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Materialismo ed empiriocriticismo (2)

(► appunti di mcs)

 

[FILOSOFI IDEALISTI COMMILITONI E SUCCESSORI DELL’EMPIRIOCRITICISMO]

critica del kantismo da sinistra e da destra

158 – Mach  e  Avenarius entrano nell’arena filosofica tra il 1870 e il 1880, quando il motto era «ritorniamo a Kant». Mach afferma che partendo da Kant è approdato a Berkeley e Hume. Avenarius  afferma che per la prima volta lui “purifica” l’”esperienza”. Da cosa? dall’ apriorismo e dall’ipotesi della cosa in sé. In realtà questa critica, prima di Avenarius, è stata fatta da Schulze-Enesidemo (sostenitore dell’agnosticismo di Hume) e da Fichte (sostenitore dell’idealismo soggettivo di Berkeley).

                Kant dimostra «dogmaticamente» l’apriorismo dicendo che se noi non possiamo pensare diversamente, vuol dire che esiste una legge aprioristica del pensiero /159/

                160Schulze  respinge la dottrina di Kant della cosa in sé come una concessione al materialismo e una contraddizione con l’agnosticismo. Ugualmente Fichte vede nell’ammissione della cosa in sé una contraddizione.

160 – La critica di  Avenarius è una critica a Kant da destra, come quella degli scettici e degli idealisti (non da sinistra come quella dei materialisti). Non una critica dell’agnosticismo (=negazione della realtà obiettiva che ci è data nella sensazione), ma critica per un agnosticismo più puro. Critica della cosa in sé (sia pure inconoscibile), critica della necessità e causalità (sia pure date nel pensiero a priori).

Fischer: «La critica della ragion pura, meno la ragion pura (cioè l’apriorismo) è scetticismo. La critica della ragion pura meno la cosa in sé è idealismo alla Berkeley».

161 – Kant: conciliazione del 1. materialismo con 2. l’ idealismo. 1.cosa in sé = materialista. 2.apriorismo spazio, tempo, causalità = idealismo.

Critica a Kant da parte del: 1. materialismo per il suo idealismo (= dimostrando la conoscibilità della cosa in sé, l’identità di principio tra la cosa in sé e il fenomeno, la necessità di dedurre la causalità ecc. non dalle leggi del pensiero ma dalla realtà obiettiva). 2. idealismo e agnosticismo per il suo materialismo (= cosa in sé concessione al materialismo; gli agnostici: critica dell’apriorismo; gli idealisti: non solo le forme a priori dell’intuizione vanno dedotte logicamente dal pensiero puro ma anche l’universo in generale).

I machisti /empiriocriticisti criticano Kant da destra (perché troppo materialista), noi materialisti lo critichiamo da sinistra perché idealista.

162  - Gli empiriocriticisti (Mach e Avenarius) (2), come gli immanentisti (Leclair, Rehmke) hanno criticato Kant dalle posizioni e con le argomentazioni (ma con parole nuove) prese da Berkeley e da Hume, seguendo la corrente reazionaria. Così i machisti russi non capiscono la loro contraddizione e l’impossibilità di essere marxisti quando su tali argomenti seguono in filosofia la corrente reazionaria di Mach.

163 – Feuerbach (1) critica Kant perché si allontana dal materialismo. Perché separa la verità dalla realtà. Essendo la verità nella cosa in sé, che non è reale, non è nel fenomeno ma solo pensiero, «essenza intellettiva», noumeno.

La filosofia di Kant porta (nel passato) all’idealismo di Fichte, (nel presente e nel futuro) al sensismo.

164  - Rau (erede di meriti e difetti di Feuerbach, “difetti superati da Marx e da Engels”).

165 – Engels critica Kant di essere agnostico. Lafargue (allievo di Engels): dicono erroneamente i kantiani che le opinioni sono soggettive poiché l’uomo non può conoscere la cosa in sé. Erroneamente perché il problema è mal posto. Non si devono verificare se i sensi ingannano o meno. Dal momento che la chimica è penetrata nei corpi, componendoli in elementi, e poi successivamente hanno fatto l’operazione inversa, cioè la sintesi, una nuova sintesi, producendo cose per il proprio uso, l’uomo – come dice Engels – può pensare di conoscere i corpi in sé. Il Dio dei cristiani non potrebbe fare di più. [critica da sinistra per ciò che Kant ha in comune con Hume, non per l’ammissione della cosa in sé ma per la concezione insufficientemente materialistica di questa].

166 – Kautsky.

 

come l’«empiriosimbolista» juskevic si è burlato dell’«empiriocriticista» cernov /167/

 

gli immanentisti come commilitoni di mach e avenarius

170 – Gli empiriocriticisti  (Mach, Avenarius, Petzoldt, ad eccezione di Willy) – dichiarano la loro vicinanza con gli immanentisti nella pretesa «nuova» ma in realtà vecchia filosofia humiana- berkeleyana.

171 – Ugualmente gli immanentisti (Schuppe, Leclair, Rehmke, Schubert) si dichiarano vicini agli empiriocriticisti contro il pensiero materialista e contro la cieca pretesa infallibilità delle scienze naturali.

172 – Renouvier : scuola neocritica (idealismo nokantiano che critica la cosa in sé e si avvicina alla scienza positiva di Mach).

172 – I  machisti russi si vergognano di questa parentela con gli immanentisti.

173 – Gli immanentisti sono in realtà reazionari incalliti, predicatori aperti del fideismo, che giustificano questo o quel medievalismo. Dio, contro la separazione della Chiesa dallo Stato, immortalità dell’anima, difesa del censo elettorale, difesa del dono divino dell’infelicità senza il quale non ci sarebbe felicità, contro il «dominio» del materialismo. Essi si considerano discepoli di Hume e di Berkeley.

