materialismo&dialettica
Dialettica e ma.dial: autori > Marx
Il Capitale (2)

(► appunti)

 

                            (Marx)                                                                                               (fpg: interpretazione ma.dial)

               

$$ Il denaro $$

La moneta non è un segno /CAP 1°123–124/.

La forma denaro è la ff dei rapporti umani nascosti dietro di essa.

Tutte le contraddizioni celate in questo rapporto più i processi storici che lo hanno generato sono alla base della confusione e delle interpretazioni che il denaro genera /133/.

 

Il denaro misura dei valori

(cfr denaro, prezzi, processo storico).

 

Moneta di conto /133/.

Contraddizione – quantitativa – fra grandezza dei valori e prezzo. Ma anche qualitativa dato che una cosa può avere un prezzo senza avere un valore  (es. l’onore) /135/.

 

Nella misura ideale dei valori sta in agguato la dura moneta /136/.

Il denaro come misura dei valori è «ideale» nel senso che non è necessario possederlo per misurare o dare un prezzo a una merce /129/. Ma appena passa da misura di valore a equivalente generale in cambio di un servizio, allora possederlo diventa assolutamente necessario /136/.

Il denaro è misura dei valori quale incarnazione sociale del lavoro umano. È scala dei prezzi quale peso stabilito di un metallo /130/.

 

§ Il denaro →

1. Misura dei valori.

2. Mezzo di circolazione.

3. Denaro.

 

Nel capitolo sullo scambio Marx ripercorre tutto il cammino già percorso nell'analisi della merce per giungere alla conclusione che la  trasformazione della merce in denaro si compie nella stessa misura della trasformazione dei prodotti del lavoro in merce.

Ma tutto ora è visto, analizzato dal punto di vista dei produttori /120/.

 

azione sociale – funzione sociale –

leggi della natura delle merci –

istinto naturale dei possessori di merci – cristallizzazione (si fissa ...) /119/.

 

Il denaro è una forma esterna alla cosa alla quale si applica. Mentre appare strettamente legato a questa cosa. In effetti è ff dei rapporti umani nascosti dietro la cosa. "In questo senso ogni merce sarebbe effettivamente un segno, poiché, come valore sarebbe soltanto l'involucro materiale del lavoro umano speso per essa". Ma così ragionando si dichiara anche /104/ che sono il prodotto "arbitrario della riflessione dell'uomo”. Cioè, tutto sembra tutto e su tutto si può dire tutto.

Il punto è l'aderenza con la realtà, con il concreto. ►

► § Il denaro come misura dei valori è:

a)  la ff necessaria della misura immanente del valore delle merci, del tempo di lavoro /127/. Cioè il denaro è la ff del tempo di lavoro contenuto nelle merci, ma trasformato in valore. Non è quindi direttamente il tempo di lavoro, ma è il valore sociale del lavoro come tempo di lavoro nel suo rapporto con il lavoro privato contenuto nella merce.

b)  il prezzo è la forma di denaro delle merci. E come denaro è una forma distinta dalla forma corporea tangibilmente reale – quindi è solo forma ideale, ossia rappresentata /128/.

c)  nella sua funzione di misura del valore, il denaro serve come denaro semplicemente rappresentato, ossia ideale /129/.

d) il denaro è misura dei valori quale incarnazione sociale del lavoro umano. È scala dei prezzi quale peso stabilito da un metallo.

e)  come misura di valore serve a trasformare i valori delle merci in prezzi – quantità ideali di oro, come scala dei prezzi serve a misurare quelle quantità di oro /130/.

 

In questi cinque passaggi c'è uno dei nodi della logica di Marx. In primo luogo si stabilisce che una ff non è necessariamente tangibile. E che il fatto che non sia tangibile non significa che non esista. Il tempo di lavoro non si vede. La sua ff contenente la contraddizione fra lavoro privato e lavoro sociale è il denaro. Ma come denaro è una forma distinta dalla forma corporea tangibilmente reale delle merci – che prende la sua forma reale come denaro. Ma non è ancora così reale. Per essere reale deve trasformarsi in prezzo – quale peso stabilito del metallo scelto.

