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Mao e la rivoluzione culturale

(ALCUNE ANNOTAZIONI)

 

& –  Il centro della rivoluzione  si sposta – '700 in Francia – '800 in Germania – inizio del '900 in Russia, metà del '900 in Cina (S2U/33–34).

& –  Le cause esterne costituiscono la condizione del mutamento, le cause interne costituiscono la base.

& –  Se si guarda al sapere nel suo complesso, deriva esclusivamente dall'esperienza diretta (POC/21). 

 

[la conoscenza storica]

– I limiti della conoscenza storica del passato non dipendevano soltanto dalla mistificazione delle classi sfruttatrici e dalla loro ideologia, ma «anche» dalla limitatezza della produzione (POC).

– "Arrivati all'attuale epoca di sviluppo della società, la responsabilità di una giusta conoscenza del mondo e della sua trasformazione è ricaduta storicamente sulle spalle del proletariato e del suo partito politico". 

 

[il lavoro manuale]

Operare a livello di coscienza delle masse.  Il lavoro manuale è una parte (parte essenziale) del lavoro intellettuale.  - Supera in parte il problema della divisione del lavoro -.

[pratica e teoria]

"Coloro che hanno esperienza pratica devono studiare la teoria e imparare seriamente dai libri: solo così potranno sistematizzare la loro esperienza ed elevarla al livello della teoria". Mao.

 

[teoria e pratica]

Mao in S2U/77 fa la mia stessa analisi del Manuale di economia politica dell'Urss – analisi che calza perfettamente se attribuita al metodo espositivo di Stalin – Il suo punto di partenza, dice Mao, sono sempre delle leggi, delle teorie, dei principi, delle definizioni – è dai fenomeni che bisogna partire, aggiunge, e da questi scoprire le teorie e le leggi – Per Mao fenomeno equivale a forma fenomenica.

[unità - critica - unità]

 "Partire da un desiderio di unità e risolvere le contraddizioni attraverso la critica o la controversia, in modo da pervenire ad una nuova unità.  Su una nuova base".

[rivoluzione culturale]

(CDM 149) - Se è vero che la struttura determina la sovrastruttura (il dato materiale quello spirituale, l'essere sociale  la coscienza sociale) è vero anche il contrario.  Si torna così a un rapporto di scambio dialettico.  La innovazione teorica della rivoluzione culturale è questa.

Marx aveva detto (nella IT) che elementi della sovrastruttura del vecchio sistema permanevano nel nuovo operando una azione di freno e rappresentando la contraddizione.

I cinesi vanno più in là (ma tornano anche indietro) attribuendo un ruolo non soltanto passivo e frenante alle sovrastrutture sociali e culturali, ma attivo, tale da frenare a sua volta, lo sviluppo delle forze produttive e dell'uomo.

 

[dittatura del proletariato e lotta di classe]

(Rivoluzione culturale) - Un concetto sfuggito allo stalinismo o, meglio, distortosi con lo stalinismo, è stato quello di - dittatura del proletariato -.  Dittatura del proletariato su che e su chi?

Nello stalinismo la lotta contro la borghesia è tutta esterna, rivolta verso l'esterno, verso la borghesia internazionale.  Per questo i grandi processi si svolgono all'insegna del tradimento - cosciente - da parte degli accusati contro l'Urss.  Manca l'idea che la borghesia continua a esistere come classe all'interno dell'Urss e a combattere la sua lotta per la propria esistenza entrando nelle maglie deboli e forzando le contraddizioni del socialismo in Urss, della dittatura del proletariato.

I cinesi individuano questo punto debole dello stalinismo (culminato nelle dichiarazioni del XVIII congresso) e riportano il concetto teorico-pratico di dittatura del proletariato a ciò che esso storicamente è. Una lotta non solo contro la classe fisica, ma - contro la sua ideologia -.  Ideologia che può conquistare e conquista anche i proletari, gli operai, i membri del partito.  Così come l'ideologia del movimento operaio conquista gli uomini della borghesia.

