materialismo&dialettica
Punto di vista >
Lo scontro si allarga

►continua da #IMOD14

Gennaio 2015.  Sta prendendo piede e si va diffondendo un fenomeno singolare.

La nascita del pensiero utopico immaginifico in contrapposizione al pensiero unico.

Il punto di riferimento del nuovo pensiero non è la necessità. Non la realtà. Non la pratica del mondo. Non le condizioni economiche globalizzate. Il nascente pensiero punta sull'ideale del come si vorrebbe che fosse, tradotto nel come dovrebbe essere. Tutto ciò che accade viene paragonato e giudicato con il metro del come idealmente potrebbe e dovrebbe essere accaduto. Un mondo immaginato, immaginario, fuori dai fatti reali. Che ognuno manipola a proprio piacimento, secondo la propria creatività fantasmatica, secondo regole più o meno inventate, aggiustate, raffazzonate. Raccolte alle bene e meglio da letture sparse. Qualche libro letto automaticamente. Articoli appena adocchiati. Ispirate dalla televisione. Da interviste appena ascoltate.  Da frasi di conduttori dei telegiornali o dei vari programmi cosiddetti di approfondimento. Programmi che a loro volta spaziano più nell'immaginario possibile che nella realtà della necessita storica e culturale affermatasi nel periodo storico in oggetto. Il nostro.

Una delle massime più insistite del pensiero utopico immaginifico, nato in contrapposizione al pensiero unico, è che i popoli hanno il diritto di decidere il proprio futuro. Dove è sottinteso che al momento ai popoli questo diritto viene negato. L'elemento scatenante, al momento, è la Grecia. Alla quale si potrebbero aggiungere l'Ucraina e tutti paesi ex sovietici oggi prede dell'area occidentale. E altri. A volontà.

Ascoltiamo le tesi del pensiero utopico immaginifico.

Primo. La Grecia ha il diritto di scegliere il proprio destino.

Secondo. Nel "proprio destino" greco c'è il diritto di vivere al disopra delle proprie capacità economiche e produttive. Al disopra delle proprie possibilità.

Terzo. Nella realizzazione del proprio diritto è incluso anche il diritto di rompere il patto firmato al momento dell'entrata nell'euro. Modificando il diritto "proprio" degli altri componenti del patto di rimanere nell'euro secondo i patti a suo tempo concordati.

Invece. La realtà.

Il benessere greco non dipende dai greci. Il benessere greco dipende dall'accordo dell'euro nel quale stanno e del quale hanno largamente usufruito. Il benessere greco dipende dall'economia occidentale di cui i greci fanno parte. Economia che prospera sullo sfruttamento passato e in larga parte ancora presente dei popoli del resto del mondo. Di conseguenza. Il diritto dei greci di decidere il proprio futuro è strettamente intrecciato con il diritto dei popoli occidentali di difendere a loro volta il proprio e con il diritto degli altri popoli della terra di sfuggire allo sfruttamento contrastando le politiche dei popoli occidentali che li opprimono economicamente. Popoli oppressori dei quali i greci fanno parte.

 

& – Feroce attentato islamico a Parigi. Strage nella redazione del principale giornale satirico. Sarebbe ora che l'Occidente si svegliasse. Individuando il reale pericolo rappresentato dall'Islam. Non dalla Russia. Piuttosto tirando dalla sua parte Russia e Cina per abbattere il Califfato. E neutralizzare il fondamentalismo islamico.

L'Occidente non ha chiaro che il fondamentalismo islamico ha dichiarato la guerra. È in guerra. Anche l'Occidente è in guerra. A sua insaputa. Preferisce sottovalutarla. Non vuole essere disturbato nel suo benessere. Si crogiola nei diritti. Il romanzo di Houellebecq è un grido. Forse una felice intuizione. Al quale sarebbe saggio prestare un'attenzione non esclusivamente letteraria come si sta facendo.

L'Islam, il fondamentalismo islamico, oggi, rappresenta quella necessità, quello stato di necessità che il mondo occidentale tenta di ignorare.

D'altra parte. Se non si sconfigge il fondamentalismo islamico la quota più ragionevole dell'islamismo non troverà lo spazio sufficiente per manifestarsi e affermarsi.

