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Dialettica e ma.dial: autori > Mao
Politica e cultura

(appunti)

 

La conoscenza è legata alla attività produttiva pratica. 

 

Mao.

Lega la questione della conoscenza filosofica 1) alla società umana (così com'è -  sincronica), 2) allo sviluppo storico della umanità (così come si è fatta - diacronica).

La conoscenza dipende dall'attività produttiva pratica.  L'attività produttiva porta alla pratica sociale. Nella pratica sociale s'individuano gradualmente le relazioni reciproche degli uomini tra loro. 

Altre attività.  Le principali.  Lotta di classe, vita politica, attività scientifica e artistica /12/. 

La lotta di classe incide profondamente sul sapere in quanto a seconda della classe cui si appartiene, si apprende in un modo oppure in un altro.

 

La conoscenza avviene attraverso lo stadio emozionale (apparenza delle cose, singoli lati di esse, loro legame esteriore) che è lo stadio delle sensazioni e delle impressioni.  Tale è il primo stadio della conoscenza /14/.

Nascita del concetto.  Il concetto non riflette solo la parvenza, i lati singoli, il nesso esterno bensì il loro nesso interno, il loro elemento generale, la loro essenza /16/.

Ad opera del pensiero, attraverso la sensazione, nella graduale analisi delle contraddizioni, l'individuazione della loro legge e del loro nesso interno e dei nessi interni fra di loro si conosce la realtà /17/.

Questa conoscenza si raggiunge attraverso l'astrazione/18/.

 

Prima la sensazione (emozionalità) poi la ragione che sono reciprocamente inseparabili e si unificano sulla base della pratica.

"La nostra pratica attesta che le cose sensibili non possono essere immediatamente comprese e che solo quelle comprese possono essere sentite con una profondità maggiore" /18/.

La conoscenza non può essere in nessun modo separata dalla pratica.

 

Tutto il vero sapere proviene dall'esperienza diretta.  Ma non si può sperimentare direttamente tutto.  Esiste dunque anche un altro sapere, quello dell'esperienza indiretta.  Due saperi.  Inoltre ciò che per me è indiretto è diretto per un'altro e viceversa.

Ancora. Se si guarda al sapere nel suo complesso, esso deriva tutto dall'esperienza diretta  /21/. 

 

/22/ Discorso della classe in sé e della classe per sé.

 

/25/ Il processo della conoscenza. La soggettività degli uomini.

Primo passo.  Stadio delle sensazioni (contatto iniziale con le circostanze del mondo esterno).  Secondo passo.  Stadio del concetto.  Somma dei materiali della percezione sensibile, loro sistemazione, loro elaborazione.

Idealismo.  Ritenere che la conoscenza razionale non derivi dalla percezione sensibile.

Empirismo.  Ritenere che la cultura possa fermarsi allo stadio delle percezioni sensibili (emozionale) /27/.

Importanza della pratica sociale nel processo della cultura /26/.

La conoscenza razionale dipende dalle sensazioni, ma la conoscenza emozionale deve svilupparsi trasformandosi in conoscenza razionale /28/.

 

Il movimento della conoscenza è unico, sia in un piccolo processo conoscitivo, sia in un processo conoscitivo complesso.

 

Il marxismo ritiene che la questione centrale non sia quella di conoscere il mondo per spiegarlo, ma nell'utilizzazione di questa conoscenza per trasformarlo  /29/.

 

Non c'è progetto conoscitivo che non si modifichi nel corso della sua realizzazione /33/.

 

Le conoscenze umane sono limitate da numerose circostanze sociali /34/.

 

/35/  Nel processo universale dello sviluppo della totalità, lo sviluppo dei singoli processi concreti è relativo. 

La cultura si esprime nella conoscenza dei processi concreti a uno stadio determinato di sviluppo.  Per questo contiene solo verità relative.

 

/36/  L'unità storica concreta  è formata da elementi subiettivi e elementi obiettivi, da teoria e pratica, da sapere e azione.

 

/41/ Discorso sulla letteratura.  Valido anche per un'analisi delle strutture ideologiche  all'interno di un processo di trasformazione rivoluzionario.

Gli intellettuali, gli artisti e gli scrittori comunisti provengo principalmente dalla classe dei piccoli proprietari.  Hanno gusti, aspirazioni, mentalità pcbg. Non amano (se non a parole) il proletariato, non lo sanno descrivere né lo capiscono. 

Questo atteggiamento intellettuale e mentale è al centro della questione del rapporto fra rivoluzione proletaria e intellettuali  /49/.

 

/48-50/ Descrizione delle contraddizioni del letterato piccolo borghese di fronte al processo di trasformazione provocato dalla rivoluzione proletaria.