L'ideologia di classe non si riproduce meccanicamente all'interno della classe.  È un modo d'interpretare la realtà e di lottare per modificare la realtà attraverso la mobilitazione delle classi rivoluzionarie  (CDM /158-159).

[intellettuali e classe]

(Rivoluzione culturale) - Il problema del rapporto fra classe operaia ed elite intellettuali appare in una luce particolarmente chiara nel corso della rivoluzione culturale (cfr RCCB /280/281).  Il rapporto studenti-operai è dialettico.  Ogni termine esclude l'altro e nel medesimo tempo non può farne a meno.

Mao affida la rivoluzione culturale agli studenti e sono gli studenti a iniziarla.  Ma saranno poi gli operai ad assumerla, a darle consistenza e uno spessore socio-politico.  In mancanza del quale la rivoluzione culturale sarebbe stata diversa. In questo senso non c'è differenza fra la rivolta degli studenti in Cina e la rivolta degli studenti nell'Europa Occidentale (gli SU rappresentano un problema a parte).  Il fatto che la rivolta degli studenti in Cina sia stata ostacolata da una fazione del partito può essere interpretato come autoregolazione del sistema che tende a disciplinare fenomeni sociali e fenomeni economici.  A loro volta basati sulla mentalità collettiva.  Una rivoluzione "riuscita" è sempre una rivoluzione.  Se, una volta avviata, libera forze rivoluzionarie reali, corregge il sistema senza distruggerlo.

[cultura musica letteratura]

(CDM cfr pag 132 e  anche pag 136/138 e sgg)  - "Ciò dimostra in modo efficace che perfino il più tenace dei capisaldi,  l'Opera di Pechino,  può essere conquistato e rivoluzionato e che la forma di arte classica straniera, come il balletto e la musica sinfonica, possono essere anch'esse riplasmate per servire la nostra causa. Questo dovrebbe darci una fiducia ancora maggiore nel rivoluzionamento di altre forme d'arte".  - leggi anche il seguito (138 e sgg), è importante.

 

[positivismo di Mao - progresso e sviluppo]

(POC /15/16) - Si avverte il vizio positivistico della dottrina.  Che differenza c'è in uno schema come questo prospettato da Mao, fra l'idea di progresso e quella di sviluppo.?

Il progresso si produce senza contraddizioni, al di fuori delle contraddizioni.  Lo sviluppo è un momento - nelle - contraddizioni, cioè nell'essenza che si manifesta al fondo della distruzione, della negazione delle apparenze, dei dati di fatto.

In Mao si avverte l'idea di un progresso nello sviluppo.  Di uno sviluppo dove le contraddizioni sono superate dallo sviluppo dialettico del pensiero senza passare per lo stadio della negazione e della distruzione.

(Nella rivoluzione culturale del 66-67 c'è come una svolta pratica di questa ideologia. Il "movimento" dialettico è reale, è nelle masse e per costruire, per andare avanti, per sviluppare è necessario affrontare le contraddizioni nella realtà, negando e distruggendo.  Può essere una risposta alla soluzione di Marcuse della alienazione totale per il suo superamento e la distruzione dell'alienazione).

Mao, per esempio, parla di due stadi della conoscenza.  Uno stadio inferiore (emotivo) e uno superiore (razionale).  Ma i due stadi non sono successivi, ma contemporanei.  Il positivismo nasce dalla successione (concetto di progresso).  Il movimento prodotto dalla contemporaneità (la negazione è presente nel momento della massima maturità che è sempre - insieme - decadenza) delle due negazioni (una nega l'altra) crea lo sviluppo dialettico della realtà.  Anche quando aggiunge che sono reciprocamente inseparabili e si unificano nella pratica, corregge l'errore positivistico ma non lo elimina.

[marxismo-leninismo e la storia]

(CON) - Il marxismo-leninismo va applicato concretamente alla storia ed è una teoria che "si fa" con la storia.