Necessità. Concetto greco che indicava la condizione di ciò che non può non essere o essere diversamente da come è.

Oggi. Le condizioni entro le quali ci si muove. Con limiti e opportunità.

 

& – Altra massima del pensiero utopico immaginifico. Siamo tutti uguali. In primo luogo di fronte alla morte. Possibilmente anche per il resto. Di fronte alla morte è un ovvietà se vogliamo dire che tutti dobbiamo morire. Tuttavia non siamo uguali un attimo appena dopo. I funerali, il loro sfarzo, la loro eco ci ricordano puntualmente come la società sia lontana dall'aver superato le classi. Quanto al resto basta aprire un qualsiasi quotidiano dell'Occidente per leggere l'allarme sulle crescenti disuguaglianze. Senza affrontare poi la questione delle diseguaglianze nel resto del mondo. O delle scale gerarchiche sociali diffuse in tutti i paesi. Cuba inclusa.

Ma esiste anche un altro tipo di uguaglianza invocata dal pensiero utopico immaginifico. L'equivalenza.  L'equivalenza fra cultura e cultura. Fra civiltà e civiltà. Fra costume e costume. Fra mentalità e mentalità. Ognuno deve rispettare la civiltà, la cultura, il costumi, la mentalità dell'altro. Soprattutto perché ogni civiltà, cultura, costume, mentalità vale l'altra. Passi il rispetto di cui sarebbe necessario discutere. Non passi l'equivalenza. Esistono civiltà e società avanzate. Esistono civiltà e società arretrate. Il punto di riferimento per giudicarle dovrebbe essere il massimo di coscienza possibile storicamente raggiunto. Raggiunto nel campo teorico. Filosofico o scientifico che sia. Un riferimento molto complesso che richiederebbe lunghe discussioni.

Per semplificare le cose prendiamo a confronto, come orientamento, la posizione femminile. Le libertà femminili, l'autonomia femminile, l'autosufficienza femminile all'interno di una civiltà, società, costume, mentalità. Il costume e la mentalità fra l'altro servono anche a giudicare gruppi sociali e individui. Qual è la loro posizione di fronte alla libertà e all'autonomia della donna? Possono le donne essere superiori agli uomini? Sì, no. E via.

In base a questo criterio compiliamo una classifica.  

 

& – Lettera aperta a Landini. Landini. Ti ho ascoltato sere fa in televisione. Strillavi, ti disperavi, ti appassionavi. Elencavi con grande indignazione tutte le iniquità del sistema. Se ho capito bene quelle nazionali e quelle internazionali. Che tenerezza Landini. Landini svegliati. Vivi in un modo di produzione che si chiama capitalismo. C.A.P.I.T.A.L.I.S.M.O. Sai. Quello analizzato da Marx e combattuto da Lenin e da Mao. Con due rivoluzioni. Di cui una è stata sconfitta e l’altra si difende come può.

Questo per dire che non è con i pianti in televisione che si sconfigge il capitalismo. E nemmeno con gli scioperi. Anche perché con gli scioperi, in regime capitalista egemone, con la concorrenza internazionale sempre più dura, si danneggiano gli scioperanti. Spingendo la produzione fuori dal paese. O fiaccando ancora di più quel tanto di produzione che stenta a riprendersi.

O forse credi che esista un capitalismo buono. Che malvagiamente venga disatteso. Un capitalismo come lo immaginano i socialdemocratici. I socialdemocratici. Giudicati dal vecchio comunismo rivoluzionario i nemici peggiori e pericolosi della classe operaia. Classe che tu pensi di rappresentare. O mi sbaglio? Ebbene. Il capitalismo buono non è stato sperimentato in nessuna parte del mondo. È necessario darsi pace. Non esiste. Se l’Europa traversa una crisi economica peggiore degli altri è proprio perché tenta di addolcire la crisi e le sue conseguenze.