174 – Leclair. Idealista critico: da Kant (di cui critica le concessioni al materialismo) a Fichte e Berkeley. Contro il materialismo, contro la tendenza materialistica della maggioranza degli scienziati. La natura non ha un’esistenza “trascendentale”, al di fuori della coscienza umana. Tutto ciò che esiste è complesso di sensazioni (Berkeley). Ma questo egli scriveva a Praga dove Mach era professore di fisica. Forse è Leclair, fideista, il vero progenitore della filosofia di Mach?

175 – Schuppe e il suo realismo ingenuo che altro non è che idealismo soggettivo: “l’essere è la coscienza”, il mondo esterno è in un’interdipendenza assoluta con la coscienza = «coordinazione fondamentale» di Avenarius. Né tutto ciò può essere negato dai machisti russi.

176 – Schubert-Soldern contro il «male peggiore» delle scienze naturali che «fanno astrazione da tutte le relazioni della coscienza».  «L’Io individuale deve inevitabilmente esistere anche dopo la mia morte», eccetera eccetera.

 

in che direzione si sviluppa l’empiriocriticismo?

177 - «Si giudica un uomo non per quel che dice o pensa di sé, ma dai suoi fatti». Così la dottrina dell’empiriocriticismo, come corrente filosofica, va giudicata secondo i suoi sviluppi, secondo il modo in cui nei fatti risolve le questione teoriche fondamentali.

178 – Cornelius, allievo riconosciuto dal maestro (Mach), allievo dei «positivisti moderni»: prende anch’egli le mosse dalle sensazioni-elementi, afferma di limitarsi all’esperienza, condanna l’unilateralità dell’idealismo e il dogmatismo degli idealisti e dei materialisti, respinge i malintesi che possano far pensare che secondo la sua filosofia ci sia un universo esistente nella testa dell’uomo, civetta con il materialismo ingenuo, conclude con l’immortalità e con Dio (fideismo).

E Bogdanov, che non solo non conosce Mach ma neppure la storia della filosofia e l’idealismo soggettivo, afferma che in Mach non c’è spazio per il fideismo perché M. non riconosce la cosa in sé. Mentre in realtà non c’è spazio per queste idee solo nelle dottrine materialistiche.

179 – Cornelius rinnegato dai nostri machisti, anche se Adler non sembra essere  stato avvertito.

Petzoldt critica Cornelius e gli idealisti in nome dell’idealismo: noi affermiamo che il mondo non dipende dal pensiero di una data persona (Cornelius) ma dal pensiero in generale (positivismo moderno!) e ciò solo sotto l’aspetto logico (a priori logico). Petzoldt, guardiano della purezza dei maestri, si trova a dover condannare (in nome di piccoli “malintesi”), accusandoli di idealismo, Kleinpeter e Ziehen, seguaci di Mach e Avenarius, che riportano perfettamente il pensiero (idealista) dei maestri /182/. E finisce per associare i maestri a Schuppe, corifeo del deismo.  E se P. avesse conosciuto i seguaci inglesi dei 2 maestri (Pearson), la sua lista di machisti caduti per malintesi si sarebbe dovuta ampliare molto.

183 – Ma i piccoli «malintesi» riguardano lo stesso Mach: 1. quasi allievo dell’idealista inglese Clifford; 2. per i suoi rapporti e la sua vicinanza con l’americano Carus (monista, il cui motto era : Non agnosticismo ma scienza positiva).

 

l’empiriocriticismo di bogdanov

186 – Idealismo bello e buono quello di Bogdanov, per il quale lo psichico è un immediato, che precede e dal quale il fisico viene dedotto (e questo parlando  della sua dottrina l’«empiriomonismo» e premettendo il suo materialismo, secondo il quale la natura è primordiale e lo spirito è secondario) =

 

Fichte – il mondo è il non-Io creato dal nostro Io

Hegel – il mondo è l’idea assoluta

Schopenhauer – il mondo è volontà

Rehmke – il mondo è concetto e rappresentazione

Schuppe – l’essere è coscienza

Bogdanov – il fisico è il sostituto dello psichico

 

186 - Continua Bogdanov: l’uomo è innanzitutto un complesso di sensazioni immediate e un corpo fisico nell’ulteriore sviluppo! (esistono dunque sensazioni senza corpo!). Assurdità buone per dedurre l’immortalità dell’anima e l’esistenza di Dio. Anche se Bogdanov afferma di respingere qualunque religione. Perché gli idealisti, seppure hanno sempre cercato di rendere più astratto e nebuloso quello che nel linguaggio comune si chiama Dio, a questa entità superiore alla natura e che la natura crea si riferiscono quando parlano di: idea assoluta, spirito universale, volontà universale, sostituzione universale dello psichico al fisico. Voler staccare quelle che sarebbero normali funzioni della materia organizzata (idea, volontà..) dall’uomo, per trasformarle in funzioni universali, significa schernire le scienze naturali, significa idealismo.

187 – Materialismo: «esperienza socialmente organizzata degli essere viventi» è il risultato di un lungo sviluppo della natura fisica (l’idealismo afferma il contrario). Per Bogdanov significa parlare di «socialismo gnoseologico».

[Cattolicesimo: «esperienza socialmente organizzata» che non rispecchia la verità obiettiva ma sfrutta l’ignoranza.]

188 – Bogdanov è un’idealista, malgrado le differenze tra lui e gli empiriocriticisti da lui criticati come idealisti. E lo è nel suo passaggio teorico dal materialismo all’«energetica» di Ostwald, a Mach, al tentativo di disfarsi di alcune contraddizioni del machismo e di creare una parvenza di idealismo oggettivo.

 

la teoria dei simboli (o dei geroglifici) e la critica di helmholtz

189 – Bazarov , criticando il simbolismo / geroglifismo di Plechanov (= le sensazioni non sono copie della natura ma segni convenzionali, simboli, geroglifici), non si limita a criticare il materialismo geroglifico di P., ma finisce per bandire il materialismo di Engels, nascondendo al lettore la verità di Engels.