Salvi alcune individuazioni generali, è una teoria "che si fa".  Cuba, in questo senso, è nel marxismo-leninismo.

I principi sono: 1) Lotta di classe, 2) presa del potere, 3) internazionalismo. 

[il partito e le masse]

La spinta rivoluzionaria, che è una spinta alla trasformazione è - potenziale - ma in un certo senso indifferenziata.  Può infatti facilmente mutare di colore, di segno.  Le classi povere sono le più portate al socialismo.  Ma anche qui non in modo spontaneo.  Il ruolo del partito è essenziale.  A patto però che a sua volta non si sostituisca alle masse.

© - Questo concetto del rapporto nel processo partito - masse non va sottovalutato. È dialettico.  Può sintetizzarsi con  masse - partito - masse.  Il partito rappresenta la coscienza e l'organizzazione.  Ma non può essere anteriore ai movimenti di massa.  Deve necessariamente partire da essi.  A questi fornisce tutto ciò che è patrimonio del sapere, compresa la presa di coscienza delle proprie forze e del proprio ruolo nella storia, delle proprie esigenze trasformate in coscienza proletaria.  Assolta questa funzione è di nuovo alle masse che torna il mestolo, a loro l'attuazione pratica e la funzione della trasformazione.

La fantasie è delle masse la tecnica è del partito. Naturalmente sia l'uno che le altre sono due aspetti di una realtà unica nella quale le masse rappresentano la base.  Ma ci sono dei momenti in cui la base è funzionale alla sovrastruttura - che emana da esse, ma si realizza altrove - per tornare trasformata in cultura, sapere, azione, pratica delle masse, del movimento, eccetera. ←|

[la rivoluzione culturale ed Hegel]

Una obiezione ai modi della rivoluzione culturale. Modi tuttavia suggeriti da Hegel.

Argomenta Hegel. Nessun uomo può rinunciare al diritto di accettare la legge o di rifiutarla. Se rinuncia cessa di essere uomo.  Ma "non è tuttavia compito dello Stato impedire che l'uomo rinunci a tale diritto, poiché ciò vorrebbe dire costringere l'uomo ad essere uomo e sarebbe atto di forza".  Cioè per costringerlo a essere uomo ancora una volta gli si impedirebbe di esserlo realmente, poiché un uomo è tale solo se non rinuncia alla propria libertà e lotta per essa.  E diventa uomo il giorno in cui afferma la propria libertà di non esserlo.

La rivoluzione culturale mette in essere le condizioni perché una dialettica del genere suggerito da Hegel prenda corpo e si sviluppi nella realtà delle contraddizioni reali sottese all'interno della società comunista cinese. Un tentativo di produrre teoria nella pratica. Anche un modo di sperimentare la seconda e la terza tesi di Feuerbach. E in un certo senso anche la sesta.

[le due linee della rivoluzione culturale]

Il fatto fondamentale che appare leggendo la stampa cinese maoista è che il punto della lotta sia la considerazione in cui i due gruppi dirigenti considerano le masse.  Il primo, tacciato di borghesismo, ha una posizione stalinista di "tutela delle masse".  E in un certo senso rappresenta la tendenza delle borghesie nazionaliste dei paesi ex coloniali, molto xenofobe ma poco rivoluzionarie. Il secondo, quello maoista, riprende la concezione leninista della superiore coscienza politica delle masse e in particolare degli operai e dei contadini poveri.   È a loro che bisogna lasciare dire l'ultima parola, è con loro che bisogna dialogare, è a loro che ci si rivolge peri controllare lo sviluppo del sistema socialista.

Questa la prima differenza.  Stalinismo xenofobo (quindi violentemente antiamericano e se necessario antirusso) contro maoismo leninista.