Per questo il denaro è 1. misura di valore, 2. scala dei prezzi.

 

§§ Il denaro è tangibile. È oro, argento, bronzo. Ma è qualcosa di concreto che sta al posto di qualcos'altro o invece è la materializzazione di un fenomeno reale, non percepibile fisicamente che in qualche misura prende consistenza, cioè si materializza? /cfr poi il concetto del «farsi indipendenti»/. Marx in queste pagine non ce lo dice con chiarezza.

Il denaro è la forma che prendono diversi processi del reale generati dal processo di scambio dei prodotti del lavoro umano socializzato. Racchiude in sé ff diverse (o cela dietro di se?). È forma prodotta da una serie di contraddizioni – che naturalmente conserva in sé. Il valore del ferro, della tela, del grano, dice Marx /128/, esiste, sebbene invisibile in queste stesse cose. Viene rappresentato mediante la loro uguaglianza con l'oro. Ma qui rappresentare sta a illustrare il fenomeno per il quale il valore può manifestarsi solo nella ff del valore di uso di un'altra merce. Questo per via dell'opposizione fra valore di uso e valore, fra lavoro individuale concreto e lavoro socialmente astratto.

Il concetto di rappresentare e il concetto di manifestazione fenomenica sono ambedue reali. Esistono distinti uno dall'altro. Eppure ognuno dei due deve la propria esistenza all'altro. A prima vista può sembrare che esista fra di loro una qualche opposizione. Ma a guardare più da vicino, non esiste  In quanto una cosa che è si manifesta in una cosa che la rappresenta. Ma dove la cosa che la rappresenta nasconde qualcosa che le si oppone e nel medesimo tempo viene espresso ma come opposizione – qualcosa che è il «lei» hegeliano –. Questo qualcosa è il suo contenuto. Il valore della merce esprime il lavoro che cela al suo interno e che contemporaneamente le si oppone. La dialettica di questo processo è complessa, ma è fondamentalmente necessario rendersi conto del suo prodursi. [La rappresentazione è la forma presa dal fenomeno, la manifestazione è il fenomeno].

§§ La forma per Marx è quell'immediato processo entro il quale le contraddizioni possono muoversi (136, l'ellissi). La forma è dunque l'unità degli opposti. Quel processo nel quale gli opposti uniti danno vita a una forma che li esprime.

Cantimori nella traduzione della nota del CAP qui citata parla di «metodo» là dove la traduzione Utet usa il concetto di "il solo mezzo". A dimostrazione che per i marxisti italiani la dialettica è un processo del pensiero e non della realtà.

Cosa è la forma per Hegel? Il concetto di essere e nulla nel divenire porta alla forma. Esattamente ciò che sostiene Marx.

 

§§ Negazione della negazione – identità degli opposti – dialettica materialista.

(1) Le merci si sdoppiano in merce e denaro. (2) Alla merce valore di uso si oppone il denaro valore di scambio. Ma (3) sia nella merce sia nel denaro si mantengono i poli dell'opposizione di valore di uso e valore di scambio insieme alla loro unità. Con una differenza. Nella merce il valore di scambio diventa ideale, riferito all'oro. Nell'oro il valore di uso è ideale riferito alla serie di rappresentazioni di uso di tutte le altre merci.

Di conseguenza → A) La merce risultato della identità degli opposti (valore di uso e valore di scambio). B) In ognuna delle due contraddizioni l'altra è toltaxrimanere (il valore di uso nel valore di scambio e il valore di scambio nel valore di uso). C) Le opposizioni equivalgono a negazioni. La seconda opposizione (denaro-merce) è la seconda negazione (ma non ancora del tutto negata, quindi non risolta). D) È solo con la seconda negazione che la merce tornerà a essere valore di uso, cioè consumo, cioè prodotto. Ma un prodotto che ha dato vita a un modo di produzione complesso come quello capitalistico. E) Il processo è ricavato dalla riflessione hegeliana di essere e nulla.