Allora. Se non si ha una vocazione rivoluzionaria, come sembra non abbiate sia te sia la Camusso, temo che sarà necessario adeguarsi e, come fanno i socialdemocratici tedeschi, ridurre il lavoro sindacale a livello aziendale. Difendendo con intelligenza, come si può, sul posto di produzione, gli interessi, non i diritti, dei lavoratori occidentali. Tuttavia ricordando loro come quel tanto di benessere di cui godono è  lucrato con lo sfruttamento dei popoli del secondo, terzo, quarto mondo. Sfruttamento di cui loro usufruiscono. E che se vogliono fare qualcosa di serio sarebbe bene che invece di andare al mare cominciassero a leggere i libri che i teorici della rivoluzione proletaria hanno scritto per loro. E un po’ di storia. Tanto per capire dove stanno e possibilmente come uscirne. Anche utilizzando la crisi che il modo di produzione capitalista sta traversando e se e come sia possibile accelerarla. Certamente con sistemi diversi dai lagni televisivi e dagli scioperi autopunitivi.

Febbraio 2015.  Renzi: abbiamo battuto la palude. Cuperlo: ma così sconfiggi la democrazia condivisa.

Appunto.

Probabilmente la vera qualità di Renzi, il nuovo di Renzi, è proprio quello di avversare la condivisione. Una malattia italiana. Insieme all'equilibrio a ogni costo. Da cui generano la tendenza al compromesso quale modello e regola di vita. Al trasformismo quale diffusa pratica politica. Al consociativismo, forma attenuata del trasformismo. Tutti insieme portano ai veti incrocia. Al rinvio senza limiti di tempo di ogni provvedimento o decisione. In breve, alla paralisi.

Nei paesi occidentali avanzati l'unica condivisione richiesta consiste nell'aderire a un modello comune di democrazia. L'alternanza e  la concorrenza sono le principali di queste regole. La discussione è l'altra regola. Una volta discusso si vota. Si formano una maggioranza e una minoranza. Dopodiché la minoranza pur rimanendo fedele alle proprie idee si allinea ai comportamenti e ai programmi della maggioranza che ha vinto. Come d'altra parte fece Renzi con Bersani.

Lo scontro è rinviato al prossimo confronto. Per rovesciare la situazione. Fino al prossimo confronto si ha un atteggiamento leale verso la maggioranza. Non le si taglia l'erba sotto i piedi favorendo l'avversario. L'avversario rimane quello esterno non quello interno.

Al contrario da qualche tempo le minoranze italiane reclamano di governare con la maggioranza. Di condividerne il potere. Hanno perso ma non conta. Poiché tutti hanno diritto di contare. Altrimenti? Altrimenti si grida alla dittatura. Ci si allea con l'avversario. Comunque si lavora contro la propria maggioranza.

Un sabotaggio.

Ora. La presenza di tutte le forze al potere è una pratica oligarchica. Una pratica ben sperimentata con la quale i gruppi dominanti si spartiscono l'esistente e se necessario frenano e possibilmente impediscono il cambiamento. Insomma. Una pratica conservatrice quando non reazionaria.

Nella esperienza italiana l'equilibrio può essere rotto e si rompe solo e soltanto quando ostacola la conservazione. Quando il cambiamento è alle porte ci si ricorda e si usano senza mezzi termini i metodi dell'Inquisizione. Se l'impresa fallisce allora entra in campo e si invoca la condivisione. Un modo per dare alle forze della conservazione la possibilità di ostacolare il nuovo. Di tenere il paese lontano dalla modernità. Un'astuzia tutta cattolica. Tesa a resistere al  nuovo che avanza e preme. Sperimentata dai tempi della controriforma. Dopo i deludenti risultati dell'Inquisizione si abbandonò la violenza per ricorrere a qualcosa che va sotto il nome di resistenza passiva. Di resistenza mascherata da collaborazione. Si avversa la maggioranza solo per migliorarne la qualità. Un'ipocrisia. Di fatto ci si oppone all'avanzata e alla pressione del nuovo. Un allenamento praticato e perfezionato nel corso di circa cinque secoli.