C'è poi la concezione della guerra.  I primi la vogliono evitare (rifiutando e mescolando insieme guerra borghese di sfruttamento e guerra rivoluzionaria), gli altri non vogliono lasciarsi influenzare dalla eventualità  di una guerra.  Decisi a battersi sul proprio terreno che è la guerriglia dove il fucile equivale al carro armato e la guerra popolare ha delle sue caratteristiche tali da permettergli di tenere testa ad una guerra di tipo coloniale tradizionale

[gli SU e la guerra]

(CON - Mao) - La tesi è che la terza guerra mondiale si evita contrastando l'imperialismo americano.  Altrimenti l'imperialismo americano, scatenerà la terza guerra mondiale, nel momento che gli sarà più favorevole. Si sta già preparando ad affrontarla accerchiando Cina e Urss. Nella convinzione che la coesistenza pacifica non si mantiene su un piano di debolezza.

 

[dialettica del maoismo]

Novità teorica del maoismo è l'ammissione e il riconoscimento di tutte le contraddizioni, comprese quelle in seno a una società socialista e a un partito comunista.  In questo senso è pensiero dialetticamente avanzato al pensiero sovietico stalinista.  Lenin stesso non poneva le contraddizioni alla base di ogni sua analisi, pur tenendone conto.  Con Mao abbiamo la prima teorizzazione delle contraddizioni nel movimento della storia e della vita sociale e un tentativo di individuarne la struttura.  Alcuni errori di Lenin (e di Stalin) che si rivelarono poi capitali, dipesero proprio dalla incapacità di condurre una analisi dialettica della realtà. Oppure di non prevedere che certe azioni politiche e sociali racchiudevano nel loro interno la propria negazione, negazione che andava individuata,  calcolata, corretta nel momento stesso in cui l'azione veniva posta in essere oppure prevista per un tempo successivo.

(la relazione di lin piao al ix congresso) →

[il Pcus verso la propria trasformazione borghese]

Tesi.  Urss (pag 10). Il partito comunista sovietico una volta al potere ha trasformato la speranza borghese di una restaurazione nei "tentativi di una restaurazione".

[la lotta di classe]

(pag 12) - La lotta di classe e le classi esistono ancora dopo il completamento, nelle sue linee essenziali della trasformazione socialista per quel che concerne la proprietà dei mezzi di produzione.  Il proletariato deve proseguire la rivoluzione anche in regime socialista.

[contraddizioni in seno al partito]

(pagg 40/42).

[fiducia nelle masse]

(pag 35) - Nessuna durezza materiale contro il nemico di classe, perché "se il nemico di classe provoca nuovi disordini, sarà sufficiente mobilitare nuovamente le masse per abbatterlo ancora una volta".

[il pensiero di Mao]

(pag 28) - Il risultato di maggior rilievo della  rivoluzione culturale proletaria è di aver diffuso su così vasta scala il pensiero di Mao Tse-Tung in un grande paese di 700 milioni di abitanti.  (Maoismo - leninismo - pensiero di Mao Tse-Tung).

[clemenza - dare una via d'uscita]

(pag 34) - Porre l'accento sulle prove, sulle inchieste, sulle ricerche.  È strettamente vietato strappare confessioni con la violenza e prestarvi fede.

Clemenza per chi confessa.  Severità per chi si ostina. Offrire sempre una via di uscita -.

[lavoro politico ed economia]

(pag 35) - Il lavoro politico è vitale per ogni nostro lavoro nel settore economico.

[la politica al primo posto]

(pag 36) - La politica è l'espressione concentrata dell'economia.

[la vittoria definitiva]

(pag 37) - ...dipende dalla vittoria della rivoluzione mondiale, dall'abolizione nel mondo intero dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo che permetterà l'emancipazione di tutta l'umanità.

[giudizi sull'epoca attuale]

(pag 39) - "Il pensiero di Mao Tse-Tung è il marxismo-leninismo dell'epoca in cui l'imperialismo va incontro alla disfatta totale e il socialismo avanza verso la vittoria in tutto il mondo". Il pensiero di Mao porta il marxismo-leninismo a una tappa superiore, del tutto nuova.

(pag 41) - L'attuale periodo storico è quello della dittatura del proletariato.

