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Psicologia o sociologia?

& - A livello individuale, il costume, il folclore, il senso comune, le abitudini, prendono la forma della psicologia (dalla “Logica della materia vivente”).
& - È la società che produce le forme concrete dello psichismo umano … A questo punto il discorso muta di segno.  Partito dall’analisi della psicologia dell’individuo e dal suo rapporto con la società, torna all’analisi della società per comprendere l’individuo (“Del ruolo”).

 

[per una lettura della realtà individuale]

La riflessione va condotta sulla personalità umana organizzata come uno scambio (vai a §MTP), sulla composizione organica dell’impiego del tempo, sul feticismo del danaro (CAP), sull’alienazione dell’uomo rispetto alla natura (CAP & appunti mm), su ruolo e persona (mm), sul concetto di coscienza (mm), sul concetto di massimo di coscienza possibile (Goldmann), sulla differenza fra bisogni organici immediati e bisogni umani sviluppati (MTP & mm), sul concetto di motivazione (MTP/355) in luogo del concetto biologico di desiderio (Vincent, BDP), sul concetto dell’impiego del tempo quale reale infrastruttura della personalità sviluppata e struttura dialettica dell’individuo concreto (MTP/370), sulla produzione psicologica motore delle attività dell’individuo al posto dei bisogni, sulla teoria delle condotte (MTP).

Appare ora la connessione fra psicologia e sociologia. La struttura psicologica dell’individuo va rintracciata nella struttura sociale del mondo nel quale l’individuo vive. Il rapporto fra individuo singolo concreto e individuo sociale è strettamente connesso. La psicologia si configurerà come la scienza delle condotte, dei comportamenti, e delle strutture singole. La sociologia si configurerà come la scienza dei rapporti sociali tra le condotte (che sarebbe poi la vera scienza della personalità dell’uomo).

In questo senso sarà a partire dalla sociologia che si giungerà a comprendere la psicologia. Non viceversa come si tende a fare oggi.

L’attività astratta di Sève  contrapposta all’attività concreta in ogni individuo va confrontata con il concetto di ruolo e di persona (vai a @RU).  Come nella teoria della composizione organica dell’impiego del tempo, l’equilibrio necessario fra il settore I e il settore II.  Cioè fra il settore in grado di trasformare gli atti in capacità, di conseguenza settore che produce le capacità (® una forma di riproduzione allargata) e il settore che utilizza le capacità in atti pratici (® riproduzione semplice).

E ancora, la riflessione sul concetto di atti, capacità e loro sviluppo, bisogni organici e bisogni umani sviluppati, prodotto psicologico, progresso psicologico.  Il bisogno di lavoro e l’esigenza di lavorare.  Il decentramento sociale della personalità in linea con la VI tesi. La critica mm al concetto di decentramento (vedi oltre).

La riproduzione allargata dei bisogni e delle capacità, il concetto di giusta struttura (MTP/162), il rovesciamento del rapporto natura-cultura, da porsi in relazione con la tesi mm della stretta connessione fra sentimenti e ideologia.

Il fatto che la personalità dell’adulto non sia generata dalla personalità del bambino bensì dai rapporti sociali.

Sul concetto del corpo inorganico dell’uomo, sulla concezione marxiana del tempo libero (LINN).

Sul concetto che ogni personalità ha una sua propria legge di sviluppo che va analizzata concretamente in una → biografia. 

Sostituzione di una tipologia con una topologia (individuo determinato dall’ambiente, eccetera).

 

[esiste la psicologia?]

Approfondendo Sève e confrontando le sue leggi epistemologiche con gli appunti mm sul CAP, mi chiedo dove vada collocata la psicologia.  Cosa significhi psicologia, se esista, eccetera.

Prendiamo l’abitudine.  L’abitudine, dice Sève, è concetto di Marx ed è concetto psicologico.  Per Marx l’abitudine è un comportamento generale che si incide nel sistema nervoso.  Un fenomeno quasi riflesso. Ora. La digestione è un’abitudine?  La respirazione è un’abitudine?  Certamente no. Allora. → L’abitudine è un fenomeno riflesso a un livello «transitorio» del sistema nervoso.  Non a caso le abitudini possono cambiare. Anche l’abilità (uno degli elementi che concorrono a determinare la forza produttiva) è un riflesso transitorio del sistema nervoso? Sì, non a caso si può perdere. Ancora. Questi riflessi transitori fanno parte di quella che noi individuiamo come struttura psicologica dell’individuo?  Di conseguenza. La capacità (lavorativa dei mezzi di produzione) (CAP/72) è un riflesso psicologico?  Le "situazioni naturali" divengono psicologiche quando si riferiscono all’uomo?  La percezione è psicologia? Non si confonde percezione con psicologia? 

In realtà chiamiamo psicologia tutte quelle attività mentali dell'uomo che non riusciamo ancora a ben collocare. E non riusciamo a collocare perché partiamo dal principio che l'individuo sia al centro dello sviluppo (dell'umanità) mentre al centro dello sviluppo è lo sviluppo nel suo complesso. Sviluppo di cui l'individuo fa parte ma non è il motore (vedi anche “centralità dell’uomo” in NDC80).