 

& – La faccenda del sacco di Roma da parte della tifoseria olandese scopre una delle debolezze di fondo del sistema Italia. Prende la forma della mancanza di carattere del paese. In realtà riflette un vuoto di prassi politica. Prodotto dalle contradizioni della classe dirigente totalmente sprovveduta di fronte all'emergenza. Di fronte a ogni allarme emergono sensibilità opposte che dettano comportamenti opposti. Esempio. Di fronte alla violenza delle tifoserie straniere si deve contrastarla con l'intransigenza della forza o si lascia correre invocando la strategia del male minore? Le forze di polizia sono incerte sulla risposta. Non sanno quel che devono fare. Se picchiano come accadde con la tifoseria inglese alcuni anni fa vengono accusate di violenza. Alla violenza della piazza non si risponde con la violenza della forza pubblica altrimenti la forza pubblica si pone al medesimo livello della piazza e questo è disdicevole. Da dove proviene un'imbecillità del genere? Da una cattiva filosofia che in nome della vita sacrifica la vita. Sacrifica le istituzioni, il patrimonio artistico, la proprietà privata, la vita stessa degli aggrediti i quali non sono posti nelle condizioni di difendersi una volta minacciati anche se all'interno della propria casa violata da malintenzionati.

Risultato. Il disordine sociale, la crescita dell'abuso, la crescita della violenza contro la persona. L'incoraggiamento all'uso della violenza da parte di minoranze più o meno facinorose. L'opposizione a ogni cautela preventiva. Volete costruire là dove si mette in pericolo l'incolumità della comunità (abusivismo). Ebbene nessuno si oppone né si può opporre. Non siete d'accordo sulla costruzione di un'opera pubblica ritenuta internazionalmente necessaria. Ebbene fate pure. Aggredite i cantieri. Aggredite le forze dell'ordine pubblico che difendono i cantieri. Fate crescere un movimento al limite del terrorismo come è accaduto in Val di Susa. Devastate il centro della capitale. Rapinate impunemente le case. Rapinate impunemente le casse dei negozi. Gli aggrediti sono inermi per legge. Non possono reagire se non per legittima difesa. Ma questa deve essere provata. Insomma se quello non vi spara voi non potete sparare poiché non è poi così certo che volesse spararvi. Stava per sparare? È una vostra supposizione. Aspettate che vi spari.

Così le cosiddette forze dell'ordine non sanno quando e come agire. Quando sparano devono provare la legittima difesa o la dimostrata pericolosità del violatore dell'ordine costituito. Nell'incertezza non sparano e spesso vengono sparate. Quotidianamente vengono fatte bersaglio di bombe carta, sassaiole, bottiglie, bastoni, e via.

Certamente ci sono stati i fatti di Genova. Nei quali le forze dell'ordine si sono trasformate in forze del disordine e dell'abuso. Ma quelli su cui si è abbattuta la violenza statale erano studenti, non delinquenti, o violenti. Volete forse paragonare la violenza implicita di uno studente con la violenza esplicita di un no tav? Ma. A Genova c'erano i black bloc. Si. Ma non fra quelli che stavano dentro. Non erano quelli arrestati dalla polizia. Insomma i black bloc non c'entravano con gli eccessi di Genova.

Eppure la regola potrebbe essere piuttosto semplice. Nessuno deve minacciare nessuno. Se minaccia lo si neutralizza. Ma una volta neutralizzato, una volta a terra, stop. Diventa intoccabile. Una volta dentro, arrestato, diventa inviolabile. Lo si tiene dentro se necessario, anche a lungo ma non lo si tocca. Tenendolo dentro si attenta alla sua libertà personale? Questo dovrà deciderlo il giudice che interverrà per direttissima. Quanto al resto tolleranza zero. Anche di fronte alle invettive.

Utopico? Probabilmente sì. Anche perché la caratteristica principale per rendere reale un simile comportamento è l'esistenza di regole certe e di una logica che non sia quella di spaccare il capello in quattro ma abbia come riferimento il dato reale di quanto accaduto. Ma ecco che detto questo ci si rende subito conto di aver sbagliato paese. Non essere in Italia.

E allora? Ci arrenderemo alla nostra arretratezza? Rinunciamo a far parte del mondo occidentale? Più o meno avanzato ma certamente il più avanzato.

 

Metà marzo 2015 & –  Il fenomeno Berlusconi e il fallimento dei due governi Prodi in quel periodo furono momenti del processo di transizione. Trattarli come anomalie della storia significa ripetere l'errore di Benedetto Croce che giudicò il fascismo come una malattia.

