materialismo&dialettica
Logica della materia vivente

1. Fine naturale del vivente, la riproduzione.
Anche l’umanità persegue questo fine che è il suo primo fine.  E anche il suo bisogno primario, base di ogni altro suo bisogno.

 

2. Per soddisfare il suo fine – bisogno riproduttivo l’umanità ha di fronte a sé:
(a) le proprie esigenze biologiche
(b) la natura in grado di soddisfarle.
Ha quindi "due nature" da affrontare.  Una interna e una esterna.

 

# Il modo di  produzione #

 3. I modi di produzione, base della produzione del processo umano e del processo della produzione umana, sono il risultato concreto e storico della maniera con la quale l’uomo cerca di far fronte alle incognite poste dalle due nature. I tentativi con i quali l’uomo cerca di risolvere il problema della propria riproduzione.
Questa riproduzione segue le regole generali della produzione della materia e prende la forma di riproduzione semplice e riproduzione allargata.
Le contraddizioni all’interno della riproduzione allargata provocano alienazione e falsa coscienza.
La riproduzione allargata prende la forma dello sviluppo. Così → produzione, riproduzione semplice, produzione/riproduzione allargata, sviluppo.

 

 4. Il modo di produzione egemone, che si afferma, è quello che dà vita allo sviluppo delle forze produttive o pone i presupposti per questo sviluppo.  Nel porre le basi di questo sviluppo prende a volte la forma di un arretramento come è accaduto con il modo medievale di produzione. Si torna indietro per andare avanti.  Si torna indietro poiché si coinvolgono masse crescenti di uomini (O. y Gasset) e si va avanti poiché questo coinvolgimento è alla base ed è base del prossimo sviluppo delle forze produttive.  Sviluppo che sboccherà nel modo capitalistico di produzione.

 

 5. Base di ogni modo di produzione e dello sviluppo delle forze produttive è l’uomo.

 

# I rapporti di produzione #

 6. I rapporti di produzione sono i rapporti che si stabiliscono fra gli uomini all’interno del modo di produzione.  I rapporti di produzione sono l’altro lato del modo di produzione. Non esiste modo di produzione senza rapporti di produzione.  Né rapporti di produzione senza modo di produzione.

 

 7. I rapporti di produzione danno vita alla struttura giuridica e politica  della società umana.  La religione nasce come regolamento dei rapporti giuridici e politici. Un modo arcaico di regolarli.

 

# Le classi #

 8. Nel corso del loro processo di sviluppo i rapporti di produzione danno vita alle classi.

  

 9. La maniera nella quale questi rapporti si modificano dà vita allo scontro fra le classi (lotta di classe).  Nel medesimo tempo alimenta i rapporti generali e individuali fra gli uomini, sia come rapporti di classe sia come rapporti all’interno delle classi.

Lo scontro di classe  è in atto dall'avvento dell'agricoltura. A seconda del periodo storico prende forme più manifeste o forme più smorzate. In alcuni periodi smorzate al punto di dare l'impressione di non esserci mai state o essere superate e scomparse.

 

# La cultura #

10. La produzione e i suoi modi, il rapporto con la natura esterna, il rapporto con la natura interna, i rapporti di produzione, lo scontro fra le classi (a volte strisciante a volte evidente) che deriva dall’assestamento dei rapporti di produzione, danno vita alla conoscenza.  Alimentano cioè il sapere umano, tutto il sapere umano, comunque sia utilizzato e per qualsivoglia motivo nasca.  Quando la conoscenza si organizza in sapere umano prende la forma della cultura.

 

11. La conoscenza è esperienza diretta dell’attività produttiva pratica. Organizzata sotto la forma di cultura. In quanto tale proviene direttamente dalle esigenze della produzione (rapporto uomo – natura), passa per i rapporti di produzione (rapporti fra le classi), raggiunge e regola i rapporti individuali.

 

# La logica del sociale #

12. La cultura è la forma del sociale impressa dalle esigenze della produzione e dei rapporti di produzione.

 

13. Le esigenze della produzione spingono l’uomo ad affrontare e indagare sulla natura esterna e sulla natura interna.
La forma presa da questo rapporto uomo – natura è la scienza.
Lo sforzo che l’uomo fa per rendere il rapporto con le due nature effettuale è la tecnica.