190 – Helmholtz  (1878) – grandissima autorità nelle scienze naturali (fisiologia dei sensi), ma incoerente in filosofia. Kantiano. In un passo afferma che le nostre sensazioni sono simboli  della realtà esterna (agnosticismo), in un altro passo che le nostre sensazioni/rappresentazioni sono azioni che la realtà esterna esercita sul nostro sistema nervoso (materialismo). A Helmholtz (kantianamente) non è chiaro il rapporto tra verità assoluta e verità relativa, e separa l’idea dalla realtà. E in un altro passo aggiunge: la nostra sensazione ci informa della qualità dell’azione esterna, e in quanto tale possiamo considerarla un segno e non un’immagine, perché un segno non esige nessuna rassomiglianza con ciò di cui esso è il segno.

Sull’ombra di Kant cerca di tracciare un confine tra il «fenomeno» e la «cosa in sé». Per poi, subito dopo, condannare l’idealismo soggettivo in nome dell’«ipotesi realistica».

192 – Rau (in nome del materialismo coerente di Feuerbach) critica la teoria dei simboli di H. come abbandono incoerente del «realismo» e della sua teoria che noi conosciamo le proprietà obiettive delle cose attraverso i nostri sensi (= le proprietà dei corpi esprimono le relazioni tra loro e tra loro e noi). L’immagine che i sensi ci trasmettono è sì parziale ma presuppone la realtà effettiva di ciò che riflette. Non così il simbolo, che può riflettere anche cose inesistenti.

193 – Leclair (immanentista 1879) critica ugualmente Helmholtz per la sua incoerenza, ma questa volta perché considerato troppo materialista.

194 – Kleinpeter (allievo di Mach) critica, da un punto di vista idealistico, Helmholtz di materialismo: massa, forza ecc. non sono infatti realtà esistenti fuori del nostro pensiero, come invece afferma H. Le leggi sono leggi del nostro pensiero, per cui trai fatti non c’è nessun nesso logico ma semplice successione.

 

la duplice critica di dühring

196 – Engels ( e Marx) rimproverano a Büchner e soci (come anche a Feuerbach) non di esser stati materialisti, ma di non aver portato avanti di un passo il materialismo dei francesi del XVIIIs.

Vecchio materialismo . Ristrettezze (non superate da Büchner): 1. applicazione dei criteri della meccanica esclusivamente a processi di natura organica e chimica. 2. carattere metafisico e antidialettico. 3. Conservazione dell’idealismo «in alto», nel campo della scienza sociale; incomprensione del materialismo storico.

Esclusivamente per queste tre ragioni, Engels respinge il vecchio materialismo (non per tutto il resto – respinto da i machisti -, e condiviso invece da Marx e Engels /197/). Mentre i machisti russi presentano il loro abbandono del materialismo e il loro passaggio al campo della filosofia borghese come «piccole correzioni» al marxismo.

197 – Dühring – riconoscimento delle leggi obiettive della natura, riflesse dalla coscienza (materialista). 1. Critica di Leclair che vede in lui l’incarnazione del più pernicioso realismo. 2. Condivisione di Engels del suo materialismo. Engels critica Dühring per le sue fantasie idealistiche che portano al fideismo. Per non essere un materialista abbastanza fermo e coerente.

198 – Quando Marx, Engels e Dietzgen entrano nel campo della filosofia, tra gli intellettuali avanzati e tra gli operai dominava il materialismo. La loro attenzione va dunque in quella direzione: completare la costruzione di questa filosofia. Per questo le loro critiche si rivolgono a Feuerbach, Dühring, Büchner, i più diffusi negli ambienti operai, i volgarizzatori delle verità elementari, ai quali mancava la perla dei sistemi idealistici (la dialettica) e che rischiavano un ristagno del pensiero («materialismo in basso, idealismo in alto»).

 

come ha potuto dietzgen incontrare il favore dei filosofi reazionari?

199 – Dietzgen includendo il pensiero nel concetto di materia (che – alla maniera di Engels - riconosce come primordiale), crea confusione, fa perdere ogni significato all’opposizione gnoseologica di materia e spirito, di materialismo e agnosticismo/machismo/idealismo dall’altro, dando adito a erronee interpretazioni per negare il materialismo. in realtà Dietzgen muove delle critiche al vecchio materialismo per non aver saputo analizzare scientificamente le idee, mediante il materialismo storico.

200 – Giustamente Dietzgen afferma che la differenza tra materia e spirito è relativa, ma da ciò non deriva l’insufficienza del materialismo ma l’insufficienza del materialismo metafisico antidialettico.

201 – Al di là della confusione D. difende la teoria materialistica della conoscenza e il materialismo dialettico.

202 – I machisti russi – che vorrebbero essere considerati marxisti - proclamano che il loro Mach ha approvato Dietzgen. Ma non capiscono che Mach ha approvato D. proprio là dove Marx ne prendeva le distanze, dichiarandolo confuso. Non là dove D. ha esposto la teoria materialistica della conoscenza.

Il «dietzgenismo» dei suoi seguaci – fondato sulle debolezze del pensiero di D. e che scivola verso la filosofia della reazione -  fa un torto all’operaio filosofo, che non ha mai preteso di possedere una filosofia particolare /203/. Un torto che lo avvicina al fideismo degli immanentisti  (Leclair) da lui sempre condannato o all’empiriocriticismo.

 

[LA RIVOLUZIONE MODERNA NELLE SCIENZE NATURALI E L’IDEALISMO FILOSOFICO]

206 – Engels  affermava che a ogni scoperta nel campo delle scienze naturali, il materialismo deve cambiare la sua forma. Ai machisti Lenin rimprovera dunque non il revisionismo della forma, ma dell’essenza del materialismo. Sono evidenti i legami di una determinata scuola della fisica moderna con il machismo o con altre varietà di idealismo. Le deduzioni gnoseologiche tratte da alcune tesi, sono quelle che interessano Lenin (non le particolari teorie della fisica).