Non fu un caso se la sinistra italiana impedì a Prodi di governare né seppe opporsi a Berlusconi.  Mostrando la sua incapacità a comprendere il momento storico. Ostinandosi con un armentario ideologico superato dai fatti e dalla transizione storica nella quale era immersa. Idem Landini quando si oppose a Marchionne. Perse Landini. Gli operai non lo seguirono. Seguirono Marchionne. Landini oggi rappresenta una platea di pensionati, artigiani e partite iva. Idem la Cgil e la sinistra pd quando affrontano Renzi. Dove Renzi gareggia con Marchionne a livello politico. Renzi come Marchionne avversato con argomenti abusati, impropri e non al livello della transizione.

Al momento. Il sindacato in linea con la transizione cura gli interessi dei suoi assistiti. Un sindacato vecchio ne cura i diritti. Ora. Dei diritti si deve interessare la politica. Degli interessi il sindacato. Non era negli interessi degli operai Fiat avversare la strategia di Marchionne. Spingendo la Fiat fuori d’Italia. Così la Cgil e la sinistra dem avversano con Renzi le riforme che Renzi sta mutuando dal mondo occidentale e che il mondo occidentale capitalista esige da quei paesi che ne fanno parte e ne condividono i privilegi.

Di fatto. Si respira una certa aria di opposizione al sistema (capitalista) in tutta la sinistra europea. Colpisce che Le monde diplomatique di solito piuttosto equilibrato abbia abbracciato in toto le tesi greche di Tsipras e di Syriza.  Insomma. La sinistra europea sogna il capitalismo buono. Il capitalismo in sé sembra starle a pennello. Obbiettivo. Renderlo altruista. Renderlo «sociale». Insomma migliorarlo. Punto. Tutto quanto caratterizzava la sinistra – la rivoluzione, Marx, il leninismo, il maoismo, il centralismo democratico – ,via. Vecchio. Ciarpame di cui sbarazzarsi e di cui ci si è sbarazzati (cfr transizione 60).

Cosa sta accadendo?

A livello d'insieme l'assenza di una teoria (una volta ripudiata quella esistente e mai sostituita) riflette la formazione di una classe meticcia che esprime un pensiero meticcio, emotivo, utopico, onirico, immaginifico. Teso a realizzare desideri ignorando le condizioni e i mezzi per conseguirli. Sognando un mondo inesistente e gridando al complotto per la sua assenza.

Una nuova classe in formazione dalle basi economi e sociali precarie. Che anela a uscire dalla precarietà priva di una teoria, priva di una strategia, ma decisa a reclamare il suo posto al sole (cfr Class).

& – Sposetti , vecchio tesoriere del pci ha dato dell'ingrato e del "miserabile affetto da sindrome rancorosa del beneficiato" a chi ha criticato l'intervento di D'Alema all'ultima riunione della minoranza pd.  Sposetti si riferiva a Nicola Latorre, Matteo Orfini, Claudio Velardi già componenti del gruppo dalemiano. Già componenti, un tempo. Anni fa.

Ora.

Base della corruzione è l'idea che chi segnala qualcuno per una funzione costui gli debba della riconoscenza per la segnalazione. E se occupa la posizione in oggetto chi lo ha segnalato si aspetti della riconoscenza o pretenda un occhio di riguardo, quando non dei veri e propri favori, per avergli dato una mano o averlo assunto a suo tempo nel proprio gruppo di lavoro. La corruzione è nella pretesa, nella aspettativa di un ritorno. E nell'idea che il prescelto sia un beneficiato. Che non abbia ottenuto un riconoscimento bensì un beneficio.

La cooptazione è legittima se il cooptato lo è perché giudicato adatto alla funzione che è stato chiamato a ricoprire. Sia stato scelto o indicato per le sue capacità o per la sua competenza. Fine. Costui una volta scelto o indicato non deve alcuna riconoscenza a nessuno. Se fa parte di un gruppo ci si aspetta e si esige che sia aderente al progetto e alle finalità del progetto per il quale è stato scelto. Se cambia idea sarà bene che si ritiri. Se ne vada. Non deve condividere le finalità del progetto per riconoscenza, obbligo, gratitudine. Deve condividerle per motivi di correttezza professionale, di coerenza con gli obiettivi accettati una volta ingaggiato. Ma. Una volta uscito è del tutto lecito che si batta a sostegno del suo nuovo punto di vista senza essere tacciato per questo di tradimento e di slealtà. Comunque quest'ultimo aspetto è da giudicarsi secondo le circostanze.
Tutto ciò è di fatto estraneo alla mentalità italiana. Intrisa di relazioni di carattere medievale quando il vassallo doveva obbedienza e obbligo al feudatario dal quale aveva ricevuto l'investitura.

