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Continua lo scontro

►continua da #IMOD13

 

& – Più la situazione politica si normalizza più emerge la trama sfilacciata del paese (giugno ’14). Scalfari. Usa il termine di narcisismo in senso improprio. Che per qualcuno che ha la pretesa di essere un grande intellettuale e un riferimento culturale per il proprio paese è quanto meno preoccupante.

Narciso non è chi ama se stesso, ma chi ama solo se stesso e rimira la propria immagine specchiata nelle acque del fiume beandosene. Il narcisismo è di ostacolo alla azione pratica. O quanto meno l'azione pratica è messa in atto al solo scopo di compiacere se stesso. Ora. La nostra classe dirigente nel suo insieme, nella sua grande maggioranza, finora non ha fatto le cose per compiacere se stessa. Ma per altro. Accumulare denaro. Favorire la famiglia. La propria. Spesso allargata. Difendere la struttura sociale di appartenenza. Lo statu quo.  Conquistare e conservare un ruolo nella scala sociale. Queste tra le cause principali. Di narcisismo ce n'è ben poco. Soprattutto non è una chiave di lettura.

Ma. Scalfari è crociano. Croce. Un filosofo conservatore. Ottuso al pensiero moderno.

D'altra parte. Questa è la condizione culturale del paese. Nel quale i migliori intellettuali sono poco più che degli esperti del proprio campo di studio. Al di là del quale non vanno. Dei tecnici.

 

& – La corruzione è uno dei problemi più gravi del paese. Ma più grave è l'assenza del senso del lavoro. Gli italiani non sanno più cosa significhi lavorare. Dal più umile degli artigiani al più prestigioso dei professionisti manca il senso della professionalità, della deontologia, l'orgoglio del lavoro proprio, il rispetto del lavoro altrui.

Questa assenza è colma di conseguenze. La bassa produttività del paese. Il progressivo impoverimento del paese. La corruzione del paese. L'ignavia, l'indolenza, la viltà, lo scontento diffuso. Peggio. Non si può amare il proprio paese se non si ama il proprio lavoro. L'indifferenza per il lavoro altrui porta al disinteresse per la cosa pubblica. E altro.

& – Tutto sembra procedere. Renzi oltre a possedere una testa, una logica, una buona dose di abilità sembra anche essere fortunato. La fortuna è nel carattere. Il suo. In un paese scriteriato. Furbo e vile nelle stesso tempo. Senza faccia. Senza alcun timore di perderla. Abituato a fare senza dire. A dire senza fare. La presenza di un tizio che mostra carattere. Determinazione. Ottimismo della ragione. Che non teme di dire ciò quel vuol fare. Di fare ciò che ha detto. Di non sfuggire la responsabilità di cambiare posizione quando è obbligato a cambiarla. Abituato a affrontare nemici e amici a viso aperto. Ebbene. Uno così. È destinato a esercitare una attrazione non comune.

La novità consiste nel fatto che a differenza dei Berlusconi e dei Grillo – Casaleggio. Dei vecchi gruppi dirigenti della destra. E della sinistra. Della sinistra. Renzi è realmente ciò che dice di essere.

In seguito Renzi potrà deludere. Cambiare strategia. Scendere a compromessi. Perdere la sua battaglia. Ma oggi come oggi si presenta come un animale anomalo. In sintonia più di altri con il resto del mondo. Mondo nel quale anche un cittadino del terzo mondo – asiatico o latino americano che sia –  mostra di avere più carattere e senso civico di un italiano.

Questa la novità. Si vedrà cosa riuscirà a fare. E se ciò che riuscirà a fare sarà portare il paese fuori dall'arretratezza. O. Più semplicemente. Migliora l'arretratezza. Senza superarla.

Non è semplice.

La vita politica nazionale è un dialogo fra sordi. Culturalmente sordi. Analfabeti. Intellettualmente analfabeti. Privi di una lingua comune. Che non sia il turpiloquio. Privi di una comune concezione del mondo e della vita. Che non sia il malaffare. Ogni altra posizione risulta estranea. Incomprensibile. Indecifrabile.