Un esempio di dove possa portare l’errore di porre l'individuo al centro del processo lo fornisce Sève quando usa il concetto di decentramento nell'analizzare la struttura psicologica dell'individuo. Ogni fenomeno concreto, dice Marx, si presenta in una «forma» percepibile dai sensi e dall’intelletto – distinguibile dal suo «contenuto», raggiungibile invece dalla ragione. La psicologia dell'individuo è una forma presa dal suo pensiero, dal suo modo di pensare. Ora il pensiero dipende dall’essere.  Dipende dallo sviluppo delle forze produttive e dei rapporti di produzione.  Eccetera.  Come ne dipende la psicologia di un individuo. Perché allora valutare tutto ciò un "decentramento", come fa Sève?  Decentramento da che? Dall’individuo.  Il concetto di decentramento di Sève presuppone la centralità dell’individuo.  Sève  nel momento in cui la nega, la afferma.  Non riesce a liberarsene.

 

[psicologia e ideologia]

Scrivevo il 29 agosto 1979 commentando Freud → "... la tesi della sublimazione non convince". Anche perché non è detto che l'energia libidica si sublimi per trasformarsi in altro tipo di energia.  Base dell'energia umana è l'emotività. L'emotività prende la forma libidica spinta dal bisogno (riproduttivo) sessuale. Conserva la stessa forma nel bisogno (riproduttivo) della nutrizione. E nel bisogno (riproduttivo) del lavoro. La base sono i bisogni (vai a @BIS). Dietro i bisogni è la necessità che costringe l'uomo a soddisfarli. Chiamiamo libido l'intensità con la quale il bisogno si presenta e reclama di essere soddisfatto.

La questione va individuata nel rapporto fra bisogni e tempo.  I bisogni permangono.  Tutti.  Anzi di più.  Come soddisfarli?  Questione di tempo.  Di livello della produttività.  Di organizzazione della società.  Di lotta all’interno del modo di produzione. Dello scambio uomo–uomo.  Dello scambio uomo-natura. Scrive Marx (CAP1°/266): "L'operaio ha bisogno di tempo per la soddisfazione di bisogni intellettuali e sociali, la cui estensione e il cui numero sono determinati dallo stato generale della società".  Bisogni intellettuali e sociali che si aggiungono ai bisogni fisici come dormire e mangiare. Tutti essenziali, vuoi i bisogni sociali, vuoi i bisogni fisici, alla ricostituzione quotidiana della forza lavoro.

Scrivevo "...  è il grado di intensità della vita ciò che conta non la sua estensione". È la produttività relativa della vita con cui bisogna fare i conti.  Produttività che varia con il variare dei periodi storici e con il variare dei modi di produzione. Con la produttività varia la spinta libidica che spinge i bisogni a soddisfare la necessità dalla quale provengono. 

In questa ottica il concetto di sublimazione è inadeguato. Statico.  Puritano. Piccolo borghese (*). Un assoluto. Di nuovo una tesi che ha la centralità dell’individuo come presupposto.

Allora. S'impone una revisione delle conoscenze attuali sulla psicologia umana partendo dal punto di vista che la soggettivizzazione e la centralità dell’individuo sono in realtà il prodotto di un processo ideologico più che di un lavoro scientifico. 

Tuttavia questo prodotto  ideologico è una delle forme prese dal processo generale dello sviluppo umano.  Il grande suggerimento di Hegel – fatto proprio da Marx – è che le forme dei processi non sono mai né false né erronee, sono momenti del processo generale e come tali vanno individuate.

Un discorso che chiama in causa direttamente Marx.  Marx sostiene che le teorie economiche degli economisti capitalisti hanno l'unico obiettivo di sostenere il modo capitalistico di produzione. In questo senso sono puramente ideologiche, affatto scientifiche, false come può esserlo la falsa coscienza. Nel medesimo tempo Marx attribuisce al mcp una funzione storica che il mcp in qualche modo assolve.  Di conseguenza anche l’ideologia economica borghese sostenendo sia pur proditoriamente il mcp, assolve una sua funzione all’interno della produzione e dello sviluppo della coscienza.  Una riflessione che andrebbe portata a termine.

La questione riguarda la «composizione organica» dello sviluppo umano che corre sul doppio binario dello scambio e dell’uso.

 

(*) Accettabile il concetto di libido di Freud quale forza prima che si distribuisce sull'arco delle esigenze di produzione e di riproduzione dell'individuo e della specie. Non quello di sublimazione che suggerisce uno spostamento dall'attività sessuale verso l'attività intellettuale e sa di puritanesimo piccolo borghese. In realtà penso che sia l'angoscia ad assorbire una dose di energia o di libido sottraendola ad attività di livello logico superiore e concentrandola nella patologia del soggetto. Dove per patologia si intende una funzione psicologica di allarme e vigilanza che sia andata oltre i propri compiti  (17.8.88). 

 

(sul tema della psicologia e della sociologia vai alle schede tematiche §PSIC e §S, e succ.)

 

 (continua in “Della personalità)

 

 

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“Psicologia o sociologia?” [@PS]

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