materialismo&dialettica
Realtà umana e ma.dial >
L’in sé sociale

(► della personalità)

 

§* Il bambino vive la sua infanzia come un rapporto di autorità coi genitori (cfr MCPJ/312). È questa dell’autorità, dell’obbedienza e del potere la forma che prendono le sottostanti strutture che danno vita o mantengono in vita la famiglia (da @SOGG2).

 

[genotipo – fenotipo]

Forte vischiosità e persistenza del fenotipo.  A partire da una certa età (prima infanzia), l’individuo è dominato (soffocato?) dalla struttura costituita dalla cultura della classe di provenienza e dai meccanismi che su quella cultura si sono andati costituendo.  Certo la pressione di una cultura diversa e forti shock di carattere storico (movimenti di piazza, rivoluzioni, guerre, crisi economiche, eccetera) possono spezzarli.  È tuttavia difficile che un’azione esclusivamente pedagogica (sia pure sorretta da un transfert affettivo), produca qualcosa di più di un miglioramento all’interno del livello raggiunto, che è il livello costituito dalla struttura psicologica e culturale del fenotipo. 

Il passaggio al livello superiore sotto la pura spinta di una forza estranea, è di fatto irrealizzabile.  Quando riesce, la forza estranea, l’intervento esterno, ottiene il suo successo soltanto perché questo processo era già inscritto nelle strutture formatesi nel corso dello sviluppo precedente e nelle formule culturali strutturate nei meccanismi psichici dell’individuo.  In questo particolare caso (il 2%?) la bontà del riferimento esterno può incidere con maggior efficacia sul processo interno, migliorarlo, agevolarlo, potenziarlo, eccetera.  Ma solo in questo caso. 

La gente, la società va vissuta per quello che è e per quello che potrebbe essere all’interno di quello che è.  Mai per quello che potrebbe essere al di fuori di quello che è già.  Quel che può essere non è altro che quello che avrebbe potuto essere in circostanze (condizioni) diverse.  Inseguirlo è altrettanto errato quanto attribuire a qualcuno qualità che non ha.  La resistenza, reichianamente il carattere, non è frantumabile anche se sotto quella resistenza si avverte chiaramente il richiamo, il segnale dell’individuo  prigioniero della propria alienazione e della propria nevrosi, che sono poi sempre l’alienazione e la nevrosi del periodo storico nel quale si vive, mediamente calcolate (da nda del dicembre 1977).

 

[plasticità del carattere e cultura di provenienza]

La plasmabilità del carattere in virtù del sapere sottovaluta gli ostacoli psichici (AVA/125). © Vero. Tuttavia gli ostacoli psichici come li identifica Horn sono a loro volta strutturati dalla cultura di provenienza (vedi anche @FORR). Familiare quindi di classe. Conseguenza. La cultura per incidere sul carattere deve in primo luogo affrontare le strutture del sapere di origine. Il sapere di origine sempre ideologico.

L'ostacolo è l'ideologismo del sapere di origine organizzato in strutture psichiche –|(da fpg 26.7.05)
 

[“trasmissione inconscia” dei genitori]

L’articolo di IND (47/dic '94) di Mauro Mancia, importante per via di una serie di messe a punto sul rapporto fra il bambino e la madre, il padre, la formazione delle sue capacità di simbolizzazione, dell’onnipotenza, dell’incapacità di tollerare la frustrazione e la delusione edipica (che io traduco in incapacità tout court a tollerare la frustrazione e la delusione).

Come i genitori trasmettano al bambino la loro emotività interiore ® "trasmissione inconscia di modelli operativi interni dei genitori". Dove è importante il concetto di trasmissione inconscia e di modello operativo in quanto il genitore vivendo e «muovendosi» nella sua pratica di vita si comporta in un modo dato e accompagna questo comportamento con frasi, espressioni, simboli che a loro volta si imprimono nella memoria del bambino e ne segnano il comportamento e il sentire futuro. Dando luogo alla sua felicità o infelicità, alla sua fiducia o sfiducia nella vita. Danno origine anche all'ansia catastrofica, alla rabbia intensa, all'ostilità generalizzata verso il mondo, al  clima persecutorio, eccetera.

