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Agonia dello statu quo?

►continua da #IMOD8

 

1° febbraio 2013. Campagna elettorale prevedibile. Come tale grigia. Ma sostanzialmente pericolosa. Tutti sanno che il paese non può permettersi di uscire dall’euro. Né dalla comunità occidentale. Grillismo e berlusconismo fingono invece che ciò sia possibile. E la stampa, vero tallone d’Achille del paese, non pone in risalto con la necessaria evidenza questa impossibilità. I.m.p.o.s.s.i.b.i.l.i.t.à. Ognuno lo sa. Ma non se ne parla (né se ne scrive, se non qua e là negli articoli di opinione che pochi leggono e non fanno titolo).

Nel medesimo tempo la gerarchia ecclesiastica vede la modernità prendere sempre più piede nel mondo occidentale. E si asserraglia come può nel fortino italiano. Un recente rapporto Eurispes  pone in rilievo come la maggioranza del paese sia favorevole al divorzio breve  (86,3%), al fine vita, alle famiglie di fatto, alle famiglie gay, alla pillola contraccettiva (aborto chimico), al testamento biologico, alla fecondazione assistita (4 italiani su 5), e, sorpresa, all’eutanasia (64,6%). Tuttavia la maggioranza del paese non si riflette nella maggioranza del Parlamento. Quest’ultima guardata a vista dai politici cattolici, tutti scrupolosamente rispettosi della volontà delle gerarchia e del Vaticano. Atteggiamento che ne fa di fatto dei fondamentalisti.

 

& – La grande comunicazione. Si conferma che la grande comunicazione in Italia è quella di Vanna Marchi pedissequamente imitata da Berlusconi negli ultimi venti anni. Si conferma anche che gli italiani più degli altri popoli della terra sono portati alle truffe. Metà le fa, metà le subisce. La metà che le fa è contenta perché le fa. Ovvio. Ma la particolarità italiana è che anche la metà che le subisce è contenta.  Questa felicità dei truffati è di origine misteriosa. Una serie di istituti di ricerca occidentali hanno analizzato il fenomeno. Inutilmente. Nonostante gli sforzi fatti non è stato ancora possibile venirne a capo. Ciò spiega anche come in Italia il principe dei truffatori continui a mantenersi a galla occupando i primi posti della classifica. Amato dai truffatori che lo considerano loro maestro insostituibile. E ne paventano la fine e la morte. Amato dai truffati per via della misteriosa sindrome che va sotto il nome scientifico del «gabbato felice». Ultimamente è stata avanzata l’ipotesi che il truffato felice sia felice del fatto che una volta truffato la truffa subita lo autorizza a truffare a sua volta in futuro ristabilendo l’equilibrio tra truffatori e truffati.

& – La Lega con poco più del quattro per cento di voti potrebbe essere in grado di creare problemi al governo centrale se riuscisse a conquistare la Lombardia. In una nazione normale sarebbe sufficiente la vicenda delle quote latte per mettere la Lega alle corde. Ma nessuno la stringe sulla vicenda delle quote latte o sul fallimento del federalismo come è stato voluto dalla Lega, che è una delle cause delle difficoltà economiche del paese e degli scandali regionali. Si è visto come una volta giunti al potere federale i ceti che lo hanno occupato non hanno mostrato altra preoccupazione se non quella di depredare il rubabile. Vivere una vita da finti ricchi con il danaro truffato agli enti territoriali, e via. Insomma gruppi espressi dalla società incivile incapaci di governare che hanno usato il successo elettorale solo per distribuire posti, stipendi e benefici prima ai parenti, poi agli amici e, infine, agli alleati politici. Insomma. Cosa significa vincere le elezioni? Una occasione probabilmente irripetibile da non lasciarsi sfuggire non dico per arricchirsi quanto per migliorare la propria qualità della vita, quella della famiglia allargata agli amici.