Farà quel che riuscirà a fare.

Luglio 2014. Il Fatto pubblica le grandi interviste di E. Biagi. Leggo l'ultima. Una serie di ricorrenti banalità. E luoghi comuni.

Ora. Quelli del Fatto sono fatti della stessa pasta di Biagi e Montanelli. E lo si vede. Lo si legge.

Ora. La cultura del paese è precipitata negli ultimi decenni al livello di Montanelli e Biagi? Travaglio e Padellaro? Floris e Paragone? O. Ha sempre volato così basso?  Gli uomini de Il mondo (considerati allora il migliore gruppo intellettuale del paese) disprezzavano Montanelli. Giudicato incolto e opportunista. All'epoca Montanelli non riscuoteva rispetto. Lo stato della cultura italiana non era certo all'apice della cultura europea. Ma. Non era il vuoto logico nel quale versa oggi.

La fortuna professionale di Biagi fu di riempire quel vuoto surrogandolo con un vuoto presentato con la forma di un pieno. Con una logica delle forme, banalità, luoghi comuni che proprio perché tali si presentavano come ferree.

& – Papa Bergoglio scomunica i mafiosi. Il clero vicino alla mafia non ci sta.

Tenta di difendere la cattolicità mafiosa producendo una serie di interpretazioni delle parole del papa degne di essere analizzate. Degne di analisi perché in quelle argomentazioni si individua la radice della struttura logica del paese. Vetusta, trasformista, ipocrita. Arrogante quanto vile. E via. Logica creata dalle menti sottili dei gesuiti. Poi dilagata e banalizzata nel pensiero e nel modo di ragionare comune. Italiano.

Una logica non tanto lontana dalla realtà quanto contro la realtà. Quando la realtà smentisce la «nostra» realtà.

Papa Bergoglio scomunica. A me non fa comodo. Sconvolge tutto il mio rapporto con la criminalità organizzata. Bene. Io, allora aggiro le parole del papa. Le interpreto con grande sicurezza senza neanche pormi il problema di cosa volesse dire il papa, quale fosse il suo obiettivo, e se io, suo rappresentante, stia facendo la cosa giusta interpretandolo.

E questo è il paese. Cattolico, arbitrario, opportunista, superficiale.

Superficiale poiché le parole di papa Bergoglio pongono un problema. Invertono la pratica della gerarchia e del clero verso la criminalità organizzata. Non è cosa da poco. Arbitrario poiché non volendo affrontare la questione la cancello e argomento interpretazioni da me inventate. Opportunista poiché non affronto la questione dal momento che affrontandola  mi creerebbe una serie di problemi. Pratici e intellettuali. Che non voglio o non sono in grado di affrontare. [Ci riferiamo a don Marco Colonna cappellano del carcere di Larino.]

Questo il paese. Cattolico, arbitrario, opportunista, superficiale. E vile.

 

& –  Ora. Se un cappellano di un carcere si sente in grado di interpretare a suo modo il proprio capo spirituale e nei fatti di correggerlo come ci si può scandalizzare che un Vanino Chiti, non a caso cattolico, trovi normale correggere la politica espressa dalla maggioranza dem e dal suo leader? Infischiandosene della strategia del partito e delle sue ripercussioni sul piano internazionale?  

 

Fine luglio 2014. All'appello de il Fatto contro la svolta autoritaria aderiscono molte buone firme. Tutti invocano il paese. Tutti parlano a nome del paese. Ora. Il paese per 20 anni ha votato Berlusconi. E ora vota Renzi. Da loro giudicato un dittatore. Allora. Di quale paese parlano? A quale paese si rivolgono? La questione che dovrebbe interessarli è perché mai loro non riescono mai a riprodurre la volontà del paese reale. Perché siano così distanti e scollatati dal paese. Oppure. Perché il paese sia così distante e scollato da loro.