Il mondo moderno non funziona così. È tutt'altra cosa.

Fra l'altro la gratitudine ha come pratica il dono offerto per riconoscenza. Se poi il dono è preteso prende la forma della tangente. La tangente è un dono dovuto. E siamo alla pratica italiana.

Aprile 2015 & –  Fra le caratteristiche dei gruppi dirigenti di questo paese ne va individuata una fra le più pericolose. Che il paese vada a ramengo purché nessuno emerga. Gruppo o persona che sia.

La dc è andata avanti così per trenta, quaranta anni. Una lotta interna tesa a non far emergere nessuno. Per soccombere alla fine al decisionismo minoritario di Craxi. Il quale tuttavia  non è durato a lungo. Passando il testimone a Berlusconi. Il quale ha usufruito del bisogno collettivo di avere una guida purchessia. Anche un capo. Dopo anni di assenza di capi. Il quale, dopo gli anni – poco meno di venti – di non governo che hanno caratterizzato il suo periodo, ha passato il testimone a Renzi. Il quale finalmente ho proclamato la necessità assoluta di governare. Così il paese è entrato in possesso di una politica estera, di una politica economica esplicitamente dichiarata, di una politica sociale finalizzata a degli obiettivi che non fossero puramente corporativi, di una politica interna che invece di tenere conto esclusivamente di mantenere un equilibrio fra le forze in campo, scegliesse una rotta e una sola, rompendo la deleteria pratica della conciliazione a ogni i costo.

Questo è un modo possibile di sintetizzare la vita politica italiana dall'inizio del secondo dopo guerra.

Esistono analisi più complesse di questa. Ma questa non è da buttarsi tutta nel cestino.

 

& – Secondo il Fmi i paesi avanzati - l'Occidente - vanno incontro a anni di bassa crescita. Non solo la zona euro ma anche gli SU e la GB. Ugualmente i paesi emergenti rallentano progressivamente il ritmo del proprio sviluppo. La Cina sta riducendo  il programma di investimenti. Uscito dalle righe negli anni del grande balzo economico. Grattaceli vuoti, acciaierie e cementifici fuori mercato. Insomma. Sta accadendo come nel '29. Non si esce dalla crisi del 2008. La crisi del 2008 ha messo fine al periodo di crescita precedente. Prima la crisi poi la stagnazione strisciante.

Interessante. Tutto ciò sembra non interessare il mondo della finanza internazionale che continua a arricchire chi ha la fortuna di farne parte. Piccoli pesci inclusi.

 

& – Shock per le centinaia di morti di immigrati. Lutto e lai. Della stampa e dei politici europei. Una notevole ipocrisia. Nessuno dice, non vuol dire, non può dire come la pressione del terzo mondo sull'Occidente è per via del benessere dell'Occidente. Benessere del quale tutto il mondo vorrebbe godere. Ma non può poiché questo benessere si fonda nello sfruttamento proprio di quei due terzi del mondo che premono alle sue frontiere. Anche la questione Ucraina andrebbe vista sotto questo profilo. Tenere lontani i russi dal benessere. Con la Cina siamo rassegnati. Vorremmo includerla nel benessere ma al contrario la sua entrata ce ne porta via una buona dose. Anche Bergoglio con tutta la sua buona volontà un po' pelosa cade in questa ipocrisia.

È lo sfruttamento che non vogliamo riconoscere.

L'insieme appena abbozzato mostra un deficit teorico e culturale notevole. Il concetto di sfruttamento è stato bandito bandendo Marx dalla nostra cultura. Anzi. Marx è stato bandito proprio per via delle sue analisi sul capitalismo nelle quali il concetto di sfruttamento era centrale.

Nel medesimo tempo Marx non è stato capito.

