolgono parallelamente alla realtà ("queste cose") e si realizzano ("dan­no origine") con parole e immagini. © Dove esiste un parallelismo – che altro non è che il meccanismo/processo della simbolizzazione – fra i processi/eventi nervosi e i processi/eventi reali.

All'interno del processo di simbolizzazione è necessario capire quale sia la capacità e quali siano i limiti del nostro sistema nervoso nel cogliere, riproducendola simbolicamente, la realtà. I nostri sensi non sono idonei a cogliere le grandezze assolute in modo costante. Colgono semmai le differenze, il cambiamento e la sua velocità, il quadro generale. Di qui la differenza fra il riconoscimento in senso fisico (la misurazione della intensità della luce, della lunghezza, della altezza o della profondità, del peso, eccetera di un oggetto) e il riconoscimento psicologico. Il riconoscimento psicologico, secondo C., deriva dalla capacità percettiva dei sensi. Fluida e destinata a mutare nel tempo. E anche incapace di mantenere a lungo nella memorie quelle tracce (© tracce mnestiche) che gli eventi nervosi vi vanno imprimendo. La difficoltà di memorizzare le tracce di memoria ostacola la precisione del ricordo e, di conseguenza, mina la qualità dell'esperienza. Ciò che rimane sono le variazioni delle intensità assolute probabilmente necessarie a registrare il cambiamento. E a renderlo certo insieme alla sua velocità /47/.

® È il cambiamento ciò che interessa, la sua velocità e la sua intensità. Dati necessari alla sopravvivenza più delle quantità assolute e delle costanti ordinarie (di tipo fisico e meccanico). Quantità assolute e costanti ordinarie che sono già una conquista del pensiero scientifico atte a correggere e precisare il cambiamento. Trasformarlo da sensazione a certezza. A misurarlo. Passaggio importante ma che riguarda sempre il cambiamento che rimane l'informazione necessaria in assoluto per la difesa e lo sviluppo della specie. –|

Il rapporto spazio-temporale è essenziale per comprendere le condizioni nelle quali il processo ipotizzato da C. si realizza.

Man mano che si approfondisce la struttura complessa del pensiero e del sistema nervoso, si moltiplicano le ipotesi. Come si formano le immagini nella coscienza /57/, e, come si forma la coscienza? Il rapporto fra pensiero e realtà si complica. Nel senso che se la realtà ha suoi livelli di organizzazione, il pensiero per rifletterla se ne deve dare a sua volta di propri /62/.

® A questo punto il pensiero si stacca dalla natura. La coscienza è la forma compiuta di questo distacco. E, nel distacco, si autonomizza. La coscienza proviene dal mondo e il mondo ormai è fuori della coscienza. La coscienza lo pone di fronte a se stessa. Per rappresentarlo e per studiarlo. Non il mondo ma la natura è fuori di sé, compresa la sua propria natura che la coscienza tratta come una natura altra. Per studiarla ma anche se del caso per modificarla. Modificando se stessa. La tecnologia genetica esempio di questo intervento dell'uomo sulla natura. In questo caso interna. –|.

 

[la nascita della vita]

/62–63/ – Si pone il problema se la nascita della vita abbia richiesto un fattore nuovo, un elemento fondamentale altro, diverso, differente rispetto alla materia non vivente o se l'apparizione della vita non sia altro che la conseguenza di una riorganizzazione degli elementi esistente.

Per Craik nell'analizzare il problema della vita il pensiero ha costruito un modello mentale degli elementi. Questo modello è soddisfacente? Per C., è soddisfacente. Pensa che non sia necessario ricorrere a fattori nuovi per spiegare la nascita della vita.

Il materialismo di C. è totale. Anche gli elementi inanimati, quali che siano, hanno una memoria. Il lavoro, compreso quello del trascorrere del tempo, lascia la sua impronta. "In effetti ogni cosa porta qualche segno del proprio passato" e "la differenza fra la «memoria» di una pietra e quella di uno dei modelli di Hull del riflesso condizionato è solo una differenza di grado". © La memoria è una caratteristica del processo generale. ® Dipende direttamente dalla presenza del tempo. Ove il tempo trascorre ivi si forma una memoria. –|

 

[materialismo e VI tesi]

/68/ – "Il nostro cervello e la nostra mente sono parte di una catena causale continua che comprende il cervello e la mente di altri uomini". Ancora. "... egli sa che il guadagno economico ... è poca cosa in confronto all'approvazione degli uomini presenti e futuri. ® Assolutamente in linea con la VIª tesi.