Bene. Tutto ciò ci dicono le cronache che leggiamo sui giornali senza che trapeli mai un filo di riprovazione, di indignazione, di biasimo, di condanna o che. Cronaca trattata alla stregua di furtarelli di quartiere, fatali, innocenti. Cosa volete che faccia un povero cristo di fronte alla possibilità di un’aragosta o a quella di sistemare fratelli, nipoti e amici di infanzia?  Fa quello che hanno fatto Formigoni, Bossi, la Polverini. Cosa c’è che non va?

 

& – Giannino imbroglione come Bossi. Mitomane come Berlusconi. Tutti e tre risultato del vuoto culturale del paese.

 

& – Repubblica (24 febbraio 2013).  E. Scalfari mette su uno scenario politico dei risultati elettorali e omette di includere Monti nelle sue previsioni postelettorali. Il governo si sostiene apertamente sarà formato da pd e sel. Né sembrano esserci per ES alternative.

Queste presa di posizione (probabilmente una vera e propria dichiarazione di guerra a Monti e al montismo) è particolarmente notevole poiché svela come la resistenza alla modernizzazione del paese e la difesa dell’oligarchia includa non solo la sinistra del pd, influenzata dalle ideologie corporative della Fiom e della Cgil, ma anche le forze laiche della società civile che dovrebbero essere rappresentate dal gruppo di Repubblica e hanno eletto loro campione Giorgio Napolitano.

Si spiegherebbe così come S. Berlusconi sia stato salvato più di una volta dal Quirinale e come per oltre venti anni la stampa italiana non abbia denunciato, come ci si sarebbe atteso dalla stampa di una democrazia quale dicono essere l’Italia, S. Berlusconi. Gli attacchi, soprattutto di Repubblica con le dieci domande, sono stati contenuti all’interno dello scontro della struttura oligarchica che caratterizza il paese. Senza mai spingersi a una sistematica condanna intellettuale. In altre parole non è stata mai avanzata l’ipotesi che Berlusconi fosse un imbecille impresentabile e insostenibile in un paese moderno.

Compito delegato alla stampa estera, britannica per lo più, che veniva citata dai giornali, Repubblica inclusa, come una opinione più o meno singolare dell’estero. Bossi e Berlusconi non sono mai stati ignorati come è ora stato ignorato Monti. Mentre è stata sempre loro accreditata la genialità, la lucidità, la razionalità, il talento delle loro sconsiderate azioni.

Questa è l’oligarchia, bellezza!

Ma questa è anche la resistenza alla modernità. Modernità che stringe il paese e la Curia vaticana. I prossimi mesi si presentano come un combattuto campo di battaglia. Nell’ipotesi che Monti esca definitivamente battuto  nel suo tentativo modernizzatore, le forze residue scenderanno sul terreno tentando di scaricare la modernizzazione le une sulle altre (l’un contro l’altro armato).

 

& – Dopo le elezioni. La modernità assedia l’Italia. Ha fatto irruzione anche nella Chiesa. Il che non è male. La difficoltà consiste nel fatto che come in tutti i processi reali la realtà si muove per salti, contraddizioni, negatività. Salti, contraddizioni, negatività è quanto sta accadendo nella penisola. Ogni momento, ogni singolo avvenimento della realtà politica si presenta con una contraddizione al suo interno. A secondo dal lato in cui  si guarda si individua una positività o una negatività. Insomma, una faccia della moneta è positiva, l’altra faccia è negativa. È necessario attendere che il processo si svolga per capire dove diavolo andrà a parare.

Un’analisi del momento sarebbe lunga e complessa. Soprattutto inutile. Ma con il passare dei giorni si semplificherà. Cioè si dipanerà. Da questo punto di vista quanto sta accadendo è insieme necessario e complessivamente positivo. Persino la parziale rimonta di Berlusconi rientra in questo genere di giudizio. Infatti. Ora sappiamo che un terzo del paese è irriducibile. Secondo un suggerimento di Nando Della Chiesa si può dire che questo terzo percepisce la legalità come una camicia di forza e votando il popolo della libertà vota se stesso. Ma ora per merito della rimonta di Berlusconi sappiamo anche che questo terzo è solo un terzo del paese. Non di più.

