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La situazione è al limite

►continua da #IMOD9

 

1° aprile 2013. Qualcuno ha scritto. Bersani manca il bersaglio. Anche perché il bersaglio glielo hanno tolto da sotto il naso. Ora. A impedire a Bersani di provare a centrare il bersaglio è stato Napolitano. Il quale alla testa di un manipolo di trasformisti esigeva le larghe intese o niente. Guarda caso. Ancora una volta la sua strategia coincideva con la strategia di Berlusconi.

Ora. La situazione è al limite. Monti distrutto e fuori di testa. Berlusconi sul cocchio. Il pd diviso fra trasformisti e riformisti alla Bersani. Nonostante tutto nessuno è in grado, al momento, di dare vita a un governo. Ebbene. Non sono forse questi i risultati della strategia che il presidente della Repubblica persegue da qualche anno?

Ora. Si chiede ai partiti responsabilità. La responsabilità chiesta ai partiti è in realtà chiesta al solo partito democratico. Consiste nell’accettare Berlusconi così come è. Ora. È possibile che un paese dell’area occidentale candidi alla presidenza del governo e perché no alla presidenza della  Repubblica un signore che ha avuto documentati rapporti con la mafia, indagato in decine di processi, in uno già condannato, in altri sfuggito al giudizio per via delle prescrizioni da lui medesimo accorciate e organizzate a misura dei suoi stessi processi, respinto (schizzato) dai gruppi dirigenti occidentali, screditato all’estero, eccetera?  Non è forse qui che va posta la questione della responsabilità?  Mentre per Napolitano la responsabilità è di coloro che rifiutano di trattare con Berlusconi. È tempo di chiedersi chi sia Napolitano.

 

Fuori sacco & –  Indagato Marchionne per comportamento discriminatorio dell’azienda. Molto bene. Ora ci sono buone possibilità che la Fiat abbandoni definitivamente l'Italia. Con relativa chiusura di fabbriche e nuova disoccupazione.

& –  Secondo Padellaro all’estero si chiedono come possiamo insistere su un signore così screditato quale è Monti.

Risulta anche che Draghi abbia insistito con Napolitano per mantenere Monti al governo essendo l’unico in grado di garantirci all’estero.

Draghi vs Padellaro. Chi la saprà più lunga fra i due?

& – Con un'economia di rendita l'illegalità in senso lato non è veramente tale. La tangente in realtà  è una taglia. La taglia era uno dei modi correnti e legali del medioevo con il quale i feudatari si finanziavano. Ma era anche un costume, un modo di essere e di fare che permeava l'intera società. Ma. L'illegalità italiana è anche la soluzione con la quale la società italiana risponde al capitalismo diffuso nel mondo occidentale, capitalismo nel quale il paese non è entrato. Né vuole entrare. Ma solo fingere di farne parte. Così. Si fanno le leggi capitaliste tanto per essere in regola con il resto del mondo senza applicarle. Semplice. No? E la società si regola secondo i propri costumi medievalquattrocenteschi. L'immunità pretesa da Berlusconi è una richiesta tipica di un mondo ancora feudale. Berlusconi la esige. L'oligarchia gliela concede. Non c'è scandalo. Ma Berlusconi è solo un caso. L'esempio più vistoso. Anche le forze di polizia di Ferrara invocano l'immunità. Hanno ucciso, ma senza vera intenzione. O le madri di Scampia per i loro figli associati alla camorra. E via.

E anche. L'assenza tutta italiana del concetto di oggettività. In un sistema feudale di rendita l'oggettività non è contemplata. Non esiste. L'oggettività è il risultato di una società che si è affrancata come è successo dopo la rivoluzione francese. Là dove rivoluzione francese, illuminismo, romanticismo e via enumerando le peculiarità che caratterizzano una società moderna di tipo occidentale non hanno attecchito, esiste la ragione del feudatario. Fra la parola di un contadino e quella di un barone non esistono dubbi quale sia la parola che faccia fede. Che fondi la realtà chiamata verità. È in questa logica che il parlamento italiano si è detto convinto attraverso un voto che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Che Ruby fosse marocchina, non avesse mai messo piede in Egitto non contava. A contare era la parola del feudatario.