Ancora. "Un atto è senza dubbio uno stadio di un processo causale continuo, il processo di interazione tra l'uomo con il suo meccanismo fisiologico e psicologico e il meccanismo del mondo esterno a lui e gli altri uomini". "... ogni uomo è parte di un universo connesso casualmente e le sue azioni sono parte della continua interazione che ha luogo in esso".

Ancora. "Quanta parte del mondo esterno e dei pensieri e desideri di altri uomini, influenza una data azione di un particolare uomo".

Alcune malattie mentali (isteria, schizofrenia, paranoia) possono considerasi casi di pseudo adattamento.

 

[le tracce di memoria]

Lashley cerca di venire a capo dei meccanismi della memoria. La sua conclusione è che non sono stati individuati meccanismi precisi, «percorsi» e che la teoria di vie condizionate riflesse ben definite che vanno dagli organi di senso alla corteccia cerebrale attraverso aree di associazione diretta sia sicuramente falsa /113/.

Difficile è anche capire come si formi la «attenzione» e l'«interesse». Probabile risultato di una attivazione parziale, subliminale, di sistemi di associazione correlati /115/. Sembra che, una volta eccitata, la rete nervosa sviluppi una forma organizzata di attività reduplicata. © Cioè il segnale si trasmette – una volta attivata/eccitata la rete – e si riproduce in più copie – diciamo così – come un flusso ondoso. Non c'è dunque un sito fisso della traccia di memoria, ma più siti con la conseguenza che asportando una parte del cervello la traccia mnemonica non viene distrutta e si può rintracciare altrove, in altre zone, il altri siti.

Si esclude che la memoria sia depositata in una sorta di deposito formato da cellule. Ogni volta che un alcunché viene richiamato si mettono in moto – probabilmente – milioni di neuroni. Ognuno dei quali partecipa anche ad altre attività. L'apprendimento è come un rinforzo di attività. L'intero meccanismo rimane comunque sostanzialmente ignoto.

© Si potrebbe così spiegare come la memoria si metta in moto per cause apparentemente estranee al fatto ricordato o che hanno con questo fatto una lontana parentela per noi del tutto casuale e priva di ogni logica nota. È il presupposto che ogni neurone o struttura neuronale è interessata a più attività a suggerire questa riflessione.

La disposizione logica e ordinata del pensiero e dell'azione è considerata da L. la forma più complessa del comportamento /117/.

Il punto di partenza è l'eccitazione di base del sistema nervoso di cui non conosciamo le caratteristiche generali. Ignoranza che ci impedisce di conoscere gli effetti dei «dati di ingresso», cioè degli stimoli esterni sul sistema nervoso nel suo insieme (cervello incluso) /118/.

Recentemente (negli anni 2000) l'eccitazione è stata individuata come uno spike, una sorta di impulso elettrico che si produce spesso casualmente e, comunque dopo una serie di tentativi di attivazione la maggioranza dei quali vanno perduti. –|

 

[complessità del sistema nervoso]

/117-148/ – Tutto è misterioso (per noi) dell'organizzazione del nostro sistema nervoso e cerebrale. Per esempio la teoria della «ca­tena» associativa non regge alle critiche né è confermata dagli esperimenti. I problemi riguardano l'organizzazione seriale, spaziale e temporale. E dell'integrazione. C'è ben poco nel nostro cervello che somigli all'organizzazione di un calcolatore.

"Io ho il forte sospetto – scrive Lashley – che molti fenomeni di generalizzazione, sia sensitivi che concettuali, siano prodotti non da un semplice eccitamento ma dall'interazione di schemi complessi di organizzazione entro questi sistemi".

 

[processo alla cieca e sopravvivenza selettiva]

(Campbell /205)  → / ©  Il criterio con il quale un organismo vivente incrementa la propria conoscenza (anche di generazione in generazione) adattando il proprio sistema all'ambiente (adattamento che non contiene in sé nulla di programmatico), avviene, secondo C., con il processo di variazione alla cieca. Ciò comporta la presenza di questo processo diretto alla sopravvivenza della specie, la possibilità di percepire l'ambiente, la scelta selettiva dell'esperienza più compatibile con le condizioni ambientali del momento. In più un livello operativo il quale con gli stessi metodi renda efficace e operante il sistema.