 

§§ Il  processo di scambio si compie in due metamorfosi opposte /138/. M-D-M. La doppia negazione del processo (il denaro nega la merce ed è a sua volta negato dalla merce) dà vita al processo di scambio cioè a un fenomeno nuovo – a un nuovo immediato.

 

§ Il denaro "forma dileguantesi di equivalente" perché, punto finale della prima trasformazione è punto di partenza della seconda (M-D / D-M). Punto finale e punto di partenza coincidono. Un caso di unità degli opposti poiché punto finale e punto di partenza è sempre lo stesso (o denaro o merce).

Certo il processo può spezzarsi, rovesciarsi nel suo contrario D-M-D. Divenire un processo diverso, subire una metamorfosi. In questo caso il processo muterà di forma e di direzione. Sarà nato, avrà preso forma un processo diverso. Il secondo processo, pur figlio del primo, è così profondamente diverso che gli si oppone. La sua base è il primo che rimarrà base di tutti i processi successivi. A sua volta il primo processo ha per base (presupposto) la produzione che a sua volta rimane alla base delle evoluzioni successive nei successivi processi. Eccetera.

Ugualmente la merce è per il suo possessore un non valore d'uso. Ma è valore d'uso al punto di arrivo. Neg-neg, ciclo, forma di merce, sua negazione (spoliazione, scrive Marx – avrà proprio scritto così?),  negazione della sua forma di merce – ritorno alla forma di merce – seconda negazione.

(146) – Nell'atto vendita-compera – prima metamorfosi della merce – l'unità interna si muove in opposizioni esterne, di qui crisi. Qui è necessario un ambito di rapporti che non esistono ancora dal punto di vista della circolazione semplice delle merci. Sarà necessario un allargamento del processo perché si verifichi la possibilità di crisi reali – così come è stato necessario che si allargasse il processo di scambio semplice delle merci perché si giungesse alla circolazione semplice delle merci.

Il processo delle merci, dispiegandosi, allargandosi, spezza i limiti individuali e locali dello scambio immediato dei prodotti e sviluppa (produce, diviene) /145/ ricambio organico del lavoro umano.

D'altra parte si sviluppa tutta una sfera (livello) di nessi sociali naturali incontrollabili dalle persone che agiscono.

L'allargamento del processo di scambio – la sua quantità (misura) – dà vita a qualcosa di nuovo. A un nuovo immediato.

 

Vendita e compera sono un atto identico come relazione reciproca fra due persone polarmente opposte – come azioni di una stessa persona sono due atti polarmente opposti. Dunque → rovesciamento stesso atto fra due persone opposte o stessa persona con due atti (azioni) opposti (rovesciamento, identità degli opposti, negazione).

 

[Farsi indipendenti] → è un nuovo concetto in Marx. Così il denaro è il valore delle merci divenuto indipendente /148/. E /153/ nel processo del rallentamento della circolazione appare la separazione e il farsi indipendenti e opposti di quei processi. Assistiamo a un processo di produzione e di materializzazione della realtà che all'inizio è immateriale – è solo nesso e processo. Questa materializzazione non è un «segno», non è un simbolo – qualcosa che sta al posto di qualcos'altro. È il prendere forma fisica di una forma fenomenica (ff) che non aveva ancora una sua forma fisica, una sua consistenza materiale.

Questo farsi indipendenti sono i «momenti» del processo dialettico hegeliano. In un certo senso il denaro è un riflesso (cfr “A è non A” in SDL/7–6) della merce, che è un riflesso del prodotto di uso del lavoro. Ma la merce è prodotta dallo scambio – dal processo di scambio che è prodotto dall'azione sociale /119/ degli uomini. Azione sociale degli uomini che produce l'azione sociale delle merci che produce il denaro.

 

[Proprietà (delle cose), rapporti, forme fenomeniche] – Le proprietà di un qualcosa (cosa) non sorgono dai suoi rapporti con altri qualcosa, altre cose. Ma si limitano ad agire in questo rapporto. Le proprietà non nascono dal rapporto, ma agiscono sul rapporto /90/. Dai rapporti invece nascono le forme fenomeniche (ff). Una ff può divenire un qualcosa, ma un qualcosa può dare origine a più forme fenomeniche.