Così il capitalismo italiano alla Cuccia mascherava la realtà di un'economia fondata sulla rendita. E il cosiddetto capitalismo di relazione italiano è solo una forma presa per mascherare il conflitto fra un'economia fondata sul profitto e il salario e un'economia fondata sul vitalizio. Anche il salario dei nostri operai non è un vero salario. Fuori come è dalle leggi del merca internazionale. Il salario in Italia è un diritto. Fondato sulla forza della corporazione che lo esige e lo difende. Non a caso intorno agli anni '70 si teorizzò la formula del salario quale variabile indipendente. Ugualmente il negoziato Stato – mafia riflette il confronto fra due poteri. Eccetera.

 

& – Si tenta con ogni mezzo di piegare Bersani alla iniqua maggioranza ribattezzata larghe intese. La pressione viene così esercitata. Stampa e televisione inneggiano alla manovra. I programmi di approfondimento, così detti, tutti finalizzati all'obiettivo dato come l'unico possibile. Il Quirinale impedisce a Bersani di verificare in parlamento la sua strategia imponendogli un traguardo che si sa irraggiungibile. Infatti non lo raggiunge. E con il massiccio ausilio di stampa e tv lo si dà per sconfitto. Dato per sconfitto Bersani,  il numero dei politici favorevoli alle inique intese aumenta di giorno in giorno. Alla fine un indecoroso intervento di Napolitano paragona il “compromesso storico” di allora (’76) alla scellerata alleanza di oggi. Allora il coraggio, evocato da GN, fu dei dc che si allearono con i comunisti. Oggi l'accordo proposto è fra i democratici del pd e un partito sospettato di mafia, gonfio di indagati per corruzione e reati diversi, alleato ai fascisti di an e ai secessionisti della lega. Ma chi si cela dietro le spoglie del presidente della Repubblica?

 

Fuori sacco & –  Checché se ne dica l'uomo emerso da questa crisi  è Bersani (vediamo come va a finire).

& – Ormai i giornali non danno più informazioni. Forniscono opinioni camuffate da informazioni.

& – Lo spread è fermo anzi scende. Questo perché il governo Monti ha risanato i conti. Una sciocchezza. Quello che il governo Monti non è riuscito a fare sono state le riforme. A causa di chi? Del governo? Della iniqua maggioranza?

& – Le condizioni economiche del paese dipendono dal governo, dalle mancate riforme, dalla crisi internazionale? Leggendo la stampa e ascoltando la televisione, della crisi non c'è traccia. Forse a insaputa di tutti il mondo ne è già uscito. L'eguale dicasi per le riforme mancate. Unico colpevole rimane il governo. Al quale viene attribuita la causa della situazione economica e sociale del paese.

Tutto ciò lo si legge e lo si sente solo in Italia. Cosa è che non va nel resto del mondo che non giudica la situazione del mondo e dell'Italia come la giudicano gli italiani?

 

Fuori sacco & –  Essere al di sopra delle parti in Italia significa porre sul medesimo piano mafia e Stato, vittima e aggressore, ladro e derubato, e via elencando.

& – Il debito scende di 2,5 miliardi. Sono i primi risultati del governo Monti? O che? Qualcuno ne parla?

 

& – Stato criminalità organizzata rendita. Il caposaldo operativo della resistenza alla modernità è la trattativa stato - mafia. Ipotesi che permette la lettura di una serie di avvenimenti italiani altrimenti incomprensibili. Come la protezione a oltranza di cui godono certi personaggi. Legati allo statu quo. Ma che nel medesimo tempo lo rappresentano e lo garantiscono. Bene. Questa garanzia, l'esistenza di questi personaggi (principalmente un personaggio?), la ragione della protezione di cui godono,  potrebbero dipendere appunto dal fatto che essi sono i garanti e allo stesso tempo gli ostaggi della trattativa Stato – criminalità organizzata. Quali i garanti? Quali gli ostaggi? Sia gli uni che gli altri comunque perno e garanti della trattativa. Trattativa che direttamente o indirettamente impegna tutte le istituzioni e larga parte dell'informazione. Trattativa che prende la forma di quella che viene individuata come l'anomalia italiana. Anomalia che riguarda gli ultimi decenni delle vicende e della storia del paese. E affonda le sue radici economiche e la sua ragione di essere in un'economia fondata sulla rendita (e non sul profitto). Qualcosa come un'alleanza o, peggio, come l'insediamento nello Stato da parte della co.