Ma anche.

Dove erano ai tempi della dc, del craxismo, dell'andreottismo, del berlusconismo?

Si stanno svegliando oggi. Contro il renzismo. Curioso. Contro l'unico che in qualche modo vuol cambiare le strutture e ha dichiarato guerra alla mentalità del paese. Con il paese che approva. Stanco di se stesso. Ora raccolgono firme. Ma le hanno mai raccolte contro la dc? Hanno mai avvertito gli italiani che Craxi era un pericoloso avventuriero e Andreotti un freddo alleato della criminalità organizzata? E ancora oggi. Ricordano mai che i due insieme hanno precipitato l'Italia in un debito pubblico che è alla base del nostro declino? E insorgono mai quando Craxi e Andreotti sono pubblicamente celebrati come statisti? Perché non lo fanno? Quale razza di intellettuali rappresentano se non si mettono al lavoro e tentano di dare una risposta che individui i motivi, le ragioni delle condizioni in cui versa il paese? Che non riesce a reagire se non con i mezzi e i modi proposti da Renzi?

Ciò che accade è all'incirca questo. Il paese è diviso in tre tronconi. Uno è per il cambiamento. Sia quel che sia.. Renzi. Uno è contro lo statu quo ma non riesce a superare la protesta blasfema. Grillo. Un terzo resiste e cerca di vendere la pelle al prezzo più alto che gli riesce di strappare. Berlusconi. Segue un quarto gruppo che non ha pressoché seguito ma che ha la vocazione di rappresentare il paese che tuttavia non riesce a rappresentare. I firmatari contro Renzi. 

Ora quelli che vogliono cambiare non hanno trovato di meglio che farlo con quelli che vogliono vendere cara la pelle. Li ritengono i più affidabili. E li ritengono più affidabili anche perché rappresentano lo zoccolo duro della resistenza al cambiamento. Ma che per salvarsi la pelle sono disposti a trattare il cambiamento. Grillo è inaffidabile per la massa eterogenea che lo sostiene. Che non riesce a esprimere se non stati d'animo. E il quarto gruppo? Si presenta come il vero difensore dello statu quo. Una piccola minoranza ma con la base saldamente innestata in quei gruppi di potere corporativi, alimentati dalle rendite di posizione economiche, professionali, burocratiche e culturali minacciate nella loro stessa ragione di essere dalla modernità e dal nuovo che senza scampo avanza.

Ora. Non è detto che il nuovo sia migliore in quanto nuovo. Ma è certamente più aderente ai tempi. Nel bene e nel male.

Agosto 2014 - L'economia non va. Si accusa Renzi di cialtroneria. Certamente non è il rigore fatto persona. A volte pecca di buon gusto. Ma i suoi oppositori? Non ci si riferisce a Grillo. Ma agli esperti, agli economisti. Non sembrano da meno. Più che analizzare polemizzano. Non si nota quasi mai un riferimento obiettivo dei fatti. Si accusa il governo di essere passato da una riforma al mese a tutte le riforme in mille giorni. Per i commentatori è solo millanteria. Nei commenti manca un'analisi obbiettiva dei fatti. Non si calcolano le resistenze. Il Senato. Si tratta di una ostinata volontà del governo oppure di una cieco accanimento delle opposizioni che non tengono  conto del danno d'immagine che le risse parlamentari producono al paese?

Sta emergendo con chiarezza come la classe dirigente italiana nel suo insieme non abbia idea di cosa sia la democrazia. Né se lo voglia sapere. Le opposizioni hanno il diritto di dire la loro. Ma le maggioranze hanno il diritto di governare. Invece. Con aria scandalizzata si accusa il governo di dispotismo perché non cede alla volontà delle minoranze. Insomma le minoranze hanno il diritto di imporre la propria volontà altrimenti è lesa democrazia. Ora nessuno dei commentatori tenta di affrontare la questione. Stabilire quali siano i compiti di una maggioranza e i limiti delle opposizioni. Non è forse questa assenza a sua volta cialtroneria?