 

la crisi della fisica contemporanea

207 - Poincaré  dalla «crisi della fisica», dallo sconvolgimento delle vecchie leggi (es. principio di Lavoisier della conservazione della massa, minato dalla teoria elettronica della materia), trae la conclusione che i principi non sono copie della natura ma prodotti della coscienza umana.

208 - Rey  scrittore francese di questioni filosofiche. Positivista. Egli descrive la crisi della fisica contemporanea, cioè il rigetto del valore ontologico delle teorie fisiche. La scienza non può più dare conoscenze reali ma solo ricette pratiche e utili (simbolismo). Di fatto – afferma Lenin – alla fine del secolo XIX, la teoria materialistica della conoscenza, ammessa istintivamente dalla fisica meccanicistica, viene sostituita dalla teoria agnostica e idealistica della conoscenza, sfociando nel fideismo. L’essenza della crisi consiste nello sconvolgimento delle vecchie leggi e principi fondamentali, e quindi nel ripudio della realtà obiettiva esistente fuori della coscienza.

Continua Rey /209/: la teoria energetica o concettualistica (Mach), rigettando il valore ontologico (la fisica che costruiva un mondo reale) delle teorie, mette esageratamente in rilievo il significato fenomenologico della fisica, e cerca una teoria puramente astratta, concettuale, che elimini, nella misura del possibile, l’ipotesi della materia («Il concetto di energia diviene il substrato della fisica moderna»). «La materia è scomparsa».

 

«la materia è scomparsa»

212 - Righi  «..la teoria degli elettroni sia una teoria della materia più che una teoria della elettricità; anzi nel nuovo sistema l’elettricità è collocata al posto della materia».

Valentinov  partendo da affermazioni di questo tipo, fa osservazioni pungenti contro i materialisti. Ma nel fare ciò confonde, perché la scomparsa della materia non ha nessun rapporto con la distinzione gnoseologica tra materialismo e idealismo. E quando i fisici affermano che la materia è scomparsa, affermano che delle tre nozioni ultime della fisica (materia, etere, elettricità), ne rimangono solo due (etere e elettricità), poiché si può ridurre la materia all’elettricità = teoria elettronica della materia →  l’atomo simile a un sistema solare, in cui gli elettroni negativi gravitano a una velocità determinata attorno a un elettrone positivo, il nucleo /213/.

→ La materia scompare significa che scompare il limite al quale finora si arrestava la nostra conoscenza (differenza tra verità assoluta e verità relativa), significa che la nostra conoscenza si approfondisce, scompaiono certe proprietà della materia che a noi sembravano assolute (impenetrabilità, inerzia, massa) e che ora si dimostrano relative, inerenti a certi stati della materia. Poiché l’unica proprietà della materia, il cui riconoscimento è alla base del materialismo filosofico, è la proprietà di essere una realtà obiettiva, di esistere fuori della nostra coscienza.  Questo è l’unico fatto immutabile.

214 – Riconoscere l’essenza immutabile delle cose è materialismo metafisico, antidialettico, non materialismo dialettico.  Il machismo questa differenza non la coglie.

In gnoseologia, materialismo significa affermare l’esistenza della realtà obiettiva indipendentemente dalla coscienza. E questo fatto viene riconosciuto da tutti gli scienziati (che riconoscono anche l’esistenza del mondo prima della comparsa dell’uomo).

→ Il materialismo dialettico insiste sul carattere relativo di ogni teoria scientifica sulla struttura della materia, sull’inesistenza in natura di limiti assoluti, sul passaggio della materia in movimento da uno stato a un altro.

215 – Le nuove scoperte della fisica confermano il materialismo dialettico. La fisica moderna è caduta nell’idealismo perché non conosceva la dialettica. Perché lottava contro il materialismo metafisico e contro la sua meccanicità unilaterale. Finendo per negare la realtà oggettiva e per abbracciare l’idealismo.

Così i nostri machisti.

216 – Lo stesso Righi prende le distanze dalle tendenze positiviste e utilitariste, e parlando della teoria degli elettroni la considera un progresso nella conoscenza della realtà obiettiva.

E Rey,  dal canto suo, constata che tra i fisici moderni ci sono continuatori del «meccanicismo» (Hertz, Boltzmann, Helmholtz), che la fisica elettronica è d’ispirazione meccanicistica: la meccanica era l’immagine dei movimenti reali lenti (quelli percepiti dall’uomo), mentre la fisica moderna dà l’immagine dei movimenti reali che si compiono a velocità prodigiose.

 

è concepibile il movimento senza materia?

218 – Engels: «movimento senza materia è impensabile». Così Dietzgen criticava gli scienziati idealisti di volere concepire la forza senza la sostanza.

220 – Il tentativo di pensare il movimento senza la materia, implica di per sé che – così facendo - noi pensiamo senza materia, implica il pensiero staccato dalla materia, cioè l’ idealismo filosofico. Che va dal solipsismo ( la forma più semplice) all’Idea assoluta, Volontà universale (la forma più complessa). Tante gradazioni di idealismo in forme e sfumature diverse, che appaiono importanti per i machisti, ma non per i materialisti.

222 – L’«energetica» di Ostwald (chimico e filosofo che ebbe un grande influsso su Bogdanov, prima ancora di Mach). Sulla base di tale teoria – materia e spirito sono energia – Ostwald sopprime “verbalmente” la contraddizione tra idealismo e materialismo e cade anch’egli nell’idealismo: gli avvenimenti esterni possono essere rappresentati come processi che si svolgono tra energie; i processi della nostra coscienza sono essi stessi energetici e «imprimono questa loro proprietà a tutti i fenomeni esterni» (puro idealismo, vestito da kantismo). Ma questo allargare il concetto di energia anche ai processi psichici significa togliere all’energia il suo carattere di movimento materiale, come inteso nelle scienze naturali e come inteso nella maggioranza dei casi dallo stesso Ostwald. Per questo Bogdanov critica Ostwald da un punto di vista idealistico /224/: l’energia come puro simbolo dei rapporti tra fatti sperimentali, con un valore puramente metodologico.