Si potrebbe anche dire che proteggendo la criminalità organizzata lo Stato protegge la principale attività produttiva che genera valore aggiunto. D'altra parte i metodi della co sono perfettamente in linea con un'economia fondata sulla rendita.

Tutto ciò rientra pacificamente nello schema dello scontro fra statu quo e modernizzazione. Fra rendita e profitto. Landini per capirci è la rendita, Marchionne il profitto. Napolitano è la rendita, Bersani il profitto. Berlusconi la rendita, Monti e la Fornero il profitto. Gli attacchi alla legalità la rendita, la magistratura il profitto. Certo tutto non è così chiaro nella realtà. E come vuole l'analisi dialettica di Marx all'interno della rendita si annida il profitto come all'interno del profitto sopravvive la rendita. All'interno dello statu quo, la modernizzazione. All'interno della modernizzazione, lo statu quo.

 

18 aprile 2013. & –  Bersani? Come non detto. Così dopo Monti è toccato a Bersani.

Il pd decapitato. L'eredità trasformista di Napolitano colpisce di nuovo.

Probabile. Bersani ha ottenuto da Napolitano la continuità dell'incarico alla presidenza del consiglio. In cambio si è impegnato a eleggere il presidente della repubblica con il concorso di Berlusconi sulla scia della larga intesa. L'ingenuità di Bersani è di aver pensato di tenere distinte e contrapposte elezione del governo e elezione del Quirinale.

Lo statu quo (Berlusconi – Napolitano) manda in buca la boccia ancora una volta. Ma sempre con maggior fatica.

Lo statu quo sempre più arroccato e stretto dalla modernità che avanza.

 

& –  Mentre lo statu quo è totalmente impegnato nel tentativo di sopravvivere le analisi internazionali sulla situazione economica italiana ne individuano i limiti. 1. una perdita di competitività dovuta alla mancata produzione. 2. una specializzazione in settori a basa tecnologia che sono in diretta competizione con i settori industriali che caratterizzano i mercati emergenti. Cioè un'economia da mercato emergente e non da mercato avanzato. 3. difficoltà mostrata dalle aziende italiane nell'integrazione con la catena produttiva globale.

Le analisi battono ancora sull'incidenza negativa che lo statuto dei lavoratori ha sulla produttività. La riforma Fornero, del mercato del lavoro datata giugno 2012 ha in parte alleggerito questo deficit. Tuttavia si tratta solo di un primo passo nella direzione necessaria. La riforma, sostengono queste analisi, è stata «annacquata in maniera significativa dall'opposizione dei sindacati e del Pd».

In altri termini. All'estero si giudica l'economia italiana nella maniera opposta a come la si giudica in Italia. In Italia la Fornero è un imbecille che ha sbagliato tutto. Nel giudizio internazionale la Fornero ha cominciato bene ma deve proseguire nelle riforme previste. Nei fatti la riforma Fornero è stata ostacolata e resa meno efficiente dall'opposizione sindacale e politica.

È di questo che si dovrebbe discutere. Della competitività e produttività delle imprese, della produttività dei lavoratori nel loro insieme. Della organizzazione dello Stato e della società. Cioè, come si dice, delle condizioni del sistema paese. Individuandone le insufficienze e studiando e dandosi da fare per superarle.

Nulla di tutto ciò. In Italia il capitalismo come modo di produzione è un optional, una variabile indipendente. Se la sinistra italiana fosse anche sia pur blandamente marxista saprebbe che il capitalismo, che il modo di produzione capitalistico, è un passaggio necessario. E che per passare al socialismo e in seguito al comunismo è necessario partire dalle basi economiche e culturali raggiunte dal regime capitalista. In altre parole, impossibile battere il capitalismo se non partendo dal capitalismo stesso. Come l'esperienza sovietica ha fatto capire.