Allora.

A cialtrone, cialtrone e mezzo.

Invece. Sembra che ci sia un governo che vuol fare le riforme. Cominciamo a individuare perché Monti che aveva tutte le qualità per farle non sia riuscito a farle. Sarebbe di grande interesse saperlo. Servirebbe anche a comprendere il piglio decisionale di Renzi. No. Si preferisce (cialtronescamente?) accusare il governo di cialtroneria, di autoritarismo, di incompetenza senza mai tentare di analizzare la questione complessiva italiana che ha portato a questo governo e di  cui questo governo è il risultato. Come a sua volta lo è stato Monti e prima di Monti, Berlusconi. E prima di Berlusconi, Craxi di cui Berlusconi è stato l'erede. E prima di Craxi … eccetera.

Ora. Dopo aver dato grande credito alle intenzioni del governo Renzi la stampa internazionale di matrice anglosassone (Economist e WSJ) critica la scarsa incisività del governo nel fare le riforme. Hanno buoni argomenti per farlo. La resistenza alla modernità sta di nuovo ponendo in ginocchio il paese.

Tuttavia. S'intravedono anche segni di analisi interessanti. Che tentano di individuare il punto. Quelle su Repubblica de 7 agosto di Bisin e Fubini. La stampa ci prova ma non sempre ci riesce.

 

& – Il paese non riesce a fare le riforme. Nasce il dubbio se Renzi ce la farà. I giornali scrivono che la Spagna ce l'ha fatta. Riforma del mercato del lavoro. Reso più fluido e più duttile. Di fatto liberalizzato. Si entra e si esce. Si aderisce alle necessità del mercato.

E la burocrazia? Forse un provvedimento incisivo potrebbe essere quello di licenziare i capi ufficio di tutti quegli uffici che non hanno realizzato i decreti attuativi. Un centinaio. Stabilire che i decreti attuativi vanno emessi entro un mese dalla approvazione delle leggi. Controllare l'iter delle pratiche. Stabilire i tempi per svolgerle. Multare quelle strutture che vanno fuori tempo.  Licenziare. Eliminare i tempi morti nelle ore di lavoro. I caffè. Le chiacchierate. Moltiplicare le ispezioni. Forse crearle.

Esigere comportamenti dinamici. Esempio. Muoversi con rapidità. Ripristinare il detto "morto di sonno". Organizzare corsi di formazione per applicare le regole stabilite. Punire, multare, licenziare. Adeguare e calibrare le regole sugli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ritenere i capi responsabili e nel medesimo tempo liberi di adottare i propri criteri di lavoro. E certamente altro.

 

Settembre 2014. Gli esperti non riescono a decidere se le riforme di Renzi siano sostanziali o insufficienti. Il fatto è che interventi tipo Senato, legge elettorale, sono certamente necessari. Ma se il governo non liberalizza il mercato del lavoro qualsiasi riforma faccia non darà al paese la credibilità indispensabile per valere a livello internazionale.

Ora. La riforma credibile che ci chiedono di fatto cancella le protezioni sociali cui siamo abituati. Alle quali non vogliamo rinunciare. Gli italiani pensano di essere ancora ai tempi dell'impero romano. Erano al centro del mondo e dettavano la legge. Non è più così.  Se glielo dici non ti credono.

 

& – Una delle caratteristiche italiane più letali è la instabilità e l'incertezza delle decisioni, delle regole e infine, delle leggi. Presa una decisione, viene immediatamente rimessa in discussione. Varata una legge immediatamente si fa sapere che potrà essere cambiata, che potrà essere rivista, che l'opposizione farà di tutto per abolirla, trasformarla, modificarla.

Questo comportamento delle classi dirigenti è uno degli ostacoli principali a ogni riforma. Fonte di incertezza, inefficienza, incapacità. Mette in difficoltà quanti hanno voglia di creare un'impresa, un servizio o quanti vorrebbero semplicemente lavorare.