Risparmiamoci l’analisi degli altri due terzi. Le prossime settimane ci daranno delle risposte. Compresa quella dei mercati internazionali.

La rimonta di Berlusconi permette anche di individuare meglio i contorni dell’oligarchia che ha governato sinora il paese. Ne fa certamente parte D'Alema, ne è invischiato Napolitano. Ne fa parte Repubblica e la grande maggioranza della stampa. Berlusconi è stato salvato più di una volta poiché al fondo lo riconoscono come uno di loro.

Ci sono forti pressioni per salvarlo ancora. Chi spinge per la ricostituzione della strana maggioranza che ha sostenuto Monti? Risposta. D’Alema (che darebbe con piacere la presidenza del Senato a Berlusconi). Napolitano che tenta di evitare nuove elezioni, esclude un governo di minoranza e vuole un governo appoggiato da una maggioranza stabile in parlamento. Ora una governo di tale fatta al momento non può essere sostenuto che da pd e pdl di nuovo insieme.  E questo è il vero obiettivo di Berlusconi poiché si tratta dell’unica via di uscita che gli è rimasta.

Probabilmente il vero errore di Monti è stato di aver tenuto troppo conto della volontà oligarchica della classe dirigente. Gli elogi a Gianni Letta e Berlusconi. Troppo tardi ha detto come ha detto che erano dei cialtroni. I cedimenti sul rigore delle riforme. Avrebbe dovuto tenere duro anche contro il parere del Quirinale.

Il processo di modernizzazione era molto più avanti di come lo abbiamo giudicato fino al momento del risultato elettorale. Risultato che ha mostrato un elettorato a sua volta fortemente frazionato. Ma con una reazione così decisa da porre di nuovo in crisi i gruppi oligarchici al potere. Come avvenne al nascere della Lega.

Certo. Una parte dell’elettorato reattivo ha reagito alle strategie oligarchiche della classe dirigente. Mentre una parte è insorta contro la modernizzazione che incalza e impone cambiamento di mentalità e sacrifici. Tuttavia la stessa contraddizione fra le due posizioni obbliga paese e classi dirigenti a tenere più in conto qualcosa che è a loro particolarmente estranea e si chiama realtà del mondo.

 

& – Cronaca politica. Situazione politica al peggio. Un gruppo dell’oligarchia di sinistra (da D'Alema a Napolitano a Repubblica) che spinge per la strana maggioranza. Ma senza Monti al quale si vuol far pagare la scesa in campo.

Bersani tenta di mettere Grillo in difficoltà con una strategia convincente. Porre Grillo di fronte alle sue contraddizioni. Prima contraddizione. Una politica contro la vecchia politica ma usando la logica della vecchia politica. Grillo punta alla strana maggioranza nella convinzione che questa soluzione darebbe loro maggioranza assoluta alle prossime elezioni. Vecchia mentalità. Fare calcoli elettorali al posto di una politica per il paese. Probabilmente questa strategia è più di Casaleggio che di Grillo. Seconda contraddizione. Da un lato una politica contro il vecchio gruppo dirigente e la sua mentalità autoreferenziale e arraffona (la casta). Dall’altro dare corpo alla resistenza contro la modernizzazione del paese. Referendum contro l’euro. Invettiva contro l’Europa e il resto del mondo. Quest’ultima fra l’altro, essere contro il mondo, base di tutti i regimi dittatoriali. Forse non a caso l’eletta alla presidenza del gruppo 5stelle alla Camera ha rilasciato dichiarazioni di marca fascista revisionista.

 

& – Se non fosse per l’alto costo economico e sociale il Bel paese sarebbe anche molto divertente e a modo suo interessante.

Divertente. Il deficit logico e culturale, l’assenza di una struttura accademica intellettuale producono comportamenti e atteggiamenti autenticamente esilaranti. Ognuno parla per sé privo di qualsiasi altro riferimento che non sia se stesso. Nella totale ignoranza della realtà, del mondo circostante, della storia e dei fondamenti storici della società occidentale di cui fanno pur parte. I grillini sono uno spasso. Come lo sono stati i berluscones i quali insistono per non lasciare la scena. Personaggi come la Carfagna e Brunetta sono veramente impagabili. Come lo è stato a suo tempo Bossi e lo sono tuttora Maroni e Berlusconi. Una gag dietro l’altra. Come al circo. La domanda è. A che punto siamo dello spettacolo?