Naturalmente con la trasmissione inconscia – già segnata dall’ideologia genitoriale – si trasmettono al bambino una serie di regole di vita, frasi, atteggiamenti che formeranno in seguito la base della sua mentalità adulta. A maggior ragione se questa non sarà corretta da una buona dose di cultura.

Nota. Il super io del bambino non è il riflesso diretto della condotta dei genitori, ma piuttosto del loro super io (Hall BPF/30).

[livello adolescenziale, falsa coscienza e famiglia]

L’origine della «pigrizia», del rifiuto, del disinteresse per la cultura,  per la vita, eccetera può essere questa.  Se l’individuo non sorpassa la fase infantile o la fase adolescenziale le sue reazioni/comportamenti sono quelli dell’infanzia e dell’adolescenza.  C’è cioè un rifiuto a «crescere», a prendersi le proprie responsabilità adulte.  Permane l’esigenza di essere assistiti economicamente, emotivamente, nella vita quotidiana come lo si è nell’adolescenza.  Oppure la pretesa a essere serviti/accuditi come lo si è nell’infanzia. 

Qui i bisogni sono indotti dal familiare/sociale. L’ideologia (falsa coscienza) corrente, comune al gruppo sociale di appartenenza, detta i bisogni.  Compreso quello di rimanere al livello adolescenziale/infantile.  Travestito naturalmente da ideologia socio/politica/riformista.

 

[famiglia e sociale quali strutture di riferimento] 

I meccanismi psicologici, patologici, comportamentali in genere degli individui vanno spesso rintracciati nelle situazioni familiari piuttosto che in episodi individuali.  È la situazione familiare nella sua struttura sociale e collettiva che fa nella maggior parte dei casi da sfondo e da riferimento al vissuto individuale.  La gente si va a infilare in situazioni che ripetono (e a volte ricordano) un passato non sorpassato, un rivissuto di carattere familiare e sociale.  Come reazione a quel passato o come dipendenza da quel passato. 

Alcuni miei comportamenti di base sono strettamente legati alle vicende di famiglia.  Il rapporto con il danaro, i rapporti affettivi, le «abitudini sociali» così come sono state vissute familiarmente e persino alcune abitudini intellettuali come le massime di riferimento (con le quali mia madre esprimeva la sua intellettualità) che per alcuni versi hanno guidato la mia adolescenza e sono poi rimaste come abitudine di studio (da ndc 28.10.89).

Una delle questioni centrali per misurare il 4PP è l'individuazione di un riferimento. Per quanto riguarda gli individui questo riferimento è sociale. L'individuo nel formare un giudizio su se stesso, sul mondo e sulla società nella quale vive prende quale punto di riferimento prima la famiglia, poi i gruppi sociali con i quali è in relazione, eccetera. La famiglia perde di conseguenza quell'aurea di sacralità di cui di fatto la si circonda quale fonte della formazione del carattere e della cultura dell'individuo. La famiglia rimane la fonte principale della formazione del carattere e della cultura individuali, ma, 1°, non è la sola e, 2°, non lo è necessariamente e, 3°, quando lo è lo è casualmente (da fpg 30.7.04).

[ruolo della cultura familiare scolare]

Mss è molto intelligente. Ha un meccanismo intellettuale esercitato e acuto. Manca di una certa profondità. Pat è molto intelligente. Manca di un meccanismo intellettuale esercitato. È dotata di una profondità particolare. Ambedue sopra la media. Ora il quadro emotivo di Mss è sostanzialmente negativo. Il quadro emotivo di Pat è sostanzialmente positivo. Il quadro culturale e scolare di Mss è ben sviluppato. Il quadro culturale e scolare di Pat è carente. Una prima considerazione. L'intelletto dipende dalla struttura scolare e di classe (cultura di classe). È esercizio e apprendimento. La ragione è legata all'emotività. Il quadro emotivo di Mss e di Pat fa la differenza delle loro profondità. Il quadro scolare e di classe fa la differenza del quadro intellettuale. Ma non è esattamente così.