A parte la considerazione che se gli stessi regimi comunisti esistenti hanno ritenuto necessario fare i conti con il capitalismo, non si capisce come l'Italia possa rimanere fuori dal processo storico in corso il quale tenta di superare il capitalismo affrontandolo e non aggirandolo. O, peggio, fingendo che non esista.

 

& –  La situazione è questa. Se Berlusconi fa un passo indietro si sfascia il pdl. Se passa un governo delle larghe intese si sfascia il pd. Allora? Cosa si fa? Pacifico. Si salva il pdl e si sacrifica il pd. 

 

& – Staremo a vedere. Almeno la metà del paese è in rivolta. Non accetta Berlusconi. Non accetta il patteggiamento Stato – mafia. Il grido della piazza - fuori la mafia dallo Stato - è significativo. Possibile che qualcosa si stia muovendo nel profondo. Per la prima volta il rifiuto dell'oligarchia sta raggiungendo qualcosa che somiglia a un punto critico. Si vedrà se vero.

Una causa della agitazione che unisce la base del m5s e quella del pd (insieme formano la massa critica e i due terzi dell'elettorato) sono le ultime smaccate prese di posizione di Napolitano a favore di Berlusconi. Come il monito alla magistratura perché accettasse la tesi del legittimo impedimento.

Napolitano oggi. Successo in crescita presso i gruppi dirigenti. Celebrato quale novello salvatore della patria. Contemporaneamente. Perdita progressiva di popolarità nel paese.

La filosofia delle larghe intese è semplice. La destra detta le condizioni, la sinistra deve accettarle. Oppure. L'oligarchia detta le condizioni, il paese deve accettarle.

 

& – Il rifiuto del paese sembra essersi riassorbito velocemente. I sondaggi danno la destra in crescita. Stampa e televisione acclamano Napolitano e l'operazione larga maggioranza. Solo la satira sembra in grado di fare ragionamenti logici. Tutti gli altri non sembrano più capaci di fare quattro più quattro. Il risultato di quattro più quattro è individuale e arbitrario. Può essere due, cinque, sei, dieci. Curiosamente tutto fuorché otto.

La società italiana è gravemente malata. Una forma di cancrena ha colpito l'apparato logico. Lo corrode giorno dopo giorno rendendolo incapace di produrre ragionamenti che abbiano un senso compiuto.

 

Maggio 2013 - Fuori sacco & – Il ruolo di Napolitano. È vero che i m5s avrebbero votato Casson al posto di Nitto Palma e Napolitano si è opposto? E Giorgio Santacroce alla presidenza della Cassazione? Di nuovo la mano di Napolitano? E cosa significa quando Napolitano dice – una volta eletto Santacroce – ora le riforme della giustizia? A quali riforme pensa? Le intercettazioni e cos'altro?

Una vera restaurazione. Perno della restaurazione, Napolitano. Napolitano che fu eletto presidente della Repubblica su proposta di D'Alema.

D'Alema. Se il pd è a pezzi lo si deve ai dalemiani che spingono – in piena tradizione trasformista – per l'accordo con la destra berlusconiana contro gli umori e la volontà della base del partito e dei due terzi del paese. Ormai i Napolitano, i D'Alema, i Berlusconi sono minoranza. Minoranza al potere. Come tale lavorano e guidano la restaurazione. O ora o mai più. Si tratta ancora della partita statu quo - modernizzazione. Lo statu quo sta tentando la carta della restaurazione.

Questa volta la Merkel e in genere il centrodestra europeo dà loro una mano. Non solo si tiene Berlusconi, ma esalta Napolitano e il suo governo. Ci sono delle ragioni. Vanno ricercate nella debolezza del pd. Ma la debolezza del pd dipende da D'Alema. Il cerchio si chiude. Un grande disegno politico. Restauratore. Nel quale entra anche la trattativa Stato – mafia.

Berlusconi. Berlusconi cui stanno a cuore solo i processi e le sue aziende, è tranquillo. Sa che l'oligarchia sta lavorando per lui. Lavorando per lui, l'oligarchia lavora per sé.