Una peculiarità che impantana il dibattito sulla ripresa. Impedisce il formarsi di un sostrato di regole di base condivise. Che poi sono quelle che fanno di un paese un paese.

 

& – Ucraina. Va assunta la tesi che l'operazione Ucraina rappresenta il tentativo degli Stati Uniti di tenere lontana l'Europa dalla Russia. Per cominciare. Poi dalla Cina. Tanto a pagare il prezzo economico dell'operazione sono gli europei. Gli SU al contrario, guadagnano.

Nello stesso tempo. Le nazioni dell'alleanza atlantica non possono permettersi di affrontare uno conflitto armato con la Russia. La guerra fredda nacque sull'equilibrio atomico fra SU e Urss. I due non si potevano scontrare. La situazione non è mutata. 

 

& – Allora. La modernità preme sul paese. Il paese si difende. Chi, come Renzi, tentando di cedere il cedibile. Chi, come il resto della classe dirigente, arroccandosi e rifiutando il resto del mondo occidentale. Mondo al quale in ultima analisi preferirebbe non appartenere e al quale non vuole appartenere.

In questa resistenza emerge un particolare. Particolare che può fornire una chiave di lettura dell'«anomalia italiana».

Monti, Letta, Renzi con Napolitano al comando, hanno fatto carte false per mantenere l'Italia fuori dalla tutela dell'Unione Europea. Autonoma. Lontana quanto più si poteva dal rischio della troika. Giudicato letale.

Eppure la troika avrebbe risolto il problema. Ponendo al riparo la classe dirigente dalle reazioni degli interessi colpiti. Invece no. L'autonomia del paese andava salvaguardata. Costi quel che costi. Un afflato nazionale, si può dire. Uno scatto d'orgoglio. Un farsi avanti improvviso del senso della dignità della nazione.

Curioso.

Di solito le nostre classi dirigenti sono note nel mondo proprio per l'assenza di orgoglio e di  dignità collettiva. Nel corso della storia gli italiani hanno cambiato alleanze con la disinvoltura con cui si cambia una camicia.

Allora? Avanza un sospetto.

Se la troika mettesse le mani sul paese a essere colpiti fra gli altri sarebbero gli interessi vaticani e ecclesiali. Corposamente intrecciati con gli interessi nazionali. Interessi e privilegi di cui non si parla mai. Né si discute. E ci si guarda bene dal quantificare. Pur nel fuoco dei sacrifici richiesti a tutti. 

In atri termini.

Verrebbe alla luce la vera essenza dell'anomalia italiana. 

L'esistenza di uno Stato nello Stato.  Uno Stato ricco di vantaggi, concessioni, benefici, favori, prerogative, esenzioni, immunità, dispense che per imitazione sono alla base della ricerca di vantaggi, concessioni, benefici, favori, prerogative, esenzioni, immunità, dispense cui tende ogni italiano degno di questo nome.

 

Ottobre 2014. Con la sostanziale eliminazione dell’articolo 18 l’Italia fa capolino nel capitalismo post muro. Non abbandona ancora la rendita. Fa pagare l’ammodernamento alla classe operaia. Ma. Risparmia l’oligarchia. O meglio. La domanda è. Renzi. Vuol riformare l'oligarchia? Vuole eliminare l'oligarchia? Riformarla per adattarla alla modernità. Eliminarla per rendere il paese compatibile con l'Occidente avanzato.

Al momento l'obiettivo non è individuabile.

Renzi parla il linguaggio della modernità. Ma. Un esempio. Lascia invariato l'illeggibile linguaggio delle leggi. Illeggibilità necessaria alla sopravvivenza dell'oligarchia. Che le può così interpretare a suo uso e consumo. Oppure. Non corregge il deleterio costume di aggiungere a ogni legge emendamenti che nulla hanno a che fare con l'oggetto stesso della legge in questione. Altro sistema con il quale l’oligarchia si aggiusta le leggi.