(pag 45) - "Il nemico si disgrega ogni giorno di più, mentre per noi la situazione diventa sempre migliore".

[le quattro contraddizioni]

1) Oppone le nazioni oppresse all'imperialismo e al social-imperialismo, 2) oppone il proletariato alla borghesia nei paesi capitalisti e revisionisti, 3) fra paesi imperialisti e social-imperialisti, e paesi imperialisti, 4) fra paesi imperialisti e social-imperialisti, e paesi socialisti.

L'esistenza e lo sviluppo di queste 4 contraddizioni provocheranno inevitabilmente la rivoluzione.

(pag 56) "L'epoca nella quale entriamo (1962) e che durerà una cinquantina o un centinaio di anni, sarà una grande epoca.  Essa vedrà un mutamento radicale del sistema sociale su scala mondiale. Sarà un'epoca di grandi rivolgimenti, un'epoca senza pari nella storia; in un'epoca come questa dobbiamo essere pronti ad ingaggiare lotte grandiose che, sotto molti aspetti, differiranno dalle forme delle lotte che si sono svolte in passato."

[accuse a Liu Sha-Chi]

(pagg 13/15/35) - Teoria di Liu: 1) estinzione della lotta di classe, 2) teoria dei "docili strumenti", 3) delle "masse arretrate", 4) adesione al partito per assicurarsi delle funzioni dirigenti 5) "fare pace in seno al partito", 6) tensione fra interesse pubblico e interesse privato.

[i membri del partito]

(pag 42) – [] devono praticare la critica e l'autocritica, essere modesti e prudenti, né presuntuosi, né impulsivi nel loro stile di lavoro, perseverare nello stile di vita semplice e di lotta ardua.

[guerra e rivoluzione]

(pag 46) - O è la guerra che provoca la rivoluzione o è la rivoluzione che impedisce la guerra.

[i due opportunismi]

1) Disprezzare il nemico da un punto di vista strategico e globale; 2) non sottovalutarlo mai nelle singole fasi e in ciascuna battaglia concreta.  A) Non tener conto del primo è opportunismo di destra; B) non tener conto del secondo è opportunismo di sinistra. Sottovalutare il nemico da un punto di vista strategico e globale è opportunismo di destra.  Sottovalutare il nemico nelle singole fasi della lotta è opportunismo di sinistra.

[strategia e tattica]

Mao: disprezzare il nemico sul piano strategico, ma tenerne conto su quello tattico.

[degli incentivi]

Limitazione del ruolo degli incentivi materiali e potenziamento degli incentivi non materiali, come riconoscimento da parte di un dato gruppo sociale (e non da parte dei dirigenti) del valore di un modo di comportarsi e di agire.

[i pericoli della società socialista]

Pericoli che minano la società socialista.  Autoriferimento didattico, programmi inutili e frustranti, risorgere del formalismo culturale, funzione corruttrice dei "bei voti", separazione del lavoro manuale da quello intellettuale, tendenza a ripetere modelli culturali e tecnologici stranieri.

[Mao e lo sviluppo socialista]

(cfr S2U/40) - Mao indica le tappe dello sviluppo socialista. 1) I contadini sono una classe arretrata.  2) Il sistema economico base del processo dello sviluppo socialista.  Di conseguenza.  a) La proprietà collettiva va estesa.

b) L'industria va sviluppata. c) Le città moltiplicate e ingrandite. d) I mezzi di trasporto generalizzati e modernizzati. e) L'economia trasformata.  3) Non cedere al nemico di classe sul piano ideologico. 4) Il partito comunista deve avere idee chiare, una giusta e chiara teoria e che questa teoria non può essere che quella marxista-leninista, cioè materialista e dialettica.

[le contraddizioni non antagoniste]

Il carattere non antagonistico delle contraddizioni in seno al popolo non elimina le lotte per la loro soluzione. "Queste contraddizioni, nonostante il loro carattere non antagonistico, devono essere risolte attraverso la storia"  (S2U/74).