 

& – Europa. Il malessere europeo ha la sua ragione nel conservatorismo europeo…(continua in 2013).

& – Siamo alla fine del secondo governo Prodi. Tutta la stampa racconta come Berlusconi stia facendo incetta di senatori per far cadere il governo. Le operazioni vengono fatte, diciamo così, alla luce del sole. Sono di pubblico dominio. Alcuni deputati sostengono di aver ricevuto proposte da uomini del centro destra. Eppure non accade nulla. Né politicamente né penalmente. È possibile solo in Italia. L'opposizione non apre bocca. La presidenza della Repubblica organo di garanzia tace a sua volta. Sarà necessario che uno dei corrotti denunci anni dopo il misfatto e sostenga di essere stato pagato per cambiare schieramento perché si apra un processo. L'apertura del processo è detta persecutoria. Se sia persecutoria o no, se il fatto sia realmente accaduto o meno, non interessa la stampa, non interessa l'opposizione, non interessa l'opinione pubblica. La questione viene trattata come secondaria. Beh qualcuno ha cercato di comprare dei deputati. Dei deputati si sono fatti comprare. Questo commercio ha alterato il corso politico della storia del paese. Ha cambiato il rapporto fra maggioranza e opposizione. È grave? O no? Qualcuno si pone il problema? La corruzione politica in questo paese è moneta corrente? Fa parte della normale gestione del potere? I corruttori hanno una qualche responsabilità? Porre la questione della responsabilità è persecutorio? Di cosa stiamo parlando? Dell'anomalia italiana? E. L'anomalia italiana consiste nel fatto che si compiono reati alla luce del sole senza che questi reati vengano denunciati, additati e si metta in moto un meccanismo che tende a punirli e a reprimerli? Che pretendere la loro repressione è considerato persecutorio? Insomma. Chiamiamo anomalia italiana l'assenza di leggi punibili? Il fatto che una parte della classe politica vota e si dichiara contraria alla repressione degli atti di delinquenza commessi nel paese? Il salvacondotto per ogni nefandezza compiuta dalle classi al potere?

Ora ogni logica è tale nei confronti di un sistema di riferimento. Una concezione del mondo, della realtà, della società, dell'economia, della legalità. Quale è mai il sistema di riferimento italiano? Il paese possiede un'etica? Sa cosa sia un'etica? Sa cosa sia un codice di comportamento? Economico, politico, sociale, intellettuale? Di vivere civile? Sa cosa si intenda con il concetto di disonestà intellettuale? O di disonestà tout court? Esiste un dibattito in proposito?

 

& – Il pdl organizza la piazza contro la magistratura. Cosa ne pensa Napolitano? Perché il pd non organizza la piazza a favore della magistratura? Perché l'iniziativa è lasciata alla destra? E la sinistra non dice la sua con la medesima forza della destra? A un Brunetta va contrapposto non un altro Brunetta, ma qualcuno che contesti il metodo Brunetta e lo individui – con argomentazioni, non con metafore o giudizi di valore – come incivile e prevaricatorio.

Fine maggio 2013. Cosa sta accadendo? Niente. Nel senso che tutto ciò che accade era stato scritto. E di fatto non ci sono grandi novità. Lo statu quo intrepidamente guidato da Napolitano ha messo a segno diversi punti. Fra pdl e pd la vittima politicamente predestinata a tavolino è il pd. Il pdl continua nel tentativo quotidiano di demolire le istituzioni repubblicane. Come ha scritto la Spinelli l'azione del Quirinale ha di fatto indebolito la magistratura. Perché Napolitano e i dalemiani continuino in questa operazione di sostegno alla destra antidemocratica non è ben chiaro. Anche se un'ipotesi sensata che fa perno sul patto Stato-mafia sia stata abbozzata (vedi precedenti).

I cattolici contribuiscono ai disegni della destra insistendo con il loro massimalismo restauratore. Vedi manifestazioni contro l'aborto e azione massiccia dei medici obiettori di coscienza tesi a sabotare le leggi più avanzate del paese. Per non citare gli interessi economici vaticani che incidono profondamente sull'economia nazionale.