Eppure. Riforme a costo zero.

Allora?

& – Riflessione sui partiti socialisti europei. Il socialista (socialdemocratico) Schröder ha salvato la Germania varando riforme che oggi in Italia vengono giudicate di destra.

La sinistra tradizionale italiana non si rende conto di quanto sia accaduto dalla caduta dell'Urss e del muro. Né si rende conto che i «diritti» sono stati la diretta conseguenza dello sfruttamento del pianeta da parte delle democrazie occidentali. Insomma. I diritti sono il dono che la borghesia internazionale ha fatto – non senza contrasti e lotte – alla classe operaia internazionale per aver partecipato – (e usufruito) allo sfruttamento universale.

Caduta l'Urss il capitalismo quale modo di produzione ha dispiegato tutte le sue potenzialità. Ora.  La base economica del capitalismo è lo sfruttamento del lavoro. Lucra sul plus valore prodotto dal lavoro umano su scala planetaria. Plus valore del quale si appropriano le classi produttrici capitaliste. Appropriazione cui partecipano, in misura proporzionalmente adeguata all'andamento della lotta di classe interna ai paesi capitalisti,  le classi lavoratrici di quei paesi.

Il discorso è lungo. L'Urss aveva una funzione nell'equilibrio internazionale? Quale? La dittatura comunista era il prezzo pagato dai cittadini sovietici per difendere i processi di emancipazione dallo sfruttamento della borghesia internazionale e le lotte di liberazione dei paesi coloniali. Una contraddizione. Dittatura interna contro funzione liberatrice esterna. Così va la storia. Processo d'altra parte che il materialismo dialettico illustra e spiega con ricchezza di argomenti. Confutabili. Ma confutabili solo una volta che siano conosciuti, approfonditi e analizzati.

Dunque. Se non si parte dalla fine dell'Urss. Dalla funzione dell'Urss negli equilibri del pianeta. Dalla funzione delle socialdemocrazie all'interno del mondo capitalista dell'Occidente. Dall'esaurimento di questa funzione una volta caduto il sistema sovietico. Non si capirà mai quale sia la sorte della sinistra occidentale. Se conservi ancora una funzione. E quale funzione sia.

D'altra parte. Il dibattito teorico della sinistra occidentale è del tutto assente. Ora. Senza questo dibattito la sinistra occidentale non respirerà l'ossigeno (teorico) necessario per rimanere in vita.

Novembre 2014 - La modernità soffia sul paese. Renzi. Uno dei due protagonisti.  Al di là e nonostante tutte le riserve del caso. La principale è di non sottrarre le finanze dello stato ai privilegi concessi alla chiesa. L'altro protagonista. Bergoglio. Per la conservazione italiana due nemici. Da abbattere quanto prima. Intanto si va alla deriva. La società sempre più malata. L'economia spenta. Bloccata.

Per via del governo?

Per via dell'assetto nazionale che si va deteriorando e disgregando di giorno in giorno. Le cronache quotidiane raccontano questo disfacimento in atto. La perdita del senso logico traspare dai comportamenti e dalle parole dei singoli individui (cittadini) e dei loro rappresentanti. Intellettuali, accademici, funzionari, politici, imprenditori. Classe dirigente. Nessuno dice più qualcosa che tenga conto della situazione e delle condizioni internazionali. Nessuno sa più dove sta, dove si trova. Né cosa dovrebbe sostanzialmente fare.

Protagoniste della resistenza alla modernizzazione e allo sviluppo sono le organizzazioni operaie. Che non rappresentano più gli operai. Rappresentano delle corporazioni che non vogliono mollare l'osso. Che vogliono scendere in piazza ma garantiti. Che nessuno si azzardi a fare loro un graffio. Ad alzare la mano sulle loro teste.