Per Marx il capitalismo rappresentava un passaggio dell'umanità verso il progresso. Passaggio necessario. Storicamente inevitabile.

Un conto è stata l'analisi del capitalismo, un conto l'individuazione della sua funzione nel corso dello sviluppo umano.

Bene, prima o poi la cultura occidentale supererà Kant alla quale è solidamente ancorata. Scoprirà di nuovo Hegel e Marx. Come accadde alla fine del medioevo quando riscoprirono i filosofi del mondo antico.

 

& – Sta divenendo impossibile seguire e guardare i programmi televisivi, le interviste dei politici ma anche degli intellettuali. La transizione sta macinando l'esistente. Che si sta vuotando. Dichiarazioni prive di riferimenti logici. Con i m5s il paese ha toccato ancora una volta il fondo. Era già successo con Bossi e la sua Lega. Continua con Grillo e Salvini.  Ora. Non si tratta di Bossi, Grillo e Salvini. Si tratta dei movimenti cui danno vita. Dei voti che raccolgono. Del consenso che li circonda. Dei milioni di italiani che si riconoscono in loro. Va aggiunto tuttavia che il resto non è migliore di loro. Travaglio è l'essenza di quanto nel dopo guerra era stato identificato nel qualunquismo. Ora fra Travaglio e Giannini dell'UQ la differenza è veramente minima. Travaglio interpreta l'UQ con altri mezzi ma con il medesimo deficit culturale. La sinistra PD? Bersani, il vuoto in cattedra. Cuperlo? Cuperlo, un fenomeno che andrebbe studiato.

Siamo alle prese con una vera catastrofe culturale. La transizione sta distruggendo la vecchia cultura. Quanto ci vorrà per costruire la nuova? Un secolo? Due?

A livello internazionale l'Onu sta diventando la fonte di ogni equivoco.

Il caso degli immigrati indica il livello di spappolamento nei rapporti fra stati e nella soluzione delle questioni che si presentano nelle varie aree del mondo. Dal Califfato all'Ucraina.

 

& – Una riflessione sull'analfabetismo politico del paese. La questione dei deputati nelle in commissione in rappresentanza dei rispettivi partiti di appartenenza il cui comportamento politico viene confuso con l'obiezione di coscienza in aula. Colpisce che questo analfabetismo inghiotta personaggi come Bersani, la Bindi, Cuperlo. Navigati parlamentari. Imbecillità? Malafede?

 

& – M5s a proposito della morte di Lo Porto ucciso da un drone SU e dell'incontro Renzi-Obama della settimana prima. "Ma di cosa hanno parlato?". Perché è chiaro. Due capi di stato che si incontrano di cosa parlano se non dei rispettivi cittadini uccisi per caso in giro per il mondo?

Fra l'altro. Fino a una decina di anni fa chi andava in giro per il mondo a difendere cause di principio nelle quali credeva lo faceva a suo rischio e pericolo. A nessuno veniva in mente che per il solo motivo di farlo avesse diritto all'immunità da rischi e pericoli.

Era anche una questione di coerenza, dignità e orgoglio personale. Di responsabilità. Responsabilità che riguardava la maturità dell'individuo in questione. Il livello della sua presa di coscienza delle ingiustizie del mondo alle quali voleva porre un riparo con il proprio generoso comportamento.

Il dolore di Obama per il caso Lo Porto è in malafede. Denuncia solo l'abisso di ipocrisia nel quale l'Occidente sta precipitando. I casi sono due e non più di due. O l'azione americana nella quale era stato coinvolto Lo Porto  era necessaria e allora non si poteva tenere conto della sorte dei prigionieri. I quali non potevano essere trasformati in scudi umani che tenessero al riparo da azioni militari i loro detentori. O quell'azione non era necessaria e, in questo caso, andrebbe discussa la qualità e la professionalità delle forze militari che l'hanno promossa.

 

& – Torniamo in Italia. Poletti, ministro del lavoro, annuncia l'assunzione di alcune decine di migliaia di lavoratori da parte delle aziende italiane in seguito alle leggi varate dal governo. Propaganda, commenta la Camusso della Cgil. Senza rendersi probabilmente conto che non sta dando del bugiardo al signor Poletti, ma a un ministro della Repubblica italiana. Delegittimando il governo e con il governo le istituzioni. Istituzioni di cui per certi versi fa anche parte la Cgil.