 

le due tendenze della fisica contemporanea e lo spiritualismo inglese

225 – L’inglese Rücker  afferma che le due teorie (idealista e materialista) non portano a conseguenze diverse da un punto di vista pratico, ma afferma anche che, seppure le teorie scientifiche abbiano un carattere approssimativo, a suo modo di vedere l’insieme dei dati scientifici non lascia posto a dubbi circa l’esistenza degli atomi e delle molecole (sostenendo in tal modo il materialismo spontaneo). L’errore di Rücker sta nell’aver difeso la teoria meccanicistica dei movimenti dell’etere, poiché non conosceva il materialismo dialettico.

228 – Lo spiritualista idealista inglese Ward pone correttamente la questione. Le due scuole della fisica si basano entrambe sull’esperienza, entrambe si servono di sistemi astratti sostanzialmente analoghi. La differenza non sta dunque nella metodologia o nelle conclusioni cui arrivano dal punto di vista della scienza della fisica, ma dal punto di vista gnoseologico. L’una (materialista) ammette la realtà “ultima” rispecchiata nella teoria, l’altra (simbolista e idealista: Poincaré, Mach) la nega e considera la teoria solo come una sistematizzazione dell’esperienza, un sistema di empiriosimboli. W. riconosce l’incapacità del materialismo «spontaneo» di spiegare il rapporto tra verità relativa e verità assoluta /230/. E se la verità relativa si muove a tentoni significa che non può riflettere la realtà.

Quanto alla fisica e alla gnoseologia, che ognuno si occupi di quello di cui si deve occupare. Lascino i fisici alla filosofia le questioni gnoseologiche e restino fermi alle nozioni delle scienze naturali, «ipotesi di lavoro» cui non si può domandare di più.

231 – Ward, da bravo spiritualista, stacca il movimento dalla materia. Tutto, afferma è movimento.  E il fatto che in natura, tutto proceda per una dialettica delle trasformazioni materiali, viene utilizzato come argomento contro il materialismo. Mentre noi materialisti – dice Lenin – risponderemmo che il mondo è materia in movimento e la meccanica riflette le leggi dei movimenti lenti della materia, mentre la teoria elettromagnetica riflette tali leggi per ciò che riguarda i movimenti rapidi. Una teoria molto più complicata della vecchia meccanica, ma che conferma che tutto non è altro che movimento della materia nello spazio e nel tempo.

[fpg. Oggi la vera distinzione è tra la macrofisica e la microfisica. Nella prima le leggi sono ben fissate e riconoscibili, nella seconda l’organizzazione della materia è particolarmente instabile, pur dando origine alla stabilità].

Il fatto che il nostro intelletto scoprirà sempre più cose sulla natura, aumentando con ciò il proprio potere sulla natura, non significa che la natura sia una creazione del nostro intelletto, o del Dio di Ward. E non è quindi vero che il progresso della fisica si stia affermando come la cura più efficace del materialismo.

 

le due tendenze della fisica contemporanea e l’idealismo tedesco

233 – Cohen, (idealista kantiano) senza perdersi nelle minute differenze dell’idealismo energetico, simbolistico, empiriocriticistico (come i nostri machisti russi) affermava già nel 1896 che la tendenza filosofica fondamentale della scuola di fisica di Mach, Poincaré.. era idealistica = la teoria dell’elettricità ha prodotto il massimo rivolgimento nella concezione della materia e mediante la trasformazione della materia in forza ha condotto alla vittoria l’idealismo. Il filosofo idealista afferma: è scomparsa la materia, proviamo a pensare il movimento senza materia!

234 – Lo stesso Hertz viene conteso da Cohen e dal machista Kleinpeter. In realtà la filosofia idealista approfitta della ricerca da parte dei fisici della materia (poco ancora si sa dell’elettrone positivo), per ridurre la materia a un puro simbolo.

235 – Von Hartman: (1902) perché in fisica l’idealismo diventi più che una moda, bisogna parlare di «ipotesi di lavoro» per lo spazio, il tempo ecc. oltre che per gli atomi, gli elettroni ecc.

236- Boltzmann (morto nel 1906) ha paura di chiamarsi materialista, ma la sua teoria della conoscenza è in sostanza materialista. Egli riduce il machismo a solipsismo e combatte la fisica «fenomenologia» di Mach. Contro l’energetica ostwaldiana.

239 – In Germania (come in Inghilterra) i fisici della scuola realistica sistematizzano le scoperte degli ultimi anni non con minor successo della scuola simbolista. La differenza che esiste tra le due scuole è soltanto dal punto di vista gnoseologico.

 

le due tendenze della fisica contemporanea e il fideismo francese

240 – La filosofia idealista più reazionaria (Le Roy) si impadronisce della teoria di Poincaré (machista / idealista). Questi prova a difendersi dall’accusa che la scienza non conosce nulla invocando la pratica. Ma in questa logica (soggettiva), che nega ogni obiettività, Le Roy afferma che accanto alla verità soggettiva della scienza esiste la verità soggettiva della religione. E allora Poincaré introduce il criterio dell’obiettività, cadendo nel materialismo. Ma poi il fondatore del moderno empiriosimbolismo si riprende e afferma: «Tutto ciò che non è pensiero è puro nulla; perché noi non possiamo pensare altro che il pensiero». Solo i machisti russi possono prendere l’autore di simili ragionamenti per un grande filosofo. O solo il confusionario Sorel può trovare una “conciliazione” tra Le Roy e Poincaré.

