materialismo&dialettica
Dialettica e ma.dial: autori > Lenin
Citazioni chiarificatrici

[antagonismo e contraddizione] non sono la medesima cosa.  L'antagonismo scomparirà col socialismo, le contraddizioni rimarranno.

(Panzieri distinguerà fra conflitti e antagonismo sostenendo che il  conflitto  non è opposizione, l'antagonismo sì.  L'antagonismo è di classe. I conflitti di classe funzionali "perché è un sistema che va avanti a conflitti").

 

[economia e tecnica] – citando Kautsky (OSL 1°/167),  Lenin sostiene che la scienza economica è necessaria alla produzione {socialista} come lo sono le scoperte tecnologiche.

 

[socialismo e borghesia] – chiara coscienza che il socialismo è un'ideologia creata da intellettuali borghesi per gli operai che non sono in grado di costruire una ideologia propria.  La lotta va condotta anche per strappare gli operai alla borghesia scrive in Che fare?.  © Ma allora il socialismo è la teoria di quale classe? –|

 

[leninismo e stalinismo] (OSL1°/219–220) – C'è in L. una visione aristocratica della vita e della rivoluzione.

 

[educazione politica degli operai] in (OSL1°/192).  

 

[la coscienza delle masse operaie] (OSL1°/185) – Per farsi una coscienza di classe gli operai devono imparare a osservare sulla base dei fatti e degli avvenimenti politici concreti e attuali, il comportamento delle altre classi, comprese le manifestazioni della vita intellettuale, morale e politica.  Imparare ad applicare nella pratica l'analisi e il criterio materialista a tutte le forme dell'attività e della vita delle altri classi, strati e gruppi di popolazione. © In altri termini devono impadronirsi e fare proprio il massimo di coscienza possibile storicamente raggiunto. –|

 

[il compito dei sindacati] – Intervenendo al Congresso dei s. del 25 gen 1921 in risposta alle tesi di Trotsky e Bucharin L. sostenne che la politica deve avere la precedenza nei confronti della economia.  "Pensare in modo diverso significa dimenticare l'abc del marxismo".  Sostenne che ogni fine economico riceve il suo significato solo dall'insieme del nuovo ordine sociale al cui interno si realizza.

Il compito dei sindacati nei paesi capitalisti è di proteggere gli interessi di classe del proletariato e delle masse lavoratrici contro il datori di lavoro, anche se rappresentati da aziende statali.  Contrario a ogni legge che sostituisse lo sciopero con la mediazione obbligatoria dello Stato (cfr anche LCU/35–36 Bettelheim). 

 

[libertà di stampa] in Urss secondo il suo programma cfr LCU/196–197, 200 (la censura) e 204.

 

[leninismo] su PDS/1976 n.3 – imperialismo e capitalismo sviluppato – L.  e la transizione – teoria del crollo – leninismo e stalinismo – Gramsci e L.  – marxismo e leninismo –.

 

[leninismo] – In Che fare?  (OSL1°/197) L. espone la sua visione di una lotta rivoluzionaria allargata – Siamo nel 1901.  Ciò che è «bene» è la rivoluzione.  La classe operaia è la classe giusta per portarla avanti, ma  non può farcela da sola.  Ha bisogno delle forze migliori delle altre classi.  

 

[la conoscenza materialista] in Materialismo e empiriocriticismo pag 76.  

 

[dialettica materialista] (in OSL3°) – Il ma.dial è "la dottrina dello sviluppo nella sua espressione più completa, più profonda e meno unilaterale, la teoria della relatività della conoscenza umana riflesso della materia in perpetuo sviluppo". 

© commentavo "la dialettica hegeliana non è una filosofia della conoscenza ma una filosofia dell'essere, che è anche conoscenza e opposizione fra conoscenza (ragione) e l'esistenza all'interno dell'essere ...". –|

[i comunisti dopo la rivoluzione] – Accurata e coscienziosa contabilità – essere economi – non odiare – non rubare – osservare la più rigida disciplina del lavoro.

 

[rivoluzionari professionali] (OSL1°/228–234) – necessari come i tecnici.  (In Che fare? il culto delle teste forti, della clandestinità, degli specialisti, dei capi rivoluzionari, del centralismo democratico).

 

[le masse] – assoluta fiducia nelle masse che devono sperimentare direttamente e giungere autonomamente a certe conclusioni (capacità di individuare i gruppi sociali adatti) per svolgere una data politica (contadini poveri nella carestia che segue la rivoluzione contro i contadini medi che imboscano il grano) – fiducia nelle teorie elaborate e progettazione e attuazione concreta sulla base di quelle teorie (che venivano mutate quando necessario) – azione permanente e massiccia di convincimento delle masse (manifesti, conferenze, discorsi).  Fiducia nella parola e nella ragione – le vie nazionali del comunismo.

 

[coscienza degli errori] (OSL1°/162) – nelle questioni rivoluzionarie la coscienza dei propri errori equivale già a un loro iniziale superamento – l'esperienza rivoluzionaria e la capacità organizzativa sono cose che si acquistano.  Basta voler sviluppare in se stessi le capacità necessarie.

 

[la rivoluzione in un solo paese] – La vittoria finale solo su scala mondiale e quale risultato degli sforzi dei lavoratori di tutti i paesi.  Altrimenti può riuscire in un dato paese per poi essere decapitata (Opere complete XIX).

 

[gli intellettuali e le masse] (Che fare?) – La responsabilità del movimento operaio spetta agli intellettuali che dovevano prestare attenzione e interpretare l'umore delle masse, seguirle per guidarle.  Una volta messo in azione, l'operaio sa dove vuole andare – gli intellettuali quale coscienza operaia. © Nasce il problema fra la falsa coscienza dell'intellettuale e la coscienza operaia in sé (e non per sé). –|

 

[insegnando alle masse e imparando dalle masse] in RBC/455.

 

[lotta di classe] – la cultura borghese più avanzata viene ereditata dal proletariato {dopo il crollo sovietico è accaduto il contrario}.  Eredità che è contemporaneamente continuità e superamento critico.

 

[marxismo-leninismo] come concetto nacque nel 1924 dopo la chiusura del 5° congresso dell'internazionale comunista.

 

[la pura rivoluzione] (SMC/745) – colui che attende una rivoluzione sociale pura non la vedrà mai – egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la rivoluzione.

 

[la dittatura del proletariato] (saluto agli ungheresi – da Stalin QDL/142) – la dittatura del proletariato è giustificata dal fatto che realizza un tipo più alto di organizzazione del lavoro.  Suo fine (attraverso l'organizzazione e la disciplina) è di creare il socialismo, eliminare la divisione della società in classi, di fare di tutti i membri della società dei lavoratori, di togliere la base di ogni sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo.   Questo fine non può essere raggiunto di colpo per via delle difficoltà implicite nella transizione, nell'organizzazione della produzione, nelle trasformazioni radicali necessarie da applicarsi in ogni campo della vita contro i costumi economici borghesi e piccolo borghesi.  Prevista un lunga e difficile lotta.

– (idem/154) – la dittatura del proletariato consiste in una lotta tenace (violenta, pacifica, militare, economica, pedagogica, amministrativa) contro le forze e le tradizioni della vecchia società.  La forza dell'abitudine di milioni e decine di milioni di uomini è → la più terribile delle forze.  Senza un partito di ferro ...  eccetera.

 

 

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[Lenin [Panzieri [Bettelheim [Stalin

 

“Citazioni chiarificatrici”  [@LEN]

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