Se quelle cifre sono false lo documenti con prove certe e fondate. E. In questo caso. Il ministro Poletti ne dovrebbe rispondere politicamente. E possibilmente rassegnare le dimissioni poiché a un ministro della Repubblica non è consentito mentire.

Direte. In Italia non va così. Dove diavolo credi di vivere?

Appunto.

Siamo nel ciclone dell'analfabetismo politico. Che sta travolgendo le istituzioni. Rendendo sempre più difficile se non impossibile il governo del paese. La cui struttura politica sta progressivamente sfasciandosi.

Quando De Gaulle fondò la quinta repubblica in Francia rendendo governabile ciò che non era più governabile, la democrazia parlamentare francese versava nelle medesime difficoltà nelle quali versa l'Italia oggi.

Fu allora necessario imbrigliare il parlamento che non era più in grado di reggere le sorti del paese.

Questa operazione diede vita al gollismo che guida tuttora Parigi. Senza intaccare la natura democratica della Francia. Che rimane una delle più forti democrazie occidentali.

Allora?

Fuori sacco  – (maggio 2015)

& – Gli insegnanti o della cattiva scuola. Scontro governo corporazione degli insegnanti. Lo stato mentale e intellettuale del paese è veramente singolare. Dominano presunzione e disinformazione. Zero riferimenti teorici e filosofici. Nessuno fonda le proprie ragioni. Ognuno sa senza sapere perché sa. Cosa possono mai insegnare insegnanti così?

& – Giornalismo. Ascoltando un'intervista di Mauro direttore. Impossibile rintracciarvi una risposta all'altezza delle domande. Le domande sono della Gruber. La quale si è montata probabilmente un po' la testa ma rimane al disopra degli altri cosiddetti giornalisti dell'approfondimento. Ivi inclusa l'Annunziata.

& –I programmi di approfondimento. Nei quali i giornalisti conduttori sono convinti di approfondire. Quando, quando va bene, mettono insieme un  panorama di dichiarazioni. Nelle quali ognuno più che dire, proclama la sua. Senza dibattito, senza una sintesi.

In realtà senza un approfondimento. Valore aggiunto uguale a zero.

Al meglio il giornalista conduttore prende a sua volta posizione. Aggiungendo il proprio parere a quello degli altri. Nulla di più. Santoro, per la verità, ci prova. Ma fallisce sera dopo sera. Perché fallisce? Inutile parlarne.

C'era una volta.

È esistito un tempo che un tale di nome Giovanni Cesareo dava lezioni di televisione ogni sera commentando sull'Unità i programmi più significativi del giorno. Ebbene oggi un Cesareo avrebbe molto lavoro da fare. Avrebbe una funzione da svolgere. Così come la svolse il vecchio Cesareo. A suo tempo ascoltato e stimato con grande utilità per la televisione di allora.

& – Nel mondo. L'Occidente sta riuscendo nel capolavoro politico di  rafforzare il blocco antioccidentale destinato a succedergli. Come? Spingendo la Russia nelle braccia della Cina. Ora alla Cina, all'India e al Brasile possiamo aggiungere Mosca.


(continua in "Il morso della transizione)


parole chiave di ricerca

[Italia [economia italiana [politica italiana [classe dirigente italiana [pensiero utopico immaginifico [Occidente [modernità

[Islam [necessità [donne [capitalismo : sfruttamento [benessere dei diritti [modo di produzione capitalista [crisi economica [cultura nazionale [illegalità [chiesa di Roma [oligarchia [trasformismo  [transizione

[Houellebecq [Landini [Renzi [Cuperlo  [Berlusconi [Prodi [Croce [Marchionne  [Tsipras [Sposetti [D'Alema [Craxi  Bergoglio [Marx [Kant [Hegel [Bossi [Grillo e Salvini [Travaglio [Bersani [Obama [Lo Porto [Poletti [Camusso [De Gaulle [Mauro [Gruber [Annunziata [Cesareo

 

“Lo scontro si allarga” [#IMOD15]

Torna su

Trova
codici
Menu