241 – Il positivista Rey : due le tendenze fondamentali della fisica contemporanea, la «concettualistica» (gnoseologia idealistica / machisti) e la «neomeccanicistica» (gnoseologia materialistica). Scopo di Rey è dimostrare l’illegittimità delle conclusioni idealistiche tratte dalla fisica moderna. Ma difendendo il “concettualismo” di Mach (dalle interpretazioni soggettivistiche e fideistiche) finisce senza avvedersene per fare affermazioni materialistiche: è obiettivo ciò che ci è dato dall’esterno, dall’esperienza, ciò che è fatto indipendentemente da noi. Perché – sempre secondo Rey – è il concetto di esperienza che è stato deformato /242/. Nell’interpretazione «reale» dell’esperienza, questa conduce alla «necessità», lontano dalla soggettività. Quindi – aggiunge Lenin – al materialismo, al «neomeccanicismo» contro cui Rey difende la dottrina di Mach, neomeccanicismo che non è altro che “materialismo che si vergogna” per usare un ‘espressione di Engels.

244 – [Poincaré e le leggi della natura dedotte dalla «comodità».]

245 – Rey finisce per impelagarsi in contraddizioni di ogni tipo perché cerca di «conciliare» l’antagonismo della scuola materialistica e della scuola idealistica nella fisica moderna. Attenuando la prima e riducendola al fenomenismo, e attenuando la seconda in chiave di materialismo che si vergogna.

Fittizia e forzata la sua rinuncia al materialismo. Lo si vede nella sua interpretazione della teoria di Maxwell e Hertz  (le cui equazioni differenziali i machisti portano a dimostrazione della immaterialità del movimento). Al contrario – afferma Rey  - il fatto  che queste o quelle forme del movimento non sono ancora state studiate non giustifica la negazione della materialità del movimento.

 

un «fisico idealista» russo

248 – Il positivista Scisckin apparteneva in tutto e per tutto alla scuola machista della fisica moderna, per la quale le teorie  della luce non sono altro che modi, metodi di rappresentare la realtà, ma non un’immagine della realtà. Al contrario – afferma Lenin - «La teoria elettromagnetica della luce ha dimostrato che la luce e l’elettricità sono in sostanza forme di movimento di una sola e stessa sostanza (l’etere)…» /249/.

 

essenza e significato dell’idealismo «fisico »

254 – Le cause dell’idealismo «fisico» (espressione che va spiegata ricollegandosi alla precedente espressione di Feuerbach = «idealismo fisiologico» /251), vanno ricercate – proprio perché superano le frontiere: Francia, Germania, Inghilterra – in cause generali, estranee al campo della filosofia.

Quello che erroneamente è stato definito «il positivismo moderno delle scienze naturali» (Mach/Poincaré/Pearson), nonché i filosofi che a questa scuola si sono rifatti (machisti, immanentisti tedeschi, spiritualisti inglesi..), hanno in comune, come orientamento, l’idealismo filosofico. Ma le cause di questo orientamento comune vanno ricercate in fattori di ordine più generale.

La causa prima  (1) dell’ idealismo «fisico» va ricercata nei grandi progressi delle scienze naturali, nella scoperta di elementi semplici e omogenei della materia, le cui leggi del movimento ammettono un’elaborazione matematica, che fa dimenticare la materia. «La materia è scomparsa». La crisi della fisica, con le conseguenze idealistiche sul piano della gnoseologia, va dunque ricollegata alla conquista del campo della fisica da parte della matematica e al non aver saputo riconoscere (da parte dei fisici) il valore obiettivo delle proprie teorie. Cosa che sarà possibile solo quando il materialismo metafisico avrà ceduto il posto al materialismo dialettico.

Un’altra causa (2) dell’ idealismo «fisico» è il principio del relativismo, della relatività della nostra conoscenza, principio che si impone quando le vecchie teorie crollano e che inevitabilmente conduce all’idealismo quando non si conosce la dialettica.  Perché crollando tutte le vecchie verità della fisica, che si dimostrano verità relative, il machismo e tutto l’idealismo fisico arriva alla conclusione che non esiste verità obiettiva.

→ 255 – Che invece dalla somma delle verità relative nel loro sviluppo si arrivi alla verità assoluta, che le verità relative sono riflessi relativamente esatti di un oggetto indipendente dal soggetto, che questi riflessi divengano via via sempre più esatti, che ogni verità scientifica malgrado la sua relatività contenga un elemento di verità assoluta, tutto questo è comprensibile solo a chi conosce e capisce la dialettica.

256 – E poiché Duhem, Stallo, Mach, Poincaré ecc. non sanno dare una definizione giusta del relativismo, essi scivolano dal relativismo all’idealismo. Dalla loro giusta critica al vecchio materialismo essi non riescono come Engels a gettar via l’idealismo hegeliano, coglierne l’essenza geniale, abbandonare il vecchio materialismo metafisico per abbracciare il materialismo dialettico, e non il relativismo che scivola nel soggettivismo.

258 – L’idealismo «fisico» oggi, come l’idealismo «fisiologico» ieri dimostra solo la difficoltà di una scuola di scienziati di abbandonare il materialismo metafisico per passare direttamente al materialismo dialettico. Passaggio che avverrà, con il tempo, ma non in maniera diretta ma a zig zag.

Lo stesso Duhem oscilla e a volte si avvicina molto al materialismo dialettico, quando nella sostanza afferma che non i corpi sono simboli delle sensazioni ma le sensazioni simboli dei corpi, o quando afferma che la natura è infinita e le leggi della fisica devono continuamente essere rivedute e riadattarsi ai nuovi fatti emersi dalla natura. Se solo Duhem sostenesse l’esistenza della realtà obiettiva indipendentemente dal genere umano.

[quel bonaccione di Adler (Fritz) – ecco un altro machista che vuol essere marxista!]

 

[EMPIRIOCRITICISMO E MATERIALISMO STORICO]

le incursioni degli empiriocriticisti tedeschi nel campo delle scienze sociali

261 – Blei (allievo di Avenarius), nel 1895 osserva come Marx, partendo da una «concezione del mondo socialista», abbia a posteriori costruito una teoria della conoscenza (il materialismo storico) per dare una base scientifica alla sua teoria. Ma questa, come le altre teorie dei fisiologi e degli economisti, è una teoria metafisica in quanto esclude dalle proprie indagini la condotta degli individui e trasforma l’uomo nell’idea platonica del «capitalista» dell’«operaio» eccetera eccetera. Il risultato è un’«applicazione della morale all’economia politica».