Ai tempi del pci gli scontri in piazza erano fisici. I caroselli delle gip della polizia letali. Nessuno si sognava di protestare. La protesta veniva valutata un tradimento a quel tanto di rivoluzionario che le prove di forza nelle piazze e nelle strade conservavano. Ci furono dei morti a Reggio Emilia. Si praticava la violenza e la si cercava. Poiché la violenza delle forze governative testimoniava la loro essenza di classe. Rafforzava lo scontro di classe. E con lo scontro la classe in sé.

Dalle lotte emergevano i nuovi gruppi dirigenti. Che, selezionati, rafforzavano e con il tempo sostituivano i gruppi dirigenti al potere. Locali e centrali.

Oggi. Le forze di polizia sono in piazza per proteggere i dimostranti. Che ignari le insultano. L'insulto alla polizia fa parte di una tradizione che non ha più ragione di essere. I dimostranti sono lì a difendere il passato che va dileguandosi e non vuole tornare. Ma che loro sono lì a trattenere. Afferrandolo per le falde della giacca. A sentire parlare Landini viene da ridere. Un pilastro della comicità italiana. La Camusso poi è oggettivamente un residuo di un mondo in agonia. Che solo in Italia trova ancora un modo di essere. E fa il gioco della conservazione. Si parla di diritti e si difendono i privilegi. I loro e quelli di tutti.

Ora. La modernità potrà anche non piacere. Così come si presenta suscita sbigottimento e smarrimento. A volte il panico. Ma se a modernità sostituiamo concetti come processo di evoluzione nel quale l'umanità è coinvolta allora si comprenderà meglio come il processo esista.

La sua direzione va individuata.

Analisi impossibile senza tener conto della globalizzazione. La quale lontana da essere una maledizione è solo il portato dell'evoluzione dell'economia mondiale. Del rapporto fra l'uomo e la sua sopravvivenza. L'ultimo dono da non sottovalutare di un capitalismo a sua volta moribondo.

 

Dicembre 2014 - Paese agitato. Scioperi, proteste, scontri con la polizia. Gli obiettivi sono solo detti. Ma non sono chiari. Hanno più l'aria di essere diretti contro il mondo, la crisi economica, i sacrifici, le durezze della necessità. Tutto in modo generico, più emotivo che ideologico, sicuramente inconsapevole delle ragioni stesse che si invocano. Un non ci sto. Un sono al mondo e ho il diritto di starci al meglio. Morte a chi insidia questo meglio.

Ora. Chi insidia il meglio?

Giorni fa il meglio è stato insidiato dalla agenzia di rating S&P. L'Italia declassata. I suoi titoli deprezzati. Di questo passo sarà sempre più difficile ottenere investimenti dall'estero. Meno investimenti, meno benessere.

Ebbene.

Tutto ciò viene rimosso. Come se il paese fosse autosufficiente. Non appartenesse a un area economica. L'area  dell'economia occidentale. Che preme su di esso con vari strumenti. La finanza, il commercio, i beni capitali, la tecnologia, i progetti, i brevetti. Come se da questa appartenenza non dipendesse il benessere nel quale il paese vive. I famosi diritti non dipendessero a loro volta da questo benessere. Benessere che si è sviluppato a spese del sottosviluppo del resto del mondo. Ovvero. Del suo sfruttamento. Nella misura in cui lo sfruttamento si attenua il benessere cala. E con il benessere calano i diritti.

Ora. Trascurare questa realtà economica globale è frutto di ignoranza, di malafede, di opportunismo, di imbecillità?

Scelta difficile.

Esempio. Dove collocare le dichiarazioni del presidente delle Fs sulla tav Val Susa? Poco conveniente se troppo costosa. Ignorando trattati internazionali, piani europei di organizzazione continentale, impegni presi, e altro. Comunque. Atteggiamento che conferma come gli italiani, tutti, non tengano conto del mondo. Del quale bene o male fanno parte.

Ora.

La credibilità internazionale italiana è in crisi per via di questo tipo di comportamento. Fuori dal tempo e dal pianeta sul quale vivono. Ora.  Meno credibilità meno benessere.

Allora?