Interessante. Interessante poiché il paese per qualche verso anticipa processi globali. L’Italia sta all’occidente come la Sicilia sta all’Italia. Una sorta di grande laboratorio nel quale si possono scorgere indizi di futuro. Il grillismo tanto per dirne uno presenta un lato molto avanzato. Da un punto di vista tecnologico, organizzativo e generale. Un avviso della crisi universale della democrazia, della sua insufficienza, della sua degenerazione. Una sorta di avvertimento delle conseguenze della crisi del capitalismo come modo di produzione. E anche qualcosa che può essere inteso come prove, tentativi del passaggio da una modo di produzione a un altro. Un altro di cui non si ha la minima idea di cosa possa essere.

Sfortunatamente non manca l’aspetto tragico. Il costo economico e sociale. L’autismo collettivo. Per difendersi dalla modernità e dal suo incalzare il paese si sta rifugiando nello stratagemma di ignorarla. Tu mi stringi e io ti ignoro. Fingo che tu non esista. Questo è l’aspetto più clamoroso del grillismo. Già vistosamente presente con Berlusconi e Bossi, Grillo ha portato il fenomeno alle sua ultime conseguenze. L’isolamento autistico. Più che una strategia, una patologia. Ora. La conseguenza dell’isolamento autistico è la totale perdita della sovranità nazionale. Irruzione dei mercati. Intervento della troika. Scenario già sperimentato con l’ultimo governo Berlusconi. L’opposto dell’obiettivo che l’isolamento autistico vuole ottenere.

 

Metà marzo. Non dimenticare. L’Italia è il paese nel quale i sindacati intorno agli anni ’70 (?) inventarono la teoria pseudo, fanta economica del salario variabile indipendente. Sostenevano che il salario non dipendeva dalla struttura economica nella quale veniva prodotto. Ma che era una sorta di diritto naturale o divino autonomo, cioè indipendente. Siamo nel 2013 ma la mentalità è tuttora la stessa. Anzi si sta tentando un salto di qualità. La politica, la società medesima è una variabile indipendente. Oppure il contrario. L’economia è la variabile indipendente. Insomma sviluppo sociale, sviluppo politico e sviluppo economico sono uno indipendente dall’altro. Conseguenza. La crisi economica planetaria non ci riguarda. L’andamento della modernità non ci riguarda. Lo stato in cui versa il mondo occidentale non ci riguarda.

Si sa come finì la storia del salario variabile indipendente. È facile prevedere come finirà la storia della politica, della società, dell’economia variabili indipendenti. Nello stesso modo. Cioè male.

 