La difficoltà qui è fra l'essere e il nulla della materia. La realtà può essere insieme materia e non materia (immateriale). Il valore è qualcosa di immateriale che si realizza in altre ff, in un primo tempo nelle «altre merci», poi in una merce privilegiata la quale nella misura in cui diventa equivalente, cioè valore, perde la sua caratteristica di merce. I successivi passaggi del processo si materializzano in nuove ff. In un primo tempo nelle altre merci. Poi in alcune merci privilegiate. Infine in una sola merce. Il denaro (vedi @CAP1). Il denaro a sua volta diventa moneta, senza, tuttavia, che l'oro perda il suo valore di equivalente generale. [Dal 1967 assistiamo ai tentativi statunitensi di eliminarlo dalla sfera del valore, ma senza grandi successi].

Il valore è una realtà priva di forma fenomenica. È ma ancora non è. È ancora unità di essere e di nulla. Di più, preso nel momento in cui è nulla, esso è la prima negazione del prodotto del lavoro umano come si era andata determinando fino a quel momento. È qualcosa di molto indeterminato anche se non di assolutamente indeterminato. Ma determinato come qualcosa (cfr “A è non A” in SDL/10). Abbiamo qui una qualità che è. Ma anche una qualità che non è (cfr idem/9). È ancora unità di essere e di nulla. Il qualcosa ora si conserva nel suo non essere, si conserva nell'altro (cfr idem/11)  L'altro è il valore di scambio, ff del valore. Qui comincia un nuovo processo. Il valore di scambio di un prodotto del lavoro umano è, non è, eccetera, fino al momento in cui si materializza nell'altro. In un altro prodotto che diviene la sua ff, e via continuando con il processo fina all'oro. E dall'oro al mutamento del modo di produzione.

Questa immaterialità del reale non significa che il reale non ci sia. Semmai, ancora non c'è. Ma ci sarà. Nel senso che non solo influenzerà concretamente le forme fenomeniche materiali, modificandole, o, a sua volta materializzandosi in loro, ma fino al punto che può far mutare l'intera struttura materiale. L'unità di essere e nulla, non è un gioco di parole o dell'immaginazione. È una realtà. È la realtà stessa e vi si mantiene a ogni livello (sfera). In ogni sfera l'unità di essere e di nulla e la loro reciproca negazione spinge verso tre momenti del processo. Contraddizione, unità degli opposti, negazione della negazione. Rapporto quantità–qualità, eccetera.

 

Denaro → mezzo di circolazione

 

Il processo di scambio delle merci crea relazioni contraddittorie. Il processo della merce non supera queste contraddizioni. Ma crea la forma entro la quale" le merci si possano muovere" /136/.

Nella metamorfosi delle merci il processo va analizzato dal lato della forma. Necessario fissare un punto. Fino al momento in cui il processo di scambio fa passare le merci dalla mano nella quale sono valori non di uso alla mano in cui sono valori di uso, esso è ricambio organico sociale.

 

La metamorfosi delle merci consiste nel cambiamento di forma che le merci subiscono nella loro funzione mediatrice del ricambio organico sociale /137/. Un atto lavorativo  che ancora fino a ieri era una funzione fra le altre funzioni di un medesimo produttore di merci oggi si strappa via da questo nesso e diventa indipendente /139/.

In questi passaggi successivi la merce si duplica in denaro. Poi il denaro torna merce nel processo M–D–M. Forma di merce, forma di denaro, forma di merce.

La vendita prima metamorfosi della merce – M–D.

La COMPERA seconda metamorfosi della merce – D–M.