Si sostiene insomma che le acquisizioni cognitive rispetto all'ambiente e la selezione di quelle più adatte alla sopravvivenza sono state all'origine altrettanto casuali di quelle che fallirono. Anche perché (dicembre 2009), secondo le ultime scoperte e riflessioni, la coincidenza fra la mutazione verificatasi nella struttura nervosa e la situazione che caratterizza le condizioni dell'ambiente al momento, è un evento altrettanto casuale sia della mutazione sia delle condizioni ambientali. –|

® La casualità è dunque all'inizio molto marcata. Diminuisce con l'accrescimento delle conoscenze. Conferma l'idea che la casualità ceda lentamen­te alla causalità. Soprattutto che con il diffondersi della conoscenza si potenzia il meccanismo dell'apprendimento e che l'apprendimento è sempre più programmabile e prevedibile con il suo accrescimento. Il caso quindi non scompare. Si riduce. E non è detto che riducendosi l'influenza del caso aumenti quella della cieca necessità. Al contrario attraverso la crescita e l'apprendimento aumenta la capacità di intervento sui meccanismi della sopravvivenza. Sia in termini di controllo dell'ambiente sia in quelli di controllo delle strutture biologiche di partenza.

© ® Quindi se i processi alla cieca producono variazioni senza sapere in precedenza se una di esse porterà a un elemento degno di selezione, ® lentamente i processi di intervento saranno meno ciechi. Ci saranno interventi (coscienti) il cui esito selettivo in vista della sopravvivenza, saranno prevedibili e programmati. Ciò non significa che il processo alla cieca sarà lentamente eliminato, ma che il suo meccanismo si trasferisce a livelli sempre più complessi (come d'altra parte avviene nei processi cerebrali che si vanno indagando). E che «ciecamente» non sappiamo bene in quale direzione ci porti il crescente intervento cosciente di apprendimento e applicazione operativa dei processi appresi. Lo stesso vale per il meccanismo della selezione o della sopravvivenza selettiva. Anche il concetto di sopravvivenza si trasforma.

La sopravvivenza come necessità assoluta coincide con la necessità della produzione allargata dei processi pena la loro decadenza. Esiste quindi una legge generale dello sviluppo biologico che spinge all'apprendimento, alla conoscenza, alla selezione, alla crescita permanente. La legge della riproduzione allargata. Legge che riguarda in generale la produzione della materia. –|

(Durante l'apprendimento vi è sintesi di proteine e di piccole quantità di RNA.)

 

[gli animali e la coscienza] 

/266–300/ – W. H. Thorpe pensa che la coscienza sia stata la risposta evolutiva alla complessità dell'organizzazione cerebrale. A un certo punto i riflessi inconsci e subconsci non sono stati più sufficienti a dare risposte adeguate. Di qui l la necessità del controllo cosciente /298/.

Gli animali sono capaci di aspettative e anche di organizzazione sociale (di branco). Non è questo l'inizio della coscienza. Ammesso che vi sia, essa tuttavia non è sufficientemente strutturata negli animali /300/.

T. ipotizza che il senso estetico degli uomini sia una imitazione del senso musicale degli uccelli e anche della loro capacità di ornare il nido. Nel canto degli uccelli e in quello dell'uomo gli intervalli fondamentali sono gli stessi /290/.

 

[note finali]

→ Norbert Wiener prospetta l'unificazione della biologia e della fisica in una nuova fisica risultato delle conoscenze e della fisica e della biologia. Capace di fornire nuove teorie biologiche e nuove teorie fisiche /164-165/.

→ © Dalla lettura di FDM si conferma come l'ambiente abbia influito e influisca sulle strutture biologiche modificandole e adattandole,

→ © Sull'apprendimento e la memoria si sa ancora poco. Anche perché la teoria cellulare è dura a morire /325/.

 

 

parole chiave di ricerca

[biologia [cervello [omeostasi [simbolo [pensiero e realtà [sistema nervoso[coscienza [pensiero : forme [matematica [linguaggio matematico [pensiero : associazioni [simbolizzazione [sensi [memoria [evoluzione e casualità [riproduzione allargata [vivente - non vivente

[Craik [Thorpe [Lashley [Campbell

 

“La fisica della mente” – autori vari [§FM]

Torna su

Trova
codici
Menu