& – Non a caso la situazione precipita. I processi giudiziari stringono Berlusconi. I berluscones marciano sul tribunale di Milano. Poi chiedono udienza a Napolitano. Napolitano gliela concede. Napolitano vuole mediare fra berluscones e magistrati. I magistrati non ci stanno. Qualche giornale ricorda le origini «miglioriste» di Napolitano. Quando nel 1984, capogruppo dei deputati comunisti alla Camera, contro il parere di Natta, quasi con un colpo di mano, salvò Andreotti dall’accusa di essere legato a Sindona e alla mafia. E difese di nuovo Andreotti, condannato in secondo grado per il delitto Pecorelli, ponendo in dubbio l’oggettività della sentenza e la neutralità della magistratura. Una vocazione. Vocazione che lo ha portato a salvare tutte le volte che ha potuto Berlusconi. A cominciare con Fini. La secessione di Fini aveva privato Berlusconi della maggioranza. Era allo stremo quando Napolitano gli concesse un mese di tempo. Il governo doveva varare il bilancio, motivò. In quel mese Berlusconi corruppe i deputati necessari a rimpiazzare la defezione dei finiani. Rimase al governo. Vincitore. Mentre cominciò il tracollo di Fini. Perdente. Nessuno fece caso al fatto che Berlusconi ne era uscito corrompendo quasi alla luce del sole alcuni deputati. Anche la «strana maggioranza» fu una maniera per salvare Berlusconi. Si fosse andati alle elezioni Berlusconi avrebbe perso clamorosamente. All’epoca esistevano anche le condizioni per provocare una scissione nel pdl e togliere definitivamente di mezzo Berlusconi e i berluscones duri e puri. Invece. Benché travolto dal disastro finanziario Berlusconi fu messo in condizione di controllare il governo dei tecnici svuotandone più di una volta i provvedimenti. L’uguale quando Napolitano prima delle elezioni esigeva che Monti non scendesse in campo concedendo così a Berlusconi un mese di comoda campagna elettorale soprattutto contro il pd e il centro. Se fosse andata così, se Monti non fosse sceso in campo, oggi Berlusconi e i berluscones, nonostante la parziale rimonta, non si troverebbero stretti nell’angolo come si trovano. Con il nuovo parlamento, probabilmente ingovernabile, ma certamente autonomo, come non lo era da venti anni, dall’influenza della destra eversiva. La cui eversione diviene di giorno in giorno più evidente e chiara per tutti. Il lupo (migliorista) perde il pelo ma non il vizio. Serpeggia il dubbio che Napolitano non sia stato quel presidente lungimirante celebrato dall’oligarchia (e dalla sua stampa). E che al contrario la impossibile situazione odierna sia la conseguenza di una politica miope, deferente e avventata.

 

& – Il dubbio permane. Si lavora alacremente per restaurare la strana maggioranza. Il Quirinale, D'Alema, Berlusconi, la stampa e le televisioni compatti. Se centrassero il bersaglio una politica suicida.

A sua volta il ppe, in Europa, si tiene Berlusconi. Come l’Europa si tiene l’Ungheria. Il che getta un’ombra sulla tenuta democratica dell’Europa. I tedeschi fanno il pieno dei soldi ma non intendono restituirne una parte anche piccola a quell’Europa che ha contribuito alla crescita. E gli SU (Stati Uniti) potranno avere buon gioco nell’appoggiare il m5s nella sua intenzione di uscire dall’euro e distruggere l’Europa.

Viva l’Europa!

Scenario. Il m5s appoggiato dagli SU è ben più rischioso di un m5s isolato sia pur in forte crescita. La strana maggioranza una volta realizzata contribuirà a dare la vittoria a Grillo al prossimo giro elettorale. Grillo con l’appoggio SU potrebbe tentare seriamente di portare l’Italia fuori dall’Europa. Senza l’Italia l’Europa minaccia di sfaldarsi. L’euro di morire. Gli SU vincono la seconda guerra fredda. La prima con l’Urss, la seconda con la Ue dell’euro.

Napolitano insignito di un’alta onorificenza SU.

Al momento. Il pd, nella figura di Bersani, resiste e si oppone al piano quirinalizio della strana maggioranza che sarebbe meglio individuata come iniqua maggioranza. Monti probabilmente ha sempre in testa la scissione del pdl di cui, con ciò che resta del centro, vorrebbe prendere la guida, la leadership. Ha tuttavia un concorrente e due avversari. Il concorrente è Renzi la cui strategia non è chiara. L’avversario è Napolitano il cui disegno è chiaro mentre sono oscure le ragioni del disegno. Meno oscuri i suoi obiettivi tesi al mantenimento dello statu quo. Ossia della resistenza alla modernizzazione che incalza.

Da non sottovalutare il conflitto Berlusconi – magistratura. E m5s verso Berlusconi. Che, al momento, con la robusta presenza dei m5s in parlamento, potrebbero presto collocarsi al centro dello scontro.

Va tenuto conto anche della situazione all’interno dei m5s. Non molto trasparente. È ragionevole ipotizzare una minuta scissione al suo interno a favore di un governo pd?

 

Fuori sacco & – Dopo l’elezione della Boldrini e di Grasso a Camera e Senato le notizie sono queste.