§§ Ricambio organico sociale §§

La produzione si trasforma in circolazione e consumo attraverso una serie di passaggi, che altro non sono che rapporti umani. Nel corso dei vari passaggi la società si struttura. Prende la forma dei rapporti di produzione, delle classi, dei modi di produzione all'interno dei quali produzione, rapporti di produzione e lotta di classe si succedono nel tempo mettendo capo alle forme giuridiche, culturali, politiche, eccetera. ►

 


► La divisione sociale del lavoro è un organismo spontaneo di produzione. È la produzione sociale del lavoro che rende indipendente, a seconda delle condizioni storiche di sviluppo, le funzioni sino a ieri strettamente unite, le strappa via da questo nesso e le manda al mercato come prodotto parziale trasformato in merce autonoma. "Le circostanze possono essere mature o immature per questo processo di scissione" /139/. © Circostanze che lo favoriscono e circostanze che lo ostacolano.
–|

 

La  divisione sociale del lavoro rende dapprima i produttori privati indipendenti ma poi rende indipendente da loro anche il processo sociale di produzione e i loro rapporti entro questo processo. Così ché l'indipendenza delle persone l'una dall'altra ha come contropartita, come rovesciamento della situazione, la loro dipendenza dal sistema imposto dalle cose /140/.

© Qui è descritto il processo attraverso il quale l’individuale dipende dal sociale. Di qui l’accusa di determinismo al marxismo.

 

La divisione sociale del lavoro trasforma il prodotto del lavoro in merce e la merce in denaro ("e così rende necessaria la trasformazione della merce in denaro"). Allo stesso modo rende casuale che questa "transustanzione" riesca o meno /140/.

 

Per funzionare come merce l'oro deve entrare nel mercato delle merci in qualche punto. "Questo punto sta alla sua fonte di produzione dove esso si scambia come prodotto immediato di lavoro con un altro prodotto di lavoro dello stesso valore. Da questo momento l'oro rappresenta  prezzi realizzati in merci /141/.

 

Nella sua figura di valore (denaro) la merce si spoglia di ogni traccia del suo valore di uso e del lavoro utile particolare al quale deve la sua nascita /142/.

Nel denaro non si vede di che stampo sia la merce che vi si è trasformata.

D-M. La compera è allo stesso tempo vendita /143/. Questo dà il via a una serie di processi all'interno della circolazione delle merci. Ogni venditore si trasforma in compratore e viceversa. La metamorfosi conclusiva di una merce costituisce una somma di prime metamorfosi di altre merci /143/.

Il denaro punto finale della prima trasformazione delle merci è simultaneamente punto di partenza della seconda trasformazione (D–M).

Il ciclo /144/.

La circolazione delle merci differisce dallo scambio immediato dei prodotti essenzialmente e non formalmente.

La circolazione delle merci spezza i limiti individuali e locali dello scambio e sviluppa tutta una sfera di nessi sociali naturali incontrollabili dalle persone che agiscono.

La circolazione essuda continuamente denaro /145/.

Cfr pagg 145–146.

La circolazione sconvolge i limiti cronologici, spaziali, individuali e crea la possibilità delle crisi.

 

La divisione sociale del lavoro e la circolazione delle merci sono alla base del processo di alienazione dell'uomo nei confronti del proprio lavoro. ►


►§§ La circolazione del denaro.

Il movimento delle merci è un ciclo. La forma di questo ciclo esclude il ciclo del denaro.

Quando il processo di compravendita è compiuto anche il denaro si è allontanato dalla mano del primo possessore /147/. Il denaro torna solo quando il processo si ripete con merce nuova. Si verifica dunque un costante allontanamento del denaro dal suo punto di partenza. Costante e monotona ripetizione del medesimo processo.

 

Benché il movimento del denaro sia solo espressione della circolazione delle merci, la circolazione appare viceversa solo come risultato del movimento del denaro /148/.

Il denaro valore delle merci divenuto indipendente.

Il movimento del denaro come mezzo di circolazione è di fatto soltanto movimento di forma propria della merce (delle merci). Movimento che si rispecchia in maniera sensibile nella circolazione del denaro.

• I due cambiamenti opposti di forma della stessa merce si rispecchiano nel duplice spostamento del denaro in direzioni opposte /149/.

Forma – La forma è anche un movimento (come l'ellisse). È il risultato di un movimento. Ed è risultato di almeno una contraddizione.

La forma → aspetto di equilibrio del processo.

La forma si rompe quando il processo si rompe per l'accentuarsi della contraddizione o delle contraddizioni che le hanno dato vita.