262 – Ma tutte le osservazioni e critiche di Blei a Marx non sono altro che eredità del pensiero empiriocriticista. Blei come Avenarius e Mach pretende di essere immune da spirito di parte (in filosofia e nella scienza): né socialismo né liberalismo, né materialismo né idealismo.

263 – Blei non è altro che lo specchio dell’empiriocriticismo. E inutilmente i machisti russi rinnegano Blei per conciliare Marx con Avenarius.

Petzoldt - «L’evoluzione umana reca in sé il suo fine», la stabilità. A causa del desiderio di stabilità e di pace, la natura umana è fondamentalmente non cattiva /264/. Da cui la compassione. “E di tali indicibili banalità sono piene decine e centinaia di pagine della filosofia dell’empiriocriticismo!” commenta Lenin /265/.

E aggiunge Petzoldt: l’eguaglianza economica e sociale non sarà la maggioranza a realizzarla, non il potere dei socialisti, come pensano i socialisti, ma la libera evoluzione! Il progresso morale è indubbio.

«Incursioni sociologiche» da piccolo borghesi, così commenta Lenin.

 

i machisti russi: bogdanov corregge marx

267 – Bogdanov (l’empiriomonista) volendo correggere e sviluppare Marx partendo dalle sue stesse basi, deforma il materialismo storico nello spirito dell’idealismo. Marx affermava: la coscienza sociale riflette l’essere sociale. Bogdanov afferma l’identità tra la coscienza sociale e l’esistenza sociale cadendo nell’idealismo.

[fpg. La differenza. Il riflesso non è mai assoluto. È parziale. Dipende da quella parte della coscienza sociale che permea l’individuo produttore del riflesso. E dal rapporto fra essere sociale e coscienza sociale. Un processo complesso. Dialettico. Fatto di negazioni e superamenti nel rapporto che l' essere ha con la coscienza sociale del proprio tempo. L’ identità è un assoluto. Un assoluto acritico. Una scorciatoia sostanzialmente idealistica. Così come ogni idealismo è in sé una scorciatoia.

E non quell'assoluto che ogni verità scientifica contiene malgrado la sua relatività.]

268 – In realtà l’essere sociale è indipendente dalla coscienza sociale degli uomini. Ognuno di noi vivendo, agendo, dà origine a una catena di eventi obiettivamente necessaria, a una catena di sviluppi che è indipendente dalla nostra coscienza sociale. Il compito supremo dell’umanità è di cogliere questa logica obiettiva dell’evoluzione economica.

269 - Bogdanov  non è reazionario, ma questa sua teoria di identità serve alla reazione.

Il materialismo riconosce la realtà obiettiva indipendente dalla coscienza, il materialismo storico riconosce che l’essere sociale è indipendente dalla coscienza sociale dell’umanità. Nell’uno come nell’altro caso, la coscienza è soltanto il riflesso dell’essere, nel migliore dei casi un riflesso approssimativamente giusto.

272 – Pur con le migliori intenzioni Bogdanov e l’empiriocriticismo travisano il materialismo storico.

Feuerbach era «un materialista in basso, un idealista in alto»  (così anche Büchner, Dühring ecc). Marx e Engels rivolsero la loro attenzione al completamento della filosofia del materialismo in alto, alla concezione materialistica della storia (non alla gnoseologia materialistica). Per questo nelle loro opere mettono l’accento sul materialismo dialettico più che sul materialismo dialettico, sul materialismo storico più che sul materialismo storico.

273 – I machisti russi vorrebbero essere  materialisti in alto e non sanno evitare un confuso idealismo in basso! Raffinata falsificazione del marxismo, questo revisionismo moderno sia nell’economia politica, sia nella filosofia in generale, sia nella gnoseologia, sia nella sociologia.

 

i  fondamenti della «filosofia sociale» di suvorov

273 – Suvorov (non empiriomonista, non empiriocriticista, ma «realista») si avvicina agli altri machisti russi per ciò che essi hanno in comune contro il materialismo dialettico.

274 – Dalle leggi particolari (es. legge della conservazione dell’energia) S. “ha buttato giù una nuova «legge universale»” la legge dell’«economia delle forze», che secondo Suvorov regola ogni evoluzione inorganica, biologica e sociale = «filosofia del monismo realistico». Anche se poi la «legge universale» si applica in un campo in un modo in un altro campo in un altro. Ma il monismo resta salvo! E chi se non Marx ha posto a fondamento della teoria sociale il principio dell’economia delle forze! /275/ Una serie di «banalità» e «immondizie» queste che Suvorov tenta di spacciare per marxismo.

 

i  partiti in filosofia e i filosofi acefali

277 –Rapporti tra il machismo e la religione →  questione più generale: rapporto partiti filosofia. Abbiamo visto che la questione fondamentale che divide i filosofi in due campi (materialisti e idealisti) sta nella priorità che si vuole dare o alla materia o alla coscienza.

278 – Marx e Engels a differenza degli altri filosofi non hanno cercato di scoprire nuovi indirizzi in filosofia (mascherando in mille modi, con mille parolette i due principali), ma hanno per mezzo secolo sviluppato il materialismo nel campo delle scienze sociali. Né hanno preso in considerazione ibridi progetti di conciliazione tra il materialismo e i l’idealismo. Marx contrappone il suo materialismo all’idealismo più coerente, quello di Hegel. Per il resto respinge sprezzantemente il «positivismo» di Comte e chiama miseri epigoni i filosofi contemporanei che non capendo la dialettica di Hegel erano caduti negli errori pre-hegeliani di Kant e Hume.