Non a caso a pag 14 si era  pronunciato  a favore dell'oggettività delle leggi. E a pag 30 a favore della "necessità oggettiva". 

[la strategia economica maoista]

Storia della strategia economica maoista - Il pensiero di Mao e la rivoluzione culturale (in VE /31, III, '72).

[i dogmatici]

"Adattano invariabilmente quella che credono essere una formula immutabile e l'applicano meccanicamente dappertutto".  Mao.

[agosto 1972]

Storicamente con Ciu En Lai e Mao, in Cina ha vinto il nuovo centralismo. Cosa significa?  Una politica di centro può essere a sua volta rivoluzionaria.  E lo è quando persegue gli obiettivi della sinistra adeguandoli alle possibilità concrete di realizzazione.  È di questo tipo la vittoria centrista di Ciu En Lai?  È questa l'analisi che va condotta?  L'avvicinamento agli SU, l'attenuazione della politica di appoggio al Viet-Nam aprono dei dubbi in proposito.  In un certo senso Ciu En Lai e Mao aprono un periodo che potrebbe apparire per qualche verso - più a destra - della destra, alla Lin Sciao Sci, battuta dalla rivoluzione culturale.  Nel senso che potrebbe accadere che questo centro invece di adottare gli obiettivi della sinistra, adotti gli obiettivi della destra e che sia più nazionalista della destra di Lin Sciao Sci, dal momento che sul piano della politica di potenza individua nell'Urss un avversario più pericoloso degli SU che sono lontani, mentre l'Urss è lì, alle frontiere.

[comportamenti e pratiche secondarie]

(SMC/1097) - Intervento su comportamenti e pratiche apparentemente secondarie, giudicate rivelatori di tendenze generali della società le quali alla lunga - nella lotta per l'instaurazione del socialismo - possono portarlo alla sua sconfitta se non vengono subito corretti.  Fenomeni che si sviluppano alla base della realtà rurale, in maniera capillare. 

Analisi della nascita dei fenomeni che non sono necessariamente importati dal di fuori ma sorgono dalle stesse strutture che si vanno formando nel corpo del processo di costruzione del socialismo.
"L'accuratezza estrema, l'insistenza quasi pignolesca su alcuni dettagli pratici e amministrativi, sono tipiche di Mao. Accuratezza nel risolvere le contraddizioni particolari.  Attenzione alle più piccole difficoltà tattiche quali momenti per determinare le grandi opzioni strategiche (sono elementi fondamentali di tutta la personalità di Mao)" (SMC/1081)-.

[il Pcc e Stalin]

Il Pcc non è mai stato contro la collettivizzazione.  E in realtà, il giudizio sostanzialmente positivo su Stalin, dipende proprio dal fatto che Stalin ha tentato di procedere avanti sulla strada della sperimentazione nella costruzione del socialismo.  La critica del Pcc nei confronti dell'esperienza sovietica riguardava semmai i modi, i metodi e i rapporti che si stabilirono fra i vari settori economici in Urss e la maniera con cui venne condotta la lotta di classe per la collettivizzazione. Inutilmente violenta.

[la funzione dei quadri]

(SMC/1099) - ...ma questo studio e questa partecipazione non devono avere un carattere intellettuale e culturale, bensì pratico.  Soltanto la piena e totale partecipazione alla vita e al lavoro delle masse può permettere al quadro di conoscere la realtà e di trasformarla e, al tempo stesso, conoscere se stesso e la propria funzione. Per partecipazione alla vita e al lavoro, Mao intende lavoro manuale diretto...  - che non eviti gli aspetti concreti e brutali della fatica.

[i giovani]

"I figli dei nostri quadri danno grosse preoccupazioni. Non hanno esperienza della vita né della società.  Ma si mostrano arroganti e hanno un complesso di superiorità molto marcato.  Noi dobbiamo educarli perché non si appoggino  sui martiri della rivoluzione, ma unicamente su se stessi"(Mao - S2U/74).