Le contraddizioni si accentuano anche per via dell'aumento quantitativo di un fenomeno (aumento della popolazione o aumento della circolazione). ►

 

 

► La merce entra ed esce continuamente dalla circolazione, mentre il denaro vi è continuamente dentro. "Sorge il problema di quanto denaro assorba continuamente questa sfera" /149/.

Rimanendo uguale il valore delle merci, i loro prezzi variano col variare del valore dell'oro (salgono se quello cade – cadono se quello sale).

 

• Massa di denaro, prezzi e massa delle merci /150–151/.

 

• Il denaro ha la funzione di mezzo di circolazione e la funzione di misura del valore /150/.

• La somma dei prezzi delle merci divisa per il numero dei giri di monete di ugual nome è uguale alla massa del denaro funzionante come mezzo di circolazione.

• L'oro può trasmutarsi continuamente come moneta aurea o in verghe. Tuttavia le monete nel loro corso si consumano. Titolo aureo e sostanza aurea si separano (contenuto nominale e contenuto reale). Monete d'oro dello stesso valore nominale divengono di valore diseguale. L'oro come mezzo di circolazione si allontana dall'oro come scala di misura dei prezzi, cessando di essere equivalente reale delle merci i cui prezzi esso realizza /158/.

Questo significa che è latente nell'oro monetizzato la possibilità di essere sostituito con marche di altro materiale ossia con simboli.  

• Il contenuto metallico delle marche di argento e di rame è fissato arbitrariamente dalla legge.

La loro funzione di moneta diviene quindi completamente indipendente dalla loro sostanza di valore. Sono dunque relativamente senza valore come le cedole di carta.

Diversa è la moneta di credito.

 

• L'oro si può trasformare in segno in quanto viene isolato o reso indipendente nella sua funzione di moneta o mezzo di circolazione /161/.

In questo processo che fa passare costantemente il denaro da una mano all'altra, è sufficiente anche la sua esistenza puramente simbolica.

Esso funziona ormai soltanto come segno

di se stesso. Quindi può essere sostituito con segni.

Ha tuttavia bisogno di una sua validità oggettivamente sociale. Risultato che ottiene con il corso forzoso.

 

Denaro →  come →

Tesaurizzazione

Mezzo di pagamento

Denaro mondiale

 

Tesaurizzazione

Da moneta monile a denaro immobile. Da intermediario del ricambio organico a fine a se stesso.

Oro e argento divengono così, di per se stessi espressioni sociali della sovrabbondanza, ossia della ricchezza /163/.

§§ – In Marx il processo è costantemente legato alla realtà dei fatti. Il processo più ideale ha una sua storia estremamente concreta. Proprio perché in Marx non esistono discorsi (o analisi) ideali. Ma solo analisi concrete della realtà formata da astrazioni e dalle forme presa da queste astrazioni.

 

 

§§ – Assistiamo alla nascita del processo di simbolizzazione. O meglio alla trasformazione del simbolo in segno.

 

§§ – La sua esistenza funzionale, assorbe la sua esistenza materiale.

Riflesso dileguante oggettivato dai prezzi delle merci.

 

 

 

 

 

§§ – Con lo svilupparsi della produzione delle merci la funzione del denaro (come moneta) si accresce.

Da qui in poi i meccanismi, le leggi principali della dialettica torneranno sempre con nuove funzioni. Ma stabili.

Sviluppandosi la quantità produce qualità. Nuove qualità.

Ma questa trasformazione di quantità (quantità di qualità) in nuove qualità non si riproduce meccanicamente per tutti i livelli del processo di sviluppo. Nel senso che a seconda della specificità della situazione le stesse leggi producono effetti

continuamente diversi. Assolutamente impossibile applicarle «meccanicamente».►

► Con la dialettica non si può dire per il principio della neg–neg si ha ..., oppure per il principio della identità degli opposti si ha ..., eccetera. La conoscenza della legge serve a capire il fenomeno che si sta osservando, non a dedurlo. Assistiamo quindi a una unità sempre più stretta fra analisi specifiche e leggi generali della dialettica. Ciò che diviene importante ora è individuare la dialettica nel reale, mentre Marx sin qui ha usato il procedimento contrario. Ha applicato la dialettica hegeliana alla realtà. Applicandola si è accorto che funzionava. La realtà si chiariva e si dispiegava. Ha trasformato quella dialettica in dialettica materialista e ora prosegue speditamente con il metodo dialettico materialistico. La dialettica ricavata dalla realtà. Quindi analisi della realtà tout court.