La sinistra si dibatte senza una teoria che ne indirizzi l'azione. Rimanendo ancorata alla logica corporativa che caratterizza l'azione dei nostri sindacati.

Tuttavia. Il paese nel suo insieme è piuttosto agitato. Due terzi sono contro la destra berlusconiana e l'iniqua alleanza imposta da Napolitano. Sono contro ma non sanno bene per cosa debbano essere a favore. Espressione più evidente di questo malessere sono i m5s. Ci sono ma non sanno bene dove andare. O la rivolta della base pd che si fa sentire senza tuttavia a sua volta avere un chiaro obiettivo.

Questa è la situazione al momento. Lo statu quo ha guadagnato un po' di terreno ma fatica non poco a mantenere le posizioni. Nello stesso tempo il resto del monda là fuori preme e toglie ossigeno alla resistenza restauratrice dell'oligarchia (oligarchie) nazionale. Un segno di questa asfissia è la confusione delle lingue. Nessuno sa più bene cosa pensare.

Staremo a vedere. Il momento è fastidioso ma non privo di interesse.

 

Fuori sacco & – Il matrimonio gay è un contratto non un sacramento. Cattolici, mussulmani e ebrei non hanno ancora acquisito la separazione fra leggi civili e leggi religiose. (Da un'intervista a Jean Baubérot, sociologo francese).

Ignorare e rifiutare la separazione fra leggi civili e leggi religiose è alla base dei fondamentalismi religiosi.

 

& – L'Europa, la commissione europea chiude la procedura di deficit eccessivo. L'Italia è in regola con i conti. Ora il governo potrà avere una disponibilità di circa 12 miliardi. La stampa dà la notizia nuda e cruda. È una cosa che è accaduta. Un dato di fatto inodore e incolore. Come la grandine, il gelo o l'aridità. Succede. Ci sono raccolti buoni e raccolti cattivi. La causa è il tempo. Quando si dice che il paese non ha memoria, quando si scrive che il paese ha perso la capacità logica, è di questo che si parla. Si registrano gli effetti ma si ignorano le cause. Chi ha procurato la procedura di deficit eccessivo? Chi ha risanato i conti in modo tale da indurre l'Europa a cancellarla? Nessuno lo dice, nessuno ne scrive. Tutto è casuale. Asettico.

Sapete perché Berlusconi ha ripreso fiato? Perché nessuno ricorda che la procedura di deficit eccessivo ci è stata comminata per via della politica economica dei suoi governi. Una politica che come testimonia la procedura di deficit eccessivo fu economicamente rovinosa. E ci portò sull'orlo della bancarotta. Rovinosa come la maggior parte della politica generale da attribuirsi ai governi pdl. Come nessuno dice o scrive che il risanamento è dovuto alla politica economica di Monti. Il paese deve alla politica economica di Monti se è tornato a essere economicamente credibile. E probabilmente lo deve anche alla Fornero. La cui contestata riforma è sostenuta da quella Unione europea che ha cancellato la procedura di deficit eccessivo. Guarda caso. Ancora una volta. L'estero loda chi in casa, in Italia, viene marchiato con giudizi tanto severi quanto infondati.

Causa e effetto. Berlusconi e il pdl causa del fallimento della politica economica italiana. Il risanamento economico effetto della politica economica di Monti e Fornero.

Cosa è che non funziona nella testa degli italiani? Cos'è che impedisce loro di avere una testa?

 

Giugno 2013.  I limiti del governo Monti. Fallite le riforme sono rimaste solo le tasse. Questi limiti sono comuni ai paesi europei dell'area mediterranea.

 

& –  Berlusconi consiglia E. Letta di ricattare la Merkel. Primo. Solo uno sprovveduto può concepire una strategia come quella consigliata al governo. O apri la borsa o io distruggo l'Europa dell'euro. Nessuno nel mondo occidentale è in grado di porre in essere un disegno simile. Forse la GB nell'Ottocento. O gli SU subito dopo la seconda guerra mondiale. La crisi di Suez. Ma già con molta cautela. Secondo. Il ricatto, la prova di forza, il rovesciamento del tavolo è l'unica strategia che Berlusconi ha in testa. Una mentalità ben precisa.