Monti è andato fuori di testa. Grillo è furente. Berlusconi furibondo. Napolitano e D'Alema hanno un diavolo per capello.

Moderatamente soddisfatti sono Bersani, i giovani turchi del Pd, i senatori m5s, e anche i deputati m5s che hanno applaudito senza remore la Boldrini.

Molto sodisfatto è papa Francesco I. Per essere stato eletto. Ora in nome della misericordia imperverserà senza misericordia.

 

& – Il punto. Situazione politica di stallo. Napolitano, Berlusconi e i dalemiani del pd premono per la strana maggioranza. Anche Monti sostiene che la situazione internazionale richiede una maggioranza ampia e coesa. Ma quale? Il fatto ora è che in Italia non si può governare e tanto meno fare riforme credibili con l’attuale centrodestra. E se l’attuale centrodestra è quello che è, il torto è anche di Monti che nel suo anno di governo gli ha ceduto più di una volta e non è riuscito a farsi valere come la necessità delle circostanze richiedeva. Così il governo Monti che doveva rappresentare la svolta innovatrice del paese è rimasto impigliato nelle resistenze dello statu quo. E, così impigliato, non è riuscito a rappresentare il cambiamento di cui il paese ha bisogno e che una parte del paese vuole anche se in maniera confusa.

Questa debolezza, ha portato acqua al m5s con il quale oggi è necessario fare i conti. La politica di equilibrio Napolitano – Monti ha nei fatti favorito Berlusconi e il suo partito di impresentabili che oggi scalpita per contare ancora ma con il quale non è possibile progettare alcunché. Screditato come è all’estero quanto in Italia.

D’altra parte nemmeno m5s è internazionalmente spendibile. E anche al suo interno presenta vistose contraddizioni. Non superabili. I m5s mostrano, fra le varie facce, la faccia di oppositori al sistema economico internazionale. Opposizione condotta senza un pensiero o una filosofia che non sia di quelle orecchiate qui e lì. E anche queste prive di un fondamento teorico decente. Insomma. Qualcosa di inservibile. Qualcosa che riflette solo il caotico disordine culturale del paese.

Risultato. Curiosi di sapere come se ne uscirà fuori.

 

& – Difficile crederci. Il paese affamato di menzogne. Si beve di tutto. Per circa venti anni si è ubriacato delle imbecillità di Berlusconi. Ora va dietro a un Grillo che pur di tenere insieme i suoi inventa complotti alla spalle del movimento (la nomina dei due presidenti del parlamento). Inverosimili a qualsiasi persona dotata di ragionamento. Tanto è. Comunque. Se Grillo e Casaleggio per tenere insieme il movimento sono obbligati a inventarsi storie fantasiose di fantapolitica e fanteconomia vuol dire che il m5s in sé non sta in piedi. Una considerazione tuttavia. Il popolo m5s selezionato sul web nulla ha a che fare con il popolo del nord a sua volta selezionato dalla lega. È nel suo insieme più colto, più presente, più consapevole, più attento. Se ne dovrebbe dedurre che la leadership di Grillo &c. non è destinata a reggere. È ciò che si vedrà. Potrebbe nascere un movimento autonomo dai due in grado di utilizzare la rete quale mezzo collante per sperimentare un modo nuovo e inedito di fare politica? Chi vivrà vedrà.

 

& – La crisi interna sta facendo emergere meglio di quanto non sia mai emersa la caratteristica fascista delle classi dirigenti del paese. Perché a Berlusconi è permesso di tutto? Senza che le istituzioni e la stampa intervengano? Ma al contrario tentano costantemente di smorzare la gravità dei suoi comportamenti e di quelli dei berluscones. L'ultimo intervento di Napolitano dopo l'eversiva dimostrazione contro la magistratura a Milano dei deputati pdl è stato veramente sciagurato. Tale da inficiare l'immagine super partes che si era faticosamente quanto ingiustamente guadagnato. Al di sopra delle parti in Italia significa che fra il killer omicida e la vittima, fra l'aggredito e l'aggressore non si fa differenza. Ora non fare differenza fra l'aggredito e l'aggressore significa partecipare per l'aggressore. E questo è ciò che ha fatto e sta continuando a fare Napolitano. Una gestione assolutamente debole e insufficiente in questi sette anni di presidenza della repubblica. Non a caso fra l'ex migliorista Napolitano e il cattolico di destra Scalfaro, Scalfaro ne viene fuori come un gigante.