279 – Ugualmente Engels non tenta mai di superare l’unilateralità del materialismo e dell’idealismo per proclamare qualche nuovo indirizzo: «positivismo», «realismo»…. Qui la sua lotta contro il materialista Dühring, che egli accusava di servirsi di frasi e metodi che rappresentavano un compromesso con l’idealismo. Che Engels seguisse gli sviluppi e il prevalere della nuova filosofia (neokantismo in Germania e humismo in Inghilterra) è certo (Ludwig Feuerbach), e dimostrato dalle sue parole piene di disprezzo (Engels parla di «regresso scientifico»), sperando persino in un ritorno a Hegel.

280 – Del «positivismo» e del «realismo» Engels parlava come di un metodo filisteo d’introdurre il materialismo alla chetichella, condannandolo e abiurandolo pubblicamente! Ed è esclusivamente dal punto di vista della coerenza del loro materialismo che M&E giudicarono Huxley, come rimproverarono a Feuerbach di non aver spinto il materialismo fino in fondo. E sulla loro scia anche Dietzgen: «Di tutti i partiti il più abominevole è il partito di mezzo…» come i positivisti, i machisti…

Dall’oscurantismo scientifico all’oscurantismo religioso. La teoria della conoscenza del materialismo è un’«arma universale contro la fede religiosa» /281/.

282 - Per i signori professori «la filosofia non è una scienza, ma un mezzo per difendersi dalla socialdemocrazia». E «servitori diplomati del fideismo», filosofi reazionari sono Mach, Avenarius ecc.. che pretendono di essere lontani dall’idealismo e dal materialismo, ma di fatto combattono il materialismo con teorie idealiste. Il pragmatismo (differenze irrilevanti rispetto al machismo, dal punto di vista del materialismo).

283 – E i machisti russi credono a questi filosofi reazionari e cercano di conciliare il machismo con il marxismo. Questi scienziati, questi economisti sono di tutto rispetto quando restano nel loro campo, ma sono «dotti commessi al servizio della classe capitalistica» quando teorizzano. L’economia politica come la gnoseologia sono scienze di parte. Compito dei marxisti è di saper utilizzare le opere di questi commessi e di saper eliminare la loro tendenza reazionaria. I machisti invece sono succubi delle mode filosofiche borghesi, a vantaggio della filosofia idealistica.

284 – Lo sfruttamento dell’empiriocriticismo da parte della reazione borghese a favore della propria classe è evidente se si esamina l’atteggiamento verso 1. la religione e verso 2. le scienze naturali.

1. Religione: la neutralità dichiarata da Avenarius ecc. è già servilismo verso il fideismo. Solo riconoscendo la realtà obiettiva della materia, si è certi che nulla può esistere al di fuori di essa.

 

haeckel e mach

286 – Legame indissolubile del materialismo istintivo degli scienziati con il materialismo filosofico come tendenza. Tendenza rinvigorita da M&E.

Tutto il machismo combatte invece la «metafisica» delle scienze naturali, cioè il materialismo delle scienze naturali, compiendo un atto in tutti i sensi reazionario.

Carattere di parte della filosofia moderna.

290 – Il libro di Haeckel e il grande successo di pubblico. Gli attacchi dei professori idealisti al «realismo ingenuo» di Haeckel, che pur non considerandosi materialista, dimostra con le sue tesi come la maggioranza degli scienziati (nonché la gente comune) aderiscano al pensiero materialista, ritenendo che esista una realtà oggettiva al di fuori di noi, di cui noi abbiamo immagini attraverso le nostre sensazioni.

Il processo di sviluppo delle scienze naturali, malgrado le oscillazioni e l’adesione ieri all’idealismo fisiologico oggi all’idealismo fisico, mette in primo piano ancora la «metafisica» del materialismo delle scienze naturali.

292 – Democrito viene considerato il progenitore del materialismo. Tutto il moderno progresso delle nostre idee si è fondato sulle sue concezioni (Snyder). Le categorie delle scienze naturali non sono semplici ipotesi di lavoro.

293 – E il machista Willy, dichiarandosi non idealista, si affanna (insieme agli idealisti) a confutare le tesi gnoseologiche di Democrito, «ci affatichiamo in questa impresa da più di 2000 anni e sempre invano!», commenta Lenin. E il vecchio Mach segue l’ultrareazionario Schuppe, ma simpatizza con la libertà di pensiero di Haeckel: «tutti uguali questi umanitari filistei d’Europa con le loro simpatie libertarie e la loro sottomissione ideologica (politica ed economica) ai vari Wilhelm Schuppe», commenta Lenin.

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Mach, Ernst (Turas, Moravia 1838 - Haar, Baviera 1916), fisico e filosofo austriaco…..

Mach affermò che la scienza dovrebbe limitarsi alla descrizione dei fenomeni e del mondo dell'esperienza; quest'ultima è riconducibile a fasci di sensazioni, a loro volta scomponibili in "atomi percettivi", gli elementi minimi e inanalizzabili di organizzazione dell'esperienza. La relazione tra i fenomeni non verrebbe secondo Mach ricostruita mediante uno schema causale, bensì grazie a uno schema funzionale di origine matematica. Le percezioni, inoltre, diversamente dall'accezione ingenua che si è soliti conferir loro, nell'epistemologia di Mach costituiscono l'elemento che fonde il mondo dei fenomeni indagato dalla scienza e il mondo "interiore" della psicologia in un'unica dimensione dell'esperienza, destituendo così di valore i concetti della metafisica e della psicologia speculativa. Il suo "empiriocriticismo" (così vennero battezzate la forma di empirismo e le concezioni radicalmente antimetafisiche sostenute da Mach) ottenne grande seguito nel mondo scientifico e culturale: fu infatti all'origine della "visione scientifica del mondo" del circolo di Vienna (originariamente chiamato Ernst-Mach-Verein) e influenzò le ricerche di Albert Einstein che condussero all'enunciazione della teoria della relatività. (Encarta)

 

 

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“Appunti su Materialismo ed empiriocriticismo (2)” [§LEN-ME2]

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