 

& – Siamo nel 2007. Scoppia la crisi economica internazionale…. …(continua in 2013).

 

Fuori sacco & – Ormai è come stare su una panca del teatro dell'Arte. Sulla scena recitano a soggetto gli uomini del governo che si alternano con la nomenclatura dei partiti, con gli articoli dei giornali, con i responsabili dell'imprenditoria, del commercio, con gli economisti e, qua e là, con qualche intellettuale e, più raramente, con degli accademici. La recita riguarda un po' tutto fuorché la realtà. Ognuno dice la sua, ognuno insegue la propria fantasmatica immaginazione. Siamo a teatro. Le piazze, le strade, i centri del potere finanziario internazionale, le difficoltà sono là. Fuori. Non interessano la rappresentazione.
Ogni tanto ciò che si ascolta o si legge provoca una franca risata. Ogni tanto si inciampa nella sorpresa. L'incredulità è invece superata. Lo stupore di meno. Poi si apre qualche giornale estero e si rientra nel mondo reale.

& – Costituzione indigesta. Esiste un mondo reale anche italiano. Dietro la recita del teatro dell'Arte si avverte un serio tentativo da parte dell'oligarchia di blindare lo statu quo. Liberandolo definitivamente da quell'increscioso impedimento che si annida negli articoli della costituzione. La costituzione italiana.  Un autentico capolavoro. Basato sulla distinzione dei poteri, le libertà individuali, l'organizzazione sociale del paese. Non è stata mai realizzata. Il lungo periodo democristiano ha applicato il principio che un conto è scrivere le leggi e un conto è applicarle. Il pci si è limitato a farne rispettare le regole necessarie al funzionamento istituzionale della nazione. Punto. Tutto il resto è stato di fatto ignorato. A partire dalla libertà di stampa. Ad assicurare la quale è stata considerata sufficiente la presenza della stampa comunista. Molto moderata e preoccupata a non alterare gli equilibri politici e economici esistenti. Con il risultato di tenere tutto sotto controllo ma fermo.

Un'unica cosa è sfuggita nel tempo tra  le maglie. L'autonomia della magistratura. Fino a un certo momento questa autonomia è stata tenuta a freno da magistrati come Carmelo Spagnuolo e Corrado Carnevale. Dalla lunghezza programmata dei processi, dalla lentezza e farraginosità delle procedure. Dalla Cassazione che da controllo della correttezza formale dei processi è diventata un vero e proprio terzo grado di giudizio. Motivo per cui la condanna in appello, che di fatto stabilisce la colpevolezza dell'imputato, poneva in forse questa colpevolezza per motivi puramente formali. Ma. A un certo momento. Nonostante queste cautele. Nacque il fenomeno che andò sotto il nome dei pretori d'assalto. I magistrati più giovani tentavano di applicare i principi costituzionali nonostante gli impedimenti descritti. Il fenomeno crebbe. Fino al punto di dare vita a mani pulite. E a una serie di iniziative giudiziarie da parte di magistrati che stavano prendendo sul serio la loro condizione istituzionale di autonomia e indipendenza. Lo scontro si manifestò anche all'interno della stessa magistratura. Un esempio. Corrado Carnevale prima venne rimosso, poi riammesso. Soltanto l'imbecillità di Berlusconi riuscì a compattare i magistrati. I quali di fronte ad attacchi indistinti che non distinguevano i più attivi – e quindi pericolosi – dagli altri, formarono un solo fonte che andava dal porto delle nebbie di Roma a mani pulite di Milano.

Comunque l'attività giudiziaria andava avanti.

Ora. Il tentativo in atto del gruppo oligarchico che va da Napolitano a D'Alema, ai berluscones, a quella magistratura erede di Spagnuolo, Carnevale e del porto delle nebbie romano, alla stampa padronale (Corsera, Repubblica, La stampa) è di porre riparo ai danni che provengono dal dettato costituzionale.

Come?

Riformulandolo.

 

(continua in "Il paese ha toccato il fondo)


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 “La situazione è al limite”  [#IMOD10]

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