 

& – Chuck Hagel capo del Pentagono si dimette perché non in linea con la strategia di Obama presidente. Negli Stati Uniti nessuno ha da ridire. Condotta giudicata corretta. Sia da parte di chi ha  rassegnato le dimissioni, sia di chi le ha immediatamente accettate. E probabilmente provocate.

Cosa sarebbe accaduto in Italia?

Proteste, anatemi contro il presidente accusato di ignorare il diritto di ognuno di pensarla diversamente. Accusato di voler ridurre i membri del suo governo alla stregua di burattini e se stesso al ruolo di burattinaio. Titoli del tipo "Tutti zitti. Qui penso solo io". Riferiti a Obama. E via.

Noi italiani confondiamo la democrazia con l'anarchia.

 

& – Sciopero generale. Ieri. Sembra riuscito. I favorevoli lo danno al 60%. Che non è eccezionale. Dicono anche un milione e mezzo di persone in piazza. Nelle molteplici piazze del paese. Cifra ragguardevole. Dice Renzi. Non mi faccio intimidire. Che centra? Una prova di forza fra governo e sindacato? Perché metterla giù così e non spiegare come nel 2008 ci sia stata una crisi. Come la crisi non si sia risolta. Come per risolverla non basta stampare moneta o aumentar il debito. Come si esce dalla crisi solo cambiando tenore di vita. Come l'Occidente non può permettersi più di vivere a quei livelli. Tanto meno gli europei. Come le riforme siano volte a adeguare leggi, comportamenti, maniera di lavorare, modo di vivere al nuovo che avanza. Come il nuovo che avanza sia negativo per gli occidentali ma positivo per il resto del mondo. Come gli occidentali si siano sviluppati a spese del resto del mondo. Il che giusto o ingiusto che sia, è finito. Lo sviluppo a spese del resto del mondo sta finendo. Come anche la crescita sia finita. Questo tipo di crescita. Come il benessere come viene inteso in Occidente non sia reale. È alienazione. Come per uscire dall'alienazione sia consigliabile cambiare modo di vivere. Favorendo la crescita della consapevolezza del mondo prima. Poi la presa di coscienza delle condizioni dell'uomo sulla terra. Deficit di consapevolezza e di coscienza che sono alla base del malessere sociale. E via via via.

Probabilmente al momento sarebbe sufficiente spiegare come il mondo stia cambiando e come per sopravvivere sia necessario aderire al cambiamento. Come al cambiamento non si sfugga. Amen.

 

& – Paese ingovernabile. Classe dirigente priva del senso di liceità. La legge di stabilità. Creata due o tre anni fa. Intenzione dichiarata. Bloccare il pessimo costume parlamentare di infarcire la legge di emendamenti che nulla avevano a che fare con l'oggetto legislativo in questione. Divieto assoluto di  presentare emendamenti non pertinenti. Ebbene. Divieto tanto assoluto quanto disatteso. Il governo è dovuto intervenire per cancellare decine di emendamenti estranei.

Ora. Con quale testa sono stati presentati? Con quale testa sono stati ricevuti? E. Cosa abbiamo in testa?

Varata una legge si mette immediatamente in moto un movimento con l'obbiettivo di eluderla, aggirarla, neutralizzarla.

E. Tutto il paese è fatto così.

Ogni passo avanti viene contrastato da uno quando non due passi indietro. Le leggi, carta straccia. Le parole, solo parole. Gli impegni, modi di dire.

La certezza del diritto, assente. Ma non solo la certezza del diritto. Assente qualsiasi certezza. Assente la certezza in sé.

Una determinazione tuttavia è viva. La determinazione di impedire che una qualsiasi certezza prenda piede nel paese. E che l'unica certezza da difendere con le unghie e con i denti è che nel paese non si formi altra certezza che non sia la propria. Singola e individuale. Più vicina a una credenza che a un'analisi.
 

(continua in "Lo scontro si allarga)


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“Continua lo scontro” [#IMOD14]

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