 

& – Questa crisi, la crisi della destra berlusconiana, la crisi della sinistra, la crisi della presidenza della repubblica, la crisi che serpeggia nei m5s rende sempre più evidente il deficit democratico del paese. Una sensibilità che noi italiani non possediamo. Il conflitto d'interesse, per esempio. Sappiamo a malapena cosa sia, di cosa si tratti. Non lo vediamo dove esiste. La vediamo dove non esiste. Un conflitto d’interesse è legge, giurisprudenza ma anche costume. Altro concetto vago, la legalità. Abbiamo la costituzione forse più avanzata del mondo. Ma siamo incapaci di applicarla. Ne invochiamo gli articoli arbitrariamente a seconda degli interessi che al momento difendiamo. Siamo ben lontani da individuarne lo spirito, il filo conduttore. Abbiamo un'idea formale del diritto. Siamo fermi a quello romano. Che era ottimo, ma ai tempi dell'impero. Manchiamo di quella qualità che indichiamo con il temine di pragmatismo. Ci sono sentenze di diritto civile della nostra magistratura che sono paradossali. Quella p.e. secondo la quale il figlio ha diritto di essere mantenuto dai genitori a qualsiasi età. Manca il senso della responsabilità individuale e spesso della responsabilità tout court. Così la corruzione operata dai berluscones in parlamento per alterare le maggioranze filo governative una volta approdata in tribunale diventa oggetto di discussione, di accertamenti, di sottigliezze varie che, come il conflitto di interesse, ne vanificano la sostanza. Questo anche perché i magistrati giudicanti non hanno ben chiaro il concetto di corruzione e della sua gravità una volta applicato alla politica. Oppure, ancora peggio, perché in realtà sensibili all'intervento di Napolitano teso a attenuare le responsabilità di Berlusconi. In nome del suo diritto di fare campagna elettorale permanente. Da non crederci. Eppure è ciò che sta accadendo.

 

& – Dopo l’agonia di Berlusconi ora siamo all’agonia dello statu quo. Molto più lunga.

Lo statu quo rappresentato dall’oligarchia si chiude in difesa. È riuscito a eliminare Monti (almeno per il momento). Ora attende di liquidare Bersani. Poi via al grande patto di salvaguardia dello statu quo. Governo di coalizione (l’iniqua maggioranza). D'Alema al Quirinale. A quel punto pensano di avere il tempo necessario per contenere e eliminare m5s. Due incognite. La prima dei mercati. La seconda l’appoggio degli Stati Uniti a Grillo.

Se non riuscissero a eliminare m5s, m5s potrebbe innestare la crisi dell’euro. Gli Stati Uniti appoggiano m5s poiché vedono nel movimento e nella sua avversione all’euro, una buona occasione per abbattere l’euro una volta per tutte (cfr. sopra Il dubbio permane).

 

& – Lo scontro fra statu quo e modernizzazione si fa tanto prepotente quanto confuso. Monti è stato a lungo alla testa della modernizzazione. Ne è uscito battuto. Troppi compromessi con lo statu quo. Oggi la modernizzazione è rappresentata da Bersani. Tuttavia la caratteristica è che all’interno delle forze modernizzanti (Monti, Bersani, m5s) corrono correnti massicce di statu quo. È la neg – neg del processo di transizione così ben descritta da Marx. Le vere forze dello statu quo trovano i loro caposaldi in Berlusconi, Napolitano, nei cattolici in genere compresi gli ex popolari del pd. Renzi? Renzi si presenta come campione della modernizzazione, ma in realtà, al momento, è fra i campioni dello statu quo.

 

(continua in "La situazione è al limite)

 

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