Una certa genericità di Mss dipende a sua volta dalla struttura culturale scolare e familiare di classe. L'ambiente culturale di provenienza è superficiale. Direi per tradizione. Anche la cultura di riferimento è superficiale con quel mettere l'accento sulle attività artistiche dell'uomo e sulla eccezionalità dei prodotti del pensiero. Per il significato stesso attribuito al concetto di cultura. Qualcosa di sublime, di inutile, puro godimento sia per chi la produce, sia per chi la consuma. L'ambiente culturale di Pat è carente e stupido ma non superficiale. La piccola borghesia prende la vita estremamente sul serio. Pone la serietà all'interno della quotidianità della propria esperienza. Assolutizza questa esperienza senza tener conto della esperienza umana memorizzata e selezionata dal sapere accumulato dalla specie. Priva di sapere come è, spinge la propria curiosità in ogni dove. Gli steccati comportamentali non la riguardano. Non sono i suoi, presi a prestito dalle altre classi. Quando può infrangerli, evitando di pagarne i prezzi sociali, lo fa abitualmente. Oppure accetta il rischio per guadagnare, soggettivamente, spazi sociali. Pat trasferisce la serietà pcbg nella profondità. E la trasgressione, nella curiosità intellettuale. L'ansia esistenziale, propria della condizione pcbg, è il suo limite più pericoloso.

Questa [R conferma il ruolo della cultura familiare scolare all'interno dello sviluppo individuale (cfr PEL) e sottolinea l'incidenza del quadro emotivo. Il quadro emotivo – più stabile in Pat – è quello che da un lato la favorisce nelle scelte comportamentali di fondo (impiego del tempo, per esempio) mentre dall'altro – fuso nella cultura della classe – la ostacola nei risultati finali dell'apprendimento. In Mss, invece, la forte tensione emotiva è quella che le permette di rompere la gabbia culturale tradizionale. Così l'innocenza di Mss crea le condizioni del superamento dei limiti della sua cultura tradizionale. Al contrario l'angoscia esistenziale di Pat – al di là della sua stabilità ma profondamente strutturata in questa – contrasta il salto di qualità. E produce inquietudine,impazienza, incertezza del proprio sentito (voglio studiare o no?). Il proprio sentito fa aggio sul progetto e sulla volontà. Intenzionalità incerta, difficoltà di un lv di equipe, un soggettivismo latente, l'in sé più forte del per sé, difficoltà nel controllo motorio dei propri gesti. Un progetto di apprendimento e organizzazione dell'io non sufficientemente messo a punto può celare una incertezza di fondo, una intenzionalità intermittente e una volontà debole nella sua sostanza che rende labile l'affidabilità (sul tema dell’apprendimento vedi @AI)(da fpg 23.01.91).

 

[conformismo e anticonformismo]

Sintesi del conformismo di Gdg. A lei «va» (nel senso che le piace, che prova il desiderio, eccetera), esegue con facilità, semplicità ed efficienza, tutto ciò che va nel verso della permissione, approvato dal gruppo familiare in senso largo e dall'ambiente sociale di provenienza (cultura locale). A lei «non va» tutto ciò che è contrario alla permissione. E siccome lei tende a forzare le regole della permissività del gruppo, questo la fa sentire una persona aperta, spregiudicata, anticonformista. Le accuse e i giudizi di conformismo, eccetera, che le vengono rivolti sono avvertiti come ingiusti, superficiali, sostanzialmente errati. Ora. Rispetto all'universo di provenienza la tendenza è di forzarne e superarne i limiti. E questo ne fa una persona oggettivamente aperta. Ma siccome di quell'universo rispetta e difende le leggi e le strutture fondamentali, molto arretrate rispetto alle tendenze avanzate della cultura moderna, a fronte di questa cultura si presenta ed è un personaggio sostanzialmente conformista, ottuso, culturalmente arretrato. Perché la sua tendenza naturale alla libertà e all'anticonformismo si traduca in una atteggiamento reale e operativo diviene necessario il suo passaggio da un area culturale all'altra. Senza il quale rimane confinata nell'area di provenienza conformista e arretrata (da ndc 6.10.87).

 

(► continua in “Dell’equilibrio)

 

 

parole chiave di ricerca

[psicologia [personalità [famiglia [ideologia piccolo borghese [intelletto e ragione [cultura [emotività-pensiero [bambino e genitori [genotipo-fenotipo [conformismo e anticonformismo [individuo e società

[Mancia [Hall [Savater 

 

“L’in sé sociale” [@PERS-SOC]

Torna su

Trova
codici
Menu