[pigrizia e opportunismo]

Esiste un rapporto fra "pigrizia" e "opportunismo" piccolo borghese.  Il lavoro fisico è una reale discriminante di classe e di ceti sociali.  La fatica fisica in vacanza, nello sport, è già una differente fatica fisica legata alle necessità del lavoro manuale.

[analisi della lotta di classe in Cina]

(SMC/1045) - (1926).

(1) grande borghesia

(2) media borghesia

(3) piccola borghesia

(4) semi proletariato (sottoproletariato)

(5) proletariato.

Nelle città. (1) grandi banchieri, industriali e commercianti; (2) agenti di cambio, piccoli industriali, commercianti medi; (3) artigiani e piccoli commercianti; (4) commessi, venditori ambulanti, lavoratori artigiani; (5) operai e manovali.

Nelle campagne. (1) grandi proprietari terrieri; (2) piccoli proprietari; (3) coltivatori diretti; (4) mezzadri; (5) braccianti.

[superare la classe di provenienza]

Mao valutò la funzione rivoluzionaria dei contadini poveri in maniera più profonda di Lenin (SMC/1083).  Un'altra differenza fu che di fronte alle difficoltà non decise mai di "tornare indietro" ma al contrario, di fare uno sforzo supplementare, approfondire l'analisi, e quanto fosse necessario per procedere nella direzione voluta, mobilitando più a fondo le masse. Mostrando una fiducia più profonda negli uomini e anche un minor schematismo. L'individuo è legato alla classe, ma può superarla, partendo dalla classe. È dunque necessario arruolare i quadri nelle classi giuste, ma è anche possibile chiedere a loro lo sforzo di superare la propria classe nella presa di coscienza del suo ruolo per tutti, per la società umana nel suo insieme.  È questa una profonda coscienza dialettica, un rapporto corretto fra base e sovrastruttura per un superamento della sovrastruttura e un rovesciamento del rapporto base - sovrastruttura (superata).  (cfr Marx, Processo alla storia - geografia) - Dove la coscienza di classe è anche superamento della classe, in vista della sua abolizione, nel quadro della abolizione delle classi.

 

[ancora …]

[struttura e sovrastruttura]

I cinesi sono per l'interazione reciproca fra struttura e sovrastruttura.  Fra modi di produzione e sovrastrutture ideologiche.

 

[lo studio del marxismo]

(N) - "Per apprendere il marxismo non è sufficiente studiarlo nei libri. È necessario sperimentarlo attraverso la lotta di classe, il lavoro pratico e i contatti con le masse operaie e contadine".  Mao.

 

[le quattro grosse corde]

(N) - 1927, rapporto d'inchiesta sul movimento contadino dello Hunan.  Le quattro grosse corde che permettono il controllo sociale.

ð potere politico

ð potere clanico (i clan)

ð potere religioso

ð potere maritale.

 

[le quattro trasformazioni] (POC/37)

1) trasformazione del mondo oggettivo

2) trasformazione del mondo soggettivo

3) trasformazione delle proprie capacità conoscitive

4) trasformazione del nesso tra mondo oggettivo e mondo soggettivo.

 

[tre modi letterari]

Discorso 1/2/42 a Yennan

Le tre maniere di agire.

1) il soggettivismo (degli intellettuali e degli insegnanti),

2) il settarismo (dei partigiani),

3) la pedanteria verbo-formalistica degli scrittori.

 

[la rivoluzione interrotta]

Rivoluzione interrotta.

Negazione della teoria del progresso senza conflitti.

Lo squilibrio è costante e assoluto.  L'equilibrio è temporaneo e relativo.

Per evitare il rischio di tornare indietro (al capitalismo) è necessario andare avanti (spingendo e radicalizzando la rivoluzione.  "Una rivoluzione dietro l'altra".

 

[una via d'uscita]

"Non dare una via d'uscita è contrario alla politica proletaria".  Mao.

 

 

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“Mao e la rivoluzione culturale – alcune annotazioni” [@MAO]

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