 

14. I rapporti fra le classi prendono la forma di rapporti sociali, rapporti giuridici e rapporti politici.

  

15. Nel corso di questo processo la cultura, la scienza e la tecnica prendono le forme del costume, del modo di pensare, del folclore, del senso comune, delle abitudini sociali/collettive di un popolo, di una classe, di un ceto sociale, di un gruppo sociale.

 

16. Cultura, scienza e tecnica nascondono nel loro seno un duplice aspetto.  Il primo riflette le esigenze della produzione, il secondo le esigenze dei rapporti di produzione.

  

17. A livello individuale, il costume, il folclore, il senso comune, le abitudini, prendono la forma della psicologia.
Da un lato l’individuo si adatta a ciò che viene trovato (alla cultura, al costume, al folclore, al senso comune, alle abitudini familiari e del gruppo sociale in cui è nato).
Dall’altro ciò che viene trovato prende la forma dell’inclinazione e della passione.
Nella forma della passione e dell’inclinazione, l’individuo lotta per rendere conforme a sé, alla propria classe e al proprio gruppo sociale, il resto del mondo.

  

18. Questo movimento, il movimento dell’adattarsi a ciò che viene trovato, dell’adattamento che prende la forma dell’inclinazione e della passione, l’inclinazione e la passione che spingono l’individuo alla lotta con il resto del mondo, è la forma presa dallo scontro sociale e politico sotto l’aspetto dell’ideologia e a livello sog­gettivo sotto l’aspetto della mentalità.

 

19. Nel processo all’infinito cui dà luogo questo movimento, che dal vivente giunge all’uomo, si forma la logica umana.  La logica, in altre parole, riflette questo movimento.  È la forma che questo movimento prende nella testa dell’uomo.  

 

# La logica della natura #

20. Questo processo all’infinito fa parte della più vasta logica della natura.
L’energia prende la forma della materia, la materia prende la forma della vita, la vita prende la forma del biologico vegetale e animale. Il biologico animale prende la forma della coscienza.  Il biologico animale cosciente è l’uomo.
Con l’uomo la natura prende coscienza di sé e sviluppa un nuovo modo di produzione della materia.
Il mondo del causale e del casuale si restringe e prende spazio il mondo della libertà e della volontà.
Oggettività e soggettività tendono a fondersi superandosi in qualcosa d’altro.

 

21. Legge generale dell’universo è la produzione di materia. La produzione della materia prende la forma del processo. Si manifesta come processo. Il processo di produzione della materia. La produzione della materia si manifesta attraverso le leggi di sviluppo e organizzazione della materia. Lo sviluppo è la forma presa dalla direzione del movimento. Il movimento prende la forma dello sviluppo secondo le leggi della produzione e della distruzione. Ogni produzione comporta una distruzione (vai a @4PP2).
L’organizzazione è la forma presa dalla stabilizzazione del movimento.  E prende la forma di momento.  Le stabilizzazioni del movimento procedono per momenti. Ogni momento si stabilizza con una propria organizzazione. Questa organizzazione prende la forma della struttura. La struttura si riproduce attraverso un processo di trasmissione e di comunicazione.

 

22. Non esiste una struttura generale dei momenti. Lo sviluppo generale ha una propria storia. Non ha una propria struttura.

 

23. La vita umana individuale rispecchia questa legge. Ogni uomo ha una propria storia. Solo ogni singolo momento di questa storia si organizza in una struttura.

 

24. Leggi generali dello sviluppo sono la produzione, la riproduzione  semplice e allargata, l’equivalenza generale.
Legge generale dello sviluppo umano è la produzione e lo sviluppo della coscienza. Nel suo sviluppo la coscienza riflette il 4PP (produzione del processo e processo della produzione della materia) di cui conserva memoria. Memoria che va continuamente rintracciata.
La coscienza si misura individuando il massimo di coscienza possibile raggiunto in una data epoca.