 

§§ – L'oro nella circolazione sviluppata.

 

Da intermediario del ricambio organico a fenomeno fine a se stesso, a espressione sociale della ricchezza.

Ora nessuno può più fare a meno dell'oro.

Ecco il meccanismo della moderna società. "I suoi bisogni si rinnovano incessantemente e impongono un incessante acquisto di merce altrui, mentre invece la produzione e la vendita della sua merce costano tempo e dipendono da circostanze casuali" /163.

Per comprare senza vendere è necessario aver venduto senza comprare

 

Nasce la potenza dell'oro.

La circolazione diventa il grande alambicco sociale dove tutto affluisce per tornare a uscirne come cristallo di denaro /164/.

La potenza sociale diventa potenza privata.

 

§§ – La circolazione diventa un meccanismo a sé. Il dopo, ciò che viene dopo, il valore di scambio, ciò che nasce da qualcosa che lo presuppone acquista una sua autonomia. L'oro si feticizza, ma anche il meccanismo si feticizza, nel senso che la separazione da ciò che gli ha dato vita e per il quale è nato, è totale.

La contraddizione si approfondisce, la neg–neg prende forma.

 

§ – Il valore di scambio ha negato il valore di uso, ma sta lì di nuovo per essere negato e tornare a un valore di uso nuovo, a un valore di uso socializzato, sociale.

Il valore di uso privato, individuale, dà vita al valore di scambio ristretto, il valore di scambio ristretto si allarga, abbandona il suo legame col valore di uso. Più lo abbandona più si automatizza, più si avvicina alla neg-neg, più si prepara alla sua negazione attraverso il ritorno a un valore di uso divenuto ormai un valore non più privato ma sociale. ►


► La contraddizione fra privato e sociale fa assorbire sempre più il privato nel sociale. In questo assorbimento l'individuo lontano dall'essere sacrificato, diviene sempre più libero. Diviene sempre più libero perché (VIª tesi su Feuerbach) la realtà dell'essenza umana è l 'insieme dei rapporti sociali.

Questo è il processo oggettivo, specifico, storico dell'umanità, nel quale il valore di scambio svolge la funzione socializzante, negandola in nome del suo contrario, l'estrema individualizzazione.

 

• Che funzione ha in questo processo il simbolo? Da dove proviene? Quando l'oro da intermediario del ricambio diviene fine a se stesso, espressione della ricchezza, lì è in agguato il feticcio e il simbolo. Il simbolo è (può essere) la parte riflessa della negazione, della contraddizione. "In un certo senso il denaro è una parte riflessa della merce". Questo riflesso, questo simbolo si materializza, prima o poi, si incarna in qualcosa o in qualcuno.

 

§ /163/ Analisi della ricchezza come simbolo per i popoli antichi, eccetera.

L'impulso alla tesaurizzazione. Nasce la contraddizione fra il limite quantitativo e l'illimitatezza qualitativa del denaro. Con il denaro posso comprare di tutto. Dipende da quanto ne ho /165/.

 

 

 

parole chiave di ricerca

[materialismo dialettico [marx il capitale [economia [denaro [merce [teoria del valore-lavoro [fenomeno e forma fenomenica [scambio [valore di uso e valore di scambio [processo : opposti e unità [tolto per rimanere [negazione della negazione [processo M-D-M [momento del processo [essere-nulla [logica dialettica [logica del reale [modo capitalistico di produzione [crisi economica [simbolizzazione [leggi della materia [oro e circolazione [feticismo

[Marx [Hegel

 

“Appunti sul Capitale di Marx (2)” [@CAP2]

Torna su

Trova
codici
Menu