 

/51/55-57/ Elevare il livello della cultura o estendere il livello della cultura?  La risposta è, estenderla /57/.  Trattare della vita del popolo, grezza ma ricca, "fonte inesauribile di ogni espressione d'arte".

/55/ Nell'opera dell'artista] si trova più che in natura "una composizione dei vari elementi, una loro unità, un compendio, una luce di ideale".  "Per questo l'arte è più accessibile all'intelletto umano, di conseguenza più popolare". Estendere, sì, ma anche costruire ed elevare.

"In Cina rivoluzione e cultura rivoluzionaria non hanno progredito di pari passo".

 

/59/ I quadri dirigenti pur provenendo dalle masse e avendo la loro stessa cultura, posseggono una capacità superiore.  Di conseguenza "la loro cultura artistica e letteraria è per essi assolutamente necessaria".

 

/61/ Il concetto centrale è insegnare alle masse avendo imparato da loro.

 

/60/.Rapporto fra specialisti e divulgatori

 

La questione dell'arte per l'arte /63/. Soluzione. L'arte per l'arte non esiste. Nella lotta di classe l'arte è uno strumento di questa lotta.

Ma anche. L'arte obbedisce alla politica ma nello stesso tempo esercita una enorme influenza sulla politica. 

/64/ Differenza fra arte borghese e arte proletaria.

L' arte aristocratica e borghese = ermetismo. L'arte popolare = chiarezza, crudezza (che non è grossolanità)

 

/67/ Non è il movente soggettivo di un autore quello che conta, ma l'effetto che produce sulla società.  Funzione della critica (deve essere una critica). 

Nello stesso tempo uno scrittore, un intellettuale non può fidarsi del suo proprio giudizio.

Le opere devono essere comprese e devono piacere alle masse.  Le masse  rappresentano il metro della riuscita e della bontà dell'opera ©  È l'operazione del mercato nel mcp privata tuttavia della «comprensione». Nel senso che il mercato si preoccupa solo che i prodotti dell'arte piacciano.

Che vengano capiti e come vengano capiti non lo riguarda.

 

/68/ Una giusta impostazione politica non basta di per sé a fare di un lavoro artistico un'opera d'arte.  "Un'opera d'arte priva di valore e di pregio non possiede forza di espressione, nonostante il contenuto politico progressivo".

Come leggere un libro reazionario ma artisticamente buono. Appropriandosi del suo valore artistico con spirito critico.

 

/69/ Teoria della natura umana e teoria dell'amore per l'umanità.

"Non esiste una natura umana astratta al di fuori delle classi".  Per i borghesi umana è la loro natura, mentre ogni altra natura - espressa dalle altre classi - non è umana.

 

/71/ Contro la teoria del metà e metà.

 

/73/ A favore della satira.

Per Mao la satira nasce sotto un regime di oppressione, ma non in un regime di libertà.

© Al di là della satira lo sforzo di spingere gli artisti cinesi a scrivere a favore del regime rivoluzionario e delle masse appare alla luce della cultura borghese assolutamente falso. Teso alla pura propaganda e all'edificazione del «regime».

Tuttavia se si segue la produzione cinematografica statunitense, dalla sua nascita in poi, i film di Capra, i film di guerra e, in assoluto ogni altra espressione artistica vi si rintraccia solo un intendo propagandistico e edificante. A favore esclusivamente dei valori borghesi opposto e contro ogni altro valore.

Eppure quei film commuovono, convincono (sono convincenti) il pubblico occidentale imbevuto di cultura borghese e pcbg. Sono tutt'ora acriticamente seguiti, apprezzati, ammirati,esaltati, eccetera. Giudicati opere d'arte. Nessuno si chiede se lo siano realmente e perché. Nessuno li giudica per il loro contenuto. Eccetera.

L'assunto di Mao è sostanzialmente vero. ←|

 

/76/ [l'autocritica]

 

/77/ [il dogmatismo]

 

/79/ Sulla piccola borghesia. "Gli uomini usciti dalla piccola borghesia si sforzano di utilizzare tutti i mezzi per manifestare ostinatamente se stessi, diffondere le proprie opinioni, pretendere che gli altri trasformino il mondo rimodellandolo ad immagine della piccola borghesia e degli elementi intellettuali".

Credono che il materialismo dialettico sia uno dei tanti sistemi filosofici.  Non hanno alcun sentore che si tratta di un sistema di cui non è facile appropriarsi.

 

© La scritto di Mao notevole nella sua semplicità didattica. Totalmente in linea con l'analisi ma.dial. In evidenza il collegamento fra conoscenza e attività produttiva pratica, fra conoscenza e esperienza diretta.  come la conoscenza provenga esclusivamente dalla esperienza diretta che a sua volta altro non è che attività produttiva. ←|

 

(giugno 1990)

 

 

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[Mao

 

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