 

# La produzione della coscienza #

 25. La produzione della coscienza da parte della natura (autocoscienza della natura) riflette i nessi con i quali la produzione generale della materia si sviluppa fino all’uomo. Nell’uomo i nessi della produzione della materia prendono la forma di concetti logici e producono forme logiche.
Le forme logiche che riproducono i momenti del processo di produzione della materia  si organizzano nel pensiero scientifico, tecnico, storico. Culturale in senso stretto.
Questa produzione è in corso.

26.   La coscienza è (1) un prodotto dello sviluppo della materia, (2) ha la qualità di riflettere la materia, (3) la coscienza contemporaneamente coglie la realtà della materia e concorre alla produzione allargata dello sviluppo della materia.                 
Coglie gradualmente i vari momenti, movimenti e nessi della realtà e fornisce alla realtà una forma di volta in volta più compiuta. Realtà = esistenza organizzata della materia. Dalle forme elementari alle forme più complesse. Coscienza = massima organizzazione conosciuta della materia. La realtà produce la coscienza che è coscienza dell’esistenza della realtà. È autocoscienza della realtà. È sapere.
La realtà con il pensiero umano prende progressivamente coscienza di sé. Non è l’uomo a prendere coscienza della realtà ma è la materia/realtà a prendere coscienza di sé attraverso il suo prodotto più complesso che è l’uomo e il pensiero umano, il sapere umano.

27.  La produzione della coscienza mantiene la forma duale della materia e prende la forma duale di forma e sostanza, di forma e contenuto. La forma si presenta come concetto evidente e la sostanza come concetto negato e, come tale,  non immediatamente percepibile.
La coscienza negata, una volta superata la negazione, prende la forma di ragione o coscienza piena sul piano individuale e di sapere sul piano del genere umano.
La coscienza piena contiene in sé, riflette, la realtà passata, la realtà presente e la realtà futura o possibile. La realtà riflessa nella coscienza del passato/pre­sente, una volta fusa con la realtà del possibile, prende la forma di realtà concreta.
Sul piano individuale l’intero processo prende la forma di autocoscienza.

 

# Coscienza e falsa coscienza #

 28. La produzione dei concetti, riproducendo i nessi della produzione e della organizzazione duale della materia, nel corso del suo sviluppo prende le forme di coscienza e falsa coscienza. La coscienza e la falsa coscienza nel loro movimento cadono di continuo l’una nell’altra.  
Il soggetto cosciente riflette negandola e rovesciandola la realtà dell’oggetto.

 

29. La falsa coscienza è prodotta
a) dalla struttura duale della materia; b) dalla differenza fra realtà dell’oggetto e realtà del soggetto; c) dalla differenza fra realtà dell’immediato e realtà del concreto; d) dalla coscienza superata.
La mediatezza dell’essere nasce dalla sua immediatezza, per tornare a essere, una volta superata la mediatezza, di nuovo immediatezza.
In questo senso la falsa coscienza rappresenta la transizione del processo che dalla coscienza trascorsa va alla coscienza superata, ma cade nel lato della coscienza trascorsa.
In tutti questi casi la falsa coscienza prende la forma di cattivo rapporto fra le diverse forme di realtà.

 

30. Dal lato della specie umana, la falsa coscienza è il lato nascosto del rapporto uomo-natura e uomo-società.  Come la realtà della natura si presenta sconosciuta all’uomo anche la complessità sociale si presenta altrettanto inconoscibile.
Dal lato dell’individuo e del suo sistema nervoso si può anche dire che la falsa coscienza si presenta come coscienza sotto il dominio del S-Io (introiezione della coscienza trascorsa attraverso le regole dettate dalla struttura della società. Di solito familiare).
Sempre nell’ambito della produzione del sistema nervoso, la coscienza prende la forma di autocoscienza, direttamente sotto il dominio dell’Io, aperta allo sviluppo.

 

31. Coscienza e falsa coscienza si oppongono l’una all’altra nel corso della produzione del processo umano.  Questa opposizione prende la forma di ragione (coscienza) e intelletto (falsa coscienza). 
La falsa coscienza, come la coscienza, è parte integrante della cultura umana.

 

32. L’oscurità della struttura della natura (esterna e interna) che l’uomo ha di fronte, l’oscurità del processo della produzione e dei rapporti di produzione, prendono la forma del rito e del mito.
Il rito è la forma presa dalle esigenze della produzione, dei rapporti di produzione e dallo stretto rapporto che, all’inizio del processo umano, modo di produzione e rapporti di produzione hanno con la natura (esterna e interna).
Il modo di apparire della natura, del modo di produzione e dei rapporti di produzione, il loro intreccio, prendono la forma del mito.

 

33. Mano a mano che la produzione del processo umano diviene più complessa, il processo della produzione (modi e rapporti di produzione) diviene più oscuro.
Alla complessità della natura una e due si aggiunge ora la complessità del processo della produzione. 
Così mentre il modo di produzione della natura si svela e si chiarisce, il modo di produzione del processo di produzione si oscura.

 

# L’alienazione #

34. Questa oscurità, l’oscurità della natura e l’oscurità del processo della produzione prendono la forma dell’alienazione.
L’alienazione è il prodotto della differenza fra la realtà del soggetto e la realtà dell’oggetto.
La realtà del soggetto può prendere la forma della realtà dell’individuo, della realtà della classe, di ogni realtà che si soggettivizza. In que­sto processo il soggetto (individuo, classe, formazione sociale, soggetto accademico) si impossessa delle forme della realtà conosciute e fornisce loro la propria forma (la propria visione).
Una realtà oggettiva si pone come soggetto di fronte a una realtà di diverso livello, solitamente superiore – cioè che comprende il soggetto – ma anche inferiore quando si pone come oggettiva di fronte a un livello inferiore ma complesso.
Esempio. L’Umanità può porsi come soggetto di fronte ai vari popoli che la compongono. E i singoli popoli possono porsi come soggetto di fronte all’Umanità.
L’alienazione è nella sostanza la forma soggettiva presa dall’esclusione dell’uomo dai processi della natura e del modo di produzione.  È l’estraniazione dell’uomo, individualmente o collettivamente, dalla totalità del processo. Prima sotto la forma di esclusione dai processi della natura, poi sotto la forma di espropriazione della società organizzata in classi.
L’alienazione è la mancata coscienza di questa esclusione.

 

35. L’alienazione prende la forma della nevrosi e la nevrosi la forma del feticismo.

 

36. Lo scontro sociale sotto forma di lotta di classe dà vita ai grandi simboli feticistici e ideologici necessari alle classi per condurre la loro lotta (offensiva o difensiva che sia).  I simboli feticistici e ideologici prendono la forma di falsa coscienza.  La falsa coscienza pren­de la forma di comportamenti e pensieri. Comportamenti e pensieri che sul piano col­lettivo prendono la forma della religione e dell’ideologia. Sul piano dell'organizzazione sociale prendono la forma del potere.

 

(luglio 1988 – ottobre 1994 – dicembre 2007)

 

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[sviluppo umano]

Primo, l’immediatezza della vita, tutto ciò che la minaccia immediatamente.

Secondo, il cibo. Mantiene in vita. Necessario alla riproduzione organica immediatamente semplice.

Terzo, la fecondazione, il sesso. Riproduzione biologica immediatamente semplice.

Quarto, il lavoro. Riproduzione allargata biologica. Dà vita ai modi produzione. Scambio semplice. Di sussistenza (si produce solo ciò che si consuma). Raccolta e caccia.

Quinto, l’allevamento. Organizzazione sociale semplice.

Sesto, l’agricoltura. Organizzazione sociale allargata. Scambio semplice. Sviluppo semplice. Rapporti di produzione.

Settimo, distribuzione e commercio. Artigianato. Scambio allargato. Valore di scambio.

Ottavo, l’industria. Sviluppo allargato.

Nono, comunicazione. Riproduzione allargata dello scambio, servizi allargati.

Decimo, globalizzazione. Equivalente generale semplice. Crea le condizioni ma non realizza la crescita della coscienza totale.

Undicesimo, comunismo. Equivalente generale allargato. Realizza la crescita della coscienza e passa all’individualità.

 

 

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“Logica della materia vivente”  [@LOGVIV]

 

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